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      <title>Mappe Concettuali Storia (Capitoli 10-11-12) 2023/2024 by Riccardo Gaeta</title>
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      <pubDate>2024-01-07 10:41:15 UTC</pubDate>
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         <title>Il riarmo della Germania nazista</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel 1933 la Germania nazista uscì dalla Società delle Nazioni e avviò una politica di riarmo aggressiva ed espansionista, disobbedendo a quanto stabilito dal trattato di Versailles. Il Führer convinse l’Occidente che le forti limitazioni imposte al riarmo tedesco impedivano alla Germania di diventare una solida barriera di fronte alla minaccia sovietica. L’esercito tedesco venne così trasformato in una poderosa armata grazie alla coscrizione obbligatoria, reintrodotta nel 1935. Nello stesso tempo venne allestita anche una potente aviazione militare. Un primo tentativo tedesco di espansione avvenne nel luglio 1934 in Austria, con un tentato colpo di Stato, sventato da Mussolini che voleva mantenere l’Austria nell’area di influenza italiana. Il fronte antitedesco si indebolì a causa di alcune manovre diplomatiche autonome di Francia e Gran Bretagna. Nel maggio 1935 la Francia firmò un accordo di reciproca assistenza con l’Unione Sovietica, nel caso di attacco da parte di uno Stato europeo. Per tutta risposta il governo inglese stipulò un trattato navale che consentiva alla Germania di ricostruire la sua flotta militare, in funzione antisovietica. Infine, ai primi di ottobre del 1935, l’aggressione italiana all’Etiopia venne condannata da parte della Francia e della Gran Bretagna e questo finì per favorire l’avvicinamento dell’Italia a Berlino. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 11:51:32 UTC</pubDate>
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         <title>La Francia?</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel 1935 la Francia si trovava in un momento di crisi politica, essendo spaccata al suo interno tra i movimenti di ispirazione antidemocratica e razzista e i partiti di sinistra che indicavano nella lotta al fascismo il principale obiettivo della loro azione politica. Di fronte al concreto pericolo di un colpo di Stato, i partiti di sinistra (comunisti, socialisti e radicali) si riunirono nel Fronte popolare, che vinse le elezioni politiche del maggio 1936. L’insediamento di un governo guidato dal socialista Léon Blum (1872-1950) arginò momentaneamente la minaccia fascista, ma venne indebolito dall’opposizione degli ambienti industriali e finanziari e non poté avviare una politica estera in grado di contrastare le iniziative tedesche. Blum fu costretto a dimettersi già nel 1937, e così terminò l’esperienza del Fronte popolare.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 11:53:15 UTC</pubDate>
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         <title>Spain, La guerra civile in Spagna</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>In Spagna le elezioni politiche del 1931, vinte dai partiti di ispirazione repubblicana e socialista, avevano determinato la fine della monarchia e la proclamazione della repubblica. Il nuovo governo aveva varato una serie di provvedimenti, tra cui la limitazione del potere della Chiesa cattolica e la concessione dell’autonomia alla Catalogna. Alle elezioni del novembre 1933 le forze repubblicane e riformiste si presentarono divise e vennero sconfitte dalle destre. Nel cosiddetto biennio nero (1933-1935), caratterizzato da politiche reazionarie, furono abrogate tutte le riforme realizzate. Anche in Spagna si formò allora il Fronte popolare, che unificava repubblicani, socialisti, comunisti e anarchici. La coalizione progressista vinse le elezioni del 1936 contro il Fronte nazionale della destra e del centro, ma dovette affrontare fin da subito sia le divisioni interne al partito, sia la reazione della destra. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 11:55:13 UTC</pubDate>
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         <title>Spain</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/5lpzlgrjkhoe1ja5/wish/2840500901</link>
         <description><![CDATA[<div>Tra il <mark>1936</mark> e il 1939 la Spagna fu travolta da una lunga e sanguinosa <mark>guerra civile</mark> tra <mark>nazionalisti e repubblicani,</mark> scatenata nel luglio 1936 da una sollevazione contro la repubblica da parte dei presidi militari di molte città e delle truppe coloniali di stanza in Marocco, guidate dal generale Francisco Franco (1892-1975). Inizialmente il governo del Fronte popolare sottostimò la forza e la determinazione degli insorti (autodefinitisi “nazionalisti”), che riuscirono invece a conquistare in breve tempo una parte della Spagna occidentale. Il 29 settembre 1936 venne costituito il primo governo golpista, presieduto da Franco. Di fatto, il golpe non avrebbe avuto successo se in suo soccorso non fossero sopraggiunti mezzi e uomini dai governi di Berlino e di Roma. Così il golpe reazionario, in difesa del blocco di potere agrario, clericale e monarchico, finì per identificarsi con la causa dei regimi