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      <title>Un ordine by Francesca Angoscini</title>
      <link>https://padlet.com/francescaangoscini/5fu1tragwulecwdx</link>
      <description>Manuale d&#39;istruzione</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-09-13 13:55:50 UTC</pubDate>
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         <title>Un senso</title>
         <author>francescaangoscini</author>
         <link>https://padlet.com/francescaangoscini/5fu1tragwulecwdx/wish/2292836063</link>
         <description><![CDATA[<div>Empirismo ed idee:<br>Mentre muovo nuovamente i miei passi qui, mi viene in mente una lezione di letteratura della triennale, il tema era la <em>Letteratura italiana di viaggio</em>. Nello specifico ripenso a <em>Leopardi </em>e alla sua descrizione di natura e di natura e scienza. Mi ero dimenticata di quelle lezioni, eppure camminare qua mi ha fatto ripensare esattamente a quelle riflessioni dello <em>Zibaldone</em>. <br>"La ragione è nemica d'ogni grandezza, la ragione è nemica della natura. La natura è grande, la ragione è piccola" <em>G. Leopardi, Zibaldone.</em><br>Il concetto di primitivismo Leopardiano, si fonda sull'idea per cui il mondo prima della civiltà viveva -come fa il fanciullo- nell'illusione dettata dall'ignoranza, mentre l'uomo dopo la civiltà è costretto all'infelicità, perchè si è disilluso, ha ridotto il mondo. Tutto ciò si avvicina per certi aspetti ad alcune parti del testo di <em>Pedagogia, ambiente e società sostenibile di E. Bardulla</em>; Trovo infatti un parallelismo tra l'uomo civile e infelice di Leopardi e l'uomo troppo artificiale (pg285), molto concentrato sulle proprie attività/ sui propri affari/ sui propri bisogni "bisognerebbe anteporre il bisogno del mondo, al mondo dei bisogni" (pg 287) descritto in questo saggio. <br>Sembra in entrambi i casi, che avvicinarsi ad uno stato di civiltà con accezione positiva sia veramente difficile.<br>Come vivere allora in un mondo felicemente civile?<br>Il problema sembra sia la distanza tra l'uomo ed il suo ambiente (e tra l'uomo e gli altri uomini). <br>Come colmare allora la distanza? <br>Questo il tema centrale del volume di <em>Scuola in Golena</em>. L'esercizio e il contatto frequente con l'ambiente naturale all'interno di servizi educativi si pone come rimedio. <br>Secondo il filosofo e sociologo Edgar Morin l'indebolimento della percezione globale riduce il senso di responsabilità delle persone, ciascuno risponde solo per il proprio specifico ruolo/compito e basta. Ciascuno guarda alla propria piccola nicchia di studio, al proprio recinto, ai propri bisogni individuali perdendo l'idea d'insieme, di coscienza e di corresponsabilità nei confronti degli altri, e del pianeta.<br>Un'esperienza di educazione all'aperto, ripetuta e rivissuta nel tempo, può essere uno strumento efficace ma per esserlo fino in fondo non va relegata quindi come attività extracurricolare o a iniziative estemporanee (pg68 Bardulla), ma va rivissuta con continuità e quotidianità in modo tale che crei un legame tra il dentro e il fuori delle aule e delle persone(pg21Golena). Come affermava <em>Durkheim</em>: "l’oggetto dell’educazione non è dare una quantità maggiore di conoscenze, ma costituire in lui uno stato interiore profondo, una sorta di polarità dell’anima che l’orienti in senso definitivo non solamente durante l’infanzia, ma per tutta la vita". Anzi, a pesarci bene non si tratta più di un' esperienza, ma di un'abitudine. <br>Mentre passeggio in questo parco e ascolto i suoni mi sento come un esploratore, o uno scienziato moderno che utilizza lo strumento dell'osservazione per conoscere i fenomeni.<br>Mi sento più aperta e serena e anche più curiosa ed attenta rispetto a ciò che mi circonda (fosse anche per il fatto che pur essendo in una situazione pacifica, sono comunque in un parco pieno di animali selvatici, abbastanza abituati all'uomo ma comunque sono nel loro territorio) e più ispirata nello scrivere. <br>Tornando ad Edgar Morin, filosofo e sociologo teorico della <em>Teoria della complessità</em> ci dice che una testa ben fatta, è meglio di una testa ben piena.&nbsp;</div><div>E la testa è ben fatta quando c'è un'attitudine (stimolo della curiosità, del dubbio e capacità di organizzazione) che permette lo sviluppo di competenze particolari.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-12 17:36:09 UTC</pubDate>
