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      <title>El Ritmo by Alessandro Gil</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-09 15:21:54 UTC</pubDate>
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         <title>El ritmo.</title>
         <author>gil20021110</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-02-13 10:27:41 UTC</pubDate>
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         <title>Definizione</title>
         <author>gil20021110</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Il ritmo</strong> è definito come una successione di accenti, intendendo con accento il maggior rilievo  che alcuni suoni hanno rispetto ad altri nell'ambito di un brano, una frase musicale oppure nello stesso corpo</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-13 10:30:31 UTC</pubDate>
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         <title>Español:</title>
         <author>gil20021110</author>
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         <description><![CDATA[<div>El flamenco es un estilo musical con orígenes muy antíguos, típico de la Andalucía, organizado entorno al canto y a su poesía. Muchas teorías giran alrededor del flamenco, las principales atribuyen su nacimiento a la población nomada de los gitanos. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-19 21:58:08 UTC</pubDate>
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         <title>Seguiriyas:</title>
         <author>gil20021110</author>
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         <description><![CDATA[<div>È la seconda tappa nella storia del flamenco. Possibilmente le "seguiryas" sono una derivazione delle "tonás", specialmente di un tipo di queste, le chiamate "plañideras" che derivano dalla parola "plañir", che significa piangere.<br>Si conosceva solo tra le famiglie gitane, che erano comunità molto chiuse. All'inizio del XIX cominciano a cantare in pubblico, coincidendo con l'ammorbidimento della repressione contro i gitani.<br>È un canto molto difficile, riservato a poche famiglie gitana, e ogni cantaor ha dato la sua interpretazione personale, anche se tutte coincidono in un largo lamento portato fino agli estremi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-20 10:12:24 UTC</pubDate>
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         <title>Tonás:</title>
         <author>gil20021110</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le "tonás" sono le mostre più antiche del flamenco. Possibilmente derivano da canzoni popolari del XVII secolo, e della parola "tonada", "tono", "melodía".<br>Furono una creazione genuina gitana soprattutto a Sevilla e Cadiz. <br>Le "tonás" non si conobbero fino alla fine del XIII secolo. Rappresentano la fusione tra l'orientale e lo gitano di Andalusia.<br>Essistono vari tipi, quelle più conosciute sono le chiamate "martinetes" o le "carceleras".<br>Come quasi tutti I canti originalli non hanno un accompagnamento musicale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-20 10:34:36 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>gil20021110</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-02-21 11:16:26 UTC</pubDate>
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         <title>Letteratura:</title>
         <author>gil20021110</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il verso:<br>sillabe, ritmo, rima.<br>Il verso italiano è caratterizzato dal numero delle sillabe e dal ritmo. <br>La sillaba, come nelle altre letterature romanze, costituisce l'unità metrica: sono cioè da <br>considerarsi uguali i versi che presentano un numero uguale di sillabe. La quantità, cioè <br>la lunghezza o brevità, non ha alcuna importanza. Questa è una differenza fondamentale <br>rispetto alla versificazione greca e latina, e si spiega con la storia stessa della lingua italiana. <br> La struttura del verso latino è determinata dalla rigida distinzione che il latino classico opera fra sillabe lunghe e sillabe brevi. Ma con il latino volgare, da cui derivano le lingue romanze (italiano, spagnolo, francese, portoghese, romeno, ecc.), questa differenza non si <br>avvertì più, e l'accento tonico della parola andò acquistando maggiore importanza. <br>Nel verso italiano anche il ritmo ha una certa importanza. Le parole della nostra lingua <br>hanno un accento proprio che viene mantenuto nel contesto della frase, e questo fa sì che <br>il ritmo del verso italiano (se confrontato per esempio con quello francese) sia molto <br>marcato. La sua importanza è comunque inferiore a quella del numero delle sillabe: i <br>versi con un numero uguale di sillabe sono da considerare uguali anche se hanno ritmo diverso. <br> Questo è uno sviluppo tipico delle lingue neolatine, in cui non è determinante il numero <br>delle sillabe accentate, ma il numero di tutte le sillabe, mentre il verso tedesco si fonda sul numero delle sillabe forti, ovvero accentate (che vengono chiamate