fascisti tedesco e italiano. I repubblicani poterono contare su un diffuso appoggio popolare, sulla parte di esercito rimasta loro fedele e sulla mobilitazione armata dei partiti e dei sindacati. Il governo mantenne così il controllo di Madrid e delle regioni del paese più ricche e produttive. L’unico paese straniero che intervenne con ingenti aiuti militari a favore dei repubblicani fu l’URSS di Stalin, che diede un considerevole appoggio anche alle Brigate internazionali, gruppi di volontari antifascisti (circa 40.000 persone) provenienti da vari paesi del mondo e uniti dal rifiuto comune del fascismo. Il Fronte popolare era però diviso da contrasti interni. La componente anarchica, favorevole alla trasformazione della guerra civile in rivoluzione sociale, si scontrava con le forze politiche più moderate, che intendevano difendere le istituzioni repubblicane. Nella primavera del 1937 la frattura politica si tradusse in scontro armato: a Barcellona l’esercito regolare repubblicano e i comunisti affrontarono in un conflitto a fuoco gli anarchici e i militanti trockisti, che finirono vittime di una durissima repressione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 11:57:52 UTC</pubDate>
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         <title>Spain</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Alla fine dell’ottobre 1937 le truppe di Franco controllavano tutto il Nord della Spagna; nell’aprile 1938 riuscirono a dividere in due il territorio della repubblica, separando Madrid dalla Catalogna. A fine ottobre la repubblica congedò le Brigate internazionali e iniziò così l’offensiva finale dei franchisti. Dopo il crollo della repubblica Franco instaurò un regime dittatoriale e scatenò una repressione durissima, con decine di migliaia di vittime che andarono ad aggiungersi al mezzo milione di morti in guerra. Gli espatriati politici furono almeno trecentomila. La Spagna era ormai un paese ridotto allo stremo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 11:59:44 UTC</pubDate>
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         <title>Le premesse di un nuovo conflitto</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>In più di un’occasione Hitler aveva affermato che il suo governo intendeva </p><p>unificare nel Terzo Reich tutte le popolazioni di stirpe tedesca, procedendo, se necessario, alla conquista militare delle terre in cui esse risiedevano. Il primo </p><p>obiettivo fu, di nuovo, l’Austria. L’11 marzo 1938 il locale Partito nazista aveva imposto come cancelliere il suo leader. Questi, con il pretesto di porre freno ai disordini scatenati dagli stessi nazisti, chiese l’intervento tedesco. Il giorno dopo le colonne militari tedesche varcarono trionfalmente il confine, senza sparare un colpo. L’Austria venne cosi incorporata nella Germania; il mese successivo un plebiscito popolare sanzionò l’annessione, che riduceva il paese a una provincia del “Grande Reich”. Mussolini questa volta non sollevò obiezioni e tacquero anche le altre potenze europee. Nata come Stato autonomo nel 1919, la Cecoslovacchia era un paese industrializzato, legato alla Francia e all’Unione Sovietica da trattati di alleanza. All’interno dei suoi confini viveva una minoranza di circa tre milioni di tedeschi, concentrati nei territori dei Sudeti, un’area prevalentemente montuosa al confine con la Germania e la Polonia, ricca di risorse minerarie e di impianti industriali. Nel maggio 1938 il regime tedesco manifestò l’intenzione di occupare questi territori e i due governi disposero la mobilitazione generale dell’esercito. L’Inghilterra tentò la via diplomatica per evitare il conflitto e chiese a Mussolini di fare da mediatore. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 12:02:47 UTC</pubDate>
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         <title>Monaco</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Alla fine del settembre 1938 Hitler, Mussolini, il premier inglese Chamberlain e il capo del governo francese Daladier si incontrarono nella conferenza di Monaco per decidere il destino della Cecoslovacchia, e alla Germania venne </p><p>la regione dei Sudeti. Il 21 marzo 1939 Hitler chiese al governo di Varsavia di cedere alla Germania il porto della città libera di Danzica e di riconoscere ai tedeschi il diritto di transito nel “corridoio” polacco. Al rifiuto opposto dal governo, il 26 marzo Hitler reagì ordinando all’esercito tedesco di prepararsi per l’invasione della Polonia. A questo punto Londra e Parigi abbandonarono la politica della diplomazia e elaborarono un sistema di alleanze militari con Olanda, Belgio, Romania, Turchia per fronteggiare un’eventuale aggressione armata tedesca. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 12:05:11 UTC</pubDate>
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         <title>Molotov-Ribbentrop</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/5lpzlgrjkhoe1ja5/wish/2840504179</link>
