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      <title>L&#39; acqua e le leggende by simonetta anelli</title>
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      <description>Cl@sse 4 B Trento Trieste</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-05-25 16:16:15 UTC</pubDate>
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         <title>Scilla e Cariddi - Amalia N.</title>
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         <description><![CDATA[<div>Sin dai tempi più remoti, lo stretto di Messina è&nbsp; sempre stato un luogo ricco&nbsp; fascino e pericolo.&nbsp; La navigazione dello Stretto aveva&nbsp; nell'antichità una bruttissima fama per le correnti rapide&nbsp; ed&nbsp; i venti&nbsp; violenti.</div><div>Le correnti raggiungono una velocità&nbsp; di 90 Km/h&nbsp; e scontrandosi originano&nbsp; vortici<br>Da qui la leggenda di&nbsp; <strong>Cariddi</strong> (colei che risucchia),davanti alla spiaggia siciliana del Faro e l'altro <strong>Scilla</strong> (colei che dilania), che si forma sulla costa calabrese da Alta Fiumara a Punto Pezzo.&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div><strong>Cariddi&nbsp;</strong></div><div>Cariddi era una ninfa, figlia di Poseidone (il mare) e di Gea (la terra) ed&nbsp; era continuamente tormentata da una grande voracità. Si narra che avrebbe rubato e divorato i buoi di Ercole che era passato dallo Stretto.&nbsp; Zeus, per punirla, la tramutò in un orribile mostro.</div><div>Cariddi&nbsp; ingoiava tre volte al giorno un enorme quantità d'acqua&nbsp; per poi sputarla trattenendo tutti gli esseri viventi che vi trovava. &nbsp;</div><div><strong>Scilla</strong></div><div>Sull'altra sponda, dov si trova oggi  l'omonima città, un tempo viveva una bellissima ninfa di nome Scilla, figlia di Tifone ed Echidina.&nbsp;</div><div>Una sera passeggiando sulla spiaggia incontrò un dio marino, Glauco.</div><div>Questi si innamorò pazzamente della ninfa tanto da respingere per lei la maga Circe.</div><div>La maga, offesa e indispettita, decise di vendicarsi tramutando Scilla in una creatura mostruosa con sei teste di cani rabbiosi e ringhianti.&nbsp;</div><div>Così Scilla andò a nascondersi in un antro dello Stretto di Messina da dove seminava strage e terrore tra i naviganti le passavano vicino.</div><div>Scilla e Cariddi sono descritte da Omero&nbsp; nell'Odissea.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-08-10 19:51:40 UTC</pubDate>
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         <title>La &quot;Fata Morgana&quot; - Amalia N. </title>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div>Si racconta che la sorella di Artu', Morgana, dopo aver condotto suo fratello fino ai piedi dell'Etna (dove voleva fissare la spada Exalibur) decise&nbsp; di costruire un palazzo di cristallo tra l'Etna e lo stretto di Messina.</div><div>Nessun marinaio poteva avvicinarsi a causa delle forti tempeste.&nbsp;</div><div>Ogni volta che qualcuno cercava di raggiungere la Sicilia dalla Calabria Morgana gli faceva credere che le due sponde fossero vicine: usciva dall'acqua con un vascello d'argento trainato da sette cavalli,&nbsp; gettava tre sassi e faceva dei segni nel cielo.<br>&nbsp;La sua magia faceva gonfiare il mare che diventava come un cristallo sul quale comparivano immagini di uomini e di città.<br>La leggenda della Fata Morgana nasce da un fenomeno atmosferico che&nbsp; si verifica nello stretto di Messina quando ci sono particolari condizioni metereologiche. &nbsp;</div><div>La luce del sole passa attraverso strati d’aria a temperature diverse, si forma così un&nbsp; condotto atmosferico che diventa&nbsp; una lente di rifrazione generando una serie di immagini dritte e/o invertite.&nbsp;</div><div>La Calabria e la Sicilia, divise da tre chilometri nello Stretto di Messina, sembrano tanto vicine da potersi sfiorare.&nbsp;</div><div>Il Re normanno Ruggero fu vittima della "fata Morgana": si gettò in acqua convinto di poter raggiungere e conquistare un'altra città ma annegò dopo poco.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-08-10 19:55:38 UTC</pubDate>
