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      <title>ENERGY POVERTY by Fabio Di Gianni</title>
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      <description>Realizzato con sensibilità dagli alunni Di Gianni, Fasanella, Molinaro, Mostadim e Stornaiuolo.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-04-05 12:28:30 UTC</pubDate>
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         <title>Cos&#39;è &quot;Energy Poverty&quot;?</title>
         <author>fabiodjanni1</author>
         <link>https://padlet.com/fabiodjanni1/unduetrekayak/wish/248841284</link>
         <description><![CDATA[<div>Con "<strong>Energy Poverty</strong>" si definisce la povertà energetica, ossia la mancanza di accesso ai moderni servizi energetici. Ciò fa riferimento alle situazioni di molti paesi in via di sviluppo o altri in cui i benefici sono influenzati dall'uso di combustibili inquinanti per soddisfare i bisogni primari. Nel mondo in via di sviluppo, la povertà energetica è ancora diffusa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-05 12:41:42 UTC</pubDate>
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         <title>In India una persone su quattro è senza energia</title>
         <author>fabiodjanni1</author>
         <link>https://padlet.com/fabiodjanni1/unduetrekayak/wish/248843314</link>
         <description><![CDATA[<div> La <strong>Duke University</strong> ha lanciato un progetto di ricerca sull'energia e la salute delle famiglie in cui sono elencati i lavori sulla povertà energetica in India. In India più di 300 milioni di persone non hanno accesso all’energia elettrica (un quarto della popolazione totale) molti dei quali utilizzano il <strong>cherosene</strong> come fonte primaria per l’illuminazione e il riscaldamento, un carburante largamente eliminato dalla produzione dei servizi energetici moderni (ad eccezione del trasporto aereo) e altamente inquinante.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-05 12:46:43 UTC</pubDate>
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         <title>LabEXPO, Carlo Carraro sulla povertà energetica</title>
         <author>fabiodjanni1</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-04-05 12:54:34 UTC</pubDate>
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         <title>La centrale elettrica di Morro Bay, CA</title>
         <author>fabiodjanni1</author>
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         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment--preview"><img src="https://ww2.kqed.org/wp-content/uploads/sites/35/2014/05/MorroBay_3600.jpg" width="640" height="360"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-05 13:01:06 UTC</pubDate>
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         <title>La povertà energetica </title>
         <author>fabiodjanni1</author>
         <link>https://padlet.com/fabiodjanni1/unduetrekayak/wish/248849971</link>
         <description><![CDATA[<div>La <strong>povertà energetica</strong> è un killer silenzioso chi si aggira anche per le strade dell’Italia. Il suo alleato più potente è l’ignoranza. Proprio così: molti di noi non sanno nemmeno cosa sia, chi la conosce pensa che si tratti di un fenomeno limitato a zone gelide, remote e disagiate del Pianeta. In realtà, <strong>quasi 5 milioni di italiani – ovvero l’8% della popolazione – ne sono afflitti.&nbsp;</strong>&nbsp;Le cause, ovvimente, non possono che essere di <strong>natura economica</strong>, spesso combinate a <strong>infrastrutture energetiche vecchie, inquinanti </strong>e alla conoscenza nulla di alternative più economiche e più ecologiche.&nbsp;<figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:280,&quot;url&quot;:&quot;https://www.sostariffe.it/news/wp-content/uploads/2014/04/5.E-MERCATO-LIBERO-500x280.jpg&quot;,&quot;width&quot;:500}" data-trix-content-type="image"><img src="https://www.sostariffe.it/news/wp-content/uploads/2014/04/5.E-MERCATO-LIBERO-500x280.jpg" width="500" height="280"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-05 13:03:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>fabiodjanni1</author>
         <link>https://padlet.com/fabiodjanni1/unduetrekayak/wish/248852088</link>
         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:499,&quot;url&quot;:&quot;http://files.salsacdn.com/article/10395_La_vita_notturna_in_Costi/imagemain/P1060947_d_0_34_800.20170804190131.jpg&quot;,&quot;width&quot;:800}" data-trix-content-type="image"><img src="http://files.salsacdn.com/article/10395_La_vita_notturna_in_Costi/imagemain/P1060947_d_0_34_800.20170804190131.jpg" width="800" height="499"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-05 13:07:51 UTC</pubDate>
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         <title>Poniamo qualche domanda attinente all&#39;argomento ad alcuni studenti del Liceo Poerio di Foggia.</title>
         <author>fabiodjanni1</author>
         <link>https://padlet.com/fabiodjanni1/unduetrekayak/wish/249168057</link>