         <description><![CDATA[<p>Il 23 agosto 1939 l’Unione Sovietica e la Germania sottoscrissero un accordo di non aggressione della durata di dieci anni, noto come patto Molotov-Ribbentrop dal nome dei due ministri degli Esteri che lo firmarono. Il patto consentiva all’URSS di riorganizzare l’Armata rossa e spostare l’eventuale conflitto nell’Europa occidentale, e a Hitler di evitare di dover </p><p>sostenere la guerra su due fronti. Il Patto Molotov-Ribbentrop prevedeva anche un protocollo segreto, in cui i due paesi si accordavano sulla spartizione dell’Europa orientale in due sfere d’influenza, una tedesca e una sovietica: all’URSS erano riconosciuti i paesi baltici e la Romania, mentre la Polonia sarebbe stata divisa tra i due firmatari. Stalin si assicurava cosi un’ampia area territoriale sulla quale esercitare la propria egemonia</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 12:07:10 UTC</pubDate>
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         <title>L’aggressione tedesca all’Europa e l&#39;inizio della guerra</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/5lpzlgrjkhoe1ja5/wish/2840504954</link>
         <description><![CDATA[<p>Il 1° settembre 1939 le truppe tedesche invasero la Polonia senza una formale dichiarazione di guerra. L’invasione avvenne con le tecniche della guerra lampo: le difese polacche furono superate con rapide e micidiali offensive, condotte dall’aviazione e dai mezzi corazzati. All’inizio di ottobre la Polonia cessò di essere uno Stato indipendente e il suo governo si rifugiò in esilio a Londra. In base al protocollo segreto firmato da Germania e URSS, le regioni orientali della Polonia vennero occupate dalle truppe sovietiche che, nel novembre 1939, mossero anche contro la Finlandia. Nell’aprile del 1940, con un’altra azione fulminea, la Germania invase la Danimarca e la Norvegia. A questo punto il Nord dell’Europa era per buona parte sotto il controllo del Terzo Reich.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 12:09:55 UTC</pubDate>
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         <title>Maginot Line, Rue Commandant Martial Reynier, Hunspach, France</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/5lpzlgrjkhoe1ja5/wish/2840505666</link>
         <description><![CDATA[<p>La Francia contava sulla forza dell’esercito e su un sistema di poderose fortificazioni, la linea Maginot, disposte per 400 chilometri lungo la frontiera franco-tedesca. Ciò nonostante, il 10 maggio 1940 le truppe tedesche travolsero il Belgio, l’Olanda e il Lussemburgo, paesi neutrali, aggirando da nord la linea Maginot e il 14 giugno occuparono Parigi. Venne quindi nominato a capo del governo francese il maresciallo Henri Philippe Pétain, esponente della destra nazionalista e favorevole ad avviare immediate trattative con i tedeschi. Il 22 giugno i francesi firmarono l’armistizio con gli occupanti. La Francia venne divisa in due parti: tre quinti del suo territorio, fra cui Parigi e le coste dell’Atlantico, rimasero sotto la giurisdizione militare tedesca; le regioni centro-meridionali furono invece affidate a un governo-fantoccio francese, con sede a Vichy. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 12:11:22 UTC</pubDate>
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         <title>Italy</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Al momento dell’invasione tedesca della Polonia, l’Italia si trovava del tutto </p><p>impreparata alla guerra. Mussolini, che nel 1939 aveva dichiarato la non belligeranza, fu indotto a intervenire nel conflitto, da un lato per trarre vantaggio dalla più che probabile vittoria tedesca e, dall’altro, per evitare che Hitler dettasse condizioni di pace penalizzanti per l’Italia. Cosi, il 10 giugno 1940 Mussolini annunciò l’ingresso in guerra dell’Italia contro la Francia e la Gran Bretagna. Il 21 giugno, il giorno prima della resa francese ai tedeschi, venne sferrata un’offensiva sulle Alpi. Il 24 giugno la Francia firmò un armistizio anche con l’Italia. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 12:14:05 UTC</pubDate>
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         <title>United Kingdom</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Hitler, con l’operazione Leone marino, prevedeva di invadere l’Inghilterra:</p><p>l’attacco via mare sarebbe scattato dopo avere conquistato il dominio dell’aria. Cosi, fra il luglio e l’ottobre 1940, nei cieli della Manica e dell’Inghilterra si ebbe una serie di duri scontri tra gli aerei tedeschi e i caccia britannici (battaglia d’Inghilterra). L’esito fu favorevole agli inglesi e fallì il progetto tedesco di sconfiggere anche l’Inghilterra con una “guerra lampo”.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 12:15:13 UTC</pubDate>
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         <title>Greece</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Negli stessi mesi Mussolini pensò di condurre una guerra parallela a quella tedesca per costruire una propria sfera di influenza. L’esercito italiano attaccò prima Malta poi il Sudan e la Somalia britannica, e in seguito Alessandria d’Egitto. Nel dicembre 1940 gli inglesi contrattaccarono giungendo a conquistare l’intera Cirenaica (in Libia) e costringendo alla resa buona parte delle truppe italiane. A questo punto intervenne un corpo di spedizione tedesco al comando del generale Erwin Rommel che cacciò gli inglesi in poche settimane. Il 28 ottobre 1940 l’esercito italiano attaccò anche la Grecia, ma la resistenza greca costrinse gli italiani a ripiegare in territorio albanese. Nell’aprile 1941 i tedeschi intervennero in Iugoslavia e in Grecia e assunsero rapidamente il controllo della situazione. La Iugoslavia firmò l’armistizio il 17 aprile, cessando di essere uno Stato sovrano. La Grecia fu sottoposta a un regime di occupazione militare italo-tedesco.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 12:19:22 UTC</pubDate>
