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      <title>Viaggio nella Bellezza by laura laterza</title>
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      <description>Realizzato dalla 3CL</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-03-25 09:31:01 UTC</pubDate>
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         <title>Viaggio nella STATUARIA GRECA a cura della 3CL</title>
         <author>llaterza</author>
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         <description><![CDATA[<div>'le speranze, sedentarie, si lasciano viaggiare dalle cose e dagli uomini, e sono come le statue che bisogna fare un viaggio per vederle perché loro non si disturbano' <em>Julio Cortàzar<br></em><br>#noirestiamoacasa ma viaggiamo con il cuore e con gli occhi ...nel mondo dell'arte greca verso la porta d'accesso sull'essere</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-25 15:05:35 UTC</pubDate>
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         <title>AFRODITE CNIDIA</title>
         <author>vdepalma704</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prassitele<br>360 a.C.<br>Copia romana in marmo da un originale marmoreo, h. 205 cm<br><strong>MUSEO PIO CLEMENTINO, CITTÀ DEL VATICANO</strong><br>Valeria De Palma </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-25 16:53:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>vdepalma704</author>
         <link>https://padlet.com/llaterza/4xw5bro0qbl1/wish/474998138</link>
         <description><![CDATA[<div>L'Afrodite cnidia è una scultura marmorea di Prassitele risalente al 360 a.C. circa e oggi è nota solo come una copia di epoca romana.<br>La scultura ritrae la dea Afrodite nuda nell'atto di fare un bagno rituale e quindi la scena descritta rappresenta un gesto di istintività e mancato pudore. Sembra come se la dea fosse<br>stata sorpresa in quella posa da un estraneo, infatti la mano destra copre il pube, mentre l'altra prende o depone la veste sull'idria. Tuttavia l'espressione serena sembra smentire un evento così improvviso.<br>Veste e vaso fanno in realtà da supporto esterno alla statua, che può così sbilanciarsi <br>leggermente in avanti e verso sinistra.<br>Era la prima volta che il nudo femminile entrava nella grande statuaria greca e la fama dell'opera è legata alla sua sensualità e al suo erotismo, accentuato dalla diceria che una bellissima cortigiana di nome Frine avesse posato per lo scultore. Quindi, la sua nudità è un elemento di seduzione valorizzato dalla lucentezza del corpo e dalla morbidezza delle forme femminili che si muovono nello spazio disegnando un profilo curvilineo. <br><br>Le fonti della mia ricerca sono:<br>https://it.m.wikipedia.org/wiki/Afrodite_cnidia<br>https://youtu.be/Mhyb7bZBVaw</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-25 16:57:11 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>CRONIDE DI CAPO ARTEMISIO</title>
         <author>mcece1</author>
         <link>https://padlet.com/llaterza/4xw5bro0qbl1/wish/475688583</link>
         <description><![CDATA[<div>Zeus (o Poseidone)<br>480-470 a.C.<br>Statua bronzea <br>h. 209 cm<br><strong>Museo Archeologico Nazionale di Atene</strong><br>Cece Margaret</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-26 03:02:01 UTC</pubDate>
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         <title>AURIGA DI DELFI</title>
         <author>mariamitolo0301</author>
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         <description><![CDATA[<div>SOTADE DI TESPIE <br>475 a.C. <br>bronzo cavo, h 180 cm <br><strong>DELFI, MUSEO ARCHEOLOGICO</strong><br>Mitolo Maria</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-26 15:59:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariamitolo0301</author>
         <link>https://padlet.com/llaterza/4xw5bro0qbl1/wish/476844291</link>
         <description><![CDATA[<div>Trovata il 9 maggio 1896 durante gli scavi del Santuario di Apollo a Delfi, la statua è un'importante scultura greca bronzea.<br>L'Auriga faceva parte di un gruppo di statue create dallo scultore, tra cui anche uno schiavo nell'atto di trattenere i cavalli, un carro e i cavalli.<br>La statua è stata realizzata per celebrare la vittoria di Hièron nella corsa dei carri durante i Giochi Pitici. E' definita a tutto tondo perché è possibile osservarla da diverse angolazioni anche se mantiene il punto di vista frontale. Nonostante sia evidente il legame con la scultura arcaica, la statua è considerata un capolavoro del periodo severo per la naturalezza dei capelli, degli occhi, del setto nasale e delle articolazioni. <br><br>Per saperne di più <br>https://youtu.be/tbpQwSV04Cg<br>Bibliografia: G. Cricco- F. P., Di Teodoro, <em>Itinerario nell'arte 1 quarta edizione, Milano 2016</em><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-26 16:12:46 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>MOSCOPHOROS</title>
         <author>mfico</author>
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         <description><![CDATA[<div>570-560 a.C. circa. <br>Marmo dell'Imetto, h. 162 cm<br><strong>ATENE, MUSEO DELL'ACROPOLI<br></strong>Miriana Fico<strong><br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-27 16:19:42 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>mfico</author>
