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      <title>Platone, Bauman e Byung-Chul Han: tra mondo reale e mondo digitale by </title>
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      <description>Un’esperienza di Philosophia Ludens ai tempi della DaD - prof.ssa Lia De Marco - Liceo &quot;G. Bianchi Dottula&quot; Bari </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-07-07 22:26:13 UTC</pubDate>
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         <title>Possibili prospettive future</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le cose non sono andate come l’utopismo tecnologico degli anni Novanta o la recentissima globalizzazione immaginavano. Le reti digitali non solo non hanno portato più democrazia eliminando diseguaglianze e  gerarchie, ma al contrario hanno aumentato le ingiustizie, rendendo solo processo molto meno visibile.</div><div>E allora – come sostiene Geert Lovink nel suo ultimo libro “Nichilismo digitale. L’altra faccia delle piattaforme” -  c’è urgente bisogno di capire cosa sta accadendo. Per far questo dobbiamo mettere in campo un nuovo “realismo digitale” in grado sia di svelare diverse prospettive rispetto al vicolo cieco nel quale potremmo esserci infilati.</div>]]></description>
         <pubDate>2020-07-07 22:26:13 UTC</pubDate>
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         <title>I giovani e la &quot;presenza&quot; sui social media</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Federica Martella, studentessa della classe 5^BU, si pone (e ci pone) interessanti osservazioni.</em><br>Nei due decenni che fino ad ora hanno costituito il XXI secolo ha preso sempre più piede la tecnologia, divenuta ormai una parte determinante nella vita di tutti gli individui. Quella della tecnologia è stata un’ascesa graduale ed è pian piano arrivata a controllare tanti aspetti della società tanto da risultare ormai impensabile svolgere alcune funzioni senza che essa venga coinvolta. A risentire maggiormente dell’assenza della tecnologia sarebbero sicuramente i più giovani. Essi sono infatti coloro che ne fanno maggiore utilizzo e che meglio comprendono come impiegare determinati device. Tuttavia la loro dimestichezza non equivale ad una piena consapevolezza di quelli che sono i pericoli di internet ed è necessaria la figura di persone adulte o istituzioni affinché possano comprendere nel miglior modo come comportarsi. L’istituzione che più si dimostra capace di adempiere a questo compito è la scuola e un percorso di educazione civica digitale ne costituisce un esempio concreto. Non si tratta infatti di sole parole, ma di un vero e proprio percorso attraverso il quale i ragazzi possono sviluppare lo spirito critico necessario a considerare nel modo giusto quel che la rete offre loro. Si dimostra inoltre un percorso volto a comprendere l’importanza di tutelare la libertà individuale, che sembra essere sempre più minacciata dall’insistente presenza dei social network; nonché un nuovo modo di educare ad essere cittadini.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-07 22:26:13 UTC</pubDate>
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         <title>Le provocazioni della pandemia: dalla demonizzazione del cellulare ad &quot;ancora di salvezza&quot;</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Elena Mastroleo (studentessa della classe 5^BU) indica una prospettiva possibile.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-07 22:26:13 UTC</pubDate>
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         <title>Confrontiamo le idee e discutiamo del nostro domani</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div>Riflettere e discutere con gli studenti sul tema "Pandemia, controllo digitale e post-globalizzazione?".<br><em>In videoconferenza con Google Meet.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-07 22:26:13 UTC</pubDate>
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         <title>Byung-Chul Han, L&#39;emergenza virale e il mondo di domani (El Paìs, 22/03/2020)</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>Una breve introduzione al tema...</em></strong><br>Se la vita pubblica è paralizzata dall'emergenza Covid-19, il dibattito pubblico registra un'accelerazione. Dal contrasto tra globalizzazione e localismo, la pandemia trae la capacità di cambiare gli equilibri internazionali del mondo. In questo terreno, secondo alcuni analisti, si staglia il vero vincitore della crisi globale: l'Asia, guidata dalla Cina. Il filosofo sudcoreano-tedesco Byung-Chul Han, al quotidiano spagnolo El Pais, ha parlato di successo degli "stati asiatici come Corea, Cina, Hong Kong, Taiwan o Singapore", attribuendone il risultato a una "mentalità autoritaria che proviene dalla tradizione del Confucianesimo". Popoli "meno ribelli e più obbedienti che in Europa", più credenti nello Stato e portati a una vita organizzata, dunque più aperti al tracciamento digitale, strumento che si è rivelato vincente per contenere l'epidemia. In Asia l'emergenza non è stata combattuta solo dai virologi, ma da informatici e specialisti dei big data.<br><em>Attivazione di una Google Classroom dedicata.<br>Videoconferenze Google Meet per analizzare e commentare l'articolo allegato.<br>Produzione di riflessioni, scritture e pensieri. </em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-07 22:26:13 UTC</pubDate>