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         <title>Russia</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel giugno 1941 Hitler ritenne che fosse giunto il momento di attaccare l’Unione Sovietica per impadronirsi delle sue preziose e abbondanti risorse: il grano ucraino, il petrolio caucasico, i depositi naturali di materie prime e di minerali. Dal punto di vista ideologico, l’impresa in terra sovietica fu presentata dai nazisti come una “crociata” contro la minaccia del giudaismo bolscevico. Il 22 giugno 1941 scattò l’operazione Barbarossa. L’Armata rossa fu colta alla sprovvista; i tedeschi poterono avanzare velocemente, conquistare i territori a est dell’Unione Sovietica, e fermarsi in prossimità di Mosca e Leningrado: da quelle postazioni controllavano quasi la metà della produzione agricola e metallurgica dell’intera nazione. Ciò nonostante, alla fine del novembre 1941 Mosca non era stata conquistata. Stalin chiamò tutte le popolazioni slave a una grande guerra patriottica contro l’invasore. A dicembre i sovietici avviarono una controffensiva che allontanò la linea del fronte a 200 chilometri da Mosca. Durante il resto dell’inverno la guerra di movimento lasciò il posto alla guerra di logoramento, sfavorevole alle armate tedesche. Finì così la prima fase dello scontro tra le due superpotenze continentali. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 12:21:42 UTC</pubDate>
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         <title>United States</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel novembre 1940 Roosevelt accentuò il proprio impegno antifascista e adottò una serie di provvedimenti che resero gli Stati Uniti una sorta di arsenale della democrazia. Determinante fu la “Legge affitti e prestiti”, che autorizzava il governo ad affittare, prestare o vendere forniture di materiale bellico, prodotti agricoli o di altro genere alle nazioni impegnate nella lotta contro l’Asse. Questa linea di condotta fu suggellata a livello politico con la firma della Carta atlantica (14 agosto 1941) da parte di Roosevelt e del premier britannico Churchill: con tale atto gli Stati Uniti assumevano il ruolo di capofila nella lotta al nazifascismo. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 12:23:58 UTC</pubDate>
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         <title>Pearl Harbor, Hawaii, USA</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il governo di Tokyo dal settembre 1940 era legato alla Germania e all’Italia con il Patto tripartito e nell’aprile 1941 aveva stipulato un accordo di neutralità con l’Unione Sovietica. Forte delle vittorie tedesche, il Giappone allargò i confini della guerra contro la Cina nazionalista fino a minacciare i possedimenti inglesi e le Indie olandesi. A quel punto gli Stati Uniti e l’Inghilterra decretarono il blocco commerciale delle esportazioni verso il Giappone e il governo nipponico decise di intraprendere una guerra di conquista per procurarsi le risorse necessarie a una politica di grande potenza. Il 7 dicembre 1941 l’aviazione giapponese aggredì a sorpresa la base navale americana di Pearl Harbor, nelle isole Hawaii, sull’Oceano Pacifico. L’8 dicembre 1941 gli Stati Uniti entrarono in guerra contro il Giappone.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 12:25:13 UTC</pubDate>
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         <title>Il “Nuovo ordine” e i movimenti di resistenza</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Fra il 1941 e il 1942 Hitler poté mettere in pratica il suo progetto di istituire un nuovo ordine nel continente europeo. Il disegno prevedeva la creazione di un’unica rigida struttura politica, economica e razziale di tipo piramidale. Il vertice era rappresentato dal Grande Reich, comprendente i territori della Germania prebellica e quelli annessi a partire dal 1938. Subito sotto stavano gli alleati in posizione subalterna. Vi erano poi i paesi sottoposti a controllo militare. Alla base della piramide vi erano infine le colonie, paesi privi di qualsiasi autonomia: i protettorati o i governatorati. La struttura piramidale del nuovo ordine nazista era fondata su un parametro di ordine razziale: la popolazione di origine ariana aveva il diritto assoluto di dominare tutte le altre, considerate inferiori. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 12:33:48 UTC</pubDate>
