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      <title>IV C 2022\23  nell&#39;Era Moderna by Salvatore Improta</title>
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      <description>Realizzato con molto amore verso il professore</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-03-08 08:13:50 UTC</pubDate>
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         <title>LUTERO IN PILLOLE</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-03-08 09:17:16 UTC</pubDate>
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         <title>RIFORMA </title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-03-08 09:19:53 UTC</pubDate>
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         <title>CONTRORIFORMA</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-03-08 09:21:45 UTC</pubDate>
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         <title>IL RITRATTO DEL SOVRANO ASSOLUTO -Capasso Laura</title>
         <author>laura_capasso</author>
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         <description><![CDATA[<div>Questo ritratto ufficiale di Luigi XIV, conservato nel Louvre di Parigi, fu commissionato nel 1701 a Hyacinthe Rigaud come dono per il nuovo re di Spagna. E' importante notare come il ritratto sia caratterizzato da un'atmosfera sacrale. In esso ogni dettaglio iconografico è simbolo della regalità e dell'autorità assoluta e indiscussa del sovrano. Il re è in piedi avvolto in un sontuoso mantello azzuro ricamato di giglio d'oro ( i gigli sono  simbolo della monarchia di Francia, il mantello azzurro è il simbolo della Madonna) foderato di ermellino ( altro simbolo della regalità), poggia con gesto elegante sullo scettro come se fosse il suo bastone da passeggio, accanto a sè sulla sinistra ha la corona. Si noti l'eleganza , l'opulenza dell'abbigliamento: la parrucca, l'oro dei ricami, dei tendaggi, la spada dall'elsa e dal fodero d'oro tempesate di pietre preziose.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-24 16:16:01 UTC</pubDate>
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         <title>La prima rivoluzione</title>
         <author>beatricedesimone01</author>
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         <description><![CDATA[<div>-Beatrice De Simone </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-24 17:58:23 UTC</pubDate>
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         <title>Il cardinale Richelieu</title>
         <author>leonardograsso_ldp</author>
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         <description><![CDATA[<div>(GRASSO LEONARDO)<br>François du Plessis, signore di Richelieu, discendente da una famiglia nobile ma decaduta, è un valoroso ufficiale dell'esercito francese che, dopo aver servito fedelmente Enrico III, prima, ed <a href="https://biografieonline.it/biografia-enrico-iv-di-francia">Enrico IV</a>, subito dopo, viene investito di importanti funzioni di alta magistratura (Gran prevòt). Padre di cinque figli, avuti dalla moglie Susanna de La Porte, morendo prematuramente lascia alla vedova l'onere di crescere i ragazzi, tutti in tenera età. Non avrà quindi modo di assistere alla grande riabilitazione di cui il nome della sua famiglia potrà godere grazie al suo terzogenito, Armand-Jean, che da bambino povero ed orfano di padre (ha soltanto cinque anni quando perde il genitore), saprà trasformarsi in una figura di così grande spessore da incutere rispetto e soggezione nelle diplomazie di mezza Europa.<br> Armand-Jean, nato a Parigi il 9 settembre 1585, grazie ai meriti paterni può studiare nel collegio di Navarra e, subito dopo, intraprendere la vita militare, ma un fatto nuovo interviene a mutarne le prospettive di vita e di carriera: suo fratello Alphonse, che ha preso i voti per divenire vescovo di Lucon - in funzione di un antico privilegio della famiglia - si ammala gravemente al punto da non poter più occuparsi di nulla. Per non perdere quel beneficio Armand deve precipitosamente spogliarsi della divisa e, con qualche forzatura ad opera del Papa e del sovrano, va a sostituire il fratello vestendo gli abiti religiosi.