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         <title>“Da Bauman a Byung-Chul Han. Tra emergenza virale e mondo di domani: controllati ma felici?”</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Premessa</em><br>Le app per il contenimento del Covid-19 propongono di isolare in via cautelativa gli asintomatici in base a deduzioni fondate sui dati. In Asia l'emergenza non è stata combattuta solo dai virologi, ma da scienziati informatici e specialisti dei big data. Secondo il filosofo coreano Byung-Chul Han, la "Cina sarà in grado di vendere il proprio stato di polizia come modello vincente contro la pandemia", in contrapposizione con l'incapacità dell'occidente di dare una risposta compatta. <br>Alcuni paesi come Singapore, Corea del Sud e Israele hanno usato la tecnologia, comprese le app mobile, per facilitare la ricerca dei contatti sui casi di Covid-19 e questa idea sta prendendo piede negli Stati Uniti. Il Nord Dakota e lo Utah hanno rilasciato app volontarie di tracciamento dei contatti che si basano sulla posizione degli utenti mentre si spostano, e la società di consulenza PwC ha iniziato a promuovere uno strumento di tracciamento dei contatti per consentire ai datori di lavoro di verificare quali dipendenti possono tornare al lavoro. <br>Diverse società tecnologiche e istituti di istruzione superiore americani stanno sviluppando la struttura che consentirebbe un tracciamento automatico dei contatti di un certo tipo, evitando al contempo determinati problemi di privacy.<br><em>La app o la vita</em>, insomma. Anzi, forse è meglio dire: <em>la app o la felicità.<br>Google Classroom: caricamento materiale didattico di studio.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-07 22:26:13 UTC</pubDate>
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         <title>Lavorare per problemi</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div>Porre agli studenti problemi da risolvere:<br>Viviamo ancora ai tempi della globalizzazione? oppure possiamo parlare di post-globalizzazione? Questa è ancora l'epoca della post-verità? oppure siamo già oltre? Qual è (e quale sarà) il nostro rapporto con la dimensione digitale del vivere? Il controllo digitale ci condiziona? Siamo davvero liberi?<br>Leggere, riflettere e approfondire il pensiero del filosofo Byung-Chul Han.<br><em>Google Classroom: lettura articolo, studio materiale didattico.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-07 22:26:13 UTC</pubDate>
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         <title>Generazione 3.0, democrazia digitale e cittadinanza attiva</title>
         <author>demar72rm</author>
         <link>https://padlet.com/demar72rm/4esrb8xmuw9y83az/wish/649579746</link>
         <description><![CDATA[<div><em>La parola a Elena Mastroleo (studentessa della classe 5^BU)</em><br>L’importanza di affrontare questo percorso si rivela necessaria per il millennio che stiamo vivendo, animato, per l’appunto, dalla cosiddetta ‘<em>generazione 3.0’.</em></div><div>Una generazione il cui ossigeno si rivelano essere i social media ed il cui cellulare, riproponendo il pensiero di Bauman, diventa un prolungamento della nostra mano. Completamente immerso in questa realtà tecnologica, l’uomo non è più in grado di gestire la propria vita e di capire cosa sia vero e cosa sia falso: i sistemi di informazione e comunicazione influenzano il suo modo di pensare, per cui il soggetto è adesso manipolato e la sua stessa libertà è messa a rischio: l’argomento “privacy” è messo a dura prova dalla nascita dei social media. Sebbene la situazione sia diversa di continente in continente, il cambiamento che tutti ci troviamo ad affrontare lascia una grande impronta nella storia del nostro sviluppo e, se non si è in grado di gestire questa sempre più ampia interazione di connessioni, il rischio a cui siamo sottoposti sarà sempre più alto. Per questo nasce l’esigenza di introdurre nei curricula scolastici l'educazione civica digitale, così da aiutare i ragazzi ad affrontare questa nuova realtà e formare cittadini attivi nella nuova ‘democrazia digitale’.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-07 22:26:13 UTC</pubDate>
