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      <title>Le autorità politiche nei Promessi Sposi by Luigi Locatelli</title>
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      <description>Realizzato con una sensibilità in grassetto</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-11-21 18:14:14 UTC</pubDate>
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         <title>CAPITANO DI GIUSTIZIA - Capitolo XII: Sommossa di S. Martino a Milano e assalto al forno delle Grucce</title>
         <author>luigi_locatelli98</author>
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         <description><![CDATA[<div>- ufficiale incaricato di mantenere l'ordine pubblico in città;<br>- la coppia folla/capitano rimanda la binomio violenza/ipocrisia<br>- usa un linguaggio che prima maschera, attraverso le lusinghe, e poi rivela i suoi sentimenti;</div><div>- l'ipocrisia richiede un linguaggio misurato, in questo caso paterno e protettivo mentre la verità, lo stato d'animo reale, si esprime in toni violenti e scomposti: da<em> "figliuoli"</em> a <em>"canaglia";<br></em>- figura comica che rappresenta l'impotenza dell'amministrazione giudiziaria di fronte ai moti popolari</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-21 18:16:59 UTC</pubDate>
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         <title>NOTAIO CRIMINALE - Capitolo XV: l&#39;arresto di Renzo</title>
         <author>luigi_locatelli98</author>
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         <description><![CDATA[<div>- è il funzionario addetto alla giustizia criminale che trae in arresto Renzo a Milano;<br>- atteggiamento tracotante, pieno di alterigia e competente il primo giorno quando dialoga con l'oste, assume un atteggiamento comico e ridicolo pur di sottrarsi a una situazione difficile il giorno seguente; <br>- dimostra anche l'impotenza e la scarsità dei mezzi di giustizia quando ordina all'oste della locanda della Luna Piena di sorvegliare Renzo e di non farlo scappare;<br>- è parte della critica manzoniana contro l'inefficienza e le storture  del sistema giudiziario del XVII secolo, in quanto il notaio non è interessato a stabilire la verità ma solo a trovare un malcapitato da arrestare per i tumulti del giorno prima: Renzo è giudicato colpevole prima di essere interrogato e ciò sulla base di congetture e convincimenti personali;</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-21 18:22:35 UTC</pubDate>
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         <title>ANTONIO FERRER - Capitolo XIII: intervento di Antonio Ferrer, che prende in consegna il vicario</title>
         <author>luigi_locatelli98</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>« "Viva Ferrer! non abbia paura. Lei è un galantuomo. Pane, pane!" "Si, pane, pane" rispondeva Ferrer: "abbondanza; lo prometto io" e metteva la mano sul petto."Un po di luogo" aggiungeva subito: "vengo per condurlo in prigione, per dargli il giusto castigo che si merita: e soggiungeva sottovoce "si es culpable". Chinandosi poi innanzi verso il cocchiere, gli diceva in fretta: "adelante, Pedro, si puedes".  </blockquote><div>- i due volti del cancelliere, la sua ambiguità, la sua oscillazione tra il vero e il falso;<br>- è il salvatore del vicario e nello stesso tempo il politico sottile che concede promesse ingannevoli  ma perfettamente funzionali al solo scopo della sua missione: calmare la folla;<br>- alla doppiezza di Ferrer fa riscontro la doppiezza delle sue parole e del suo linguaggio: l'italiano, come linguaggio della finzione e lo spagnolo, come linguaggio della verità. </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-21 18:26:02 UTC</pubDate>
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         <title>VICARIO - Capitolo XIII: l&#39;assalto alla casa del vicario di provvisione</title>
         <author>luigi_locatelli98</author>
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         <description><![CDATA[<div>- uomo di potere colto in una situazione drammatica: pur non essendo lui stesso esente da responsabilità, sta infatti per scontare colpe commessi da altri (lo "sventurato");<br>- la sua reazione al pericolo si esprime in una serie di gesti sconnessi e grotteschi che svelano la sua pusillanimità:</div><blockquote>"Poi, come fuori di sé, stringendo i denti e raggrinzando il viso, stendeva le braccia, e puntava i pugni, come se volesse tener ferma la porta [...]"</blockquote><div>- di fronte alla folla, il vicario sembra una marionetta che si esprime per mezzi meccanici:</div><blockquote>"rannicchiato...si turava gli orecchi in fretta" </blockquote><div>- la rappresentazione fisica è ridotta a due soli aggettivi che ne suggeriscono lo stato d'animo:<em> "pallido, senza fiato";<br>- </em>viene portato in salvo da Ferrer ma l'esperienza appena vissuta lo ha posto in una dimensione del tutto estranea alla politica che trova espressione nella battuta conclusiva: </div><blockquote>"rassegno la mia carica nelle mani di vostra eccellenza, e vo a viver in una grotta, sur una montagna, a far l'eremita, lontano, lontano da questa gente bestiale";</blockquote><div>- personaggio comico e ridicolo caratterizzato dalla paura infantile e la non meno infantile dipendenza dal suo salvatore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-21 18:27:22 UTC</pubDate>