         <link>https://padlet.com/llaterza/4xw5bro0qbl1/wish/478768796</link>
         <description><![CDATA[<div>Questa scultura rappresenta un uomo che porta sulle spalle un vitello e si pensa che l'animale possa essere un premio di una gara o un sacrificio in onore alla dea Atena. <br>Come possiamo notare è un kouros. La capigliatura è a treccioline dedaliche. La gamba sinistra è avanzata rispetto a quella destra, le braccia sono piegate verso il petto e le mani stringono le zampe dell’animale dando vita ad una sorta di incrocio di muscoli che danno un senso di tensione. Il kouros non è nudo, ma indossa un mantello, che si porta sopra al chitone e che aderisce perfettamente al suo corpo.<br>Il viso presenta il cosiddetto “sorriso arcaico”e lo sguardo è diritto e frontale, opposto allo sguardo del vitello. La statua è un importante testimonianza della scultura arcaica attica.<br><br>G. Cricco- F. P. Di Teodoro, <em>Itinerario nell'arte 1, quarta edizione, Milano 2016. </em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-27 16:29:11 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>APOLLO SAUROCTONO</title>
         <author>scristallo</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prassitele<br>I sec. d.C. <br><em>marmo, h 149 cm <br></em><strong><em>Parigi, Museo del Louvre<br></em></strong><em><br>Sandra Cristallo</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-27 17:27:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>scristallo</author>
         <link>https://padlet.com/llaterza/4xw5bro0qbl1/wish/478907874</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Apollo è poggiato ad un tronco in piedi ed è impegnato a catturare una lucertola. La statua raffigura il dio adolescente, infatti l'anatomia del corpo non è ancora del tutto sviluppata. Il piede sinistro fa si che la gamba sia completamente rilassata, dando il senso di grazia del tenero corpo flessuoso. L'impostazione è dinamica e sbilanciata. <br> https://youtu.be/r79N7CfqDZQ</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-27 17:41:50 UTC</pubDate>
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         <title>KLEOBI E BITONE       </title>
         <author>dpetragallo</author>
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         <description><![CDATA[<div>POLIMEDE<br> 610-590 a.C., h. cm 200<br>Marmo Pario (varietà di marmo bianco dell’antica Grecia)<br><strong>DELFI, MUSEO ARCHEOLOGICO</strong><br>Desirè Petragallo<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-28 10:25:05 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>dpetragallo</author>
         <link>https://padlet.com/llaterza/4xw5bro0qbl1/wish/479524611</link>
         <description><![CDATA[<div>Tra i capolavori della scultura greca arcaica dorica, si colloca la coppia dei Kouroi raffiguranti i due fratelli Kleobi e Bitone. Le statue, massicce, rappresentano due giovani uomini nudi in posizione stante; la testa e sovradimensionata rispetto al resto del corpo. Alcune caratteristiche del volto sono gli occhi a mandorla e il “sorriso arcaico”. Le braccia sono leggermente piegate e la gamba sinistra e più avanzata rispetto a quella destra.  Le forme del corpo non sono realistiche in quanto troppo rigide. Infatti, tutto viene reso da una serie di incisioni prettamente geometriche. </div><div>È possibile, inoltre, evidenziare alcune linee di simmetria grazie alle quali alcune parti del corpo risaltano come se  riflesse in uno specchio. Un esempio di questa simmetria tra le parti è nella curva a grande -V- del torace che corrisponde una curva opposta dell’attacco del busto e delle gambe. <br>Poniamo attenzione su un particolare : il sorriso arcaico: <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/ethos_%28Enciclopedia-dell%27-Arte-Antica%29/">http://www.treccani.it/enciclopedia/ethos_%28Enciclopedia-dell%27-Arte-Antica%29/ <br><br>ArteAntica%29/</a><a href="https://kouroikorai.wordpress.com/cleobi-e-bitone/">https://kouroikorai.wordpress.com/cleobi-e-bitone</a><mark><br></mark><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-28 10:52:39 UTC</pubDate>
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         <title>APPARATO SCULTOREO DEL PARTENONE   </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>FIDIA<br>440-432a.<br>Marmo Pentelico <br><strong>British Museum, Londra (un frammento dell'angolo sinistro si trova ad Atene)</strong><br>Roberta Menga </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-30 13:49:55 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/llaterza/4xw5bro0qbl1/wish/482241812</link>
