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      <title>Le mafie by </title>
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      <description>Padlet sulle mafie</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-02-26 20:58:38 UTC</pubDate>
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         <title>STORIA DELLA MAFIA</title>
         <author>josephiamunno</author>
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         <description><![CDATA[<div>“La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio,una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine” è questo ciò che diceva Giovanni Falcone, “ Parlate della mafia.Parlatene alla radio,in televisione, sui giornali. Però parlatene” è ciò che ribadiva Paolo Borsellino.<br>È arduo dare un significato alle mafie, quello che più comunemente troviamo è: organizzazioni criminali suddivise in più associazioni o famiglie rette dalla legge dell’omertà e della segretezza; però le mafie sono più di ciò che dimostrano, possiamo persino definirle come un problema radicato nella storia secolare.<br>La mafia moderna affonda le sue radici anche se con principi e forme diverse in Sicilia più precisamente nel periodo che segue il 1861e la sua sottovalutazione da parte del governo ( assieme ad altri fattori ) consentì la penetrazione del fenomeno mafioso nelle istituzioni legali.<br>L’entrata in scena della droga (da cui si ricavano forti guadagni) portò le organizzazioni mafiose ad essere molto potenti e a rafforzare i rapporti con la politica le cui origini risalgono ai tempi di Garibaldi  quando quest’ultimo per garantire la sicurezza della città di Napoli ricorse ai camorristi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-26 21:24:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>josephiamunno</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-02-26 21:52:49 UTC</pubDate>
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         <title>EROI DEI NOSTRI GIORNI</title>
         <author>josephiamunno</author>
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         <description><![CDATA[<div>Molti sono coloro impegnatisi nella lotta contro un problema che purtroppo riguarda tutti noi  ma in particolare ricordiamo “ due angeli scesi sulla Terra per combattere una guerra” citazione Fabrizio Moro ovvero: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.I due magistrati morti nelle stragi di Cosa Nostra rimarranno impressi nelle nostre memorie come due veri e propri simboli dell’anti-mafia per aver saputo comprendere perfettamente il meccanismo di queste organizzazioni che cercano di imporsi ovunque si trovino anche a discapito altrui, ottenendo come risultano l’attuazione della legge 41 bis ( carcere duro per i mafiosi ) e l’arresto di mandanti ed esecutori degli omicidi.<br>Iniziativa invece dei ragazzi di Locri è “ Ammazzateci tutti” creatasi dopo la morte di Francesco Fortugno da parte di un sicario che fuggì indisturbato.<br>Un giornalista e scrittore italiano che ha intrapreso il tema dei rapporti tra mafia e politica è Luigi Garlando (1962) che in “La politica è tutta in tre parole” ha dimostrato che non è quest’ultima ad essere sbagliata ma quelli che la fanno.<br>Da citare è Roberto Saviano un noto giornalista, saggista e scrittore di nazionalità italiana che dal 2006 ( data della pubblicazione di Gomorra) minacciato di morte dai clan è costretto a vivere sotto scorta; da un estratto del libro viene rivelata la scomoda verità che i camorristi napoletani arruolano nelle loro file moltissimi ragazzini: un vero e proprio esercito di bambini soldato!</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-26 22:09:50 UTC</pubDate>
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         <title>LA MAFIA NEL MONDO</title>
         <author>josephiamunno</author>
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         <description><![CDATA[<div>La mafia però non è radicata in una sola zona ma prende nomi diversi a seconda del territorio in cui si è originata: “Cosa Nostra” in Sicilia, “Ndrangheta” in Calabria, “Sacra Corona Unita” in Puglia, “Triadi Cinesi” in Cina, i cartelli colombiani, la mafia russa, la mafia albanese e infine la “Camorra” a Napoli.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-26 22:25:15 UTC</pubDate>