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         <title>La leggenda di Colapesce - Amalia N. </title>
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         <description><![CDATA[<div>Si narra che un certo Nicola (Cola), figlio di un pescatore,&nbsp; venisse soprannominato Colapesce per la sua bravura nel nuoto e nell'apnea.&nbsp;</div><div>Di ritorno dalle sue numerose immersioni in mare raccontava&nbsp; le meraviglie viste e, talvolta, riportava tesori.&nbsp;</div><div>La sua fama arrivò all'imperatore Federico II di Svevia che decise di metterlo alla prova.&nbsp;</div><div>L'imperatore e la sua corte si recarono&nbsp; al largo a bordo di un'imbarcazione e buttarono in acqua una coppa, questa venne subito recuperata da Colapesce.&nbsp;</div><div>Il&nbsp; sovrano&nbsp; gettò allora la sua corona in un luogo più profondo e Colapesce riuscì nuovamente nell'impresa.<br>&nbsp;La terza volta&nbsp; Federico II mise alla prova Cola gettando un anello in un posto ancora più profondo.&nbsp;</div><div>In quell'occasione Colapesce non riemerse più.</div><div>Secondo la leggenda Cola, scendendo ancora più in profondità, vide che la Sicilia posava su 3 colonne delle quali una era piena di&nbsp; crepe, segnata dal tempo,&nbsp; consumata dal fuoco dell'Etna.&nbsp;<br>Decise, pertanto, di restare sott'acqua, sorreggendo la colonna per evitare che l'isola sprofondasse.&nbsp;</div><div>Ancora&nbsp; oggi Colapesce  regge l'isola e ogni 100 anni riemerge per rivedere la sua amata Sicilia.</div><div>Quando avvengono le scosse telluriche nell'area dello Stretto si tratta di  "Colapesce che poverino, stanco di sorreggere sempre sulla stessa spalla la colonna&nbsp; la passa sull'altra spalla causando movimento".</div><div>La leggenda è stata trascritta e rielaborata dallo scrittore&nbsp; Italo Calvino.&nbsp;</div><div>Il Colapesce di Guttuso decora il soffitto del teatro "Vittorio Emanuele" di Messina.&nbsp;</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-08-10 20:01:42 UTC</pubDate>
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         <title>La cascata delle sette sorelle –  Amalia N.  </title>
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         <description><![CDATA[<div>Dalle pareti del uno dei fiordi più spettacolari della Norvegia, il Geirangenfijord,&nbsp; scendono tante cascate che portano l’acqua dei ghiacciai. La&nbsp; Cascata delle sette sorelle, è suddivisa, proprio come dice il nome, in sette scivoli d'acqua sulla roccia. <br><strong> </strong>Il nome della cascata è legato ad una leggenda: sette sorelle molto belle e tutte somiglianti tra di loro avevano attirato l'attenzione di un principe&nbsp; che era stato ospitato dal padre delle ragazze.<br>&nbsp;Il principe, abbagliato dalla loro bellezza, aveva deciso di sposarne una, ma, svegliandosi ogni giorno dopo una notte di bagordi, dimenticava quale avesse scelto il giorno prima.</div><div>Col passare degli anni le sorelle diventarono inconsolabili e cominciarono a versare lacrime che si tramutarono nei rigoli d'acqua che formano le cascate.&nbsp;<br>Di fronte alle sette sorelle, sull'altra sponda del fiordo, la cascata "del pretendente" ,&nbsp; a forma di bottiglia,&nbsp; che  ricorda  le notti di festa&nbsp; trascorse dal principe.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-08-10 20:08:23 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;La leggenda della sirena&quot; - VIAREGGIO - LORENZO CERESA G.</title>
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         <description><![CDATA[<div><br>Si narra che una sirena (creatura legata all'acqua marina) fosse stata trovata da un pescatore, arenata sulla spiaggia. Rimasta ormai troppo a lungo fuori dal mare, spirò tra le braccia dell'uomo, che utilizzò tutti i suoi risparmi per farle fare una bara di cristallo bordata in oro. La seppelli' sul mare, in una zona tuttora segreta, forse in "Piazza Palombari dell'Artiglio", dove sorge la "Fontana della Sirenetta".&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-08-26 08:25:16 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Il mito dell&#39;anello magico&quot; - VIAREGGIO - LORENZO CERESA G. - Sez. 1</title>