</div><div>Ad appena 21 anni, dunque, viene ordinato vescovo e, nonostante la giovane età, riesce a distinguersi per il rigore che impone subito al clero della sua diocesi. <br>Otto anni dopo, nel 1614, con la nomina a delegato agli Stati generali riesce a farsi apprezzare per le doti diplomatiche intervenendo a stemperare i tesissimi rapporti fra nobiltà e clero ed entrando così nelle grazie di <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=3559&amp;biografia=Maria+de'+Medici">Maria de' Medici</a>, vedova di Enrico IV e reggente per conto del figlio Luigi XIII, e del suo braccio destro Concini. Grazie ad essi nel 1616 Richelieu è nominato segretario di Stato per la guerra e gli affari esteri. Ma la regina madre ed il suo fiduciario sono molto invisi alla nobiltà ed allo stesso Luigi XIII che, impossessatosi del potere nel 1617, fa assassinare l'uomo ed allontanare la donna da Parigi.</div><div>Richelieu la segue a Blois e le rimane vicino riuscendo, nel 1620, a farla riconciliare con il re, suo figlio. Rientrati a Parigi, Maria lo segnala caldamente al sovrano il quale gli fa ottenere, nel 1622, la nomina di cardinale e, due anni dopo, lo chiama a far parte del suo consiglio come primo ministro: da questo momento il suo prestigio sarà un crescendo continuo, fino a divenire arbitro della politica francese.</div><div>Deciso a restituire alla Francia un ruolo egemone in Europa attraverso il ridimensionamento degli Asburgo, comprende che è necessario innanzitutto consolidare il potere interno, eliminando quindi ogni resistenza all'assolutismo monarchico. E nel 1628 riesce ad avere ragione sugli ugonotti con la vittoria di La Rochelle, loro capitale, ed a neutralizzare le cospirazioni di Gastone d'Orleans, fratello del re, e di sua moglie Anna d'Austria; in questa opera di repressione il Cardinale Richelieu non esita a far decapitare alcuni nobili ribelli e costringe la stessa regina madre, ormai in aperto dissenso con le politiche del cardinale, a fuggire dalla Francia.</div><div> Nel 1635 entra nella "guerra dei Trent'anni" trasformandola da conflitto religioso fra <a href="http://cultura.biografieonline.it/cattolici-protestanti-differenze/">cattolici e protestanti</a> in guerra per l'egemonia europea tra l'impero asburgico e la Francia. Tredici anni dopo, nel 1648, le ostilità cesseranno con la Pace di Vestfalia: l'impero degli Asburgo ne uscirà demolito, trasformato in vari Stati indipendenti, ed il successo pieno dei piani di Richelieu, deceduto già da alcuni anni, sarà palesemente sancito.</div><div>Il genio, ma anche il fermo cinismo di Richelieu nel perseguire le supreme ragioni dell'assolutismo, lo rendono negli ultimi anni fra gli uomini più temuti ed odiati tanto in Francia quanto all'estero.</div><div>Il Cardinale Richelieu muore all'età di 57 anni a Parigi, il 4 dicembre 1642.</div><div>Fondatore dell'Accademia di Francia, mecenate, lungimirante statista, poco prima del suo decesso, si raccomanda al re perché scelga come suo successore il cardinale Mazarino, al quale ha già impartito tutta una serie di direttive grazie alle quali il nuovo re <a href="https://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2439&amp;biografia=Re+Luigi+XIV">Luigi XIV</a> potrà regnare su una Francia rinnovata, militarmente ed economicamente salda, e con un ruolo politico internazionale di tutto prestigio guadagnandosi l'appellativo di "Re Sole".</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-25 09:08:23 UTC</pubDate>
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         <title>LUIGI XIV E L&#39;IGIENE </title>
         <author>rosa_lettiero00</author>
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         <description><![CDATA[<div>Lettiero Rosa <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-25 09:09:51 UTC</pubDate>
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         <title>OLIVER CROMWELL-PASQUALE EFFICIE</title>
         <author>pasqualefficie64</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-04-25 10:10:00 UTC</pubDate>
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         <title>Shakespeare e il teatro elisabettiano</title>
         <author>elenaimbembo</author>
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         <description><![CDATA[<div>Elena Imbembo</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-25 10:29:47 UTC</pubDate>
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         <title>The Bill of Rights</title>
         <author>luigi_cacciapuoti00</author>
