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      <title>Cari Bambini  by Elena Bertini</title>
      <link>https://padlet.com/elenabertini/5o9jp7vgpc85</link>
      <description>Queste lettere nascono da alcune riflessioni “a distanza” tra un gruppo di insegnanti di scuola dell’infanzia che, guardando il modo dalla scuola attraverso finestra dei social, si sono interrogate sul perchè in questi giorni, soprattutto nella scuola dell’infanzia, si debbano continuamente subissare i bambini con video, canzoni, letture di albi, lavoretti in differita,....
Sembra quasi che si debba riempire ogni istante della loro vita di presenze, di cose da fare, di....
I bambini, se realmente messi al centro, se realmente conosciuti e osservati dalle insegnanti con le loro unicità, dovrebbero rendere ogni scuola diversa dall’altra, anche in questo momento. 
Invece, quello che si osserva è un copiare, incollare, linkare materiali presi i prestito qua e là.
Non possono esistere altri modi per tessere relazioni e mantenere vivi i legami? 
E’ possibile ipotizzare altri modi avulsi dal fare, che non parlino il linguaggio delle prestazioni e dei “lavoretti” belli e accattivanti che vengono poi diffusi e reiterati all’interno dei social e della rete mediatica?
Pensando ai bambini...Perché invece non permettergli di vivere questo momento per quello che è, come un momento significativo della loro vita da cui poter trarre insegnamenti educativi importanti, insegnamenti punteggiati da emozioni magari anche forti e importanti...?
Nascono così due lettere, frutto di pensieri semplici, rivolte ai bambini ma anche a mamma e papà con l’intento di sostenere e mantenere vive a distanza le relazioni con bambini e famiglie, permettendo a ciascuno di sperimentare in quel “perdete tempo”la bellezza che può nascerà anche da momenti faticosi come questo. 
Momenti di cui i bambini, se vorranno, potranno conservare tracce da riportare a scuola il primo giorno di scuola come tesoro da cui ripartire verso nuove esplorazioni e scoperte. 
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-03-15 13:34:32 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-07-22 02:05:33 UTC</lastBuildDate>
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         <title>“Perdete tempo...”</title>
         <author>elenabertini</author>
         <link>https://padlet.com/elenabertini/5o9jp7vgpc85/wish/461011011</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>“Questa scuola è il mondo intero...”<br>(G. Rodari)<br></strong><br>Cari bambini,<br>in questi giorni vi sarà sembrato un po’ strano rimanere lontani dalle vostre insegnanti e dai vostri compagni perché sulla terra c’è “una nuova creatura piccola piccola che sta andando dove non dovrebbe” e noi vogliamo fermarla.<br>Per fare questo, però, ognuno di noi dovrà dare il suo piccolo contribuito mettendo a disposizione di tutti idee, esperienze, conoscenze, strumenti,...<br>L’invito che vi facciamo per questi giorni è di “perdere tempo” insieme a chi vi sta accanto. <br>Perdete tempo per parlare.<br>Perdete tempo per ascoltare le storie di tanto tempo fa, quelle che solo i nonni e le nonne, con la loro grande saggezza, sanno raccontare e che contribuiscono a rendere la narrazione di ciascuno di noi unica. <br>Perdete tempo per usare le mani;  per accudire le piante e i fiori del vostro giardino, per cucinare insieme a mamma e papà, per disegnare, per allacciarvi le stringhe delle scarpe, per prendervi cura di voi stessi e dei vostri piccoli animali domestici,... ricordandovi che dopo ogni esperienza è sempre bene lavarsi le mani! <br>Perdete tempo per camminare: un paio di scarpe comode, un piccolo zainetto, anche sotto la pioggia con un ombrello...e via, alla scoperta della campagna, del fiume, del paese, di tutti quegli spazi e luoghi che seppur vicini non avete mai avuto modo di esplorare. Lungo il cammino non dimenticatevi di raccogliere sassi, foglie, rametti, materiali vari che potrebbero incuriosirvi; saranno il vostro piccolo tesoro da esplorare nei giorni a venire. <br>Perdete tempo per crescere, sperimentando e scoprendo la bellezza di una Scuola che sa uscire e sa andare oltre le mura di un’aula per fondersi con la vita.