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      <title>La Seconda Guerra d&#39;Indipendenza e il Decennio di Preparazione by Anna</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-04-11 08:01:53 UTC</pubDate>
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         <title>Le Azioni Mazziniane</title>
         <author>marinonianna</author>
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         <description><![CDATA[<div><em><br>Nei dieci anni successivi alla sconfitta (il cosiddetto "</em><strong><em>decennio di preparazione</em></strong><em>") riprese inizialmente vigore il </em><strong><em>movimento repubblicano mazziniano</em></strong><em>, favorito anche dal </em><strong><em>fallimento del programma federalista neoguelfo</em></strong><em>: vennero fondate in diverse città le </em><strong><em>Società di Tiro Nazionale</em></strong><em>, associazioni patriottiche con il finto scopo di </em><strong><em>promuovere l'abilità all'uso della carabina</em></strong><em>.<br></em><br></div><div><em>Nel decennio </em><strong><em>1849-1859</em></strong><em> i mazziniani promossero una serie di </em><strong><em>insurrezioni</em></strong><em>, tutte </em><strong><em>fallite</em></strong><em>. Quelle che più impressionarono l'opinione pubblica italiana ed europea furono:</em></div><ul><li>L<em>'</em><strong><em>esecuzione capitale dei martiri di Belfiore </em></strong><em>(1852) a Mantova;</em></li><li>L<em>a disastrosa </em><strong><em>spedizione di Sapri</em></strong><em> (1857), nel </em><strong><em>Regno delle Due Sicilie</em></strong><em>, condotta all'insegna del credo mazziniano;</em></li><li><em>Fortemente impressionò la borghesia italiana anche la </em><strong><em>rivolta milanese</em></strong><em> del 6 febbraio 1853 che condotta confidando in una </em><strong><em>spontanea partecipazione popolare.</em></strong></li></ul><div><br>F<em>urono proprio i mazziniani, notoriamente </em><strong><em>in contrasto ideologico col marxismo</em></strong><em>, a contribuire al fallimento non facendo loro pervenire le armi promesse e mantenendosi passivi al momento dell'insorgere della rivolta. Un pugno di uomini armati di pugnali e coltelli andarono così consapevolmente incontro al disastro in nome dei loro </em><strong><em>ideali patriottici e socialisti</em></strong><em>.</em></div><div><br><em>La </em><strong><em>crisi</em></strong><em> del movimento mazziniano favorì, la creazione </em><strong><em>nel 1857 in Piemonte</em></strong><em>, della </em><strong><em>Società nazionale italiana </em></strong><em>che operava alla luce del sole nel </em><strong><em>regno sabaudo</em></strong><em> e clandestinamente negli altri stati italiani a supporto del </em><strong><em>movimento unitario</em></strong><em> che si stava formando attorno al </em><strong><em>Regno di Sardegna.</em></strong><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-11 08:17:05 UTC</pubDate>
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         <title>La Realpolitik Cavouriana</title>
         <author>marinonianna</author>
         <link>https://padlet.com/marinonianna/50s4oy4di81i/wish/250605207</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Nel 1850 </em><strong><em>Camillo Benso conte di Cavour</em></strong><em> entra nel </em><strong><em>governo piemontese</em></strong><em>: inizialmente come ministro per il commercio e l'agricoltura, divenendo poi anche ministro delle finanze e della Marina; infine diventò </em><strong><em>primo ministro il 4 novembre 1852.<br></em></strong><em> Fin dall'inizio come ministro del commercio intraprende un'azione che punta a </em><strong><em>molteplici accordi con le nazioni europee</em></strong><em>, stringendo accordi commerciali e approfondendo i contatti con le potenze europee viaggiando nell'</em><strong><em>estate del 1852</em></strong><em>.&nbsp;<br></em><br></div><div><em>Sotto Cavour si accentuano i </em><strong><em>contrasti con i cattolici</em></strong><em> intransigenti e il </em><strong><em>Regno di Sardegna</em></strong><em>, arrivando ad un punto di non ritorno con la </em><strong><em>scomunica papale </em></strong><em>comminata al Re Vittorio Emanuele II a seguito della </em><strong><em>Crisi Calabiana</em></strong><em> (1855).