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      <title>Leonardo da VInci by Marinella Lattanzio</title>
      <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt</link>
      <description>Realizzato con una frenesia creativa</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-12-09 08:24:43 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-10-01 17:28:18 UTC</lastBuildDate>
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         <title></title>
         <author>lattanzio_marinella</author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421485774</link>
         <description><![CDATA[<div><mark>Svolgi una breve ricerca su una delle macchine o dei dipinti di Leonardo, pubblicala inserendo un’immagine.</mark></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 08:33:43 UTC</pubDate>
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         <title>Il carro semovente</title>
         <author>luuca8845</author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421509407</link>
         <description><![CDATA[<div>Dai numerosi schizzi del maestro conservati nel Codice Atlantico possiamo osservare le caratteristiche principali dell'automa, l'idea di Leonardo era quella di costruire una macchina in grado di muoversi, per far sì che questo avvenisse dovette munire la macchina di un sofisticato sistema di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ruota_dentata">ruote dentate</a> messe in moto da una coppia di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Molla">molle</a> in grado di immagazzinare <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Energia">energia</a> utilizzabile a piacimento. Analizzando gli schizzi possiamo osservare come Leonardo avesse dotato il carro di un rudimentale <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Differenziale_(meccanica)">differenziale</a> permettendo così di impostare l'angolo di svolta dell'automa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 10:04:53 UTC</pubDate>
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         <title>La balestra</title>
         <author>leoneandrea830</author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421511596</link>
         <description><![CDATA[<div>La balestra di Leonardo o balestra gigante è un'arma da lancio progettata da Leonardo da Vinci, i cui disegni si trovano nel Codice Atlantico. Mai realizzata dal genio universale, ne sono stati costruiti in epoca contemporanea vari modelli di studio nei musei dedicati a Leonardo. L'idea originale di Leonardo, come descritto nei disegni del Codice Atlantico (1498 - 1499), è quella di costruire una balestra gigante in modo da aumentare la gittata del dardo, creando panico e spavento fra i nemici.<br> Le braccia della balestra, per un'apertura totale di 24 metri, dovevano essere realizzate a sezioni lamellari, per aumentare flessibilità e potenza. Sei ruote ne assicurano il movimento. La corda di tiro poteva essere arretrata con un sistema meccanico e veniva fatta successivamente scattare per percussioni o mediante leva.<br> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 10:13:20 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L&#39;ornitottero</title>
         <author>tundopier</author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421568634</link>
         <description><![CDATA[<div>L'ornitottero risale Leonardo da Vinci ed è il più antico tentativo di progettare un oggetto volante.<br>Il primo tentativo di volo meccanico è attribuito a <strong>abbas Ibn firnas</strong> che lanciò un rudimentale ornitottero dal monte della sposa, Leonardo da Vinci Inizio gli studi Sul volo degli uccelli.<br>Capi che gli umani sulla troppo pesante non abbastanza forti per volare usando semplicemente le ali attaccate alle braccia, considero quindi un mezzo in cui l'aviatore sia disteso su una tavola e che manovri due grandi aghi usando delle ali pedali e leve.<br>Questo è un modello di Leonardo sulla possibilità delle ali di sostenere dei pesi costituito da una base su cui sono collegate una leva è un'ala<br>Questo modello che interpreta uno studio di macchina volante ad ali battenti è costituita da una sorta di guscio di noce in cui il pilota può stare in piedi o seduto è formato a una coppia di grandi ali a pipistrello ad un'enorme coda poi questo è un modello tratto da un disegno di Leonardo che interpreta uno studio di all'attesa simile allora di pipistrello pronto per la principale da cui partono i raggi l'armatura fatti di canne poi Infine c'è la macchina volante questo modello che interpreta uno studio di macchina volante a dagli battenti è costituito da una sorta di voce di noci in cui il pilota può stare in piedi ho ceduto ho molto da una coppia di anziani a pipistrello è di norme coda poi questo modello tratto non dicevi Leonardo che interpreta uno studio di alla chiesa si malata di pipistrello sono davvero principale a cui partono i raggi l'armatura parti di carne e poi infine c'è la macchina volante con motore a balestra la partita delle ali non è qui prodotto da l'energia muscolare ma dalla disperazione di una molla a palestra che veniva caricato da un manubrio<br><br> <br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 13:24:27 UTC</pubDate>
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         <title>Il Carro Semovente</title>
         <author>andrianiruggy</author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421578545</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Carro semovente è un progetto di un complesso automa meccanico ideato da Leonardo da Vinci, databile intorno al 1478.[1] Viene considerata l'antenata dell'automobile moderna. Dai numerosi schizzi del maestro conservati nel Codice Atlantico possiamo osservare le caratteristiche principali dell'automa, l'idea di Leonardo era quella di costruire una macchina in grado di muoversi, per far sì che questo avvenisse dovette munire la macchina di un sofisticato sistema di ruote dentate messe in moto da una coppia di molle in grado di immagazzinare energia utilizzabile a piacimento.Una replica del carro semovente di Leonardo è conservata presso il museo del Castello di Clos-Lucé.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 13:45:22 UTC</pubDate>
