<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>STORIA DI  UNA PERIFERIA E DI UN FUTURO POSSIBILE by Anna Maria De Maio</title>
      <link>https://padlet.com/annamariademaio80/5bdmpke4zxfhg1xt</link>
      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-04-14 15:53:35 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2024-05-14 07:28:43 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title> ITALIANO: La storia siamo noi </title>
         <author>annamariademaio80</author>
         <link>https://padlet.com/annamariademaio80/5bdmpke4zxfhg1xt/wish/2953867083</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>La storia siamo noi</strong></p><p><br></p><p><strong>Il testo della canzone su cui abbiamo lavorato</strong><br><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/redirect?url=https%3A%2F%2Fyoutu.be%2FHjz_i-e6vB4"><br></a><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://youtu.be/Hjz_i-e6vB4">https://youtu.be/Hjz_i-e6vB4</a></p><p><strong>LA STORIA&nbsp;</strong></p><p>La storia siamo noi, nessuno si senta offeso<br>Siamo noi questo prato di aghi sotto al cielo<br>La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso<br>La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,<br>questo rumore che rompe il silenzio,<br>questo silenzio così duro da masticare</p><p>E poi ti dicono:<br><em>"Tutti sono uguali, tutti rubano nella stessa maniera"</em>.<br>Ma è solo un modo per convincerti<br>a restare chiuso in casa, quando viene la sera<br><br>Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone<br>La storia entra dentro le stanze e le brucia,<br>la storia dà torto e dà ragione.<br>La storia siamo noi,<br>siamo noi che scriviamo le lettere,<br>siamo noi che abbiamo tutto da vincere e tutto da perdere.<br>E poi la gente (perché è la gente che fa la storia),<br>quando si tratta di scegliere e di andare,<br>te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,<br>che sanno benissimo cosa fare:<br>quelli che hanno letto milioni di libri<br>e quelli che non sanno nemmeno parlare;<br>Ed è per questo che la storia dà i brividi,<br>perché nessuno la può fermare.<br>La storia siamo noi, siamo noi padri e figli<br>Siamo noi, bella ciao, che partiamo<br>La storia non ha nascondigli, la storia non passa la mano<br>La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.</p><p><br></p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2283049731/7c24863c2d7f39de14d90e7907ce390f/OIP.jpeg" />
         <pubDate>2024-04-14 16:01:01 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/annamariademaio80/5bdmpke4zxfhg1xt/wish/2953867083</guid>
      </item>
      <item>
         <title>ED CIVICA : NOI E IL TERRITORIO </title>
         <author>annamariademaio80</author>
         <link>https://padlet.com/annamariademaio80/5bdmpke4zxfhg1xt/wish/2953870337</link>
         <description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni si è avuta una riscoperta della dimensione locale contestualmente al manifestarsi della globalizzazione della società e dell’economia, alla ridefinizione dei poteri e delle funzioni dello stato nazionale ( federalismo), ai movimenti migratori che hanno riaperto la questione delle identità collettive e della cittadinanza. Si è avuto quindi un ripensamento dell’insegnamento della storia che conduca alla soddisfazione di queste nuove istanze. Si è introdotto così l’interesse per le storie a scala diversa, che si differenziano tra loro per la dimensione dell’ambito spaziale di riferimento e alla tematica affrontata. In dettaglio, la storia come ambito didattico può essere: la storia personale: riguarda più direttamente la storia individuale del bambino e vi si introduce per la prima volta il concetto di passato (ancorché vicino) diverso dal presente, l’esistenza di un prima e di un poi; la storia locale: coinvolge una comunità collocata in uno spazio circoscritto quindi conoscibile senza difficoltà; la storia regionale: riguarda una zona che coinvolge territori più ampi ( città, paesi) che condividono un aspetto comune; la storia generale: si ritrova nei manuali scolastici, dalla storia nazionale a quella mondiale (anche se ancora molti testi sono malati di eurocentrismo). Anche nella scuola, insomma, c’è oggi un elevato interesse per la storia locale, favorito dall’autonomia organizzativa e didattica degli istituti. La storia locale offre la possibilità della concretezza in quanto permette di rendere visibili i segni del tempo in luoghi vissuti, consente di partire del noto, dal vicino, per andare al lontano, all’ignoto, al generale. La storia locale ovviamente non può sostituirsi alla storia generale perché sono le macrostrutture, i grandi avvenimenti a livello mondiale a modificare il corso della storia, a favorire i grandi mutamenti, ma la storia locale può servire a cogliere nella vita di una piccola comunità i riflessi di questi mutamenti. Micro e macrostoria devono essere intese come prospettive complementari della medesima storia. Il locale è l’analisi della storia a livello del territorio, “ a livello del suolo” come dice Schnapp.