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      <title>FATTI DI CRONOCA SUL BULLISMO E IL CYBERBULLISMO by Federica Fabiana Elberti</title>
      <link>https://padlet.com/elbertifederica/4ijqqxlhk32okl1a</link>
      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-02-06 11:44:43 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2024-02-06 12:21:39 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Palermo, tredicenne si toglie la vita. Inchiesta per istigazione al suicidio: “Vittima di bulli, deriso anche per l’orientamento sessuale”</title>
         <author>elbertifederica</author>
         <link>https://padlet.com/elbertifederica/4ijqqxlhk32okl1a/wish/2874960222</link>
         <description><![CDATA[<p>Un ragazzo di <strong>13 anni </strong>si è<strong> suicidato</strong> nella sua abitazione a <strong>Palermo</strong>. La Procura dei minori ha aperto un’inchiesta per istigazione al suicidio: il sospetto è infatti che il giovane sia stato vittima di bullismo. Questa circostanza è emersa in particolare dalle chat di alunni e genitori della scuola media che il 13enne frequentava. Secondo quanto appreso finora dall’agenzia <em>Ansa,</em> il ragazzo è stato <strong>vittima dei bulli</strong> in più occasioni: sarebbe stato deriso – sempre secondo queste prime informazioni da verificare – per il suo presunto orientamento sessuale. Il suicidio è avvenuto sabato sera: il giovane ha atteso che i genitori uscissero di casa. Quando il ragazzino è stato scoperto esanime è partito l’allarme al 118, ma all’arrivo dell’ambulanza il giovane era già morto. La scuola (la <strong>Vittorio Emanuele Orlando</strong> di <strong>viale Strasburgo</strong>) ha <strong>sospeso</strong> per oggi <strong>ogni attività</strong>.</p><p>Le indagini sono state affidate ai <strong>carabinieri </strong>che hanno sequestrato il cellulare e il pc del tredicenne: gli investigatori sperano di trovare nei dispositivi informatici qualcosa che possa essere utile a spiegare il gesto. Sono <strong>due</strong> i <strong>fascicoli di indagine</strong> aperti, uno dalla <strong>Procura per i minorenni</strong> e l’altro dalla <strong>Procura di Palermo</strong>. Nel frattempo la <strong>salma</strong> è stata <strong>riconsegnata</strong> alla famiglia.</p><p>“Nell’attesa che siano <strong>approfondite le circostanze</strong> connesse al tragico evento accaduto ad un alunno della Scuola secondaria di primo grado di Palermo, già da domani mattina gli esperti del servizio psicopedagogico e di ascolto dell’<strong>Usr Sicilia</strong> – l’ufficio scolastico regionale – si recheranno presso la scuola e avranno il delicato compito di ascoltare, accompagnare e <strong>supportare alunni, docenti e famiglie</strong> in questo momento”, si legge in una nota diffusa dall’ufficio scolastico sulla vicenda.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/11/13/palermo-tredicenne-si-toglie-la-vita-inchiesta-per-istigazione-al-suicidio-vittima-di-bulli-deriso-anche-per-lorientamento-sessuale/7351590/" />
         <pubDate>2024-02-06 11:47:30 UTC</pubDate>
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         <title>Pavia, 14enne preso a sassate dai bulli. La disperazione del padre: “Devo scortare mio figlio a scuola”</title>
         <author>elbertifederica</author>
         <link>https://padlet.com/elbertifederica/4ijqqxlhk32okl1a/wish/2874962241</link>
         <description><![CDATA[<p>Pavia –&nbsp;<strong>Accerchiato mentre camminava</strong> con alcuni amici domenica pomeriggio. <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.ilgiorno.it/pavia/cronaca/studente-picchiato-sassate-bullizzato-xdo35oe5"><strong>Picchiato selvaggiamente e preso a sassate</strong></a><strong> </strong>con le pietre strappate dal selciato. È accaduto a Pavia, tra Strada Nuova e il ponte coperto. Il 14enne è stato bloccato da un gruppo di sei ragazzini tra i 15 e i 16 anni. Prima i bulli l’hanno provocato, poi sono passati a colpirlo con <strong>pugni e calci.