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         <title>Podestà di Lecco - Capitolo v: banchetto al Palazzotto di don Rodrigo</title>
         <author>luigi_locatelli98</author>
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         <description><![CDATA[<div>- incarna quel potere modesto della cui protezione anche Don Rodrigo ha bisogno per continuare a compiere i suoi misfatti;<br>- la sua cultura giuridica , modesta ripetizioni di formule nelle quali non crede, diventa un mezzo di affermazione sociale: non potendo vantare il titolo di nobiltà, si vendica rinfacciando al conte Attilio la sua ignoranza;<br>- vacuità e saccenteria attraverso dotte citazioni (il Tasso, il diritto romano, sillogismi latini), superficialità e ignoranza nel linguaggio: storpia e deforma i nomi ridicolizzandoli;</div><div>- nel capitolo XI Conte Attilio lo definirà "gran caparbio, gran testa vuota, gran seccatore d'un podestà" aggiungendo che però è "un galantuomo, un uomo che sa il suo dovere";</div><div>- tema dell'onore, dell'incultura e del formalismo che si traduce nel rispetto di regole vuote di significato; <br>- è legato alle convenzioni, è mediocre culturalmente e servile.<br><br></div><div><em>TEMA DELLA PAROLA</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-21 18:28:27 UTC</pubDate>
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         <title>CONTE ZIO - Capitolo XVIII: il colloquio tra il conte zio e il conte Attilio</title>
         <author>luigi_locatelli98</author>
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         <description><![CDATA[<div>- membro del consiglio segreto;<br>- il personaggio non ha nome proprio: è anonimo, viene indicato per mezzo della qualifica sociale (è conte) e  della parentela con Rodrigo e Attilio (è il loro zio) ed è "il capo e la colonna della casa [...]";<br>- contrasto esasperato tra verità e apparenza;<br>- è una vera e propria nullità, ma è davvero abile a trasformare il vuoto che lo caratterizza in una risultante che è il "credito": il suo è un potere illusorio, giocato sulla parola e sulla mimica, ma creduto effettivo, reale;<br>- Il ritratto che ne fa Manzoni è ricco di particolari e di umorismo: basti pensare al "soffiare" con cui il conte zio accompagna le sue allusioni ad impegni politici in realtà inesistenti: si tratta di una mimica efficacissima che rende il personaggio ancora più grottesco;<br>- il legame che lo unisce a conte Attilio e a Don Rodrigo è nella difesa gelosa del buon nome familiare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-21 18:30:01 UTC</pubDate>
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         <title>PADRE PROVINCIALE - Capitolo XIX: Il conte zio invita a pranzo il padre provinciale e il colloquio fra le due autorità</title>
         <author>luigi_locatelli98</author>
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         <description><![CDATA[<div>- rapporto verità e falsità;<br>- la figura di autorità politica e religiosa;<br>- il dialogo come iniziale scontro per l'onore e autorità che si trasforma in un forzato trattato di pace per la continuità di un buon rapporto di convivenza e aiuto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-21 18:31:09 UTC</pubDate>
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         <title>I &quot;GRANDI UOMINI&quot; E IL TEMA DELLA GUERRA - Capitolo XXVII: La guerra di successione al ducato di Mantova</title>
         <author>luigi_locatelli98</author>
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         <description><![CDATA[<div>- le manovre dei grandi uomini (il cardinale Richelieu, don Gonzalo, il duca di Savoia, gli ambasciatori) servono soltanto a rivelare quanto di tragico e disumano vi sia nelle guerre e nella politica, ridotta a <strong>giochi diplomatici, ad astuzie meschine, volte ad affermare come verità ciò che è solo apparenza</strong>;<br>- gli uomini come don Gonzalo sono semplicemente dei distruttori, vittime della loro stessa ambizione: di conseguenza, la storia "ufficiale" si riduce a un lungo elenco di ingiustizie e di massacri;<br>- per Manzoni la politica dovrebbe essere la ricerca della pace e della giustizia, ma in realtà le vicende narrate sono la negazione di questi ideali;</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-21 18:32:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>luigi_locatelli98</author>