         <description><![CDATA[<div>Per il Partenone di Atene, Fidia e aiuti realizzarono i frontoni est e ovest oltre ai fregi. Le sculture erano originariamente arricchite da dettagli bronzei e dipinte. L’autore evita di utilizzare una sola figura centrale, generando un ritmo tra le figure che si propaga anche ai rilievi laterali del tempio. Le statue, infatti, non sono distaccate una dall'altra e ad ogni movimento concitato ne corrisponde uno rilassato, secondo le regole del canone di Policleto. Il frontone orientale raffigurava la mitica nascita di Atena dal cranio di Zeus: il mito, raffigurato nella parte centrale, è oggi completamente perduto.Partendo da sinistra si incontra una statua sdraiata che guardava verso il carro del Sole, probabilmente Dioniso,seguito dal gruppo di Demetra e Persefone, alle quali accorre una donna per portare la notizia prodigiosa, forse Artemide o Iris.</div><div>Sull'altra metà, quella destra, tre figure femminili stanno sedute o semisdraiate: si tratta forse di Hestia, dea del focolare domestico, che si sta alzando facendo leva sul piede destro, Dione e Afrodite, reclinata nel grembo della madre. La tensione psicologica attraversa le statue, anche se spesso acefale, a giudicare dai ritmi armoniosi e controllati nei movimenti. Le figure femminili sono vestite dal tipico panneggio fidiaco a effetto bagnato, con un tessuto delicatissimo animato da pieghette minute, che aderiscono al corpo rivelandone l'anatomia. Su tale effetto gioca la luce creando magistrali effetti chiaroscurali, senza precedenti nel panorama della scultura greca.</div><div>I nudi appaiono possenti e atteggiati in maniera estremamente naturale. </div><div><br><a href="https://youtu.be/iS7eBaUgREI">https://youtu.be/iS7eBaUgREI</a><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-30 14:08:43 UTC</pubDate>
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         <title>IL GRUPPO DI LAOCOONTE</title>
         <author>anatale11</author>
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         <description><![CDATA[<div>AGESANDROS, ATHENODOROS, POLYDOROS <br>seconda metà del I secolo<br> marmo (copia romana dell'originale in bronzo), 242 cm<br><strong>CITTÀ DEL VATICANO, MUSEI VATICANI<br></strong><em>Antonisa Natale</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-30 14:13:25 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>anatale11</author>
         <link>https://padlet.com/llaterza/4xw5bro0qbl1/wish/482284770</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>LA STORIA  DELLA STATUA<br></strong>Il gruppo scultoreo raffigura il sacerdote Laocoonte e i suoi due figli in  un episodio famoso che avvenne durante la  guerra  della città di Troia: l’aggressione da parte dei serpenti mandati dalla dea Athena. <br><strong>DESCRZIONE DELL'OPERA<br></strong>Quest' opera d'arte viene definita <em>un'opera a tutto tondo, </em>perchè  è possibile apprezzare la bellezza del gruppo scultoreo da tutte le diverse angolazioni.  Il gruppo di Laocoonte  rappresenta al massimo la  forza  e l' energia dei personaggi, caratterizzati da corpi tesi e muscolosi; inoltre la luce viene catturata in maniera perfetta, grazie  all'esaltazione dei vari volumi e alla lavorazione liscia della superficie del marmo.<br>Nel gruppo scultoreo, l'espressività dei personaggi  e il dolore sono raffigurati in maniera molto realistica, infatti l'opera d'arte è fonte di grande <em>pathos </em>e sono percettibili le stesse sensazioni delle statue, come terrore, tristezza e dolore ma  sono anche udibili le urla di Laocoonte e dei figli che cercano di evitare i serpenti e che sono morsi da questi ultimi. <br><br>https://youtu.be/6CXxJeLaXho<br><a href="https://artesemplice.blogspot.com/2014/02/il-laocoonte-e-i-suoi-figli-uno.html"><em>https://artesemplice.blogspot.com/2014/02/il-laocoonte-e-i-suoi-figli-uno.html</em></a></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-30 14:22:55 UTC</pubDate>
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         <title>Venere di Milo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>fine del II secolo a.C. <br>Marmo pario, h 202 cm<br><strong>PARIGI, MUSEO DEL LOUVRE</strong><br>Maria Nita</div><pre><br></pre>]]></description>
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         <title>Hermes con Dioniso bambino </title>
         <author>Lhyron</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prassitele<br>Tra il 350 ed il 330 a.C<br><em>Marmo pario, 215 cm<br></em><strong>Museo archeologico di Olimpia</strong><br>Lupoli Simone<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-30 15:24:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>Lhyron</author>
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         <description><![CDATA[<div>In questa scena viene rappresentato il momento in cui Hermes per intrattenere il piccolo Dioniso, ondeggia un grappolo d'uva a mo di sonaglio (con l'arto mancante). Questa è la prima volta che due divinità vengono rappresentate in un contesto del genere, con sensazioni umane.<br>Fu rivoluzionaria non solo  per l'aspetto emotivo, ma anche dal punto di vista scultoreo vero e proprio.<br>Infatti, Prassitele decise di abbandonare la classica frontalità della scultura per rendere di più la dinamicità e slanciatezza dei corpi. Inoltre, l'asse verticale del corpo forma una linea flessuosa ad S che aumenta l'impressione di dinamicità. Tutto questo, però, visto che portava sbilanciamento alla scultura, ha richiesto l'annessione del tronco sulla sinistra per poter bilanciare la scultura evitando così che essa potesse cadere.<br><br>Fonti: https://www.analisidellopera.it/hermes-con-dioniso-prassitele/<br><br>https://www.artesvelata.it/hermes-dioniso-prassitele/<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-30 15:36:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-30 15:51:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-30 15:57:29 UTC</pubDate>
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         <title>MENADE DANZANTE</title>