<br>Un grande scrittore per bambini e ragazzi di nome Gianni Rodari, un giorno scrisse:<br>“C’è una scuola grande come il mondo.<br>Ci insegnano maestri, professori, avvocati, muratori, televisori, giornali, <br>cartelli stradali,<br>il sole, i temporali, le stelle.<br>Ci sono lezioni facili<br>e lezioni difficili,<br>brutte, belle e così così.<br>Ci si impara a parlare, a giocare, a dormire, svegliarsi,<br>a voler bene e perfino<br>ad arrabbiarsi.<br>Ci sono esami tutti i momenti,<br>ma non ci sono ripetenti:<br>nessuno può fermarsi a dieci anni, <br>a quindici, a venti,<br>e riposare un pochino.<br>Di imparare non si finisce mai, <br>e quel che non si sa<br>è sempre più importante<br>di quel che si sa già”. <br>Fate tesoro di queste parole, fate tesoro delle grandi opportunità formative che si celano dietro a giornate come queste; permetteranno a ciascuno di voi di sperimentare la bellezza di imparare partendo dai piccoli e grandi spunti che la vita di ogni giorno ci offre.<br>Di tutte le scoperte che farete, conservate sempre una piccola traccia (foto, disegni, materiali raccolti durante le camminate, testi di storie narrate e ascoltare,...) in una cartellina o in una piccolo sacchetto. <br>Rientrando il primo giorno di scuola portatelo con voi; da lì ripartiremo per nuove esplorazioni e scoperte. <br>Un grosso abbraccio</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-15 13:39:39 UTC</pubDate>
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         <title>“Una grande maestra chiamata Vita”</title>
         <author>elenabertini</author>
         <link>https://padlet.com/elenabertini/5o9jp7vgpc85/wish/461012237</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>“Somewhere over the rainbow<br>skies are blue,<br>and the dreams that you dare to dream<br>really do come true”.<br>(E.Y. Harburg)</strong><br><br>Cari bambini, <br>è trascorsa poco più di una settimana dalla nostra ultima lettera, eppure sembra già passato tantissimo tempo. <br>Ci mancate, e mancate anche alla scuola che senza voi, senza le vostre urla, i vostri schiamazzi e le corse sfrenate per il giardino, è rimasta vuota.<br>Ma... tutto questo non ci deve preoccupare: ce la faremo! <br>In questi giorni un po’ ovunque, appesi a porte, cancelli e finestre, stanno comparendo tanti arcobaleni colorati accompagnati da una scritta: “Andrà tutto bene!”. Anche voi, se volete, potete farne uno; è un modo come un altro per ricordarci che presto torneremo a fare tutto quello che abbiamo sempre fatto con grande passione e divertimento. <br>Nel frattempo continuate nelle vostre piccole ma grandi scoperte di ogni giorno.<br>Continuate a perdere tempo come ci siamo detti, perché anche nelle cose più semplici di tutti i giorni si nascondo tesori di inestimabile valore formativo dai cui poter imparare.<br>Un imparare che questa volta, sarà molto più importante di quello appreso tra i banchi di scuola, perché sarà un apprendimento per la vita. <br>Sono sicura che ciascuno di voi porterà sempre con se’ i ricordi di queste giornate; i giochi fatti, i lavori svolti e tutte le emozioni che li hanno accompagnati. <br>Fatene tesoro, perché come scrivevano i vecchi saggi, il tempo così come la storia è “maestra di vita”.<br>È a casa, con mamma e papà, con la nonna e  il nonno ma anche con quanti vi vogliono bene che avete iniziato a muovere i primi passi nella vita. <br>È lì che ci è chiesto e vi è chiesto di tornare e rimanere in questi giorni. <br>Questo tempo ci sta invitando a fermarci per un po’, per provare a riscoprire il bello e il valore di questa grande maestra (la Vita) con tutte le relazioni importanti che ogni giorno l’arricchiscono.