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      <title>Otto Dix: tra espressionismo e dadaismo by Rosi Lola Dirasco</title>
      <link>https://padlet.com/rosydirasco/5x7q1ndh77dp</link>
      <description>L&#39; arte durante la Prima e Seconda Guerra Mondiale</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-02-06 19:32:43 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-02-04 18:37:23 UTC</lastBuildDate>
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         <title></title>
         <author>rosydirasco</author>
         <link>https://padlet.com/rosydirasco/5x7q1ndh77dp/wish/151951157</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Otto Dix</strong> è stato un pittore tedesco, esponente di spicco della "<strong>Neue Sachlichkeit</strong>".<br>Se da un lato, forte impatto ebbero i dipinti denuncianti gli orrori della guerra, dall’altro non di meno lo erano quelli denuncianti la società tedesca, lasciata alla deriva di sé stessa dopo l’acclamazione della nuova Repubblica di Weimar.</div><div>Una società tedesca divisa tra chi aveva vissuto passivamente la guerra, rimanendo ferma nei suoi prestigi nobiliari e nelle sue ricchezze economiche, e chi l’aveva vissuta attivamente, rimanendo tristemente reciso fisicamente e nell’animo dall’evento: <strong>i reduci di guerra</strong>, mutilati e ormai impossibilitati a qualunque lavoro, un tempo eroi della patria, adesso feccia della società, rifiuto umano difficile da smaltire.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 19:36:39 UTC</pubDate>
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         <title>Il trauma della guerra</title>
         <author>rosydirasco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Allo scoppio della Prima guerra mondiale, Dix si arruolò volontario nell'esercito tedesco. In qualità di sottufficiale combatté sia sul fronte occidentale, contro l'esercito inglese e francese, che sul Fronte Orientale, contro l'esercito russo; nel corso della guerra fu ferito e decorato più volte.<br>L'esperienza della guerra scioccò profondamente Dix, trasformandolo in un convinto pacifista, perciò <strong>una parte importante dell'opera di Dix rifletterà proprio quel tragico periodo</strong>; nelle sue opere non c'è alcuna spettacolarizzazione, resta solo distruzione e devastazione senza vincitori o vinti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 19:38:15 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;emarginazione durante il nazismo</title>
         <author>rosydirasco</author>
         <link>https://padlet.com/rosydirasco/5x7q1ndh77dp/wish/151957025</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel 1933, con la presa del potere da parte di Adolf Hitler, Dix fu considerato un artista degenerato, perse l'incarico di professore all'Accademia di Dresda e gli venne proibito di esporre le proprie opere, alcune delle quali furono esibite nell'esposizione nazista d'arte degenerata e furono poi bruciate. In quanto veterano della Prima guerra mondiale, allo scoppio della Seconda guerra mondiale Dix fu nuovamente richiamato nell'esercito tedesco; catturato dalle truppe francesi, fu rilasciato nel 1946. Nel dopoguerra riprese l'attività artistica realizzando soprattutto allegorie religiose e scene di sofferenze legate alla guerra.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 19:52:54 UTC</pubDate>
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         <title>LA GUERRA</title>
         <author>rosydirasco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Realizzato a Dresda nel <strong>1932</strong>, dopo un lungo periodo di incubazione, appena un anno prima che Hitler ottenesse la carica di cancelliere.<br>Nel pannello centrale, tra corpi maciullati ed in decomposizione, emerge una unica figura viva, uno spettrale soldato con maschera antigas; sovrasta il tutto uno scheletro impigliato fra travi d'acciaio, che sembra puntare l'indice della mano destra verso qualcuno o qualcosa. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 20:00:37 UTC</pubDate>
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         <title>LE FIANDRE</title>
         <author>rosydirasco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Realizzato nel <strong>1936</strong>, in questo dipinto il pittore inserisce in primo piano alcuni uomini avvolti da coperte con gli sguardi allucinati e persi . I soldati sembrano quasi mummificati, letteralmente impietriti dal terrore. Dietro di loro si apre un ampio paesaggio devastato dalla guerra. Dix sovrasta questo teatro di guerra in una dimensione cosmica, il cielo è squarciato da lampi di sole sulla sinistra mentre sulla destra appare una luna piena. Propone dunque una drammatica esemplificazione della vita dei soldati in trincea.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 20:07:30 UTC</pubDate>
