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      <title>Gabriele D&#39;Annunzio by Patrizia Di Vico</title>
      <link>https://padlet.com/patdiv1969/62zraawlshk4</link>
      <description>La pioggia nel Pineto
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-02-06 21:24:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>patdiv1969</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="https://youtu.be/5OsUnxY5mgw">https://youtu.be/5OsUnxY5mgw</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 21:33:50 UTC</pubDate>
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         <title>La pioggia nel pineto.                                                                                        In questa lirica domina l&#39;elemento musicale sottolineato da pause di silenzio: le immagini visive, uditive, olfattive e tattili sfumano e si perdono in quelle sonore; e anche le persone (il poeta e la sua compagna) perdono il loro valore reale per divenire partecipi dell&#39;immensa sinfonia della natura.Il poeta ascolta la voce della pioggia sugli alberi del bosco e la riproduce con ricchezza di immagini e varietà di suoni. Le parole stesse e il ritmo dei versi si dissolvono in note di canto. E in quest&#39;atmosfera di sogno e di armonie, anche il poeta e la sua donna si sentono rivestire di una personalità nuova, diversa: immersi nel verde della pineta, inebriati di suoni e di profumi, si fondono con la natura che li circonda fino a sentirsi parte integrante di essa e palpitare della stessa vita delle piante e delle erbe. </title>
         <author>patdiv1969</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 21:36:41 UTC</pubDate>
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         <title>Il poeta e patriota italiano Gabriele D&#39;Annunzio è stato uno degli ultimi grandi rappresentanti del Decadentismo italiano. Nel rapporto con il particolare ambiente culturale e mondano di Roma, cominciò a forgiare il suo stile raffinato e comunicativo, la sua visione del mondo e il nucleo centrale della sua poetica. Dopo vari spostamenti e un periodo in Francia, D&#39;Annunzio tornò in Italia nel 1915, per divenire un partecipante attivo della Grande Guerra; fu infatti aviatore e perse la vista da un occhio dopo un brutto atterraggio. Le tendenze di destra di D&#39;Annunzio lo resero simpatico al regime fascista, che nel 1924 gli conferì il titolo di Principe di Montenevoso. Il governo gli diede anche una villa sul Lago di Garda, dove rimase fino alla sua morte, avvenuta il 1 marzo 1938.</title>
         <author>patdiv1969</author>
         <link>https://padlet.com/patdiv1969/62zraawlshk4/wish/151987885</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 21:57:02 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>patdiv1969</author>
         <link>https://padlet.com/patdiv1969/62zraawlshk4/wish/151988858</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Le </strong><strong><em>Laudi del Cielo, del Mare, della Terra e degli Eroi</em></strong> sono le raccolte poetiche della maturità di <a href="http://www.oilproject.org/lezione/d-annunzio-poesia-5774.html">D’Annunzio</a> e furono progettate, in seguito al viaggio in Grecia del poeta nel 1895, nel 1899. Secondo il progetto iniziale dello scrittore le liriche<strong> dovevano essere divise in sette libri, quante sono le Pleiadi</strong> (Maia, Elettra, Alcione, Merope, Asterope, Taigete e Celeno), ma <a href="http://www.oilproject.org/lezione/d-annunzio-poesia-5774.html">D'Annunzio</a> <strong>riuscì a comporne solo cinque</strong>:<em> Maia, Elettra, Alcione</em> (1903), <em>Merope</em> (1912) e i<em> Canti della guerra latina</em> (1914-1918).<strong> Il tono epico-celebrativo delle liriche appare come la trasfigurazione in poesia del mito della "Rinascenza latina"</strong> e del nuovo Rinascimento propri di quell’epoca.</div><div> </div><div><strong><em>Maia</em></strong></div><div>Premessa ideale e introduzione delle <strong><em>Laudi</em></strong><strong>, </strong><strong><em>Maia</em></strong><strong> è composto nel 1903</strong>, dopo <em>Elettra</em> e <em>Alcyone</em>, ma viene posto nel disegno conclusivo del poeta all’inizio. Questo libro comprende<strong> ventuno canti di diversa lunghezza</strong>, con i primi due componimenti che aprono il ciclo delle <strong><em>Laudi</em></strong><strong>: </strong><strong><em>Alle Pleiadi e ai Fati</em></strong><strong> e </strong><strong><em>L’Annunzio</em></strong>, canto sulla resurrezione del dio pagano Pan, simbolo della bellezza e la gioia del mondo e della comunione con la natura. Ed è questo uno dei temi centrali del libro,<strong> ovvero la possibile comunione con la natura e la sua forza vitale, che permette di raggiungere la felicità</strong>. <em>Maia</em> si presenta quindi come un’<strong>esaltazione alla vita</strong> - il sottotitolo stesso<em> Laus vitae </em>indica questo intento celebrativo -, una vita nuova di cui sono degni sono alcuni essere umani, gli eroi o i superuomini. In questo libro emerge quindi la<strong> rielaborazione dannunziana del vitalismo nietzschiano</strong>: il <a href="http://www.oilproject.org/definizione/superuomo.html">superuomo</a> è colui che, dotato di una vitalità e di una comunione maggiore rispetto agli altri, realizza se stesso e i suoi istinti. Viene espresso quindi il nuovo<strong> modello superomistico che deve basarsi su nuovi valori: “Volontà, Voluttà, | Orgoglio, Istinto”,</strong> come afferma il poeta in <em>La quadriga imperiale</em>.</div><div>Il libro riporta il triplice viaggio metaforico del poeta prima nella Grecia classica, simbolo della perduta comunione tra uomo e natura, poi nell’Agro romano e nella Cappella Sistina, simboli del rinascenza latina e del raggiungimento dell’ideale eroico, e infine nel deserto africano, dove il poeta incontra Felicità e Libertà. <em>Maia</em> si chiude con la<strong><em> Preghiera alla madre immortale</em></strong>, poesia dedicata al poeta<a href="http://www.oilproject.org/lezione/poesie-giosue-carducci-e-poetica-classicismo-5935.html"> Giosué Carducci, </a>maestro spirituale e modello dei primi componimenti di<a href="http://www.oilproject.org/lezione/d-annunzio-poesia-5774.html"> D’Annunzio.</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 22:03:08 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>patdiv1969</author>
         <link>https://padlet.com/patdiv1969/62zraawlshk4/wish/151989969</link>
         <description><![CDATA[<div>Il termine “panismo” deriva dal nome del dio greco Pan, attraverso l’aggettivo “pànico”. Pan è una divinità del mondo pastorale, con caratteri di selvaggia bestialità e legami con il mondo infero; celebri i suoi accoppiamenti in forma travestita. Per paraetimologia il nome è collegabile alla voce greca “pan”, che significa ’tutto’, così da attribuire al dio il carattere di divinità universale della natura. A questa accezione si riferisce il termine “panismo”, da intendersi quale tensione a identificarsi con le forze naturali, fondendosi a esse con slancio gioioso e istintivo. La vegetalizzazione e l’animalizzazione dell’umano che si riscontrano in numerosi testi dell’Alcyone di d’Annunzio ne costituiscono esempi calzanti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 22:10:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>patdiv1969</author>
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         <description><![CDATA[<div>Patrizia Di Vico</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 22:11:07 UTC</pubDate>
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