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         <description><![CDATA[<div>Nell'area&nbsp;del porto di Viareggio nasce il mito dell'anello magico. Sull'antico Moletto Sanita', nei pressi della Chiesetta dei Pescatori, si trovano quattro grandi anelli da ormeggio, decorati da antichi mascheroni in metallo. Il folklore racconta che originariamente fossero cinque e che uno andò perso nei bombardamenti della guerra. Sfortunatamente, proprio quello perduto era dotato di poteri magici. Se qualcuno avesse voluto esaudire un desiderio, avrebbe dovuto lanciare una conchiglia nel quinto anello. Se lo avesse centrato, avrebbe visto il suo desiderio esaudito nella prima giornata di mare calmo. Chi invece avesse fallito il bersaglio non avrebbe potuto riprovarci, altrimenti le acque di fronte al moletto si sarebbero agitate, riempiendo di schizzi il malcapitato. Ogni lancio poteva essere fatto un'unica volta per lo stesso desiderio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-08-26 08:36:07 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Il mito dell&#39;anello magico&quot; - VIAREGGIO - LORENZO CERESA G. - Sez. 2</title>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-08-26 08:50:10 UTC</pubDate>
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         <title>Alice</title>
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         <pubDate>2021-08-26 13:10:25 UTC</pubDate>
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         <title>La Leggenda del Lago di Braies (Val Pusteria) - Giorgio </title>
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         <pubDate>2021-08-29 13:50:36 UTC</pubDate>
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         <title>Aronte e la sirena (Carrara)- Sofia</title>
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         <description><![CDATA[<div>Situata presso il Ponte delle Lacrime, lungo la Via Carriona, la fontana della Sirena risale probabilmente al XVI secolo quando fu commissionata da Alberico I Cybo Malaspina. Secondo la leggenda, citata anche da Dante nella Divina Commedia, una sirena, risalendo lungo il Carrione, rimase affascinata dal paesaggio e si innamorò di Aronte, affascinante giovane uomo.Lo sposò ma con il tempo lui invecchiava mentre lei rimaneva sempre giovane e bellissima. La madre di lei, mandò un pesce come messaggero per indurla a tornare a casa e lei, lasciando il vecchio Aronte addormentato, cominciò a discendere il Carrione insieme il pesce per obbedire alla madre. Venne però vista da Giove che per punirla della sua fuga tramutò in marmo sia la sirena che il pesce.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-08-31 09:46:07 UTC</pubDate>
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         <title>La grotta Zinzulusa (Castro) - Alessandra </title>
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         <description><![CDATA[<div>La grotta Zinzulusa, situata a Castro nel Salento, deve il suo nome alla forma dialettale "zinzuli", brandelli, stracci.</div><div><br></div><div>Fino a due milioni e mezzo di anni fa, questa grotta era completamente sommersa dalle acque di un fiume, che a causa del cambiamento climatico ha modificato il suo percorso e scorre adesso al di sotto del terreno. L'acqua presente all'interno della grotta è acqua salmastra, 90% acqua dolce e 10% acqua salata.</div><div><br>La leggenda narra che a Castro vivesse in passato un barone molto ricco ma anche molto cattivo. Infatti, costrinse sua moglie a morire di dolori durante il parto. La figlia nata durante questo parto non fu trattata bene da suo padre. Per esempio, non le dava neanche degli abiti per vestirsi. La bambina era costretta a crearsi dei vestiti da sola con degli stracci. Era molto triste e cupa, finché non incontrò una fata. Per renderla felice, questa fata le donò un abito e gli stracci si staccarono per posizionarsi sulla volta della grotta. Questi stracci si pietrificarono e diventarono le stalattiti della grotta Zinzulusa. Il barone venne rinchiuso dalla fata nella grotta dove si crearono delle acque infernali. I gamberi e i crostacei presenti all'evento, per le fiamme, rimasero ciechi. Il barone fu inghiottito e portato all'inferno.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-02 14:09:12 UTC</pubDate>
