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      <title>Area Tematica 1 – Sicilia da ascoltare by 500 giovani Mibact Gruppo B Cricd</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-05-25 09:00:46 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-10-24 05:12:51 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Laura Mollica – Palermo </title>
         <author>500giovanitoureis</author>
         <link>https://padlet.com/500giovanitoureis/area1/wish/112477207</link>
         <description><![CDATA[<div><br>L'attività professionale di Laura Mollica, dopo i primi esordi da “<em>enfant prodige</em>”, comincia all’età di quattordici anni, grazie all’incontro con i grandi nomi del panorama artistico e culturale siciliano: il poeta Ignazio Buttitta, la cantante Rosa Balistreri, il cantastorie Ciccio Busacca. Oggi Laura Mollica è considerata dalla critica nazionale ed internazionale l’erede spirituale della grande Rosa Balistreri e dal 1980 svolge un’intensa attività concertistica, promuovendo la musica popolare siciliana in tutto il mondo. Di forte presenza scenica, la voce di Laura Mollica riesce ad evocare l'atmosfera del “canto tradizionale” senza alcuna difficoltà e, nello stesso tempo, a riproporre in chiave moderna le inflessioni sonore tipiche della tradizione.  <br><br>Approfondimento <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/component/fabrik/details/2/105?Itemid=">REIS</a>	</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-25 08:54:52 UTC</pubDate>
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         <title>Rosita Caliò – Sinagra (ME)</title>
         <author>500giovanitoureis</author>
         <link>https://padlet.com/500giovanitoureis/area1/wish/112477208</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Rosita Caliò è una cantastorie siciliana e cantautrice popolare di origine catanese. Considerata l'erede di Rosa Balistreri, nel corso della sua lunga e brillante carriera, ha inciso più di cinquecento brani, in collaborazione con altri cantastorie siciliani, e ha partecipato a numerose gare, concorsi ed esibizioni pubbliche.</div><div>Il cantastorie è una figura tradizionale della cultura orale folklorica, un artista di strada che si spostava nelle piazze e raccontava con il canto una storia antica oppure riferita a fatti e avvenimenti contemporanei, spesso romanzati. Divulgatore e compositore di storie in versi, egli girava per le strade dei villaggi e delle città, con la chitarra, l'organetto o altro strumento musicale e con un repertorio di cantiche stampate, che diffondeva nei luoghi ove sostava. Durante <em>la Cantata</em>, i cantastorie si aiutavano con un cartellone su cui veniva raffigurata la storia, descritta nelle principali scene.<br><br>Approfondimento <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/component/fabrik/details/2/101?Itemid=">REIS</a></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/aws/115567840/b99f575e51df044e9b2200121475e1ba85b660e7/6474524a1b5dbbc5373924c7441b27b6.png" />
         <pubDate>2016-05-25 08:54:36 UTC</pubDate>
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         <title>Cantori alla carrettiera – Bagheria&amp;nbsp;(PA)&amp;nbsp;</title>
         <author>500giovanitoureis</author>
         <link>https://padlet.com/500giovanitoureis/area1/wish/112477209</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Gli esecutori del canto melodico erano i carrettieri che durante il percorso per la consegna delle merci sostavano, per riposare o rifocillarsi, nei <em>fondaci</em>, osterie sparse lungo le principali vie di trasposto. Qui i carrettieri si incontravano e spesso, per diletto, intonavano dei canti e organizzavano delle gare canore sfidandosi a chi conoscesse il canto più bello o a chi possedesse la migliore cadenza. Anche in occasione di feste o fiere paesane, il carrettiere ne approfittava per mettersi in mostra: bardava a festa cavallo e carretto, indossava costumi tradizionali e si esibiva  con le sue capacità canore. I carrettieri più orgogliosi affinavano le loro abilità confrontandosi con i più esperti maestri e quindi tramandarono una vera e propria arte, il cui codice espressivo sembrava conosciuto e condiviso da carrettieri di diversi paesi. Così l'arte dei cantori alla carrettiera è giunta fino a noi, tramandata di voce in voce e mantenuta in vita ormai da pochi esempi, figli o parenti di anziani carrettieri.  <br><br> Approfondimento <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/reisicilia/details/2/102">REIS</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-25 08:54:29 UTC</pubDate>
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         <title>Frottole – Isnello&amp;nbsp;(PA)</title>
         <author>500giovanitoureis</author>