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         <description><![CDATA[<div>-Cacciapuoti Luigi</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-25 12:22:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>nancy_barry_superman</author>
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         <description><![CDATA[<div>DALLO SCISMA ANGLICANO ALLA QUESTIONE IRLANDESE<br>FARINA NUNZIA</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-25 12:32:24 UTC</pubDate>
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         <title>Giacomo I Stuart </title>
         <author>costanzo_martina00</author>
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         <description><![CDATA[<div>-Martina Costanzo <br><br></div><div><a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File%3APourbus_James_I_Stuart.JPG"><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:332,&quot;url&quot;:&quot;webkit-fake-url://C5D01197-E75A-4037-8455-A9688C82CCE5/256px-Pourbus_James_I_Stuart.JPG.jpg&quot;,&quot;width&quot;:256}" data-trix-content-type="image"><img src="webkit-fake-url://C5D01197-E75A-4037-8455-A9688C82CCE5/256px-Pourbus_James_I_Stuart.JPG.jpg" width="256" height="332"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></a></div><div><br></div><div>In Inghilterra alla morte di Elisabetta I avvenuta nel 1603 salì al trono Giacomo I Stuart, figlio di Maria Stuart e già divenne re di Scozia.</div><div>Egli era un convinto sostenitore dell'assolutismo monarchico; in ambito di fede, inizialmente negò la libertà di culto ai calvinisti ma dopo furono perseguitati e massacrati selvaggiamente; </div><div>Giacomo I cercò di trovare un giusto equilibrio tra le richieste dei partiti cattolici e dei partiti protestanti ma non ci riuscì; infatti ogni giorno cresceva sempre di più una forte tensione che però non sfociò mai in aperta rivolta, come accadde durante il regno del figlio Carlo I</div><div>Davanti alla richiesta di una riforma religiosa dei puritani, Giacomo I autorizzò una nuova versione della Bibbia, conosciuta come “versione di re Giacomo I”.</div><div>Appoggia anche i vescovi della Chiesa anglicana contro i riformatori radicali protestanti, ma questo suo appoggio fece infuriare i cattolici che avevano riposto tante speranza in lui, visto che era figlio di una cattolica. Per questo nel 1605 organizzarono contro di lui <a href="http://www.londonita.com/londrablog/2011/10/31/bonfire-night-la-notte-dei-falo-a-londra/">la congiura della polveri</a>, ( consisteva nel far saltare in aria durante la seduta inaugurale dei lavori dell’assemblea, il re e tutto il Parlamento). La congiura cattolica fu scoperta in tempo; fallì e decretò la messa a morte di tutti i congiuranti.</div><div>In seguito Giacomo I cercò di diventare un mediatore per una pace religiosa, avvicinandosi prima alla cattolica Spagna cercando di combinare il matrimonio tra suo figlio Carlo (futuro re d’Inghilterra) e la figlia di Filippo III, e poi dopo il rifiuto si rivolse alla Francia che accettò la proposta; quindi il figlio Carlo, futuro Carlo I, sposò Enrichetta Maria di Francia.</div><div>Nel 1620 a causa della fedeltà di Giacomo I alla Chiesa anglicana, tantissimi puritani furono costretti ad andare via dall’Inghilterra imbarcandosi sulla Mayflower per l’America.</div><div>Oltre a questi gravi conflitti religiosi la corte di Giacomo I era ogni giorno fonte di tantissimi scandali, di sprechi inutili e di furti ma questo era tipico di tutte le corti del tempo, compresa chiaramente la precedente <a href="http://www.londonita.com/londrablog/2015/02/26/la-dinastia-dei-tudor/">corte dei Tudor</a>.</div><div>Tirando le somme, Giacomo I fu un buon Re, pur con i suoi difetti caratteriali e i diversi errori di giudizio. Aveva una idea ben precisa e lucida di ciò che era la Monarchia; questa derivava direttamente da Dio e solo Dio poteva giudicare l’ operato del Re. La sua era una visione di una Monarchia come poter assoluto in mano del Re. </div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-25 14:26:34 UTC</pubDate>
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         <title>La vita a corte di Luigi XIV</title>
         <author>antonioberzerk2015</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/5nhewwa6ox2o/wish/255275203</link>
         <description><![CDATA[<div>-Antonio Capasso<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-25 15:07:20 UTC</pubDate>
