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      <title>Restaurazione e Risorgimento by HUB Scuola</title>
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      <description>Bianco EVENTI STORICI | Azzurro CULTURA E SOCIETÀ | Verde SCIENZA E TECNICA</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-09-27 09:29:10 UTC</pubDate>
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         <title>Il Congresso di Vienna</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il <strong>1° novembre 1814</strong> le potenze che hanno sconfitto Napoleone si riuniscono a Vienna per decidere il futuro assetto dell’Europa. Durante il <strong>Congresso di Vienna</strong>, conclusosi il 9 giugno 1815, il ministro degli Esteri britannico <strong>Castlereagh</strong>, il cancelliere austriaco <strong>principe di Metternich</strong>, il ministro degli Esteri di Prussia, il <strong>principe von Hardenberg</strong>, e lo zar russo <strong>Alessandro I</strong> lavorano per un ritorno al passato e restaurare l’<em>Ancien Régime</em>. Basandosi sui <strong>principi di legittimità e di equilibrio</strong>, il Congresso di Vienna dà inizio a quella che viene definita dagli storici “<strong>Età della Restaurazione</strong>”, che si conclude nel 1830 con lo scoppio dei moti insurrezionali.</div><div><br></div><div>Nell’immagine: Jean-Baptiste Isabey, <em>Il Congresso di Vienna</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 09:31:48 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;invenzione della locomotiva</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>1814</strong> <strong>George Stephenson</strong> inventa la <strong>locomotiva a vapore</strong>. Pochi anni dopo, nel 1830, viene creata la <strong>prima linea ferroviaria</strong>, che collega il principale porto inglese, <strong>Liverpool</strong>, con il più importante centro dell’industria tessile, <strong>Manchester</strong>.<br>A partire dal 1850 la rete ferroviaria si sviluppa progressivamente, prima in Europa e poi negli Stati Uniti. Grazie a essa le merci possono circolare con maggiore facilità e ciò porta a un consistente allargamento del mercato. Inoltre la costruzione della rete ferroviaria dà un forte impulso alla produzione del ferro.<br><br>Nell'immagine: "Vesuvio", la prima locomotiva a vapore della ferrovia Napoli-Ottajano, costruita nel 1890.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 09:38:31 UTC</pubDate>
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         <title>La Santa Alleanza</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel settembre del <strong>1815</strong> <strong>Austria</strong>, <strong>Russia</strong> e <strong>Prussia</strong>, riunite nel Congresso di Vienna, firmano un accordo che porta alla nascita della <strong>Santa Alleanza</strong>. Obiettivo dell’Alleanza è garantire un aiuto reciproco in caso di nuovi tentativi rivoluzionari. Viene così sancito il <strong>principio d’intervento</strong>, in base al quale ciascun membro dell’Alleanza può intervenire con le armi negli affari interni di un altro Stato in caso di minaccia di nuovi moti rivoluzionari.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 09:46:06 UTC</pubDate>
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         <title>Moti nel Regno delle Due Sicilie e in Piemonte</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/58bmwbxbxozc/wish/286414382</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>1820-1821</strong>, la setta segreta della <strong>Carboneria</strong> organizza alcune insurrezioni rivoluzionarie nel <strong>Regno delle Due Sicilie</strong>, in <strong>Piemonte</strong> e nel <strong>Lombardo-Veneto</strong>. In contemporanea scoppiano rivolte anche in Spagna e Portogallo. La <strong>Santa Alleanza </strong>interviene a sedare i moti liberali: i cospiratori sono uccisi, esiliati o incarcerati. Tra loro vi sono anche gli italiani <strong>Silvio Pellico</strong>, autore di <em>Le mie prigioni</em>, e <strong>Piero Maroncelli</strong>, entrambi imprigionati nel carcere dello Spielberg.&nbsp;</div><div><br></div><div>Nell’immagine: Moto rivoluzionario in Sicilia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 09:52:04 UTC</pubDate>
