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      <title>I LAZZARI- IL RESTO DI NIENTE  by Thamara</title>
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      <description>Realizzato con ♥
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-01-11 22:04:41 UTC</pubDate>
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         <title>PAGINA 175</title>
         <author>thamara_giustezza99</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>" Erano arrivati dei lazzari, Lauberg li osservava preoccupato. Ce n'era uno smilzo, senza berretto, capelli sudici sulle spalle. Stranamente portava baffi spioventi, come un mongolo. In genere i lazzari si sbarbavano, specie adesso che baffi, barbette, favoriti eran segni giacobini. Il baffuto indossava un gamurrino verde, sporco, aperto sul petto nudo, magro e senza peli. Gli altri lo trattavano con un certo rispetto."</em></strong><strong><br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 22:08:54 UTC</pubDate>
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         <title>PAGINA 175</title>
         <author>thamara_giustezza99</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>"Il grasso (LAZZARO) interrogò con gli occhi il gamurrino (DE DEO)"<br>"Parla con me, cavalié" intervenne quest'ultimo, facendo un passo avanti. "Che ti serve?".</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 22:14:33 UTC</pubDate>
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         <title>PAGINA 175</title>
         <author>thamara_giustezza99</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>"Amico" proruppe il ragazzino, aggrappandosi all'entusiasmo. "Simmo napoletani pure noi. Simmo fratelli. Lavoriamo per darvi la libertà."<br>"La libertà?" fece il lazzaro, con aria falsamente interessata. Si volse ai compagni, serio: Guagliù. Lo cavaliere 'nce vo' da' la libertà".</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 22:18:09 UTC</pubDate>
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         <title>PAGINA 176</title>
         <author>thamara_giustezza99</author>
         <link>https://padlet.com/thamara_giustezza99/5j00uc4pfhve/wish/220812741</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>'Cavalié', disse, martellando le sillabe "tu vuoi da' la libertà a me? Tu si cchiù libero de me? Cavalié, mo, te 'mparo' na cosa: napoli sai de chi è? Primma de san Gennaro, poi de lo rre, e poi è d'a mia.</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 22:25:01 UTC</pubDate>
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         <title>PAGINA 176</title>
         <author>thamara_giustezza99</author>
         <link>https://padlet.com/thamara_giustezza99/5j00uc4pfhve/wish/220813442</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>Il lazzaro s'irrigidì. Guardò i compagni, rispose, con sprezzo: "Cavalié. Io te dongo a mangià a te, a tutta la razza tua".&nbsp;</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 22:29:40 UTC</pubDate>
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         <title>.PICCOLA DESCRIZIONE DEI LAZZARI.</title>
         <author>thamara_giustezza99</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>Lazzari, scugnizzi, muschilli. Nomi diversi in epoche diverse per indicare però lo stesso sogno di libertà, lo stesso amore per la propria città.<br>Anarchici per il loro modo di vivere libertario e comunitario. Ma di un'anarchia fedele, come è vero, che essi sono fedelissimi difensori del Trono e dell'Altare.<br>Storicamente i Lazzari nascono con Masaniello, piú precisamente con gli "alarbi", i suoi giovani e combattivi seguaci, seminudi e laceri.  <br>Lazzari chiamati così perché discendenti dal Lazzaro del Vangelo.<br>Essi non sono mendicanti, né ladri; anche se occasionalmente possono trasformarsi negli uni e negli altri. <br>Ogni Lazzaro ripete orgogliosamente che Napoli ha soltanto tre padroni: prima viene S. Gennaro, poi il Re e, infine, lui. <br>Dunque i Lazzari padroni della città, ma padroni giocosi. </em></strong></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-22 16:15:16 UTC</pubDate>
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         <title>Michele Marino &#39;o Pazzo&#39;, il capo dei Lazzaroni</title>
         <author>thamara_giustezza99</author>
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         <description><![CDATA[<div>morto il 29 agosto 1799</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-22 16:58:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>thamara_giustezza99</author>
         <link>https://padlet.com/thamara_giustezza99/5j00uc4pfhve/wish/223440842</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>La vera forza dei Lazzari sta nell'essere al di fuori di tutte le esigenze sociali. Egli vive del nulla, e di questo nulla fa appunto la sua forza. L'essere al di fuori di ogni esigenza sociale lo rende obiettivamente un uomo libero.&nbsp;</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-22 17:15:55 UTC</pubDate>
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         <title>.LA FORZA DEI LAZZARI.</title>
         <author>thamara_giustezza99</author>
         <link>https://padlet.com/thamara_giustezza99/5j00uc4pfhve/wish/223443386</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>La loro anarchia è apparente perché riconoscono una vera e propria gerarchia, i cui capi sono riconosciuti ufficialmente dalla Corte borbonica. Infatti, Porta Capuana diventa il quartiere generale dei capi-lazzari, mentre Piazza Mercato, cuore da sempre della vecchia Napoli, la base generale di tutti i Lazzari. <br>Cosí quando Ferdinando di Borbone lascia la città per una visita diplomatica alle altre corti europee, sono i "gran marescialli" della Lazzaria a garantire al Re l'ordine nella capitale del Regno delle Due Sicilie, con gran rabbia della camorra e  della polizia. La coscienza di essere una forza temibile all'interno del popolo napoletano, fa sì che alla fine del Settecento, durante l'effimera Repubblica Partenopea, finiscono col diventare, per libera scelta, oggettivamente un'elite controrivoluzionaria, che offre il proprio braccio alla difesa del Re.</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-22 17:21:19 UTC</pubDate>
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         <title>.RUOLO DEI LAZZARI NELLA RIVOLUZIONE. </title>
         <author>thamara_giustezza99</author>
         <link>https://padlet.com/thamara_giustezza99/5j00uc4pfhve/wish/223475087</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>In occasione dell'attacco francese al Regno di Napoli (gennaio 1799), essi combatterono contro l'esercito napoleonico, percepito come giacobino, in nome della tradizione cattolica, e difesero Ferdinando IV, quale legittimo re.</em></strong></div><div><strong><em>I lazzari si batterono per tre giorni ininterrottamente, il 21, 22 e 23 gennaio 1799 sulle mura di Napoli, dove morirono in diecimila per difendere la città. In seguito, i lazzari si allearono alle truppe sanfediste che riconquistarono Napoli tra giugno e luglio dello stesso anno, ponendo fine all'effimera Repubblica Napoletana.</em></strong></div><div><br></div><div><strong><em>Tuttavia alcuni capi lazzar, quali Antonio D'Avella detto “Pagliucchella” e Michele Marino, detto “o pazzo”, per opportunità economica o per ideali, aderirono alla causa repubblicana e furono impiccati in piazza Mercato il 29 agosto del 1799.</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-22 18:18:17 UTC</pubDate>
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