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      <title>La poesia nel primo Novecento by Raffaella Luti</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-04-10 19:04:18 UTC</pubDate>
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         <title>La Belle epoque</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>I primi 15-20 anni del Novecento sono stati considerati un'appendice di quello che dagli storici (cfr. Hobsbawm) è stato definito il secolo lungo: l'Ottocento. In questi anni della cosiddetta <em>Belle Epoque</em> si assiste alla fine di quel processo che determina l'affermazione della grande borghesia la quale, grazie al colonialismo, tende a un ampliamento sempre più intenso dei mercati. Inoltre, sulla spinta della seconda rivoluzione industriale, si assiste all'espansione dell'industria e dei consumi che si avviano a diventare "di massa". In questa società la classe operaia si organizza per rivendicare i propri diritti. Dal punto di vista delle ideologie politiche il concetto di nazione, che ha sostenuto il processo risorgimentale in Italia e in Germania, si avvia sulla strada di un nazionalismo sempre più esasperato e aggressivo. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-10 19:28:15 UTC</pubDate>
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         <title>Le Avanguardie</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>Caratteristica della cultura dei primi 20 anni del Novecento  è lo sviluppo delle cosiddette Avanguardie, movimenti artistici che nascono da un sentimento di contestazione della società contemporanea e delle manifestazioni culturali del passato. Rifiutando infatti sia la poetica del Naturalismo sia quella del Decadentismo, le Avanguardie concepiscono l'arte come un'attività di gruppo, ispirata a ideali comuni codificati in un manifesto, e il poeta non più come un vate o un veggente, ma come un provocatore che attacca la società contemporanea e provoca il pubblico. Esse promuovono inoltre un rinnovamento radicale del linguaggio poetico. </p><p>Il termine avanguardia è mutuato dal lessico militare, in cui indica un drappello di soldati che vengono mandati in avanscoperta per spiare le mosse e le posizioni del nemico.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-10 19:34:07 UTC</pubDate>
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         <title>Il Futurismo</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>Fu il movimento avanguardista italiano più organizzato e significativo. Fondato da Marinetti, che ne pubblicò il <em>Manifesto</em> su "Le Figaro" nel 1909 a Parigi, fu un movimento artistico-letterario.</p><p>Le idee del Futurismo prendevano le mosse dalla volontà di rompere con il passato per seguire la modernità: in questo senso nel <em>Manifesto</em> si dichiara di voler "uccidere il chiaro di luna", distruggere le biblioteche i musei e le accademie. Al passato trito e vetusto, viene contrapposta la civiltà moderna con il mito della velocità della macchina "Un automobile ruggente -afferma Marinetti- è più bello della Vittoria di Samotracia".</p><p>Contro l'immobilismo pensoso del passato ora si esaltano l'aggressività, l'insonnia, il passo di corsa, lo schiaffo il pugno e la guerra "sola igiene del mondo", le belle idee per cui si muore e il "disprezzo per la donna" (perché considerata latrice di valori deboli).</p><p>Tali messaggi venivano espressi durante le "serate futuriste" che si concludevano spesso con risse e violenti scontri fisici.</p><p>I futuristi fondarono anche una rivista ("Lacerba") sulla quale esprimevano le loro idee politiche, manifestando apprezzamento per gli anarchici e il socialismo rivoluzionario. Per questo inizialmente incontrarono le simpatie della classe operaia. Quando poi prevalsero in loro le spinte nazionalistiche, che portarono Marinetti a esaltare la guerra in Libia e l'intervento dell'Italia nella prima guerra mondiale, il movimento si orientò sempre più su posizioni di destra, fino a diventare l'organo artistico ufficiale del Fascismo. E Marinetti, che voleva distruggere le accademie, fu nominato da Mussolini Accademico di italia.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/1e/Manifestofuturismo.jpg" />
         <pubDate>2024-04-10 19:47:59 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;arte futurista</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>L'anno successivo al Manifesto Futurista del 1909 aderirono al movimento anche artisti come Boccioni e Carrà. Nel video vengono passate in rassegna le loro opere.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=GqEfxvFi1cU" />
         <pubDate>2024-04-10 19:49:55 UTC</pubDate>
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         <title>Manifesto tecnico della letteratura futurista</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel 1912 con questo documento Marinetti fissa i principi della letteratura futurista:</p><ul><li><p>distruggere la sintassi tradizionale, liberare le parole dalla "prigione del periodo latino", usare le parole in libertà</p></li><li><p>usare i verbi all'infinito</p></li><li><p>abolire aggettivi, avverbi e punteggiatura</p></li><li><p>sostituire la metafora con l'analogia </p></li><li><p>dal punto di vista dei contenuti cantare il coraggio, l'audacia, la ribellione, la velocità,  la macchina, le locomotive...</p></li></ul><p><br></p>]]></description>
         <enclosure url="https://digilander.libero.it/sitographics/doc%20fut_pdf/m-letteratura-marinetti_1912.pdf" />
         <pubDate>2024-04-10 19:55:19 UTC</pubDate>
