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      <title>Il Rinascimento by Oriana Vaiano</title>
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      <description>La riscoperta della bellezza</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title>MASACCIO</title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Masaccio (1401-1428) è considerato il fondatore dell'Umanesimo in pittura insieme a Brunelleschi per l'architettura e Donatello per la scultura. La sua opera si svolge in un <strong>breve arco di tempo</strong>: i sei anni che corrono dal 1422 al 1428. Ciò nonostante ha lasciato una <strong>traccia fondamentale nell'arte</strong>: la sua pittura ha influenzato molti artisti non solo del Rinascimento, primo fra tutti <strong>Michelangelo</strong>, ma perfino quelli appartenenti ad epoche più lontane, fino al '900 come <strong>Carlo Carrà</strong> e <strong>Giorgio De Chirico.</strong>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tra il 1423 e il 1428 lavora agli <strong>affreschi della Cappella Brancacci</strong>, nella chiesa del Carmine di Firenze.<strong> </strong>Il ciclo narra<strong> Storie di San Pietro</strong>, precedute, negli stipiti d'ingresso, a destra dal<strong> Peccato originale </strong>e a sinistra dalla<strong> Cacciata dei progenitori. </strong>Notevole è l'<strong>impianto prospettico</strong> dei grandi affreschi. In particolare, nel <strong>Tributo</strong>, c'è una precisa costruzione della <strong>profondità spaziale</strong> definita sullo sfondo da una <strong>natura severa e plastica</strong>. Ogni personaggio occupa un <strong>posto ben preciso e definibile</strong> ed è individuato psicologicamente. Le <strong>aureole</strong> partecipano alla prospettiva spaziale. I <strong>tre momenti della narrazione</strong> sono compresenti come a voler cogliere il fatto nella sua totalità e sintesi. Ogni dettaglio descrittivo è stato eliminato pur di raggiungere l'<strong>unità concettuale</strong> voluta.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sullo stipite d'ingresso si trova la <strong>Cacciata dei Progenitori dal Paradiso terrestre</strong>. Essi sono appena usciti dalla porta dell'Eden, investiti dalla luce. Adamo si copre il volto, cosciente della <strong>colpa</strong>, Eva si copre i genitali e grida di <strong>dolore</strong>. Un angelo esprime con il gesto della mano l'inesorabilità dell'ordine divino. L'intensa commozione dei personaggi è controllata dal chiaro <strong>riferimento ad esempi classici.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title>MICHELANGELO BUONARROTI</title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Michelangelo è stato anche un importante <strong>architetto</strong>. Tra i suoi capolavori vi è quello della <strong>"Sagrestia Nuova", </strong>ambiente della <strong>basilica di San Lorenzo</strong> di Firenze. Nata come pendant alla Sagrestia Vecchia di Brunelleschi e Donatello, oggi fa <strong>parte </strong>del complesso museale delle <strong>Cappelle Medicee</strong>. L'artista divise lo spazio in <strong>forme più complesse</strong>, trattando le <strong>pareti </strong>con piani a livelli diversi in piena libertà. Su di esse ritagliò elementi classici come <strong>archi, pilastri, balaustre e cornici</strong>, ora in <strong>marmo </strong>e ora in <strong>pietra serena</strong>, disposti però in figure e schemi&nbsp; completamente nuovi. Realizzò all'interno della Sagrestia alcune fra le sue <strong>sculture più belle</strong>, come<strong> La Madonna col Bambino</strong>, opera autografa collocata sulla tomba di Giuliano.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title>FILIPPO BRUNELLESCHI</title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il fiorentino Brunelleschi (1377-1446) aveva solo 24 anni quando partecipò al concorso del 1401 per la seconda porta bronzea del Battistero di Firenze. Eppure già lavorava in proprio come <strong>scultore</strong>. Tra il 1410 e il 1419 vive a <strong>Roma</strong> dove studia le <strong>architetture classiche</strong> ricercandone la lezione di <strong>equilibrio, chiarezza e misura umana.</strong><br>Sono gli anni nei quali si occupa di ottica ed elabora la nuova <strong>teoria sulla prospettiva lineare</strong> come mezzo per <strong>dominare razionalmente</strong> l'ambiente circostante. L'arte diventa con lui un modo per <strong>conoscere</strong> e razionalizzare la realtà.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Quando nel <strong>1418</strong> Brunelleschi partecipa al primo concorso per la realizzazione della <strong>cupola del Duomo di Firenze</strong> e, nel <strong>1420</strong>,&nbsp; al secondo, ha ormai conquistato una sicura maturità artistica ed elaborato un chiaro sistema di rappresentazione prospettica. Il problema della cupola da realizzare sul <strong>tamburo ottagonale</strong> restava irrisolto da anni poiché le dimensioni erano tali che non si sapeva come costruire le <strong>cèntine </strong>di legno. Per ovviare a questo problema, Brunelleschi decise di innalzare la cupola senza armature creando una <strong>doppia calotta autoportante</strong>, irrigidita da uno <strong>scheletro di costoloni e nervature</strong> orizzontali e ricorrendo ad un rivestimento con <strong>mattoni disposti a spina di pesce.