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      <title>GROUPABILITY® by COLLAGE FORMAZIONE</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-11-17 11:36:45 UTC</pubDate>
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         <title>TUTORIAL USO PADLET</title>
         <author>CollageFormazione</author>
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         <pubDate>2021-04-29 14:36:53 UTC</pubDate>
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         <title>ISTRUZIONI PER L&#39;USO</title>
         <author>CollageFormazione</author>
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         <description><![CDATA[<div>POSIZIONANDO IL CURSORE SU QUESTO BOX DALL'ALTO, POTETE SCORRERE IN BASSO IL MOUSE E VISIONARE IN VERTICALE TUTTA LA COLONNA.<br><br>FATE ATTENZIONE: PADLET SI ESPANDE ANCHE IN LARGHEZZA. SPOSTATE IL CURSORE PER ANDARE VERSO DENTRA E VEDERE TUTTE LE COLONNE PRESENTI.<br><br>1) Chiunque può <strong>aggiungere elementi</strong>, scrivendo direttamente nei box e/o allegando file word, video, pdf, immagini.<br><strong>Si salva in automatico</strong>.<br>2) Per <strong>AGGIUNGERE UN NUOVO BOX </strong>basta cliccare sul <strong>cerchietto con il +</strong> che trovate in basso a ogni colonna.<br>2) PER <strong>MODIFICARE UN BOX</strong>: portare il cursore in alto a destra del box stesso. Compaiono il simbolo del cestino (per eliminare) e della matita (per modificare).<br>3) SE ABILITATE (al primo accesso) la ricezione delle NOTIFICHE, sarete di volta in volta avvisati quando qualcuno aggiunge un post.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-21 21:59:20 UTC</pubDate>
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         <title>MODULO UNO - 24 e 25 settembre 2022</title>
         <author>CollageFormazione</author>
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         <pubDate>2022-09-30 19:35:48 UTC</pubDate>
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         <title>BIBLIOGRAFIA</title>
         <author>CollageFormazione</author>
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         <title>BROCHURE </title>
         <author>CollageFormazione</author>
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         <pubDate>2022-09-30 20:00:33 UTC</pubDate>
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         <title>CORSO SPECIALIZZAZIONE</title>
         <author>CollageFormazione</author>
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         <pubDate>2022-09-30 20:00:55 UTC</pubDate>
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         <title>CALENDARIO</title>
         <author>CollageFormazione</author>
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         <pubDate>2022-09-30 20:01:31 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2322017169</link>
         <description><![CDATA[<div>MODULO UNO 24 - 25 SETTEMBRE 2022<br>Siamo appena partiti e nel giro di due giorni il gruppo ha già ottenuto sorprendente coesione e capacità di interagire. Il gruppo era assai eterogeneo per estrazione ed esperienza e non tutti i partecipanti sembravano egualmente pronti a interagire, ma dopo un qualche iniziale imbarazzo si sono rese assai disponibili all'apertura. E’ stato fondamentale il conoscersi “intimamente” con l’interazione del corpo, prima che con le parole.&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>Abbiamo iniziato a camminare, prima individualmente poi mescolandoci e si sono spontaneamente create delle coppie. A turno abbiamo modellato il corpo dell’altra persona come una statua esprimendo così il proprio vissuto di quel momento.</div><div>&nbsp;</div><div>Abbiamo creato vari sottogruppi per concordare tra noi un Patto di Alleanza, di condivisione sostegno e stimolo, che resterà nel nostro percorso. Passaggio da MEWE, io sono nel gruppo, a WEME, il gruppo che mi contiene.&nbsp; A ciascun gruppo è stato chiesto di esprimere visivamente e sinteticamente il senso dell'essere in gruppo; abbiamo quindi prodotto immagini e brevi frasi che poi abbiamo consegnato e che appartengono alla documentazione del gruppo (foto)</div><div>&nbsp;</div><div>Successivamente abbiamo poi fatto esperienza di autoregolazione dividendoci in due gruppi, ognuno agli estremi opposti della stanza. A turno ognuno è andato al gruppo opposto camminando in modo da esprimere cosa si desidera, quali obiettivo, dove si vuole arrivare.</div><div>&nbsp;</div><div>Poi abbiamo rappresentato il nostro percorso in tre fasi: radunandoci prima tutti a un’estremità della sala ci siamo concentrati sul proprio vissuto e su cosa ci ha spinto a fare un percorso focalizzato sull'essere in gruppo. Seconda fase ci siamo mossi insieme fino a toccare un punto intermedio di passaggio. Lì è dove siamo ora, nel momento della nostra evoluzione. Infine abbiamo proseguito verso il lato opposto che rappresenta il conseguimento del proprio obiettivo</div><div>&nbsp;</div><div>Abbiamo creato il nostro rito di chiusura di ogni sessione: WEME</div><div>&nbsp;</div><div>Abbiamo co-creato insieme come gestire la documentazione, fatto che ha reso tangibile a tutti l'acquisita capacità del gruppo neo-formato di attivare interazioni veloci e positive.</div><div>&nbsp;</div><div>Le condivisioni dopo ogni fase, in copia o assieme, hanno incrementato la disponibilità a realizzare un'emozionalita' e una partecipazione comune.</div><div>Trovo che l'inizio del nostro percorso – con l'introduzione di una modalità di co-gestione che indirizza quel tanto che basta e lascia appena possibile all'iniziativa alle persone e al gruppo - offra le migliori possibilità degli ulteriori sviluppi che ci aspettiamo</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-01 13:47:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2322024910</link>
         <description><![CDATA[<div>MODULO UNO 24 - 25 SETTEMBRE 2022<br>Ho recepito il sentire del gruppo scaldarsi progressivamente, con alcuni momenti di confronto circa l’evoluzione del percorso e la strutturazione della documentazione. Il flusso emotivo non si è mai interrotto, ed ha ripreso alto dopo i momenti di rallentamento. La conclusione con il rito finale ha sigillato la fine di questo primo tratto e l'apertura ai prossimi. A titolo personale ho sentito il tutto molto integrato<br>Dario<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-01 13:59:18 UTC</pubDate>
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         <title>DIARIO DI BORDO MODULO 1  di Alessandra e Andrea</title>
         <author>CollageFormazione</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-10-02 15:21:28 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2327717512</link>
         <description><![CDATA[<div>ORIZZONTALE E VERTICALE? ANCHE TRASVERSALE<br>&nbsp;Per tanti decenni della mia vita ho privilegiato la verticalità. Il radicamento piedi per terra, indipendenza, non aver bisogno di nessuno, viaggi in condizioni difficili, anche da solo zaino sulle spalle, attività fisica faticosa, amore per la montagna, arrampicare sentendo la roccia sotto i piedi e appigli a cui attaccarsi, camminare per la propria strada, impulsività rettiliana attacco / fuga, gli altri non devono cambiare la mia vita. Colpo in canna.<br>&nbsp;E tanto di tutto ciò mi permea ancora.<br>&nbsp;La dimensione orizzontale è una scoperta più recente e trae spunto da un'attività quotidiana, il camminare. Ogni passo è uno sbilanciamento in avanti, una piccola perdita di controllo e di equilibrio, un micro lasciarsi andare, subito controllato dall'altra gamba che ristabilisce la certezza. Ma se ogni volta non ci si lascia andare non si cammina. Lo sbilanciamento in avanti, che fa progredire, è l'apertura agli altri, la condivisione di un destino che attraverso miliardi di sfaccettature e possibilità è comune a tutti gli uomini. È il guardarsi allo specchio e vedere una folla, è il radicamento orizzontale di una pianta le cui radici, sotto, si espandono di lato per spazi imprevedibili alla ricerca di acqua e di nutrimento. È il sentire tanti perfetti sconosciuti in un grande percorso. Io non amo tutto il mondo, e un bel pezzo di mondo mi sta pure antipatico, ma tutti quelli che incontro possono essere compagni di viaggio. Ho imparato a sciare tardi, già assai adulto, e la sensazione di lasciarsi scivolare giù, chissà dove, attaccato alla neve, tenendo l'equilibrio e divertendomi è qualcosa di più di un paragone. È il ritorno all'infanzia quando puoi giocare con tutti.&nbsp;<br>Dario</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-05 14:38:51 UTC</pubDate>
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         <title>MODULO 2 INCONTRO 1 - LE SLIDE</title>
         <author>CollageFormazione</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2329695849</link>
         <description><![CDATA[<div>LE SLIDE dell'incontro sul tema: RADICAMENTO VERTICALE E ORIZZONTALE. IL GRUPPO COME SFONDO E BASE NELLA SOCIETA' LIQUIDA CONTEMPORANEA.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-06 16:23:49 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2330646976</link>
         <description><![CDATA[<div>MODULO DUE - INCONTRO 1</div><div>&nbsp;</div><div>Dalla prima condivisione tutti insieme su ciò che ha lasciato l'incontro precedente è emersa nei partecipanti molta voglia di scoprire "cosa succede" nel percorrere una strada nuova. Sono emerse molte specificità, diversità e sfumature secondo le sensibilità e le esperienze di vita e di cultura delle varie persone, ognuna con la propria unicità e ricchezza. Nel gruppo appena nato, e già recepito come tale con una propria vitalità, si è manifestata un atteggiamento di “curiosità”. Nell’esposizione del proprio sentire e nella verifica delle diversità si è consolidato il senso di un gruppo libero dove ognuno può essere ciò che è, con elevato coinvolgimento emotivo e la possibilità comune di fare un percorso utile per scoprire qualcosa di nuovo senza pregiudizio nei confronti di ciò che accade.&nbsp;</div><div>Le differenze si sono articolate secondo due principali variabili, con alcune situazioni intermedie.<br>&nbsp;&nbsp;</div><div>Qualche imbarazzo, un po' di diffidenza, e vigile attesa se maggiore propensione al verbale e minore esperienza di comunicazione attraverso il corpo. Vigilanza del proprio territorio culturale e timore di sovrapposizioni. Richiesta di maggior tempo per riflettere.<br>&nbsp;Parole chiave:&nbsp;</div><div>Irritazione, fastidio, anche “rabbia”, tempi più lunghi, cerco il gruppo per fidarmi, prima entusiasmo poi ripensamento, come interagire e integrarsi, fatica, sedimentare, diversità di approcci, adattarsi richiede cambiamento, fatica su autoregolazione del gruppo, non c’è apprendimento senza fatica, ambivalenza: piacere della scoperta - fatica di svelarsi, stare nel tempo degli altri, scelta di stare con velocità diverse, attesa di equalizzare - mi si aprono finestre, mi sono sentita bene.<br>&nbsp;</div><div>Percezione di un "approdo sicuro" a cui finalmente si è giunti,&nbsp; propensione verso questa modalità di relazione gruppale e attesa di scoperta e apprendimento.<br>&nbsp;Parole chiave:&nbsp;<br>&nbsp;molta curiosità, entusiasmo, vedere lo sviluppo del percorso, sentirsi a proprio agio, sensazione di approdo, ho trovato quello che cercavo, protezione, conferma, comprensione della fatica dell’integrazione, cosa giusta al momento giusto, mi sono caricata di energia, esperienza rassicurante, opportunità di occuparmi di me, lanciarsi allo sbaraglio, non basta mettere insieme - costruire ed esserci, forzare qualcosa di noi, intensità emotiva, apprezzamento delle condivisioni, divertimento, ho sentito impegno ma non fatica, leggerezza, il posto dove volevo esserci, una boccata d’aria, progettualità.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-07 08:10:59 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2330677510</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-10-07 08:41:52 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>DIARIO DI BORDO MODULO 2 INCONTRO 1 Andrea e Alessandra</title>
         <author>CollageFormazione</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-10-07 16:01:50 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2333394860</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-10-10 11:11:51 UTC</pubDate>
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         <title>MODULO DUE - EPOCHÈ </title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2336604210</link>
         <description><![CDATA[<div>Nell'incredibile ricchezza di tutto ciò che ieri abbiamo detto e condiviso, nel groppo in gola delle tante emozioni e sensazioni, che si sono succeduti come ondate sulla spiaggia, nella diversità di tutto ciò che abbiamo comunicato e che si è magicamente integrato in un unico ricco mosaico, si sente il forte e delicato filo conduttore che sta accompagnando tante persone lungo una via di esplorazione, con la meraviglia di tanti bimbi che corrono insieme.</div><div>Tra le tante esperienze, una non è più significativa di tutte le altre, ma a modo sua indicativa di un percorso.<br>Nella condivisione, dopo l'esperimento di parlare al buio, tutti in un modo o nell'altro hanno sentito di "sapere che l'altro c'è anche se non lo vedo". Un "sentire" che ha espresso intimità e fiducia negli altri del gruppo, con mille sfumature di certezza, decisione, disagio, sicurezza, solitudine, conforto, imbarazzo, curiosità. In tutti la convinzione di presenza. È lo sguardo che va oltre il buio, oltre l'apparenza, oltre la difficoltà. E'lo sguardo che offre la possibilita "di parlare con gli altri e con sé". Tutto è risuonato di nuovo con i tanti, potenti echi nel "circo della farfalla". Lo sguardo che vede dietro l'apparenza, riconosce e rende le persone potenti dei loro mezzi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-12 07:52:38 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2338251304</link>
         <description><![CDATA[<div>I GRUPPI E LE ISOLE<br>Prima degli eventi che stanno cambiando tutto il mondo, c'erano i gruppi, anche forti,&nbsp; (la chiesa, il Partito Comunista, la famiglia tradizionale), e i raggruppamenti che raccoglievano passioni comuni (il divertimento, lo sport, la cultura, la musica, quelli del '68, dei viaggi in oriente, delle canne e di Woodstock),&nbsp; ma struttura sociale nel suo insieme restava più o meno omogenea, almeno per strati. C'erano i padroni e gli operai, la Fiat e la "fabbrichetta" di ex operai. Si sentiva di essere inseriti, con tutte le diversità, in qualcosa di più grande di noi. Ognuno al suo posto. Buona parte degli ex sessantottini hanno finito per fare i politici, i giornalisti o i manager d'azienda.<br><br>Adesso i gruppi si stanno maggiormente strutturando come unità autonome, ambiti segmentati e separati di identità e di appartenenza trasversale. La realtà si sta frammentando.<br>I gruppi ambientalisti, le baby gang, i si-vax e i no-vax, i nerd, i tanti aspetti del mondo LGBT, i gruppi sui social raggrumati attorno agli influencer, quelli che dialogano solo su internet, il volontariato. Adesso i padroni vanno dagli strapotenti gruppi internazionali alle aziende che fanno fatica a campare, come i loro dipendenti. Nel proletariato ora c'è di tutto, dai rider immigrati ai precari.&nbsp;<br><br>La realtà si sta frammentando non solo in individui, ma soprattutto in gruppi come isole viventi che si muovono nel mare della società; isole che&nbsp; si espandono o si contraggono, magari nel giro di breve tempo, si incontrano o si scontrano, comunicano, si scambiano cose, si alleano o si separano.<br>E cosa c'entra tutto questo col nostro gruppo, che durerà un anno o giù di lì? Anche noi siamo una di queste isole. Il nostro gruppo, e tanti gruppi simili, ha una forte capacità generativa e comunicativa, è un'isola vulcanica che erutta idee e relazioni che può spargere ovunque, può espandersi con quello che produce e nel contatto con altri, può generare altre isole, tante tante altre isole, può appartenere a un movimento diverso, una flotta di isole che, forse, può cambiare qualcosa. L'isola non è più una cosa isolata in mezzo all'oceano. È un concentrato di risorse.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-13 06:47:35 UTC</pubDate>