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         <title>La critica sul Futurismo</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>Come venne giudicato il Futurismo?</p><p><br/></p><p>Gramsci ne dette un pungente giudizio: "I futuristi? Un gruppo di scolaretti che sono scappati da un collegio di gesuiti, hanno fatto un po' di chiasso nel bosco vicino e sono stati condotti sotto la ferula della guardia campestre", nel senso che, quello che era nato come movimento antiborghese, fu ricondotto "sui binari" da Mussolini, anch'egli inizialmente antiborghese. </p><p><br/></p><p>Gobetti li bollò come "cialtroni", disprezzandone la dimensione violenta.</p><p><br/></p><p>Ancora oggi si oscilla tra le riserve per le sua involuzione politica verso il Fascismo e l'ammirazione per lo sperimentalismo formale: in effetti è grazie a questi poeti che si dissolsero le vecchie forme linguistiche e metriche della poesia italiana.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-10 20:15:01 UTC</pubDate>
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         <title>Aldo Palazzeschi, tra futurismo e  crepuscolarismo</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>I futuristi e i crepuscolari, apparentemente agli antipodi, in realtà hanno elementi comuni, tanto che un poeta come Palazzeschi riuscì a fondere le due esperienze. Entrambi i movimenti infatti rifiutavano la retorica ottocentesca, rappresentata da D'Annunzio, tentando strade nuove e più moderne. Guarda il video per comprendere meglio i punti di contatto tra i due movimenti e l'esperienza rappresentata da Palazzeschi.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=dpSdOZG5mqA" />
         <pubDate>2024-04-10 20:17:39 UTC</pubDate>
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         <title>Tommaso Marinetti</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>Tommaso Marinetti mette in pratica nel suo poemetto <em>Zang tumb tuuuum</em> i principi enunciati nei suoi manifesti: nella celebre pagina in cui descrive il bombardamento della città turca di Adrianopoli da parte dei bulgari nel 1912, a cui lui era presente come corrispondente estero durante la prima guerra balcanica, usa parole in libertà, onomatopee, effetti grafici, spazi bianchi per evocare nella pagina quella che è stata la terribile esperienza da lui vissuta sotto le bombe.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=3_3O0zOiX-w" />
         <pubDate>2024-04-10 20:33:22 UTC</pubDate>
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         <title>La poesia crepuscolare</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>Mentre i poeti futuristi esaltano la vita eroica, le macchine, le grandi metropoli e i toni violenti, i poeti crepuscolari amano la vita umile, gli ambienti provinciali e i toni dimessi. Inoltre se il Futurismo fu un movimento artistico-letterario organizzato che ebbe implicazioni anche politiche e sociali, il Crepuscolarismo fu un orientamento esclusivamente letterario.</p><p><br/></p><p>Il termine crepuscolare fu usato dal critico Borgese nel 1910 in una recensione alle poesie di Moretti, per sottolineare la modestia dei temi, tratti dall'umile realtà quotidiana, e il tono sommesso e prosastico.  L'aggettivo fu coniato per mettere in evidenza una poesia dai colori spenti, simili a quelli della penombra crepuscolare, espressione di uno stato d'animo umbratile, triste e malinconico.</p><p><br/></p><p>Anche se i crepuscolari non furono un'avanguardia vera e propria, perchè non si dettero mai un programma e un manifesto; tuttavia anche la loro poesia voleva segnare una rottura netta con la tradizione poetica passata. Consapevoli della crisi della filosofia del Positivismo, esprimono uno stato d'animo stanco, sfiduciato e malinconico, abbandonando l'idea del poeta vate o veggente e dichiarando che il poeta crepuscolare non ha ideali da proporre né miti da celebrare, rifiutando ogni impegno di tipo civile, politico e sociale. </p><p>Essi ripiegano così verso una dimensione quotidiana dell'esistenza, semplice e modesta, e cantano le strade deserte, le stazioncine abbandonate, le casette solitarie, gli ospedali, i malati, le servette, le signorine brutte, le fontane singhiozzanti, i vecchi salotti pieni di "buone cose di pessimo gusto"...</p><p>Le radici della poesia crepuscolare sono nella poetica del fanciullino pascoliano, con la differenza che essi non credono che il poeta fanciullo possa essere un veggente e cogliere qualche bagliore dei misteri della vita: per loro il poeta non ha nessun ruolo nella società di massa e addirittura dichiarano di vergognarsi di essere poeti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-10 20:50:19 UTC</pubDate>
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         <title>I crepuscolari e il ruolo di poeta</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>I crepuscolari hanno perso la fiducia nell'arte e nel ruolo degli artisti. Alcune dichiarazioni fanno capire bene il loro stato d'animo a questo proposito:</p><p><br/></p><p>"Io mi vergogno, sì, mi vergogno di essere un poeta" (Gozzano, <em>La signorina Felicita</em>)</p><p><br/></p><p>"Perché tu mi dici: poeta? Io non sono un poeta, io non sono che un piccolo fanciullo che piange" (Corazzini, <em>Desolazione del povero poeta sentimentale</em>).</p><p><br/></p><p>Soprattutto in quest'ultimi versi è chiaro il riferimento a Pascoli, ma anche la netta differenza: il poeta per affermare se stesso sceglie la <em>via negationis</em>, quasi sapesse dire chi è soltanto dicendo chi non è attraverso la negazione di Pascoli, per cui il poeta era il fanciullino, mentre qui del poeta si dice che non è un poeta ma solo un piccolo fanciullo piangente. </p><p><br/></p><p>Del resto anche Palazzeschi deve constatare che </p><p>"gli uomini non domandano più nulla dai poeti" (<em>E lasciatemi divertire</em>). </p><p><br/></p><p>In questo testo, espressione della sua poetica, risulta chiaro che per lui la poesia non si propone di comunicare alcun messaggio, ma viene ridotta a un gioco, a puro divertimento, superando le parole in libertà dei futuristi, per giungere ai suoni in libertà: </p><p><br/></p><p>"Tri tri tri,<br>fru fru fru,<br>ihu ihu ihu,<br>uhi uhi uhi!</p><p>Il poeta si diverte,<br>pazzamente,<br>smisuratamente!<br>Non lo state a insolentire,<br>lasciatelo divertire<br>poveretto,<br>queste piccole corbellerie<br>sono il suo diletto".</p><p><br/></p><p>Nella lirica <em>Chi sono?</em>,  interrogandosi sul proprio io, traccia prima un autoritratto in negativo, affermando di non essere un poeta né un pittore né un musicista, poi dichiara di essere "il saltimbanco dell'anima mia", il clown che gioca a divertire se stesso e a distrarre la sua anima: la poesia ha assunto ormai una dimensione privata, non ha più pretese pubbliche.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-10 20:59:00 UTC</pubDate>