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         <title>Elisabetta I e l&#39;anglicanesimo</title>
         <author>gioelecaserta</author>
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         <description><![CDATA[<div>-Gioele Caserta</div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>giovanniliotti2000</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-04-25 19:07:14 UTC</pubDate>
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         <title>L’ASSOLUTISMO MONARCHICO DEL SEICENTO</title>
         <author>davideiannic</author>
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         <description><![CDATA[<div>Davide Ianniciello IVB</div><div><strong>L'assolutismo monarchico è un fenomeno che trova nel seicento il suo più ampio consenso per quanto riguarda i progetti politici dei sovrani dell'epoca. Usciti dal periodo della guerra dei trent'anni che aveva flagellato quasi tutti gli stati europei, i sovrani si ritrovano con dei paesi con una burocrazia, derivante dalla nascita dello stato moderno cinquecentesco, abbastanza potente per potersi tradurre in una forza contrastante con l'autorità regia ma insufficientemente competente per organizzare e tenere sotto controllo le regioni di loro competenza. Alla fame di potere assoluto del re, quindi, si viene a contrastare la voglia di mantenere quei privilegi che la nobiltà di spada (l'aristocrazia) e la nobiltà di toga (i funzionari della burocrazia) avevano potuto conquistare nel periodo di debolezza del sovrano causato dalla guerra precedente. In che modo cercano allora i sovrani di riacquisire i loro poteri? Il caso più riuscito di stato assoluto si ha nella Francia di Luigi XIV. Luigi XIV mette in atto fin dall'inizio del suo regno una politica accentratrice al vertice della gerarchia piramidale che vede lui come unico detentore di ogni potere. Dal punto di vista religioso, il re si pone, secondo un'antica consuetudine di origine carolingia, come delegato di Dio a rappresentanza del potere temporale in terra; quindi dal re emana ogni singolo potere e la sua volontà è la legge divina che regola il buon andamento della società. Il sovrano, per cui, diventa infallibile perché guidato da Dio e intoccabile perché ogni attentato al suo potere o alla sua persona sarebbe un attentato al volere di Dio. Il re seicentesco è “nato per esserlo”, è l' “unto dal Signore” e per governare non deve fare altro che “lasciare agire il buon senso”; queste le convinzioni proprie di Luigi XIV riportate nelle sue memorie. Da questa concezione nasce la tesi dell'estraneità del potere regio da quello della Santa Sede che viene visto infatti unicamente come spirituale e con i “Quattro articoli del gallicanesimo” ideate dal vescovo J. B. Bossuet si arriva alla definitiva sconfitta della tesi papale che voleva il suo potere come generante di ogni altro ed alla nazionalizzazione della chiesa francese. Grazie a questa legittimazione dell'istituzione regia, il sovrano procede ad ammansire le ingombranti nobiltà di spada e di toga; le prime invitandole alla sua sfarzosa corte in cambio di favori e le seconde nominando dei consiglieri fidati che blocchino ogni tentativo di sopruso di potere nei confronti del re. Soprattutto, per riuscire a controllare la nobiltà di toga, il re di Francia decide di sopprimere ogni organo di governo compreso il primo ministro dotandosi di un consiglio di ministri fedeli alla corona ed al suo ideale. Cosa mancava a tutto ciò? Mancava quel particolare che fa di uno stato un regno potente ed al riparo da guerre civili: uno esercito stabile e direttamente controllato dal potere regio. Ecco quindi che la Francia si dota del più grande, potente e costoso esercito stabile del seicento che rappresenterà per gli altri stati un elemento di rispettabilità e per la Francia un elemento (ingombrante) di stabilità istituzionale. A questo punto, creati cioè i presupposti per un regno incontrastato, Luigi XIV si impegnò per governare con quei concetti che costituiscono un po' la summa del pensiero dello stato assolutistico: 1) l'annullamento dei poteri delle piccole assemblee regionali; 2) la nazionalizzazione della chiesa e 3) il potenziamento economico secondo la filosofia mercantilistica del protezionismo. Risultato? Esteriormente la Francia come modello ideale al quale protendere per gli altri stati europei ed interiormente come stato di privilegi aristocratici e di vessazioni del "terzo stato" mai viste prima. Tutto ciò per arrivare all'apice dell'assolutismo che porterà però nel secolo successivo all'apice delle rivolte antimonarchiche con la decapitazione proprio dell' "unto dal Signore".&nbsp;</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-25 19:43:13 UTC</pubDate>