         <author>apastore1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Skopas<br>335/330 a.C.<br>marmo, h 45 cm<br><strong>Dresda, Skulpturensammlung</strong><br>Aurora Pastore<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=mSZLCihxzog">https://www.youtube.com/watch?v=mSZLCihxzog<br></a><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-31 11:01:39 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>apastore1</author>
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         <description><![CDATA[<div>La statua mostra una menade in preda al furore dionisiaco. Possiamo notare che ha la testa spinta all'indietro, piegata leggermente verso sinistra. Il suo sguardo è perso in aria. Le orbite degli occhi sono profonde, ha labbra carnose e dischiuse. Ha dei capelli lunghi e ondulati che cadono sulla schiena. Entrambe le braccia sono andate perse. Ha un seno prosperoso e a forma di piramide. La Menade ha il corpo slanciato in avanti. Sono andate perse le gambe dal ginocchio in giù, però possiamo notare che la gamba destra è in avanti e quella sinistra è arretrata. Indossa una veste trattenuta in vita da una piccola cintura. Il vestito è mosso dai movimenti della danza, infatti possiamo notare che sul lato si apre lasciando nudo l'intero lato del corpo che dà una carica erotica.<br><br><br>Bibliografia: G. Cricco- F. P. Di Teodoro, <em>Itinerario nell'arte 1 quarta edizione, Milano 2016</em><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-31 11:11:00 UTC</pubDate>
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         <title>KOUROS DI MILO</title>
         <author>sversino</author>
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         <description><![CDATA[<div>540 a.C. (circa)<br>Marmo, h. 214 cm<br><strong>ATENE, MUSEO NAZIONALE ARCHEOLOGICO<br></strong>Sara Versino<br><br>foto da https://it.wikipedia.org/wiki/Kouros_di_Melos#/media/File:NAMA_Statue_of_a_Kouros.jpg<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-31 14:01:08 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>sversino</author>
         <link>https://padlet.com/llaterza/4xw5bro0qbl1/wish/484534926</link>
         <description><![CDATA[<div>La statua rappresenta un Kouros, giovane uomo nudo. Legato alla corrente ionica che è contraddistinta da una figura più elegante e slanciata, di maggiore agilità e con una definizione anatomica più sottile. </div><div>Il fanciullo sta eretto, come tipico nella rappresentazioni dei <em>kouroi</em>, col piede sinistro leggermente avanzato. Le braccia sono dritte e strette ai fianchi. Il volto è giovanile, col tipico sorriso arcaico, i capelli lunghi e   ricadenti sulle spalle. <br><br>https://it.wikipedia.org/wiki/Kouros_di_Melos</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-31 14:20:36 UTC</pubDate>
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         <title>BRONZI DI RIACE</title>
         <author>epedone1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Attribuiti ad Agealda il Giovane (A) e ad Alcamene il Vecchio (B)<br>ca 450 a.C.<br>Bronzo, 198-197 cm<br><strong>Reggio Calabria, Museo Nazionale della Magna Grecia</strong><br>Emma Pedone</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-31 14:57:56 UTC</pubDate>
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         <title>DAMA DI AUXERRE</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>VII secolo a.c<br>pietra calcarea, h 75 cm<br> <strong>PARIGI, MUSEO DEL LOUVRE <br></strong>Nicole Marziliano</div>]]></description>
         <enclosure url="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/0c/Lady_of_Auxerre_Louvre_Ma3098_n1.jpg/1200px-Lady_of_Auxerre_Louvre_Ma3098_n1.jpg" />
         <pubDate>2020-03-31 15:11:16 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>epedone1</author>
         <link>https://padlet.com/llaterza/4xw5bro0qbl1/wish/484699855</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-31 15:19:00 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>epedone1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le due sculture bronzee, ritrovate nel 1972 al largo di Riace Marina (RC), rappresentano due uomini nudi nella stessa posizione e con caratteristiche simili, come la lunga barba e capigliatura arricciata, i particolari degli occhi in pietra ed avorio e le labbra ed i capezzoli in rame. Il Bronzo A è l'unico ad avere i denti, realizzati in argento. Entrambi hanno il busto eretto e all'indietro, le piante dei piedi poggiate a terra, con la gamba sinistra leggermente flessa ed in avanti e con il peso scaricato sulla destra. Nessuna delle due possiede più le armi e lo scudo. Alcune differenze tra le due sono la posizione della testa del Bronzo B, rivolta verso destra, la linea alba più arcuata e flessuosa ed il colore verde lucente. Inoltre l'atteggiamento dei bronzi e la resa dei particolari sono diversi e grazie a questo gli studiosi hanno dedotto appartenessero a due maestri distinti e avessero uno scarto di circa 10 anni. <br><br>STORIA DEL RESTAURO<br>https://www.youtube.com/watch?v=62xfQ6kJi4A<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-31 15:20:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>epedone1</author>