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         <title>La leggenda di Pizzomunno (Vieste) - Alessandra</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il Pizzomunno è un grandissimo monolite in pietra calcarea alto 25 metri. E’ situato all’inizio della spiaggia a sud del centro abitato di Vieste, nel Gargano. Per la sua imponenza, sembra la guardia di Vieste e per il suo fascino è diventato il simbolo della cittadina.<br><br>Si racconta che quando Vieste era solo un villaggio composto da poche capanne ed abitato da pescatori, vivesse un giovane alto, bello e forte di nome Pizzomunno. Sempre nello stesso villaggio abitava anche una fanciulla di rara bellezza, con lunghi capelli biondi di nome Cristalda. I due giovani si innamorarono, amandosi perdutamente senza che niente potesse separarli. Pizzomunno ogni giorno affrontava il mare con la sua barca e puntualmente le sirene emergevano dai flutti marini per intonare in onore del pescatore dolci canti. Le creature marine non si limitavano a cantare, ma prigioniere dello sguardo di Pizzomunno gli offrirono diverse volte l’immortalità se lui avesse accettato di diventare il loro re e amante.<br>L’amore per Cristalda, però, era troppo forte. Una delle tante sere in cui i due amanti andavano ad attendere la notte, le sirene, colte da un raptus di gelosia, aggredirono Cristalda e la trascinarono nelle profondità del mare. Pizzomunno rincorse invano la voce dell’amata. I pescatori, il giorno seguente, ritrovarono il giovane pietrificato dal dolore nel bianco scoglio che porta ancora il suo nome. Ogni cento anni, la bella Cristalda torna dagli abissi per raggiungere il suo giovane amante e rivivere per una notte sola il loro antico amore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-06 17:56:29 UTC</pubDate>
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         <title>La leggenda di Pizzomunno (Vieste) - Alessandra (2)</title>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 2018, la leggenda del bianco monolite viene portata a Sanremo da Max Gazzè ❤️😍</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-06 17:59:01 UTC</pubDate>
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         <title>Lech Sant - Carlo B.</title>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-09-08 19:37:53 UTC</pubDate>
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         <title>Isola delle fate Miriam</title>
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         <description><![CDATA[<div>“C<em>’era una volta un paese incantato…</em>” e questo luogo è Isola Santa in Garfagnana (LU). Se foste venuti qui non molto tempo fa, avreste trovato uno scenario ben diverso, perché Isola Santa è una storia di resurrezione. Borgo antichissimo, sorto nei tempi bui del Medioevo attorno a un hospitale per viandanti e pellegrini sulle rive del torrente Turrite Secca, subì nel 1950 le conseguenze della costruzione di una diga per l’energia idroelettrica che costrinse, pian piano, gli abitanti ad abbandonare le casette sull’acqua. Poi, però, qualcosa successe. Quel posto, come sotto incantesimo, non smetteva di emanare il suo fascino e&nbsp; le fate sussurravano parole segrete a chi si trovava a passare da lì.&nbsp; I vecchi abitanti&nbsp; e i loro figli le compresero e vollero quindi restituire la bellezza antica a quel paesino mai dimenticato. E fu così che, grazie alla loro passione e caparbietà, a partire dagli anni 2000 nacque un progetto di restauro che riportò la vita sulle sponde del lago.