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      <title>NAPOLI MEDIEVALE: ANGIOINI E ARAGONESI by </title>
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      <description>creato con sonno</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-01-04 14:38:49 UTC</pubDate>
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         <title>Napoli Angioina</title>
         <author>simoncina2000</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’avvento degli angioini segnò una svolta determinante nella storia del Meridione e in particolare di Napoli che dal 1282, a seguito dei Vespri Siciliani, diventò la capitale del Regno, il fulcro di ogni attività sociale e culturale e assunse un ruolo di preminenza rispetto agli altri centri campani, come non era avvenuto nei secoli di dominazione precedente.I sovrani angioini si trovarono a dover organizzare un vero e proprio impero e in alcuni settori stabilirono un rapporto di continuità anche con la dinastia precedente.L’ordinamento amministrativo, ad esempio, rimase sostanzialmente invariato con la suddivisione della città in "sedili" - fabbriche di cui non rimane più traccia -, dove si riunivano gli eletti della nobiltà (e in seguito del popolo), che nominavano i rappresentanti delle circoscrizioni presso la Corte e il Capitano della Piazza. Dal punto di vista urbanistico nel periodo angioino Napoli cominciò a cambiare volto.Il centro ducale assunse il carattere di area conventuale e religiosa, mentre le attività commerciali e di rappresentanza e il centro direzionale furono spostati sulla fascia costiera, intorno alla nuova residenza regale di c, allo scopo di operare una sorta di decentramento, differenziando le funzioni delle singole aree cittadine.Accanto al parziale ampliamento delle mura vi furono la nascita di nuove zone residenziali (il Largo delle Corregge, la regione di Carbonara) e la relativa urbanizzazione di Chiaia e della collina di Sant’Erasmo , la bonifica della zona situata presso l’attuale Ponte della Maddalena, la lastricazione delle strade, la realizzazione di ingenti opere fognarie, la creazione di "tribunali" responsabili di singoli settori della vita pubblica (tribunale <em>delle acque e mattonate</em> per le strade, tribunale <em>delle fortezze </em>per le porte e le mura) e, soprattutto, l’ampliamento del Porto e la creazione del Mercato, lavori con i quali gli angioini mostrarono di aver compreso l’importanza dei rapporti e dei traffici marittimi e la conseguente funzione economica e strategica del porto di Napoli.Distrutti, purtroppo, a causa dello sventramento ottocentesco le logge, i fondaci, i banchi e il mercato, il volto della città angioina sopravvive grazie alle numerose fabbriche religiose, edificate dai sovrani in base a un preciso programma politico teso a proteggere gli ordini monastici mendicanti, verso i quali era più incline il senso religioso del sovrano, e per caratterizzare la conquista del Regno come missione di "pietà" voluta dal Cielo e richiesta dal Papato.Tale concetto è efficacemente espresso nella pala di Simone Martini dipinta per la chiesa di San Lorenzo Maggiore  e oggi al Museo di Capodimonte, con<em> San Ludovico e storie della sua vita,</em> dov’è raffigurata l’incoronazione terrena di Roberto d’Angiò al trono di Napoli e quella celeste di San Ludovico, fratello del re, francescano spirituale, quindi dissidente.La pala concludeva una lunga vicenda imperniata sui delicati rapporti tra la corte angioina, la curia pontificia, allora ad Avignone, e il ramo conventuale, cioè ortodosso, dell’Ordine francescano ed è un documento figurativo di altissima qualità, solo in parte recepito dall’ambiente napoletano, maggiormente orientato verso l’aderenza al reale che verso le eleganze formali di Simone Martini.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-04 14:45:02 UTC</pubDate>
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         <title>Napoli Aragonese</title>
         <author>simoncina2000</author>
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         <description><![CDATA[<div>Alfonso V d’Aragona e I come Re di Napoli detto il Magnanimo, prima di entrare in città, rende onore alla ferrea resistenza dei Napoletani, stremati dal lungo assedio, vietando ai propri soldati di compiere rappresaglie e saccheggi.<br>Questo provvedimento divide gli abitanti in due partiti: i sostenitori della nuova dinastia e i nostalgici degli Angioini.<br>Il monarca sposa Maria di Castiglia e&nbsp; decide di vivere a Napoli; la capitale diventa il centro pulsante della confederazione formata da Aragona, Catalogna, Valenza, Baleari, Corsica, Sardegna, Sicilia e alcuni territori della Toscana. Sorge l’accademia Pontaniana, il dialetto napoletano diviene la lingua ufficiale e si innalzano magnifici edifici come la chiesa di Monteoliveto, definita un gioiello del Rinascimento.&nbsp; Lo splendido arco di trionfo, posto all’ingresso di Castel Nuovo, immortala l’ingresso in città di re Alfonso, avvenuto il 26 febbraio 1443.Il sovrano concede ampia autonomia in materia di giurisdizione per saldare l’intesa con l’aristocrazia, istituzionalizza l'Ordinedella giara, dà impulso allo sviluppo economico, rafforza l’esercito e la marina, a protezione della flotta mercantile; aiuta Giorgio Castriota Scandeberg impegnato a contrastare l’avanzata dei Turchi.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-04 14:46:48 UTC</pubDate>
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         <author>simoncina2000</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel giugno del 1458 Alfonso muore lasciando a Ferrante, figlio naturale avuto con una sua cugina,&nbsp; il trono del Regno di Napoli e all’altro figlio Giovanni, il Regno di Sicilia. Lo rimpiange la sua bella amante Lucrezia D'Alagno che il popolo considera la vera regina di Napoli. Su Ferrante, sposo della principessa Isabella Chiaromonte, incombe la minaccia di Giovanni d’Angiò, figlio di Renato, che scende in Italia per restaurare il dominio angioino. Il Sovrano faceva parte dell'Ordine del Dragone (o del Drago), un ordine militare&nbsp; istituito dall'imperatore del Sacro Romano Impero Sigismondo di Lussemburgo (1368 † 1437),&nbsp; per contrastare&nbsp; il potere dell'Impero Ottomano.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-04 14:50:53 UTC</pubDate>
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         <author>simoncina2000</author>
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         <pubDate>2017-01-04 14:53:58 UTC</pubDate>
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         <title>Maschio Angioino</title>
         <author>simoncina2000</author>
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         <pubDate>2017-01-04 14:59:00 UTC</pubDate>
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         <title>Chiesa Santa Chiara</title>
         <author>simoncina2000</author>
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         <title>S.Chiara</title>
         <author>simoncina2000</author>
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