</strong> Qualche amico ha provato a difendere la vittima, ma non c’è riuscito. Il ragazzino, studente al primo anno delle superiori, ha riportato un <strong>trauma cranico</strong>: trasportato al Policlinico San Matteo, è stato prima tenuto in osservazione e poi dimesso con 30 giorni di prognosi.</p><p><br/></p><p>L’episodio è stato denunciato alle forze dell’ordine dal padre del 14enne, un uomo di origini egiziane, che vive al Crosione. "Mio figlio è stato<strong> costretto a trascorrere l’estate chiuso in casa</strong>, è sopraffatto dalla paura – ha spiegato –. Ogni giorno lo accompagno a scuola e lo vado a prendere all’uscita. Così non si può più andare avanti". Secondo una prima ricostruzione<strong>, la baby gang </strong>sarebbe composta da coetanei che forse il giovane conosce. Già in passato, infatti, era stato preso di mira. Le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza potrebbero essere utili a ricostruire l’accaduto.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://www.ilgiorno.it/pavia/cronaca/bulli-pavia-a4c3d7d1" />
         <pubDate>2024-02-06 11:49:26 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Sei grassa, ammazzati&quot;, studentessa di 12 anni nel mirino dei bulli</title>
         <author>elbertifederica</author>
         <link>https://padlet.com/elbertifederica/4ijqqxlhk32okl1a/wish/2874964172</link>
         <description><![CDATA[<p>Da oltre un anno una studentessa trevigiana di soli <strong>12 anni</strong> sarebbe vittima di insulti e minacce da parte di un gruppo di compagni di classe che le hanno reso la vita un inferno a causa del suo aspetto fisico.&nbsp;"Sei grassa, ammazzati",&nbsp;"Obesa fai schifo, pensa a come eliminarti".&nbsp;"Muori" sono solo alcune delle frasi dette alla giovane, iscritta in una scuola media di Treviso, comparse anche nelle chat di classe su Whatsapp.</p><p><em>Come riportato da "Antenna 3",&nbsp;</em>la situazione per la 12enne sarebbe divenuta insostenibile poco prima dell'inizio delle vacanze di Natale&nbsp;quando l'alunnno che più l'aveva presa di mira in questi mesi è diventato il suo compagno di banco. Dopo un anno di esitazione, la studentessa ha confessato tutto ai genitori che, per il momento, non hanno ancora sporto denuncia per quanto accaduto nella speranza di risolvere la faccenda con la scuola senza ricorrere a vie legali. Le frasi dette alla giovane non erano solo offese ma anche chiari messaggi di&nbsp;istigazione&nbsp;al suicidio.&nbsp;In classe alcune compagne della 12enne avrebbero letto alla compagna un libro con protagonista una ragazza autolesionista, istigandola a seguire il suo esempio, togliendosi la vita. Sola e senza compagni a cui chiedere aiuto, la giovane si è sfogata con i genitori scoppiando in un pianto a dirotto dopo tanti dolorosi silenzi. Dopo il rientro dalle vacanze di Natale, lunedì 9 gennaio, sono attesi provvedimenti concreti da parte della direzione della scuola.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://www.trevisotoday.it/cronaca/bullismo-studentessa-grassa-treviso-5-gennaio-2023.html" />
         <pubDate>2024-02-06 11:51:04 UTC</pubDate>
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         <title>Orrore a scuola: urinano su ragazzo disabile e lo filmano</title>
         <author>elbertifederica</author>
         <link>https://padlet.com/elbertifederica/4ijqqxlhk32okl1a/wish/2874971027</link>