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         <title>PROGRAMMA MODULO 2 INCONTRO 1 </title>
         <author>CollageFormazione</author>
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         <pubDate>2022-10-13 15:17:39 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>PROGRAMMA MODULO 2 INCONTRO 2 </title>
         <author>CollageFormazione</author>
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         <pubDate>2022-10-13 15:18:39 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
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         <description><![CDATA[<div>Io penso che si stia creando un gruppo, animato da un importante obiettivo comune, che integra persone con differenti profili, sensibilità, esperienze professionali e di vita. La diversità è una grande opportunità per il contributo che ciascuno porta e che arricchisce un percorso comune.<br>Nell'integrazione delle differenze, rispettosa di ciò che ciascuno di noi è, c'è la possibilità di sviluppare insieme quel processo dinamico che crea un "campo".<br>"La danza della reciprocità sarà tanto più fluida quanto più soggetti e ambiente sapranno tenersi d’occhio e favorire le forme di contatto"<br>L'esperienza è tanto più arricchente quando si esce dalla propria area di comfort, ben consapevoli dell'ambito in cui si vuole restare.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-16 07:33:25 UTC</pubDate>
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         <title>DIARIO DI BORDO MODULO 2 INCONTRO 2 Andrea e Alessandra</title>
         <author>CollageFormazione</author>
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         <pubDate>2022-10-16 16:17:08 UTC</pubDate>
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         <title>MODULO 2 INCONTRO 3 - LE SLIDE</title>
         <author>CollageFormazione</author>
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         <pubDate>2022-10-18 20:15:43 UTC</pubDate>
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         <title>PROGRAMMA MODULO 2 INCONTRO 3 </title>
         <author>CollageFormazione</author>
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         <pubDate>2022-10-18 20:45:23 UTC</pubDate>
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         <title>QUESTIONARIO MODULO 2 INCONTRO 3 STILI DI LEADERSHIP</title>
         <author>CollageFormazione</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2345881295</link>
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         <pubDate>2022-10-18 20:50:24 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>In relazione all&#39;incontro in tema di epoché e sguardo che sostiene condivido questo articolo</title>
         <author>fianco74</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2346463305</link>
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         <pubDate>2022-10-19 06:12:55 UTC</pubDate>
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         <title>MODULO 2 INCONTRO 2 - LE SLIDE</title>
         <author>fianco74</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2346467788</link>
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         <pubDate>2022-10-19 06:16:52 UTC</pubDate>
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         <title>Lo sguardo che scopre</title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2347038336</link>
         <description><![CDATA[<div>In questi ultimi anni è avvenuto e sta avvenendo qualcosa che cambia il mio sguardo.&nbsp;<br>Che io non abbia bisogno di nessuno è sempre stato, e in un qualche modo lo è ancora, il paradigma della mia vita. La mia indipendenza, la mia libertà di pensare e di fare senza alcun riferimento, il camminare col mio passo, il saper tirare avanti senza dipendere da nulla, l'orgoglio molto animale di correre e di cacciare da solo, ha segnato la mia struttura caratteriale.&nbsp;<br>La scoperta è che avere bisogno degli altri non è una dipendenza, ma un'opportunità. Ho bisogno degli altri per parlare, imparare, ricevere idee e stimoli, capire di più, nuotare e camminare con gli altri, essere aiutato e aiutare, esserci quando gli altri hanno bisogno, percorrere strade che non avrei mai percorso, guardare altri panorami.&nbsp;<br>È come respirare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-19 13:39:24 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2350807649</link>
         <description><![CDATA[<div>MODULO 2 INCONTRO 3</div><div>&nbsp;</div><div><strong>UN COLPO D'ALA</strong></div><div>L'incontro di oggi è stato un passo in più e più in alto del gruppo che stiamo costruendo insieme.<br>&nbsp;<br>&nbsp;Ci siamo permessi, in coppia, di guardarci e di <strong>dire cosa l’altra persona suscita in noi</strong>, il suo aspetto, le sue espressioni, in quel momento e nelle occasioni di contatto finora avute, verificando poi l’effetto che fa quella comunicazione. È stato il "cosa penso di te guardandoti" che nelle circostanze normali viene spesso evitato nel timore di conflitti, e che è stato invece fonte di fiducia e accettazione. Ci siamo riconosciuti nell'assenza di giudizio, in quell' "affetto di relazione" che stiamo costruendo. <br> <br> Da quella condivisione, che riassumeva molto di quanto abbiamo finora vissuto nel gruppo, si è passati alla <strong>leadership di gruppo in tutte le sue connotazioni e modalita'</strong> (direttivo, partecipativo emotivo, coaching, delegante). Ognuno di noi si è posizionato in una delle caselle: stile prevalente, che si vorrebbe acquisire, quale agevola di più, quale mette in maggior difficoltà.<br> Dalla sintesi dei risultati <strong>prevale il partecipativo emotivo, si vorrebbe acquisire di più il direttivo e il delegante, agevola di piu’ il partecipativo, mettono più in difficoltà il delegante e il direttivo</strong>. Dapprima vi è stata qualche sorpresa per l'apparente incongruenza di alcuni accostamenti. Poi dai vari commenti si è visto come le scelte fatte rispecchiassero le differenti esperienze personali di lavoro e di vita, le aspettative e i timori di ciascuno sui modelli di leadership proposti. È anche emerso come siano apparenti alcune incongruenze, ad esempio il timore sia del direttivo che del delegante, che sono quelli che si vorrebbero acquisire di più, dove il primo può essere una guida (ti conduco) o un'imposizione (ti ordino), il secondo un affidarsi all'autonomia (mi fido di te) o esprimere disinteresse (fai quello che ti pare). È stato un altro apprendimento della complessità, dove entrare nel merito delle cose è differente dalla spaccatura "manichea", rassicurante e parziale, del giusto e dello sbagliato.<br> <br> Il passo successivo è stata la verifica di <strong>come si esprime la leadership nei vari modelli di strutture organizzative</strong> nei tempi recenti: l'arancione (verticalità, efficienza e risultati), e la verde (empowerment delle persone). Ora prende forma un nuovo modello, il teal, che incrocia circolarità di ruoli e funzioni con il possibile emergere di leadership non istituzionali su specifiche aree, e la responsabilità di ciascuno nell'avanzare e portare avanti proposte di intervento. <br> Ed è qui che come gruppo, tutti insieme, abbiamo avuto l'intensa comprensione che <strong>questo modello si inserisce, e rispecchia, tutto quello che stiamo elaborando insieme</strong>: un corso di formazione diverso dall'abituale struttura di chi insegna e di chi apprende, ma diviene co-creazione di conoscenze e abilità che si acquisiscono con impostazioni teoriche e in modo molto esperienziale, in una dinamica dove insegnamento e apprendimento sono reciproci, si riceve e si dà, e si costruisce qualcosa di unico e specifico per il nostro gruppo e le persone che lo costituiscono. Qui non c'è nulla di standard, il nostro percorso può essere diverso da quello per altri gruppi, perché diverse sono le dinamiche che si creano tra le persone nella circolarità dei flussi.<br> <br> Un ulteriore importante passo è stato quello di uscire da un ambito numericamente limitato e pensare, ipotizzare, "sognare" che queste diverse modalità relazionali, liberatorie delle nostre capacità, possano <strong>estendersi dal nostro gruppo a più ampi ambiti relazionali</strong>, strutture sociali, nazioni forse. Per un istante abbiamo visto con occhio forse profetico le possibilità dei "gruppi intensi", come il nostro, di modificare partendo dal basso modi di pensare e gestire di società e strutture che sembrano consolidati da sempre e per sempre. In realtà guardando la storia abbiamo visto innumerevoli sistemi sociali cambiare nel tempo, con tempi "storici", cioè lunghi, ma con differenze totali tra il prima e il dopo.<br> Abbiamo visto con un occhio diverso e più ampio il senso di ciò che stiamo facendo e vivendo.<br>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-21 14:31:17 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>MODULO 2 INCONTRO 4 - LE SLIDE</title>
         <author>fianco74</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2357013889</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-10-26 10:06:42 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2359674490</link>
         <description><![CDATA[<div>MODULO DUE, QUARTO INCONTRO</div><div><br>&nbsp;FLOW DI GRUPPO&nbsp;<br>&nbsp;"La condivisione di un'esperienza ottimale collettiva, il raggiungimento di questa condivisione rappresenta il risultato di un processo graduale che si basa sullo sviluppo di un senso di fiducia e si empatia reciproca, culminando in uno stato mentale collettivo in cui le azioni degli individui e del gruppo e permettono all'energia emotiva di fluire liberamente all'interno del gruppo"<br>&nbsp;(Keith Saywer)<br>&nbsp;<br>&nbsp;Nel corso di questo incontro, nello spazio di una serata, abbiamo avuto modo di assistere in un sorprendente esperimento quasi da laboratorio, alla nascita, fioritura e consolidamento di tre gruppi, differenti e omogenei tra loro che si sono attivati velocemente e profondamente in un "flusso di gruppo"<br>&nbsp;<br>&nbsp;Ci siamo suddivisi sulla base di una delle tre dimensioni della gruppabilita' in cui ciascuno si riconosce maggiormente:<br>&nbsp;- nel corpo e nell'energia<br>&nbsp;- nelle emozioni&nbsp;<br>&nbsp;- nel cognitivo&nbsp;<br>&nbsp;<br>&nbsp;In ogni gruppo, in due occasioni successive, abbiamo condiviso il nostro sentire su alcuni stimoli - come mi esprimo, che funzione ho, di cosa ho bisogno, cosa desidero sperimentare - nella dimensione prescelta.<br><br></div><div>Nello spazio di pochi istanti, guardandosi, si è creato un collegamento di energia che ha fatto sì che all'interno di ogni gruppo si manifestasse, in persone diverse e di profili diversi, quella dimensione attorno a cui ci si era riuniti. Tutti sono divenuti corpo o&nbsp; emozione oppure razionalità cognitiva, e si sono riconosciuti in quella dimensione, come se fosse l'unica ad essere presente, l'unica a muovere il loro sentire e il loro comunicare.</div><div>Nelle condivisioni e nelle sintesi finali è emerso anche con chiarezza come non si possa parlare di una dimensione escludendo le altre e come tutte le dimensioni interagiscano magari per evidenziare un aspetto specifico, ma la forza che lo faceva emergere era la sommatoria di tutto ciò che costituisce la persona: corpo, emozioni, cognizioni.<br>&nbsp;Parole e frasi: "sento e osservo", "la funzione energetica è andare verso", "sentire il sentire dell'altro", "utilizzo il corpo per plasmare pensieri", "sono un collante", "equilibrio tra quello che do e quello che ricevo", "stare con i propri tempi", "sentirsi sentire", "rimettermi nel presente", "arricchimento, fiducia, accoglienza, rispetto, radicamento, sostegno", "tirare fuori le voci taciute", "sentirsi nel flusso".</div><div>Queste sono solo alcune frasi e parole che ho raccolto, e molto altro può essere raccolto e aggiunto da tutti gli altri partecipanti secondo i propri occhi e orecchie di percezione personale.</div><div>Significativa è stata la dichiarazione di una persona che istintivamente si sentiva più vicino a una dimensione (cognitiva), ma si è associata a un altro gruppo (corpo) perché voleva esplorare quella dimensione a lei meno familiare.</div><div>&nbsp;</div><div>Tre i due incontri c'è stata una parte teorica, assai importante per lo sviluppo della serata, in cui sono state presentate le dimensioni, la struttura e le interazioni all'interno di un sistema. In particolare il "flow di gruppo", in cui ci siamo rispecchiati nell' "esperimento".&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-27 20:40:52 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Testo sul Flow per approfondire</title>
         <author>fianco74</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2360253856</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-10-28 06:59:37 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2361135384</link>
         <description><![CDATA[<div>L'ESPERIENZA DEL FLUSSO<br><br>Del Flow come esperienza individuale ne ho alcuni ricordi, in particolare in situazioni in cui il corpo aveva un ruolo importante.<br>Ad esempio andando ad arrampicare su pareti per me difficili, toccando il limite delle mie possibilità.<br>Lì si sviluppa una tensione particolare di grande concentrazione, coinvolgimento ed entusiasmo in situazioni dove il tempo cambia quando si è fortemente impegnati, minuti che sembrano ore e viceversa ore che vengono divorate senza nemmeno accorgersi. Quando sono in parete l'ambiente, il principale riferimento che ho, è la parete stessa, la roccia, fonte di entusiasmo e nemica perché è difficile, non mi dà appigli, ostacola la mia ascesa. Lì si arriva all'odio per la parete che mi ostacola senza perdere la concentrazione necessaria a capire dove è meglio passare. E quando riesco a superare un passaggio difficile esplode dentro di me gioia ed entusiasmo, assieme a rivalsa, come se fosse cosa viva e cosciente, arrivando a dire cose impensabili per un essere razionale, tipo picchiare il palmo della mano sulla parete e gridare "ti ho fregato brutta stronza". Il risultato finale è un flusso continuo di entusiasmo, sfida continua in un alternarsi di godimento per quello che riesco a fare, fiducia in quel supporto solido e immutabile che è la roccia, ostilità perché mi dà quella difficoltà e quell'ostacolo che è in realtà quello che vado a cercare. Capita che l'ambiente sia anche costituito dal tempo metereologico, limpido, si vedono valli e montagne distanti chilometri che sembrano lì vicine, oppure il temporale nero e improvviso che mi becca quando sono lì attaccato a nulla e sotto l'acqua devo trovare una via d'uscita, un posto dove posso essere in sicura, prendermi l'acqua e pensare a cosa fare. Oppure quando sono secondo di cordata, il primo mi tira su fino alla sosta e lì aspettiamo insieme come due marmotte bagnate.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-28 21:24:36 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>PROGRAMMA MODULO 2 INCONTRO 4 </title>