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         <title>Guido Gozzano</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>E' il poeta più rappresentativo del crepuscolarismo. Nato a Ivrea (TO) morì a 33 anni consunto dalla tisi, come l'amico Corazzini. Nasce come imitatore di D'Annunzio e dei suoi atteggiamenti estetizzanti, poi si distacca dal mito del poeta-vate e lo riufiuta nettamente. </p><p>Ai miti dannunziani sostituisce progressivamente la poesia delle "buone cose di pessimo gusto", la descrizione della vita di provincia semplice e sana, contrapposta a quella di una società malata di arrivismo. </p><p>La sua poesia è spesso venata di nostalgia del tempo che fu, sia dal punto di vista storico della Torino capitale del regno che aveva perso questo ruolo, ma soprattutto dal punto di vista personale esprimendo il rimpianto dei sogni infranti, delle speranze non mantenute:</p><p>"...non amo che le rose che non colsi. Non amo che le cose che potevano essere e non sono state..."</p><p>Rimpiange il mondo piccolo borghese del passato, nonostante sia consapevole dei limiti e delle meschinità ad esso sottese. </p><p>Le forme sono dimesse e colloquiali, vicine al discorso parlato.</p><p>La <em>Signorina Feicita (ovvero la felicità)</em> è uno dei suoi componimenti più noti: la lirica prende avvio dalla lettura della data del 10 luglio, giorno di Santa Felicita, sul calendario. Questo gli ricorda una donna non bella, ma semplice e buona, conosciuta in un paesino vicino a Ivrea con la queale si era illuso di poter vivere una vita tranquilla, un sogno che come tanti altri non potè realizzare, tormentato dalla malattia e dal presagio della morte imminente. La signorina Felicita ribalta il mito della donna aristocratica, delle attrici dannunziane. La poesia ha la struttura di un poemetto diviso in 8 parti, in cui si canta "ciò che poteva essere e non è stato"</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-10 21:07:05 UTC</pubDate>
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         <title>Benedetto Croce</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>Vissuto a cavallo tra 800 e 900, fu un pensatore napoletano autore della <em>Filosofia dello Spirito</em>. </p><p>Secondo lui le attività dello spirito sono due: teoretica (θεάομαι=vedere), con cui l'uomo conosce la realtà; e pratica (πράσσω=fare), con cui l'uomo opera sulla realtà. </p><p>L'attività teoretica si svolge in due fasi: una intuitiva e alogica (fase estetica, αισθάνομαι=percepire con i sensi), la seconda razionale (fase filosofica). </p><p>La poesia secondo Croce è il prodotto della prima attività dello spirito, quella teoretica, quando nella fase intuitiva e alogica coglie il particolare non per via razionale, ma per sentimento, per adesione spontanea alla realtà, senza distinguere il vero dal falso. La poesia è quindi un atto creativo individuale che scaturisce dalla genialità del poeta. </p><p>Per questo definì la poesia dapprima "intuizione pura", espressione di un sentimento avvertito dal poeta allo stato sorgivo e scevro quindi da elementi riflessivi e da finalità utilitaristiche (morali, sociali, politiche..);  poi "intuizione lirica", perché espressione del sentimento individuale del poeta;  infine "intuizione cosmica" perché rispecchia, a partire da un punto di vista particolare (quello del poeta), la vita dell'universo intero e dello spirito umano in generale. </p><p>Dal concetto di poesia come intuizione pura, lirica e cosmica deriva il compito del critico che deve distiguere nell'opera d'arte la poesia dalla non poesia, cioè i motivi lirici sentimentali e fantastici dagli elementi politici, morali, religiosi, filosofici ecc. estranei alla poesia. </p><p>I due limiti che sono stati ravvisati nella critica crociana sono proprio la distinzione troppo netta tra poesia e non poesia e lo scarso interesse verso il contesto storico, le esperienze biografiche personali e l'ambiente sociale in cui si sviluppa la personalita dello scrittore, che invece inevitabilmente influenzano la sua produzione.</p><p><br/></p>]]></description>
         <enclosure url="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/4c/Benedetto_Croce_01.jpg" />
         <pubDate>2024-04-11 15:24:22 UTC</pubDate>
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         <title>Sviluppi della critica letteraria tra XIX e XX secolo</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>Possiamo considerare Francesco De Sancits (autore della prima <em>Storia delle letteratura italiana</em> per le scuole) il primo critico letterario in senso moderno. Per lui contenuto e forma di un'opera sono inscindibili come anima e corpo di un organismo vivente. Inoltre ogni opera d'arte è senza dubbio espressione dell'individualità dell'artista ma,  al tempo stesso, ha anche una sua storicità perchè in essa l'artista esprime indirettamente gli ideali e la cultura del suo tempo.</p><p>Dopo di lui si dedica a riflessioni di critica letteraria Benedetto Croce, che propone un approccio all'opera d'arte completamente diverso (vedi sezione apposita)</p>]]></description>
         <enclosure url="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/5c/Francesco_De_Sanctis.jpg" />
         <pubDate>2024-04-11 15:25:57 UTC</pubDate>
