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      <title>Riflessioni sull&#39;attività Formativa by ANNA D&#39;ERRICO</title>
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      <description>Fatto con sogni ambiziosi</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-04-08 14:11:47 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2022-05-07 14:09:01 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Prof. Paolo Mazzoli</title>
         <author>annaderrico1</author>
         <link>https://padlet.com/annaderrico1/5pj7vjrcih60mbve/wish/2136447534</link>
         <description><![CDATA[<div>Il prof. Mazzoli ha introdotto il percorso formativo con una domanda: "Come si fa ad essere un bravo insegnante?"<br>Rispondere è davvero difficile ed esserlo non è così scontato. L'insegnante lascia un'impronta molto importante negli alunni. In un articolo dell'Internazionale del 17 aprile 2015, dal titolo "Il maestro che vorrei", ad un certo punto si legge: "Molti insegnanti hanno affinato le loro capacità fuori dalla classe, trangugiando caffè nelle infinite riunioni con i colleghi". Questo perchè il rapporto con i colleghi e con il mondo scuola è molto importante: si deve passare dalla visione dell'insegnante di classe a quella dell'insegnante di scuola in cui diventa fondamentale la collaborazione con i colleghi, la gestione dei genitori, la partecipazione alle politiche della scuola, l'autovalutazione e la valutazione standardizzata (Invalsi).<br>Il docente diventa efficace quando con le sue competenze riesce a valutare quale pratica di insegnamento mettere in pratica, affinchè abbia il risultato sperato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 14:35:37 UTC</pubDate>
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         <title>Matilde Carollo, Michela Chicco, Cinzia Maistri </title>
         <author>annaderrico1</author>
         <link>https://padlet.com/annaderrico1/5pj7vjrcih60mbve/wish/2136448999</link>
         <description><![CDATA[<div>La presentazione del percorso formativo da parte delle relatrici è stata molto chiara. Non nego che inizialmente mi ha spaventato tutto il percorso, ho pensato di&nbsp; non essere in grado di affrontare questo anno impegnativo. Per fortuna il supporto di Iprase e la formazione dedicata a noi docenti, mi ha permesso di affrontare più serenamente questo percorso.<br>In questo webinar sono stati illustrati, oltre all'articolazione del percorso formativo, i Riferimenti Normativi che regolano il sistema educativo di istruzione e formazione nella provincia di Trento, in particolare l'art.89 della Legge provinciale n.5/2006, che disciplina l'accesso al lavoro del personale della scuola.<br>Inoltre la legge n.107/2015, in particolare dal comma 115 al 120 e il 129, indica come il personale docente ed educativo è sottoposto al periodo di prova e formazione, il cui superamento determina l'immissione in ruolo.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 14:36:33 UTC</pubDate>
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         <title>Prof. Anna Maria Ajello</title>
         <author>annaderrico1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Attraverso la presentazione di questo corso ho capito l'importanza di avere un team di insegnanti che programmano insieme, condividendo la professionalità della funzione educativa. "Si può cambiare e incidere nella formazione e nella crescita di un/a bambino/a se si opera congiunta-mente" . "Le classi sono un insieme di «persone» che vanno gestite con regole e pratiche educative condivise, ispirate da principi comuni ". &nbsp;<br>La professoressa Ajello ha posto l'attenzione su tre punti fondamentali nella scuola:<br>1. tenere la classe<br>2. la comunità dei docenti<br>3. verifiche e valutazione.&nbsp;<br>Per quanto riguarda la comunità docente la maggiore complessità delle situazioni attuali, i cambiamenti antroplogici della famiglia e delle bambine e il mutamento del ruolo del docente richiedono la coesione del gruppo docente rendendo espliciti gli obiettivi che si vogliono perseguire, mantenendo comunque una certa autonomia professionale.<br>La principale attenzione dei docenti deve essere rivolta a garantire l'apprendimento degli studenti.<br>Le verifiche e le valutazioni caratterizzano i compiti della professione docente:&nbsp; si devono riconoscere le caratteristiche, le funzioni e gli obiettivi diversi di ciascun tipo di valutazione.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 14:38:00 UTC</pubDate>