         <description><![CDATA[<p>Bullismo e violenze ai danni di un ragazzino portatore di handicap. È l'ennesima, terribile storia, che ha dei ragazzini per vittime e carnefici.</p><p>L'orrore questa volta ha avuto luogo a Sant'Antimo. Per la vicenda sono indagati tre ragazzi di 20, 19 e 18 anni, uno dei quali minorenne all'epoca dei fatti. Sono ritenuti gravemente indiziati, in concorso tra loro e a vario titolo, di atti persecutori e violenza sessuale di gruppo in danno di un minore, con l'aggravante di aver agito approfittando della debolezza psichica e del ritardo cognitivo della vittima. Si trovano adesso in carcere.</p><p>Compagni di scuola aguzzini</p><p>L'attività di indagine ha permesso di raccogliere elementi nei riguardi dei tre indagati, compagni di scuola della vittima. I fatti sarebbero avvenuti lo scorso marzo ed emersi solo in seguito al successivo intervento della madre della vittima, che ha denunciato tutto ai carabinieri. I bulli avrebbero, con ripetute aggressioni fisiche, violenze verbali, ingiurie, offese, insulti ed atti denigratori (sputi, palpazioni genitali, gli avrebbero anche urinando addosso), causato nella vittima un grave stato di ansia e paura.</p><p>Alcuni episodi sarebbero stati anche ripresi con degli smartphone.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://www.napolitoday.it/cronaca/arrestati-bullismo-disabile-sant-antimo.html" />
         <pubDate>2024-02-06 11:57:02 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/elbertifederica/4ijqqxlhk32okl1a/wish/2874971027</guid>
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         <title>Bologna, influencer si uccide in diretta su TikTok. Era stato vittima di cyberbullismo</title>
         <author>elbertifederica</author>
         <link>https://padlet.com/elbertifederica/4ijqqxlhk32okl1a/wish/2874975473</link>
         <description><![CDATA[<p>incent Plicchi, giovane bolognese di 23 anni, si è tolto la vita nella sua abitazione in zona Castiglione,&nbsp;mentre migliaia di persone lo guardavano sul popolare social. Molti hanno cercato di soccorrerlo avvertendo il 118 e i carabinieri.</p><p>Ha avviato la diretta social e poi si è suicidato. Vincent Plicchi, bolognese di 23 anni, si è ucciso lunedì sera nella sua casa in zona Castiglione a Bologna. In tanti stavano guardando la sua diretta: era un cosplayer appassionato di Cod, il videogioco americano Call of Duty, conosciuto con il soprannome di Inquisitor Ghost. Per cercare di soccorrerlo qualcuno ha chiamato il 118.<br></p><p>L'ipotesi di cyberbullismo</p><p>È stato sepolto alla Certosa, il cimitero di Bologna. Ora toccherà ai carabinieri, capire il motivo del suo suicidio.L'ipotesi è che il giovane bolognese sia stato vittima di&nbsp;cyberbullismo: accusato da una ragazza di&nbsp;17 anni&nbsp;(e dal suo presunto fidanzato) di averla in qualche modo molestata, con tanto di&nbsp;screenshot&nbsp;fatti girare apposta, a tal punto da scatenare contro di lui una campagna di odio.&nbsp;</p><p>Il padre di Vincent: "Non posso credere di doverti seppellire"<br></p><p>"L’unico modo che ha trovato&nbsp;per difendersi dal disonore&nbsp;e provare la sua innocenza è stato togliersi la vita", le parole cariche di rabbia e disperazione del padre.&nbsp; E ancora: «Ragazzi, state attenti a queste community - il suo monito – vivete la vostra vita nella realtà, non posso credere che oggi sto&nbsp;seppellendo&nbsp;mio figlio. Lui che per me, il fratello e la sorellina era un cuore puro».&nbsp;</p>]]></description>
         <enclosure url="https://tg24.sky.it/cronaca/2023/10/12/uccide-su-tiktok-vittima-cyberbullismo" />
         <pubDate>2024-02-06 12:01:06 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/elbertifederica/4ijqqxlhk32okl1a/wish/2874975473</guid>
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         <title>Il dramma di Alessandro, suicida a 13 anni a Gragnano, diventa un docufilm contro il cyberbullismo</title>
         <author>elbertifederica</author>
         <link>https://padlet.com/elbertifederica/4ijqqxlhk32okl1a/wish/2874992145</link>