         <author>CollageFormazione</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2361998849</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-10-30 11:56:31 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>DIARIO DI BORDO  MODULO 2 INCONTRO 4 Alessandra e Andrea </title>
         <author>CollageFormazione</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2363034191</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-10-31 10:03:06 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2372866880</link>
         <description><![CDATA[<div>USCIRE DAL PORTO ED ENTRARE NEL MONDO FLUIDO&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>La fluidità è un mare percorso da correnti, mosso dalle onde, appiattito dalle bonacce, sconvolto dagli uragani.</div><div>Nel mare si può andare ovunque, seguire i propri orizzonti, uscire dal conosciuto, andare anche dall'altra parte del mondo, arrivare dove non si era mai arrivati, scoprire luoghi e persone nuove, viaggiare seguendo il vento, le stelle, il proprio istinto, il proprio desiderio, incontrando le proprie paure, i propri limiti. Uscire dalla baia sicura e vedere che altro c'è.&nbsp;</div><div>Nel mare ci si può andare da soli o con altri fidati compagni di viaggio, con la certezza di una barca solida e con l'ansia di un ponte di legno che scricchiola sotto i piedi e oscilla sulle onde.</div><div>Nel mare ci si può perdere senza riferimenti, senza rotte, senza una bussola dentro, senza i fari fuori e senza la propria luce dentro , inabissandosi in un vuoto oscuro e accecante.</div><div>Questo mare fluido è l'avventura della vita.<br>Dario</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-07 11:06:23 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Per chi non lo conosce consiglio questo bellissimo libro di Bucay (psicoterapeuta della scuola Gestalt). &quot;Piccole storie (una ogni sera ;-) che l&#39;autore ha reinventato per aiutare il lettore a comprendere meglio come siamo fatti, per risolvere i propri dubbi e porsene di nuovi, per guardare sotto una luce diversa i problemi di tutti i giorni, per aiutarci a cercare dentro di noi e riscoprire la gioia profonda del vivere&quot;. Lo trovo molto utile per il nostro lavoro.</title>
         <author>marziferrari</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2373529938</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-11-07 17:30:04 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>LA NOSTRA PLAYLIST</title>
         <author>francescadimeo83</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2381866029</link>
         <description><![CDATA[<div>Ecco la nostra playlist.</div><div>Un 'pezzettino' musicale di ognuno di noi ascoltato e/o richiesto al residenziale Groupability 2022 (più in ringraziamento di chiusura).</div><div><br></div><div>Scusatemi...mi sembra che manchi un pezzo (mi capita spesso che i conti non mi tornano ) se qualcuno non trova il suo 'pezzettino' nella playlist non me ne voglia e mi scriva così aggiungo il brano nella playlist.&nbsp;</div><div>Buonanotte e grazie a tutt* per questa due giorni!</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-13 22:14:06 UTC</pubDate>
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         <title>RIFLESSIONE CONCLUSIVA_Francesca</title>
         <author>francescadimeo83</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2381875015</link>
         <description><![CDATA[<div>Sulla partecipazione: migliorare la gestione e la condivisione delle emozioni individuali all'interno del gruppo.<br><br></div><div>Sulla conduzione/facilitazione: imparare a gestire e ad usare meglio la voce, al di là delle parole, per condurre un gruppo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-13 22:34:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2382498943</link>
         <description><![CDATA[<div>MODULO 3 LE MANI IN PASTA<br>Dario</div><div><br>&nbsp;Durante il residenziale è successo qualcosa di nuovo e diverso.&nbsp;<br>&nbsp;È stato uno sbarco su un'isola prima non conosciuta, per esplorare un'intimità di cuore e di corpo che ci ha sorpreso e stupito.&nbsp;<br>&nbsp;Tante persone che non si conoscevano, tranne pochi, che si sono incontrate solo per due volte di persona e poi on line, ora hanno passato due giorni insieme vivendo un altro rapporto e integrandosi, sentendosi collegate da emozioni, corporeità, desiderio di un viaggio appena iniziato, ancora tutto da percorrere e che non si sa ancora dove arriva.<br>&nbsp;Il corpo è stato il protagonista, nel contatto attento, delicato e rispettoso, in cui tutti si sono messi in gioco.<br>&nbsp;E' stato un cambiamento di scena in cui abbiamo sperimentato cosa vuol dire decidere insieme con tanti timori, anche disagi ed entusiasmi. È stato sperimentata una relazione a tutto tondo, circolare, in cui la fluidità, da argomento di discussione ed elaborazione mentale, è stato il vivo collante delle nostre azioni.<br>&nbsp;Il tutto è iniziato con un abbandono. I due responsabili del corso, Andrea e Alessandra hanno portato un tabellone vuoto, l'inesistente programma dei due giorni, con tanti spazi vuoti. Ci hanno detto che toccava a noi decidere come riempirli e se ne sono andati. Sgomento più o meno diffuso ma sensibile, anche malumore. Abbiamo impiegato una mattina a confrontarci, proporre, essere in accordo o in disaccordo, riempire dei cartellini di possibili cose da fare e da esplorare, a metterli in ordine. A decidere nulla tranne che andare a fare una passeggiata in paese. Lì, sotto il castello abbiamo ricevuto il primo stimolo comune, respirare e muoversi per allentare un po' una qualche tensione sotto, dire qualcosa del momento che stiamo vivendo. Poi a cascata sono avvenute tante tante cose fatte assieme, condividendo poi il sentire.&nbsp;<br>&nbsp;Danzare insieme o parlarsi nell' accogliente fluido liquido della spa. Decidere di scegliere, su spontanea iniziativa, due facilitatori per ogni attività. Preparare la cena tutti insieme, collaborando e scambiandoci suggerimenti, accettati o rifiutati, e divertendoci nel preparare da mangiare, riuscendo anche a ballare nel frattempo e riuscendo anche a preparare piatti molto buoni e graditi. Questa attività è stata, forse, il momento più significativo del cambiamento di clima nella costruzione del gruppo.&nbsp;<br>&nbsp;Dire il proprio nome e scrivere, mettendo nero su bianco, commentarlo, se ci piace o no, cosa ci evoca. Poi tirare fuori dal momento attuale o dal sacco dei ricordi cosa significa ora o ha significato vivere un'esperienza di gruppo. E decidere di pubblicarlo sul tablet.&nbsp;<br>&nbsp;Giocare insieme lavorando sulla fiducia con i "trenini" ciechi guidati a turno da uno, man mano sostituito, che vedeva e comandava passo, modo di procedere, movimenti, parole. Il "lavaggio auto" dove ognuno comunicando che macchina era e come voleva essere lavato e toccato da tutti gli altri disposti in doppia fila come il tunnel di un autowash. Sulla fiducia abbiamo fatto insieme esercizi di acroyoga, dove quello sotto sollevava sulle gambe e faceva "volare" quello sopra scambiandosi poi i ruoli. Il facilitatore, insegnate di yoga, ha fatto vedere come si fa, e poi a turno, sulla fiducia reciproca, abbiamo fatto tutti entrambi i ruoli, gente totalmente inesperta che ha affrontato la sfida di provarci, e quello che stava sotto aveva anche più ansie di quello che "volava" perché sentiva la responsabilità di essere il supporto che non faceva cadere l'altro.<br>&nbsp;<br>&nbsp;Tutta cose raccontate ora non necessariamente in ordine cronologico, magari dimenticando qualcosa, e con la difficoltà di essere assolutamente oggettivi, visto il coinvolgimento di tutti, e di chi scrive, in quello che stava accadendo.<br>&nbsp;<br>&nbsp;Alla fine ci siamo incontrati per concludere tutti insieme questo lungo momento durato due giorni e che è sembrato coprire uno spazio temporale flessibile, non misurabile sul piano delle ore e dei giorni tanti sono i cambiamenti nelle persone e nel gruppo che ha prodotto.<br>&nbsp;Abbiamo ripreso il tabellone vuoto dell'inizio e abbiamo constatato che tutto ciò che avevamo scritto alla cieca un'era prima, cioè la mattina del giorno prima, era stato esattamente fatto come se fosse stato minuziosamente programmato a tavolino. E invece ce l'eravamo inventato e fatto realmente. Ci siamo salutati con commozione al grido di me we, impegnandoci a scrivere cosa è maturato e l'intenzione di come proseguire il cammino.&nbsp;<br>&nbsp;Poi tutti in macchina e via, con le proprie sensazioni e riflessioni.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-14 08:18:28 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2382523182</link>
         <description><![CDATA[<div>L'ESPERIENZA DI UN GRUPPO E DI UN VIAGGIO<br>Dario<br>Un fruscio, il vento che tira, la sabbia che si infila dappertutto, rumori di zampette fuori, un lembo della tenda che sbatte. Più di 50 anni fa ero in un deserto, destinazione India, un gruppo di amici dentro una comunità cristiana protestante. Il senso di determinazione verso una meta che agognavamo, tanti scazzi tra noi, dove ci fermiamo, quanti Km facciamo oggi, dove andiamo a comprare da mangiare... banalità che la vicinanza fisica ed emotiva e in due macchine, tra cui un mitico pulmino VolksWagen, e in tenda esacerbava. Magari per mezza giornata non ci parlavamo, piccole scortesie che venivano assorbite dalla meraviglia di quello che facevamo insieme, luoghi e gente mai viste, che nella realtà erano molto diverse da quello che ci eravamo immaginati. Viaggiavamo tutti insieme, senza contatti con le famiglie e col resto del mondo che conoscevamo, attaccati gli uni agli altri, alle certezze e ai difetti di tutti. Ognuno con una motivazione diversa, ognuno con un proprio sguardo diverso, con reazioni reciproche non mediate. Il "Sì, certo, che bello", si alternava al "che cazzo dici...", il senso di qualcosa di comune e diverso che stavamo facendo era molto forte, ci sentivamo insieme e diversi con una comune voglia di affrontare tutto, tutte le scoperte di noi e del mondo che stavamo facendo, tante canne di pakistano nero che si trovava un po' dappertutto. Ci sentivamo diversi e inseriti dove stavamo passando, sempre ben accetti, anche alle varie dogane che se non mettevi 10$ nel passaporto non ti facevano passare, l'odore e il rumore della sabbia, il senso di un destino non chiaro, non definito che stavamo vivendo.<br>Qualcosa che, a tratti, era molto simile a quello che stiamo vivendo oggi &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-14 08:39:00 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>A PARTIRE DALL&#39;ESPERIENZA E DELLA OSSERVAZIONI IN QUESTO RESIDENZIALE: In cosa sento di poter evolvere il modo di stare nella gruppalità? In cosa sento di voler evolvere il mio modo di facilitare/condurre un gruppo?</title>
         <author>CollageFormazione</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2382684415</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-11-14 10:53:17 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Film BARAKA</title>
         <author>CollageFormazione</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2382941831</link>
         <description><![CDATA[<div>https://www.youtube.com/watch?v=3zANlYlJQqQ</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=3zANlYlJQqQ" />
         <pubDate>2022-11-14 14:07:34 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>DIARIO DI BORDO RESIDENZIALE di Alessandra e Andrea</title>
         <author>CollageFormazione</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2385164655</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/334753163/47bac94d19c4cf533e7d59f791ec3ee4/RESIDENZIALE_DIARIO_DI_BORDO.pdf" />
         <pubDate>2022-11-15 16:49:59 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2386194033</link>
         <description><![CDATA[<div>Esperienza e Osservazioni - Dario<br><br>LA PENTOLA CHE BOLLE<br>Ci vuole silenzio, attendere, spegnere il fuoco sotto la pentola. Poi emergono delle cose che riguardano il mio stare in gruppo, quelle positive e quelle mica tanto.<br>Emergono cose sotterranee, nascoste, impulsività (mica tanto nascosta), a volte sensazione di inadeguatezza, competitività, difficoltà ad aspettare e a stare nel deserto contando i granelli di sabbia, ascoltare senza sentire tutto perché seguo i miei pensieri.<br>Allora io posso decidere di cambiare. Lo decido, mi impegno e cambio, e allora tutto sarà diverso.&nbsp;<br>Non ci sono mai riuscito. "Non si cambia quando si vuol cambiare, si cambia quando si cambia".&nbsp;<br>Il gruppo è il mezzo più potente del cambiamento. Ci si rispecchia nel confronto. Mi piace stare nel gruppo. Mi sento un vecchio lupo grigio che sta bene nel branco per correre insieme, giocare, avere cura degli altri, andare a caccia di cose nuove. Nel gruppo si tocca che il cambiamento non viene giù dal cielo come i dieci comandamenti, nasce invece dalla relazione, dalla cura di sé stessi e degli altri. Nel gruppo si comprende che condurlo vuol dire prima di tutto esserci dentro, con &nbsp; "empatia", parolina magica in cui c'è dentro tutto, come la noce nel guscio, ma che non dice tutto. Condurlo vuol dire essere un facilitatore che guarda e conosce&nbsp; le persone, attento a ogni segnale e sensazione che emerge, attivando tutte le antenne, uno come tutti gli altri del gruppo, che stimola e lascia andare per vedere cosa succede, per far crescere la consapevolezza degli altri e propria, che dice e sta zitto, capace di stare indietro. &nbsp;<br>Ne sarò capace? Ci proverò.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-16 08:00:21 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessioni a partire dall&#39;esperienza del residenziale:</title>
         <author>michelaroccatello</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2391288372</link>