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         <title>Auschwitz, Poland</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nella gerarchia razziale il gradino più basso era occupato dagli ebrei. Perseguitati da tempo in Germania, ora, nelle intenzioni della dirigenza nazista, avrebbero dovuto essere definitivamente cancellati dal territorio europeo. Dapprima furono concentrati all’interno delle città dell’Europa occupata, in appositi quartieri isolati, i ghetti. Nella conferenza di Wannsee (gennaio 1942), i gerarchi nazisti e le SS misero a punto un piano per lo sterminio di massa di circa 11 milioni di ebrei, la cosiddetta soluzione finale, che prevedeva la deportazione crescente e regolare da ovest a est, nei campi di concentramento e di sterminio. Il più tristemente noto é quello di Auschwitz. Si calcola che il numero di ebrei, e non solo, uccisi con questi metodi si aggiri tra i 5 e i 7 milioni.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 12:34:59 UTC</pubDate>
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         <title>La riscossa degli Alleati</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel giugno 1942 i tedeschi ripresero l’offensiva contro i sovietici. Dopo una prima fase favorevole ai tedeschi, lo scontro si concentrò intorno alla città di Stalingrado, che tra il luglio e il novembre 1942 venne assediata dalle truppe naziste. Il 19 novembre una controffensiva sovietica riuscì a ribaltare la situazione, accerchiando i tedeschi. Nel febbraio 1943 la Germaniafu costretta ad arrendersi. La sconfitta provocò un enorme sconcerto tra i tedeschi, mentre tra gli antinazisti e gli antifascisti ebbe un forte valore simbolico: la macchina bellica del Terzo Reich poteva essere bloccata. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 12:36:22 UTC</pubDate>
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         <title>Morocco</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>In Africa settentrionale, nel luglio del 1942, il contingente italo-tedesco comandato dal generale Rommel era giunto a El Alamein, in Egitto e da lì avrebbe potuto minacciare il Canale di Suez, passaggio cruciale per i collegamenti britannici con il Medio Oriente e con l’India. In ottobre il generale britannico Bernard Law Montgomery lanciò la controffensiva. Tra il 3 e il 4 novembre gli inglesi sfondarono le linee nemiche, e le truppe italo-tedesche dovettero ritirarsi fino in Tunisia. Nel frattempo un robusto contingente anglo-americano al comando del generale Dwight D. Eisenhower sbarcò sulle coste algerine e marocchine. Nel maggio 1943, i soldati tedeschi e italiani accerchiati in Tunisia dovettero capitolare. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 12:38:32 UTC</pubDate>
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         <title>Sicily, Italy</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel gennaio 1943, alla conferenza di Casablanca, Roosevelt e Churchill decisero che l’assalto all’Europa sarebbe iniziato con l’invasione dell’Italia attraverso la Sicilia. Tra il 9 e il 10 luglio 1943 ebbe inizio lo sbarco in Sicilia di truppe americane, inglesi e canadesi. L’isola venne conquistata nel giro di poche settimane. In Sicilia la popolazione aveva accolto gli Alleati come liberatori, e la speranza diffusa nel paese era quella di una rapida conclusione della guerra. Anche in ambito politico cominciava a fari strada l’idea di una uscita di scena di Mussolini. Durante la seduta del Gran Consiglio del fascismo (24 e il 25 luglio 1943) Mussolini venne sfiduciato dalla parte più moderata del Partito fascista e lo stesso giorno il re Vittorio Emanuele III lo invitò a rassegnare le dimissioni; il duce venne arrestato e inviato al confino in Abruzzo, a Campo Imperatore. A sostituirlo fu chiamato il generale Badoglio. Nel giro di poche ore la notizia della caduta del fascismo si diffuse in tutto il paese e i tedeschi si prepararono ad assumere il controllo militare della penisola. Badoglio avviò trattative segrete con gli anglo-americani e il 3 settembre del 1943 firmò a Siracusa l’armistizio che poneva fine al conflitto. L’accordo fu reso pubblico dallo stesso Badoglio l’8 settembre.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 12:40:51 UTC</pubDate>
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         <title>REPUBBLICA DI SALO&#39;</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Immediatamente i tedeschi misero in atto il piano di occupazione dell’Italia: il re e Badoglio si trasferirono a Brindisi e l’esercito italiano si dissolse. Nel giro di pochi giorni i tedeschi catturarono un milione di militari, che vennero in buona parte deportati. L’Italia spaccata in due, con gli Alleati a sud e le regioni centro-settentrionali ancora in mano ai tedeschi, fu teatro di quasi venti mesi di guerra. Il 12 settembre 1943 i nazisti riuscirono a liberare Mussolini e gli affidarono il governo fascista della parte della penisola da loro controllata: nacque cosi la Repubblica Sociale Italiana (RSI). Il mese successivo Badoglio dichiarò guerra alla Germania (13 ottobre 1943); inglesi e americani riconobbero l’Italia come paese cobelligerante, e un Corpo italiano di liberazione partecipò a vari combattimenti contro i tedeschi. Nella primavera del 1945 gli Alleati riuscirono a dare la spallata finale e il 2 maggio i tedeschi in Italia firmarono la resa.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 12:42:09 UTC</pubDate>