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         <title>Giuseppe Ungaretti </title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>Ungaretti nasce ad Alessandria d'Egitto nel 1888 da genitori italiani provenienti dalla città di Lucca e migrati per motivi di lavoro: il padre è un operaio che lavora alla escavazione del canale di Suez e che muore quando lui ha appena 2 anni, così la madre per recuperare uno stipendio apre un forno in casa. </p><p>Il fatto di abitare in una casa ai margini del deserto ha lasciato un ricordo indelebile in lui di quel paesaggio sconfinato e simile al "niente", in quella città che è in continua trasformazione a causa delle tempeste di sabbia che ne cambiano continuamente il volto: "quella mia città si consuma e s'annienta di attimo in attimo".</p><p>Ad Alessandria conosce anche due sub che fanno parte di una spedizione archeologica che va alla ricerca dei resti dell'antico porto della città. Alla poesia si avvicina grazie alla conoscenza di Enrico Pea.</p><p>Dall'Egitto si allontana nel 1912 per andare a studiare a Parigi: passando per l'Italia, fa una visita all'Abetone. Ne resta colpito, perché non ha mai visto una montagna: gli rimane impressa la sua imponenza e il fatto che "sta". </p><p>A Parigi tra i suoi maestri c'è Bergson; conosce e frequenta Apollinaire, Modigliani, De Chirico, Picasso...</p><p>Nel 1915 in occasione dell'entrata in guerra dell'Italia ritorna per arruolarsi nell'esercito italiano.</p><p>Nel 1916 pubblica la prima raccolta <em>Il porto sepolto</em>, che poi prenderà il titolo <em>Allegria di naufragi</em> nel 1919 e <em>L'allegria</em> nel 1931. </p><p>Dopo la guerra inizierà a lavorare come corrispondente de "Il popolo d'Italia", il giornale fondato da Mussolini, prima a Parigi e poi a Roma. Nel 1919 aderisce ai Fasci di combattimento.</p><p>A partire dal 1936, lavorerà come professore  accettando l'incarico di docente di Letteratura italiana a San Paolo del Brasile. Durante questo soggiorno perde il figlio di 8 anni, Antonietto. Rientrato in Italia nel 1942 inizia a insegnare all'Ateneo di Roma. </p><p>Nel frattempo continua a pubblicare raccolte di poesie: nel 1933 <em>Sentimento del tempo</em>, nel 1947 <em>Il dolore</em>. Dopo la fine del Fascismo, fu sospeso dall'insegnamento e chiamato a rispondere del suo sostegno alla politica fascista: fu poi reintegrato in cattedra.</p><p>Tutte le sue raccolte poetiche verranno pubblicate in un volume unico nel 1969, <em>Vita d'un uomo</em>: il titolo sottolinea il carattere autobiografico dell'opera, che vuole essere un diario dell'esistenza non solo del poeta ma di ogni uomo in generale come suggerisce l'articolo indeterminativo.</p><p>Muore a Milano nel 1970.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://www.raiplay.it/video/2020/04/Ungaretti-vita-di-un-poeta---Ritratti-contemporanei-Giuseppe-Ungaretti-bbd1fec0-83de-4e44-ba2b-d7de77874793.html" />
         <pubDate>2024-04-17 18:25:53 UTC</pubDate>
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         <title>Le poesie di Ungaretti</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>Tutte le poesie scritte da Ungaretti furono pubblicate nella raccolta <em>Vita d'un uomo</em> nel 1969.</p><p><br/></p><p>Il poeta aveva iniziato a scrivere poesie durante gli anni della prima guerra mondiale, in trincea, su pezzetti di carta di fortuna, mentre rischiava la vita. In questo contesto ha dovuto rendere il linguaggio essenziale, ridotto ai minimi termini, in cui le parole sono accostate per analogia, perché non aveva tempo di usare una sintassi complessa: per cui spesso il verso si riduce a essere composto da un solo vocabolo che deve essere scelto con cura, perché deve essere significativo e pregnante. La sua poesia è fatta di vocaboli spesso isolati nel verso e circondati di spazi vuoti. La punteggiatura scompare, i versi sono liberi, il titolo è parte integrante del testo e fondamentale per la sua piena comprensione. </p><p><br/></p><p>Queste poesie scritte in guerra vanno a comporre la raccolta <em>Il porto sepolto</em>, del 1916. Il titolo è dovuto a un ricordo d'infanzia: ad Alessandria i due fratelli Thuile gli avevano raccontato del porto sommerso della città di epoca ellenistica, alla ricerca del quale loro tutti i giorni si immergevano. Nella lirica omonima è contenuta una dichiarazione di poetica: il poeta è come un palombaro che si immerge negli abissi del suo io per svelare i misteri dell'esistenza e riemergendo offre ai lettori i suoi canti, senza però riuscire a rivelare il segreto della vita che resta "inesauribile". Come i Decadenti ritiene che la realtà si possa conoscere solo per folgorazioni e illuminazioni sporadiche, che ci sia una relazione tra le creature con cui l'uomo talvolta si sente in armonia.</p><p><br/></p><p>A questa raccolta continua a lavorare aggiungendo altri testi e la ripubblica nel 1919 con il titolo <em>Allegria di naufragi</em>: nel testo omonimo, che fa parte della raccolta, spiega l'ossimoro del titolo. L'uomo come un "superstite lupo di mare" deve affrontare la vita fatta di gioie (allegria) e momenti difficili (naufragi), rimettendosi sempre in mare senza farsi mai abbattere: come ha fatto lui che, dopo aver visto gli orrori della guerra e pur avendo perso molti compagni, ha ricominciato a vivere.</p><p><br/></p><p>Nel 1931 la raccolta viene ripubblicata con il solo titolo di <em>Allegria</em>: è scomparsa dal titolo ogni connotazione negativa, resta solo l'esultanza di essere scampati ai pericoli della vita.</p><p><br/></p><p>Un'altra raccolta interessante è <em>Sentimento del tempo </em>(1933) a cui fa da sfondo la città di Roma la quale, con i resti dei suoi antichi momumenti, diventa simbolo della memoria e permette di percepire l'incessante scorrere del tempo e della vita come un processo continuo di creazione e distruzione: non a caso la sezione centrale ricorda Crono, antica divinità collegata al tempo. La vera novità della raccolta è l'emergere di un sentimento religioso che porta il poeta alla ricerca di Dio, visto come un approdo sicuro che lo può sollevare dai sue inquietudini e dai suoi dolori. Per questo affermerà di essere passato dalla condizione di "uomo di pena" a quella di "uomo di fede".</p><p><br/></p><p>La raccolta <em>Il dolore</em> del 1947 prende questo nome perché le liriche qui raccolte sono nate dalla triste esperienza personale della morte del figlio, unita alla costernazione per le sciagure della patria e per la tragedia della seconda guerra mondiale. </p><p><br/></p><p> </p>]]></description>