         <description><![CDATA[<div>Ho riflettuto sul come poter evolvere nel gruppo e mi accorgo che fatico a tacere la voce critica. Dentro di me si attiva il giudizio che, seppur non agito, potrebbe contaminare il mio modo di stare con gli altri.<br>Per quanto riguarda la conduzione, ho grande desiderio di sperimentare e di migliorare. Mi sono sentita bene nel ruolo di facilitatrice. Sento che questo percorso mi sta arricchendo sul piano cognitivo/emotivo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-20 08:44:58 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>marinamch14</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2391319350</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>IN COSA SENTO DI POTER EVOLVERE NELLA GRUPPALITA’?</strong></div><div><br></div><div>Rispondere a questa domanda mi fa passare attraverso il “ in cosa mi sono sentita di evolvere nella gruppalita’ in questi giorni di residenziale?</div><div>Il mio “ sentire di evolvere”&nbsp; sta nella mia capacità di definire e dettagliare le emozioni e le reazioni di ciò che ho vissuto in relazione con l’altro. Osservare meglio i segnali di processo emotivo mio e degli altri, diventare capace di capire e sentire ciò che interiormente si evolve ( cosa sto vivendo, cosa&nbsp; accade&nbsp; dentro di me). Sento di poter evolvere nell’essere “ osservatore, osservato,osservante”.&nbsp;</div><div>- Evolve la mia capacita di riflessione e auto riflessione : che uso faccio delle intuizioni emozionali&nbsp; che arrivano dal gruppo e/ o dai suoi componenti? Nel rispettare il sentire l’altro ma non essere l’altro, ascoltare cosa mi appartiene e cosa non mi appartiene.&nbsp;</div><div>- Posso evolvere nell’ascolto e nella pazienza.</div><div>- Posso evolvere riconoscendo che il processo gruppale passa attraverso la costruzione, anche quando affronta naturali conflitti o frustrazioni.</div><div>- Sento che posso evolvere imparando a dosare la mia partecipazione</div><div>- Posso evolvere ogni volta che riconosco i miei limiti e che accetto che emergano e che mi vengano rimandati.</div><div>- Evolvo quando mi prendo la responsabilità e l’impegno di comunicare efficacemente senza impormi, prendendo decisioni e accettando che siano prese decisioni differenti dalla mia.</div><div>- Evolvo quando imparo a gestire e regolare lo stress che a volte porta il decidere in gruppo.</div><div>- Evolvo se riconosco cosa mi infastidisce nel&nbsp; o del gruppo, cosa trovo scomodo e cosa e come porto me stessa. In che modo faccio richieste, con quali modalità le esplicito? In che modo sto nel gruppo ?&nbsp;</div><div>- Evolvo quando mi domando e rispondo a queste domande : quando scelgo di “ stare dentro e stare fuori”? Accetto tutto pur di stare nel gruppo ? cosa sono disposta a fare e a non fare nel gruppo? Cosa mi fa stare bene? Quale è il mio atteggiamento in questi casi?&nbsp;</div><div>- Sento che stare nel gruppo possa farmi evolvere perché il gruppo è per me una risorsa evolutiva perché come dice Valery&nbsp; “ per essere se’ si ha bisogno di un altro”.</div><ul><li>sento di potere ampliare le mie conoscenze sulla gestione delle emozioni personali e gruppali, di crescere come persona, di confrontarmi con gli altri mettendo a disposizione le mie competenze e imparando dalle competenze altrui. Significa sapere che posso trasformare i miei limiti in risorse, posso&nbsp; toccare con mano e “ dare forma”&nbsp; ai miei disagi , alle mie emozioni, ai miei bisogni, alle mie capacità.</li><li>Evolvo quando mi accorgo e vivo che mettere le “ mani in pasta” nei miei ingredienti interiori e lasciare che gli altri lo facciano,&nbsp; fa lievitare le mie capacità personali e professionali.</li><li>Posso evolvere quando imparo che nel gruppo si può essere a volte cuochi, a volte camerieri, a volte seduti al tavolo, a volte sparecchiando, altre apparecchiando o&nbsp; lavando i piatti , ripensando ogni volta ad un menu’ per tutti.&nbsp;</li><li>Per me significa insomma riconoscere “ di che pasta siamo fatti”.</li></ul><div><br></div><div><br></div><div><strong>IN COSA SENTO DI VOLER EVOLVERE IL MIO MODO DI FACILITARE/ CONDURRE UN GRUPPO?</strong></div><div><br></div><div>-Voglio aumentare e quindi fare evolvere la mia abilità nel condurre i gruppi</div><div>&nbsp;- condurre&nbsp; un gruppo in modo democratico offrendo comunque regole con leadership distribuita</div><div>-Voglio evolvere&nbsp; nell’ osservare come e&nbsp; cosa osservo ( supervisione), da cosa mi accorgo che emerge un conflitto e&nbsp; come medio lasciando il modo al gruppo di affrontare la situazione ed esercitare il problem solving ( coi bambini riesco)</div><div>-voglio evolvere nelle strategie negli interventi , nelle conduzioni, nella scelta dei temi, nella capacità di lavorare&nbsp; coinvolgendo persone con differenti approcci.&nbsp; Voglio evolvere nella gestione del tempo, vorrei approfondire modalità di proposte interattive anche nelle modalità online .</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-20 10:01:21 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2391319350</guid>
      </item>
      <item>
         <title>In cosa sento di voler evolvere il modo di stare nel gruppo e in cosa sento di voler evolvere come facilitatore.</title>
         <author>palmamat</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2391585673</link>
         <description><![CDATA[<div>Rispondere a queste due domande apre in me un mondo di suggestioni quindi già questo è un lavoro per me “fare sintesi” del mio sentire.&nbsp;<br>Nel gruppo voglio migliorare la pazienza dell’attesa. Saper osservare l’evolversi della dinamica trasformativa del gruppo senza necessariamente intervenire per arrivare subito alla soluzione/spiegazione o risultato atteso.<br>Inoltre sto implementando la mia capacità di stare con pensieri diversi dai miei, con le idee che d’impulso non condividerei ma che poi, se ho la pazienza di aprirmi alla comprensione, mi capita di accogliere.&nbsp;<br>Già questi due aspetti attesa, pazienza e saper so-stare rappresentano obiettivi e traguardi notevoli.<br>Rispetto alla facilitazione, sento di avere più facilità. Mi sperimento da anni nel facilitare gruppi in ambito formativo e quindi lo sento un campo con cui ho maggiore confidenza. Ciò che sto accogliendo e che ho adottato come mio recente “slogan” è accettare e agire “le sfide” che per me significano sperimentarmi al di là del mio noto, conosciuto e abituale ambito di conoscenza e competenza. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-20 17:58:11 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2391585673</guid>
      </item>
      <item>
         <title>In cosa sento di poter evolvere il modo di stare nella gruppalità? In cosa sento di voler evolvere il mio modo di facilitare/condurre un gruppo?</title>
         <author>fortunatibarbara</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2392453518</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Mi sono resa conto che in questo residenziale ho avuto un modo nuovo di stare nel gruppo. "Nuovo" perché osservandomi rispetto al passato di altri residenziali fatti, ho vissuto tutto in maniera più coinvolgente ed intensa. La strada fatta in questi anni mi ha reso diversa rispetto a qualche tempo fa, e questo gruppo e la bellezza delle persone che lo abitano mi muove molto emotivamente.<br>Sento di potere evolvere continuando su questa strada, ascoltandomi, ascoltando, dandomi il tempo e accogliendo quello che arriva da me e dai miei compagni di viaggio. Osservare come mi muovo rispetto alle diversità che emergono nel gruppo, a volte faticose, ma sapendo accogliere, attendere, darmi il tempo di capire cosa si muove dentro di me e cosa posso portare nel gruppo per esserne sempre di più parte integrante, un tassello che insieme agli altri crea un mosaico colorato e unico, grazie alle sue mille sfaccettature.<br>Rispetto alla seconda domanda, sento di volermi sperimentare, per capire quali effettivamente sono gli strumenti che ho a disposizione, le mie risorse e come poterle migliorare, sempre nell'ascolto di me e degli altri, in modo che il gruppo diventi un momento vero e autentico di narrazione di sé e condivisione del noi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-21 11:25:00 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2392453518</guid>
      </item>
      <item>
         <title>A PARTIRE DALL&#39;ESPERIENZA E DELLA OSSERVAZIONI IN QUESTO RESIDENZIALE:</title>
         <author>cybrambilla</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2393175605</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>IN COSA SENTO DI POTER EVOLVERE NELLA GRUPPALITA’?</strong><br>L’esperienza di questo gruppo mi ha messo in contatto con una maggiore consapevolezza di me, di chi sono ora e di quale cammino&nbsp; ho già percorso.</div><div>L’ho sentito dall’inizio e ne ho avuto conferma in questo residenziale: è come un approdo …, una base sicura, mi ci sento bene e provo un senso di appagamento.&nbsp;</div><div>Questo cerchio mi stimola e mi rassicura, vi si respira dignità colorata di desiderio, mi invita a non dubitare, mi sta incoraggiando a sentire il mio potere, a coltivare la mia curiosità ed il mio bisogno di apprendere.</div><div>Nel gruppo, oggi, io posso evolvere nel mostrarmi per come sono ora, senza più timore. Nel gruppo mi fortifico, perché mi sperimento e perché trovo attorno a me persone motivate dallo stesso slancio e dalla stessa curiosità verso l’altro.</div><div>Nel gruppo, in particolare in questo gruppo, sento le diversità e sento di poterle accogliere, anche incontrandone le parti più lontane da me.&nbsp; Imparo a fidarmi della forza del gruppo, della sua energia e capacità di autoregolazione. Incontro la mia forza e la mia morbidezza insieme. Sento che il gradino dell’evoluzione è alto, ma lo slancio per fare quel passo è ben presente nelle mie gambe e nel mio Cuore.<br><strong><br>IN COSA SENTO DI VOLER EVOLVERE IL MIO MODO DI FACILITARE/ CONDURRE UN GRUPPO?</strong></div><div>Sento di volermi sperimentare, mostrandomi senza timore, anche rischiando eventualmente, ma osare; ho bisogno di imparare a fidarmi maggiormente di me, delle mie capacità e anche di ciò che già so fare….</div><div>L’esperienza vissuta durante il residenziale come facilitatrice nella danza libera, mi ha mostrato chiaramente la strada: seguire l’istinto, l’intuizione, attingere alle conoscenze e alle esperienze già vissute, avere fiducia, restare connessa con me e presente al gruppo, lasciar fluire e vivere l’esperienza…… in modo fluido e rilassato.&nbsp; Tutto così è più facile!&nbsp; Vorrei fare molte esperienze di questo tipo, per fortificarmi in questa dimensione e rassicurare la mia parte emotiva che a volte prende ancora il sopravvento.&nbsp;</div><div>Vivere appieno il momento in cui sarò facilitatrice/conduttrice, e lasciare così spazio al piacere di percepire che i partecipanti al gruppo raggiungono un maggior benessere grazie al mio contributo.&nbsp;<br>Cy</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-21 20:58:20 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2393175605</guid>
      </item>
      <item>
         <title>A PARTIRE DALL&#39;ESPERIENZA E DELLA OSSERVAZIONI IN QUESTO RESIDENZIALE:</title>
         <author>gianbattistatreccani</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2393222350</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;La mia esperienza come facilitatore è stata simile a quella che si prova quando si cade dalla bicicletta: dolorosa e disorientante. Stiamo parlando dell’inizio dell’esperienza e di un mandato ricevuto non certo facile. Ho dovuto impiegare parecchio tempo a entrare nella situazione e il mio intervento è stato soprattutto indirizzato ad abbassare l’ansia che si stava creando nel gruppo. Il cercare di far esprimere tutti senza la premura di dover prendere delle decisioni in maniera affrettata penso abbia prodotto buoni frutti, quanto meno ha promosso un clima di gruppo migliore. Il giro di opinioni non è risultato però efficiente perché alla fine del tempo, il gruppo non aveva trovato una sintesi delle cose da fare. Si è creato una sorte di corto circuito tra il dover prendere delle decisioni (quali attività mettere in pratica, come sceglierle e che senso dare loro) e il favorire la partecipazione di tutti i partecipanti. Per me è stato all’inizio frustrante perché mi sono sentito impotente, successivamente ho cercato di dare il mio contributo soprassedendo sulle decisioni e cercando di fare in modo che tutti avessero il loro tempo per entrare nel vivo. Ripensandoci credo che spesso rimando il momento decisorio in favore di un tempo dedicato alla riflessività che può risultare non quantitativamente adeguato allo scopo prefissato. Altra considerazione a mio avviso importante è quella che i componenti di un gruppo hanno tempi e modalità differenti nel coinvolgersi nella discussione (e nell’attività) di gruppo: c’è chi (più cognitivo) parte subito a organizzare il lavoro e a prendere decisioni, chi (più emotivo) ha bisogno di esprimere il suo stato d’animo e chi (più corporeo) ha bisogno di “sentire” su di sé quello che sta succedendo. Dovrò in futuro prestare attenzione a queste diverse componenti.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-21 22:10:40 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>In cosa sento di poter evolvere il modo di stare nella gruppalità? In cosa sento di voler evolvere il mio modo di facilitare/condurre un gruppo?</title>
         <author>marziferrari</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2394183881</link>
         <description><![CDATA[<div>Con questo residenziale ho avuto conferma che il gruppo è la mia dimensione. Nel gruppo ci sto bene, mi sento libera e non giudicata, il gruppo mi incoraggia e mi accoglie. Sento anche di essere in continua evoluzione, non sono più la Marzia di dieci anni fa ma non sono nemmeno quella di tre anni fa all'interno del gruppo della scuola di Counseling. Questa volta ho percepito di essere stata meno giudicante, più accogliente verso le differenze, più paziente e molto più in ascolto. La strada è lunga, ma so di essere su quella giusta.<br><br>Come facilitatrice mi è piaciuto mettermi in gioco anche se volutamente ho scelto un contesto più semplice e intimo come quello della Spa. Sento di essere ancora insicura, di dover diventare più assertiva, devo sicuramente osare di più, metterci più coraggio e avere più fiducia nelle mie potenzialità.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-22 13:51:55 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2395725036</link>