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         <title>Le ultime fasi della guerra</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Tra il 28 novembre e il 1° dicembre 1943 Roosevelt, Churchill e Stalin si incontrarono nella conferenza di Teheran, durante la quale fu decisa l’operazione Overlord: uno sbarco in forze nella Francia settentrionale, sulle coste della Normandia, per aggirare il grosso delle difese tedesche a presidio dello stretto di Calais. Preceduta da continui bombardamenti e dal lancio di paracadutisti oltre le linee tedesche, l’operazione iniziò nella notte tra il 5 e il 6 giugno 1944 (il D-Day) con l’impiego di 1200 navi, diverse migliaia di mezzi anfibi, 13.000 tra aerei da trasporto e da combattimento. Centinaia di migliaia di uomini furono sbarcati in cinque diverse spiagge della costa normanna. Già alla fine di luglio le truppe alleate riuscirono a liberare il Nord della Francia per proseguire poi la loro marcia fino a raggiungere la Provenza, Parigi e il Belgio e arrestarsi sulla linea del fiume Reno.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 13:53:33 UTC</pubDate>
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         <title>URSS</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Negli stessi mesi l’Armata rossa aveva compiuto notevoli progressi sul fronte orientale. Nel luglio 1943 Hitler scatenò nella Russia centrale l’ultima grande offensiva tedesca contro i sovietici. L’Armata rossa rispose con una controffensiva così travolgente che nel giro di pochi mesi riuscì a liberare l’Ucraina e la Crimea e a spezzare il lungo assedio tedesco a Leningrado, che durava da novecento giorni. Tra agosto e settembre l’Armata rossa conquistò la Romania e la Bulgaria e subito dopo puntòverso l’Estonia e la Lettonia. La Finlandia, che aveva appoggiato l’operazione Barbarossa nel 1941, firmò un trattato di pace con l’URSS; anche l’Ungheria stipulò l’armistizio con i russi, ma venne immediatamente occupata dalle truppe tedesche che procedettero a un’ultima efferata catena di violenze, con la deportazione nei campi di concentramento e l’assassinio di 570.000 ebrei. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 13:54:59 UTC</pubDate>
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         <title>BALCANI</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>All’inizio dell’autunno 1944 gli inglesi liberarono la Grecia, mentre i partigiani iugoslavi salvarono Belgrado. Hitler non cedette e anzi proclamò la guerra totale, mobilitando tutte le risorse umane e materiali disponibili. Alla fine del 1944 il Terzo Reich era pressoché in ginocchio. La Germania era sottoposta a incessanti bombardamenti a tappeto da parte dell’aviazione inglese e americana. Inoltre, sotto la spinta dall’avanzata russa, in Germania si riversò un flusso ininterrotto di profughi in fuga dalle regioni orientali. Nell’ottobre 1944 alla conferenza di Mosca Churchill e Stalin sancirono le rispettive sfere di influenza nei Balcani. Tra il 4 e l’11 febbraio 1945 si tenne la conferenza di Jalta, sul Mar Nero, dove Roosevelt, Stalin e Churchill decisero che la Germania sarebbe stata divisa in quattro zone d’occupazione, perfezionarono gli accordi sul destino degli altri paesi e si accordarono per la nascita dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 13:57:11 UTC</pubDate>
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         <title>Ungheria-Romania</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>La guerra in Europa non era comunque ancora finita. Sul fronte occidentale, il 7 marzo 1945 le truppe alleate invasero la Germania centrale. Sul fronte orientale, a febbraio l’Armata rossa entrò in Ungheria e in Austria e avanzò verso Berlino, espugnata tra il 19 aprile e il 2 maggio 1945. Il 30 aprile Hitler si suicidò nel bunker sotterraneo della Cancelleria. Il 7 maggio 1945 la Germania firmò l’atto di resa incondizionata a Reims. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 14:01:25 UTC</pubDate>
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         <title>Hiroshima e Nagasaki</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il Pacifico venne espugnato dagli Stati Uniti nella primavera del 1943. Il conflitto proseguì poi per smantellare il potente potenziale bellico che Tokyo aveva ancora. Tuttavia, il costo dell’impresa in termini di uomini e materiali era elevatissimo e il nuovo presidente americano Harry Truman decise di mettervi fine attraverso l’utilizzo della bomba atomica. Il 6 agosto 1945 il bombardiere americano Enola Gay sganciò un primo ordigno atomico su Hiroshima e un secondo venne sganciato su Nagasaki il 9 agosto. Il 15 agosto l’imperatore Hirohito annunciò ai suoi sudditi la resa del Giappone.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 14:04:24 UTC</pubDate>