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         <title>Prof. Alessandro Bencivenni</title>
         <author>annaderrico1</author>
         <link>https://padlet.com/annaderrico1/5pj7vjrcih60mbve/wish/2136452612</link>
         <description><![CDATA[<div>Le spiegazioni del prof. Bencivenni sono state molto utili per capire come realizzare il portfolio per l'anno di prova e su come integrare le varie pagine con il supporto dei programmi Google.<br>Avere a disposizione le registrazioni con i suoi pratici e utili consigli è stata un'ancora di salvezza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 14:38:46 UTC</pubDate>
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         <title>Prof. Claudio Girelli</title>
         <author>annaderrico1</author>
         <link>https://padlet.com/annaderrico1/5pj7vjrcih60mbve/wish/2136453733</link>
         <description><![CDATA[<div>Il compito dell'insegnante è di aiutare ognuno a diventare il miglior sé stesso possibile, far fiorire le potenzialità di ognuno. Secondo il prof. Girelli l'insegnante inclusivo deve:<br>- educare;<br>- far crescere le potenzialità;<br>- personalizzare;<br>- apprendere non insegnare;<br>- accompagnare non condurre;<br>- sostenere;<br>- promuovere;<br>- valorizzare.<br>L'insegnante deve avere un "agire incoraggiante e motivante".<br>La didattica inclusiva deve essere vista come una prospettiva per fare la differenza. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 14:39:27 UTC</pubDate>
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         <title>Anita Erspamer</title>
         <author>annaderrico1</author>
         <link>https://padlet.com/annaderrico1/5pj7vjrcih60mbve/wish/2136456067</link>
         <description><![CDATA[<div>Con Anita Erspamer mi si è aperta una finestra su come l'utilizzo delle nuove tecnologie possa rappresentare una risorsa imprescindibile da utilizzare nella pratica educativa e didattica con i nostri bambini. Le nuove tecnologie ci accompagnano in tutte le fasi del nostro lavoro:<br>1. Attivazione<br>2. Sviluppo<br>3. Fase creativa&nbsp;<br>4. Presentazione-condivisione<br>5. Verifica e Valutazione.<br>Sempre più le competenze degli insegnanti stanno diventando digitali, perchè il contesto in cui lavoriamo lo richiede. Usando le varie tecnologie a nostra disposizione ho notato come il coinvolgimento della classe diventa maggiore, i bambini partecipano di più e sono attivi e propositivi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 14:40:49 UTC</pubDate>
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         <title>Prof. Paola Novelli</title>
         <author>annaderrico1</author>
         <link>https://padlet.com/annaderrico1/5pj7vjrcih60mbve/wish/2136460001</link>
         <description><![CDATA[<div>Per una DDI efficace bisogna porsi degli obiettivi:<br>1. apprendimento collaborativo<br>2. motivazione degli studenti<br>3. competenze digitali<br>4. interventi adeguati (DSA - BES)<br>5. formare i docenti<br>6. sviluppare la cultura digitale<br>7. adozione di testi didattici in digitale<br>8. didattica attiva e cooperativa.<br>Le metodologie utilizzate possono essere svariate: debate, flipped classroom, peer education, gamification, storytelling, didattica per scenari.<br>La DDi è&nbsp; una modalità didattica che integra momenti di<br>insegnamento a distanza (svolti su piattaforme digitali) ad attività svolte in presenza, in classe o in altri ambienti della scuola. Un miscuglio di stili, uno scorrere di conoscenza tra l’aula fisica e l’aula virtuale.<br>La DDI è una “necessità” che interessa in questo momento, particolarmente complesso per le scuole, ma che aveva<br>già delle basi per poter nascere prima di questa emergenze.<br>"Le linee guida per la DDI ci suggeriscono di fare ricorso a<br>metodologie didattiche più centrate sul protagonismo degli<br>alunni, che consentono la costruzione di percorsi interdisciplinari nonché di capovolgere la struttura della lezione, da momento di semplice trasmissione dei contenuti ad agorà di confronto, di rielaborazione condivisa e di costruzione collettiva della conoscenza.<br>Alcune metodologie si adattano meglio di altre alla didattica digitale integrata: si fa riferimento a quelle metodologie fondate sulla costruzione attiva e partecipata del sapere da parte degli alunni."<br>Per quanto riguarda la valutazione lo strumento princiapale sono le ribriche valutative che permettono agli studenti di chiarire la direzione del percorso formativo e agli insegnanti di identificare i risultati attesi e rendere il giuduìizio più trasparente.<br>Bisogna fare in modo che didattica, tecnologia e metodologia dialoghino tra di loro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 14:43:13 UTC</pubDate>