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         <title>Il carro armato</title>
         <author>sabrina_sfregola</author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421582529</link>
         <description><![CDATA[<div>Il carro armato di Leonardo, era un progetto del 1485 per uno dei primi carri armati al mondo. Nella parte inferiore del foglio si trovano due disegni, a sinistra il carro scoperto che mostra i meccanismi per il movimento e a destra la sua versione coperta a forma di testuggine. Nella parte superiore dello stesso foglio Leonardo disegnò un altro strumento di guerra, il carro falciante.</div>]]></description>
         <pubDate>2019-12-09 13:51:58 UTC</pubDate>
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         <title>LA BICICLETTA VOLANTE</title>
         <author>ruggierorizzi07</author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421587919</link>
         <description><![CDATA[<div>In alto è disegnata una macchina governata da un solo pilota. La postura ricorda quella di un moderno ciclista (si tenga comunque presente che ai tempi la bicicletta non esisteva). Si tratta di un progetto giovanile; la ricerca di una soluzione ad ali battenti denota una conoscenza non ancora molto approfondita del soggetto. Con il trascorrere degli anni Leonardo svilupperà progetti per il volo planato estremamente più efficaci. Nonostante ciò, questo progetto nasconde un particolare tecnicamente straordinario: di fronte al viso del pilota Leonardo disegna una piccola ampolla rovesciata al cui interno dondola un piccolo oggetto, si tratta di un vero e proprio (e probabilmente il primo della storia) orizzonte artificiale! Il batacchio indicava al pilota l’inclinazione della macchina e l’assetto di volo. Quando la macchina era in volo rettilineo orizzontale, il pendente non toccava i bordi della campanella.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 14:00:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvananula</author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421588056</link>
         <description><![CDATA[<div>IL CARRO ARMATO<br><br>Il <strong>carro armato di Leonardo</strong> o <strong>carro coperto</strong>, come era chiamato da Leonardo , era un progetto  del 1485 per uno dei primi carri armati  al mondo. Il progetto si trova in uno dei fogli conservati al <em>British Museum.<br></em>Il progetto di Leonardo rappresenta un carro armato  a forma di  testuggine , rinforzato con piastre metalliche, sormontato da una torretta interna di avvistamento e armato di cannoni  disposti a 360°. Il movimento del carro doveva essere reso possibile attraverso l'azionamento di un sistema di ingranaggi collegato alle quattro ruote.<br>a direzione del fuoco poteva essere decisa dagli uomini posti nella parte alta del carro, da dove, attraverso delle strette fessure, potevano vedere il campo di battaglia.<br>Leonardo pensò anche di utilizzare dei cavalli per la forza motrice, ma l'idea di rinchiudere degli animali in uno spazio ristretto con il rischio che s'imbizzarrissero venne accantonata. In realtà il progetto di Leonardo contiene un errore, le manovelle si muovono infatti in modo opposto rendendo impossibile il movimento del carro.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 14:00:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421604291</link>
         <description><![CDATA[<div>Elisabetta Auricchio<br>Il primo disegno di un ornitottero risale a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_da_Vinci">Leonardo da Vinci</a>: rappresenta probabilmente il più antico tentativo di progettare un oggetto volante più pesante dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aria">aria</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aerodina">aerodina</a>). Il complesso meccanismo riproduceva le ali di un uccello.<br>L'idea di costruire delle ali per imitare il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Volo">volo</a> degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Uccelli">uccelli</a> risale all'antica leggenda greca di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dedalo">Dedalo</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Icaro">Icaro</a>. Il primo tentativo di volo meccanico è attribuito a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abbas_ibn_Firnas">Abbas ibn Firnas</a>, che lanciò un rudimentale ornitottero dal Monte della sposa nell'area di Rusafa, vicino <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cordova">Cordova</a>, in Spagna nell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/875">875 d.C.</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Bacone">Ruggero Bacone</a>, filosofo del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1260">1260</a>, fu il primo a prendere in considerazione dei mezzi tecnologici per il volo. Attorno al 1490, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_da_Vinci">Leonardo da Vinci</a> iniziò gli studi sul volo degli uccelli. Capì che gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Uomo">umani</a> sono troppo pesanti e non abbastanza forti per volare usando semplicemente delle ali attaccate alle braccia. Considerò quindi un mezzo in cui l'aviatore sia disteso su una tavola e che manovri due grandi ali membranose usando delle ali, pedali e leve.