         <description><![CDATA[<div>SAPERSI RACCONTARE<br><br>So usare le parole e magari le uso anche bene, capita per compensare un inespresso senso di inadeguatezza e di mediocrità che, sotto sotto, mi trascino dietro da una vita. Mi chiedo se avrò il coraggio, o la faccia di tolla, di pubblicarlo.<br><br>Le parole vengono fuori di getto, senza pensarci, aprendo il cuore.<br>Non è facile, ne è tutto vero. Le parole corrono pensando di esprimere anche gli angoli più nascosti, le cose più segrete, quello che mai è stato detto. Poi comincio a vedere dietro le quinte qualcosa di imbarazzante, una sfasatura come uno specchio rotto che rimanda una realtà frammentata. È l'angolo cieco.<br>Si entra a piccoli passi&nbsp; nell'angolo cieco, dove non è più chiaro se quello che dico sono io, quello che mi immagino o quello che vorrei. La consapevolezza diviene uno specchio che rimanda un'immagine ed io mi chiedo: ma quello sono io?&nbsp;<br>Raccontarsi non è solo raccontare agli altri, è raccontare a me stesso.<br>Raccontarsela non è tanto l'atto narcisistico con cui mento anche a me stesso. È proprio il non vedere.<br>Qui comincia il viaggio. Per guardare dietro le ombre, per esplorare le cose dette e quello che voglio dire. Per afferrare l'intenzione per cui voglio dire qualcosa. È un piccolo dubbio dietro alle parole. Più che parlare è ascoltare, quello che gli altri vedono e sentono. Poco a poco dallo sfondo emerge un'immagine diversa, piccoli dettagli che confusamente prendono consistenza e contorni e percepisco un'altra immagine di me, che in tanto o in poco non corrisponde&nbsp; a quella che mi racconto, magari perfino migliore di quello che penso quando metto a tacere il giudice. Non è peggiore perché la verità che emerge tra le righe smonta alcune illusioni e tira fuori risorse inaspettate. Non è in dubbio la sincerità soggettiva di ciò che dico; è in gioco la capacità di guardare quello che dico, cioè quello che sono io prima di dire.<br>Dario<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-23 15:15:05 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessioni sul residenziale: </title>
         <author>lulucentu</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2396073950</link>
         <description><![CDATA[<div>Il residenziale è una dimensione che amo, stare in gruppo abitando spazi e tempo nuovi, incontrare, ascoltare, sentire, esprimere, condividere, stare in silenzio e anche isolarsi. Il gruppo mi consente di fare tutto questo in libertà, nel rispetto degli altri e di me stessa. Nel gruppo grande un po' mi sembra di perdermi, trovo più funzionale il piccolo gruppo dove sento più intimità. Sto cercando di sperimentarmi in una dimensione più creativa e giocosa, cerco leggerezza pur nella profondità delle emozioni che incontro e dei contenuti che apprendo. Sono sempre in contatto con le mie emozioni e mi sento libera nel gruppo di poterle esprimere, depositare, anche se talvolta scomode. Mi fido dei processi, anche e nonostante gli scivoloni, gli inceppi o i conflitti.&nbsp;<br><br>A proposito della mia facilitazione:&nbsp;<br>....Mi sono lanciata, ho detto perché no, proviamo, zero aspettative. Ho coinvolto il Giamba in modo del tutto spontaneo, lui mi diverte un sacco e sperimentare nella leggerezza, un mio obiettivo. Non ero frustrata, ma certamente non avevo il polso della situazione, ero in osservazione ed era importante che TUTTI avessero la possibilità di esprimersi.&nbsp;<br>Semplice per me, ma non scontato, il proporre la breve esperienza di contatto con sé e con gli altri tramite il respiro. Mi sono presa uno spazio, ho colto l'attimo, non era previsto, ho rischiato pur non essendo stata legittimata nei tempi e nei luoghi. Mi sono sentita al mio posto e questo implementa la mia fiducia. Sento di voler ampliare la capacità di stare nelle situazioni di conflitto, e di maneggiare strumenti e atteggiamenti nuovi, es. la negoziazione. In passato avevo un atteggiamento più rigido e "protetto", ora ho bisogno di sperimentarmi con un approccio più semplice, aderente alla mia nuova pelle. Benvenute sfide!    &nbsp;<br><br>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-23 23:07:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2398249254</link>
         <description><![CDATA[<div>Sto leggendo i commenti di tutti sulla propria evoluzione nella gruppalita'. È una "doccia" di stimoli, idee, punti di vista, prospettive, intenzioni che magari non avevo nemmeno visto, colto. È un arricchimento inaspettato, vedo con più occhi, sento con più cuori.&nbsp;<br>Ed io che pensavo di essere grande mi ritrovo felicemente piccolo che devo ancora apprendere e vivere una miliardata di cose. Potrò farlo nel tempo che mi sarà concesso.<br>È un ricominciare da capo,&nbsp; uno dei tanti "ricominci" della mia vita. Come quei vecchi che, negli anni della mia infanzia, andavano o ritornavano a scuola per imparare a leggere e scrivere. È anche una scuola di umiltà.<br>Dario</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-25 20:30:08 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2404844510</link>
         <description><![CDATA[<div>BASTA CAMBIARE PUNTO DI VISTA<br>E LE COSE APPAIONO SORPRENDENTEMENTE DIVERSE<br><br>Il triangolo di Penrose è un'impossibile scultura triangolare creata come illusione ottica nel 1934 dall'artista svedese Oscar Reutersvärd. Ha un posto di rilievo nelle opere dell'artista M. C. Escher<br><br>Ci sono tante cose - oggetti, opinioni, sensazioni - che, se visti dalla giusta angolazione, sembrano essere triangoli di Penrose.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-01 09:06:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2409201793</link>
         <description><![CDATA[<div>DIARIO DELL'APPRENDIMENTO 3/4 DICEMBRE 2022<br><br>Una parola, tante parole, un filo e un senso che unisce le parole. Nasce il raccontare che nelle storie ripetute da generazioni diviene il Mito, la Storia, diviene la base di tutte le culture, il raccontare le storie che in fondo, sotto, sono il tessuto connettivo e inconsapevole di ogni struttura sociale e di ogni gruppo.&nbsp;<br>Anche del nostro. La narrazione condivisa, contaminata, intessuta tra tutti&nbsp; crea la storia del gruppo che si inserisce con forza e delicatezza nella storia di ognuno. Ognuno diviene attore protagonista nello sviluppo di una molteplice relazione . Si scoprono i piani differenti con cui si percepisce e si racconta la realtà che è una narrazione condivisa e continua.<br>Acquisisce consistenza perché è narrata, perché c'è qualcuno che vede ed ascolta, perché il destino che ognuno si è scelto magari inconsapevolmente emerge proprio nel racconto&nbsp;<br>Il gruppo tramite la narrazione si progetta, si articola, cambia, diventa qualcosa d'altro ad ogni parola pronunciata. Non è mai uguale a sé stesso, c'è sempre un prima e un dopo. È così per sua natura e struttura, ma è nel raccontarselo che acquista visibilità e diviene reale agli occhi di tutti in questi giorni abbiamo toccato cos'è la relazione che nasce dalla narrazione.<br>Dario<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-05 14:25:08 UTC</pubDate>
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         <title>MODULO 4 ALESSANDRA COSSO</title>
         <author>CollageFormazione</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2410679591</link>
         <description><![CDATA[<div>Le slide</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-06 13:48:01 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2410728638</link>
         <description><![CDATA[<div>Modulo 4, 3/4 dicembre Alessandra Cosso</div><div><br></div><div>3 dicembre</div><div><br></div><div>Mattina</div><div>Verifica di Alessandra su richieste specifiche:</div><div>- inquadramenti teorici</div><div>- aspettative di esperienzialita'</div><div>- pratica esperienziale di conduzione / gestione del gruppo (domenica)</div><div><br></div><div>Lezione: cultura e identità del gruppo</div><div><br></div><div>Esercizio</div><div>Ciascuno si presenta e condivide (prima ad occhi chiusi) il ricordo di un momento specifico del corso. Prevalgono le immagini: - del residenziale (in particolare l'aver cucinato insieme)</div><div>- il primo incontro a Sesto</div><div><br></div><div>Test: viene proposto un filmato raccomandando di contare quante volte i bianchi si passano la palla. L'attenzione è lì e nessuno "vede" un gorilla che attraversa la scena</div><div><br></div><div>Viene raccontato un test fatto negli USA dove viene comunicato agli insegnanti e ai ragazzi stessi un elenco casuale di studenti indicati come i più promettenti.</div><div>Dopo un anno buona parte di quei ragazzi sono risultati tra i migliori.</div><div>- L'effetto della motivazione</div><div>- la profezia che si autoavvera</div><div><br></div><div>Condivisione di cosa si porta a casa</div><div><br></div><div>Pomeriggio</div><div><br></div><div>Scrittura creativa</div><div>Si guarda il giardino delle delizie di Bosch</div><div>Ognuno deve scegliere un personaggio,&nbsp; dargli un nome, e scrivere una storia usando l'immaginazione, chi è e descrivere le sue vicende che si immaginano.</div><div>Poi in gruppi si condivide leggendo ognuno&nbsp; la storia e verificando le reazioni che provocano negli altri. Alla fine condivisione tra tutti in cui un portavoce di ogni gruppo riassume le dinamiche di quel gruppo</div><div><br></div><div>Secondo passaggio sullo stesso testo scritto usando due griglie in cui il personaggio descritto poteva essere inserito</div><div>- La prima utilizzando due variabili la stima di sé e la relazione / comprensione del mondo esterno</div><div>++ ottimale,&nbsp; -+ inadeguatezza, +- presunzione, -- negazione</div><div>- La seconda lo schema che relaziona io e noi</div><div>Dominio, integrazione e interdipendenza, isolamento evitamento, sottomissione</div><div><br></div><div>In una successiva condivisione a due la storia e il personaggio di ognuno vengono inseriti e commentati in questi due schemi su un assunto di base (convinzione data per scontata nella propria vita) e una possibile evoluzione, dove ognuno commenta la storia dell'altro.</div><div><br></div><div>Condivisione finale, che cosa si porta a casa da questa prima giornata.</div><div><br></div><div>Compito per domani. Portare un oggetto simbolico che sia una dono per la fondazione di una nuova comunita' rispondente alla propria identità e cultura di base</div><div><br></div><div>4 dicembre mattina</div><div><br></div><div>Ripresa di alcuni concetti del giorno prima</div><div><br></div><div>Ognuno presenta il dono da portare alla nuova comunita'.</div><div>Ci si divide in gruppi 5/6 persone.</div><div>In ogni gruppo si riprende il personaggio di ieri e il "dono" immaginando che l'oggetto rappresenti il potere magico del personaggio. Creare un racconto di gruppo della fondazione della nuova comunita'. È stato scelto un facilitatore per ogni gruppo. Il racconto è stato scritto.</div><div><br></div><div>Ogni gruppo legge il suo racconto agli altri che commentano con le emozioni e i pensieri che il racconto ha suscitato.</div><div><br></div><div>Ognuno scrive tre parole che i racconti hanno suscitato che vengono registrati e poi messi insieme in un tabellone.</div><div><br></div><div>C'è stata una condivisione sulle parole emerse che hanno creato una mappa dell'immaginario di gruppo<br><br></div><div><br></div><div>Condivisione finale con molta emozione</div><div>Dario</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-06 14:17:25 UTC</pubDate>
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         <title>MODULO 4 ALESSANDRA COSSO</title>
         <author>CollageFormazione</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2410789337</link>
         <description><![CDATA[<div>Video della parte teorica</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-06 14:52:46 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>MODULO 4 ALESSANDRA COSSO</title>
         <author>CollageFormazione</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2410812262</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-12-06 15:06:49 UTC</pubDate>
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         <title>DIARIO DI BORDO MODULO 4 Alessandra Cosso</title>
         <author>CollageFormazione</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2420534708</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-12-14 13:26:40 UTC</pubDate>
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         <title>in cosa sento di poter evolvere il modo di stare nella gruppalità e in cosa sento di voler evolvere il mio modo di facilitare /condurre il gruppo?</title>
         <author>sabinaleoni</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2433374116</link>
         <description><![CDATA[<div>Vivo questo gruppo come una palestra di allenamento per crescere insieme. quanto al mio essere nel gruppo sento di poter evolvere nello 'stare' ,'accogliere' e 'contribuire'. Stare&nbsp; e accogliere quello che c'è : le mie emozioni , la mia impazienza, i tempi, le dinamiche . fermarmi e osservare me e gli altri e avere fiducia che le cose accadono fidandomi delle capacità di ciascuno di noi . Contribuire superando l'ansia da prestazione di voler sempre fare bene. Sentirmi libera di dire , di non avere niente da dire a volte e di stare in situazioni scomode.<br>Quanto al mio evolvere nella facilitazione per me è importante affinare la capacità di sentire e osservare, di saper stare dentro il gruppo e contemporaneamente fuori per osservare le dinamiche e poter definire strategie e modalità</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-04 10:19:09 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>MODULO 5 MICHELE MARANGI</title>
         <author>michemarangi</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2452211403</link>
         <description><![CDATA[<div>Qui trovate il padlet con tutti i materiali, le esercitazioni e le produzioni attivate durante il modulo 5, 21 e 22 gennaio 2023.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-22 09:11:23 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>MODULO 5 DA ON LINE A ON LIFE</title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2455400678</link>
         <description><![CDATA[<div>  Sono stati due giorni veramente emozionanti in cui, sotto l'abile guida di Michele, abbiamo cucito insieme un variopinto mantello che collegava tre tessuti: &nbsp;<br>- la crescita del gruppo<br>- la narrazione di ciò che ci accadeva dentro, sull'onda degli stimoli ricevuti, come il filo conduttore del nostro rapporto e di ciò che era importante per noi<br>- la scoperta, almeno per me, degli strumenti digitali non solo come "attrezzi" da usare casualmente, ma come modo collegato di condurre la narrazione e di veicolarla al di fuori di sé nel quotidiano della vita. Usando gli opportuni filtri, in ingresso e in uscita, per selezionare ciò che mi arriva dentro e non essere in confluenza con uno tsunami di informazioni incontrollate, per parlare con chi voglio parlare, si parla alle persone, non all'universo.<br><br>Tutto questo attraverso una serie progressiva di passi in cui si partiva dal raccontare scrivendo, prima individuale, poi insieme partendo da immagini, poi raccontare a voce parlando, partendo da un incipit dato, poi la scelta di immagini di cose, luoghi, persone. Poi collegare le immagini in un trittico a cui dare un titolo come base di una storia. Poi mettersi insieme scegliere dei trittici e costruire una storia.<br><br>Quando si lavorava insieme è stato interessante osservare la modalità di relazione per cui le differenze personali, caratteriali, di idee e i contrasti derivanti dal confronto di ciò che si proponeva, venivano assorbiti dalla costruzione comune di qualcosa di diverso da ciò che ciascuno aveva pensato ma in cui ognuno si identificava.<br>E' stato interessante constatare lo sfociare, in diversi sotto gruppi creati casualmente, di temi analoghi sviluppati diversamente: la natura, il viaggio, l'esperienza. È una nostra, limitata riconferma di quanto le neuroscienze hanno e stanno sviluppando: le risonanze inconsapevoli, i neuroni specchio, il sentire "istintivo" di un ambiente favorevole, l'emergere di stesse cose in un gruppo.<br>Spesso abbiamo lavorato, volutamente, in tempi brevi e/o con ostacoli di complessità, anche tecnologica. Sono i limiti, che abbiamo fin da quando nasciamo, e il loro superamento è il mezzo per crescere.&nbsp;<br><br>Tutto questo è stato il navigare nello stretto che separa l'On Line dall' On Life.<br>Dario<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-24 21:58:12 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2455400678</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2488306116</link>