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         <title>Schematizzare per capire il problema</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div>Valentina Servedio (classe 5^BU) schematizza i contenuti del mini-percorso "Big data, social media e democrazia" per agevolare le riflessioni del gruppo-classe.<em><br>In videoconferenza Google Meet, la studentessa presenta alla classe la mappa concettuale da lei realizzata. Nella chat della Google Clasroom dedicata, si prosegue con il confronto delle posizioni.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-07 22:26:13 UTC</pubDate>
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         <title>Big data, controllo digitale e democrazia</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div>Come non ragionare sui problemi di controllo digitale e di gestione dei big data, alla luce della legge sulla privacy e dell'art.21 della Costituzione italiana, che l'emergenza virale di Covid-19 ha provocato anche alla luce dell'ipotesi di utilizzo delle app di tracciamento?<br><em>Presentiamo il mini-percorso da me realizzato e pubblicato su Rai Scuola per la preparazione in vista degli Esami di Stato. Cliccare sul link sottostante.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-07 22:26:13 UTC</pubDate>
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         <title>Continuiamo il lavoro... </title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div>Colleghiamo la riflessione iniziale su Bauman e il suo concetto di felicità alla questione della globalizzazione che ci pone dinanzi al problema attuale dei big data e dell'esercizio di forme di controllo (anche) digitale e, quindi, politico.<br>Ad ogni modo, la nostra libertà potrebbe essere "messa da parte" in nome della sicurezza sociale? Dobbiamo sacrificare noi stessi e le nostre esigenze in nome di una collettività monopolizzante? Insomma, è sempre la stessa questione (di cui scriveva già tempo fa Freud): per essere felici e sicuri (e controllati), dobbiamo rinunciare alla nostra dimensione privata e personale?</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-07 22:26:13 UTC</pubDate>
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         <title>Come attualizzare l&#39;attuale</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Valentina Servedio (studentessa della classe 5^BU) scrive per noi i suoi appunti di lavoro</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-07 22:26:13 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessioni e considerazioni personali</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Felicità "offline" e "online"</em><br>(scritto da Flavia Frateschi, studentessa della classe 5^AU)</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-07 22:26:13 UTC</pubDate>
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         <title>Un (possibile) articolo di giornale...</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Zygmunt Bauman, Meglio essere felici... nell'onlife society</em><br>(scritto da Ivan Centola, studente della classe 5^AU)</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-07 22:26:13 UTC</pubDate>
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         <title>Apriamo lo spazio alle riflessioni</title>
         <author>demar72rm</author>
         <link>https://padlet.com/demar72rm/4esrb8xmuw9y83az/wish/649579753</link>
         <description><![CDATA[<div>A seguito del confronto avvenuto in videoconferenza Google Meet, gli studenti hanno elaborato analisi testuali, commenti personali e riflessioni.<br>Tutti gli elaborati sono stati caricati dagli studenti sulla Google Classroom dedicata e confrontati in gruppi. La docente ha letto e revisionato i testi prodotti in un momento di correzione collettiva (sempre in videoconferenza Google Meet).<br><em>A seguire alcuni dei lavori prodotti in questo spazio di riflessione.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-07 22:26:13 UTC</pubDate>
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         <title>Approfondiamo il testo di Bauman</title>
         <author>demar72rm</author>
         <link>https://padlet.com/demar72rm/4esrb8xmuw9y83az/wish/649579754</link>
         <description><![CDATA[<div>Una recensione del testo di Bauman, da me scritta e pubblicata su https://societafilosoficaitalianabari.wordpress.com/2019/12/28/meglio-essere-felici/<br><em>Caricamento della recensione sulla Google Classroom dedicata.</em><br><em>Assegnazione di compiti: lettura della recensione.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-07 22:26:13 UTC</pubDate>
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         <title>Zygmunt Bauman, Meglio essere felici</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Per iniziare a capire la società della complessità in cui viviamo.</em><br>Leggere Bauman per ragionare di felicità, globalizzazione e social media.<br>“Le persone con le quali entrate in contatto su Internet, su Facebook, sono selezionate molto attentamente: quelle che non sono adatte a entrare a far parte della vostra cerchia sono semplicemente non invitate o vengono eliminate. Le cose non funzionano così, però, sul vostro posto di lavoro o nelle scuole in cui mandate i vostri figli”.<br><em>Caricamento del libro sulla Google Classroom dedicata.</em><br><em>Assegnazione di compiti: lettura ragionata del testo di Bauman.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-07 22:26:13 UTC</pubDate>