         <description><![CDATA[<p>Si intitola «Senza rete» ed è stato realizzato da Rai e Polizia: invita a un uso consapevole del web. L'idea nata dall'intervento del Presidente Mattarella all'inaugurazione dell'Anno scolastico a Grugliasco</p><p>ORINO. «È un incubo e non so come uscirne, vorrei solo sparire per sempre». Con queste parole inizia “Senza Rete”, un docufilm che racconta il cyberbullismo provando a svelarne la natura: un mostro da guardare in faccia per poterlo riconoscere e affrontare. L'idea del documentario nasce dall'intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell'inaugurazione dell'Anno scolastico lo scorso 16 settembre a Grugliasco, in provincia di Torino: il Capo dello Stato ha ricordato il dramma di Alessandro Cascone,&nbsp;il giovane di Gragnano suicida a 13 anni perché vittima di bullismo.</p><p>«Non sprecate la vostra vita, non consentite a nessuno di giudicare chi siete. Datevi un valore, perché voi valete, siete il futuro. Non abbiate timore, individuate una persona e denunciate il vostro malessere. Non consentite a nessuno di limitare la vostra vita, perché voi siete preziosi». Sono le emozionanti parole rivolte a una platea piena di ragazzi delle scuole romane da Katia Cascone, insieme al marito Nello, mamma e papà di Alessandro.</p><p>Al centro del docufilm, realizzato da Polizia di Stato e Rai Documentari e presentato in un evento condotto da Francesca Fialdini, in Sala Santa Cecilia all'Auditorium Parco della Musica di Roma, prima del debutto il 4 febbraio in seconda serata su Rai 2. Il film non fiction, scritto da Giovanni Capetta, Riccardo Mazza e Marco Speroni, che ne è anche il regista, unisce il racconto di chi per il bullismo si è ucciso, come nel 2012, il 15enne Andrea Manes, ricordato dalla mamma Teresa; le testimonianze di adolescenti vittime dei compagni che sono riusciti a parlarne e denunciare, come Francesco e Valeria, ma anche la cronaca del lavoro delle forze di Polizia per combattere il fenomeno, assistere e aiutare le vittime.</p><p>«Ho conosciuto i genitori di Alessandro Cascone (al quale la proiezione è stata dedicata, <em>ndr</em>) - ha spiegato in sala ai ragazzi Lamberto Giannini, capo della Polizia - dopo ciò che è successo di terribile hanno reso il loro dolore positivo, per dire agli altri ragazzi quanto sia necessario aiutarsi e volersi bene e quanto sia importante la consapevolezza di certi comportamenti. Internet è come una bellissima autostrada che porta dappertutto, ma sulle autostrade si deve stare in maniera prudente e consapevole. Quando si vede qualcuno in difficoltà, ci si ferma, si dà una mano e si chiama la Polizia. State tranquilli che chi è in difficoltà dopo vi sarà grato. Il nostro lavoro e impegno di tutti i giorni è volto a tutelarvi, a cercare di rendere più agevole il vostro percorso, togliendo delle insidie. Quando siete in difficoltà, per aiutarvi ci sono la famiglia, gli insegnanti ma anche chi indossa una divisa».</p><p><br/></p><p> </p><p>È fondamentale che «la Rai si occupi di un argomento così serio - sottolinea la presidente Marinella Soldi -. Nel documentario ci sono scene importanti, che vi riguardano. La nostra responsabilità è grande perché noi amplifichiamo qualunque messaggio». La presidente di viale Mazzini ha anche raccontato di aver subito in prima persona il bullismo: «A 8 anni con la mia famiglia sono andata a vivere in Inghilterra. Negli anni '70 essere italiana non era di moda, e io ero una bambina che non parlava la lingua e aveva delle fattezze diverse. Ero un bersaglio abbastanza facile, meno male che non c'era internet. Per questo vi dico, se siete in difficoltà parlate, anche con gli adulti, perché parlandone ciò che vi sembra una vulnerabilità diventa forza».</p>]]></description>
         <enclosure url="https://www.lastampa.it/cronaca/2023/02/02/news/polizia_e_rai_cyberbullismo_docufilm_giovane_suicida_grugliasco-12619457/" />
         <pubDate>2024-02-06 12:16:45 UTC</pubDate>
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         <title>Carolina Picchio, suicida a 14 anni. Cyberbulli in libertà</title>
         <author>elbertifederica</author>
         <link>https://padlet.com/elbertifederica/4ijqqxlhk32okl1a/wish/2874994262</link>