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         <title>LA CAMORRA</title>
         <author>josephiamunno</author>
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         <description><![CDATA[<div>La Camorra è una forma criminale assimilabile alla mafia nei metodi e negli interessi, ma che nel passato ha avuto origini, caratteristiche, costumi diversi e del tutto autonomi. Fino a qualche decennio fa con il termine Camorra si indicava quella particolare organizzazione criminale sorta a Napoli dalla plebe all'inizio dell'Ottocento.<br>Di questa setta, diffusasi poi nelle province di Napoli, Salerno e Caserta, non si hanno notizie prima del 1820, né il termine, prima di quella data, compare abbinato al significato di organizzazione criminale. L'unico dato che sembra farne risalire la nascita a un periodo anteriore è dato dal nome che la setta si diede, ''Bella società riformata'', che lascia intendere l'esistenza di un'organizzazione precedente, di cui quella dell'Ottocento sarebbe solo una continuazione con ''riforma''. La Camorra nasce come ''setta segreta''. Nel suo statuto domina l'elemento solidaristico e di mutua assistenza. I riti di iniziazione, basati sull'obbedienza, sembrano ricalcare quelli della massoneria. La plebe napoletana era fuori da qualsiasi organizzazione economica e politica: un ''ceto senza rappresentanza'', che faceva sentire la sua opinione unicamente con le sommosse e le rivolte che ciclicamente segnavano la vita della città. La Camorra fu dunque una specie di partito politico o di ''corporazione'' della plebe napoletana, il ''partito dei violenti''. Questa setta, largamente studiata, ha proliferato con alterne vicende fino alla fine dell'Ottocento. Perciò se per Camorra si intende il tipo di organizzazione criminale che ha dominato la vita dei ceti popolari e plebei napoletani, si può dire tranquillamente che essa è iniziata e finita nell'Ottocento. Si è comunque continuato a parlare di Camorra, facendo riferimento ad alcune caratteristiche comuni a forme criminali ricorrenti nella città di Napoli e in Campania.<br>Tra le tante vittime del fenomeno camorristico ricordiamo in particolare Annalisa Durante.<br> Un mite sera primaverile, il cielo terso e qualche stella che accompagnava la lieta serata. Era il 27 Marzo del 2004, quando una giovanissima ragazza quattordicenne, fu uccisa a Forcella, per sbaglio, solo perché si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato. Vittima inconsapevole di un agguato di camorra, la giovane Annalisa Durante, è solo una delle tante, troppe vittime di un sistema che uccide senza pietà e che molte volte coinvolge persone innocenti. Napoli tutta cadde nello sconforto, la giovane esistenza di una ragazza che aveva davanti a sé tutta una vita da percorrere, fu spezzata da un colpo di pistola fatale, fatto esplodere con l’intenzione di colpire un’altra persona. L’uomo, preso di mira dalla pistola che fece esplodere il colpo, tirò verso di lui la giovane Annalisa Durante, usandola come scudo, per difendersi da quel proiettile che gli sarebbe costata la vita. La quattordicenne non ebbe alcuna speranza di sopravvivere, e dopo essere stata trasportata in ospedale,fu dichiarata subito clinicamente morta.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-26 22:29:36 UTC</pubDate>
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         <title>RIFLESSIONI PERSONALI</title>
         <author>josephiamunno</author>
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         <description><![CDATA[<div>So bene che la mafia è un argomento del quale tutti trattano eppure per quanto interessante pensiamo non ci riguardi in prima persona o perlomeno le nostre famiglie.I fatti di mafia ci fanno inorridire ma solo per pochi minuti poi tutto ritorna normale e le parole che minuti prima ci hanno sconvolto finiscono per non sfiorarci più di tanto, non rimangono marchiate come col fuoco nella nostra mente perché per quanto lo nascondiamo alla fine tutti crediamo che quanto sia successo ad Annalisa Durante o a Francesco Fortugno a noi non accadrà mai,noi tutti crediamo che le parole di Giovanni Falcone( per quanto toccanti) siano nulle perché semplici parole e perché per quanto ci sforziamo di sradicare da secoli di storia la mafia esisterà sempre quella parte marcia del nostro sistema.