         <link>https://padlet.com/500giovanitoureis/area1/wish/112477210</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>Le Frottole di Isnello sono una rara e preziosa tradizione non già per i contenuti storico-musicali che racchiudono di per sé, quanto invece per i profondi significati di fede e devozione popolare che rappresentano: nella sua essenza, la Frottola altro non è che un inno gioioso di lode verso Dio, da suonare e cantare ogni volta con la gente che si riversa sulla strada, in frotta festosa ad ascoltare, un lieto e fervente preludio, una sorta di preparazione musicale itinerante alla grande processione della sera. Esse furono scritte nell'arco di due secoli, dal '700 al '900, e commissionate ai più illustri musicisti e letterati siciliani dalle varie congregazioni e confraternite religiose della piccola cittadina madonita; in totale le Frottole sono 10, tante quante le feste che si celebrano in paese durante l'anno e dedicate rispettivamente: a S. Giuseppe, al Venerdì Santo, al SS. Crocifisso, al SS. Sacramento, a Maria SS. del Carmelo, a S. Giovanni Bosco, alla Vergine Assunta, a S. Nicola di Bari, alla S. Croce, a Maria SS. Immacolata. Sopravvissute nella loro forma strumentale, dal 1995 furono riscoperte e valorizzate dall'opera del Maestro Antonio Sottile.<br><br>Approfondimento <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/reisicilia/details/2/189">REIS</a></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=MmnGgzIWiDM" />
         <pubDate>2016-05-25 08:54:09 UTC</pubDate>
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         <title>Lingua&amp;nbsp;arbëreshë – Piana degli Albanesi&amp;nbsp;(PA)</title>
         <author>500giovanitoureis</author>
         <link>https://padlet.com/500giovanitoureis/area1/wish/112477211</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Gli <em>Arbëreshë</em>, ossia gli albanesi d'Italia detti anche italo-albanesi, sono la minoranza etnolinguistica albanese storicamente stanziata in Italia meridionale ed insulare. Provenienti dall'Albania e dalle numerose comunità albanesi della Morea, si stabilirono in Italia tra il XV e il XVIII secolo, in seguito alla morte dell'eroe nazionale albanese Giorgio Castriota Scanderbeg e alla progressiva conquista dell'Albania e di tutti i territori dell'Impero bizantino da parte dei Turchi-Ottomani. La traccia più evidente della forte identità etnica di Piana degli Albanesi è la lingua <em>arbëreshë</em>. Tale lingua, pur con le sue particolarità fonetiche e morfosintattiche, appartiene, come altre parlate <em>arbëreshë</em> dell'Italia meridionale, al gruppo dialettale <em>tosco</em> diffuso nel sud dell'Albania, misto a tratti fonetici con il greco ed è tutelata come lingua di minoranza etnolinguistica. Tuttavia, la lingua <em>arbëreshë</em> è seriamente minacciata da un costante processo di assimilazione e da un passaggio progressivo alla diglossia italiano-albanese, con l'albanese in posizione tendenzialmente subordinata.<br><br>Approfondimento <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/component/fabrik/details/2/200?Itemid=">REIS</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-25 08:53:48 UTC</pubDate>
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         <title>Musiche e canti liturgici – Piana degli Albanesi (PA)</title>
         <author>500giovanitoureis</author>
         <link>https://padlet.com/500giovanitoureis/area1/wish/112477212</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Le musiche e i canti liturgici della comunità greco-albanese di Sicilia fanno parte di una tradizione orale colta risalente all'epoca successiva alla caduta<br> di Costantinopoli nelle mani dei Turchi nel 1453 e alla conseguente diaspora delle popolazioni albanesi e greche dell’Albania e della Morea verso le coste e le terre dell’Italia meridionale, dove portarono il proprio patrimonio culturale e linguistico, gli usi religiosi, il rito greco-bizantino ed i canti che<br> accompagnavano le cerimonie liturgiche. La chiesa cattolico-bizantina di Piana degli Albanesi possiede un vasto patrimonio musicale che accompagna<br> interamente la complessa articolazione dell’anno liturgico. La trasmissione dei canti avviene, ancora oggi, quasi interamente mediante tradizione orale.<br>Per il loro rilevante valore documentario a partire dagli inizi del ‘900 sono state tramandate molte testimonianze manoscritte su pentagramma, redatte<br> da sacerdoti o monaci con l’intento di salvaguardare l’integrità della tradizione sacra.<br><br>Approfondimento <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/reisicilia/details/2/107">REIS</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-25 08:53:39 UTC</pubDate>
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         <title>Gallo Italico – Sicilia </title>
         <author>500giovanitoureis</author>