<br>Il primo ornitottero capace di volare venne costruito in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francia">Francia</a> nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1870">1870</a>. Il modello di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gustave_Trouv%C3%A9">Gustave Trouvé</a> volò per una distanza di 70 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Metro">metri</a> in una dimostrazione all'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Accademia_francese_delle_scienze">Accademia francese delle scienze</a>. Le ali erano mosse da cariche di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Polvere_da_sparo">polvere da sparo</a> che muovevano dei tubi a pressione. Jobert nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1871">1871</a> usò degli elastici per far alzare in volo un piccolo uccello in scala. <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alphonse_P%C3%A9naud">Alphonse Pénaud</a>, Hureau de Villeneuve, Victor Tatin e altri seguirono presto questi progetti.<br>Attorno al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1890">1890</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lawrence_Hargrave">Lawrence Hargrave</a> costruì diversi ornitotteri mossi da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vapore">vapore</a> o <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aria_compressa">aria compressa</a>. Egli introdusse l'uso di piccole ali mobili che fornivano la spinta alle grandi ali fisse. Questo eliminò l'uso di un ingranaggio di riduzione, e quindi semplificando la produzione.<br>Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1930">1930</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Erich_von_Holst&amp;action=edit&amp;redlink=1">Erich von Holst</a> usò l'elastico di gomma per portare modelli di uccelli ad un alto stato di sviluppo e grande realismo. Sempre nel 1930, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alexander_Lippisch">Alexander Lippisch</a> e altri ricercatori in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_di_Weimar">Germania</a> sfruttarono un motore a pistoni interno.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 14:24:48 UTC</pubDate>
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         <title>Sfera incendiaria </title>
         <author>christian_tupputi07</author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421616941</link>
         <description><![CDATA[<div>La sfera incendiaria era avvolta da diversi strati di lino imbevuto da una particolare miscela. Al suo interno nascondeva una sacca piena di polvere da sparo. L' arma veniva accesa e scagliata contro un bersaglio . Al momento dell' impatto , le canne laceravano la sacca , liberando la polvere da sparo e innescando una detonazione con conseguente dispersione delle fiamme  </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 14:42:54 UTC</pubDate>
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         <title>LA BALESTRA</title>
         <author>stefanotorre07</author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421621637</link>
         <description><![CDATA[<div><br>La <strong>balestra di Leonardo</strong> o <strong>balestra gigante</strong> è un'<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Arma_da_lancio">arma da lancio</a>, i cui disegni si trovano nel <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Codice_Atlantico"><em>Codice Atlantico</em></a>.Mai realizzata dal <em>genio universale</em>, ne sono stati costruiti in epoca contemporanea vari modelli di studio nei musei dedicati a Leonardo.</div><div>Modello in scala della balestra gigante ricavato dai disegni di Leonardo, presso la Galleria Leonardo da Vinci del <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Museo_nazionale_della_scienza_e_della_tecnologia_Leonardo_da_Vinci">Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci</a> di Milano.</div><div>L'idea originale di Leonardo, come descritto nei disegni del <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Codice_Atlantico"><em>Codice Atlantico</em></a> (1488-1489), è quella di costruire una <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Balestra_(arma)">balestra</a> gigante in modo da aumentare la <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Gittata">gittata</a> del dardo, creando panico e spavento fra i nemici.<br>Le braccia della balestra, per un'apertura totale di 24 metri, dovevano essere realizzate a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Legno_lamellare">sezioni lamellari</a>, per aumentare flessibilità e potenza. Sei ruote ne assicurano il movimento. La corda di tiro poteva essere arretrata con un sistema meccanico e veniva fatta successivamente scattare per percussioni o mediante leva.<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Balestra_gigante#cite_note-Museoscienza-catalogo-3"><sup><br></sup></a><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 14:49:21 UTC</pubDate>
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         <title>La Gioconda</title>
         <author>giannicaputo23</author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421630386</link>
         <description><![CDATA[<div><br>La <strong><em>Gioconda</em></strong>, nota anche come <strong><em>Monna Lisa</em></strong>, è un dipinto a olio su tela di legno di pioppo realizzato da Leonardo da Vinci, (77×53 cm e 13 mm di spessore), databile al 1503-1504 circa e conservato nel Museo del Louvre di Parigi.<br><br></div><div><br>Opera iconica ed enigmatica della pittura mondiale, si tratta sicuramente del ritratto più celebre della storia nonché di una delle opere d'arte più note in assoluto. Il sorriso impercettibile del soggetto, col suo alone di mistero, ha ispirato tantissime pagine di critica, letteratura, opere di immaginazione e persino studi<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Psicoanalisi"> </a>psicoanalitici ; sfuggente, ironica e sensuale, la <em>Monna Lisa</em> è stata di volta in volta amata e idolatrata ma anche derisa o aggredita.<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Gioconda#cite_note-1"><sup><br></sup></a><br></div><div><br>La Gioconda rappresenta una meta obbligata per migliaia di persone al giorno, tanto che nella grande sala in cui è esposta un cordone deve tenere a debita distanza i visitatori; nella lunga storia del dipinto non sono infatti mancati i tentativi di vandalismo, nonché un furto rocambolesco che in un certo senso ne ha alimentato la leggenda.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 15:01:08 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Francesca Dilillo                                                                                                                                                      L&#39;ornitottero            </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421664884</link>