         <link>https://padlet.com/llaterza/4xw5bro0qbl1/wish/484708984</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-31 15:22:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La dama di Auxerre è una scultura greca realizzata in calcare. <br>Rappresenta una kore in piedi, a piedi uniti. La sua mano destra è poggiata sul petto come segno di preghiera mentre quella sinistra è distesa lungo il fianco.<br>Indossa il peplo e ha una mantella sulle spalle.  Lo schema è frontale. Ha gli occhi spalancati e i lati del viso sono coperti dai capelli. <br><br>https://it.m.wikipedia.org/wiki/Dama_di_Auxerre<br><mark><br></mark><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-31 15:34:20 UTC</pubDate>
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         <title>NIKE DI SAMOTRACIA</title>
         <author>lbruno4</author>
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         <description><![CDATA[<div>PITOCRITO</div><div>200-180 a.C. circa</div><div>marmo pario</div><div>328 cm (ali incluse)<br><strong>PARIGI, MUSEO DEL LOUVRE<br></strong>Luisa Pia Bruno<br>https://www.pinterest.it/pin/606860118526645310/</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-31 15:36:36 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Pugilatore a riposo </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>IV secolo a.C.<br>Bronzo, h. 128 cm <br><strong>ROMA, MUSEO NAZIONALE ROMANO(Palazzo Massimo)</strong><br>Quagliara Simona </div>]]></description>
         <enclosure url="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/46/Pugile%2C_I_secolo_ac.%2C_02.JPG/336px-Pugile%2C_I_secolo_ac.%2C_02.JPG" />
         <pubDate>2020-03-31 16:08:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>epedone1</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-31 16:31:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/llaterza/4xw5bro0qbl1/wish/484928401</link>
         <description><![CDATA[<div>Il pugilatore a riposo è uno splendido<strong> originale greco </strong>in bronzo<strong>,</strong>probabilmente realizzato dallo scuoltore greco <strong><em>Lisippo </em></strong>e scoperto a Roma, nelle pendici del Quirinale, durante gli scavi del 1885. Dopo la scoperta la statua è stata esposta al Museo Nazionale Romano e restaurata intorno al 1984 e il 1987. La statua appartiene al periodo <strong>tardoellenistico</strong> e raffigura un pugile seduto che si riposa dopo un incontro. La figura è costruita sul contrasto fra la <em>quiete</em> e il movimento della testa che si volge verso destra. Il torace è muscoloso e il viso è di un <em>uomo maturo</em>, ed è avvolto da una barba ben curata e da una capigliatura  riccioluta. La statua ha uno spiccato impatto realistico dato dai segni di una lunga carriera e l'estrema accuratezza dei dettagli è un esempio di <strong><em>verismo ellenistico</em></strong>, ma allude anche alla capacità del pugile di sopportare ogni fatica pur di conseguire la vittoria e quindi la <strong><em>virtù.<br></em></strong><strong>Fonte</strong><strong><em>:https://www.iltermopolio.com/archeo-e-arte/il-pugile-in-riposo<br></em></strong>Consulta il video:<strong><em><br>https://youtu.be/PE45pPCRCuc<br></em></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-31 16:43:29 UTC</pubDate>
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         <title>Caestus</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-31 17:30:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-31 17:37:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-31 17:42:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>lbruno4</author>
         <link>https://padlet.com/llaterza/4xw5bro0qbl1/wish/485322310</link>
         <description><![CDATA[<div>Nike, dea alata della vittoria, è stata scolpita per commemorare la vittoria della lega delio-attica nella battaglia dell'Eurimedonte. La statua, rinvenuta acefala e senza braccia, sembra atterrare o spiccare il volo dalla prua della nave sulla quale si suppone fosse posizionata. La figura poggia sulla gamba destra, mentre la gamba sinistra è arretrata. Il corpo è percorso da una linea sinuosa creata dal contrasto tra torace, spinto in avanti e leggermente ruotato verso destra, e la parte inferiore del corpo, ruotata nel verso opposto. Si è ipotizzato che il braccio destro fosse abbassato per reggere il pennone appoggiato sulla spalla e che quello sinistro fosse sollevato, per un gesto di saluto o per reggere una corona. La dea è coperta da un leggero chitone che aderisce strettamente al corpo e crea un gioco chiaroscurale di pieghette in grado di valorizzare lo slancio. Quest’opera ha grande importanza perché concilia spunti dei migliori artisti dei decenni precedenti: l'effetto bagnato tipico delle sculture di Fidia, la ponderazione "antitetica" delle statue di Lisippo e l'ispirazione al Pothos di Skopas. <br><br>https://www.youtube.com/watch?v=yCS2qesJgrE&amp;feature=emb_logo<br>https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&amp;v=JBR9S5-wPYk&amp;feature=emb_logo<br><strong>Fonti</strong>: https://it.wikipedia.org/wiki/Nike_di_Samotracia<br>https://www.studenti.it/nike-di-samotracia-analisi-opera-pitocrito.html<br><br>http://saberpoint.blogspot.com/2013/02/photoshop-reconstruction-of-winged.html?m=1</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-31 19:53:45 UTC</pubDate>