arsi), mentre il <br>numero delle sillabe deboli, ovvero non accentate (tesi), può essere vario. <br>Nei primi secoli la rima era considerata una componente essenziale, perché contrassegnava la fine del verso. Solo nel Rinascimento si tentò per la prima volta la <br>composizione di versi sciolti, a cui però i trattatisti del tempo negarono il carattere di <br>verso. <br>L'uso poetico ha mostrato che in italiano i versi sciolti potevano essere sentiti come versi <br>veri e propri, perché sono fortemente ritmati, e quindi è facile riconoscerli come non-prosa. Sebbene la rima non sia una componenteindispensabile del verso italiano, essa <br>continua a mantenere la sua funzione strumentale per il raggruppamento dei versi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-21 17:50:34 UTC</pubDate>
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         <title>Musica:</title>
         <author>gil20021110</author>
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         <description><![CDATA[<div>La musica futurista nasce per opera di artisti stanchi degli insegnamenti accademici dei conservatori. <br><strong>Francesco Pratella</strong> è il primo musicista che tenta di rinnovare radicalmente il linguaggio musicale tradizionale. Le sue concezioni musicali appaiono in due manifesti: il "Manifesto dei Musicisti futuristi" datato l' 11 Gennaio 1911  e "La musica futurista-Manifesto tecnico"  che risale invece al 29 Marzo 1911. <br>Luigi Russolo è stato un musicista futurista, che nell'11 Marzo 1913 pubblica "L'arte dei Rumori"; secondo Russolo la musica deve essere fatta prevalentemente di rumori, non di suoni armonici. Si tratta di rumori della vita quotidiana,  mescolati assieme disordinatamente, come in un' improvvisazione (vengono simulati ululati, rombi, stropiccii, gorgoglii, sibili e ronzii).<br>Per riprodurre questo genere di rumori, Russolo inventa vari strumenti: nel 1913 l'"intonarumori", apparecchio che simula ululati, rombi, stropiccii, gorgoglii, sibili e ronzii, nel 1922 il "rumorarmonio", il mezzo necessario ad amplifiacare gli effetti musicali creati dall'intonarumori. <br>Tutti questi strumenti vennero piu` volte utilizzati in spettacoli dal vivo, seguiti  puntualmente da reazioni violente del pubblico,  secondo il clima tipico delle serate futuriste.<br>Marinetti fu un instancabile propagandista e sostenitore della musica futurista. Successivamente s'interesso' di radiofonia e propose d'inserire nelle trasmissioni  suoni captati dal mondo circostante (sgocciolii, fruscii, ecc.)</div><div>Russolo sarà l'unico che si trasferirà a Parigi e continuerà ad aggiornare e a sviluppare la musica futurista, continuando la sua attività di inventore. <br>Dai compositori stranieri contemporanei venne considerato l'unico grande musicista futurista, ma la sua opera non avrà successori immediati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-22 18:05:11 UTC</pubDate>
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         <title>Arte:</title>
         <author>gil20021110</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Futurismo nasce all'inizio del Novecento, in un periodo di notevole fase evolutiva dove tutto il mondo dell'arte e della cultura era stimolato da numerosi fattori determinanti: le guerre, la trasformazione sociale dei popoli, i grandi cambiamenti politici e le nuove scoperte tecnologiche e di comunicazioni, come il telegrafo senza fili, radio, aeroplani e le prime cineprese ; tutti fattori che arrivarono a cambiare completamente la percezione delle distanze e del tempo, "avvicinando" fra loro i continenti.<br><br></div><div><br>Il XX secolo era quindi invaso da un nuovo vento, che portava all'interno dell'essere umano una nuova realtà: la velocità. I futuristi intendevano idealmente "bruciare i musei e le biblioteche" in modo da non avere più rapporti con il passato e concentrarsi così sul dinamico presente; tutto questo, come è ovvio, in senso ideologico. Le catene di montaggio abbattevano i tempi di produzione, le automobili aumentavano ogni giorno, le strade iniziarono a riempirsi di luce artificiale, si avvertiva questa nuova sensazione di futuro e velocità sia nel tempo impiegato per produrre o arrivare ad una destinazione, sia nei nuovi spazi che potevano essere percorsi, sia nelle nuove possibilità di comunicazione.</div><div>Questo movimento nacque inizialmente in Italia e successivamente si diffuse in tutta Europa.<br>La prima importante esposizione futurista si tenne a Parigi presso la galleria Bernheim-Jeune dal 5 al 24 febbraio 1912. All'inaugurazione della mostra erano presenti Marinetti, Boccioni, Carrà, Severini e Russolo. L'accoglienza iniziale fu fredda, ma nelle settimane successive il movimento suscitò un certo interesse divenendo presto oggetto di attenzioni internazionali tanto da favorire la riproposizione della mostra anche in altre città europee come Berlino.<br><br></div><div>La riconciliazione con i futuristi avvenne in seguito, grazie alla mediazione dell'amico Aldo Palazzeschi. Nel 1913 infatti, Soffici e Papini uscendo da <em>La Voce</em> decisero di fondare la rivista Lacerba appoggiando così il movimento futurista.<br><br></div><div><br>Alla morte di Umberto Boccioni nel 1916, Carrà e Severini si ritrovarono in una fase di evoluzione verso la pittura cubista, di conseguenza il gruppo milanese si sciolse spostando la sede del movimento da Milano a Roma, con la conseguente nascita del "secondo Futurismo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-22 18:18:40 UTC</pubDate>