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         <title>contrattualismo</title>
         <author>ale_bomber2000</author>
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         <description><![CDATA[<div>alessandro del prete<br>Il <strong>contrattualismo</strong> comprende quelle teorie politiche che vedono l'origine della società in un contratto tra governati e governanti, che implica obblighi precisi per ambedue le parti. In questa concezione il <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Potere">potere</a> politico si fonda su un contratto sociale che pone fine allo stato di natura, segnando l'inizio dello <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Stato">stato</a> sociale e politico.</div><div>Accettando spontaneamente le leggi che vengono loro imposte, le persone perdono una parte della loro assoluta e (potenzialmente) pericolosa libertà per assicurarsi una maggiore tranquillità e sicurezza sociale. Nel momento in cui il patto viene violato, il potere politico diventa illegittimo; di conseguenza il <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Diritto_di_resistenza">diritto di resistenza</a> e ribellione viene legittimato.</div><div>Si considerano contrattualisti quei pensatori che muovono da tale sintassi del discorso. Lo stato di natura, benché sia solitamente considerato punto di partenza del discorso contrattualista, non ha una definizione universalmente accettata, poiché si considera essenzialmente come mera ipotesi logica. Fra i maggiori contrattualisti vanno annoverati <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Thomas_Hobbes">Thomas Hobbes</a>, <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/John_Locke">John Locke</a> e <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Jean-Jacques_Rousseau">Jean-Jacques Rousseau</a>.</div><div>In realtà l’idea di contratto sociale sorge in Europa solo nell’11° sec., a opera del monaco alsaziano Manegoldo di Lautenbach. Manegoldo era impegnato a difendere l’autorità del papa contro l’imperatore negli aspri conflitti legati alla lotta per le investiture. Egli sostiene con forza che un governante tirannico merita di essere deposto, e che «il suo popolo si affranca dal suo dominio e dalla sua signoria quando risulta evidente che il governante per primo ha rotto il patto (<em>pactum</em>) in virtù del quale era stato designato». Il popolo, spiega Manegoldo, non innalza il re al di sopra di sé perché egli diventi un tiranno, ma perché protegga dall’ingiustizia tutti i sudditi. Sicché colui che viene scelto (<em>eligitur</em>) per reprimere i cattivi e proteggere i giusti merita di essere deposto dalla carica che gli fu accordata, e il popolo è libero da ogni soggezione al re, proprio perché questi ha rotto il patto con i suoi sudditi. Una posizione analoga sarà sostenuta nel 12° sec. da Tommaso d’Aquino: il potere reale ha un’origine popolare; il re non può abusare del proprio potere e ha precisi doveri verso i propri sudditi; se viene meno alla parola data, i sudditi non sono tenuti a mantenere il loro patto (<em>pactum</em>) con lui. Alla fine del Medioevo era ormai convinzione diffusa che lo Stato avesse avuto origine in un <em>pactum societatis</em>. Questa idea perviene all’Età moderna. Ciò si vede nell’opera di Mario Salamonio, che scrive all’inizio del Cinquecento. Per Salamonio lo Stato non è nient’altro che un’associazione civile, la quale non può essere costituita senza contratti (<em>sine pactionibus</em>). C’è una differenza sostanziale fra un <em>princeps</em> e un <em>tyrannus</em>, poiché il <em>princeps</em> è vincolato dalla <em>lex regia</em>, che è una <em>lex populi</em>, in quanto sorge da un patto fra i cittadini (<em>lex ergo inter cives ipsos pactio quaedam est</em>). Salamonio è dunque, al pari di Manegoldo, una figura fondamentale nella storia dell’idea di contratto sociale. Un’idea che conosce nuovi, fondamentali sviluppi nel corso del Cinquecento nell’ambito della Riforma protestante. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-25 22:00:30 UTC</pubDate>