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=XKt3yESB9Bs" />
         <pubDate>2024-04-14 16:07:58 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/annamariademaio80/5bdmpke4zxfhg1xt/wish/2953870337</guid>
      </item>
      <item>
         <title>IO mi racconto attraverso un autoritratto e cinque parole chiave</title>
         <author>annamariademaio80</author>
         <link>https://padlet.com/annamariademaio80/5bdmpke4zxfhg1xt/wish/2953873421</link>
         <description><![CDATA[<p><br></p><p><br></p><p>IO: Sono una persona felice, ma pigra, o forse pigra perché felice. Fatico ad alzarmi e a concentrarmi, soprattutto a scuola, la mattina ho sempre voglia di dormire. In classe sono spesso distratto e mi piace stare con me stesso. Sono una persona pratica a cui piace la musica, la tecnologia e il cinema.<br><br>Io e gli altri: nella mia classe mi trovo bene, soprattutto durante la ricreazione quando possiamo stare tra noi e scherzare e parlare. Oggi abbiamo fatto la verifica di informatica e ho copiato dal mio compagno di banco perché è bello aiutarsi a vicenda, tutto sta nel non farsi notare dai prof.<br><br>IO e IL TERRITORIO: dove vivo mi trovo bene, non conoscevo la storia di Ostia e di come nel 900 è stata bonificata dal duro lavoro di uomini e donne. Prima qui c'era il porto di Roma e si commerciava il sale. C'è ancora una via delle saline a Ostia Antica.</p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2283049731/c073a4f3317c8d18d8bdde675d6d6169/Screenshot_2024_04_14_162829.png" />
         <pubDate>2024-04-14 16:14:37 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/annamariademaio80/5bdmpke4zxfhg1xt/wish/2953873421</guid>
      </item>
      <item>
         <title>La storia di Ostia Antica</title>
         <author>annamariademaio80</author>
         <link>https://padlet.com/annamariademaio80/5bdmpke4zxfhg1xt/wish/2953874256</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>La storia di Ostia Antica</strong></p><p><br></p><p>La storia del passato<br><strong>Ostia Antica</strong> è un sito archeologico situato a pochi chilometri a sud-ovest di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/redirect?url=http%3A%2F%2Fwww.viaggiando-italia.it%2Fcategory%2Froma"><strong>Roma</strong></a>, in Italia. È l’antica città portuale di Roma, fondata nel IV secolo a.C. e in attività fino al IV secolo d.C. È famosa per essere stata la principale porta marittima di Roma e per essere un esempio straordinario di una <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/redirect?url=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FUrbanistica_romana"><strong>città romana</strong></a> ben conservata.<br>Qui di seguito un video <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://youtu.be/PRpGUn3LpV0%EF%BF%BCche">https://youtu.be/PRpGUn3LpV0<br>che</a> parla proprio di Ostia Antica.<br>Come nasce Acilia.<br>Acilia prende il nome dall’<strong> antica romana degli acili</strong>, che utilizzò il territorio di Acilia come possedimento agricolo. Inoltre Acilia, in epoca romana, era utilizzata come scalo lungo la via Ostiense. Acilia rinacque tra il secolo XIX e XX a seguito di un’ intensa opera bonifica che portò alla creazione della cosiddetta Borgata Agreste. <br>Nel medioevo, caduta la potenza romana, il traffico sulla via Ostiense rimase abbastanza intenso per via delle <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/redirect?url=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FSaline_di_Ostia">saline di Ostia</a> la cui produzione di sale restava forse l'unica fonte di benessere della zona, diventata un ammasso di rovine e paludi. Il sale era pagato letteralmente a peso d'oro e i briganti e "fattacci" sulla via di Ostia erano all'ordine del giorno. Ad Acilia ci sono antiche cronache in merito e la presenza dei briganti è ricordata dalle zone chiamate ancora "Ponte ladrone" e "Malafede".