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         <title>Indipendenza della Grecia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/58bmwbxbxozc/wish/286415469</link>
         <description><![CDATA[<div>Tra il <strong>1821</strong> e il <strong>1829</strong> i <strong>Greci</strong>, guidati dalla setta segreta dell’<strong>Etería</strong>, insorgono contro i Turchi per ottenere l’<strong>indipendenza </strong>dall’<strong>Impero ottomano</strong>, da tempo in profonda crisi. Nella loro lotta i Greci sono aiutati da alcuni <strong>liberali europei</strong>, tra cui il poeta inglese <strong>George Byron</strong>, morto in combattimento. I Greci riescono a sconfiggere i Turchi nel 1829, anche grazie all’appoggio della Francia e dell’Inghilterra, che sperano in tal modo di indebolire ulteriormente l’Impero ottomano. La Grecia diviene ufficialmente una <strong>nazione indipendente </strong>nel marzo <strong>1830</strong>.&nbsp;</div><div><br></div><div>Nell’immagine: Il giuramento di fedeltà alla causa di Lord Byron (al centro) sulla tomba di Marco Botzaris.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 09:56:53 UTC</pubDate>
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         <title>La rivoluzione in Francia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Salito al trono francese, <strong>Carlo X</strong> abolisce la carta costituzionale concessa dal fratello, Luigi XVIII, e scioglie il Parlamento. <strong>Tra il 27 e il 29 luglio 1830</strong> il popolo di Parigi scende in piazza, erige barricate in tutta la città e costringe infine il re ad abdicare. Il trono viene offerto al duca <strong>Luigi Filippo d’Orléans</strong>, più vicino all’alta borghesia liberale.<br>Sulla scia di quanto successo in Francia, altre insurrezioni scoppiano in <strong>Polonia</strong>, <strong>Germania</strong> e <strong>Italia</strong>, represse però dalla Santa Alleanza o dalla polizia locale.<br>Con la rivolta parigina si considera <strong>conclusa l’Età della Restaurazione</strong>.<br><br></div><div>Nell’immagine: Eugène Delacroix, <em>La libertà guida il popolo sulle barricate.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 10:02:16 UTC</pubDate>
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         <title>Mazzini fonda la &quot;Giovine Italia&quot;</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/58bmwbxbxozc/wish/286417439</link>
         <description><![CDATA[<div>Dopo la rivolta francese del 1830, la Carboneria organizza anche in <strong>Italia</strong> alcuni moti, che si rivelano però un fallimento. Il genovese <strong>Giuseppe Mazzini</strong> è il primo a capire che, perché qui una rivoluzione abbia successo, è necessario che sia coinvolta l’intera popolazione. È quindi indispensabile un’opera di <strong>propaganda</strong>, che diviene uno degli obiettivi principali della società segreta fondata da Mazzini: la “<strong>Giovine Italia</strong>”. Obiettivo dell’associazione, nata nel 1831 a Marsiglia, è rendere l’Italia una <strong>repubblica unita e indipendente</strong>.<br><br>Nell'immagine: Giuseppe Mazzini, fondatore della Giovine Italia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 10:05:46 UTC</pubDate>
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         <title>Insurrezioni in Europa</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/58bmwbxbxozc/wish/286420459</link>
         <description><![CDATA[<div>Il 1848 è un anno cruciale per l’Europa: scoppiano infatti numerose rivoluzioni popolari o per chiedere maggiori libertà o per l’indipendenza nazionale. <br>L’ondata rivoluzionaria ha inizio in <strong>Francia</strong>. A Parigi, il <strong>22 febbraio 1848</strong>, il popolo scende in piazza per protestare contro la politica poco attenta alle condizioni delle classi disagiate di Luigi Filippo d’Orléans. Il re è costretto ad abdicare e viene proclamata la <strong>Seconda Repubblica</strong>. Dopo Parigi, nel <strong>marzo del 1848</strong>, insorge anche il popolo di <strong>Vienna</strong>, che ottiene la convocazione di un’Assemblea costituente. Nello <strong>stesso mese </strong>si sollevano <strong>Budapest</strong>, <strong>Venezia</strong>, <strong>Milano</strong> e <strong>Praga</strong>, che reclamano l’indipendenza dall’Impero asburgico e la creazione di <strong>Stati nazionali</strong>.&nbsp;</div><div><br></div><div>Nell’immagine: Henri Félix Emmanuel Philippoteaux, <em>Lamartine davanti al Town Hall di Parigi rifiuta la bandiera rossa</em> (in favore del tricolore francese, simbolo della rivoluzione)<em> il 25 febbraio 1848</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 10:18:36 UTC</pubDate>