<br>Mafia non sono le organizzazioni criminali, mafia siamo noi, mafia è omertà, mafia è tra i banchi di scuola, nella politica, nel sistema, ovunque ci giriamo c’è mafia e se in passato era una sorta di ribellione oggi è imporre la propria forza su un altro individuo e non importa di che sesso, razza, religione sia perché mafia non fa distinzioni.<br>Il pensiero che esisterà sempre potrebbe essere definito pessimista eppure nonostante mi sforzi di guardare la realtà credo che anche se la mafia come organizzazione morirà, ci sarà sempre quel remoto pensiero di essere superiore ad un altro individuo perché mafia è anche deridere ed essere deriso!</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-26 22:46:02 UTC</pubDate>
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         <title>41 BIS</title>
         <author>josephiamunno</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il regime carcerario 41 bis, detto anche “carcere duro”è una tipologia di detenzione particolarmente rigida e severa. Fu introdotta in Italia nel 1975 per fronteggiare le rivolte all’interno degli istituti penitenziari e successivamente applicata ai boss mafiosi.<br>L’obiettivo del 41 bis è impedire il passaggio di ordini, informazioni ed ogni altro tipo di comunicazione tra i detenuti e le organizzazioni di appartenenza sul territorio.<br>L’estrema durezza del 41 bis ha richiamato più volte l’attenzione della Corte dei Diritti Umani di Strasburgo che ha sanzionato l’Italia in diverse occasioni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-12 17:31:26 UTC</pubDate>
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         <title>PAOLO BORSELLINO </title>
         <author>josephiamunno</author>
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         <description><![CDATA[<div>Paolo Borsellino è stato uno dei magistrati più importanti del pool antimafia, un simbolo della lotta a Cosa Nostra, che ha combattuto per anni prima di essere ucciso insieme alla sua scorta in un attentato, il 19 luglio 1992, in via D’Amelio, a Palermo. Insieme all’amico e collega Giovanni Falcone, anch’egli ucciso dalla mafia pochi mesi prima, è considerato una delle figure di spicco della guerra alla criminalità organizzata in Sicilia. <br>Nato a Palermo nel 1940, dopo la laurea in Giurisprudenza, entrò in magistratura nel 1963 (all’epoca fu il più giovane magistrato d’Italia). Dopo vari incarichi, nel 1975 venne trasferito all’Ufficio istruzione del tribunale di Palermo. Strinse un rapporto molto stretto con il suo superiore Rocco Chinnici, che prima di essere ucciso nel 1983, istituì il cosiddetto “pool antimafia”, un gruppo di giudici istruttori che, lavorando in gruppo, si sarebbero occupati solo dei reati di stampo mafioso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-26 14:16:57 UTC</pubDate>
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         <title>GIOVANNI FALCONE</title>
         <author>josephiamunno</author>
         <link>https://padlet.com/josephiamunno/4gcv3zp4sfpy/wish/345278806</link>
         <description><![CDATA[<div>Giovanni Falcone nasce a Palermo il 18 maggio 1939. I suoi genitori si chiamavano Arturo Falcone e Luisa Bentivegna ed aveva due sorelle maggiori, Anna e Maria. Dopo aver frequentato il liceo classico Umberto I e dopo una breve esperienza presso l'Accademia navale di Livorno, nel 1961 si laurea in Giurisprudenza a Palermo. Nel 1964 diventa pretore a Lentini e poi rimane per 12 anni sostituto procuratore a Trapani. Trasferitosi a Palermo nel 1978, dopo l'omicidio del giudice Cesare Terranova, lavorò all'Ufficio istruzione, sotto la guida di Rocco Chinnici, e insieme a Paolo Borsellino lavorarono su oltre 500 processi. <br>Giovanni Falcone  è un eroe, ma prima di tutto è un cittadino italiano, uno che ha combattuto la mafia con una mano legata dietro le schiena, un uomo che ha rinunciato a tutto per “spirito di servizio”, come disse in un’intervista. Falcone oggi è un eroe ma pochi mesi prima di morire era considerato una persona scomoda, uno che soffriva di manie di protagonismo e questo non va dimenticato!</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-26 14:26:34 UTC</pubDate>
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