<br>Nel <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/redirect?url=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2F1913">1913</a> la zona di Acilia viene approvata, con un Consiglio Comunale dell'epoca, come località rurale nel piano per la prevista colonizzazione dell'Agro Romano. Nel <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/redirect?url=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2F1916">1916</a>, in piena <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/redirect?url=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FPrima_guerra_mondiale">prima guerra mondiale</a>, Acilia è requisita dall'Autorità Militare per l'accantonamento delle scorte militari e l'apertura di un campo di concentramento per soldati austriaci prigionieri, impiegati alla costruzione della linea ferroviaria Roma-Ostia.</p><p><br></p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2283049731/8b69cb724742d305e8580cdda018a6d0/image__2_.webp" />
         <pubDate>2024-04-14 16:16:35 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/annamariademaio80/5bdmpke4zxfhg1xt/wish/2953874256</guid>
      </item>
      <item>
         <title>La storia contemporanea del nostro territorio</title>
         <author>annamariademaio80</author>
         <link>https://padlet.com/annamariademaio80/5bdmpke4zxfhg1xt/wish/2953874935</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>La storia contemporanea del nostro territorio</strong></p><p><br></p><p>La storia degli scariolanti<br>Il territorio dove abitiamo è stato restituito alla terra e all'agricoltura grazie al lavoro duro e quotidiano degli scariolanti, che bonificarono le paludi pontine.<br>Quasi centotrentacinque anni fa, il 24 novembre 1884, i primi braccianti partivano per andare a bonificare l’Agro Pontino. Erano 462 fra uomini e donne, furono definiti “i socialisti della repubblica di Utopia”. A salutare il convoglio alla stazione di Ravenna c’era un tripudio di bandiere e di autorità. C’era anche Andrea Costa, imolese, primo deputato socialista.<br>In una decina d’anni i braccianti della “bassa” erano passati da poco più di 500 ai quasi diecimila registrati nel Censimento del 1881. Due anni dopo avevano costituito l’Associazione degli operai braccianti sotto la guida di Armando Armuzzi, nato a Corfù 31 anni prima e figlio di un emigrato politico, e di Nullo Baldini, un ventunenne cresciuto in una famiglia garibaldina.<br>“Noi qui siamo troppi - affermò Armuzzi nel corso di un’assemblea al Teatro Mariani il 16 marzo 1884&nbsp; - bisogna che una parte di noi si allontani per lavorare. Emigrando è meglio scegliere i lavori più importanti e che durano maggiormente. Uno di questi sarebbe l’Agro Romano. Se c’è lavoro in una provincia più vicina non dobbiamo e non possiamo far la concorrenza ai braccianti di quella zona”.&nbsp;<br>Il proposito espresso da Armuzzi prese corpo due mesi dopo, il 15 maggio, con la firma del contratto con la società Canzini e Fueter che sanciva l’assegnazione dell’appalto per un importo di tre milioni e 700 mila lire. Le tappa successive furono l’organizzazione del viaggio, il far fronte al costo dei biglietti, la formazione di squadre ciascuna diretta da uno che sapesse leggere e scrivere. Il convoglio impiegò 36 ore per giungere a destinazione. A Roma i braccianti trovarono un’accoglienza ben diversa dal calore col quale erano stati salutati nel partire. Erano seguaci di Bakunin e di Mazzini, li precedeva la fama di bestemmiatori e di sovversivi.&nbsp; La Questura li trattò come delinquenti. In fila e sotto costante sorveglianza furono avviati al traghetto e da qui ai luoghi di destinazione: le paludi di Ostia, gli stagni di Maccarese, Campo Salino, Isola Sacra. Erano queste aree inospitali, infestate dalla malaria, invase ad ogni piena dalle acque del Tevere. Erano alloggiati in vecchi granai e case abbandonate riattati alla meglio, “come i soldati nelle caserme”.<br>Oltre all’esperienza e alla grande capacità di lavoro, portavano in quelle zone un’organizzazione sconosciuta.&nbsp;<br>Nessun altro, se non gli scariolanti ravennati, era in grado di affrontare un’impresa di quelle proporzioni e in quell’ambiente. Occorrevano uomini capaci di grandi fatiche, abituati ai lavori di sterro, alla lotta quotidiana con l’acqua. E soprattutto capaci di mettere in produzione le terre strappate alla palude. In sette anni, lavorando di braccia e di carriola, scavarono canali, alzarono argini, misero in funzione idrovore a vapore, costruirono e regolarono bonificando tremila ettari di terreno. Resero l’ambiente vivibile e tale da consentire l’avvio di attività economiche.</p><p><br></p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2283049731/b8c4c654911defa3deaf82f7c8cba388/scariolanti_1.jpg" />