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         <title>Lo Statuto albertino</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/58bmwbxbxozc/wish/286422377</link>
         <description><![CDATA[<div>Contrariamente al suo predecessore, il <strong>re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia</strong> si dimostra fin da subito più aperto alle idee liberali. Di fronte all’ondata rivoluzionaria del <strong>marzo 1848</strong>, molti sovrani si affrettano a concedere delle <strong>Costituzioni</strong>. Uno di essi è proprio Carlo Alberto, che firma il <strong>4 marzo 1848</strong> il cosiddetto <strong>Statuto albertino</strong>, con il quale il Regno di Sardegna si trasforma in una monarchia costituzionale. Lo Statuto sarà poi la Costituzione dell’Italia fino al 1946.&nbsp;<br><br></div><div>Nell’immagine: Carlo Alberto firma lo Statuto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 10:27:33 UTC</pubDate>
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         <title>Le Cinque giornate di Milano</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/58bmwbxbxozc/wish/286422955</link>
         <description><![CDATA[<div>Il <strong>17 marzo 1848, Venezia</strong> si solleva contro il dominio asburgico e, sotto la guida di <strong>Daniele Manin</strong>, si libera degli Austriaci e proclama la <strong>Repubblica</strong>. Il <strong>18 marzo 1848</strong> anche i <strong>Milanesi</strong> insorgono: sono le gloriose <strong>Cinque giornate di Milano</strong>, durante le quali operai e borghesi, guidati da <strong>Carlo Cattaneo</strong>, riescono a cacciare dalla città le truppe austriache capitanate dal generale Radetzky.<br><br>Nell’immagine: Baldassarre Verazzi, <em>Combattimento presso il Palazzo Litta</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 10:30:04 UTC</pubDate>
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         <title>La Prima guerra d&#39;Indipendenza</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/58bmwbxbxozc/wish/286448828</link>
         <description><![CDATA[<div>Alla notizia della liberazione di Milano e Venezia, <strong>Carlo Alberto di Savoia</strong> decide di passare all’azione e di mobilitare le truppe del Regno di Sardegna contro l’Austria per sottrarle il Lombardo-Veneto. Inizia così il <strong>23 marzo 1848</strong> la <strong>Prima guerra d’Indipendenza</strong>.<br>Dopo alcune difficoltà iniziali, però, il generale Radetzky riesce a riorganizzare il proprio esercito e a sconfiggere le truppe piemontesi a <strong>Custoza</strong>, vicino a Verona, nel luglio del 1848. Nel marzo dell’anno successivo l’esercito di Carlo Alberto è nuovamente battuto a <strong>Novara</strong> e il re è costretto ad abdicare in favore del figlio <strong>Vittorio Emanuele</strong> <strong>II</strong>. Dopo l’armistizio con i Savoia, gli Austriaci rivolgono le loro attenzioni a <strong>Venezia</strong>, che, dopo cinque mesi d’assedio, è infine costretta a capitolare.<br><br></div><div>Nell’immagine: Giovanni Fattori, <em>La battaglia di Custoza</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 12:00:50 UTC</pubDate>
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         <title>Napoleone III imperatore</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/58bmwbxbxozc/wish/286459421</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel dicembre del 1848, nella Francia della Seconda Repubblica si tengono le elezioni presidenziali. In questa occasione viene eletto presidente <strong>Luigi Napoleone Bonaparte</strong>, nipote di Napoleone. Nel <strong>1851</strong> Luigi Napoleone attua un vero e proprio <strong>colpo di Stato</strong> con l’appoggio dell’esercito. L’anno successivo si fa proclamare con un plebiscito <strong>imperatore dei Francesi</strong> e assume il nome di Napoleone III. Inizia così il&nbsp;<strong>Secondo Impero</strong>.<br><br></div><div>Nell’immagine: Luigi Napoleone Bonaparte imperatore dei Francesi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 12:24:17 UTC</pubDate>