<br><br>Adesso,&nbsp; giunti a Isola Santa, vi sembrerà di esser entrati, attraverso un passaggio segreto, dentro una boulle di vetro:&nbsp; in un lago dalle acque immobili e verdissime si specchia un groviglio di edifici di pietra. Allargando lo sguardo, verso la cornice del quadro scorgerete ripide falesie che si gettano nell’acqua e poi, ancora più distanti, le cime delle montagne. A farvi compagnia, oltre ai bisbigli di elfi e folletti,&nbsp; solo il frusciare del vento fra le foglie e i vostri pensieri.&nbsp; Oggi, nelle vecchie case impreziosite da fiori si può soggiornare qualche notte e poi, nell’unico ristorante del borgo, ci si può rifocillare con le specialità garfagnine.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-13 20:41:56 UTC</pubDate>
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         <title>La nascita di Reggio Calabria - PIETRO</title>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Urbs a diluvio condita</strong></div><div>I racconti sulle origini di Reggio sono molti. Uno di questi fa risalire la sua fondazione addirittura al <strong>2000 a.C.</strong>, quando, sul luogo dove oggi esiste il comune reggino, arriva <em>Aschenez</em>, pronipote di Noè. Giunto tre generazioni dopo il <strong>Diluvio Universale</strong>, tramite una barca a remi, mezzo di trasporto da lui inventato, da vita ad una stirpe che i greci identificano, poi, con i reggini. Per questa ragione, la città è anche conosciuta come "<strong>fondata da un diluvio</strong>" (come ricordato, in latino, nel titolo del paragrafo).<br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-15 13:08:19 UTC</pubDate>
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         <title>Reggio Calabria: la città dei sette fiumi - PIETRO</title>
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         <description><![CDATA[<div>La leggenda narra che, nel 1200 a.C., Oreste, figlio di Agamennone, dopo aver vendicato la morte del padre, si recò in un luogo misterioso per purificarsi dalle proprie colpe: era Reggio, "La città dei sette fiumi".&nbsp; </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-15 13:25:55 UTC</pubDate>
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         <title>La leggenda della Sesia, Piemonte - Valsesia</title>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;<br><br></div><div><strong><em>La bella Sesia e il gigante Fenera<br></em></strong><br></div><div>&nbsp; &nbsp;Secondo leggenda, la valle dove ora scorre il fiume Sesia&nbsp; un tempo era un luogo gradevole&nbsp; dove le persone vivevano in pace. Sesia era una fanciulla dai lunghi capelli biondi, tanto bella che un giorno il gigante Fenera, figlio di Titano,&nbsp; si innamorò&nbsp; perdutamente di lei. Il suo amore fu subito ricambiato e Fenera, per proteggerla, volle costruire tutt’attorno&nbsp; a quella valle felice una catena di monti e strette vallate. Durante quel titanico lavoro schiacciò però parecchie persone: Giove si adirò pertanto con Sesia che, per amore, aveva permesso l’uccisione della sua gente. “Il tuo sorriso si trasformerà&nbsp; in lacrime perenni”, le disse. Detto e fatto,&nbsp; dalle bianche gote di Sesia sgorgò il fiume che da lei prende il nome.<br><br></div><div>&nbsp; &nbsp;Il gigante,&nbsp; impazzito per il dolore dovuto alla perdita della sua amata, fu infine trasformato da Giove stesso&nbsp; nel monte Fenera.<br><br>Nella foto sono sul torrente Sesia dove abitualmente passo le mie vacanze estive.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-19 09:26:12 UTC</pubDate>
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         <title>Monte Rosa culla del Sesia. Emanuele Federico.</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il fiume <strong><em>Sesia nasce</em></strong> all'altezza di 2.700 metri dai ghiacciai del Monte Rosa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-19 09:29:01 UTC</pubDate>
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