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         <title>INVALIDI DELLA GUERRA GIOCANO A CARTE</title>
         <author>rosydirasco</author>
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         <description><![CDATA[<div>In questo dipinto è interessante notare lo storpiamento fisico al limite dell’inverosimile, relegato alle tre figure sedute al tavolo: nel pieno dell’impeto angosciante che può pervadere lo spettatore, le tre figure giocano divertite a carte, nonostante la privazione di gambe, braccia occhi, mascelle, fantasiosamente sostituite da protesi in legno o ferro, manco fossero cyborg.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 20:17:16 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rosydirasco</author>
         <link>https://padlet.com/rosydirasco/5x7q1ndh77dp/wish/151976139</link>
         <description><![CDATA[<div>Significativi tre dipinti del biennio 1920 – 1921, che raccontano  la triste figura del <strong>mutilato di guerra. </strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 21:00:21 UTC</pubDate>
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         <title>VIA PRAGA</title>
         <author>rosydirasco</author>
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         <description><![CDATA[<div>La figura centrale del mutilato di guerra, monco di entrambe le gambe e del braccio sinistro, sostituite da rozzi e improbabili protesi lignee, è attorniata da gente che fugge via inorridita, come la donna in gonna rosa, o da fanciulli dall’aspetto orrendo; un reduce ormai impossibilitato a qualunque altra azione che non fosse l’elemosina: un gesto disperato, evidenziabile nello sguardo ormai spento dell’uomo che chiede pietà.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 21:03:06 UTC</pubDate>
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         <title>IL VENDITORE DI FIAMMIFERI</title>
         <author>rosydirasco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Quest'uomo è seduto su un marciapiede di Dresda, è allontanato ed abilmente schivato dalle persone, probabilmente inorridite dalla visione di una realtà tanto sconvolgente e macabra, ed è inoltre disdegnato persino dal cane, che si serve di lui per i suoi bisogni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 21:05:48 UTC</pubDate>
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         <title>SUICIDIO IN TRINCEA</title>
         <author>rosydirasco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Raffigura un soldato ormai scheletrico (lo scheletro è il simbolo del male e della morte), morto in seguito alla sua decisione di togliersi la vita, evidentemente shockato da quanto vissuto in prima persona: il fucile impugnato contro di sé, giace ancora lì, con l’imboccatura inserita nell’apparato boccale del milite.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 21:13:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rosydirasco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ma altrettanto significative sono le acqueforti che raccontano l’orrore della guerra nei centri urbani, come <strong><em>La guerra durante un attacco di gas</em></strong> ed <strong><em>Il bombardamento di Lens</em></strong>: nel primo disegno, l’effetto di terrore è dato dalla distorsione fisica provocata dalle maschere antigas indossate dai soldati; <br>nel secondo, è dato dallo sguardo atterrito degli abitanti della città francese, che tentano di sfuggire alla distruzione causata dalle bombe scagliate dall’aeroplano. Un terrore che si esplica a pieno nel <strong><em>Trittico sulla guerra</em></strong> ;un’apoteosi di morte, sofferenza, strazio e angoscia, tramutati in mucchi di corpi morti, sangue, carne e ossa, come si evince dalla pala centrale; un rimando all’azione bellica cruenta e abominevole, come si evince dalle pale laterali; un inno alla morte, come si deduce dalla predella della pala centrale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 21:16:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rosydirasco</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 21:19:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rosydirasco</author>
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         <pubDate>2017-02-06 21:20:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rosydirasco</author>