         <pubDate>2024-04-14 16:18:11 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/annamariademaio80/5bdmpke4zxfhg1xt/wish/2953874935</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il futuro immaginato del nostro territorio</title>
         <author>annamariademaio80</author>
         <link>https://padlet.com/annamariademaio80/5bdmpke4zxfhg1xt/wish/2953876532</link>
         <description><![CDATA[<p><br></p><p><br></p><p>Il murale da cui siamo partiti è "Ne-Os- Storia di un futuro" degli artisti del Gruppo Subword.<br>Ostia e le paludi lidensi saranno bonificate nei primi anni venti del '900 da braccianti e operai, arrivati da varie parti d'Italia, Romagnoli, "donne uomini affamati e ribelli spartendosi il sacrificio e la pena, liberarono dal fango la palude inondata". Il murale raffigura degli operai vestiti da palombari del futuro, i Telonauti, con tute da cosmonauti, che restituiscono la terra attraverso le parole, il linguaggio. "E' con le domande che si sconfigge il terrore....una volontà comune può costruire il mondo e non solo distruggerlo".&nbsp;<br>In questo link<br><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://youtu.be/mW7A0YnmuiQ">https://youtu.be/mW7A0YnmuiQ</a> c'è il video a cui si accede attraverso un QRcode direttamente dalla strada. "Io viaggio di rovina in rovina....io vedo raccolgo trasformo. Nulla nasce dal nulla e tutto ha origine in ciò che già esiste...."</p><p><br></p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2283049731/e359ebd3988dbc00790630e6f72a4e2c/murale_stazione_lido_nord_132286_660x368.jpg" />
         <pubDate>2024-04-14 16:21:22 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/annamariademaio80/5bdmpke4zxfhg1xt/wish/2953876532</guid>
      </item>
      <item>
         <title>La nostra idea di un futuro possibile</title>
         <author>annamariademaio80</author>
         <link>https://padlet.com/annamariademaio80/5bdmpke4zxfhg1xt/wish/2954779910</link>
         <description><![CDATA[<p>Un'idea di un futuro possibile potrebbe essere un mondo in cui la tecnologia è integrata armoniosamente nella vita quotidiana per migliorare il benessere umano e l'equilibrio ambientale. Immaginiamo una società in cui le energie rinnovabili alimentano città intelligenti, riducendo l'inquinamento e migliorando la qualità dell'aria. Le tecnologie avanzate, come l'intelligenza artificiale e l'automazione, liberano le persone da lavori ripetitivi e consentono loro di concentrarsi su attività creative e di valore aggiunto. La ricerca scientifica e medica  porterà a cure personalizzate e a tecnologie sanitarie innovative che prolungano la vita e migliorano la salute globale. Inoltre, una maggiore consapevolezza ambientale e sociale  porterà  a una maggiore collaborazione internazionale per affrontare sfide globali come il cambiamento climatico, la povertà e le disuguaglianze.  La nostra idea di futuro  possibile è questa: una società civile caratterizzata da un equilibrio sostenibile tra progresso tecnologico, prosperità economica e benessere umano, dove l'innovazione è al servizio della collettività e dell'ambiente.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2283049731/de86b9529912cb439baef0a21f658181/OIG3.jpeg" />
         <pubDate>2024-04-15 09:03:19 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/annamariademaio80/5bdmpke4zxfhg1xt/wish/2954779910</guid>
      </item>
      <item>
         <title>TIME LINE OSTIA </title>
         <author>annamariademaio80</author>
         <link>https://padlet.com/annamariademaio80/5bdmpke4zxfhg1xt/wish/2956630938</link>
         <description><![CDATA[<p>ABBIAMO CREATO UNA SIMPATICA LINEA DEL TEMPO CON COLLEGAMENTI IPERTESTUALI CHE CI HANNO PERMESSO DI DESCRIVERE LA STORIA DEL NOSTRO TERRITORIO DAI ROMANI SINO AD OGGI </p>]]></description>
         <enclosure url="https://view.genial.ly/661e456072d1ee001571c879/horizontal-infographic-diagrams-ostia-nella-storia" />
         <pubDate>2024-04-16 10:14:21 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/annamariademaio80/5bdmpke4zxfhg1xt/wish/2956630938</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