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         <pubDate>2016-11-29 18:39:10 UTC</pubDate>
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         <title>TEMA DELLA PAROLA</title>
         <author>luigi_locatelli98</author>
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         <pubDate>2016-12-04 11:26:21 UTC</pubDate>
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         <title>Le parole del capitano</title>
         <author>luigi_locatelli98</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>Ma figliuoli, - predicava di lì il capitano, - che fate qui? A casa, a casa. Dov'è il<strong> timor di Dio</strong>? Che dirà il <strong>re nostro </strong>signore? Non vogliam farvi male; ma andate a casa. Da bravi! Che diamine volete far qui, così ammontati? Niente di bene, ne per l'anima, né per il corpo. A casa, a casa. </blockquote><div><br></div><blockquote>- <strong>Figliuoli</strong>, - grida: molti si voltano in su; - figliuoli, andate a casa. Perdono generale a chi torna subito a casa.</blockquote><div> </div><blockquote>- Giudizio, figliuoli! badate bene! siete ancora a tempo. Via, andate, tornate a casa. Pane, ne avrete; ma non è questa la maniera. Eh!... eh! che fate laggiu! Eh! a quella porta! Oibò oibò! Vedo, vedo: giudizio! badate bene! è un delitto grosso. Or ora vengo io. Eh! eh! smettete con que' ferri; giù quelle mani. Vergogna! <strong>Voi altri milanesi, che, per la bontà, siete nominati in tutto il mondo! Sentite, sentite: siete sempre stati buoni fi... Ah canaglia! </strong></blockquote><div><br></div><blockquote>Questa rapida mutazione di stile fu cagionata da una <strong>pietra che, uscita dalle mani d'uno di que' buoni figliuoli, venne a batter nella fronte del capitano</strong>, sulla protuberanza sinistra della profondità metafisica. - Canaglia! canaglia! - continuava a gridare, chiudendo presto presto la finestra, e ritirandosi.<strong> Ma quantunque avesse gridato quanto n'aveva in canna, le sue parole, buone e cattive, s'eran tutte dileguate e disfatte a mezz'aria, nella tempesta delle grida che venivan di giù</strong>.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-04 13:26:10 UTC</pubDate>
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         <title>Le autorità politiche nei Promessi Sposi</title>
         <author>luigi_locatelli98</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nei Promessi sposi i personaggi che esercitano il potere politico sono spesso oggetto di una critica impietosa, accusati di essere degli sciocchi incompetenti e incapaci di ricoprire gli incarichi loro affidati e ciò emerge soprattutto nel periodo della peste, oppure di agire in modo subdolo e menzognero, abili a dissimulare le loro vere intenzioni usando un linguaggio pieno di ambiguità, in questo acquista grande rilievo la questione della lingua e della sua comprensibilità da parte del popolo. </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-04 13:58:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>luigi_locatelli98</author>
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         <title></title>
         <author>luigi_locatelli98</author>
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         <title></title>
         <author>luigi_locatelli98</author>
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         <title>DON GONZALO FERNANDEZ DE CORDOBA</title>
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         <title></title>
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         <title>Ferrer:</title>
         <author>luigi_locatelli98</author>
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         <description><![CDATA[<div>- Come il podestà ha il senso formale della legge;<br>come il capitano id giustizia, ma più abilmente di lui, si rivolge al popolo con parole che affettano comprensione;<br>- usa il politichese che diventa gestualità istrionica di attore e bilinguismo;<br>- affetto come ogni autorità politica da formalismo, vuota teatralità, improvvisazione, culto dell'apparenza a danno della sostanza;</div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>luigi_locatelli98</author>
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