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         <pubDate>2017-02-06 21:21:19 UTC</pubDate>
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         <title>introduzione</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>C<strong>ogito, ergo sum</strong></div><div><strong>cartesio</strong></div><div><br><br></div><div>Tra i più grandi della filosofia: il <strong>pensiero di Cartesio</strong> ha segnato la storia. <strong>Renato Cartesio</strong> (<strong>Renè Descartes</strong>) è nato nel 1596 da una nobile famiglia francese. Dopo aver frequentato un <strong>collegio dei Gesuiti</strong>, studiando metafisica, matematica, geometria e fisica, si laureò in Diritto. Qui maturò <strong>parte</strong> dei suoi ragionamenti che poi diventarono i canoni del suo pensiero filosofico. Rivoluzionaria e molto concreta, non solo la filosofia cartesiana è oggi considerata la madre della <strong>filosofia moderna</strong>, ma a quell'epoca aveva segnato il passaggio dalla cultura rinascimentale all'Età moderna. Renato Cartesio è considerato il fondatore del <a href="http://doc.studenti.it/appunti/filosofia/razionalismo-seicentesco.html">Razionalismo seicentesco</a> e la sua più importante opera è il "Discorso sul Metodo".</div><div>Alla base di una <strong>filosofia</strong> razionalista c'è il ruolo essenziale che Cartesio attribuisce alla ragione sia per la ricerca della verità che per la costruzione del sapere. Come coerentemente Cartesio osservò, i sensi non hanno nulla di credibile da trasmettere per l’effettiva conoscenza della realtà. Al contrario, secondo lui, solo la ragione è uguale in tutti gli uomini. Quindi potenzialmente ogni uomo può pensare e fare filosofia. Non solo: ogni uomo, in nuce, può dominare qualsiasi campo dello scibile.</div><div><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Discorso_sul_metodo">IL DISCORSO SUL METODO</a>. Opera principale di Cartesio che racchiude i <strong>principi</strong> essenziali della sua filosofia. Per Cartesio il “metodo” è l’insieme delle regole che è necessario seguire per conoscere. Esso serve a guidare l’uomo in ogni campo del sapere, dalla morale alla scienza ed alla tecnologia. In ogni caso pertanto, si tratta di una scienza ordinata. Con il suo stesso “discorso” Cartesio sottolinea di rivolgersi a tutti indistintamente. In particolar modo al lettore medio e non certo ad un’élite. Partendo dalla massa indistinta vuole riformare proprio il sapere per renderlo aperto a tutti. Per farlo appunto egli utilizza il <strong>metodo</strong>. Per analizzare in maniera ampia tale opera che racchiude il <strong>pensiero di Cartesio</strong> bisogna dividerla in blocchi in base agli argomenti più importanti, così come d’altro canto fece Cartesio stesso: I e II <strong>parte</strong>: i principi generali del metodo; IV parte: “Cogito, ergo sum”.</div><div>I PRINCIPI GENERALI DEL METODO.  Per definire il metodo Cartesio utilizza una metafora.   Una città, osserva il filosofo, può essere costruita in due modi: o casa dopo casa, senza un piano urbanistico, oppure sul progetto di un architetto seguendo un apposito piano regolatore.  Solo nel primo caso la città assumerà una forma disordinata e irregolare, ma nel secondo caso avrà una forma squadrata e ordinata.  Analogamente è possibile riportare ogni pensiero all'ordine e ogni conoscenza sotto il controllo di un rigoroso metodo.  Quattro sono i principi del suo metodo, seguendo questi, la conoscenza non può che diventare impeccabile.  Il primo è il CRITERIO DELL’EVIDENZA.  Alla luce di questo principio la ragione umana può accettare come vero solo ciò che appare evidente alla mente.  Il secondo è invece il PROCESSO DI ANALISI.  Esso parte dalla scomposizione di ogni pensiero troppo complesso nelle sue singole parti componenti finché ogni elemento non sia concepito dalla mente in modo chiaro e distinto, cioè (nuovamente) evidente.  Il terzo principio è quello della SINTESI dei singoli elementi.  Quando tutto è chiaro ed evidente alla mente, può essere sintetizzato.  Infine c'è il principio delle ENUMERAZIONI, ossia una sorta di controllo dei passaggi fatti per vedere se sono stati svolti correttamente.  Secondo Cartesio poi gli unici elementi che sono abbastanza evidenti, chiari e distinti sono le IDEE.  Esse sono gli oggetti della nostra mente.  Le idee possono essere INNATE, cioè quelle che nascono nella nostra mente o AVVENTIZIE, che provengono dal mondo esterno.  FITTIZIE invece sono le idee fondate unicamente da noi stessi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-10 17:15:52 UTC</pubDate>
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