<br></em><br></div><div><em>Alla fine del decennio l'</em><strong><em>opinione pubblica italiana e estera</em></strong><em> venne a conoscenza del caso </em><strong><em>Edgardo Mortara</em></strong><em> avvenuto nello Stato pontificio: un bimbo ebreo ad un anno dalla nascita era stato battezzato all'insaputa dei genitori e, poiché secondo le leggi dello Stato pontificio una famiglia ebraica non poteva allevare un cristiano sebbene fosse il loro figlio, veniva ora, all'età di sei anni, sottratto ai genitori per essere cresciuto come cattolico. Le </em><strong><em>critiche</em></strong><em> e le polemiche che si diffusero in Europa furono per Cavour e per il partito liberale un'occasione importante per </em><strong><em>influenzare l'alleato Napoleone III,</em></strong><em> sostenuto dai cattolici francesi ora in difficoltà, sulla questione della separazione tra Stato e Chiesa.<br></em><br></div><div><em>Nel </em><strong><em>novembre del 1856</em></strong><em> l'</em><strong><em>imperatore Francesco Giuseppe</em></strong><em>, volle compiere una visita nei domini austriaci del Lombardo Veneto, allo scopo di c</em><strong><em>ercare di suscitare le simpatie della popolazione verso l'Austria</em></strong><em>. Il viaggio, conclusosi nel </em><strong><em>marzo 1857</em></strong><em>, non raggiunse lo scopo.<br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-11 08:34:07 UTC</pubDate>
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         <title>La Liberazione dei Patrioti Napoletani</title>
         <author>marinonianna</author>
         <link>https://padlet.com/marinonianna/50s4oy4di81i/wish/250609483</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Verso la fine degli anni '50, </em><strong><em>Ferdinando di Borbone</em></strong><em> cercò di risolvere la situazione dei circa cinquecento prigionieri politici detenuti nelle carceri borboniche, tramite un </em><strong><em>trattato con la repubblica Argentina.<br></em></strong><em>Il progetto non ebbe all'inizio seguito per il rifiuto opposto da </em><strong><em>Carlo Poerio</em></strong><em>, che affermò di preferire la morte in galera piuttosto che </em><strong><em>libero esule in America</em></strong><em>. <br><br>Tuttavia il </em><strong><em>27 dicembre 1858</em></strong><em> un gruppo di 69 detenuti politici condannati all'ergastolo, ebbe la condanna commutata all'esilio perpetuo e nel </em><strong><em>gennaio 1859</em></strong><em> furono imbarcati, contro la loro volontà, per essere condotti in </em><strong><em>America</em></strong><em>, dove non arrivarono grazie all'intervento del </em><strong><em>figlio di Settembrini</em></strong><em> che riuscí a farli sbarcare in </em><strong><em>Inghilterra.</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-11 08:50:58 UTC</pubDate>
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         <title>La Seconda Guerra d&#39;Indipendenza</title>
         <author>marinonianna</author>
         <link>https://padlet.com/marinonianna/50s4oy4di81i/wish/250611040</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Il biennio </em><strong><em>1859-1860</em></strong><em> costituì una nuova fase decisiva per il </em><strong><em>processo d'unificazione</em></strong><em>, iniziò con l'</em><strong><em>attentato di Felice Orsini contro Napoleone III</em></strong><em> colpevole di aver represso la </em><strong><em>Repubblica Romana.</em></strong><em><br><br></em><strong><em>Cavour</em></strong><em>, sfruttò la popolarità che aveva raggiunto la missiva, per </em><strong><em>aumentare la sua pressione politica</em></strong><em> sulla Francia.<br></em><br></div><div><em>Il biennio fu quindi caratterizzato dall'</em><strong><em>alleanza sardo-francese</em></strong><em> siglata nel </em><strong><em>gennaio 1859</em></strong><em>. Tale alleanza auspicava di </em><strong><em>dividere la penisola in zone d'influenza piemontese e francese</em></strong><em>.<br></em><br></div><div><em>Il </em><strong><em>10 gennaio 1859 Vittorio Emanuele II</em></strong><em>, inaugurando i lavori del </em><strong><em>Parlamento subalpino</em></strong><em>, espresse un'</em><strong><em>accusa di malgoverno austriaco sugli italiani</em></strong><em> ai quali il </em><strong><em>re sabaudo</em></strong><em> si proponeva come loro soccorritore.