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Contemporaneamente ai lavori della cupola Brunelleschi cura altre architetture. Nel 1419 inizia l'<strong>Ospedale degli Innocenti</strong>. La facciata a portico è un tema medievale ma lui la organizza in senso rinascimentale attraverso l'uso di un <strong>modulo basato sul quadrato</strong> che dà unità e proporzioni alle parti. L'<strong>intercolumnio</strong> è pari all'altezza delle colonne: ciò significa che <strong>ogni campata è un cubo</strong> coperto da una <strong>volta a vela</strong>. La medesima tecnica è stata poi utilizzata anche in un'altra grande opera: <strong>"Sagrestia vecchia"</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title>LEON BATTISTA ALBERTI </title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Quella di Leon Battista Alberti è stata una delle più importanti figure di architetto intellettuale del Rinascimento. <br>Nel 1448 viene incaricato da <strong>Sigismondo Pandolfo Malatesta</strong> di progettare il rifacimento esterno della chiesa gotica di San Francesco a <strong>Rimini</strong> che viene rinominata <strong>Tempio Malatestiano</strong>. Alberti decide di rivestire ed inglobare la fabbrica preesistente con un nuovo <strong>vestito rinascimentale.</strong> L'opera resta <strong>incompiuta</strong>; tuttavia da una medaglia celebrativa è possibile immaginare l'idea complessiva. <br>C'è un richiamo evidente all'<strong>architettura romana classica</strong> e in particolare all'<strong>Arco di Augusto</strong> edificato proprio a Rimini nel 27 a.C. sebbene quello dell'Alberti sia evidentemente più slanciato. I lati della chiesa mostrano, invece, una sequenza di archi che ricordano il ritmo di un <strong>acquedotto romano</strong>. Le <strong>proporzioni</strong> dell'insieme, però, sono rinascimentali, così come il grande zoccolo che circonda l'edificio e le sottili decorazioni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Anche per la <strong>chiesa di Santa Maria Novella</strong> a Firenze (1470) Alberti si confronta con una <strong>preesistenza gotica</strong>. Divide nettamente le due parti di età diversa con una <strong>doppia cornice</strong> contenente un motivo geometrico a quadrati ripetuto per tutta la larghezza. Il modulo utilizzato è sempre il <strong>quadrato</strong>. La <strong>navata centrale</strong> emerge con 4 lesene sporgenti e un forte frontone triangolare. Il disegno geometrico delineato con <strong>tarsìe di marmo bianco e verde</strong> legano le due parti e richiamano la basilica romanica di San Miniato al Monte, chiesa particolarmente amata dall'architetto.<strong><em><br></em></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il termine Rinascimento venne usato da Giorgio Vasari intorno alla metà del XVI secolo, per sottolineare il concetto di <strong>rinascimento dell'arte e della cultura classica</strong> a partire dal XV sec. in contrapposizione con il periodo artistico precedente denominato <strong>"età di mezzo"</strong> (poi Medioevo) poiché era visto come un'interruzione tra la classicità e il Rinascimento. Fu definito in modo sprezzante <strong>"gotico",</strong> un termine privo di fondamento storico, derivante dalla convinzione che i Goti&nbsp; (intendendo con essi i barbari in generale) avessero <strong>distrutto la tradizione artistica rendendo l'arte mostruosa.&nbsp;</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title>Le fasi del Rinascimento</title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Rinascimento è un processo lungo circa 200 anni e viene suddiviso in:&nbsp;</div><ul><li><strong>Primo Rinascimento</strong> <strong>o Fiorentino</strong> (1420-1490);</li><li><strong>Secondo Rinascimento</strong>, chiamato anche <strong>Rinascimento maturo&nbsp; </strong>(1490-1520);</li><li><strong>Manierismo o Tardo Rinascimento </strong>(1520-1580).</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title>Le principali differenze</title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>La principale differenza fra il primo e secondo rinascimento è il rapporto con il dato classico.</div><ul><li>Nella <strong>prima fase</strong> vediamo i progressivi successi di artisti che sono stati dei grandi sperimentatori dello stile e della forma, dei rivoluzionari che hanno dovuto creare quasi dal nulla un nuovo linguaggio artistico: Brunelleschi, Masaccio, Donatello.</li><li>Nella <strong>seconda fase</strong> si assiste al raggiungimento della "perfezione", cioè al pieno controllo del nuovo linguaggio artistico creato nel corso del Quattrocento. Di questa fase i protagonisti assoluti sono tre artisti, da sempre considerati tra i più grandi di tutti i tempi: <strong>Leonardo, Michelangelo e Raffaello</strong>.