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         <title>La guerra di Crimea</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>1854</strong> <strong>Francia</strong> e <strong>Inghilterra</strong> si oppongono con le armi a un tentativo russo di espansione in <strong>Crimea</strong>, territorio appartenente all’Impero ottomano. Il presidente del Consiglio del Regno di Sardegna, <strong>Camillo Benso conte di Cavour</strong>,<strong> </strong>spinge per una partecipazione piemontese alla guerra a fianco di Francesi e Inglesi. L’obiettivo di Cavour è potersi sedere al tavolo delle trattative di pace, in modo da sottoporre il caso italiano (la presenza austriaca nel nord d'Italia) all’attenzione internazionale. Così, alla fine della guerra, nel <strong>1856</strong>, al <strong>Congresso di Parigi </strong>Cavour espone la “<strong>questione italiana</strong>” e trova in Napoleone III un sostenitore.<br><br></div><div>Nell’immagine: Franz Roubaud, <em>L'assedio di Sebastopoli (1904)</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 12:27:42 UTC</pubDate>
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         <title>La Seconda guerra d&#39;Indipendenza</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>1858</strong>, con gli <strong>accordi segreti di Plombières</strong>, Cavour riesce a strappare a Napoleone III la promessa di intervenire in Italia contro l’Austria, in caso di aggressione armata da parte di quest’ultima. Con una serie di stratagemmi, Cavour riesce a provocare l’attacco austriaco e ad assicurarsi così l’appoggio francese. Il <strong>30 aprile 1959 </strong>inizia la <strong>Seconda guerra d’Indipendenza</strong>. Gli Austriaci sono sconfitti dall’esercito franco-piemontese a <strong>Magenta</strong>, <strong>Solferino</strong> e <strong>San Martino</strong>. A questo punto Emilia e Toscana si sollevano e chiedono l’annessione al Regno di Sardegna. Napoleone III, però, temendo che il Regno di Sardegna possa diventare troppo potente, firma l’<strong>armistizio di Villafranca </strong>con l’imperatore austriaco Francesco Giuseppe (<strong>11 luglio 1859</strong>). L’Austria è costretta a cedere al Regno di Sardegna la <strong>Lombardia</strong>, ma mantiene il Veneto.<br><br></div><div>Nell’immagine: Anonimo, <em>La battaglia di Solferino</em>, in cui le truppe franco-piemontesi sconfiggono gli Austriaci nel giugno del 1859.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 12:42:46 UTC</pubDate>
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         <title>I plebisciti in Toscana ed Emilia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>1860</strong>, su incitazione di Cavour, in <strong>Emilia-Romagna </strong>e <strong>Toscana</strong> si tengono <strong>plebisciti</strong> per votare l’<strong>annessione al Regno di Sardegna</strong>. Con voto unanime entrambe le regioni passano sotto il controllo dei Piemontesi.<br><br></div><div>Nell’immagine: La Toscana sceglie l’annessione al Piemonte.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 12:47:34 UTC</pubDate>
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         <title>La partenza dei Mille</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo il successo della Seconda guerra d’Indipendenza, il nuovo obiettivo per i democratici italiani è la liberazione del Mezzogiorno dal dominio dei Borbone. Nella notte <strong>fra il 5 e il 6 maggio 1860 Giuseppe Garibaldi</strong>, alla testa di 1070 volontari (i "Mille"), parte da <strong>Quarto</strong>, presso Genova, alla volta della Sicilia. Pochi giorni dopo i Mille sbarcano a <strong>Marsala</strong>. Malgrado l’inferiorità numerica, i garibaldini sconfiggono le truppe borboniche a <strong>Calatafimi</strong> e, qualche settimana più tardi, entrano a <strong>Palermo</strong>.&nbsp;</div><div><br></div><div>Nell’immagine: Induno Girolamo, <em>Spedizione dei Mille</em> (i volontari salpano da Quarto).</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 12:49:07 UTC</pubDate>