         <description><![CDATA[<div>1. Perchè alcuni paesi hanno strutture energetiche meno sviluppate rispetto ad altri paesi?<br>Risposta: Le strutture energetiche si sono diffuse prima in alcuni paesi, alcune aree colpite da epidemie, analfabetismo e fame atavica, tutt'ora non possiedono strutture energetiche, o se la possiedono non sono strutture all'avanguardia.<br><br>2. Quali sono le fonti di energia, secondo te, alternative per combattere la povertà energetica?<br>Risposta: Per combattere la povertà, possiamo adottare differenti fonti di energia, come l'energia rinnovabile, che è anche meno dannosa per la salute ambientale. Un esempio, sono l'energia eolica, idroelettrica o solare.<br><br>3. Attraverso quali mezzi è possibile sopperire alla crisi energetica che affliggono questi paesi?<br>Risposta: Prima di tutto, è importante prenda coscienza del fatto che quello dell'energy poverty è un problema che riguarda tutti noi, non solo i paesi che ne sono colpiti, bisognerebbe quindi parlarne maggiormente. Parlarne, magari attraverso campagne di sensibilizzazione, le quali dovrebbero raggiungere le persone attraverso quelli che sono i moderni sistemi di comunicazione (Smartphone, internet), in modo da incentivare e creare associazioni volte a sollecitare i vari capi di stato in modo da prendere seri provvedimenti contro questo fenomeno.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-06 10:40:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/fabiodjanni1/unduetrekayak/wish/249173545</link>
         <description><![CDATA[

]]></description>
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         <pubDate>2018-04-06 11:11:52 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/fabiodjanni1/unduetrekayak/wish/255811851</link>
         <description><![CDATA[<div>Intervista a Claudio Descalzi in merito all'intervento dell'Eni sul territorio Lucano</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-26 19:32:10 UTC</pubDate>
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         <title>Povertà energetica in Europa: un diritto negato</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/fabiodjanni1/unduetrekayak/wish/255816268</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>La povertà energetica è un problema sempre più diffuso anche nel mondo sviluppato. È necessario richiamare l’Europa, in prima istanza, e poi il mondo intero, a un confronto che conduca a soluzioni operative replicabili di responsabilità sociale. Negare all’uomo la condizione d’accesso a un bene materiale è una questione socio-politica, nonché un tema di equità.<br>Esiste un legame inscindibile tra energia e sviluppo. Lo fa intuire la nostra vita, quotidianamente pervasa dal consumo di diverse fonti energetiche, per gli usi personali, i trasporti, il lavoro, il tempo libero, la salute, la cura della persona, l’educazione e la cultura. Lo prova la Storia dell’uomo, dove i più significativi passi evolutivi e i principali cambiamenti socio-economici sono sempre stati associati alla scoperta, o meglio alla capacità acquisita di fare uso, di fonti energetiche. Lo conferma la grande attenzione che il tema energia sta riscuotendo nei dibattiti internazionali sullo sviluppo sostenibile incentrati sul comune obiettivo di identificare e promuovere un “sistema energetico sostenibile per tutti”.</div><div><br></div><div>L’energia, oggi riconosciuta come strumento essenziale per la promozione umana e lo sviluppo della società, dovrebbe essere disponibile, accessibile e sicura per tutti. Ma sappiamo che non è così. Non lo è nei Paesi del cosiddetto Sud globale dove il tema della povertà energetica è largamente dibattuto in ambito internazionale ed è declinato con dettaglio nei sui aspetti principali (accesso all’energia elettrica e ai combustibili moderni). Non lo è neppure nei Paesi del Nord del mondo dove il tema della povertà energetica, meno approfondito dal punto di vista teorico ed empirico, definisce un non adeguato benessere energetico in ambito domestico e risulta profondamente interrelato ai temi sociali di inclusione ed equità. Pur non esistendo ancora una definizione univoca, la comunità scientifica condivide in generale che la povertà energetica possa essere identificata come la condizione nella quale una famiglia non è in grado di accedere a un adeguato livello di servizi energetici domestici per gli usi materiali e per le necessità sociali. Questa definizione estende il problema oltre il solo dominio del riscaldamento domestico e identifica una condizione in cui la famiglia deve affidarsi a una serie di strategie di risparmio che riguardano anche la luce, gli usi energetici di cottura, i trasporti e la propria vita sociale. In Europa si stima che siano circa 50 milioni le persone che non riescono a pagare la bolletta o a mantenere livelli accettabili di benessere nelle rispettive abitazioni. La dimensione del problema è piuttosto rilevante come risulta evidente dai dati di uno studio recente (Harriet Thomson, Carolyn Snell, 2013, si veda fig. 1, fig. 2, fig. 3). Tali dati, se confrontati con le condizioni economiche dei rispettivi Paesi che assestano la soglia di povertà interna al 60% del salario mediano del Paese (la media EU è circa il 15% della popolazione), permettono di comprendere come la povertà energetica non sia solo uno dei volti della povertà economica, ma sia un problema socio-politico con una propria caratterizzazione.