</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title>FONTI</title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li><a href="http://www.didatticarte.it/storiadellarte/11c%20rinascimento.pdf">http://www.didatticarte.it/storiadellarte/11c%20rinascimento.pdf&nbsp;</a></li><li><a href="https://www.laterza.it/indici/9788842115502_capitolo.pdf">https://www.laterza.it/indici/9788842115502_capitolo.pdf</a></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title>MICHELANGELO BUONARROTI</title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Michelangelo Buonarroti è stato un grande <strong>pittore, architetto, poeta,</strong> ma soprattutto un ottimo <strong>scultore</strong>. Quando aveva solo tredici anni cominciò a frequentare il <strong>“Giardino di San Marco”</strong>, una sorta di museo-laboratorio nel quale <strong>Lorenzo il Magnifico</strong> teneva un gran numero di opere classiche che gli apprendisti copiavano. Michelangelo, che fu presto preso sotto la protezione di Lorenzo, realizzò anch’egli <strong>copie</strong> di quegli antichi modelli ma anche <strong>schizzi</strong> da <strong>Giotto</strong> e <strong>Masaccio</strong> due maestri del <strong>volume delle forme</strong>. Tuttavia, lui si sentiva soprattutto uno <strong>scultore</strong>, anche quando dipingeva o realizzava architetture. La sua poetica nasceva proprio dal <strong>concetto di copia</strong>: quando disegna sulla carta, l’immagine che sta delineando <strong>esiste già nella realtà</strong> del dipinto o della scultura che lui sta copiando. Così quando <strong>scolpisce il marmo</strong> egli lavora come se la figura esistesse già dentro il blocco e lui dovesse solo <strong>rimuovere l’eccesso di materiale</strong> per liberare le forme. </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1469 Michelangelo andò a <strong>Roma</strong> dove ebbe modo di conoscere meglio l'<strong>arte classica</strong> e nel <strong>1471</strong> realizzò la <strong>Pietà</strong>, un gruppo scultoreo che rappresenta la <strong>Vergine Maria</strong> mentre sostiene il <strong>corpo del figlio morto</strong>, in una perfetta composizione piramidale. I soggetti sono <strong>fortemente idealizzati:</strong> non si avverte violenza, dolore, tragedia ma solo una <strong>perfezione divina</strong>, poiché i loro corpi sono <strong>incorruttibili, privi di peccato</strong>. La scultura è conservata oggi all’interno della <strong>Basilica di San Pietro</strong>, subito a destra dell’ingresso principale.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo essere tornato a <strong>Firenz</strong>e, Michelangelo cominciò a scolpire una delle sue creazioni più famose, il <strong>David</strong>. L'eroe rappresenta la <strong>forza morale</strong>, piena di <strong>"virtus"</strong> e mostra calma e sicurezza di sé. David è <strong>nudo </strong>e<strong> </strong>come il David di Donatello e la composizione è molto <strong>classica</strong>: è possibile, infatti, osservare il <strong>chiasmo</strong> che consiste nell’<strong>equilibrio</strong> ottenuto dall’incrocio tra gamba destra e braccio sinistro portanti e gamba sinistra e braccio destro rilasciati, esattamente come nella scultura del <strong>Dorìforo</strong> di <strong>Policleto</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title>LORENZO GHIBERTI</title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ghiberti inserisce <strong>armonicamente le figure nella formella </strong>sfruttandone l'andamento mosso. La scena è divisa in senso obliquo da una <strong>roccia</strong> che delimita la porzione dove si trovano i servi e l'asino. Abramo sta per vibrare il colpo mentre sopraggiunge l'angelo per fermargli la mano. Il <strong>modellato delle figure</strong> e l'<strong>equilibrio compositivo</strong> e concettuale sono elementi sicuramente <strong>classici</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo la vittoria Ghiberti ricevette sia l'incarico di concludere la <strong>Seconda Porta del Battistero</strong>, oggi detta <em>Porta nord</em>, sia quello di realizzare la <strong>Terza Porta</strong>, o <em>Porta del Paradiso</em>. Entrambi i portoni prendono spunto dalle <strong>vicende della bibbia </strong>e l'ispirazione ai modelli classici è sorprendentemente notevole nella <strong>Flagellazione</strong> e <strong>Crocifissione</strong> in cui Cristo assume la stessa posa rigida ma elegante del <strong>Policleto</strong>.<strong><em><br></em></strong>I temi dei pannelli sono tratti dall'<strong>Antico Testamento</strong> e questa volta la porta è molto diversa dalla precedente: i pannelli sono <strong>quadrati</strong>, ricoperti interamente d'<strong>oro</strong> e ridotti a 10 così che le scene sono più <strong>grandi</strong> e più <strong>articolate</strong>. C'è un vasto uso della <strong>prospettiva</strong>, del <strong>chiaroscuro</strong>, dei <strong>rapporti equilibrati e armonici.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title>DONATELLO</title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Donatello (1386-1466) è una figura chiave del Rinascimento e il <strong>maggiore scultore del '400</strong>. Ha avuto una vita lunga e interamente dedicata all'arte, sempre impegnato in <strong>grandi commissioni.</strong> Legato alla tradizione fiorentina in cui si forma, è anche un <strong>artista molto indipendente</strong>. la sua formazione avviene nel <strong>cantiere di Ghiberti</strong> tra il 1404 e il 1407. A Firenze conobbe anche <strong>Brunelleschi</strong>, insieme i due elaborarono il nuovo stile rinascimentale e si recarono a Roma per studiare i monumenti antichi.