         <description><![CDATA[<div>L'idea di costruire delle ali per imitare il volo degli uccelli risale all'antica leggenda greca di Dedalo e Icaro. Il primo tentativo di volo meccanico è attribuito a Abbas ibn Firnas, che lanciò un rudimentale ornitottero dal Monte della sposa. Leonardo da Vinci  iniziò gli studi sul volo degli uccelli e capì che gli umani sono troppo pesanti e non abbastanza forti per volare usando semplicemente delle ali attaccate alle braccia e  quindi pensò ad  un mezzo in cui l'aviatore sia disteso su una tavola e che manovri due grandi ali membranose usando delle ali, pedali e leve. </div>]]></description>
         <pubDate>2019-12-09 15:50:17 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>LA GIOCONDA</title>
         <author>giuliastraniero</author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421664906</link>
         <description><![CDATA[<div> La Gioconda è considerato il ritratto più famoso di tutti i tempi. Realizzato da Leonardo da Vinci in un periodo molto lungo, conservato oggi nel Museo del Louvre a Parigi.<br> Il soggetto è identificato in Lisa Gherardini, giovane sposa di Francesco Bartolomeo del Giocondo, da cui derivano le due definizioni del dipinto, Gioconda o Monna Lisa.<br> Leonardo, nel progettare la Gioconda, ha utilizzato il rapporto aureo, individuato nella disposizione dei lineamenti del viso, nell’area che va dal collo a sopra le mani e in quella che va dalla scollatura dell’abito fino a sotto le mani. In anatomia si trova la sezione aurea nel rapporto tra l’altezza di un individuo e la distanza del suo ombelico da terra.<br> La Gioconda si trova in una specie di loggia panoramica, come dimostrano le basi di due colonne laterali sul parapetto; una copia seicentesca mostrerebbe la composizione originaria in cui è visibile la parte architettonica successivamente mutilata.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 15:50:19 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ruggeropro06</author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421682062</link>
         <description><![CDATA[<div>Lautoma cavaliere <br>L'automa cavaliere è un autonoma meccanico umanoide progettato da Leonardo Da Vinci intorno al 1495.Per costruire questo robot alto due metri ha dovuto studiare l'anatomia basandosi su modelli di cadaveri.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 16:13:47 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>danielamalus8</author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421690404</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>IL CARRO ARMATO<br>Il carro armato di Leonardo, era uno progetto dei primi carri armati al mondo. Questo progetto rappresenta un carro armato a forma di testuggine, inforzato con piastre metalliche. All'interno troviamo una torretta di avvistamento e i cannoni, il movimento del carro doveva essere possibile grazie all'azionamento di un sistema di ingranaggi. La direzione del Cannone era decisa dagli uomini che si trovavano dalla parte alta dove si trovavano delle piccole fessure da cui potevano vedere anche il campo di battaglia.<br>Il progetto appare tutt'ora poco realistico perché la difficoltà di far fuoco vedendo solo da dei piccoli buchi era complesso e lo è tuttora.<br>INFORMAZIONI:<br>Leonardo da Vinci voleva usare inizialmente di cavalli a posto delle ruote, l'idea fu subito rifiutata per il semplice fatto che gli animali in uno spazio così ristretto correvamo il rischio che impazziscono e quindi venne rifiutata.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 16:25:54 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ciccioauri17</author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421693472</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Il <strong><em>Cenacolo</em></strong> (1494-1498) è un dipinto parietale ottenuto con una tecnica mista a secco su intonaco (460×880 cm) di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Leonardo_da_Vinci">Leonardo da Vinci</a>. Il quadro è conservato nell'ex-refettorio rinascimentale del convento adiacente al <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Maria_delle_Grazie_(Milano)">santuario di Santa Maria delle Grazie</a> a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Milano">Milano</a>.</div><div>Si tratta della più famosa rappresentazione dell'<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ultima_Cena">Ultima Cena</a>, capolavoro di Leonardo e del <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Rinascimento_italiano">Rinascimento italiano</a> in generale. Nonostante ciò, l'opera, a causa della singolare tecnica sperimentale utilizzata da Leonardo incompatibile con l'umidità dell'ambiente, versa da secoli in un cattivo stato di conservazione, che è stato, per quanto possibile, migliorato nel corso di uno dei più lunghi restauri della storia, durato dal <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1978">1978</a> al <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1999">1999</a> con le tecniche più all'avanguardia.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 16:30:28 UTC</pubDate>
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         <title>Silvia Dibitonto L&#39;UOMO DI VITRUVIO </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421693950</link>