         <description><![CDATA[<p>Il giudice: "Reato estinto, adesso sono pentiti"</p><p>Torino, 20 dicembre 2018 - <strong>Carolina Picchio</strong> si è tolta la vita a <strong>14 anni </strong>per la vergogna. Ma i cinque ragazzi che diffusero i suoi <strong>video e foto intime </strong>spingendola a uccidersi<strong>&nbsp;</strong>sono stati perdonati dal tribunale. Tutto estinto per quei bulli coinvolti nel suo <strong>suicidio </strong>nel <strong>2013</strong>, quando la ragazza si lanciò dalla finestra di casa a <strong>Novara </strong>dopo essere stata vittima di episodi di cyberbullismo. Accusati a vario titolo di atti persecutori, violenza sessuale di gruppo, pornografia minorile, detenzione di materiale pornografico, diffamazione, morte come conseguenza di altro reato, i cinque avevano ottenuto la messa in prova. Ieri il tribunale dei minori di Torino ha preso atto del ravvedimento. Dei reati compiuti non ci sarà quindi più traccia.</p><p>«Questo istituto della <strong>messa alla prova</strong> – ha commentato anna Livia Pennetta, avvocato della famiglia picchio – è considerato fiore all’occhiello del processo penale minorile perché consente l’applicazione della mediazione penale e delle altre strategie di giustizia riparativa. Mi rendo conto che questi giovani all’epoca dei fatti erano <strong>minorenni </strong>e quindi della necessità di un loro <strong>recupero </strong>perché sicuramente dopo questo periodo di messa alla prova non commetteranno più atti violenti dettati da immaturità e da un uso non consapevole del web, ma come avvocato della famiglia credo che il dolore per la scomparsa di Carolina non possa essere compensato da qualsiasi esito di proscioglimento».</p><p>Quello di Carolina è però diventato il caso simbolo del cyberbullismo. La storia di un <strong>ex fidanzatino</strong> arrabbiato che, dopo la fine della relazione, aveva cominciato a scagliare offese. Poi un video, girato con un cellulare, in cui la ragazzina compariva in atteggiamenti intimi, fatto circolare sui social. Settimane di ingiurie, sberleffi, parole infamanti. Un peso insopportabile per la 14enne che, il 5 gennaio 2013, si lanciò dalla finestra della sua abitazione, a Novara.</p><p>Amareggiata la <strong>madre </strong>di Carolina, <strong>Cristina Zocca</strong>, come spiega il legale della donna Andrea Fanelli. «È molto provata, non è soddisfatta di come siano andate le cose, ma sa bene che la giustizia minorile funziona così. Un minore può anche fare una strage, ma se si pente alla fine se la cava. Questo può andare bene se sei il genitore dell’imputato, ma la mamma della vittima non può che essere delusa». Proprio a Carolina Picchio è dedicata la legge sul cyberbullismo approvata lo scorso anno. I cinque bulli minorenni (tranne uno, che ha patteggiato un anno e 6 mesi per stalking) hanno seguito un <strong>programma personalizzato di recupero</strong>, con periodi di <strong>volontariato </strong>con ragazzi disabili e costanti incontri con gli psicologi e quindi dei reati non ci sarà traccia nelle loro fedine penali. Nessuno di loro, né le loro famiglie, hanno chiesto scusa ai familiari di Carolina che prima di morire aveva scritto una lettera rivolgendosi ai bulletti sostenendo che «<strong>le parole fanno più male che le botte</strong>».</p><p>Frase presa come motto da Papa Francesco e <strong>Fondazione Carolina</strong>, nata per contrastare il cyberbullismo e diventata partner della Fondazione vaticana su questa stessa emergenza. Fondazione Carolina aiuta sia le vittime, attraverso attività artistiche, sportive e&nbsp;musica, ma anche i bulli. «Il cyberbullismo possiamo prevenirlo e combatterlo nella misura in cui realizzeremo percorsi di educazione al rispetto coinvolgendo i ragazzi e gli adulti», spiega Ivano Zoppi, direttore generale delle Fondazione Carolina. «A oggi il messaggio di Caro ha raggiunto oltre 20mila ragazzi, 5mila genitori, 1.200 docenti referenti per il cyberbullismo, oltre 1.500 fra docenti, personale Ata, allenatori, educatori, personale del mondo sanitario».</p>]]></description>
         <enclosure url="https://www.quotidiano.net/cronaca/carolina-picchio-f91bcc82" />
         <pubDate>2024-02-06 12:18:53 UTC</pubDate>
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