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         <title>APOXYOMENOS </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>LISIPPO<br>330-320 a.C<br>copia romana in marmo da originale bronzeo,  h. 200cm.<strong><br>CITTA' DEL VATICANO, MUSEO PIO-CLEMENTINO.<br></strong>MELANY PAPPADA'</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-01 11:09:07 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Apoxyòmenos ("colui che si deterge")<br>Quest'opera rappresenta un soggetto particolarmente originale rispetto agli esempi dell'età arcaica e classica.<br>La statua rappresenta un'atleta che, dopo la fatica dell'azione, si toglie  l'olio e il sudore con lo strìgile sul dorso della mano sinistra.<br>L'atleta non è quindi rappresentato nella fase "eroica "dell'attività agonistica, mentre gareggia o trionfa per la vittoria, ma in un gesto assolutamente comune, sia per chi vince sia per chi perde, come quello del detergersi dopo la gara.<br>L'opera assume la particolarità della posa del corpo: la gamba destra non è più' tesa bensì flessa con uno scarto  laterale.<br>Il bacino è ruotato, mentre i fianchi sono stretti e il torace allungato e sinuoso.<br> Per quanto riguarda l'espressività che assume l'opera,sembra come se l'artista abbia voluto mettere in evidenza un volto con tratti da adolescente,ma notiamo anche che,il volto si distacca notevolmente dai canoni tradizionali dell'età classica, specie per la larghezza degli zigomi .<br>Lisippo, inoltre, abbandona il canone proporzionale matematico della scultura sviluppata precedentemente, basato principalmente sul principio della simmetria delle parti del corpo, infatti qui la testa è più piccola, il corpo più snello e meno poderoso, così la figura appare quasi più slanciata ma anche percorsa da una tensione nervosa. <br>L' apoxyomenos segna il principio della totale conquista dello spazio per apprezzare le qualità formali di un'opera.<br><br>Per saperne di più:<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=20e1rINuMBg">https://www.youtube.com/watch?v=20e1rINuMBg</a><br>https://youtu.be/qPiwPx_wQKI</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-01 11:23:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>apastore1</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-04-07 13:52:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>apastore1</author>
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         <pubDate>2020-04-07 13:53:31 UTC</pubDate>
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         <title>DISCOBOLO &quot;LANCELLOTTI&quot;</title>
         <author>eguaricci</author>
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         <description><![CDATA[<div>MIRONE DI ELEUTERE<br>ca 460-450 a.C.<br>Copia romana in marmo da originale bronzeo<br>altezza 124 cm<br><strong>ROMA, MUSEO NAZIONALE ROMANO, PALAZZO MASSIMO.<br></strong>Elena Guaricci </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-14 19:31:46 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>eguaricci</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Discobolo costituisce una pietra miliare nello sviluppo della grande statuaria classica.<br>Fu realizzato dal grande artista Mirone tra il 460 ed il 450 a.C.<br>La statua, rappresenta un atleta mostrato nell'atto di lanciare il disco, come suggerito dal nome Discobolo, durante una competizione sportiva. <br>La sua posizione è tale da suggerire l'intera sequenza dinamica dell'azione. <br>Il busto si mostra frontale, mentre un grande arco, che sottolinea l'effetto di tensione, viene formato dal braccio destro sollevato e lanciato indietro, dalle spalle,dal braccio sinistro e dalla gamba arretrata. Il viso del giovane nonostante lo sforzo che impiega per compiere l'azione è assolutamente sereno.<br>L'opera è stata oggetto delle Spoliazioni operate da Napoleone e da Hitler. <br>Venne scelta come immagine simbolica dei Giochi Olimpici di Atene del 2004. <br>Bibliografia: G. Cricco- F. P., Di Teodoro, <em>Itinerario nell'arte 1 quarta edizione, Milano 2016</em><br><a href="https://www.artesvelata.it/discobolo-mirone/">https://www.artesvelata.it/discobolo-mirone/</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-14 19:59:46 UTC</pubDate>
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         <title>SCULTURA ARCAICA</title>
         <author>llaterza</author>
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         <pubDate>2020-04-15 07:19:10 UTC</pubDate>
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         <title>STILE SEVERO</title>
         <author>llaterza</author>
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         <pubDate>2020-04-15 07:19:53 UTC</pubDate>
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         <title>Età CLASSICA</title>
         <author>llaterza</author>
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         <pubDate>2020-04-15 07:28:05 UTC</pubDate>
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         <title>TARDO CLASSICISMO</title>
         <author>llaterza</author>
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         <pubDate>2020-04-15 07:32:50 UTC</pubDate>
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         <title>ELLENISMO</title>
         <author>llaterza</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-04-15 07:37:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mcece1</author>
         <link>https://padlet.com/llaterza/4xw5bro0qbl1/wish/508088498</link>