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Intorno al 1452 Donatello scolpisce una tra le opere più celebri del Rinascimento, il <strong>David</strong>. Si tratta di un'<strong>opera in bronzo</strong>, alta 1,58 m., conservata a Firenze al Museo del Bargello; probabilmente la prima statua di <strong>nudo</strong> del Rinascimento. L'eros è nudo perché difeso soltanto dalla propria <strong>virtù morale</strong>. E come la nudità, sono classici anche il recupero della <strong>ponderazione policletea</strong> e la <strong>levigata luminosità</strong> delle superfici. Il corpo dell'esile figura è sbilanciato e snodato a <strong>serpentina</strong>, con una gamba piegata e l'altra tesa a reggere il peso. La spada esagerata forma una diagonale esterna che sbilancia la composizione: è troppo grande e pesante per la sottile e sciolta figura adolescenziale. Questo voluto <strong>squilibrio compositivo</strong> suscita il senso di oscillazione e instabilità che percorre tutto il corpo, accentuato dai giochi di luce e ombra riflessi sulla superficie metallica e molto levigata e sui muscoli appena indicati. Alcune<strong> anomalie </strong>come il copricapo inghirlandato e i calzari, l'assenza della fionda e della ferita mortale sulla fronte del nemico hanno portato alcuni studiosi all'ipotesi che non si tratti di David ma di <strong>Mercurio</strong>, uccisore di Argo, secondo il mito divulgato da Ovidio nelle <strong>Metamorfosi.</strong><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title>LEONARDO DA VINCI</title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Uno dei più noti artisti del Rinascimento è Leonardo da Vinci (1452-1519). <strong>Pittore, architetto, ingegnere, scienziato, inventore e scrittore</strong>, Leonardo vuole conoscere il mondo attraverso la <strong>ragione</strong>, utilizzando un <strong>metodo scientifico</strong>: solo l'esperienza diretta può dare certezze e verità. Egli utilizzò la linea nei suoi disegni in modo diverso dalla tradizione fiorentina: per Leonardo <strong>non è più contorno, </strong>limite esterno dell'oggetto, ma un nuovo modo di <strong>suggerire </strong>la presenza di elementi naturali con piccoli tratti di elementi naturali e dare l'idea dell'<strong>effetto di sfocatura</strong> dato dall'atmosfera. Il <strong>disegno</strong>, per lui, era anche il mezzo per <strong>progettare architetture e macchine</strong>.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>1475</strong> Leonardo dipinge <strong>"L'Annunciazione"</strong>, un'opera molto innovativa: la scena è all'<strong>aperto</strong>, in un <strong>giardino fiorito</strong> aperto verso un <strong>vasto panorama</strong>. Il significato è chiaro: il concepimento di Cristo non è un fatto privato ma un <strong>evento che coinvolge tutto il mondo</strong>. Nel dipinto Leonardo utilizza due tecniche che rendono il quadro molto più realistico: la <strong>prospettiva lineare</strong>, un sistema di rappresentazione che crea l'<strong>illusione della terza dimensione</strong> e la <strong>prospettiva aerea (o atmosferica)</strong> per il paesaggio che imita l'effetto dell'<strong>addensarsi dell'atmosfera</strong> che rende gli oggetti più lontani <strong>sfocati, più chiari e con colorazioni più fredde.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>A <strong>Milano</strong>, sulla parete di fondo del <strong>refettorio di Santa Maria delle Grazie</strong>, Leonardo dipinse <strong>L'ultima cena. </strong>Quest'opera, dichiarata <strong>patrimonio mondiale </strong>dall’Unesco nel <strong>1980</strong>, è una delle più note del mondo. La sua <strong>iconografia</strong> continua ad ispirare decine di reinterpretazioni anche nel mondo della cinematografia. Viene rappresentato il momento raccontato nei Vangeli quando Cristo disse <strong><em>"uno di voi mi tradirà"</em></strong> . I 12 apostoli sono divisi in <strong>gruppi di tre persone</strong> che creano <strong>quattro piramidi</strong>. Gesù, <strong>solo al centro</strong> poiché solo di fronte al suo destino, è anch’egli all’interno di una piramide. La sua <strong>espressione serena</strong>, che mostra che ha accettato il suo destino, contrasta con l’<strong>agitazione degli altri</strong>. <strong>Giuda</strong> è il quarto da sinistra, l’uomo con il gomito sul tavolo e il viso in ombra, quasi invisibile. La stanza è rappresentata attraverso la <strong>prospettiva lineare </strong>degli arazzi sulle pareti, del tavolo e della struttura a cassettoni del soffitto che hanno il <strong>punto di fuga</strong> nella <strong>testa di Cristo</strong>. Dietro le finestre sullo sfondo è visibile un <strong>vasto paesaggio</strong> reso con la <strong>prospettiva atmosferica.