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         <title>La complessità della contemporaneità (classi 5^AU e 5^BU)</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div>Non potevamo fermarci a questo punto, però. La sopraggiunta pandemia di Covid-19 ci ha necessariamente catapultato nella lunga prospettiva della globalizzazione e ci ha insinuato un dubbio.</div><div>La globalizzazione ha accelerato la velocità delle comunicazioni e della circolazione di informazioni, ha implementato l’opportunità di crescita economica per nazioni a lungo rimaste ai margini dello sviluppo economico mondiale, ha prodotto la contrazione della distanza spazio-temporale e la riduzione dei costi per l’utente finale grazie all’incremento della concorrenza su scala planetaria, ma ha anche esasperatoil degrado ambientale, il rischio dell’aumento delle disparità sociali, la perdita delle identità locali, la riduzione dell’autonomia delle economie locali, la diminuzione della privacy. </div><div>Il dubbio sorge nel momento in cui si considerano non solo le dinamiche proprie dell’emergenza virale che stiamo vivendo e i suoi effetti socio-politico-economico-culturali, ma anche e soprattutto a seguito dell’introduzione di strumenti di controllo sociale digitale in eventuale contrasto con la legge sulla privacy. Il confronto con lo “stato dell’arte” del mondo orientale (<em>in primis</em> Cina e Corea del Sud) evidenzia l’importanza assegnata (quasi ossessivamente da questi paesi) alle modalità di controllo digitale in funzione anche prima della stessa pandemia.</div><div>Ma, questa globalizzazione digitale asservita al controllo sociale in nome della sicurezza ha un senso oppure causa il rinnegamento di se stessa? Siamo entrati già nell’epoca della post-globalizzazione? Il controllo digitale e i <em>big data</em> metteranno in crisi la nostra democrazia? Si aprirà un’epoca di nichilismo digitale, che disperderà la nostra personale ricerca della felicità?</div><div>Sulla scorta di tali suggestioni è stata avviata la loro riflessione e, consecutivamente, individuati i nodi concettuali da sviluppare attraverso una robusta problematizzazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-07 22:26:13 UTC</pubDate>
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         <title>Liceo &quot;G. Bianchi Dottula&quot; - Bari</title>
         <author>demar72rm</author>
         <link>https://padlet.com/demar72rm/4esrb8xmuw9y83az/wish/649579758</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Classe 3^BU Scienze umane (n. 22 studenti)<br>Classe 5^AU Scienze umane (n. 21 studenti)<br>Classe 5^BU Scienze umane (n. 14 studenti)<br>in presenza e in modalità DaD (prof.ssa Lia De Marco)</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-07 22:26:13 UTC</pubDate>
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         <title>Un&#39;esigenza etica: oltre le catene dell&#39;ovvio</title>
         <author>demar72rm</author>
         <link>https://padlet.com/demar72rm/4esrb8xmuw9y83az/wish/649583326</link>
         <description><![CDATA[<div>Dopo una lunga (e bella) analisi della filosofia platonica, la studentessa Marika Mazzone (classe 3^BU) ci offre una riflessione molto intensa sulle "lunghe catene" del mondo della caverna e sulla "odierna incapacità di vedere con gli occhi della mente la realtà", perchè spesso siamo "costretti a scambiare ombre per uomini veri". Solo la conoscenza ci libererà dalle catene dell'ovvio e del conformismo (anche <em>social</em>) per vedere la vita con occhi consapevoli e sorpresi.<br>E' un'esigenza etica, una (piccola) promessa sulla strada verso la felicità delle relazioni. <em><br>Cliccate sul Google Drive sottostante.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-07 22:33:45 UTC</pubDate>
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         <title>Il &quot;mito della caverna&quot; di Platone: mondo reale e mondo apparente</title>
         <author>demar72rm</author>