         <description><![CDATA[<div>Il ritrovamento della statua di bronzo avvenne nel 1926: il Cronide si trovava nello spazio circostante un relitto sul fondale marino del Mare Egeo, nell'odierna Eubèa (isola della Grecia). Inoltre, si suppone facesse parte del carico di una nave romana affondata nel 200 a.C. che l’avrebbe dovuta portare in patria. La statua rappresenta una figura maschile nuda protesa probabilmente nel lancio di un fulmine o di un tridente in avanti. Guardando il busto frontalmente, possiamo notare il braccio sinistro della statua completamente teso in avanti, compiendo l'atto di prendere la mira, mentre il destro indietreggia mantenendo l'asse delle spalle e l'avambraccio ancora più proteso. Il peso del corpo è sulla gamba sinistra e con quella destra, invece, cerca di darsi la spinta, poggiandosi sulla mezza punta del piede. Non si sa cosa la statua dovesse realmente tenere nella mano destra, forse un fulmine oppure un tridente (si tratterebbe quindi di una figura di Zeus o, di Poseidone, entrambi figli di Crono. Molti studiosi hanno pensato vedendo la presa leggera, più adatta a lanciare il tridente in punta di dita piuttosto che la saetta, solitamente impugnata a pieno palmo come un giavellotto. <br>Il volto è bloccato in un'espressione indecifrabile, i capelli sono corti, ricci e disposti in file ordinate, una treccia trattiene i capelli e li distribuisce sulla fronte in eleganti ciocche, la barba folta scorre in fluenti riccioli che esaltano il volto. Le orecchie sono piccole e libere dai capelli. Inoltre ci viene presentato con zigomi poco sporgenti, possiamo notare come la scultura assuma il  profilo greco. <br><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cronide_di_Capo_Artemisio">https://it.wikipedia.org/wiki/Cronide_di_Capo_Artemisio</a> </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-15 09:31:08 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>EFEBO</title>
         <author>llaterza</author>
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         <description><![CDATA[<div>Kritios<br>marmo, h 86 cm<br>ATENE, MUSEO DELL'ACROPOLI<br>Daniela Shpani<br><br>fonte immagine https://it.wikipedia.org/wiki/Efebo_di_Crizio</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-15 14:24:48 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>llaterza</author>
         <link>https://padlet.com/llaterza/4xw5bro0qbl1/wish/508618994</link>
         <description><![CDATA[<div>La statua rappresenta un giovane uomo nudo,  probabilmente il modello Apollo Filèso, rappresentato in posizione stante secondo il modello del <br>kourous arcaico (testa frontale, braccia stese lungo i fianchi, una gamba leggermente avanzata). <br>Ma, naturalmente, queste caratteristiche sono state riportate in modo diverso sulla statua perché esso rappresenta completamente lo Stile Severo: la statua non è rigida, si notano  accurati dettagli anatomici come la muscolatura corporea, le spalle espanse e il busto largo che esprimono forza e un grande potere.<br>per la prima volta viene risolta con naturalezza la questione dell'equilibrio di un corpo:  il bacino è inclinato assecondando la posizione delle gambe la sinistra è in fase di appoggio perché tiene il peso del corpo mentre la destra e più sciolta ed è appunto leggermente più avanti. <br>Le spalle invece non sono tese sono sciolte e sono rivolte verso il basso.<br>La testa invece è proporzionata al corpo e ha le seguenti caratteristiche: è piccola, sferica, e tondeggiante; le labbra sono piccole e carnose; ha ha un'acconciatura morbida  con una treccia che ricorda molto un aureola.<br><br><a href="https://youtu.be/aOF9SMkYzj4">https://youtu.be/aOF9SMkYzj4<br></a>Un video per maggiori informazioni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-15 14:31:28 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>llaterza</author>
         <link>https://padlet.com/llaterza/4xw5bro0qbl1/wish/508707937</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Questa scultura rappresenta la dea greca dell'amore e della bellezza Afrodite(Venere dei Romani).<br>Le braccia e la base furono perse. La statua fu trovata l'8 aprile 1820 dal contadino Yorgos Kentrotas sull'isola di Milo nell'Egeo . Lo scultore è Alexandros de Antioch.<br></em> La dea originariamente indossava gioielli tra cui un bracciale, due orecchini, e una fascia di cui restano solo i fori di fissaggio ed era inoltre impreziosita da una superficie dipinta.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-15 15:05:49 UTC</pubDate>
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         <title>DORIFORO</title>
         <author>angelisapichichero03</author>
         <link>https://padlet.com/llaterza/4xw5bro0qbl1/wish/510941884</link>
         <description><![CDATA[<div>Policleto<br>445 a.C.<br>copia romana in marmo da originale bonzeo, h 212 cm<br><strong>Napoli, Museo Archeologico Nazionale </strong><br>Angelisa Pichichero </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-16 15:14:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>angelisapichichero03</author>
         <link>https://padlet.com/llaterza/4xw5bro0qbl1/wish/511040069</link>