         <description><![CDATA[<div>Il più famoso tra i disegni di Leonardo rappresenta l'unione simbolica tra arte e scienze: l'uomo vitruviano è perfetto all’interno di due figure geometriche, il cerchio e il quadrato, forme considerate perfette dal filosofo greco Platone.<br>L'idea di rappresentare l'uomo nudo con le braccia aperte, chiuso all'interno di un cerchio, non fu un'invenzione del genio vinciano. Sono i codici medievali studiati da Fritz Saxl a tramandare l'immagine dell' "homo" rappresentato nudo con le braccia aperte, inscritto all'interno di un quadrato o di un cerchio e circondato dai simboli che rappresentano i venti o gli elementi dell'universo.<br>L'intento principe del genio vinciano è quello di sintetizzare visivamente un'immagine antropometrica utile al riperimento di tutte quelle misure che permettano all'artista di realizzare con perizia e senza errore una qualsiasi figura umana. Per questo Leonardo individua nel testo di Vitruvio la sua fonte primaria e scrive, al disopra del disegno: "Vitruvio architetto mette nella sua opera d'architettura che le misure dell'omo sono dalla natura disstribuite in questo modo". </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 16:31:14 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>La Gioconda </title>
         <author>ac635226</author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421697703</link>
         <description><![CDATA[<div>La Gioconda è un dipinto a olio su tavola eseguito da Leonardo Da Vinci intorno al 1503. Misura 77 per 53 cm ed è oggi conservato al Musée du Louvre.</div><div>Il mistero che aleggia intorno all’identità della donna ritratta è un infondato luogo comune, alimentato dalla recente letteratura su Leonardo , che vede segreti nascosti praticamente ogni attività del maestro toscano. La soluzione è in realtà piuttosto semplice.    Il dipinto ritrae a metà figura una giovane donna con lunghi capelli scuri. È inquadrata di tre quarti, il busto è rivolto alla sua destra, il volto verso l’osservatore. Le mani sono incrociate in primo piano e con le braccia si appoggia a quello che sembra il bracciolo di una sedia. Indossa un sottile abito scuro che si apre sul petto in un’ampia scollatura. Il capo è coperto da un velo trasparente e delicatissimo che ricade sulle spalle in un drappeggio. I capelli sono sciolti e pettinati con una scriminatura centrale, i riccioli delicati ricadono sul collo e sulle spalle. </div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 16:37:02 UTC</pubDate>
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         <title>Vanessa Diaferia, Ultima Cena </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Cenacolo è un dipinto parietale (460×880 cm) realizzato da Leonardo da Vinci e conservato nel santuario di Santa Maria delle Grazie a Milano. Si tratta della più famosa rappresentazione dell' Ultima Cena, capolavoro del Rinascimento italiano. L'opera a causa della sua tecnica sperimentale utilizzata da Leonardo incompatibile con l'umidità dell'ambiente, si trova da molti secoli, in un cattivo stato di conservazione, che è stato migliorato dal 1978 al 1999.<br>Il tema rappresenta l'Eucaristia. <br>Nel dipinto sono presenti gli apostoli, seduti attorno a Gesù, il solo personaggio veramente divino, è dipinto con le proporzioni divine, ed è racchiuso in un rettangolo aureo. Infatti, ne L'Uomo, Leonardo studia le proporzioni della sezione aurea secondo i suggerimenti di Vitruvio che obbediscono ai rapporti del numero aureo. Leonardo stabilì che le proporzioni umane sono perfette quando l'ombelico divide l'uomo in modo aureo. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 16:42:08 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>zagariavanessa1</author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421704999</link>
         <description><![CDATA[<div> LA VERGINE DELLE ROCCE<br>La Vergine delle Rocce è un dipinto a olio su tavola trasportato su tela di Leonardo da Vinci,conservato nel museo di Louvre di Parigi. In essa sono raffigurati nell’ingresso di una grotta la Vergine insieme a San Giovannino, al piccolo Gesù e ad un angelo.Dietro il gruppo sacro si scorge un paesaggio roccioso che crea attorno alle figure una vasta penombra, sfumata verso una luminosità lontana. Leonardo riesce a dare l’illusione di profondità applicando alla pittura i risultati delle sue osservazioni sull’atmosfera e definendo lo spazio con l’uso della PROSPETTIVA AEREA.<br>Altra caratteristica della pittura di Leonardo è lo SFUMATO: la linea di contorno dei volumi rappresentati viene annullata grazie a un morbido passaggio chiaroscurale, facendo sì che si ottenga una compenetrazione tra figura e atmosfera. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 16:47:54 UTC</pubDate>
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         <title>LA MACCHINA VOLANTE Francesca Messinese </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421713509</link>
         <description><![CDATA[<div>Il primo disegno di un ornitottero risale a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Leonardo_da_Vinci">Leonardo da Vinci</a>: rappresenta probabilmente il più antico tentativo di progettare un oggetto volante più pesante dell'<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Aria">aria</a> (<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Aerodina">aerodina</a>). Il complesso meccanismo riproduceva le ali di un uccello.L'idea di costruire delle ali per imitare il <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Volo">volo</a> degli <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Uccelli">uccelli</a> risale all'antica leggenda greca di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Dedalo">Dedalo</a> e <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Icaro">Icaro</a>.<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/875">.</a> <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Bacone">Ruggero Bacone</a>, filosofo del <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1260">1260</a>, fu il primo a prendere in considerazione dei mezzi tecnologici per il volo. Attorno al 1490, <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Leonardo_da_Vinci">Leonardo da Vinci</a> iniziò gli studi sul volo degli uccelli. Capì che gli <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Uomo">umani</a> sono troppo pesanti e non abbastanza forti per volare usando semplicemente delle ali attaccate alle braccia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 17:00:51 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title> Il vecchio Leonardo da Vinci </title>