</div><div><br></div><div>La povertà energetica è entrata nel vocabolario dell’Europa grazie alla direttiva di liberalizzazione del gas e dell’energia elettrica che ha acceso il dibattito negli anni successivi. Il dibattito politico, solo recentemente sostenuto da un dibattito scientifico adeguato (come si può leggere nell’articolo di Christine Liddell, “Fuel poverty comes of age: Commemorating 21 years of research and policy”), ha fatto emergere alcune criticità condivise rispetto alla modalità con cui il tema viene oggi affrontato: si tende a tamponare le conseguenze privilegiando sussidi diretti sulle bollette, le relazioni di causalità non sono ben identificate, le istituzioni sono spesso carenti di capacità di gestione per tematiche multidimensionali, la ricerca scientifica deve approfondire il problema e contribuire a formulare soluzioni, le raccomandazioni introdotte hanno un carattere troppo generico e poco pratico. Gli anziani non sono più la sola categoria vulnerabile; studi effettuati sui bambini che vivono in famiglie afflitte dalla povertà energetica mostrano come essi subiscano ripercussioni a livello sia fisico sia psicologico. A seguito dell’evoluzione delle condizioni sociali e dello stallo economico, si aggiungono oggi le famiglie monoreddito, i giovani in attesa di impiego, i disoccupati, gli immigrati. Le cause principali sono legate a una complessa interazione tra basso reddito, inadeguata efficienza energetica nelle abitazioni e costi dell’energia. Le categorie interessate vedono ridotta la propria qualità di vita al di sotto di una soglia “accettabile” e le principali conseguenze impattano sulla salute: aumentano le influenze, le malattie cardiache, gli infarti e il rischio di asma e le famiglie mostrano una tendenza maggiore a rivolgersi ai presidi sanitari locali. Per i bambini si registra un’addizionale difficoltà a crescere di peso e a raggiungere adeguati livelli nutrizionali, effetto evidente della dicotomia tra “mangiare o riscaldarsi”.<br>La povertà energetica inoltre può indurre conseguenze psicologiche di tipo depressivo che minano la capacità di sviluppare e consolidare relazioni sociali. La conseguenza più estrema della povertà energetica è legata al fenomeno della “crescita di mortalità” in condizioni climatiche critiche, inteso come il numero addizionale di decessi che si possono verificare nella stagione fredda o in corrispondenza delle eccezionali ondate di calore estive. Le strategie adottate dalle categorie vulnerabili per mitigare il problema della povertà energetica vanno dalla vendita di oggetti personali di valore, all’impiego della televisione come fonte di illuminazione, all’utilizzo del solo soggiorno come locale riscaldato, utilizzando spesso i divani come letti. Inoltre, ove siano coinvolte le famiglie, i genitori cercano di nascondere questi compromessi ai figli e agli eventuali visitatori, e questa forzatura può compromettere la stabilità emotiva della famiglia stessa. Nell’affrontare il tema della povertà energetica si configura dunque una situazione in cui un diritto viene negato. Le risorse che l’uomo usa come energia, acqua, cibo non possono essere qualificate come “diritti”, mentre lo può essere la “condizione di accesso” a questi beni materiali. Il diritto all’accesso all’energia per le famiglie vulnerabili si inquadra in un prospettiva politica di uno Stato che si conforma al principio di sussidiarietà. I governanti (sia a livello nazionale sia, se presente, a livello sovranazionale) devono creare quelle condizioni affinché ciascuno si orienti liberamente e da sé al bene proprio e quindi si perfezioni. I singoli privati devono valorizzare la rispettiva competenza specifica e ove necessario chiedere supporto agli altri attori della società. Da qui il valore dei corpi intermedi (come gli attori della società civile, le fondazioni ma anche le imprese private). Il principio di sussidiarietà infatti predica che in stato di bisogno debba intervenire la società prossima, più vicina al soggetto in difficoltà. Nel caso specifico della povertà energetica il supporto ai clienti vulnerabili deve essere garantito da diversi attori. Lo Stato, con la propria competenza di governo, nella sua azione di vigilanza deve fornire politiche di indirizzo e disciplinare il mercato con le norme mentre nella sua azione di controllo deve introdurre correttivi laddove ci siano squilibri. Le aziende energetiche, con la propria competenza tecnica, sono chiamate a intervenire proponendo soluzioni in grado di allinearsi alle politiche di governo, consentire il mantenimento del mercato, promuovere l’efficienza energetica, contenere l’impatto ambientale e promuovere equità di trattamento per clienti vulnerabili.</div><div><br></div><div>Si riconosce inoltre un ruolo chiave per l’Europa che, come organismo sovranazionale, deve agire da guida per favorire la sinergia tra gli attori, inclusa la società civile, promuovere un coordinamento intersettoriale, multidimensionale e trasversale per evitare che cause non ancora intercettate continuino ad alimentare il problema della povertà energetica intaccando una quota sempre più crescente di famiglie europee. Infine, poiché il tema della povertà energetica ha una declinazione che interessa il mondo globale, si sottolinea la necessità di favorire piattaforme di dialogo e partenariati internazionali. Sarebbe auspicabile infatti che in un contesto di cooperazione tecnologica globale (Nord–Sud e Sud–Nord) si possa innestare un principio virtuale di mutuo apprendimento e alcune soluzioni tecnologiche, modelli economici, politiche e strategie sperimentate con successo in un contesto possano costituire, previo adeguato adattamento, esperienze replicabili. I sistemi integrati (mini-grid) di fonti rinnovabili per la generazione decentralizzata, studiati e realizzati con diversi modelli di business in molte zone rurali dei Paesi in via di sviluppo potrebbero già ad oggi costituire casi studio in grado di fornire spunti interessanti.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-26 19:46:41 UTC</pubDate>
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