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title>RAFFAELLO SANZIO</title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Raffaello Sanzio (1483-1520), insieme a Leonardo e Michelangelo, è al vertice della stagione artistica pittorica rinascimentale. Sebbene fu molto attivo anche come architetto, Raffaello rappresenta il pittore rinascimentale per eccellenza, quello che più di ogni altro ha portato la pittura ai suoi livelli massimi di bellezza e armonia. Artista di solare personalità, visse la sua vita&nbsp; d’artista con grande impegno e continuità rivelando sempre felicità di intuizione e facilità di esecuzione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Una tra le sue più celebri opere è sicuramente la <strong>Madonna Sistina</strong>, nella quale si può notare come tutte le ricerche e innovazioni precedentemente sviluppate, portino alla creazione di un dipinto di così <strong>estenuante bellezza</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title>Gli artisti</title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li><strong><em>Michelangelo </em></strong>Buonarroti;</li><li><strong><em>Raffaello </em></strong>Sanzio;</li><li>Leonardo <strong><em>Da Vinci.</em></strong></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il<em> </em><strong>Secondo Rinascimento</strong> è un periodo molto fertile che vede all'opera <strong>grandissimi artisti.</strong> Inoltre, si caratterizza per il sedimentarsi delle conquiste del secolo precedente a cui corrisponde una maggiore instabilità politica ed un maggiore tormento spirituale.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title>Gli artisti</title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li>Filippo <strong><em>Brunelleschi</em></strong>;</li><li>Lorenzo <strong><em>Ghiberti</em></strong>;</li><li><strong><em>Donatello</em></strong>;</li><li><strong><em>Masaccio;</em></strong></li><li>Leon Battista <strong><em>Alberti</em></strong>;</li><li>Sandro <strong><em>Botticelli</em></strong>.</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il<strong> Primo rinascimento</strong>, che si può datare con l'<strong>inizio del '400</strong>&nbsp; e durerà <strong>due secoli</strong>, è inizialmente <strong>fiorentino</strong>, perché la misura, la definizione di spazi e volumi, la <strong>chiarezza della ragione</strong> sono patrimonio tradizionale della città, che in questo senso è <strong>classica</strong>. Un altro elemento importante è la presenza della famiglia <strong>Medici</strong>, una delle maggiori <strong>committenti</strong> di opere d'arte, promotrice di cultura e letteratura umanistica. Accanto a quella della Chiesa, nasce, così, la <strong>committenza privata</strong> con la quale rinascono <strong>generi profani</strong> e un <strong>linguaggio più laico</strong>.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title>La riscoperta della &quot;SEZIONE AUREA&quot;</title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Rinascimento, tuttavia, non è semplice ripresa dell'<strong>antichità classica</strong>: si lega indissolubilmente all'arte medioevale ed è un'<strong>arte propria del suo tempo</strong>. Uno degli elementi nuovi è la <strong>collocazione dell'uomo come centro del mondo</strong>, capace di conoscere ciò che lo circonda attraverso la propria <strong>ragione</strong>, quindi attraverso <strong>regole certe, scientifiche, matematiche</strong>. Ed è questa <strong>visione matematica del mondo</strong> che porta alla <strong>codifica della prospettiva</strong> poiché la realtà viene sottoposta a <strong>leggi razionali e universali</strong> che hanno per riferimento l'occhio umano (dunque l'uomo è padrone dello spazio). Un'altra conseguenza della logica matematica con la quale l'uomo osserva il mondo è la <strong>rinnovata ricerca della proporzione</strong> e la riscoperta della <strong>"SEZIONE AUREA".</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 12:02:34 UTC</pubDate>
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         <title>Il Concorso</title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Quattrocento si apre a Firenze con un importante evento artistico: il <strong>concorso bandito del 1401 dall'Arte dei Mercanti per realizzare la seconda porta del Battistero.</strong><br>Il tema era una <strong>formella raffigurante il sacrificio di Isacco</strong> da inserire in una cornice quadriloba mistilinea, coerente con quelle realizzate da<strong> Andrea Pisano</strong> per la prima porta. Tra gli altri parteciparono anche <strong>Filippo Brunelleschi</strong> e <strong>Lorenzo Ghiberti</strong>, quest'ultimo <strong>vincitore</strong> del concorso.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 12:17:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
         <link>https://padlet.com/orianavaiano93/51obndtxtwfiehme/wish/2531921900</link>
         <description><![CDATA[<div>Quando, nel 1482, si trasferisce a <strong>Milano</strong> per lavorare da <strong>Ludovico Sforza</strong>, disegnò chiese a pianta centrale ma anche <strong>schizzi scientifici di anatomia</strong>, botanica, astronomia, cartografia e il famoso <strong>Uomo Vitruviano</strong>, una figura maschile inscritta in un <strong>cerchio</strong> e un <strong>quadrato</strong>, due figure perfette per la cultura rinascimentale. Disegnato nel <strong>1490</strong>, questo fornisce l'esempio perfetto del suo interesse per le <strong>proporzioni classiche </strong>e&nbsp; il suo tentativo di <strong>legare l'uomo con la natura: </strong>la perfezione del corpo umano rappresenta il microcosmo che ripete la perfezione dell'universo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 17:10:54 UTC</pubDate>