         <description><![CDATA[<div>MODULO 6 con Lucia Fani&nbsp;<br>Sabato / domenica 18 / 19 Febbraio&nbsp;<br><br>È stata un'ulteriore conoscenza di gruppo<br>Prima presentandoci e raccontando di noi quello che volevamo, storia, famiglia, esperienze di lavoro e non, perché abbiamo approcciato Groupability e così via<br><br>Abbiamo focalizzato il gioco come filo conduttore delle due giornate,giocare insieme per conoscersi e salutarsi. Giocare è un linguaggio comune, è il "non detto ma sentito" della relazione.<br><br>Emerge che per molti l'approccio alla relazione d'aiuto (in tutte le forme in cui si attua) è stata una rottura rispetto al passato, un cambiare pelle, un passo di lato rispetto all'abituale. E come questa evoluzione sia il frutto di una storia precedente, di tante cose vissute, elaborate nascostamente, magari che stavano la sotto e che, in modo magari improvviso vengono alla luce, nascono, ma hanno avuto una lunga gestazione precedente.<br><br>Abbiamo quindi approcciato un altro nuovo modo di vederci nel momento attuale. Non è uno schema è una rappresentazione che può cambiare di giorno in giorno a seconda di quello che si vive nel qui e nell'ora.&nbsp;<br>La dinamica di questo modo di vedersi parte dall'IMMAGINAZIONE, la capacità evolutiva della mente, in grado di progettare il futuro (stimolo creativo ) e di "mettersi nei panni degli altri" (stimolo empatico).&nbsp; L'immaginazione è"quasi esperienza" che stimola il possibile, mette in moto la volontà (che può essere forte, buona, strategica, transpersonale), è un atto sociale, produce&nbsp; una modifica.<br><br>L'IMMAGINAZIONE è una punta di una stella che coinvolge L'INTUIZIONE, IL PENSIERO, L'EMOZIONE/SENTIMENTO, LA SENSAZIONE, L'IMPULSO/ DESIDERIO, attorno a un centro che è l'IO e LA VOLONTÀ. I primi tre elementi racchiudono il LOGOS, il pensiero , gli altri L'EROS.<br><br>Tutto ciò, che è "DOTTRINA" è diventato VITA quando individualmente abbiamo creato una propria stella, in cui abbiamo messo cosa ci muove, cosa ci anima, cosa ci fa fare delle cose piuttosto che delle altre, dov'è, in questo momento il nostro motore. Mettendoci fisicamente con i piedi sulla stella per terra abbiamo sentito dove siamo e dove vorremmo spostarci, che cosa espandere, dove crescere, con i piedi in più punti, sorreggendosi a vicenda come gruppo vivente&nbsp;<br><br>Riassumendo le esperienze di tutti abbiamo creato una stella del nostro gruppo, che è qualcosa di più di quello che ognuno ci ha messo, è una stella più spostata sul LOGOS che SULL'EROS e questo significa qualcosa del nostro momento collettivo.<br><br>Abbiamo poi utilizzato la stella anche per esplorare l'esperienza di chi ha già iniziato il tirocinio, molto utile per tutti, traccia preziosa per iniziare a muoversi in un mondo relazionale di persone&nbsp; che si associano con ben precise e definite finalità comuni e un "moto" un "andare" comune; diverso dai gruppi spontanei (amici) o istituzionali (famiglia).<br><br>Abbiamo anche giocato, guidati da Giambattista, con un gioco sulla comunicazione. Poi con Luisa abbiamo avuto un intenso momento di raccoglimento con contatto visivo. Abbiamo preso consapevolezza che non siamo tutti counselor e che Groupability riunisce chi si colloca nell'ambito della relazione d'aiuto, indipendentemente dalle etichette, ognuno con una propria specificità.<br><br>Alla fine ci siamo salutati con grande emozione<br><br>Dario</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-20 09:58:07 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2488314745</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-02-20 10:06:24 UTC</pubDate>
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         <title>giochi - incontro 18/19 febbraio 23</title>
         <author>gianbattistatreccani</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2488784517</link>
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         <pubDate>2023-02-20 18:35:57 UTC</pubDate>
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         <title>SLIDE MODULO 6 LUCIA FANI</title>
         <author>CollageFormazione</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2495322287</link>
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         <pubDate>2023-02-26 15:08:51 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2510984606</link>
         <description><![CDATA[<div>GROUPABILITY&nbsp;<br>Incontro 7 marzo 2023 con Alessandra e Andrea<br><br>Dario<br>Abbiamo fatto il punto della nostra situazione, relativamente al corso, ed<br>è stata l'occasione di parlare della nostra strada personale e del nostro essere all'interno di un gruppo, del nostro now for next, con tutte le sfumature personali e relazionali, di vita e di percorso.&nbsp;<br>Sono emerse tante "anime" che non segmentano, ma che sono tanto o poco in ciascuno di noi. Quella più rivolta all'interno e quella piu' proiettata all'esterno, quella yin e quella yang, quella più sicura e quella più dubbiosa. Abbiamo parlato di ricostruzione di sé, maggiore disponibilità alla negoziazione, stanchezza, prove difficili, periodi complicati e diversi dal solito, fiducia e ottimismo, connessione di pezzi diversi, motivazione a stare nel gruppo, espressione di sé, assaporare, stare alla pari, curiosità, sostegno e gratitudine. Sviluppo di attività professionale, stare meglio con sé e in relazione, sperimentare cose nuove. E tantissime altre cose che abbiamo conservato dentro di noi e che è impossibile mettere tutto per iscritto.<br><br>Poi Marina e Giambattista hanno fatto una proposta di grande interessante e per me molto coinvolgente:&nbsp; come possiamo continuare a fare qualcosa insieme dopo la fine del corso, che attività possiamo sviluppare per continuare il nostro percorso nel gruppo e dentro di noi, come possiamo sviluppare la gruppabilita'. Io penso che potremmo incontrarci, magari on line, per mettere insieme delle idee e cominciare a fare qualcosa.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-09 22:54:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>barbaraditommaso</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2523763282</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 15:15:28 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>barbaraditommaso</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2523764766</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 15:16:18 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2525729576</link>
         <description><![CDATA[<div>MODULO 7 Barbara di Tommaso<br>18/19 Marzo&nbsp;<br><br>IL GRUPPO COME BASE D'APPOGGIO PER I PROCESSI FORMATIVI E DI APPRENDIMENTO<br><br>Questo incontro è stato un punto di svolta del nostro percorso. Abbiamo fatto la simulazione di una facilitazione di gruppo. Questo è avvenuto domenica, preparato da un sabato intenso: disegni e parole rappresentivi di dove siamo adesso e della nostra dinamica; condivisioni sull'esperienza Groupability per sviluppare formazione e apprendimento; la formazione come ricerca, co-costruzione di sapere, non un "vuoto da riempire, e, intorno, tante altre cose che gravitavano attorno a queste basi (vedere le slides sul padlet)<br><br>Domenica l'esperimento di facilitazione è stato basato su un gioco di ruolo.&nbsp;<br>Il tema era progettare e avviare un breve corso di formazione sul front office, cioè relazione con il pubblico, nelle sue varie articolazioni per reparto.&nbsp;<br>Ci siamo divisi in tre gruppi:<br>- i facilitatori (due a condurre il gruppo, Marzia F. e Luisa, e due esterni)<br>- il gruppo oggetto dell'intervento: personale dell' assessorato del comune, 8 tipologie: un bibliotecario, un giovane addetto alla catalogazione, operatore di front office, assistente sociale,&nbsp; comandante della Polizia Locale, funzionario dell'anagrafe, funzionario scuola, sport, cultura.<br>- gli osservatori che monitoravano ciò che accadeva.<br><br>Venti minuti per prepararsi, tempo penso volutamente breve per creare difficolta' e ostacoli da superare, poi è iniziata la conduzione del gruppo che era appositamente restio a collaborare, simulazione reale di gente che telefonava, era distratta, assente, due che hanno dichiarato che il loro front office funzionava benissimo.&nbsp;<br>La sessione è iniziata prima con un prolungato momento di "arrivo" respirando con gli occhi chiusi, poi la parte operativa è stato introdotta dall'ipotesi dell'arrivo entro breve tempo di un meteorite, e che cosa si poteva fare nel frattempo per cambiare qualcosa. Si è quindi passato alla fase di verifica di modalità ed eventuali problemi proposti dai vari reparti (difficoltà circa le carte d'identità, lungaggini burocratiche, non conosco il motivo dell'incontro, cosa ci sto a fare qui, c'è la possibilità di cambiare, bisogna chiudere a volte gli occhi per mandare avanti le cose).<br>Il tutto durato una mezz'ora circa.<br>Poi è iniziata la fase di debrifing di ciò che era stato fatto e avevamo visto. Tanta roba. Marzia e Luisa sono state bravissime nell'esporsi e nel rischiare con nessuna esperienza e nel fornire ampio materiale da cui apprendere, grazie anche ai loro inevitabili errori. Da migliorare la fase di benvenuto agli ospiti. Evidenziato un eccessivo prolungamento della fase iniziale di respirazione (possibilità che i partecipanti non fossero pronti / disponibili a ciò). D'altra parte è stato anche rilevato che se si parte con un programma/ progetto occorre condurlo a termine per evitare di dipendere da umori altrui, pur tenendo conto della dovuta flessibilità. Dubbi sul meteorite. È stato rilevato uno sbilanciamento di conduzione: preponderante attività di una conduttrice e poca presenza dell'altra. Evidenziata la necessità della relazione col gruppo per rendere adeguatamente flessibili le modalità di intervento (tenendo ben precisi tema e obiettivi) "il gruppo va dove sa andare"<br>Mi auguro che ciascuno aggiunga commenti e correzioni relative a ciò che ricorda e che io posso non aver rilevato.<br>La soddisfazione per questo "esperimento" in cui la prima volta abbiamo provato concretamente una facilitazione è stata molta. Abbiamo anche proposto di rifarlo nuovamente in queste ultime lezioni di fine corso. Molta gratitudine per Marzia e Luisa che hanno fatto da cavie e per Barbara per l'efficacia di ciò che ci ha proposto.<br>Dario<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 16:42:25 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2525729576</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2559038059</link>
         <description><![CDATA[<div>MODULO 8<br>Silvio Premolo e Michelangelo Belletti<br>Progettare e costruire esperienze di gruppo<br><br>L'inizio del modulo è stato caratterizato, nella mattinata di sabato, da difficoltà tecnologiche sull'utilizzo degli strumenti proposti che hanno visibilmente irritato sia i partecipanti, che hanno espresso decise critiche, hanno avuto pensieri tipo "adesso lascio e me ne vado", sia i conduttori che fanno dovuto gestire la situazione e l'hanno fatto con grande capacità, trasparenza, ed anche ironia che ha contribuito ad allentare la tensione.<br>Per noi, i futuri conduttori è stato toccare con mano, visto dall'altra parte, le difficoltà di conduzione quando ci sono significativi imprevisti e anche questo, smaltita l'irritazione, alla fine è stato un momento di apprendimento.&nbsp;<br><br>Sabato mattina<br><br>Due esperienze su cui si sono focalizzate le difficoltà e hanno allungato i tempi.<br>1) Ognuno di noi per presentarsi doveva collocarsi su una mappa geografica digitale, inserire il proprio nome e la propria foto e scrivere:<br>- una cosa che non si era mai detta agli altri<br>- una cosa che si voleva dire o chiedere ai formatori<br>2) Partecipare a un gioco a squadre formate da tre / quattro di noi. Occorreva trovare su una mappa virtuale un cadavere&nbsp; e da successive indicazioni il colpevole.<br><br>Sabato pomeriggio.<br><br>Diverso approccio e cambio utile di piattaforma (da teams a zoom)<br>Un altro gioco a gruppi. 4 gruppi, ognuno doveva inventare una storia in cui ogni partecipante del gruppo era un personaggio della storia stessa e occorreva aggiungere altri due personaggi fisicamente esistenti non ricavandoli da altri gruppi. La storia doveva raccontare una missione del gruppo che, ostacolato da difficoltà, doveva raggiungere un obiettivo. Tipologia della missione e quindi dei personaggi era di libera scelta. Fatta la storia ogni gruppo doveva presentarla agli altri con un video, un collage fotografico e una voce narrante, o ogni altro supporto digitale che fosse trovato. Il tutto, elaborazione della storia e costruzione della presentazione, in un tempo limitato, un'ora circa. Alla fine tutti hanno votato la storia che preferivano con un sistema di voto digitale.<br>Il tutto è stato ritengo molto divertente, costruttivo e utile a stimolare il lavoro di gruppo che, sia nel mio gruppo che a quanto ho potuto capire anche negli altri, è stato sviluppato efficacemente gestendo l'ansia dei tempi ristretti. L'esperienza ha unito fantasia, creatività e collaborazione.<br><br>Domenica<br><br>Prima un breve esperimento di gruppo per scaldarsi. A turno ciascuno doveva dire un numero partendo da uno e progressivamente a crescere sul numero totale dei partecipanti (18), dovendo ricominciare se due parlavano contemporaneamente. Più tentativi e siamo arrivati&nbsp; a 14.<br><br>Poi il piatto forte.<br>Creare un progetto di counseling /formazione secondo alcuni punti fermi e alcune indicazioni<br><br>- uno schema predeterminato (obiettivo destinatari e tempo) - tabella sul Padlet Groupability, progettare e condurre esperienze di gruppo<br><br>- esperienza apprendimento in gruppo&nbsp; - tabella sul Padlet vedi sopra<br>&nbsp; &nbsp; &nbsp;* definizione del tempo<br>&nbsp; &nbsp; &nbsp;* organizzazione dello spazio (vincoli e risorse materiali)<br>&nbsp; &nbsp; &nbsp;* coinvolgimento del corpo<br>&nbsp; &nbsp; &nbsp;* utilizzo di simboli e codici (regole e contratti)<br>&nbsp; &nbsp; &nbsp;* allestimento di rituali (apertura e chiusura)<br><br>- ingredienti irrinunciabili delle esperienze di gruppo per apprendere - tabella sul Padlet vedi sopra<br>&nbsp; &nbsp; • realtà (piedi per terra)<br>&nbsp; &nbsp; • continuità (fare esperienze progressivamente)<br>&nbsp; &nbsp; • problematicità (esperienze "sfidanti", non modalità, consuete<br>&nbsp; &nbsp; • complessità (più livelli emotivo, cognitivo, emozionale da fare stare insieme&nbsp;<br>&nbsp; &nbsp; • progettabilita' (realizzabilità e controllo, almeno in parte)<br><br>Tre gruppi hanno sviluppato il progetto secondo le indicazioni casualmente avute comunicando alla cieca tre numeri che poi si è scoperto corrispondevano alle indicazioni della prima tabella.<br>Poi hanno presentato a turno il progetto ricevendo le opportune indicazioni dei formatori per migliorare ciò che avevano elaborato.<br><br>Direi che è stata l'ottima conclusione di un modulo partito malissimo, finito benissimo e che ha riservato, finalmente, concreti strumenti per la progettazione e gestione di un gruppo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-18 18:26:08 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2559038059</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2559039013</link>