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         <title>Prof. Franco Lorenzoni, Laura Parigi</title>
         <author>annaderrico1</author>
         <link>https://padlet.com/annaderrico1/5pj7vjrcih60mbve/wish/2136465961</link>
         <description><![CDATA[<div>L'incontro con il maestro Lorenzoni è stato molto interessante, mi ha fornito molti spunti per riflettere sull'importanza dell'ascolto reciproco in classe; molto spesso si dedica poco tempo ai racconti dei bambini, ad ascoltare le loro storie, per correre dietro ai programmi ministeriali. Il dialogo euristico mette l'ascolto delle conversazioni al centro della pratica educativa. L'insegnante deve predisporre un contesto adeguato in cui tutti si sentano pronti ad intervenire nella conversazione.<br>Illuminante e potente è stata una frase di un ragazzo, citata dal maestro, di un ragazzo rientrato a scuola in seguito alla chiusura dovuta alla pandemia da Covid 19 "A scuola fatico meno perché si pensa insieme". Pensare significa esplorare nuovi territori. I bambini e i ragazzi hanno bisogno che le loro parole siano riconosciute e ascoltate per quello che vogliono dire. Il bambino percepisce se qualcuno sente per davvero o lo fa solo per accondiscendenza.&nbsp;<br>L'insegnante deve sempre ascoltare. La reciprocità è il cardine della funzione educativa.<br>La prof. Laura Parigi, ricercatrice per INDIRE, ha illustrato i risultati di una ricerca sul dialogo euristico nella Scuola Primaria, che nasce dall'osservazione che nelle varie documentazioni la voce degli studenti compare raramente. La letteratura scientifica evidenzia l'importanza del pensiero e della parola degli studenti e la centralità della discussione, del dialogo e degli scambi verbali per l'osservazione dei processi cognitivi.<br>Gli insegnanti coinvolti nella ricerca hanno trascritto i dialoghi con e tra i bambini su argomenti stabiliti. Le loro risposte sono sempre state sorprendenti e non scontate.<br>Per praticare il dialogo euristico gli insegnanti devono disporre di materiali culturali e professionali:<br>1. Il diario didattico come self-duty;<br>2. La costruzione di una comunità di pratica (docenti con diversi livelli di esperienza);<br>3. La descrizione di una tecnica di lavoro (definizione di orientamenti operativi);<br>4. Un tema generatore comune e domande di ricerca comuni.&nbsp;<br>Dovremmo noi insegnanti dedicare ogni giorno del tempo all'ascolto e al dialogo e convincerci che questo tempo non è mai sprecato.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 14:47:00 UTC</pubDate>
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         <title>Prof. Stefan Von Prondzinski</title>
         <author>annaderrico1</author>
         <link>https://padlet.com/annaderrico1/5pj7vjrcih60mbve/wish/2136468107</link>
         <description><![CDATA[<div>La lezione del prof. Von Prondzinski mi ha fatto riflettere sul concetto di pluridisabilità e su come in passato venissero considerate e trattate le persone affette da pluridisabilità. In primo piano c'erano solo gli aspetti negativi e non la persona con i propri bisogni. Bisogna attuare un cambio di prospettiva: "se non cerchiamo soluzioni, se non adattiamo il contesto di vita della persona con pluridisabilità e se la persona non ha possibilità di fare esperienza ogni giorno insieme agli altri in un contesto adeguato ai suoi bisogni, NON POTRA' MAI"...<br>Oggi c'è un cambiamento di prospettiva:  c'è una piena ed effettiva partecipazione nella società su una base di eguaglianza con gli altri.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 14:48:17 UTC</pubDate>
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         <title>Prof. Andrea Di Somma, Maria Cristina Veneroso</title>
         <author>annaderrico1</author>
         <link>https://padlet.com/annaderrico1/5pj7vjrcih60mbve/wish/2136471503</link>