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         <title>Sezione aurea o &quot;Divina proporzione&quot;</title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Leonardo ha sempre ricercato le proporzioni perfette, sia nel corpo umano che nella composizione dei suoi dipinti. Nell’Annunciazione è possibile trovare la <strong>sezione aurea</strong>, una proporzione (chiamata nel Rinascimento <strong>“divina proporzione”</strong>) nella quale un segmento è diviso in modo che la parte minore stia a quella maggiore come questa sta all’intero segmento. Il numero corrispondente è pari a <strong>0,618033</strong>.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 17:32:30 UTC</pubDate>
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         <title>SANDRO BOTTICELLI</title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il pittore Sandro Botticelli (1445-1510), è sicuramente uno degli artisti rinascimentali più famosi. Tutti nel mondo conoscono i suoi capolavori, soprattutto <strong><em>la Primavera e la Nascita di Venere</em></strong>, di fronte ai quali, al Museo degli Uffizi di Firenze, folle di visitatori restano affascinati ormai da secoli. Il motivo del suo successo è sicuramente da attribuire alla <strong>delicata ma sublime bellezza </strong>delle sue opere, specialmente alla grazia delle sue figure, le quali incuranti del male, della sofferenza, del freddo o di altri accidenti, vivono in un mondo di equilibrio e perfezione, in grado di dare conforto. L'artista, infatti, riteneva che l'arte avesse il solo compito di creare una <strong>bellezza consolatoria</strong>. <br>Nel <strong>1470</strong> apre la sua bottega e ben presto ottiene incarichi di prestigio, lavora soprattutto per la potente <strong>famiglia dei Medici</strong> a Firenze. Dopo un soggiorno a Roma, <strong>tra 1481 e ‘82</strong>, per dipingere gli affreschi sulle pareti della <strong>Cappella Sistina</strong>, torna a <strong>Firenze</strong> e vi rimane&nbsp;stabilmente fino alla sua morte.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 07:37:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>La Primavera</strong>, oltre ad essere un’opera in cui lo stile dell’artista raggiunge un <strong>altissimo livello qualitativo</strong>, è uno dei <strong>capolavori più celebri del Rinascimento italiano</strong>, ed è conservata a Firenze, alla <strong>Galleria degli Uffiz</strong>i. Realizzata verso il <strong>1478</strong> per l’amico e protettore dell’artista, Lorenzo di Pier Francesco de’ Medici, questa Tavola sembra che fosse destinata alla sua villa di Castello. Il pittore presenta una grande <strong>allegoria</strong>, ispirata a diverse <strong>fonti letterarie</strong>, sia <strong>classiche</strong>, come ad esempio il De rerum Natura di Lucrezio e le Metamorfosi di Ovidio, sia <strong>contemporanee</strong>, come il poema delle Stanze per la giostra, scritto da Angelo Poliziano, in occasione di un torneo avvenuto nel 1475, vinto da Giuliano de’ Medici. La figura centrale che domina la composizione è <strong>Venere</strong>. Sopra di lei svolazza <strong>Cupido</strong>, un putto alato e bendato, mentre sta tirando una freccia verso le tre <strong>Grazie</strong> danzanti, simboli di bellezza ed eleganza. All’estrema sinistra il ragazzo con il mantello rosso è <strong>Mercurio</strong>, il messaggero divino. È a guardia del bosco sacro e impegnato a <strong>scacciare via le nuvole </strong>che non devono turbare l’eterna primavera del giardino di Venere. In mano ha il <strong>caduceo</strong>, simbolo di pace. A destra il personaggio azzurro è <strong>Zefiro</strong>, il vento di ponente che annuncia la primavera. Entra in scena volando, con le guance gonfie per soffiare. Raggiunge la ninfa <strong>Clori</strong> che sta fuggendo. L’incontro dei due personaggi provoca il <strong>germogliare dei fiori </strong>dalla bocca di Clori. La loro unione porta alla trasformazione della fanciulla in <strong>Flora</strong>, dea della giovinezza e della fioritura, patrona dei lavori agricoli e della fertilità femminile. Flora è la donna rappresentata poco più a destra, con il vestito bianco a fiori e piena di <strong>ghirlande</strong> mentre spande rose nel giardino. La vegetazione è molto rigogliosa e dipinta con diverse tonalità di <strong>verdi</strong> molto intensi. Al centro del boschetto di aranci si apre con una perfetta forma di <strong>arco</strong>, uno spazio, in cui si riconosce la pianta del <strong>mirto</strong>, sacra a Venere. Questo luogo perfetto rappresenterebbe <strong>Cipro</strong>, la mitica isola in cui, secondo gli antichi si trovava il <strong>giardino di Venere.