         <enclosure url="https://www.raiplay.it/video/2018/02/Giuseppe-Ungaretti-Il-segreto-della-poesia-biografia-vita--poeta-4a015731-021c-4493-a41e-94c636102d22.html" />
         <pubDate>2024-04-17 19:21:35 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Gli anni dal 1920 al 1945</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>Gli splendori della Belle epoque si infrangono di fronte alle atrocità delle due guerre mondiali: la prima 1914-1918, la seconda 1939-1945. Anche l'Italia, seppur in ritardo rispetto agli altri stati europei, partecipa ai due conflitti. In mezzo alle due guerre si afferma il Fascismo che condurrà all'avvento di un regime totalitario guidato da Mussolini: il cosiddetto ventennio fascista (1922-1943).</p>]]></description>
         <enclosure url="https://www.storicang.it/medio/2023/05/25/soldati-italiani-escono-da-una-trincea-nel-corso-di-una-battaglia-della-prima-guerra-mondiale_f8d4c4f7_800x555.jpg" />
         <pubDate>2024-04-17 20:39:21 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Umberto (Poli) Saba</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il video riassume le tappe salienti della biografia dell'autore, la poetica e analizza alcune liriche de <em>Il canzoniere</em></p>]]></description>
         <enclosure url="https://www.raiplay.it/video/2017/08/Umberto-Saba-il-poeta-dell-inconscio-poesia-Trieste-inconscio-infanzia-nostalgia-f7dce8ff-2090-4b09-9e44-79e35f197ec7.html" />
         <pubDate>2024-04-17 21:18:21 UTC</pubDate>
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         <title>Statua di Saba a Trieste</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p><em>Statue di bronzo a Trieste</em> (da <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://raccontiviaggi.it">raccontiviaggi.it</a>) </p><p>Ma vediamo queste&nbsp;<strong>statue di bronzo a Trieste</strong> che ritraggono questi quattro grandi scrittori. Punto di partenza per un <strong>itinerario letterario a Trieste</strong> è la <strong>statua di Italo Svevo</strong>, in Piazza Hortis accanto alla biblioteca civica. Un tempo Svevo amava recarvisi a leggere e studiare. La statua lo rappresenta proprio così, con un libro in mano e diretto all’ingresso della biblioteca.</p><p>Sul&nbsp;<strong>Ponterosso</strong> che attraversa il Canal Grande troviamo la statua di <strong>James Joyce</strong> che passeggia con un libro sotto braccio. James Joyce amava frequentare a Trieste il caffè Stella. Uno dei molti locali storici che furono punti d’incontro di intellettuali e scrittori fin dal Risorgimento.</p><p>In <strong>via Dante</strong> invece incontriamo la statua di un infreddolito <strong>Umberto Saba</strong> che cammina con il suo bastone, con una targa di bronzo in cui reca la scritta. <em>“Avevo una città bella tra i monti, rocciosi e il mare luminoso”. </em>All’angolo in via Nicolò si trova la libreria antiquaria gestita da Saba, oggi ancora in attività.</p><p>Per finire in <strong>Piazza Borsa</strong> troviamo la&nbsp;<strong>statua di Gabriele D’Annunzio </strong>raffigurante il poeta pescarese a gambe accavallate seduto su di una panchina mentre è assorto nella lettura. Il suo gomito del braccio sinistro appoggiato su di una pila di libri.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-17 21:19:58 UTC</pubDate>
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         <title>Le riviste</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>Gli intellettuali del Novecento sentono il bisogno di inserirsi da protagonisti nella vita nazionale: nell'800 alcuni di loro erano integrati nella società, ma solo nel ruolo di insegnanti (es. Carducci e Pascoli). In un secolo di grandi trasformazioni ambiscono invece a promuovere il miglioramento e la trasformazione sociale. Per questo danno luogo a forme di aggregazione e, riuniti in gruppi, esprimono un netto rifiuto dei valori borghesi e un'adesione a ideali diversi: ad es. D'Annunzio e i Futuristi, sposando l'ideologia del nazionalismo, esaltano l'eroismo e la guerra.</p><p>Il bisogno di partecipazione spinge a fondare riviste culturali per proporre e dibattere nuove idee. E' a Firenze che nascono quelle più importanti: "Il regno" che propugna il nazionalismo; "Hermes" che si prefigge di rinnovare la letteratura; "Leonardo" cha dà voce alle nuove teorie filosofiche di Nietzsche e Bergson; "La critica" fondata e diretta da Croce e che, oltre a essere un importante organo di divulgazione letteraria, fu in campo politico un faro negli anni bui del Fascismo con continui richiami in difesa della libertà e della dignità umana. </p><p>Soprattutto ebbe rinomanza "La voce" fondata da Prezzolini nel 1908 dove si discutevano temi politici, sociali e letterari. Vi aderirono intellettuali del calibro di Croce, Salvemini, Ungaretti. L'impegno era quello di svecchiare e sprovincializzare la cultura italiana e di occuparsi di problemi reali della vita socio-politica (la scuola, la questione meridionale...). Via via alcuni intellettuali l'abbandonarono, soprattutto nei momenti cruciali, in occasione della spedizione in Libia e della prima guerra mondiale, perché non sposavano le idee interventiste della dirigenza.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-27 09:02:12 UTC</pubDate>
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         <title>Ungaretti prove online, Zanichelli</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>Ungare</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-05 15:27:55 UTC</pubDate>
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         <title>Il porto sepolto, Ungaretti</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <pubDate>2024-05-05 15:29:38 UTC</pubDate>