         <link>https://padlet.com/500giovanitoureis/area1/wish/112477213</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Il galloitalico è un'isola linguistica alloglotta all'interno della Sicilia centrale e orientale, che<br> presenta caratteristiche fonetiche tipiche dell'italiano delle regioni settentrionali. <br>Fonti storiche giustificano in maniera razionale e logica la presenza di tale dialetto in Sicilia. La formazione di queste isole linguistiche si colloca tra l'XI e il XIII secolo, durante il periodo <br>normanno, quando gli Altavilla promossero una politica d'immigrazione delle popolazioni stanziate nel nord Italia, che ripopolarono i territori della Sicilia centrale e orientale. Tale vernacolo è tutt'oggi presente in alcune città in provincia di Enna, tra cui Nicosia (Necoscia), Sperlinga (Sperrënga), Aidone (Dadungh), Piazza Armerina (Ciazza) e San Fratello (San Frareau).<br><br>Approfondimenti REIS:<br>- <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/component/fabrik/details/2/94?Itemid=">Gallo Italico, Nicosia</a><br>- <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/component/fabrik/details/2/96?Itemid=">Gallo Italico, Sperlinga</a><br>- <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/component/fabrik/details/2/93?Itemid=">Gallo Italico, Aidone</a><br>- <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/component/fabrik/details/2/95?Itemid=">Gallo Italico, Piazza Armerina</a><br>- <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/component/fabrik/details/2/99?Itemid=">Gallo Italico, San Fratello</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-25 08:53:25 UTC</pubDate>
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         <title>Maria Costa – Messina </title>
         <author>500giovanitoureis</author>
         <link>https://padlet.com/500giovanitoureis/area1/wish/112477214</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Maria Costa, conosciuta come la “poetessa dello Stretto” o la “voce del mare”, è attualmente la maggiore poetessa dialettale del panorama siciliano e calabrese, straordinaria custode del patrimonio fiabesco, mitologico e letterario peloritano tramandato oralmente e che lei mette in rima seduta al tavolo nella sua casa natale davanti al mare. La poetessa attinge la sua ispirazione artistica dal cielo, dalla natura e soprattutto dal mare, paesaggio che dà il senso dell'esistenza, mistero a cui gli uomini dello Stretto affidano le loro ansie e le loro speranze, e la figura del pescatore rappresenta l'umano che sfida le forze della natura per assoggettarle alla sua ragione di vita. Da molti anni pubblica libri di poesie, racconti, miti, leggende e storie di vita vissuta nei quali rivive lo spirito della cultura tradizionale messinese, scrivendo versi in un siciliano sapiente, colto, stracolmo di contenuti. È molto conosciuta e apprezzata anche fuori dalla Sicilia per le apparizioni in numerosi festival di poesia, spettacoli teatrali e manifestazioni culturali in cui ha esibito le sue straordinarie doti di affabulatrice ed interprete.  <br><br>Approfondimento <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/reisicilia/details/2/165">REIS</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-25 08:53:15 UTC</pubDate>
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         <title>Trofeo di Poesia Popolare “Turiddu Bella”– Floridia (SR)</title>
         <author>500giovanitoureis</author>
         <link>https://padlet.com/500giovanitoureis/area1/wish/112477215</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Il Trofeo di Poesia Popolare “Turiddu Bella” è un concorso di poesia dialettale istituito nel 1991, due anni dopo la morte del poeta, e si svolge annualmente nel mese di maggio, in memoria della nascita del poeta, per volere della figlia Maria Bella, al fine di salvaguardare e valorizzare la lingua e la cultura siciliana, con particolare riguardo alle tradizioni e soprattutto alla poesia di carattere popolare. Il trofeo si distingue dagli altri concorsi di poesia dialettale perché focalizza la sua attenzione sulla poesia siciliana del popolo e la poesia epico-narrativa che ha determinato la figura del cantastorie (<em>cuntastorie</em>) e l'opera dei pupi, rivolgendo particolare attenzione a generi letterari che rischiano l'estinzione, dalla ballata alla storia, dal sonetto all’ottava, oltre alla poesia polimetrica, dando voce a tutti quei poeti che non trovano spazio nel panorama della poesia dialettale. Alla competizione partecipano poeti dialettali noti e meno noti, residenti sia in Sicilia che fuori dall’isola, poeti che verseggiano utilizzando le tradizionali strutture metriche e che si ispirano soprattutto ai ricordi della terra natia. <br><br>Approfondimento <a href="http://rei.arcadeisegni.org/index.php/reisicilia/details/2/113">REIS</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-25 08:53:04 UTC</pubDate>
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