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         <title>I Mille entrano a Napoli</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo aver nuovamente sconfitto le truppe borboniche a <strong>Milazzo</strong>, i Mille superano lo Stretto di Messina e risalgono la Penisola italiana. Garibaldi entra a <strong>Napoli</strong> il <strong>7 settembre 1860</strong>, mentre i Borbone si rifugiano a Gaeta per organizzare un’ultima resistenza. Il <strong>1° ottobre</strong> si arriva allo scontro finale: nella <strong>battaglia del Volturno</strong> le truppe borboniche sono definitivamente sconfitte dai garibaldini. Il Mezzogiorno è finalmente libero.<br><br></div><div>Nell’immagine: Franz Wenzel Schwarz,<em> Ingresso di Garibaldi a Napoli il 7 settembre 1860.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 12:54:56 UTC</pubDate>
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         <title>Incontro di Teano</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Di fronte al successo della spedizione dei Mille, <strong>Cavour</strong> teme che l'Italia meridionale possa divenire una Repubblica autonoma o che i garibaldini attacchino Roma,  inducendo così Napoleone III a intervenire in difesa del papa. Il presidente del Consiglio spinge quindi il re <strong>Vittorio Emanuele II</strong> ad andare incontro a Garibaldi. Nella sua discesa lungo la Penisola, l’esercito piemontese occupa le Marche e l’Umbria, territori appartenenti allo Stato pontificio.<br>Giunto in Campania, <strong>Vittorio Emanuele incontra</strong> <strong>Garibaldi</strong> a <strong>Teano</strong> il <strong>26 ottobre 1860</strong>. In questa occasione Garibaldi gli consegna il Regno delle Due Sicilie salutandolo come “re d’Italia”.<br><br>Nell'immagine: Il re incontra Garibaldi a Teano.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 13:03:21 UTC</pubDate>
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         <title>Proclamazione del Regno d&#39;Italia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il <strong>17 marzo 1861 </strong>si riunisce a <strong>Torino</strong> il primo <strong>Parlamento nazionale</strong>, che proclama <strong>Vittorio Emanuele II re d’Italia</strong>. Nonostante manchino ancora sia il Veneto sia Roma, l’Unità può dirsi conclusa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 13:06:40 UTC</pubDate>
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         <title>La nascita della Prima Internazionale</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1848 due pensatori tedeschi, <strong>Karl Marx</strong> e <strong>Friedrich Engels</strong>, danno alle stampe <strong><em>Il manifesto del Partito comunista</em></strong>, in cui espongono la teoria del <strong>materialismo storico</strong>, in base alla quale la Storia si configura come una continua lotta tra classi contrapposte, una di oppressori e l’altra di oppressi. Nell’Ottocento la classe degli oppressori è rappresentata dalla <strong>borghesia</strong>, che detiene il potere economico e politico; mentre quella degli oppressi è costituita dal <strong>proletariato</strong>, la forza lavoro. Secondo il marxismo, è quindi necessaria una vera e propria <strong>rivoluzione</strong> che porti i proletari a conquistare il potere.<br>Nel <strong>1864</strong>, su iniziativa di Marx ed Engels, alcune associazioni operaie che lottano per la difesa dei diritti dei lavoratori si uniscono nella cosiddetta <strong>Prima Internazionale</strong>.<br><br></div><div>Nell’immagine: Il frontespizio de <em>Il manifesto del Partito comunista</em> di Karl Marx e Friedrich Engels.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 13:16:01 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;abolizione della schiavitù negli USA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>1863</strong> la schiavitù viene abolita negli Stati del Nord con il <strong><em>Proclama di emancipazione dei neri</em></strong>. Dopo la vittoria dei Nordisti nella Guerra di secessione, nel <strong>1865</strong> <strong>Abraham Lincoln</strong> fa approvare un emendamento alla Costituzione americana, che porta all’<strong>abolizione della schiavitù </strong>su tutto il territorio nazionale.<br><br></div><div>Nell’immagine: Francis Bicknell Carpenter, <em>La prima lettura del Proclama di emancipazione</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 13:17:57 UTC</pubDate>