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         <title>Veglia, Fratelli, Soldati </title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <pubDate>2024-05-05 15:33:49 UTC</pubDate>
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         <title>Allegria di naufragi, Ungaretti</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <pubDate>2024-05-05 15:41:54 UTC</pubDate>
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         <title>La madre, Ungaretti</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <pubDate>2024-05-05 15:45:57 UTC</pubDate>
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         <title>Giorno per giorno, Ungaretti</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <pubDate>2024-05-05 15:53:21 UTC</pubDate>
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         <title>Ed amai nuovamente, Saba</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <pubDate>2024-05-05 16:14:49 UTC</pubDate>
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         <title>Amai, Saba</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <pubDate>2024-05-05 16:18:12 UTC</pubDate>
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         <title>poesie dedicate agli affetti familiari, Saba</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <pubDate>2024-05-05 16:22:02 UTC</pubDate>
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         <title>la poesia per Linuccia, Saba</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <pubDate>2024-05-05 16:24:24 UTC</pubDate>
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         <title>A mia moglie, Saba</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <pubDate>2024-05-05 16:25:11 UTC</pubDate>
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         <title>poesie per la balia, Saba</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <pubDate>2024-05-05 16:28:59 UTC</pubDate>
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         <title>Ulisse, Saba</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <pubDate>2024-05-05 16:33:41 UTC</pubDate>
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         <title>Quello che resta da fare ai poeti, Saba</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <pubDate>2024-05-08 10:56:16 UTC</pubDate>
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         <title>Le vostre mappe per la prova orale dell&#39;esame di Stato</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/lutiraffaella/mappe-5l-icqsqsinpys6lb07">https://padlet.com/lutiraffaella/mappe-5l-icqsqsinpys6lb07</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-09 22:08:58 UTC</pubDate>
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         <title>Introduzione ai manifesti di Gentile, ovvero degli intelletturali fascisti, e di Croce, ovvero di quello degli antifascisti</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <pubDate>2024-05-23 05:05:35 UTC</pubDate>
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         <title>Ulisse di Saba, commento di Garosi, es. di analisi p. 133</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <pubDate>2024-05-26 11:04:26 UTC</pubDate>
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         <title>Eugenio Montale</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>Montale, premio Nobel della letteratura italiana nel 1975 dopo Carducci, Deledda, Quasimodo e Pirandello, ha scritto poesie tra il 1920 e il 1980: in esse esprime la sua visione negativa del mondo, caratterizzandosi come il poeta del "male di vivere". Nella sua concezione la poesia non può avere funzione consolatoria né quella di diffondere verità o false illusioni, ma semmai di tramandare valori e ideali che possono rappresentare un'ancora di salvezza per l'uomo.</p><p><br/></p><p>Nato a Genova nel 1896 da famiglia borghese, consegue il diploma di ragioniere, ma ben presto approfondisce per conto conto lo studio di testi filosofici e letterari (grazie anche all'aiuto della sorella iscritta a filosofia) e si dedica al canto. Milita nella Grande guerra. </p><p>Nel 1920 durante una delle estati passate a Monterosso (famosa località delle Cinque terre in provincia di La Spezia), conosce Anna degli Uberti, cantata nelle sue poesie con il nome di Arletta o Annetta. </p><p>Nel 1925 pubblica la prima raccolta di poesie <em>Ossi di seppia</em>, l'articolo Omaggio a Svevo e firma il "Manifesto degli itellettuali antifasciti" redatto da Croce.</p><p><br/></p><p>Nel 1927 si trasferisce a Firenze dove vive fino al 1948. Qui negli anni trenta diviene direttore del Gabinetto Viesseux (un istituto culturale che si occupa della divulgazione della cultura scientifica e letteraria), ma sarà costretto ad abbandonare l'incarico quando rifiuterà di aderire al partito fascista. In questi anni fiorentini frequenta il Caffè delle giubbe rosse in Piazza della Repubblica insieme a Quasimodo e Contini e approfondisce i suoi interessi su Dante grazie alla conoscenza di Irma Brandeis, studiosa americana allieva di Singleton venuta a studiare in Italia: a lei, chiamata con il nome di Clizia, dedica le liriche della raccolta <em>Le occasioni </em>(1939).</p><p><br/></p><p>Quando lei, a causa delle leggi razziali, è costretta a tornare negli USA, il poeta va a vivere con Drusilla Tanzi, moglie di un critico d'arte che Montale sposerà nel '62 e che nelle sue poesie canterà con il nome di Mosca (per gli occhiali enormi che portava a causa della forte miopia).</p><p><br/></p><p>Durante la II GM si iscrive al Partito d'Azione, ma nel 1946 la divisione della scena politica in due blocchi dominati da PCI e DC determinano il suo allontanamento dalla politica attiva. </p><p><br/></p><p>Nel 1948 si trasferisce a Milano, dove inizia la sua attività di giornalista per il "Corriere della sera". Le poesie scritte dopo la guerra confluiscono nella raccolta <em>La bufera e altro</em>. Nel 1967 gli viene conferita la laurea <em>honoris causa </em>all'università di Cambridge. Nel 1975 arriva il Nobel per aver interpretato "con grande sensibilità artistica valori umani nel segno di una visione della vita senza illusioni".</p><p><br/></p><p>Muore a Milano nel 1981.</p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-18 19:57:50 UTC</pubDate>