<br>Questo tempo ci sta invitando a sperimentare che oltre al fare tante cose, tanti lavoretti, come spesso li chiamiamo a scuola, è anche importante sapere attendere e annoiarsi, perché è da lì che poi potranno nascere tanti pensieri creativi che ci permetteranno di ritornare a colorare la quotidianità proprio come stanno facendo adesso gli arcobaleni. <br>Un piccolo pensiero va anche alle vostre mamme e ai vostri papà, a cui auguriamo di riuscire a utilizzare questo tempo per realizzare tutte le cose belle e importanti che avrebbero voluto dire o fare con voi, ma che frenesia della quotidianità, spesso ha impedito loro di portare avanti.<br>Un abbraccio</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-15 13:42:32 UTC</pubDate>
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         <title>“Il foglio di carta che vede e che parla” (M.Montessori) </title>
         <author>elenabertini</author>
         <link>https://padlet.com/elenabertini/5o9jp7vgpc85/wish/473585189</link>
         <description><![CDATA[<div>Cari bambini, </div><div>anche se vi sembriamo un pò distanti perchè non possiamo guardarci in faccia come quando siamo seduti in cerchio alla mattina, vi pensiamo sempre.</div><div>Oggi abbiamo pensato di iniziare questa lettera raccontandovi una storia.</div><div>"Tanto tempo fa, un agricoltore che nella sua fattoria era riuscito a far attecchire alcune piante da frutto, mandò ad un suo amico che abitava a qualche chilometro di distanza alcuni frutti appena colti. Li mandò per mezzo di un servitore che non sapeva nè leggere nè scrivere e gli consegnò anche una lettera per l’amico.</div><div>La giornata era afosa, grande la distanza: il messaggero era assetato. Egli cominciò a pensare ai frutti e a come uno di essi sarebbe bastato per spegnere la sua sete.</div><div>La tentazione ebbe il sopravvento e così mangiò una delle pere. Ristorato, il servitore riprese il viaggio più rapidamente e giunse a destinazione.</div><div>Consegnò i frutti e la lettera.</div><div>Il destinatario lesse la lettera, e gli chiese dove fosse una delle sue pere. Questi affermò che non c’era un’altra pera; ma l’uomo era sicuro di quello che aveva detto, perchè il pezzo di carta glielo aveva rivelato. </div><div>Il povero servo guardò quel foglio che racchiudeva sicuramente una magia, dal momento che poteva vedere e parlare.</div><div>Dopo qualche tempo, fu mandato una seconda volta a portare i frutti e una lettera all’amico dell’agricoltore; la golosità si impadronì di nuovo di lui. Prese però la precauzione, prima di mangiare il frutto, decise di nascondere la lettera sotto una roccia.</div><div>Arrivato a destinazione, consegnò, sicuro di sè e trionfante, la lettera e i frutti; ma ancor una volta dopo la lettura del foglio giunse implacabile la domanda: perchè manca una pera?</div><div>Preso dal terrore, il servo domandò di poter vedere il pezzo di carta e chiese quale grande magia si nascondesse in quel foglio che poteva raccontare una cosa che non aveva visto, che poteva parlare senza farsi sentire da lui”.</div><div>Questo racconto, scritto tanti anni fa per dei bambini della vostra età, oggi ha ancora molto da insegnare.</div><div>In un momento in cui dobbiamo rimanere a casa con la nostra mamma, con il nostro papà e con quanti ci vogliono bene, rinunciando a incontrare amici e maestre, ci permette di comprendere perchè anche un pezzo di carta come una lettera, può diventare uno strumento importante per continuare a tessere legami, per comunicare e sentirci vicini anche se lontani.</div><div>Una lettera è un prezioso scrigno a cui possiamo affidare i nostri pensieri, le nostre idee, i racconti delle nostre giornate.