         <description><![CDATA[<div>MODULO 8 - 15 e 16 aprile 2023<br>Silvio Premoli e Michelangelo Belletti<br>Progettare e costruire esperienze di gruppo<br><br>L'inizio del modulo è stato caratterizato, nella mattinata di sabato, da difficoltà tecnologiche sull'utilizzo degli strumenti proposti che hanno visibilmente irritato sia i partecipanti, che hanno espresso decise critiche, hanno avuto pensieri tipo "adesso lascio e me ne vado", sia i conduttori che fanno dovuto gestire la situazione e l'hanno fatto con grande capacità, trasparenza, ed anche ironia che ha contribuito ad allentare la tensione.<br>Per noi, i futuri conduttori è stato toccare con mano, visto dall'altra parte, le difficoltà di conduzione quando ci sono significativi imprevisti e anche questo, smaltita l'irritazione, alla fine è stato un momento di apprendimento.&nbsp;<br><br>Sabato mattina<br><br>Due esperienze su cui si sono focalizzate le difficoltà e hanno allungato i tempi.<br>1) Ognuno di noi per presentarsi doveva collocarsi su una mappa geografica digitale, inserire il proprio nome e la propria foto e scrivere:<br>- una cosa che non si era mai detta agli altri<br>- una cosa che si voleva dire o chiedere ai formatori<br>2) Partecipare a un gioco a squadre formate da tre / quattro di noi. Occorreva trovare su una mappa virtuale un cadavere&nbsp; e da successive indicazioni il colpevole.<br><br>Sabato pomeriggio.<br><br>Diverso approccio e cambio utile di piattaforma (da teams a zoom)<br>Un altro gioco a gruppi. 4 gruppi, ognuno doveva inventare una storia in cui ogni partecipante del gruppo era un personaggio della storia stessa e occorreva aggiungere altri due personaggi fisicamente esistenti non ricavandoli da altri gruppi. La storia doveva raccontare una missione del gruppo che, ostacolato da difficoltà, doveva raggiungere un obiettivo. Tipologia della missione e quindi dei personaggi era di libera scelta. Fatta la storia ogni gruppo doveva presentarla agli altri con un video, un collage fotografico e una voce narrante, o ogni altro supporto digitale che fosse trovato. Il tutto, elaborazione della storia e costruzione della presentazione, in un tempo limitato, un'ora circa. Alla fine tutti hanno votato la storia che preferivano con un sistema di voto digitale.<br>Il tutto è stato ritengo molto divertente, costruttivo e utile a stimolare il lavoro di gruppo che, sia nel mio gruppo che a quanto ho potuto capire anche negli altri, è stato sviluppato efficacemente gestendo l'ansia dei tempi ristretti. L'esperienza ha unito fantasia, creatività e collaborazione.<br><br>Domenica<br><br>Prima un breve esperimento di gruppo per scaldarsi. A turno ciascuno doveva dire un numero partendo da uno e progressivamente a crescere sul numero totale dei partecipanti (18), dovendo ricominciare se due parlavano contemporaneamente. Più tentativi e siamo arrivati&nbsp; a 14.<br><br>Poi il piatto forte.<br>Creare un progetto di counseling /formazione secondo alcuni punti fermi e alcune indicazioni<br><br>- uno schema predeterminato (obiettivo destinatari e tempo) - tabella sul Padlet Groupability, progettare e condurre esperienze di gruppo<br><br>- esperienza apprendimento in gruppo&nbsp; - tabella sul Padlet vedi sopra<br>&nbsp; &nbsp; &nbsp;* definizione del tempo<br>&nbsp; &nbsp; &nbsp;* organizzazione dello spazio (vincoli e risorse materiali)<br>&nbsp; &nbsp; &nbsp;* coinvolgimento del corpo<br>&nbsp; &nbsp; &nbsp;* utilizzo di simboli e codici (regole e contratti)<br>&nbsp; &nbsp; &nbsp;* allestimento di rituali (apertura e chiusura)<br><br>- ingredienti irrinunciabili delle esperienze di gruppo per apprendere - tabella sul Padlet vedi sopra<br>&nbsp; &nbsp; • realtà (piedi per terra)<br>&nbsp; &nbsp; • continuità (fare esperienze progressivamente)<br>&nbsp; &nbsp; • problematicità (esperienze "sfidanti", non modalità, consuete<br>&nbsp; &nbsp; • complessità (più livelli emotivo, cognitivo, emozionale da fare stare insieme&nbsp;<br>&nbsp; &nbsp; • progettabilita' (realizzabilità e controllo, almeno in parte)<br><br>Tre gruppi hanno sviluppato il progetto secondo le indicazioni casualmente avute comunicando alla cieca tre numeri che poi si è scoperto corrispondevano alle indicazioni della prima tabella.<br>Poi hanno presentato a turno il progetto ricevendo le opportune indicazioni dei formatori per migliorare ciò che avevano elaborato.<br><br>Direi che è stata l'ottima conclusione di un modulo partito malissimo finito benissimo e che ha riservato, finalmente, concreti strumenti per la progettazione e gestione di un gruppo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-18 18:26:58 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Slide MODULO 8 mattina 16 aprile - Premoli Belletti</title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2564664187</link>
         <description><![CDATA[<div>https://us06web.zoom.us/rec/play/7BEsJh6HuGRGll5EgN-KLuQbjojhFEp0KPW0T33Hl81G4uchcxBgndxNX4EL4P0YdSQqpeEkCsurC80A.1gMxwgSwum0WfteU?canPlayFromShare=true&amp;from=share_recording_detail&amp;continueMode=true&amp;componentName=rec-play&amp;originRequestUrl=https://us06web.zoom.us/rec/share/UwVt0cXpaNM-XJ5_JZM_gNoiGbg_1KdVxrY6IIGuq5f8pYkvvY3Swyoke51UnC8M.4AnJhSOWPdb4B-xS</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-23 15:09:45 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2564664187</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2564668148</link>
         <description><![CDATA[<div>Pass Word $oVj5#$V</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-23 15:17:47 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2564668148</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Quando il cliente non si comporta come dovrebbe! </title>
         <author>annamariabattista97</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2574239588</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Tirocinante</strong>: Anna Maria Battista<br><strong>Azienda Ospitante: </strong>Agenzia di Comunicazione di Torino che crea <strong>Brand Identity e Strategie di comunicazione. </strong>Ha scelto di lavorare in un coworking per relazionarsi con altre realtà con differenti missioni. L'agenzia è composta di due soci, L.F. specializzato in comunicazione e marketing e L.C. specializzato in comunicazione e grafica e due giovani collaboratrici dipendenti ed una freelance.<br><strong>Contesto: </strong>L.F. mi racconta che alcuni di loro hanno caratteri chiusi, fra di loro non parlano mai di cose personali e non si frequentano fuori dall'ambito di lavoro. La difficoltà che riscontrano è la gestione del cliente quando non risponde positivamente ad una proposta, che per l'agenzia rientra in un pacchetto di offerta stabilito. Nasce una certa rigidità ad accogliere le proposte magari confuse, ma legittime del cliente. L'agenzia, secondo lui, dovrebbe essere pronta a dare una risposta che integri le aspettative fantasiose del cliente con quella competente da loro elaborata, ma questo non sempre avviene.</div><div><strong>Proposta di percorso</strong>:&nbsp;<strong>Counseling di gruppo, counseling individuale per ogni collaboratore e attività di team building fuori dalla sede per aumentare il benessere relazionale nel gruppo di lavoro con una ricaduta sulle relazioni con i clienti.<br>Periodo: </strong>Febbraio-Aprile 2023<br><br>Inizio il lavoro di ascolto con un <strong>incontro insieme ai due soci</strong> durante il quale pongo diverse domande ed esploro il contesto, le aspettative, i desideri e le cose per loro difficili. Durante l'incontro offro la mia proposta per come l'ho immaginata e la discuto con loro per capire la fattibilità. I due soci la vedono come un'opportunità per riflettere su cosa cambiare ed agire con maggiore consapevolezza.<br><br>Sono stati <strong>3 gli incontri di scrittura autobiografica in gruppo</strong> di tre ore ciascuno, durante i quali le persone dapprima imbarazzate e tese e poi man mano sempre più divertite, hanno messo in gioco i frammenti biografici che chiedevo.<br><br>Dopo essermi presenta, aver spiegato il mio ruolo lì con loro, la cornice, la mia proposta di percorso, la riservatezza, il non giudizio e la libertà di condividere o no il materiale prodotto, ho rotto il ghiaccio con carte (potere evocativo e proiettivo delle carte) per una presentazione fantastica di sé e poi ho facilitato l'esplorazione e la condivisione di caratteristiche e narrazioni personali.&nbsp;<br><br>Negli incontri successivi sono passata all'esplorazione dell'area professionale delle singole persone e poi della loro organizzazione. Ho facilitato l'emersione delle differenze e delle cose che accomunano il gruppo di lavoro, del loro stare nei gruppi e in quel gruppo in particolare. Ho rievocato la storia dell'organizzazione e del gruppo di lavoro di oggi. Abbiamo analizzato il cliente ideale e quello difficile, che cosa già fanno e cosa non hanno ancora fatto. Ho utilizzato la scrittura perché permette la riflessione e l'utilizzo del pensiero lento, una condivisione nel gruppo ed un confronto meno reattivo.</div><div><strong>Serata di Team Building in cucina</strong> per impastare insieme pizze e focacce. Ho chiesto al gruppo di aderire alla proposta di cucina insieme per osservare le dinamiche relazionali fra loro in un ambiente sconosciuto ma accogliente e non disorientante. Ho scelto un luogo aperto da poco in centro città da un giovane e bravo cuoco organizzato per gestire eventi/scuola di cucina. Li ho accompagnati un mercoledì sera a preparare le loro pizze personalizzate ed una grande focaccia&nbsp; barese (quindi con le patate lesse mescolate all'impasto di farina!) di gruppo, che poi hanno mangiato insieme. All'inizio pesci fuor d'acqua e poi si sono divertiti! <br><br><strong>Incontro di gruppo </strong>successivo nel quale abbiamo esplicitato le dinamiche relazionali e comportamenti osservati durante la serata in cucina. Infatti il socio, anche amministratore, è stato un disastro a tu per tu con l'impasto. Solo l'intervento dell'altro socio ha evitato il peggio! Le collaboratrici ad un certo momento hanno mollato e delegato tutto ad uno dei soci, smettendo di collaborare. A fine serata una delle collaboratrici è andata via di fretta per l'ora tarda e così ha dimenticato di salutare il socio amministratore, che si è offeso. Il socio amministratore ha deciso, senza prestare ascolto al gruppo che chiedeva di non esagerare, di mettere una quantità di origano eccessiva sui pomodorini della focaccia, confermando che a lui piaceva così con tanto origano...ma quella era la focaccia grande di gruppo!!<br><br>Lungo il percorso ogni componente del gruppo ha avuto a disposizione <strong>due colloqui individuali </strong>per portare situazioni personali, familiari o professionali. Nei colloqui sono emerse preoccupazioni per i cambiamenti che tutti e tutte percepiscono essere nell'aria già da tempo, anche se ancora non esplicitati. Nei due soci emergono insoddisfazioni che L. F. individua nel secondo socio e nelle collaboratrici, mentre L.C. ,più introspettivo, individua nel non aver completato gli studi, nella sua discontinuità nel tenere gli impegni, nel non portare a termine progetti ed attività che gli fanno piacere.<br><br>Concludo l'esperienza con <strong>un incontro con i soci</strong>, dal quale emerge che la prossima settimana daranno disdetta al contratto d'affitto al coworking, che li ha visti nascere come società. Stanno valutando di dividere un nuovo spazio con altre 3 società con le quali già collaborano. Hanno chiesto al commercialista di analizzare i conti e dare una valutazione all'azienda per aprire fra loro una riflessione sull'opportunità di:<br>1.far nascere una seconda società per diversificare le commesse;<br>2.di uscita di uno dei due soci da questa società e di chiudere definitivamente la collaborazione fra i due soci;<br>3. di una una divisione dei ruoli differente fra i due soci in questa società rimettendo in discussione l'assetto organizzativo.<br><br>L.C. rivedendo anche aspetti personali ha chiesto alla segreteria Politecnico di valutare la sua situazione scolastica per capire come può fare per terminare gli esami mancati e abbandonati da diversi anni. Ha chiesto anche la consulenza di un orientatore per capire se una Università Privata Telematica può essere di aiuto a concludere conseguire il titolo di studio di dottore in Architettura.<br><br>Chiudo questa breve relazione osservando che il counseling è uno strumento potente per facilitare i processi di cambiamento, aumentando la consapevolezza di ciascun membro del gruppo e sbloccando situazioni ferme da tempo.&nbsp; L' ipotizzazione iniziale che avevo fatto nella mia testa, senza comunicarla,&nbsp; cioè che il problema relazionale fosse soprattutto fra i due soci ha trovato riscontro nella realtà dei fatti. Il mio intervento è stato breve, una trentina di ore in totale svolte in un paio di mesi, ma credo che i cambiamenti che saranno sostenibili per l'organizzazione e le persone siano solo al loro avvio.&nbsp;<br>La cosa che più mi ha colpito e che comunicatori che si occupano della comunicazione aziendale di molti fra loro non si conoscano e tengano una comunicazione così superficiale da impedire loro una buona collaborazione che si riflette all'esterno nelle relazioni con i propri clienti.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-01 21:39:33 UTC</pubDate>
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         <title>SLIDE MODULO 9 - INCONTRO 1 - ALESSANDRA CALLEGARI</title>
         <author>alecallalecall</author>
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         <description><![CDATA[<div>domenica 13 maggio 2023</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-13 21:11:14 UTC</pubDate>
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         <title>ENNEAGRAMMA - ALESSANDRA CALLEGARI</title>
         <author>alecallalecall</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-05-13 21:12:22 UTC</pubDate>
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         <title>LA NEGOZIAZIONE TRA SÉ E SÉ.