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         <title>La Terza guerra d&#39;Indipendenza</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il re di Prussia Guglielmo I e il cancelliere <strong>Otto von Bismarck</strong> si accordano con il governo italiano per attaccare insieme l’Austria. La Prussia mira a sottrarre agli Asburgo il controllo degli Stati della Confederazione tedesca, mentre l’Italia punta a liberare il Veneto.<br>Nel <strong>1866</strong> scoppia così la <strong>Guerra austro-prussiana</strong>, che gli Italiani considerano la <strong>Terza guerra d’Indipendenza</strong>. Mentre i Prussiani battono gli Austriaci a <strong>Sadowa</strong>, le truppe italiane sono sconfitte ripetutamente. L’unico a ottenere una vittoria importante è <strong>Garibaldi</strong> che, con i suoi “Cacciatori delle Alpi”, sconfigge gli Austriaci a <strong>Bezzecca</strong>. Dalle trattative di pace che concludono la guerra austro-prussiana l’Italia ottiene il <strong>Veneto</strong>, ma non Trento e Trieste.<br><br>Nell’immagine: Juliusz Kossak, <em>Il XIII Reggimento austro-ungarico attacca i Bersaglieri italiani sotto il comando del colonello Rodakowski, battaglia di Custoza,1866.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 13:22:28 UTC</pubDate>
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         <title>La guerra franco-prussiana</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/58bmwbxbxozc/wish/286500635</link>
         <description><![CDATA[<div>Con&nbsp;la vittoria sull’Austria, la Prussia riunisce sotto di sé tutti gli Stati tedeschi del Nord e aspira a divenire una potenza di primo piano nel panorama europeo. La <strong>Francia</strong>, sentendosi minacciata, dichiara guerra alla <strong>Prussia</strong> nel <strong>luglio 1870</strong>. L’esercito prussiano, però, è superiore e ottiene un’importante vittoria a <strong>Sedan</strong> (<strong>2 settembre 1870</strong>). Napoleone III è costretto a lasciare il trono e in Francia viene proclamata la <strong>Terza Repubblica</strong>. Dopo qualche settimana, il nuovo governo firma la pace: la Francia deve cedere alla Prussia l’<strong>Alsazia</strong> e la <strong>Lorena</strong> e pagare un’altissima <strong>indennità di guerra</strong>. Le umilianti condizioni di pace portano al sorgere in Francia di un forte sentimento di rivalsa, il “<strong>revanscismo</strong>”.<br><br></div><div>Nell’immagine: Dopo la sconfitta di Sedan, Napoleone III consegna la spada al Kaiser prussiano.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 13:32:35 UTC</pubDate>
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         <title>La Breccia di Porta Pia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/58bmwbxbxozc/wish/286513362</link>
         <description><![CDATA[<div>Approfittando della caduta di Napoleone III, a seguito della Guerra franco-prussiana, gli Italiani procedono al completamento dell’Unità conquistando Roma e il Lazio. Il <strong>20 settembre 1870</strong> le truppe italiane entrano a <strong>Roma</strong> attraverso una breccia aperta presso <strong>Porta Pia</strong>. Nel luglio dell’anno successivo, la città è proclamata <strong>capitale</strong> del Regno d’Italia. Nel <strong>1871</strong>, con la <strong>Legge delle Guarentigie</strong> (garanzie), il governo italiano riconosce l’esistenza dello Stato Vaticano, limitato ai territori che comprende ancora oggi. <strong>Papa</strong> <strong>Pio IX</strong>, però, si rifiuta di riconoscere il nuovo Stato italiano e anzi <strong>proibisce ai cattolici di partecipare alla vita politica del Paese</strong>.<br><br></div><div>Nell’immagine: Carlo Ademollo, <em>La Breccia di Porta Pia</em>. I bersaglieri entrano a Roma attraverso la breccia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-27 13:51:02 UTC</pubDate>
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