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         <title>600 in generale VITTORIO COPPETA 4aB</title>
         <author>vittynapoli26</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/5nhewwa6ox2o/wish/255522539</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Riassunto del contesto storico-culturale del 600</strong> -  Il contesto storico culturale del 600. Il 600 , è un secolo di crisi economiche , sociali,politiche , guerre devastanti e disordini sociali , per quanto riguarda la spagna, la germania e l’italia. <br>Ma è anche un secolo nel quale si consolidano le strutture dello stato e si assiste ad uno sviluppo della scienza, della filosofia e delle arti, per quanto riguarda l’inghilterra, la francia e i paesi bassi. Uno dei cambiamenti che si verificano nella società europea  del 600 è costituito dallo sviluppo dei ceti intellettuali:uomini di corte, ufficiali, parroci, scienziati maestri ecc costituiscono una presenza sempre più estesa nella società europea. Assistiamo allo sviluppo delle istituzioni scolastiche. Infatti la riforma che aveva affermato i principi del libero esame e del sacerdozio universale aveva posto l’esigenza che tutti fossero in grado di leggere e intendere le sacre scritture aveva dato un forte impulso allo sviluppo delle scuole popolari.  Nel campo dei ceti intellettuali superiori le università non rivestono più il ruolo che avevano assunto nel medioevo, i ceti fondamentali dell’organizzazione della cultura sono ora le corti e le accademie, grandissima importanza hanno inoltre i circoli e i gruppi. Le accademie di quel periodi si dividono in artistiche e scientifiche.<br>Quelle scientifiche nascono dall’esigenza di un diffuso  scambio di esperienze e di una maggiore organizzazione e cooperazione nel lavoro scientifico. Di esse fanno parte ricercatori e intellettuali di diversa estrazione sociale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-26 06:39:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alessio_castaldo20</author>
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         <description><![CDATA[<div>LA MASCHERA DI FERRO - Alessio Castaldo IVB</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-27 15:36:43 UTC</pubDate>
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         <title>LA REGINA MARGOT (FILM)</title>
         <author>givy_verde</author>
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         <description><![CDATA[<div>VERDE GIOVANNI&nbsp;IV B<br>In Francia durante il 1572 per tentare la pacificazione tra ugonotti e cattolici, Caterina de' Medici impone il matrimonio tra la figlia Margherita di Valois ed Enrico di Navarra, che ne chiede la mano, pur sapendo che lei ama Guisa. Abbandonata da Guisa, che assiste in segreto al colloquio, Margherita (chiamata Margot), in maschera, ha un rapporto in strada con un giovane derubato del cavallo, la Mole, che ritrova ferito durante la sanguinosa notte di San Bartolomeo, voluta da Caterina ed avallata da Carlo IX, imbelle fratello di Margot, e lo salva dalla furia dei facinorosi guidati dal cattolico Coconnas. Fuggito da palazzo, la Mole si batte con quest'ultimo, ed entrambi, dati per morti, vengono salvati dal boia. Consigliato da Margot, Enrico abiura, come l'amico Armagnac, che riesce a fuggire; invece la Mole va ad Amsterdam ad organizzare le forze ugonotte. Il tentativo di Caterina di avvelenare Enrico col rossetto dell'amante Charlotte de Sauve, causa la morte di quest'ultima. Margot, impietosita dal dolore di suo marito, ha un rapporto con lui. La Mole ritrova Coconnas, pentito, e con l'aiuto della sua amante, Enrichetta di Nevers, dama di compagnia di Margot, rivede l'amata. Successivamente Enrico salva la vita di Carlo IX durante una caccia al cinghiale. Sfogliando un libro sulla caccia, avvelenato dal profumiere René su ordine di Caterina per uccidere Enrico, Carlo IX muore, dopo aver fatto eleggere re di Polonia il fratello Anjou che gli succederà sul trono. Enrico fugge in Navarra mentre la Mole e Coconnas vengono giustiziati, dopo aver tentato di liberare Margot, che prende la testa dell'amato come ricordo, prima di raggiungere il marito.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 16:28:20 UTC</pubDate>
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