         <description><![CDATA[<div>I relatori mi hanno permesso di scoprire come affrontare&nbsp; i casi di alunni con fragilità con l'aiuto delle neuroscienze e con l'applicazione di alcuni protocolli efficaci per aiutare al meglio i bambini.<br>Le nuove scoperte nell'ambito delle neuroscienze cognitive permettono oggi di comprendere meglio alcuni meccanismi propri delle menti che apprendono e di strutturare percorsi di insegnamento efficaci ed inclusivi.</div><div>Durante il corso sono state affrontate queste tematiche:</div><ul><li>i meccanismi di memoria e di attenzione</li><li>i modelli teorici dell'età evolutiva e la loro applicabilità didattica</li><li>le funzioni esecutive ovvero le abilità su cui si basa tutto l'apprendimento.</li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 14:50:28 UTC</pubDate>
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         <title>Prof. Mario Castoldi</title>
         <author>annaderrico1</author>
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         <description><![CDATA[<div>I compiti autentici mirano a sollecitare gli studenti all'impiego delle proprie conoscenze, abilità, disposizioni cognitive ed emotive per elaborare risposte a compiti significativi e agganciati a contesti reali. Le parole chiave del processo valutativo non sono riconoscere, riprodurre, scegliere, rispondere, bensì divengono inventare, ricercare, applicare, rielaborare. Il concetto di competenza intende proprio focalizzare l’attenzione su compiti che richiedono l’attivazione di strategie cognitive e socio-emotive elevate, l’impiego attivo e personale del proprio sapere in attività significative e impegnative.&nbsp;<br>Quali sono i principali criteri distintivi che caratterizzano l’elaborazione di un compito autentico? In primo luogo si tratta di prove che mirano a richiamare contesti di realtà, nei quali utilizzare il proprio sapere per affrontare i problemi posti; nel lavoro scolastico non sempre è possibile fare riferimento a situazioni reali, spesso occorre predisporre ambienti simulati per riprodurre condizioni di realtà in forma semplificata e artificiosa.&nbsp; Ma il riferimento a contesti di realtà aiuta a rendere significativo il compito proposto e a dare un senso a ciò che viene richiesto: da qui nasce il nome autentico, a rappresentare il superamento di un sapere puramente autoreferenziale, in direzione di un impiego del proprio sapere per affrontare situazioni prossime alla vita reale.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 14:51:25 UTC</pubDate>
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         <title>Prof. Luigi Tuffanelli</title>
         <author>annaderrico1</author>
         <link>https://padlet.com/annaderrico1/5pj7vjrcih60mbve/wish/2136475609</link>
         <description><![CDATA[<div>Il prof. Tuffanelli, ci ha lasciato delle domande a cui rispondere, per riflettere sulla nostra relazione educativa. Ho trovato molto interessanti i suoi spunti di riflessione e ho constatato come spesso non ci interroghiamo sul nostro modo di metterci in relazione con gli altri.<br>SPUNTI DI RIFLESSIONE<br>Qual è il mio «pilastro» d’autorità più forte e qual è quello più debole?<br>Quale tipo di leadership pratico più consuetamente e di quale invece vorrei impadronirmi?<br>Mi interrogo sull’efficacia della mia comunicazione? Se sì, quali domande mi pongo più frequentemente?<br>Quali sono i miei alunni più difficili e perché sono così?<br>Quali sono i comportamenti o gli atteggiamenti che mi infastidiscono di più?<br>Come posso fronteggiare il rifiuto istintivo che mi capita di avvertire qualche volta?<br>Quali sono le situazioni che mi stressano di più?<br>Che cos’è che mi fa arrabbiare di più?<br>Quale tematica sceglierei per fare ricerca-azione? Con quali colleghe o colleghi?<br>Quale organizzazione della classe utilizzo sempre o prevalentemente?<br>Quali difficoltà incontro - o incontrerei - a passare da un tipo di organizzazione a un altro?<br>Se dovessi scegliere tre sole regole da condividere con i miei alunni, quali sarebbero?<br>Secondo Tuffanelli, per una gestione efficace delle relazioni in classe non bisogna inseguire facili consensi,&nbsp; bisogna assumersi le responsabilità che il ruolo comporta, non minacciare punizioni-bluff, ma solo quelle che si è in grado di attuare, se è possibile sperimentare varie forme di leadership e divenire consapevoli della propria comunicazione didattica.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 14:53:06 UTC</pubDate>
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