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         <title>Manifesto degli intellettuali fascisti</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>Scritto da Gentile, firmato da Marinetti, PIrandello e Ungaretti</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-18 20:14:52 UTC</pubDate>
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         <title>Manifesto degli intellettuali antifascisti</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>Scritto da Croce, firmato da Montale, Matilde Serao, Luigi Einaudi</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-18 20:18:10 UTC</pubDate>
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         <title>Le poesie di Montale: Ossi di seppia (1925)</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>"Avendo sentito fin dalla nascita una totale disarmonia con la realtà che mi circondava, la materia della mia ispirazione non poteva che essere quella disarmonia. Non nego che il fascismo prima la guerra più tardi  e la guerra civile più tardi ancora mi abbiano reso infelice: tuttavia esistevano in me le ragioni dell'infelicità che andavano molto al di là e al di fuori di questi fenomeni".</p><p><br/></p><p>In queste parole di Montale si esprime quel "male di vivere" che canterà nei suoi versi e che diventa condizione ontologica (connaturato cioè all'essere umano, non legato quindi a questo o a quel momento storico), rappresentata attraverso l'espediente del correlativo oggettivo di Thomas Eliot: l'infelicità viene espressa per mezzo di oggetti che sono contemporaneamente "cose" ma anche simboli del dolore della condizione umana. Ecco allora nelle sue poesie divenire rappresentazione del male di vivere quegli "ossi di seppia" abbandonati dal mare su una spiaggia assolata che evocano la morte; ecco "il cavallo stramazzato" e "la foglia riarsa" assurgere a simbolo del dolore esistenziale che accomuna tutte le creature; ecco la "muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia" farsi correlativo oggettivo dell’impossibilità di valicare il limite della condizione umana, di "svelare" quello che c'è oltre la "realtà fenomenica" e di comprenderne il significato più profondo. </p><p><br/></p><p>L'incessante meccanicismo cosmico che regola la vita degli esseri viventi in una catena infinita di cause ed effetti si riversa in una sofferenza esistenziale che è rappresentata dagli oggetti di un paesaggio ligure arido e assolato. Tuttavia la consapevolezza del male di vivere non esclude la ricerca di un senso della vita, di un "varco" che si apra all'improvviso in mezzo a quella catena interminabile di cause ed effetti in cui l'uomo si sente imprigionato, per rivelare all'uomo la verità, il segreto intimo delle cose. </p><p><br/></p><p>La prima raccolta <em>Ossi di seppia</em> è un romanzo di formazione, che si apre con un momento sereno di incanto, di stato di felicità a contatto con la natura con la quale si vive un'esperienza panica, a cui segue il disincanto e un senso di spaesamento, quando al poeta si rivela il meccanicismo inesorabile della natura e l'impossibilità di ogni possibile trascendenza. Da qui deriva la sensazione di disarmonia e di solitudine dell'uomo. La presa di consapevolezza dell'assoluta negatività del vivere fa sì che nemmeno la poesia possa dare certezze e consolazione: essa può solo proporre un attaggiamento di distacco dalla realtà, un'indifferenza che il poeta definisce "divina" e che nasce dall'accettazione di quella che è la condizione umana. Ma questa indifferenza non sempre è possibile per il poeta, preso continuamente dall'ansia di scoprire "una maglia rotta nella rete", "l'anello della catena che non tiene", lo sbaglio della natura, "il varco" che riveli la verità che giace al fondo dell'esistenza umana. Il poeta è continuamente in attesa di un'epifania, di "un miracolo" che gli sveli i segreti della vita, ma che non avviene mai. </p><p><br/></p><p>La negatività di Montale è stata definita dal critico Guglielmino "dialettica", oscillante tra la constatazione del male di vivere e la speranza di un suo possibile superamento.  Questo dualismo si concretizza nei due elementi dominanti del paesaggio ligure, il mare e la terra: il primo luogo della vita e della gioia, il secondo sede del dolore. Del resto anche gli "ossi di seppia" sono emblema di questa duplicità: prima galleggiano vivi nel mare, poi giacciono inerti sulla spieggia.</p><p><br/></p><p>Parlando dello stile delle sue poesie in una <em>Invervista immaginaria</em> Montale dice che è basato sulla "controeloquenza", ovvero è antidannunziano, e contrapposto alla "vecchia lingua aulica", in quanto le parole da lui predilette sono aspre e "petrose" e i versi spesso si fanno prosastici.</p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-18 21:06:52 UTC</pubDate>
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         <title>Le poesie di Montale: Le occasioni (1939)</title>
         <author>lutiraffaella</author>
         <link>https://padlet.com/lutiraffaella/632rv5lsm8mb1d3z/wish/3455996990</link>