         <description><![CDATA[<div>Questa scultura è la miglior copia romana, ritrovata a Pompei, di un originale Doriforo bronzeo di età classica andato perduto. Il Doriforo (dal greco dòry, lancia, e phèrein, portare, cioè, letteralmente, «portatore di lancia»), è stato realizzato attorno al 445 a.C., e rappresenta un giovane uomo nudo in atto di incedere. Le dimensioni rispettano precise regole proporzionali, il cosiddetto Canone, definito da Policleto per rappresentare la massima perfezione. La rigidezza della frontalità viene definitivamente abbandonata. L'atleta (o divinità o eroe), colto durante il movimento, è rappresentato gravitante sulla gamba destra, che viene detta per questo «gamba portante». La gamba non portante, su cui non insiste il peso del corpo, è, invece, flessa e spinta molto indietro; conseguentemente il bacino a destra si solleva dalla parte della gamba portante e si abbassa sul lato opposto, mentre le spalle hanno un moto inverso (la destra si abbassa, la sinistra si solleva). Il busto, pertanto, si inclina leggermente di lato: si comprime a destra e si tende a sinistra. Il braccio destro, in posizione di riposo, scivola lungo il fianco, mentre quello sinistro si flette per reggere la lancia (anch’essa andata perduta). La testa, geometrica, si volge verso il lato della gamba portante e si inclina leggermente. Le parti in tensione e quelle in riposo si corrispondono secondo uno schema contrapposto: alla gamba destra il braccio sinistro, alla gamba sinistra il braccio destro. Questa corrispondenza incrociata viene definita chiàsmo, che deriva dalla lettera chi dell'alfabeto greco, che si scrive x. Tutte le statue realizzate da Policleto erano inscrivibili in forme geometriche quadrangolari. Il Doriforo è stato nominato anche «fanciullo virile d'aspetto». Ciò è dovuto proprio alle perfette proporzioni e alla conformazione delle membra, esprimenti di forza e potenza virile nonostante il dolce ritmo compositivo, proprio di un adolescente.<br><a href="https://youtu.be/906DWVZBfq0">https://youtu.be/906DWVZBfq0</a><br>Fonte: Itinerario nell’arte 1, quarta edizione, versione verde.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-16 15:51:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>angelisapichichero03</author>
         <link>https://padlet.com/llaterza/4xw5bro0qbl1/wish/511043465</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-04-16 15:52:41 UTC</pubDate>
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         <title>HERA DI SAMO</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>570-560 a.C circa<br>Marmo scolpito a tutto tondo, h. 192 cm<br><strong>PARIGI , MUSEO DEL LOUVRE</strong><br>Giorgia Colonna</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-20 15:17:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Questa grandiosa scultura, giuntaci acefala, cioè senza testa, potrebbe rappresentare la stessa dea Hera o una fanciulla (kore) che reca offerte al tempio della dea. <br>Il busto è nascosto da un himation dal quale fuoriescono solo un braccio e i piedi in basso. <br>La statua è completamente geometrica, infatti ha una forma cilindrica passante per il centro del corpo. Le fitte pieghe sono formate dalle linee verticali e curve della veste che conferiscono slancio alla figura. La scultura è inserita nella corrente ionica infatti somiglia al fusto di una colonna ionica, lo notiamo dalle scalanature presenti sul chitone e quelle sull' himation. La maestosità della figura viene addolcita dalla sinuosità della linea di contorno.<br><br>G. Cricco- F. P. Di Teodoro, <em>Itinerario nell'arte 1 quarta edizione, Milano 2016</em><mark><br></mark><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-20 15:44:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-04-20 16:13:31 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>SATIRO DANZANTE <br>IV-II sec. a.C.<br>bronzo, h 2,5m<br><strong>Museo del Satiro Danzante, Mazara del Vallo<br><br></strong>Cordasco Maria Letizia</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-28 20:39:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1997, a Mazara del Vallo, un motopeschereccio scovò casualmente una gamba di bronzo.<br>Circa un anno dopo, attraverso duro lavoro e molte ricerche, fu trovata, nella stessa zona, il resto della scultura. Da subito vennero effettuati i lavori di restauro.<br>Inizialmente fu portato a Palazzo Montecitorio, per poi tornare a Mazara del Vallo.<br>La scultura rappresenta un satiro nudo in atto di danzare. <br>Analizzandola, alcuni dettagli (come le dimensioni, superiori al reale, e il piombo rilevato) fanno pensare ad una scultura del periodo post-classico.<br>Il Satiro è raffigurato in atteggiamento di danza vorticosa, con il peso sul fianco destro e il volto verso l'alto. Questo ha fatto ipotizzare che facesse parte del ciclo dionisiaco. <br>Il capo è abbandonato all'indietro, quasi stesse cadendo. Si dice che è raffigurato nel momento in cui esegue una pirouette, con estrema velocità. La bocca fa pensare che stesse quasi gridando. Ha i capelli al vento. Mancano la gamba destra e altri dettagli. Le braccia sono distese. È completamente nudo e ha un buco sulla schiena sulla quale era attaccata la coda. In molti hanno parlato di un atteggiamento di sfida verso i mari e i venti. <br><br>Per saperne di più <br><a href="https://youtu.be/4xD8GhQ24J0">https://youtu.be/4xD8GhQ24J0</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-28 20:41:51 UTC</pubDate>
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