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         <title>L’Italia dopo l’8 settembre 1943</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il giorno in cui fu annunciato l’armistizio con gli anglo-americani, l’8 settembre 1943, i tedeschi invasero il Nord e il Centro Italia e stabilirono un ferreo regime di occupazione nazista, sostenuto dal governo fascista della Repubblica Sociale Italiana (RSI), detta anche Repubblica di Salò (dalla cittadina sul lago di Garda), con a capo Mussolini. Il progetto politico della RSI fu demagogico e confuso e si caratterizzò soprattutto per la sua lotta contro i traditori: il nuovo governo di Badoglio sotto il controllo alleato, e i fascisti moderatiche avevano deciso la caduta di Mussolini. A prevalere nel governo repubblicano fu ben presto la linea politica filonazista, fortemente antisemita e collaborazionista. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 14:17:46 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/5lpzlgrjkhoe1ja5/wish/2840558164</link>
         <description><![CDATA[<p>Tra il 25 luglio e l’8 settembre 1943, le forze politiche italiane si erano riorganizzate. Dalla clandestinità era riemerso il Partito comunista, si era costituito il Partito socialista italiano di unità proletaria (PSIUP) ed era nata la Democrazia cristiana, che si rifaceva alla tradizione del Partito popolare. I liberali si organizzarono in un partito, che si richiamava alla figura di Benedetto Croce; si costituì la Democrazia del lavoro, di ispirazione social-riformista; inoltre, in clandestinità era nato il Partito d’azione, nel quale erano confluiti gruppi di ispirazione liberal-democratica e socialista. I partiti antifascisti si riunirono a Roma il 9 settembre 1943 per costituire il Comitato di liberazione nazionale (CLN); a Milano si formò poi il CLN per l’Alta Italia (CLNAI). I Comitati rappresentavano a livello politico la nuova Italia democratica nella sua lotta contro il nazifascismo, condividevano la critica radicale alla monarchia e divennero l’organismo di rappresentanza politica delle formazioni partigiane. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 14:19:03 UTC</pubDate>
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         <title>RESISTENZA</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>La Resistenza, una diffusa opposizione contro gli occupanti tedeschi e i loro alleati repubblichini, cominciò a emergere in seguito a saccheggi e deportazioni che sempre più colpivano i civili. Le prime formazioni armate erano costituite dai militari italiani che cercavano di sfuggire ai tedeschi, da chi si rifiutava di entrare nelle file della RSI e da chi voleva evitare la leva obbligatoria. Il movimento antifascista formò una rete di appoggi che consentì a questi gruppi di organizzarsi con le prime forme di guerriglia partigiana. Con il passare dei mesi i gruppi divennero sempre più consistenti e compatti, organizzati e suddivisi sulla base dei diversi orientamenti politici: le Brigate Garibaldi includevano prevalentemente i comunisti, le Brigate Matteotti erano composte da socialisti; le formazioni armate Giustizia e Libertà appartenevano al Partito d’azione. Alle Brigate Garibaldi e al Partito comunista erano collegati i Gruppi di azione patriottica (GAP), piccole cellule composte da poche persone che agivano nelle città per colpire con attentati mirati. Altre formazioni partigiane erano quelle di matrice cattolica e i gruppi autonomi composti da elementi senza una chiara collocazione partitica.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 14:20:42 UTC</pubDate>
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         <title>1944-1945: dallo sbarco di Anzio alla Liberazione</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Tra il 22 e il 31 gennaio 1944 ci fu un nuovo sbarco alleato sulla costa laziale, ad Anzio; le truppe vennero però a lungo bloccate dai tedeschi e solo nel maggio 1944 gli anglo-americani riuscirono a sfondare la linea Gustav e a liberare Roma (4 giugno 1944). A fine luglio il fronte raggiunse Firenze, che venne liberata il 31 agosto grazie anche a una grande insurrezione urbana organizzata dal CLN locale: per la prima volta gli alleati, al loro arrivo, trovarono in funzione un effettivo organismo di governo italiano antifascista. L’avanzata proseguì ancora in settembre e liberò la Toscana, mentre sul versante orientale gli alleati arrivarono a Pesaro. Ma lì il fronte conobbe un nuovo e lungo arresto sulla linea Gotica. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 14:23:14 UTC</pubDate>
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         <title>Salerno, SA</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Tra il CLN e il governo Badoglio sorsero forti tensioni, perché il Comitato chiedeva l’immediata abdicazione del sovrano. Questo conflitto fu sbloccato nella primavera 1944 con il contributo decisivo del leader del PCI Palmiro Togliatti che propose di rimandare la scelta tra monarchia o repubblica alla fine del conflitto. Questa proposta, chiamata svolta di Salerno dal nome della città nella quale fu pubblicamente annunciata, sbloccò la situazione: anche i partiti più decisamente ostili alla monarchia si allinearono alla proposta di Togliatti. Vittorio Emanuele fu costretto ad attenuare la sua rigida posizione, nominando il 12 aprile 1944 suo figlio Umbertoluogotenente generale del Regno, e accettando il 22 aprile la formazione di un nuovo governo Badoglio con la presenza non solo di tecnici e militari ma anche dei maggiori esponenti delle forze politiche. Gli Alleati riuscirono a infliggere il colpo finale ai tedeschi nei primi giorni dell’aprile 1945. Il 25 aprile fu proclamata l’insurrezione generale con la mobilitazione di tutti gli uomini della Resistenza. Torino, Genova, Bologna e Milano furono liberate. Mussolini fu catturato dai partigiani mentre fuggiva verso la Svizzera e venne fucilato il 28 aprile. Il giorno successivo i tedeschi firmarono la resa.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 14:24:02 UTC</pubDate>