         <description><![CDATA[<p>Racoglie le poesie scritte negli anni dell'affermazione del Fascismo, quando molti intellettuali cercano nella poesia un baluardo contro l'acquiescenza al regime.  </p><p>Firenze diventa città-simbolo di questa scelta. </p><p><br/></p><p>Nella raccolta <em>Le occasioni </em>il paesaggio ligure predominante in <em>Ossi di seppia</em> cede il posto al paesaggio interiore dell'anima: il poeta rievoca le occasioni della sua vita passata, amori, incontri, paesaggi...richiamate alla mente non per nostalgia, ma per analizzarle e capirle nel loro valore simbolico, come esemplificazioni del male di vivere, in cui si ravviva tutto il suo senso di solitudine e di angoscia esistenziale. </p><p><br/></p><p>Il libro si articola in 4 sezioni: la prima ricorda personaggi lontani spesso femminili, tra cui Dora Markus; la seconda è un canzoniere d'amore dedicato a </p><p>Clizia, ispiratrice della raccolta; la terza è un poemetto; la quarta contiene liriche per una fanciulla amata e morta precocemente che assume la missione di donna-angelo. </p><p><br/></p><p>Spazio e tempo sono negativi: desolato e ostile il primo, incomprensibile nel suo cessante trascorrere il secondo.</p><p><br/></p><p>Il poeta che cercava "varchi" negli <em>Ossi di seppia</em>, sostituisce a quella ricerca un dialogo con un tu femminile, con una donna-angelo, una creatura che porta salvezza, una luce confortatrice di speranza in un mondo che si avvia alla bufera che sta per travolgere l'interna umanità.</p><p><br/></p><p>Tra le liriche più note della raccolta c'è il componimento <em>Dora Markus</em>. Nella poesia viene rievocata questa donna ebrea che il poeta ha conosciuto a Porto Corsini vicino a Ravenna. La poesia si divide in 2 parti: nella prima viene descritta tutta l'inquietudine della figura femminile, che cerca di esorcizzare attraverso oggetti riposti nella sua borsetta, quasi fossero amuleti contro il male; nella seconda parte la donna è colta nella quotidianità della sua villa in Carinzia, intenta alle sue abitudini casalinghe, ignara della ferocia che si sta abbattere su lei israelita e sull'Europa indifferente, un presentimento del poeta delle persecuzioni naziste e della guerra. </p><p><br/></p><p>Altro testo famoso <em>Non recidere forbice quel volto </em>legato al tema della forza disgregatrice del tempo, che porta via i ricordi più belli lasciando l'uomo in una fredda solitudine. Il tema della memoria è centrale ne <em>La casa dei doganieri, </em>una costruzione a strapiombo su una scogilera sul mare, luogo degli incontri con l'amata: ma il ricordo di quella casa è vivo solo nel poeta, mentre la donna distratta da altre vicende ha dimenticato. Anche in questo caso la rievocazione del passato si risolve in un senso di solitudine, a conferma del male di vivere.</p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-18 21:30:09 UTC</pubDate>
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         <title>Le poesie di Montale: La bufera e altro</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>La terza raccolta di poesie fu scritta dal 1940 al 1954: in queste liriche sono continuamente presenti gli eventi della storia contemporanea (Fascismo, guerra), vivi e brucianti, che obbligano il poeta a confrontarsi con la realtà.  </p><p><br/></p><p>Di fronte a una sensazione continua di catastrofe cosmica, la figura femminile assume il ruolo di donna-angelo salvifica che guida gli uomini verso la speranza. </p><p><br/></p><p>Ma nell'ultima sezione del libro domina la figura di un "ombroso Lucifero" che scende sulla terra per annientare l'umanità e il prigioniero torturato nel lager divene simbolo di un'umanità feroce e disumana.</p><p><br/></p><p>Per cui al poeta non resta che sperare nella poesia, la "traccia madreperlacea" della lirica<em> Piccolo testamento, a</em>nche se i rischi di una società che si avvia alla rovina non sfuggono al poeta, perché il progresso causa lo smarrimento dei valori su cui è costruita: uno di essi è la cultura, ma l'indebolimento progressivo del valore di essa, a cui Montale assiste, determina anche la fine della poesia, infatti il poeta rinuncia a scrivere versi per 10 anni, dedicansosi esclusivamente all'attività giornalistica per il Corriere della sera. </p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-18 21:56:46 UTC</pubDate>
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         <title>Le poesie di Montale: Satura (1971)</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>La prima sezione intitolata <em>Xenia </em>contiene poesie per la moglie Drusilla morta da pochi anni. </p><p><br></p><p>La sua visione del mondo si è incupita e l'alluvione di Firenze del 1966 diviene simbolo del disordine che domina nel mondo e della violenza che spazza via tutti i valori. </p><p><br></p><p>Sullo sfondo di questa raccolta si sente il clima della guerra fredda, lo sviluppo della società dei consumi che avanza, il predominare di ritmi di vita alienanti e ripetitivi, la perdita di identità dell'uomo.</p><p><br></p><p>Il linguaggio si fa colloquiale, il tono ironico e polemico prevale per nascondere l'amarezza della condizione umana.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-18 22:05:14 UTC</pubDate>
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         <title>Montale prosatore</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>Accanto alla produzione poetica, bisogna ricordare l'attività di traduttore (testi di Melville, Cervantes, Shakespeare) e di giornalista: alcuni suoi articoli li ha raccolti in <em>Auto da fè</em>, sono scritti fortemente critici contro la società di massa che toglie agli uomini la morale e impoverisce la cultura riducendola a strumento di divertimento. </p><p><br/></p><p>Inoltre fu autore di racconti raccolti nel testo <em>Farfalla di Dinard</em>: nella storia che dà il titolo alla raccolta, Montale racconta che ogni giorno, mentre se ne stava seduto in un caffè di Dinard, una piccola città della Bretagna, "una farfallina color zafferano"<em> </em>veniva a trovarlo, forse era un messaggio segreto della donna amata ormai lontana o forse solo un'illusione dettata dall'assenza.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-18 22:19:02 UTC</pubDate>
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         <title>Alcune pagine di Zang Tumb Tumb</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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         <title>Alcune pagine di Zang Tumb Tumb</title>
         <author>lutiraffaella</author>
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