         <link>https://padlet.com/demar72rm/4esrb8xmuw9y83az/wish/649583384</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Riflessioni sparse di Maria Francesca Vitale (3^BU)</em><br>&lt;&lt;La situazione dei prigionieri del "mito della caverna" può essere paragonata attualmente alla tendenza di scambiare l’immaginazione con la realtà. Capita spesso, oggi giorno, che ci fidiamo così tanto di qualcuno e di quello che ci dice da credere che sia assolutamente vero. In questo caso potremmo proporre espressioni come “vivere di apparenza“ e “apparire per essere“. La prima espressione fa riferimento a qualcuno che ha bisogno di inventarsi per poter apparire, per potersi mostrare agli altri. Ci sono molte persone che si comportano in questo modo, soprattutto sui <em>social</em>; magari crediamo che quasi tutto quello che vediamo sui mass media sia reale, ma non è così. Prendiamo come esempio i cosiddetti “influencer”, ci fanno credere di essere sempre sinceri, di farsi vedere sempre per quello che sono, quando in realtà non è così e magari vivono solamente di apparenze e di bugie, di illusioni. La seconda espressione invece ci fa capire che oltretutto esistono delle persone che si accettano per quello che sono e mostrano loro stessi nella loro forma più nuda, senza indossare maschere per poter raggiungere un livello, anche sociale, più alto, senza indossare maschere solamente per farsi accettare da qualcuno, senza indossare maschere semplicemente per essere felici essendo se stessi. Credo che chi vive di apparenza, vive di menzogne e e fa credere agli altri che sia tutto reale; invece chi sa apparire per essere, mostrando il vero se stesso, ha una percezione della realtà ampia dato che non ha bisogno di bugie che la occultano. Personalmente ho cercato di "apparire per essere" sin da piccola, poiché ho una forte personalità che difficilmente modifico a causa degli altri&gt;&gt;.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-07 22:33:52 UTC</pubDate>
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         <title>Premessa</title>
         <author>demar72rm</author>
         <link>https://padlet.com/demar72rm/4esrb8xmuw9y83az/wish/649584930</link>
         <description><![CDATA[<div>Il percorso in oggetto si è sviluppato su due linee di ricerca-azione, modulate in base alle classi destinatarie dell’intervento didattico.Nell’esaminarle, il processo di ricerca ha provocato un effettivo cambiamento del modo di <em>per</em>-cepire e <em>con</em>-cepire i vissuti (anche) in tempo di pandemia, ponendo al centro di tutto (pure della filosofia) il soggetto, in una sorta di rinnovata ‘rivoluzione copernicana’ formativo-educativa.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2020-07-07 22:36:54 UTC</pubDate>
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         <title>Il mito della caverna, oggi</title>
         <author>demar72rm</author>
         <link>https://padlet.com/demar72rm/4esrb8xmuw9y83az/wish/649590932</link>
         <description><![CDATA[<div>La studentessa Marika Mazzone (classe 3^BU) ci offre la sua interpretazione attualizzante del mito della caverna di Platone.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-07 22:49:36 UTC</pubDate>
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         <title>Dalla caverna di Platone alla caverna digitale (classe 3^BU)</title>
         <author>demar72rm</author>
         <link>https://padlet.com/demar72rm/4esrb8xmuw9y83az/wish/649593983</link>
         <description><![CDATA[<div>Iniziare tutto il percorso (in particolar modo, con la classe 3^), strutturando e <em>de</em>-strutturando il mito della caverna di Platone ne è già una dimostrazione: bisogna, di certo, partire all’uomo-schiavo per poterlo scoprire libero dalle sue catene. È questo il <em>thaumazein</em> che bisogna attivare negli studenti.</div><div>Un’allegoria, della del mito della caverna, più che mai apprezzabilesoprattutto in questo tempo pandemico.</div><div>L’uomo è rinchiuso in una caverna, incatenato in modo da non poter girare la testa, obbligato a fissare il fondo della caverna stessa. Le ombre sembrano essere l’unica realtà, l’unica esperienza sensibile fin dalla nascita. Il significato del mito platonico adombra un’interpretazione che proietta direttamente al concetto di “verità”. Oggigiorno, qual è la nostra caverna? Stiamo forse vivendo in una “caverna digitale”, in un mondo fatto di ombre, che sembrano certezze acquisite per raggiungere la <em>verità?</em></div><div>Tutti immersi nelle ombre che scorrono non più su una caverna, ma davanti ad un PC, ad uno smartphone, ad un tablet. L’uomo ha creato un’altra caverna, questa volta non naturale, ma quella <em>digitale dei links, del web, dei like.</em></div><div>Siamo tutti prigionieri: volontariamente o per caso? Possiamo liberarcene? Possiamo tornare a guardare il cielo? Oppure si è ormai persa l’abitudine di stringersi la mano, di guardarsi negli occhi e si è rafforzata esclusivamente la dimora della “caverna digitale”<em>?</em></div><div>Nei tempi della <em>post-verità, </em>il mito della caverna di Platone è più che mai decisivo.<br><em>Creazione e attivazione della Google Classroom dedicata.</em><br><em>Assegnazione di compiti: studio ragionato della filosofia di Platone; lettura integrale del mito della caverna.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-07 22:55:14 UTC</pubDate>
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