         <author>sofiamastrodo</author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421715117</link>
         <description><![CDATA[<div>È un’opera che in realtà è solo un bozzetto che però ha acquisito un notevole valore anche simbolico. Stiamo parlando dell’Autoritratto che Leonardo si fece nel 1515 e che è oggi conservato presso la Biblioteca Reale di Torino. Conservato in origine tra le carte di Leonardo, fu lasciato alla sua morte in eredità al collaboratore Francesco Melzi. Questi lo portò con sé nella sua casa nei pressi di Bergamo e lo lasciò poi ai suoi eredi.Non se ne seppe più nulla fino quasi alla metà dell’Ottocento, quando fu prima usato come base per un’illustrazione da usare in un libro, e poi fu venduto a Carlo Alberto di Savoia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 17:02:32 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L&#39;automa Cavaliere (Melania Cafagna)</title>
         <author>melaniacafagna</author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421717984</link>
         <description><![CDATA[<div>L'automa cavaliere è un robot umanoide progettato da Leonardo da Vinci intorno al 1495; era stato probabilmente previsto per animare una delle feste alla corte sforzesca di Milano.<br> I piccoli taccuini tascabili si trovano disegni dettagliati per un cavaliere meccanico  che appare capace di effettuare diversi movimenti analoghi a quelli umani: alzarsi in piedi, agitare le braccia e muovere la testa e la mascella in modo anatomicamente corretto, pare emettendo suoni dalla bocca grazie ad un sofisticato meccanismo di percussioni collocato all'altezza del petto. All'interno era costruito in legno, con elementi in pelle e metallo, ed azionato da un sistema di cavi, a simulare tendini e muscoli, e un sistema di manovelle esterno al corpo meccanico per muovere le gambe. Hanno scoperto che non tutti i meccanismi sono direttamente collegabili al robot, o sono disegni dei suoi ingranaggi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 17:06:54 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>matteodibari</author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421722851</link>
         <description><![CDATA[<div>LA MACCHINA VOLANTE <br><br><br>Prima di tornare a Firenze, dove nel 1505 si dedicherà alla stesura del Codice del Volo, Leonardo trascorre gli ultimi anni del XV secolo a Milano. I progetti di macchine volanti milanesi sono probabilmente gli ultimi che contemplano il volo battente e quindi i migliori. Successivamente Leonardo abbandonerà quest'idea in favore del volo planato. La Macchina Volante di Milano è stata ricostruita in base ai disegni del foglio 749 del Codice Atlantico il pilota si trova all'interno di un abitacolo dotato di seggiolino, con mani e gambe libere di spingere con forza per alimentare il battito delle ali. Coinvolgere contemporaneamente tutti gli arti del pilota pare l'ultimo disperato tentativo di Leonardo per creare l'enorme energia necessaria al volo battente. In un altro foglio contemporaneo a questo, cerca persino di progettare un congegno meccanico che sostituisca la forza umana, ma con scarsi risultati.Il battito è molto ampio e l'eventuale decollo sarebbe impossibile da una zona pianeggiante, in quanto l'estremità delle ali toccherebbe il terreno. È questo il motivo per cui Leonardo disegna una piccola piattaforma per la partenza, dalla quale è possibile battere le ali utilizzando tutta la loro ampiezza. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 17:14:05 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>LA MACCHINA VOLANTE </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421731913</link>
         <description><![CDATA[<div>Annalaura Pinto <br>Prima di tornare a Firenze, dove nel 1505 si dedicherà alla stesura del Codice del Volo, Leonardo trascorre gli ultimi anni del XV secolo a Milano. I progetti di macchine volanti milanesi sono probabilmente gli ultimi che contemplano il volo battente e quindi i migliori. Successivamente Leonardo abbandonerà quest'idea in favore del volo planato. La Macchina Volante di Milano è stata ricostruita in base ai disegni del foglio 749 del Codice Atlantico. Il pilota si trova all'interno di un abitacolo dotato di seggiolino, con mani e gambe libere di spingere con forza per alimentare il battito delle ali. Coinvolgere contemporaneamente tutti gli arti del pilota pare l'ultimo disperato tentativo di Leonardo per creare l'enorme energia necessaria al volo battente. In un altro foglio contemporaneo a questo, cerca persino di progettare un congegno meccanico che sostituisca la forza umana, ma con scarsi risultati.<br>Il battito è molto ampio e l'eventuale decollo sarebbe impossibile da una zona pianeggiante, in quanto l'estremità delle ali toccherebbe il terreno. È questo il motivo per cui Leonardo disegna una piccola piattaforma per la partenza, dalla quale è possibile battere le ali utilizzando tutta la loro ampiezza. Dice, inoltre, di voler costruire questa macchina in un laboratorio nascosto nei pressi dell'attuale Palazzo Reale, dietro la Torre del San Gottardo, e annota di volerne recintare il perimetro con assi di legno per proteggerlo da sguardi indiscreti. <br>L'intenzione di costruire questa macchina appare dunque molto chiara, ma non ci è dato sapere cosa Leonardo abbia realmente realizzato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 17:28:05 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>LA MACCHINA VOLANTE </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421735556</link>