</div><div>Una lettera è un ponte; ci unisce alle persone a cui vogliamo bene, ci permette di incontrarle anche se non possiamo vederle, condividendo con loro tutte le nostre esperienze, le nostre scoperte con tutte le emozioni che le hanno accompagnate. </div><div>Una lettera è un orologio senza lancette, in grado di fermare il tempo e permetterci di ritornare sulle sue parole ogni qualvolta vogliamo rileggerle. </div><div>Una lettera se ben conservata è per sempre; fissa definitivamente attraverso la scrittura, i momenti salienti della vita di ciascuno di noi, permettendoci di rivivere anche a distanza di anni la profondità di queste giornate con tutte le relazioni che la hanno animate.</div><div>Tutte noi, cari bambini, ci fidiamo di voi e proprio per questo abbiamo deciso di non darvi dei “lavoretti” da fare, ma di accompagnarvi attraverso le nostre lettere in questo continuo “perdere tempo” che partendo delle piccole e grandi cose che appartengono alla vita di ciascuno, siamo sicure vi porteranno a fare nuove e importanti scoperte. </div><div>La casa come la scuola, è un formidabile luogo per apprendere. </div><div>Perdete tempo a parlare con chi vi sta accanto, ad ascoltare le storie di tanto tempo fa, perchè da un racconto possono nascere tanti nuovi racconti.</div><div>Perdete tempo a usare le mani per prendervi cura di voi stessi, di chi vi sta accanto ma anche per fare nuove esplorazioni.</div><div>Un uovo preso dal frigorifero o delle nuvole da osservare, del materiale di scarto con cui progettare ma anche qualcosa da seminare, sono tutte opportunità interessanti con cui potete mettervi alla prova.</div><div>L’importante è che non vi dimentichiate mai di conservare in una scatola o in un sacchetto una traccia di tutte le cose che state facendo; anche noi lo faremo. </div><div>In questo modo, rientrando  a scuola ognuno di noi potrà portare con sè il suo piccolo tesoro - pensate che bello, saranno uno diverso dall’altro - e da lì, insieme, ripartiremo affinchè la nostra scuola diventi sempre di più un luogo dove “coltivare le vostre infanzie e il gusto per il mondo, per giocare con la realtà per provare a capirla e ammaestrarla anche quando è incomprensibile” o faticosa come in questi giorni. </div><div>Vi vogliamo bene </div><div><br></div><div>Elena con suor Elvira, Valeria, Erica, Rossana, Silvia, Anna, Giovanna, Patrizia, Simona, Gabriella, Patrizia e Silvia</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-24 21:14:49 UTC</pubDate>
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         <title>“La fantasia la creatività pensano, l’immaginazione vede” (B. Munari)</title>
         <author>elenabertini</author>
         <link>https://padlet.com/elenabertini/5o9jp7vgpc85/wish/481823364</link>
         <description><![CDATA[<div>Si sta per avvicinare la Pasqua.<br>Abbiamo pensato ad una lettera un po’ speciale.<br>Una lettera per rimanere vicini anche se lontani, per non smettere di camminare insieme anche in questo particolare momento dell’anno. Insieme alla lettera, un racconto da ascoltare. Diversamente da come accade quando siamo a scuola, non ci saranno ne’ un libro da sfogliare, ne’ immagini da guardare ma... solo parole da ascoltare. Parole che chiederanno ai bambini di mettersi in gioco usando la loro immaginazione per vedere i personaggi, i paesaggi e gli oggetti che animano la storia. Parole che attraverso alcune domande permetteranno a ogni bambino di giocare con la sua mamma e il suo papà usando tutta la creatività di cui saranno capaci per far vita a nuove immagini che illustreranno la “nostra” storia. <br>Qui di seguito l’ipotesi progettuale</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-30 10:56:00 UTC</pubDate>
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