E GLI SCORPIONI </title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2590177413</link>
         <description><![CDATA[<div>Questi due giorni, ricchissimi di svariati stimoli, bombardato da tutte le parti, poi mi hanno prodotto un'ulteriore considerazione. C'è anche una negoziazione con se stessi, dentro a se stessi, soprattutto in occasione di scelte difficili.&nbsp;<br>Il pro e il contro sono due parti di noi che le rappresentano, sono due persone in conflitto, in forte conflitto. Non c'è un win win, c'è un sì o un no, lo faccio o non lo faccio. Faccio un salto, un cambiamento, un'avventura, prendo un rischio? Oppure scelgo la soluzione più sicura, meno dolorosa, passo dove l'acqua è più bassa?&nbsp;<br>In questi casi la negoziazione è dolorosa, può riguardare solo se stessi o altri. Faccio l'operazione o non la faccio? Cambio lavoro? Mi separo o tento di tenere il rapporto?&nbsp; Spesso queste decisioni riguardano anche altri, ed è con loro che c'è poi un'altra negoziazione, ma prima la negoziazione è con sé stessi, per decidere se proporre o meno una scelta, una decisione. Può esserci un evitamento, rimando la decisione, che spesso è un no mascherato.<br>Mi è capitato spesso di essere in queste situazioni, a volte ho strappato, dentro di me, prendendo le parti di uno e mettendo a tacere l'altro. La scelta è anche un fatto di efficienza, si decide e basta. In questo modo magari si fa la cosa giusta, ma poi spesso resta lo strascico di dubbi, rimpianti, magari senso di colpa.<br>Altre volte ho fatto parlare le due persone dentro ed è più difficile che parlare con un estraneo. L'animosità delle due persone inveisce, ferisce, sminuisce, magari sottoposte a uno spietato giudice interiore. Farle parlare è un difficile passo indietro, non prendere posizione. Ascoltarle è ancora più difficile, prima parla una, poi l'altra. Pace, silenzio, si aspetta. Allora si può comprendere cosa c'è dietro ai due "belligeranti", antiche passioni, rivincite, cose subite, cose che non ci si è permesso di fare, desideri, paure. Anche un questi casi occorre una preparazione, come nello spezzone de "Il diritto di contare". Solo che la preparazione crea ansie, quindi, magari, la si elimina.<br>Quando le due parti dentro si riconoscono, hanno passato le stesse cose, allora non sono due parti, sono un'unica creatura, un'unica persona che vuole ciò che va bene per lei.<br>Allora ci può essere un accordo, una decisione è più fluida, è una scelta, meno "strappata", più serena; e si possono reggerne i dubbi e le incertezze. Può essere giusta o sbagliata, ma almeno non restano scorpioni dentro.<br><br>Dario<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-14 17:37:30 UTC</pubDate>
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         <title>IL GRUPPO DOMENICA 14 MAGGIO - 1</title>
         <author>alecallalecall</author>
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         <pubDate>2023-05-14 20:48:12 UTC</pubDate>
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         <title>IL GRUPPO DOMENICA 14 MAGGIO - 2</title>
         <author>alecallalecall</author>
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         <pubDate>2023-05-14 20:48:38 UTC</pubDate>
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         <title>IL GRUPPO DOMENICA 14 MAGGIO - 3</title>
         <author>alecallalecall</author>
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         <pubDate>2023-05-14 20:49:11 UTC</pubDate>
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         <title>DIARIO DI BORDO MODULO 9 - ALE CALLEGARI</title>
         <author>alecallalecall</author>
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         <pubDate>2023-05-14 22:53:25 UTC</pubDate>
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         <title>SLIDE MODULO 9 - INCONTRO 2 - ALESSANDRA CALLEGARI</title>
         <author>alecallalecall</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2590338058</link>
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         <pubDate>2023-05-14 23:20:02 UTC</pubDate>
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         <title>IO SONO L&#39;ALTRO - NICCOLò FABI</title>
         <author>alecallalecall</author>
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         <description><![CDATA[<div>Una canzone che amo molto, che avrei voluto farvi ascoltare oggi... sulle differenze e sul valore della accettazione.<br><br>Io sono l'altro<br>sono quello che spaventa<br>sono quello che ti dorme nella stanza accanto.<br>Io sono l'altro<br>puoi trovarmi nello specchio<br>la tua immagine riflessa, il contrario di te stesso.<br>Io sono l'altro<br>sono l'ombra del tuo corpo<br>sono l'ombra del tuo mondo<br>quello che fa il lavoro sporco<br>al tuo posto.<br><br>Sono quello che ti anticipa al parcheggio<br>e ti ritarda la partenza,<br>il marito della donna di cui ti sei innamorato<br>sono quello che hanno assunto quando ti hanno licenziato.<br>Quello che dorme sui cartoni alla stazione<br>sono il nero sul barcone,<br>sono quello che ti sembra più sereno<br>perché è nato fortunato o solo perché ha vent'anni in meno.<br>Quelli che vedi sono solo i miei vestiti<br>adesso facci un giro e poi mi dici.<br>Io sono il velo<br>che copre il viso delle donne<br>ogni scelta o posizione che non si comprende.<br>Io sono l'altro<br>quello che il tuo stesso mare<br>lo vede dalla riva opposta<br>io sono tuo fratello, quello bello.<br><br>Sono il chirurgo che ti opera domani<br>quello che guida mentre dormi<br>quello che urla come un pazzo e ti sta seduto accanto<br>il donatore che aspettavi per il tuo trapianto.<br>Sono il padre del bambino handicappato che sta in classe con tuo figlio<br>il direttore della banca dove hai domandato un fido<br>quello che è stato condannato<br>il presidente del consiglio.<br>Quelli che vedi sono solo i miei vestiti<br>adesso vacci a fare un giro<br>e poi mi dici...<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-14 23:25:19 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Video sul diaframma e su come si muove in inspirazione - espirazione</title>
         <author>alecallalecall</author>
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         <pubDate>2023-05-15 07:12:14 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Video sul movimento del diaframma (in inglese)</title>
         <author>alecallalecall</author>
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         <pubDate>2023-05-15 07:14:31 UTC</pubDate>
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         <title>Il libro del nostro residenziale</title>
         <author>francescadimeo83</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-06-11 17:00:13 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Esercitazione_Gruppo: Rubina, Francesca, Nicola, Gianbattista, Marzia</title>
         <author>francescadimeo83</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2620298162</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-06-11 17:15:40 UTC</pubDate>
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         <title>Rupi Kaur</title>
         <author>francescadimeo83</author>
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         <description><![CDATA[<div>Rupi Kaur è l'autrice della poesia che ho donato oggi ad Anna Maria. E' una donna consapevole; consapevole dell'importanza del corpo, del dolore e del potere delle parole. Potrebbe interessare a più di qualcun* tra NOI. E' autrice anche di un libro, nato da un laboratorio di scrittura che ha tenuto, dal titolo "Guarire con le parole" che è un altro dei motivi per cui risuonava con Anna Maria e con il nostro residenziale. Spero vi piacere (è un po' forte quindi non piace a tutti).</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-06-11 17:25:20 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>francescadimeo83</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2620302129</link>
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         <pubDate>2023-06-11 17:25:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2620396481</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Oggi 11 giugno, Groupability <a>2022 / 23</a> è finito e tutto quello che abbiamo vissuto in questi mesi è racchiuso in ognuno di noi, in una qualche parte del nostro essere.<br> C'è tanta, tanta, tanta riconoscenza e affetto per tutte quelle persone con cui abbiamo fatto insieme questo percorso. È stato un viaggio tra luoghi a noi e di noi sconosciuti, vedendo cose non viste prima. Dr. Livingstone I suppose... Per me si è aperto un altro pezzo di vita che chissà dove mi porta, anzi ci porta, ognuno per la sua strada diversa dalle altre.&nbsp;<br> Oggi c'era anche chi non c' era, con la filastrocca di Marina, c'era anche Rubiana e Michela, e siamo tornati al residenziale col creativo lavoro di cucitura di tutte le nostre storie fatto da Francesca.<br> Potrei descrivere i due gruppi che hanno messo in scena l'essere persone nel gruppo e il gruppo in cui ci sono le persone, ma non sono così bravo da descrivere l'ondata, la marea di cose che abbiamo sentito in quegli scambi, in quei gesti, in quelle parole, in quelle risonanze che hanno vibrato tra noi come diapason ad altissima frequenza, è come se magicamente&nbsp; si fossero resi visibili ad occhio nudo i fili rossi che ci collegavano e ci collegano, come cordoni di corallo tra pesci guizzanti.<br> Certe cose non si possono raccontare, ma solo viverle e custodirle per continuare a fare cose cose del genere.<br> Dario &nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-06-11 22:27:43 UTC</pubDate>
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         <title>LA FILASTROCCA DI MARINA</title>
         <author>CollageFormazione</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-06-12 12:16:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dipi1con</author>
         <link>https://padlet.com/CollageFormazione/GROUPABILITY/wish/2621248230</link>
         <description><![CDATA[<div>I FATTI COME ME LI RICORDO&nbsp;<br>Faccio il riassunto dei fatti, se mi sono scordato qualcosa prego la tribù di completare o correggere.<br><br>SABATO MATTINA<br>Abbiamo iniziato danzando per scaldare l'energia, poi ognuno ha parlato del momento di fine corso, scambiandoci impressioni e vissuti sul nostro percorso in Groupability. Le chiusure sono importanti per dare un senso e una profondità a quello che è successo.<br>Poi tante altre cose:<br>È stato riproposto il primo appuntamento on line, il 26 giugno, di WE ME LIVE (copyright Gianbattista - piattaforma zoom di Nicola). Potremo continuare a utilizzare il padlet Groupability che diventa un arcipelago dentro a cui possono stare molte iniziative sulla gruppabilita'.<br>L'emozionante lettura della filastrocca che Marina ci ha mandato non potendo essere presente in quanto neo nonna con figlia infortunata durante il parto.&nbsp;<br>Abbiamo fatto brevi riprese in cui ognuno parlava delle proprie esperienze in Groupability per&nbsp; veicolare il nuovo corso 2024.<br>Francesca, Annamaria, Cinzia ci hanno presentato in diretta il libro realizzato&nbsp; raccogliendo i nostri scritti fatti in un'esperienza di scrittura condotta nel residenziale da Annamaria e Michela. Lo stimolo&nbsp; era come viviamo il nostro nome e come siamo nel gruppo. È stato come tornare in quel posto, a Cremolino, e in quel momento, leggendo le proprie parole e quelle degli altri.<br><br>Poi ci siamo divisi in due gruppi per iniziare a progettare un'esperienza di facilitazione di un gruppo lavorando in gruppo (scusate il gioco di parole). Un gruppo doveva rappresentare cosa vuol dire essere persone dentro un gruppo, l'altro cos'è un gruppo che contiene le persone. Alla fine della mattinata i due gruppi separatamente hanno progettato gli interventi.<br><br>SABATO POMERIGGIO<br>La prima esperienza prevedeva l'essere persone nel gruppo. È stato realizzato un giro di "esplorazione" dei propri vissuti relativamente al tema in 4 step.<br>Sulla base di quattro stimoli dati ciascuno scriveva&nbsp; e a turno leggeva ciò che aveva scritto vicino a una postazione che aveva un significato. Un valigia, cosa mi porto dietro da questo corso. Un comodino con libri e una foto: cosa ho appreso e che penso di poter utilizzare in futuro e un'immagine del nostro percorso che è stata importante per me. Un cestino dove abbiamo buttato il foglio su cui avevamo scritto tutto quello di cui volevamo liberarci. Un aeroplanino sul muro dove abbiamo attaccato quello che vorremmo scrivere a una persona cara con una metafora.<br>Poi abbiamo condiviso il piacere e la soddisfazione per quello che abbiamo visto.<br>Alla sera, dopo la cena, alcuni hanno dormito in camerate all'Ostello Olinda, nel parco che fu dell'ospedale psichiatrico Paolo Pini, dove c'era il festival di Radio Popolare.<br><br>DOMENICA MATTINA<br>Questa esperienza era focalizzata sull'essere gruppo che contiene le persone. La progettazione di questa esperienza, fatta il giorno prima, è stata piuttosto complessa, reindirizzata dall'intervento di Marzia K, ed è stata finalizzata praticamente prima di iniziare.<br>È stato chiesto a ognuno di sentire che cosa ha vissuto nel percorrere la strada di Groupability, camminando da un muro all'altro opposto della stanza, secondo i modi più giusti per il suo sentire nel rievocare in sé l'esperienza. La partenza era come si era un anno fa, l'arrivo dove siamo oggi. Quando siamo arrivati ci si è fermati un attimo, per stare e per formare un cerchio. Lì ognuno a turno entrava al centro ed esprimeva col corpo o con la voce cosa voleva dire per lui essere nel gruppo e tutti gli altri lo rispecchiavano facendo la stessa cosa. Poi per mano tutti insieme: WEME. Il passo successivo è stato che ogni persona a turno, si mettesse nel cerchio di fronte a ogni altra persona per ricevere un ringraziamento e un feed back di quello che l'altro aveva sentito di lui nel corso di questi mesi.&nbsp; Abbiamo concluso l'esperienza con lo scambio dei regali che ognuno riceveva da un altro non sapendo in anticipo chi fosse.<br><br>DOMENICA POMERIGGIO<br>Condivisione finale di fine corso.<br>È stata proposta a tutti la mancanza di continuità di presenze, talvolta riscontrata, con possibili varianti di atteggiamento da parte del gruppo: porre un numero minimo di assenze, mettere un esame di fine corso, permettere una fluidità di partecipazione sulla base di imprevisti, di situazioni, di momenti personali, seguire personalmente e più attentamente ogni partecipanti, anche con l'uso di più tutor a ognuno dei quali potrebbe essere assegnato un gruppo di persone.<br>Poi abbiamo proposto ciò che era successo nello sviluppo delle precedenti esperienze di gruppo: dinamiche, difficoltà e contrasti, armonie e soddisfazioni nel realizzare in gruppo queste esperienze. La previsione e gestione di tempi (troppa roba o roba da integrare se troppo poca) e modalità da rispettare (l'interruzione di metà mattinata),&nbsp; le delusioni se una propria idea non fosse accettata, il fare un passo indietro per isolarsi oppure per condividere e sostenere l'idea emergente, gli equilibri tra gestione delle emozioni e quella della funzionalità, gli interventi in mezzo al percorso di creazione dell'evento che possono essere non funzionali, oppure che aggiungono creativamente un pezzo nuovo e diverso, l'opportunità che ci sia per ogni gruppo un facilitatore, le interazioni tra facilitatori nel momento in cui si è "in scena".&nbsp;<br>Abbiamo anche raccontato e scritto su un foglio suggerimenti&nbsp; per lo sviluppo della prossima edizione di Groupability 2024 : la possibilità o meno di trasformare l'ultima lezione in un residenziale, l'incremento delle lezioni in presenza, incrementare le prove di conduzione e tante altre cose.<br>Poi via, ognuno con uno zaino dentro pieno di roba.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-06-12 15:16:14 UTC</pubDate>
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         <author>counselorfileoenergetico</author>
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         <pubDate>2023-06-16 08:58:41 UTC</pubDate>
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         <author>counselorfileoenergetico</author>
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