         <description><![CDATA[<div>Maria Dimiccoli<br>Una delle più famose invenzioni di Da Vinci è la macchina volante. I suoi disegni rispecchiano i suoi poteri di osservazione e immaginazione, così come il suo vivo desiderio di sperimentare oggetti svettanti come un uccello.<br>Uno dei modelli di da Vinci consisteva in un telaio di legno con un’apertura alare superiore a 33 piedi (10 metri).Le ali erano coperte in seta fine per ricreare una membrana leggera ma robusta, come le ali di un pipistrello. Il pilota si sarebbe posizionato  a faccia in giù su una tavola al centro. Per alimentare le ali, il pilota doveva pedalare una manovella che si muoveva su una serie di aste e pulegge. Il fatto che le ali sono state progettate per girare come il volo degli uccelli dimostra l’ispirazione di Leonardo dalla natura.<br>C’è una leggenda che Leonardo ha testato la macchina volante con uno dei suoi apprendisti, e che l’apprendista è caduto e si è rotto una gamba.<br>“Il mondo avrebbe dovuto aspettare altri 400 anni circa per una macchina che fosse davvero in grado di volare”, scrive LiveScience . “Nel 1903  i fratelli Wilbur e Orville Wright fecero il loro primo volo con successo in un aereo a motore.”<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 17:33:46 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L&#39;Annunciazione</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>L’”Annuciazione” è uno dei dipinti più famosi di Leonardo da Vinci.<br>Nel quadro sono presenti due soggetti, la Vergine Maria e l'angelo, che va da Maria proprio per dirgli che presto avrà un bambino. Il quadro seppur semplice è ben realizzato e soprattutto vivo, se osserviamo infatti le ali dell’angelo possiamo vedere che sembrano quasi in movimento.<br>Leonardo usa infatti in maniera magistrale i colori, creando degli strabilianti effetti di luce, accentuati ancora di più dal tramonto che possiamo scorgere in lontananza. I dettagli del volto non sono da meno, si può notare infatti la faccia stupefatta di Maria, sembra infatti una vera e propria fotografa. Dal punto di vista tecnico Leonardo usa la prospettiva “de'perdimenti”, che consiste nel rappresentare la realtà tenendo conto di vari elementi, come la presenza di umidità o gli eventi atmosferici che fanno apparire lo sfondo più sfocato e di colore grigiastro come nella “Gioconda”. Infine possiamo parlare della sezione aurea, una tecnica molto utilizzata soprattutto da Leonardo e presente anche in quest’opera.<br>Iniziamo dicendo che la sezione aurea è una tecnica che viene applicata in tutte le arti figurative, in particolar modo nell’architettura, nella scultura e nella pittura.<br>La tecnica cerca di rendere i personaggi delle opere perfetti, cercando di proporzionare il tutto usando diversi criteri. Per farla breve quando si usava questa tecnica si cercava di far combaciare una figura geometrica (come un triangolo o una spirale) con gli elementi dell’opera, così da rendere tutto più armonioso.<br>La figura utilizzata nel quadro che stiamo trattando è un triangolo isoscele, detto triangolo aureo; è un triangolo i cui angoli alla base sono di 72°, mentre il terzo è di 36°. Il risultato è un triangolo perfetto, piacevole alla vista e che combacia perfettamente con gli elementi dell'opera di Leonardo, rendendo quest’ultima un vero e proprio capolavoro. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 17:59:44 UTC</pubDate>
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         <title>LA MACCHINA VOLANTE</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Angela La Bianca<br>Prima di tornare a Firenze, dove nel 1505 si dedicherà alla stesura del Codice del Volo, Leonardo trascorre gli ultimi anni del XV secolo a Milano. I progetti di macchine volanti milanesi sono probabilmente gli ultimi che contemplano il volo battente e quindi i migliori. Successivamente Leonardo abbandonerà quest'idea in favore del volo planato. La Macchina Volante di Milano è stata ricostruita in base ai disegni del foglio 749 del Codice Atlantico. Il pilota si trova all'interno di un abitacolo dotato di seggiolino, con mani e gambe libere di spingere con forza per alimentare il battito delle ali. Coinvolgere contemporaneamente tutti gli arti del pilota pare l'ultimo disperato tentativo di Leonardo per creare l'enorme energia necessaria al volo battente. In un altro foglio contemporaneo a questo, cerca persino di progettare un congegno meccanico che sostituisca la forza umana, ma con scarsi risultati.<br>Il battito è molto ampio e l'eventuale decollo sarebbe impossibile da una zona pianeggiante, in quanto l'estremità delle ali toccherebbe il terreno. È questo il motivo per cui Leonardo disegna una piccola piattaforma per la partenza, dalla quale è possibile battere le ali utilizzando tutta la loro ampiezza. Dice, inoltre, di voler costruire questa macchina in un laboratorio nascosto nei pressi dell'attuale Palazzo Reale, dietro la Torre del San Gottardo, e annota di volerne recintare il perimetro con assi di legno per proteggerlo da sguardi indiscreti.<br>L'intenzione di costruire questa macchina appare dunque molto chiara, ma non ci è dato sapere cosa Leonardo abbia realmente realizzato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 19:04:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421808832</link>