</strong>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 08:49:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella <strong>Nascita di Venere</strong>, tela di grandi dimensioni realizzata fra il 1484 e il 1485 dopo un soggiorno a Roma, prendono forma i sofisticati ideali di bellezza del neoplatonismo, per il quale <strong>la perfezione esteriore era manifestazione di quella interiore. </strong>Venere, nata dal mare, raggiunge l’isola di Cipro su una conchiglia sospinta dal vento Zefiro e dalla brezza Aura ed è accolta da una delle Ore, le ninfe che presiedono le stagioni, che le offre un mantello fiorito per coprirsi. L’inconfondibile <strong>espressione malinconica</strong> sul volto della dea è quella che caratterizza tutte le figure femminili di Botticelli: rappresentata come la <strong>Venere</strong> <strong>pudìca</strong> <strong>classica</strong>, è <strong>l’incarnazione</strong> <strong>dell’humanitas</strong>, cioè degli aspetti spirituali e razionali dell’animo, e dell’amore sublime, nonché simbolo della <strong>purezza</strong> <strong>dell’anima</strong>. La <strong>fama</strong> di quest’opera è paragonabile a quella di dipinti come il Cenacolo e la Gioconda di Leonardo tanto che è stata più volte <strong>reinterpretata</strong> <strong>dagli</strong> <strong>artisti</strong> <strong>del</strong> <strong>‘900</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 09:03:43 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nell'ultima fase, nota con il nome di <strong>Manierismo</strong>, troviamo invece molti artisti che non vanno oltre la perfezione di grandi maestri, come Leonardo, Michelangelo e Raffaello, ma ne <strong>ripetono</strong> le formule stilistiche <strong>senza ulteriori innovazioni. </strong>I manieristi furono i primi a comprendere che era in atto un c<strong>ambiamento nella coscienza collettiva</strong>, con una pronunciata incertezza dell’esistenza stessa. Per questa ragione i manieristi inventarono un nuovo linguaggio figurativo.<br>L’Italia del 1500 fu caratterizzata da una profonda <strong>crisi politica, economica e religiosa</strong>. In questo contesto anche l’<strong>attività artistica</strong> fu notevolmente <strong>influenzata</strong>. L’uomo rinascimentale, che credeva fermamente di essere l’unico padrone del proprio destino, si trovò in una <strong>profonda crisi spirituale.</strong> Anche l’arte, che vive del sentimento stesso degli artisti, ne fu influenzata a sua volta. Da qui il nascere da parte degli artisti più freschi di un coro di “rimproveri” ai grandi maestri, che avrebbero avuto la colpa di fermarsi nella <strong>ricerca statica dell’equilibrio e delle proporzioni</strong>, anzichè dare sfogo in modo libero e naturale alle proprie idee e ai propri modi di <strong>sentire e manifestare i sentimenti</strong>. Vi fu pertanto uno <strong>svincolo dai dettami precedenti</strong> e i nuovi artisti proseguirono l’arte sull’onda della fantasia, <strong>rinnegando le regole</strong> che avevano ricevuto in eredità dal Rinascimanto.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 12:45:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Uno degli affreschi più noti è la <strong>“Scuola di Atene”</strong>, nella <strong>Stanza della Segnatura, </strong>con il quale Raffaello celebra la<strong> conoscenza dell’uomo </strong>indicando nel confronto e nel dialogo le più alte valenze del sapere. Entro una grandiosa <strong>architettura rinascimentale</strong> realizzata in prospettiva, ispirata al progetto di <strong>Bramante</strong> per la nuova S.Pietro, si muovono i più celebri filosofi dell’antichità: al centro <strong>Platone</strong> con un dito verso l’alto, fiancheggiato da Aristotele; Pitagora è in primo piano intento a spiegare sul libro; sdraiato sulle scale è <strong>Diogene</strong>, mentre appoggiato ad un blocco di marmo, intento a scrivere su un foglio, è il filosofo pessimista <strong>Eraclito</strong>, che ha i tratti di <strong>Michelangelo</strong>, impegnato quest’ultimo in quegli anni a dipingere la vicina Cappella Sistina. Sulla destra sono visibili <strong>Euclide</strong>, che insegna geometria agli allievi, <strong>Zoroastro</strong> con il globo celeste, Tolomeo con quello terrestre, e infine, all’estrema destra, nel personaggio con il berretto nero è l’<strong>autoritratto di Raffaello</strong>.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 13:49:46 UTC</pubDate>
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         <title>MICHELANGELO BUONARROTI</title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Oltre ad essere un grande scultore, Michelangelo è stato anche un importante <strong>pittore</strong>. Nello stesso periodo del David, dipinse il <strong>“Tondo Doni”</strong>, opera che rappresenta la <strong>Sacra Famiglia</strong>. In secondo piano il <strong>Battista </strong>fanciullo e alcuni battezzandi. La forma dell’opera è piuttosto inconsueta, così come la <strong>posizione dei personaggi</strong>: le tre figure sono unite insieme da un movimento a spirale, la cosiddetta <strong>linea serpentinata</strong>. Le figure sono particolarmente <strong>tridimensionali</strong> e <strong>plastiche</strong>. Il <strong>colore</strong>, <strong>vivace</strong> e <strong>brillante</strong>, è usato per dare <strong>volume</strong>. Il <strong>contorno </strong>ben definito con l’uso della <strong>linea stacca le figure dallo sfondo</strong> e ne enfatizza la solidità. Dietro i tre personaggi sacri c’è il piccolo <strong>Giovanni il Battista</strong> e alcuni <strong>“ignudi”</strong> che attendono di essere battezzati appoggiandosi ad un <strong>parapetto curvo</strong> oltre il quale si apre una porzione di <strong>paesaggio </strong>la cui profondità è resa attraverso la prospettiva cromatica. </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 20:59:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1508 papa <strong>Giulio II</strong> chiese a Michelangelo di dipingere la volta della <strong>Cappella Sistina</strong> a Roma. Il lavoro era enorme: una superficie di <strong>800 mq</strong> da affrescare con le storie dell’<strong>Antico Testamento, Sibille e Profeti.