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         <title>L’Italia sotto l’occupazione tedesca</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>L’occupazione tedesca, tra il settembre 1943 e l’aprile 1945, costituì un evento drammatico. Le SS si abbandonarono a frequenti atti di brutale e gratuita violenza contro la popolazione civile, anche solo sospettata di avere qualche rapporto con i partigiani. I massacri dei civili italianicrebbero in parallelo con l’andamento negativo del conflitto nella penisola. Il 24 marzo 1944 ebbe luogo a Roma l’eccidio delle Fosse ardeatine ai danni di 335 civili e militari, deciso come rappresaglia a un attacco eseguito da partigiani dei GAP contro un reparto tedesco. Il 12 agosto 1944 a Sant’Anna di Stazzema, in alta Versilia, furono trucidate 560 persone, quasi tutti anziani, donne e bambini; nel settembre 1944 a Marzabotto, sull’Appennino bolognese, furono assassinati tutti gli abitanti del paese, circa 1800 persone. Particolarmente spietata fu la reazione dei tedeschi nei confronti delle repubbliche partigiane, come in Valsesia, nel Friuli orientale, nelle Langhe e nel Monferrato, ecc. I partigiani caduti in battaglia o giustiziati furono almeno 30.000 e altrettanti morirono combattendo nei movimenti di resistenza degli altri paesi europei. Più di 10.000 furono le vittime delle rappresaglie e delle atrocità perpetrate dai tedeschi e dai fascisti repubblichini. A questo bilancio vanno aggiunti i deportati per motivi politici e razziali: 40.000 tra donne e uomini, inviati nei campi di concentramento e sterminio in Germania e Polonia, e almeno 33.000 militari italiani deceduti nei lager tedeschi nei quali erano stati internati dopo l’8 settembre.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 14:26:49 UTC</pubDate>
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         <title>Il confine orientale: le “foibe” e il dramma dei profughi</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Subito dopo l’8 settembre 1943, le province nord-orientali vennero occupate dai tedeschi. Rimase però fuori dal loro controllo la zona interna dell’Istria, dove irruppero varie formazioni partigiane slave guidate da Josip Broz, detto Tito (1892-1980). I partigiani assunsero il potere e chiamarono la comunità slava alla lotta di liberazione nazionale contro gli occupanti, tra i quali erano compresi anche molti italiani. Questa parte delle Iugoslavia, infatti, era stata occupata dagli italiani nel 1941 e ciò andava a sommarsi alla ventennale politica fascista di italianizzazione forzata, linguistica e culturale avvenuta nelle terre istriane e dalmate. Il crollo militare dell’Italia sembrava fornire ora un’occasione di vendetta. Ai partigiani slavi si unì la rivolta della popolazione rurale croata. Dall’autunno del 1943 si verificarono episodi di inaudita ferocia. L’essere di nazionalità italiana fu considerato equivalente a essere fascista e così centinaia di persone furono assassinate. Per impedirne l’identificazione, i loro corpi vennero gettati nelle foibe, profonde cavità naturali disseminate nei terreni carsici istriani. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 14:37:55 UTC</pubDate>
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         <title>Trieste e Gorizia</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nell’aprile 1945, alla fine dell’occupazione tedesca, le violenze contro gli italiani ripresero e si moltiplicarono per opera delle truppe di Tito. L’obiettivo era l’annessione di Trieste e di altre zone di confine alla nascente repubblica federativa di Belgrado. Tra il 2 maggio e il 12 giugno 1945, durante l’occupazione iugoslava di Trieste e Gorizia, si succedette una lunga ondata di arresti arbitrari, deportazioni ed esecuzioni sommarie. Le autorità alleate non intervennero, attendendo la conclusione delle trattative fra Tito e il comando anglo-americano. Il 12 giugno 1945 Trieste, Gorizia e Pola entrarono a fare parte di una zona sotto controllo alleato e sotto la giurisdizione di Belgrado restarono l’intera Istria e la città di Fiume. A partire dal 1947, quasi tutti i cittadini della minoranza italiana abbandonarono le loro terre d’origine in seguito a una martellante campagna di ostilità. Non meno di 250.000 persone furono costrette a riparare in Italia, senza potersi portare dietro nient’altro che poche cose, dal momento che i loro averi vennero sequestrati dalle autorità iugoslave. L’esodo si concluse solo nella seconda metà degli anni Cinquanta.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 14:38:56 UTC</pubDate>
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