         <description><![CDATA[<div><br>La <strong>vite aerea</strong> è un progetto ideato  da Lonardo da Vinci</div><div><br>Tobia Vitrani <br>In questo studio di vite aerea, Leonardo arriva a ipotizzare e formulare in anticipo di secoli l'efficacia trattiva dell' elica , concependo una struttura molto simile, ispirandosi alle forme della natura e dando corpo alle sue osservazioni sulle caratteristiche dell'aria. Nelle intenzioni dell'inventore, avrebbe dovuto "avvitarsi" nell'aria sfruttandone la densità similmente a quanto fa una vite che penetra nel legno.<br><br></div><div><br>Non vi è prova che Leonardo abbia effettivamente costruito la macchina da lui immaginata che rimarrebbe, quindi, una delle tante intuizioni teoriche della multiforme attività del celebre inventore. Per molti anni è stata erroneamente presentata al pubblico come un "elicottero", sostenendo che il motore per farla girare fossero degli uomini e che fosse destinata a sollevarsi nell'aria come un velivolo per il trasporto umano. Nel 2013, invece, la moshtra permanente il mondo di Leonardo  in Piazza della Scala a Milano ha svelato il vero progetto di Leonardo. Alla base della struttura è infatti disegnata anche una molla, il vero motore della macchina, che peraltro è anche citata nella descrizione autografa dello stesso Leonardo sotto al disegno. Gli uomini, pertanto, facendo ruotare l'elica in un verso caricavano la molla fino a un punto di blocco. Dopodiché liberavano il blocco e la sola parte superiore della macchina, l'elica, si avvitava nell'aria, ruotando nella direzione opposta a quella di carica. <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Vite_aerea#cite_note-3"><sup><br></sup></a><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 19:16:41 UTC</pubDate>
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         <title>Il Leone meccanico</title>
         <author>giulialionetti7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Mentre alcuni studiosi ritengono che questo meccanismo sia stato ideato per essere lo scheletro di un automa umanoide, altri sostengono che si tratti del progetto “Leone Meccanico”. Il motore dell’intero meccanismo consiste in una grossa molla collocata all’interno della macchina. L’ipotesi degli studiosi è che questa molla, giunta a fine corsa, avrebbe sbloccato un gancio permettendo l’apertura del petto del leone. L’automa, originalmente ricoperto di pelle di leone vera, andò purtroppo perso o distrutto.</div><div>L’automa, in grado di muoversi da solo, alla fine di una sfilata dinanzi al Re di Francia, Francesco I, viene colpito al fianco e aprendosi lascia cadere una pioggia di gigli. Le feste a Lione furono organizzate dalla colonia fiorentina di mercanti e banchieri, per cui si spiegherebbe il motivo del leone, come rifetimento simbolico alla patria adottiva.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 19:25:52 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421821153</link>
         <description><![CDATA[<div>Il carro armato<br>Il carro armato era un progetto del 1485uno dei primi carri armati al mondo.il progetto si trova nei fogli conservati al British Museum nel 1860.il disegno è poco piu di uno schizzo dal quale si puo comunque dedurre attraverso delle manovelle che mettevano in movimento le ruote</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 19:34:00 UTC</pubDate>
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         <title>Maria Clara:CARRO ARMATO</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/421890862</link>
         <description><![CDATA[<div>Il <strong>carro armato di Leonardo</strong> o <strong>carro coperto</strong>, come era chiamato da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_da_Vinci">Leonardo</a>, era un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Progetto">progetto</a> del 1485 per uno dei primi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carri_armati">carri armati</a> al mondo. Il progetto si trova in uno dei fogli conservati al <em>British Museum, n. 1860-6-16-99</em>. Nella parte inferiore del foglio si trovano due disegni, a sinistra il carro scoperto che mostra i meccanismi per il movimento e a destra la sua versione coperta a forma di testuggine. Nella parte superiore dello stesso foglio Leonardo disegnò un altro strumento di guerra, il carro falciante. Il disegno è poco più di uno schizzo dal quale si può comunque dedurre che doveva muoversi attraverso delle manovelle che mettevano in movimento le ruote.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 21:57:00 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ULTIMA CENA</title>
         <author>ruggyfumarulo9</author>
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         <description><![CDATA[<div>Questo famoso quadro è stato dipinto dal grande Leonardo da Vinci nella fine del '400.<br>L’affresco rappresenta l’Ultima cena di Gesù con i suoi apostoli.<br>Dispone gli apostoli lungo un solo lato della mensa, simmetricamente alla figura di Gesù con Giuda isolato nella parte opposta del tavolo. L’artista comprende che il tradimento è parte del disegno divino e Giuda è solo uno strumento nelle mani di Dio affinché il destino di Gesù possa compiersi.</div><div>Il momento raffigurato nell’<em>Ultima Cena</em> è tratto dal Vangelo di Giovanni e mostra l’attimo successivo all’annuncio di Gesù dell’imminente tradimento: <em>In verità, vi dico: uno di voi mi tradirà.<br></em>Gli apostoli sono raggruppati a tre a tre, tra essi c’è chi mostra dolore, chi sconcerto o incredulità, chi ancora, stupito, si rivolge al compagno per cercare di capire, mentre la figura di Gesù, isolata al centro, è composta e solenne. Il suo annuncio, quindi, genera una reazione a catena che coinvolge tutti gli apostoli tranne Giuda.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-09 22:15:43 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>scssoldano</author>
         <link>https://padlet.com/lattanzio_marinella/59h46r5izkkt/wish/423382358</link>
         <description><![CDATA[<div>Ornitottero <br> é stato inventato da Leonardo Da Vinci nel 1490.<br>Il primo tentativo fu di <strong><mark>Abbas ibn firnas, </mark></strong>che lanciò un rudimentale ornitottero dalla torre di Pisa.<br>Il secondo tentativo fu di <strong><mark>Ruggero Bacone (filosofo) del 1260, fu il primo </mark></strong><mark> </mark> A prendere in considerazione dei mezzi tecnologici per il lavoro.<br>E alla fine ci fu, appunto, <mark>Leonardo Da Vinci </mark> che nel 1490, capì che gli uomini erano troppo pesanti per volare quindi prese spunto dalle ali di uccello per crearlo. E nel l’870 in Francia nacque il primo <mark>Ornitottero.</mark> <br><br>Carlotta Soldano</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 16:50:29 UTC</pubDate>
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