<br></em><br></div><div><em>Nel frattempo </em><strong><em>Garibaldi</em></strong><em> veniva autorizzato a condurre apertamente una campagna di arruolamento di volontari nei </em><strong><em>Cacciatori delle Alpi</em></strong><em>, una nuova formazione militare regolarmente incorporata nell'</em><strong><em>esercito sardo</em></strong><em>. <br>L'</em><strong><em>Austria</em></strong><em> colse nelle parole del sovrano piemontese una </em><strong><em>provocazione</em></strong><em> e una sfida. <br><br>La possibilità però di una guerra all'Austria con l'alleato francese sembrava ancora lontana dal realizzarsi per l'</em><strong><em>opposizione dei cattolici francesi.</em></strong><em><br>Per allontanare il rischio di una guerra agiva anche la </em><strong><em>diplomazia inglese</em></strong><em> e </em><strong><em>prussiana</em></strong><em> che si adoperava per una </em><strong><em>conferenza di pace.</em></strong><em><br><br></em><strong><em>Cavour</em></strong><em> in risposta all'intimazione austriaca dichiarò di voler </em><strong><em>resistere all'«aggressione»</em></strong><em> e a fine aprile giunse </em><strong><em>la dichiarazione di guerra degli austriaci</em></strong><em> che attaccarono il Piemonte attraversando il confine sul fiume Ticino (26 aprile).</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-11 08:57:15 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Intervento di Napoleone III e l&#39;Armistizio</title>
         <author>marinonianna</author>
         <link>https://padlet.com/marinonianna/50s4oy4di81i/wish/250614384</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Alle notizie della guerra all'Austria il </em><strong><em>27 aprile 1859</em></strong><em> i ducati emiliani, le legazioni pontificie, e il Granducato di Toscana, chiedevano ed ottenevano l'</em><strong><em>invio di commissari sabaudi per l'annessione al Regno sardo</em></strong><em>. <br><br>Il </em><strong><em>12 maggio 1859</em></strong><em> l'alleato francese </em><strong><em>Napoleone III</em></strong><em>, secondo gli accordi convenuti, entrò in guerra al comando dell'</em><strong><em>Armée d'Italie</em></strong><em>. <br>Seguirono nel periodo maggio-giugno una serie di </em><strong><em>vittorie franco-piemontesi</em></strong><em>, ma con un alto numero di </em><strong><em>perdite</em></strong><em>, mentre i </em><strong><em>Cacciatori delle Alpi</em></strong><em> al comando di </em><strong><em>Garibaldi</em></strong><em> continuavano ad avanzare verso il </em><strong><em>Veneto</em></strong><em>.<br></em><br></div><div><em>Tuttavia, nonostante il corso favorevole della guerra (</em><strong><em>Battaglia di Magenta, Battaglia di Solferino e San Martino</em></strong><em>), questa venne interrotta per iniziativa francese prima di conseguire tutti gli obiettivi concordati fra Francia e Piemonte.<br>Napoleone III ad accettò di firmare un </em><strong><em>armistizio</em></strong><em> (11 luglio 1859) con l'</em><strong><em>imperatore Francesco Giuseppe d'Asburgo</em></strong><em> che concedeva ai Piemontesi la sola Lombardia in cambio dell'abbandono delle terre già occupate nel Veneto.<br><br></em><strong><em>Vittorio Emanuele</em></strong><em> accettò le condizioni di pace mentre a fine giugno le truppe papaline riprendevano militarmente il controllo dell'Umbria e delle Marche ribellatesi provocando il 20 giugno le </em><strong><em>Stragi di Perugia</em></strong><em>, che ebbero una vasta eco internazionale.<br> <br>Il </em><strong><em>23 ottobre 1859</em></strong><em> venne emanata la </em><strong><em>legge Rattazzi</em></strong><em> che riorganizzava la geografia amministrativa dell'intero stato sabaudo sul modello francese, con suddivisioni in province, circondari, mandamenti e comuni.<br></em><br></div><div><em>Viste le difficoltà' accresciute nel mantenere il controllo sul territorio del proprio stato </em><strong><em>Pio IX</em></strong><em> nomino', il </em><strong><em>18 aprile 1860</em></strong><em>, </em><strong><em>de Merode</em></strong><em> vice-ministro delle Armi, con l'incarico di rafforzare l'esercito pontificio.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-11 09:11:08 UTC</pubDate>
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