</strong> Lavorò completamente da solo e ininterrottamente per <strong>quattro anni</strong>, creando uno dei più grandiosi <strong>patrimoni dell’umanità</strong> di tutti i tempi. Le <strong>scene della Genesi</strong> iniziano con la <strong>separazione del buio e della luce</strong> e terminano con l’<strong>ubriachezza di Noè</strong>, sebbene Michelangelo le dipinse in ordine inverso. Le prime scene che affrescò erano molto <strong>drammatiche e affollate</strong> di personaggi, mentre le raffigurazioni successive mostrano una <strong>sintesi</strong> ed un <strong>equilibrio perfetti.</strong> Nella <strong>creazione di Adamo</strong> Dio con i suoi angeli arriva dalla destra e dà vita all’uomo toccandogli la punta del dito in <strong>uno dei gesti più intensi e carichi di significato</strong> di tutta la storia dell’arte. </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 21:07:28 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’opera più nota di Leonardo e forse il dipinto più conosciuto al mondo è la <strong>Gioconda, </strong>esposto oggi al<strong> Louvre </strong>di<strong> Parigi. </strong>Iniziò a dipingere il<strong> ritratto di Monna Lisa Gherardini</strong>, moglie di <strong>Francesco del Giocondo</strong>, tra il <strong>1503</strong> e il<strong> 1506</strong>, durante un soggiorno a Firenze. Esistono molte <strong>leggende</strong> sulla reale <strong>identità della donna, </strong>sui <strong>misteri </strong>nascosti nel dipinto e sul famoso<strong> sorriso </strong>di Monna Lisa. L'opera è realizzata ad <strong>olio </strong>su un pannello di legno di pioppo. La donna, vista di <strong>tre quarti</strong>, è seduta su una <strong>poltroncina </strong>davanti ad un <strong>parapetto</strong> oltre il quale si apre un <strong>panorama immaginario</strong> e probabilmente non finito, reso attraverso la tecnica della <strong>prospettiva atmosferica</strong>. L'<strong>espressione della donna</strong> mostra la quieta <strong>serenità</strong> di chi controlla con la sua <strong>razionalità</strong> il mondo circostante. La tecnica dello <strong>sfumato</strong> non consente di definire i contorni. Il <strong>velo trasparente</strong> posato sul capo rende ancora più imprecisi i contorni. Le <strong>sopracciglia depilate</strong> rafforzano questa sensazione così come gli angoli della bocca che danno un'impressione incerta: <strong>la Gioconda sorride o no?</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 13:49:03 UTC</pubDate>
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         <title>ANDREA PALLADIO</title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Pallàdio (1508-1580) si formò a <strong>Vicenza</strong> e <strong>Roma,</strong> dove<strong>&nbsp; </strong>ebbe modo di conoscere le architetture di <strong>Bramante, Raffaello </strong>e<strong> Michelangelo </strong>e di studiare i <strong>monumenti classici</strong> facendone il rilievo architettonico e la  rappresentazione secondo la tecnica delle <strong>proiezioni ortogonali.</strong>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 14:12:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'opera forse più nota di Palladio è la <strong>Villa Almerico-Capra</strong>, detta <strong>La Rotonda</strong>. Commissionata dal canonico Paolo Almerico ed edificata su una collina nei dintorni di Vicenza, è stata dichiarata nel 1994 <strong>Patrimonio dell'Umanità</strong> dall'<strong>Unesco</strong>. Si tratta di un edificio a <strong>pianta quadrata</strong> con una ripartizione simmetrica degli ambienti che circondano un <strong>salone circolare</strong> coperto a cupola.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 14:20:46 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>orianavaiano93</author>
         <link>https://padlet.com/orianavaiano93/51obndtxtwfiehme/wish/2535140246</link>
         <description><![CDATA[<div>Un altro capolavoro di diverso genere è il <strong>Teatro Olimpico</strong> a Vicenza, opera iniziata nel 1580 da Palladio e completata dall'allievo Vincenzo Scamozzi. Qui viene recuperata la <strong>tipologia dell'antico teatro romano</strong> attraverso la creazione di una <strong>càvea</strong> conclusa con un <strong>colonnato trabeato</strong> e una maestosa <strong>scaenae frons</strong>, la scena architettonica fissa che chiude l'area di recitazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 14:26:09 UTC</pubDate>
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