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         <title>Storia:</title>
         <author>gil20021110</author>
         <link>https://padlet.com/gil20021110/Alessymas/wish/237002486</link>
         <description><![CDATA[<div>Il futurismo visse l'inizio e la fine della "prima guerra mondiale" o "grande guerra"<br>Questa guerra è detta mondiale perchè per la prima volta coinvolge Stati Uniti in continenti diversi. <br>Il detonante della guerra, o scintilla, è causato dall'assassinio dell'arciduca d'Austria, Francesco Ferdinando a Sarajevo, nel 28 giugno 1914 da uno studente serbo-bosniaco<br>L'Austria accusò dell'assassinio la Serbia e il 28 luglio dopo aver ricevuto l'appoggio del kaiser Guglielmo II, le dichiarò guerra.<br>La Russia voleva creare un impero che comprendesse tutti i popoli di lingua slava decise quindi di aiutare la Serbia.<br>Con la dichiarazione di guerra scattò  il sistema di alleanze.<br>Da una parte nella triplice Intesa accanto alla Serbia si schierarono lo zar di Russia, la Francia e l'Inghilterra anche il giappone colse l'occasione per scendere in guerra contro la Germania. In Italia Giolitti aveva deciso di non intervenire perché la Triplice Alleanza era un patto difensivo e siccome Austria e Germania non erano state aggredite ma avevano dichiarato guerra per primi Italia rimase neutrali.<br> Il fronte di guerra che assunse da subito maggiore importanza strategica fu quello tra la Germania e la Francia. Il piano tedesco prevedeva prima l'attacco alla Francia che secondo la Germania sarebbe stata sconfitta in poche settimane e in un secondo tempo l'attacco alla Russia. Per aggirare le linee fortificate e le truppe francesi schierate sul confine franco tedesco, il 4 agosto 1914 l'esercito della Germania invase il Belgio, malgrado questo fosse uno stato neutrale.  i primi di settembre l'esercito del Reich puntò su Parigi, ma le truppe francesi organizzarono un'eroica difesa lungo il fiume Marna a 40 km dalla capitale e dopo una settimana di sanguinosi combattimenti fermarono i tedeschi.<br>Nelle settimane successive entrambi gli eserciti,non riuscendo a prevalere l'uno sull'altro, si attestarono lungo un fronte che si estendeva dal Belgio al confine svizzero. I soldati costruivano le trincee. Era iniziato un tipo di guerra nuovo e imprevisto: la guerra di trincea o di posizione. Mentre in Italia le cose stavano cambiando un gruppo di nazionalisti e interventisti faceva pressione Perché l'Italia entrasse in guerra. Fu così che nell'aprile del 1915 il governo italiano firmò il Patto di Londra  con il quale L'Italia entrò in guerra a favore della triplice intesa e gli austriaci organizzarono una spedizione punitiva contro l'Italia. Nell'Agosto del 1916 l'Italia riuscì a respingere gli austriaci.<br>Sul mare i primi scontri furono favorevoli alla flotta inglese, che sul finire del 1914 organizzò un blocco navale. La Germania scatenò la guerra Sottomarina usando i sommergibili che colpirono anche navi passeggeri e navi neutrali. Nel maggio 1915 un sommergibile tedesco affondò il transatlantico inglese Lusitania, che portava, tra gli altri passeggeri, un centinaio di cittadini americani. Le proteste degli Stati Uniti indussero i tedeschi a sospendere temporaneamente la guerra Sottomarina.<br>Nel 1917 la Russia si ritira dalla guerra per problemi interni, firma un trattato di pace con la Germania in cui perderà Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania e Finlandia. Gli americani entrarono in guerra a favore dell'intesa. Dopo il ritiro della Russia dal conflitto gli imperi centrali spostarono le truppe sul fronte italiano sferrando un attacco che costrinse il nostro esercito, mal comandato e stanco, a subire lo sfondamento del fronte nei pressi di Caporetto e a ritirarsi in modo caotico fino al Piave. Per rimediare al disastro fu costituito un nuovo governo di solidarietà nazionale; si rinnovarono i vertici dell'Esercito e furono chiamati alle armi giovani nati del 1899.<br>L'Italia ottenne la vittoria decisiva a Vittorio Veneto. Il 3 novembre 1918 fu firmato l'armistizio con l'Austria l'11 novembre la Germania chiese la pace. la vittoria dell'Italia fu una vittoria mutilata perchè l'Italia Infatti non ebbe i territori promessi dal Patto di Londra come la Dalmazia e fiume</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-01 16:19:00 UTC</pubDate>
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