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         <title>Contesto e durata</title>
         <author>francescaangoscini</author>
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         <description><![CDATA[<div>Queste esplorazioni si sono svolte nel Parco di Villa Grasseni situato nel paese di Flero(Bs). Sono cominciate ad inizio Agosto e sono continuate fino ad inizio Settembre con una frequenza di 1 volta a settimana.<br>Nell'arco di questo tempo mi sono recata al parco in differenti momenti della giornata: la mattina, nel pomeriggio, una volta sono passata anche dopo il tramonto.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-13 14:04:08 UTC</pubDate>
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         <title>Obiettivi</title>
         <author>francescaangoscini</author>
         <link>https://padlet.com/francescaangoscini/5fu1tragwulecwdx/wish/2294417737</link>
         <description><![CDATA[<div>Devo dire la verità, fino alla fine del progetto non è stato chiaro per me definire gli obiettivi. Non avevo un'idea precisa di cosa cercare, il metodo in cui ho lavorato è stato più che altro induttivo.&nbsp;<br>E' stato attraverso l'osservazione che sono emersi alcuni dati che nella mia esperienza si sono rivelati significativi.&nbsp;<br>Nello stilare il report ci sono state alcune cose ricorrenti: la capacità dell'ambiente naturale di creare una sorta di tempo sospeso. Il ragionamento che veniva attivato dai sensi.&nbsp;<br>Il senso di comunione con gli animali.<br>Da un punto di vista concettuale queste osservazioni rassommigliano a quanto scritto nelle argomentazioni teoriche in cui esprimevo la necessità di accorciare la distanza ed entrare in sintonia con uno spazio naturale per averne coscienza.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-13 14:27:27 UTC</pubDate>
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         <title>Metodologia</title>
         <author>francescaangoscini</author>
         <link>https://padlet.com/francescaangoscini/5fu1tragwulecwdx/wish/2294432394</link>
         <description><![CDATA[<div>Mi sono recata da sola all'interno dello spazio ed ogni volta ho compiuto un primo giro di perlustrazione. Dopodichè cercavo una zona circoscritta e alla fine restavo seduta, aspettando di essere attirata da qualcosa.<br>Attivando una sorta di dialogo interiore in cui mi accorgevo delle cose che mi saltavano agli occhi e che mi facevano dubitare, fare domande, cercare di dare spiegazioni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-13 14:33:18 UTC</pubDate>
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         <title>Potenzialità del parco e riflessioni finali</title>
         <author>francescaangoscini</author>
         <link>https://padlet.com/francescaangoscini/5fu1tragwulecwdx/wish/2294440639</link>
         <description><![CDATA[<div>"Questo immenso non sapere" è il titolo di un libro che potrebbe essere il titolo del mio lavoro.&nbsp;<br>Più volte mi sono misurata con il fatto di non sapere davvero che cosa stavo guardando, quale fosse la sua origine, in che contesto mi ritrovavo.<br>A ben vedere se avessi avuto molto più tempo, le domande che mi sono posta in questo lavoro sarebbero state sufficienti per riempire una tesi.&nbsp;<br>Questo parco è evidente che offra moltissime opportunità e stimoli. Mi rendo conto che se avessi scelto un semplice prato, un campo, o uno spazio comunque meno complesso e stratificato sarebbe stato più difficile per me entrarci in contatto.&nbsp;<br>Ha prima di tutto un valore culturale, in quanto appartiene ad una determinata società, ad una cultura, non sarebbe lo stesso parco se fosse altrove. E' strettamente legato al posto che lo ospita, potremmo dire che è un prodotto culturale.<br>Ad ogni modo a mio parere ha comunque anche un valore scientifico e naturale, nel senso di biodiversità, indipendentemente da chi o cosa lo abbia generato.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-13 14:37:04 UTC</pubDate>
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