<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>L&#39;arte di essere fragili. by maria grazia aloi</title>
      <link>https://padlet.com/tongran73/4z03fyzza5w5</link>
      <description>Leopardi può salvarti la vita?</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-10-10 14:35:53 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-01-19 05:48:28 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url>0</url>
      </image>
      <item>
         <title></title>
         <author>tongran73</author>
         <link>https://padlet.com/tongran73/4z03fyzza5w5/wish/195631909</link>
         <description><![CDATA[<div>L'Infinito</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/prod/117711173/063689cbd3d475b2c71c6463af0743ea/images_1.jpeg" />
         <pubDate>2017-10-10 14:51:32 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/tongran73/4z03fyzza5w5/wish/195631909</guid>
      </item>
      <item>
         <title>L&#39;Infinito</title>
         <author>tongran73</author>
         <link>https://padlet.com/tongran73/4z03fyzza5w5/wish/195640988</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Sempre caro mi fu quest'ermo colle,<br>e questa siepe, che da tanta parte<br>dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.<br>Ma sedendo e mirando, interminati<br>spazi di là da quella, e sovrumani<br>silenzi, e profondissima quiete<br>io nel pensier mi fingo; ove per poco<br>il cor non si spaura. E come il vento<br>odo stormir tra queste piante, io quello<br>infinito silenzio a questa voce<br>vo comparando: e mi sovvien l'eterno,<br>e le morte stagioni, e la presente<br>e viva, e il suon di lei. Così tra questa<br>immensità s'annega il pensier mio:<br>e il naufragar m'è dolce in questo mare.</em></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2017-10-10 15:04:56 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/tongran73/4z03fyzza5w5/wish/195640988</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Analisi</title>
         <author>tongran73</author>
         <link>https://padlet.com/tongran73/4z03fyzza5w5/wish/195642183</link>
         <description><![CDATA[<div>Il titolo <em>L'infinito</em> delimina già i temi fondamentali della poesia: lo <strong>spazio</strong> e il <strong>tempo</strong>, perché solo queste due entità sono effettivamente infinite nel mondo concepito dall'uomo. Infinito può essere lo spazio orizzontale sul piano cartesiano; oppure lo scorrere del tempo sulla linea del tempo; infinito è anche il tempo ciclico che si ripete continuamente, l'avvicendarsi delle stagioni, della vita che muore e rinasce. Il nucleo centrale della poesia è dunque un tema molto caro all'uomo, che esprime il suo interrogarsi sui misteri del mondo, impossibili da sondare fino in fondo con la sola ragione.<br><br></div><div><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2017-10-10 15:06:55 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/tongran73/4z03fyzza5w5/wish/195642183</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Metrica.                                La poesia è un componimento di 15 endecasillabi sciolti. Questo significa che si riallaccia alla tradizione poetica classica perché espressa in endecasillabi, il verso classico per eccellenza. Ma d&#39;altra parte non è costruita con uno schema metrico particolare: non ci sono rime (gli endecasillabi sono &quot;sciolti&quot;, appunto). Questa &quot;libertà&quot; metrica permette al poeta di esprimersi senza troppe costrizioni e soprattutto senza dare troppo l&#39;impressione a chi legge dell&#39;artificio letterario, rendendo il significato della poesia molto più personale e intimo, con un ritmo foneticamente meno cadenzato e di respiro più ampio.</title>
         <author>tongran73</author>
         <link>https://padlet.com/tongran73/4z03fyzza5w5/wish/195642889</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2017-10-10 15:07:57 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/tongran73/4z03fyzza5w5/wish/195642889</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>tongran73</author>
         <link>https://padlet.com/tongran73/4z03fyzza5w5/wish/195643606</link>
         <description><![CDATA[<div>Figure retoriche<br><br></div><div>Anche se la poesia non fa uso di rime, in realtà è sapientemente costruita su un'infinità di piccoli <strong>accorgimenti fonetici e sintattici</strong> che gli danno una cadenza e una musicalità particolari.<br><br></div><div>Ad esempio, dopo i primi tre versi introduttivi, nel momento in cui ha inizio l'esperienza sensoriale del poeta, l'uso del gerundio di sed<strong>endo</strong> e mir<strong>ando</strong> (v. 4), l'uso del <a href="https://www.letteratour.it/dizio/C00_dizionario_retorico.asp#polisind"><strong>polisindeto</strong></a> con la ripetizione della congiunzione "<strong>e</strong>" (<strong><em>e</em></strong><em> sovrumani silenzi, </em><strong><em>e</em></strong><em> profondissima quiete</em>... - vv. 5-6), e quello dell'<a href="https://www.letteratour.it/dizio/C00_dizionario_retorico.asp#assonanz"><strong>assonanza</strong></a> col suono "<strong>s</strong>" (<strong>s</strong>edendo / <strong>s</strong>pazi /<strong> s</strong>ovrumani  <strong>s</strong>ilenzi / profondi<strong>ss</strong>ima quiete) danno alla frase un'ampiezza maggiore e una cadenza più lenta e dolce, che accompagnano bene il significato espresso dai versi. Un'altra assonanza presente nella poesia è quella col suono "<strong>v</strong>" (<em>o</em><strong><em>v</em></strong><em>e per poco</em>... <em>e come il </em><strong><em>v</em></strong><em>ento</em>... <em>a questa </em><strong><em>v</em></strong><em>oce </em><strong><em>v</em></strong><em>o comparando</em>... <em>e mi so</em><strong><em>vv</em></strong><em>ien</em>... <em>e la presente e </em><strong><em>v</em></strong><em>iva</em>): un'assonanza che si dipana su ben 9 versi (vv. 5-13), accompagnata da molte ripetizioni del suono "<strong>o</strong>", particolarmente profondo, che lega tra loro tutti i versi centrali della poesia fino a consegnarla all'epilogo.<br><br></div><div>Di nuovo, il <strong>polisindeto</strong> dei versi 11-13 (<strong><em>e</em></strong><em> mi sovvien l'eterno, </em><strong><em>e</em></strong><em> le morti stagioni, </em><strong><em>e</em></strong><em> la presente </em><strong><em>e</em></strong><em>viva, </em><strong><em>e</em></strong><em> il suon di lei</em>), accentuano il senso del succedersi dei pensieri nella mente del poeta, e del suo vagabondare da un pensiero all'altro. L'ultima ripresa, nel verso finale, della congiunzione "e" (<strong><em>e</em></strong><em> il naufragar m'è dolce</em>...) non fa che proseguire questo senso del vagabondare del pensiero con cui si conclude la poesia.<br><br></div><div>Altra figura retorica importante in questa poesia è l'<a href="https://www.letteratour.it/dizio/C00_dizionario_retorico.asp#enjambem"><strong>enjambement</strong></a>, grazie al quale leggiamo i versi in modo continuo, senza pause, e che dà maggiore enfasi all'ampiezza di questi endecasillabi.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2017-10-10 15:09:04 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/tongran73/4z03fyzza5w5/wish/195643606</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Viviamo in un tempo in cui si è titolati a vivere solo se perfetti. Ogni insufficienza, ogni debolezza, ogni fragilità sembra bandita. Ma c&#39;è un altro modo per mettersi in salvo ed è costruire, come te, Giacomo, un&#39;altra terra, fecondissima, la terra di coloro che sanno essere fragili.        </title>
         <author>tongran73</author>
         <link>https://padlet.com/tongran73/4z03fyzza5w5/wish/195654216</link>
         <description><![CDATA[<div>                             A. D'Avenia</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2017-10-10 15:22:38 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/tongran73/4z03fyzza5w5/wish/195654216</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
