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      <title>Il rompiscatole: tormento e vendetta by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-01-18 07:38:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alessandrofederici91</author>
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         <description><![CDATA[<ol><li>Mi trovavo a passeggiare per la via Sacra, come <strong>è mia abitudine</strong>, ....</li></ol><div><a href="http://www.oilproject.org/lezione/ibam-forte-via-sacra-satira-del-seccatore-quinto-orazio-flacco-traduzione-analisi-11888.html"><strong>Traduzione e testo integrale</strong></a><strong>&lt;---Link</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-23 07:28:56 UTC</pubDate>
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         <title>Il rompiscatole: tormento e vendetta</title>
         <author>alessandrofederici91</author>
         <link>https://padlet.com/alessandrofederici91/4esfyx1svwgp/wish/148627951</link>
         <description><![CDATA[<ol><li>Ìbam fòrte&nbsp; vià Sacrà, sicùt <strong>meus èst mos</strong>,</li><li>nèscio <strong>quìd</strong> meditàns <strong>nugàrum</strong>, tòtus in ìllis.</li><li>Àccurrìt quidàm notùs mihi <strong>nòmine tàntum</strong>,</li><li>àrreptàque manù&nbsp; "quid agìs, dulcìssime rèrum?"</li><li>"Suàviter, ùt nunc èst," inquam, "èt cupio òmnia quàe vis".</li><li>Cum <strong>àssectàretùr</strong>, "Numquìd vis?" <strong>òccupo</strong>.&nbsp;</li><li>(...)</li><li>Vèntum erat àd Vestàe , quartà iam pàrte dièi</li><li>pràeterita, èt casù tunc rèspondère <strong>vadàto</strong>&nbsp;</li><li>dèbebàt quod nì fecìsset, <strong>pèrdere lìtem</strong>.</li><li>"Sì me amàs," inquìt "paulum hìc ades ", “<strong>Ìntereàm</strong>, si</li><li>àut valeò stare àut novì civìlia iùra;</li><li>èt properò quo scìs". "Dubiùs sum quìd faciam", ìnquit,</li><li>"tène relìnquam an rèm". "<strong>Me, sòdes</strong>". "Nòn faciam" ìlle,</li><li>èt praecèdere còepit; ego, ùt contèndere dùrum</li><li>cùm victòre, sequòr. (..."Hàud mihi dèero :</li><li>mùneribùs <strong>servòs corrùmpam</strong>; nòn, hodiè si</li><li>èxclusùs fuerò, <strong>desìstam</strong>; tèmpora <strong>quàeram</strong>,</li><li><strong>òccurram</strong> ìn triviìs, <strong>dedùcam</strong>. Nìl sine màgno</li><li>vìta labòre dedìt mortàlibus ". Hàec dum agit, ècce</li><li>Fùscus Arìstius òccurrìt, mihi càrus et ìllum</li><li>quì pulchrè nossèt. Consìstimus. "Ùnde venìs et</li><li>quò tendìs?" rogat èt respòndet. (... Hùncine sòlem</li><li>tàm nigrùm surrèxe mihì! Fugit ìmprobus àc me</li><li>sùb cultrò linquìt. <strong>Casù venit</strong> òbvius ìlli</li><li>àdversàrius èt "Quo tù, turpìssime?" màgna</li><li>ìnclamàt voce, èt "licet àntestàri ?." Ego vèro</li><li>òppono àuriculàm . <strong>Rapit ìn ius</strong>; clàmor utrìmque,</li><li>ùndique còncursùs. <strong>Sic mè servàvit</strong> Apòllo.</li></ol>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-23 07:31:24 UTC</pubDate>
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         <title>RIASSUNTO</title>
         <author>alessandrofederici91</author>
         <link>https://padlet.com/alessandrofederici91/4esfyx1svwgp/wish/148628723</link>
         <description><![CDATA[<div> La nona satira del primo libro dei Sermones di Orazio, composta tra il 37 e il 33 a.C., presenta una situazione comica in cui il poeta viene a trovarsi: mentre, infatti, egli sta facendo una passeggiata immerso nei suoi pensieri, all'improvviso viene infastidito da un uomo, un vero e proprio seccatore, deciso a non lasciarlo più. Il seccatore è una persona sfacciata, tenace, pronta tutto pur di raggiungere il suo scopo, che è quello di garantirsi un buon "aggancio" per entrare a far parte del circolo di Mecenate e far aumentare, così, la sua considerazione sociale. Orazio non può che usare una sola arma per difendersi: l'ironia, che nasce all'inizio sotto forma di semplici allusioni e diviene poi, a partire dal verso 8, un palese mezzo attraverso il quale il povero poeta cerca di allontanare il suo "persecutore". Ma l'ironia non può nulla contro l'ostinazione del seccatore. Un momento particolarmente comico del componimento è compreso tra i versi 60-74, che vedono l'entrata in scena di un nuovo personaggio, Aristio Fusco, amico di Orazio. Questi, pur comprendendo bene la situazione in cui si trova il poeta, finge di non capire e si diverte a lasciare l'amico in mano al suo persecutore. Interverrà, nell'ultima parte, il dio Apollo a mettere fine alle torture.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-23 07:38:30 UTC</pubDate>
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         <title>TEMATICHE:</title>
         <author>alessandrofederici91</author>
         <link>https://padlet.com/alessandrofederici91/4esfyx1svwgp/wish/148630277</link>
         <description><![CDATA[<div>Uno degli elementi caratteristici della satira 1,9 è il realismo comico, arricchito da un' analisi raffinata dei motivi che determinano i comportamenti umani nel'ambito della vita sociale. La struttura è dialogica, con un alternarsi di battute che scandiscono i continui tentativi del poeta di liberarsi dal seccatore, costantemente frustrati dalla cocciutaggine di quest'ultimo. La comunicazione si esprime anche attraverso elementi del linguaggio del corpo attentamente descritti (atti con i quali il poeta cerca di sfuggire alle attenzioni dell'importuno).  <br>La struttura narrativa dell' opera è divisa in 6 sequenze:</div><ol><li><strong>La parte iniziale o prologo,</strong> nella quale sono presentati i protagonisti (il poeta e il seccatore); (vv. 1-19)</li><li><strong>La seconda parte, </strong>nella quale è esposto il tema letterario dei poetastri, a cui ne appartiene il seccatore; (vv. 20-34)</li><li><strong>La terza parte,</strong> centrata sul tema del processo del seccatore, il quale svolgimento prosegue nella quarta parte; (vv. 35-43)</li><li><strong>La quarta parte (di ambito letterario),</strong> è caratterizzata dalla raffigurazione di Mecenate e del suo circolo, al quale anche il seccatore ne vorrebbe far parte; (vv. 43-60)</li><li><strong>La quinta parte,</strong> contrassegnata dalla breve comparsa del suo perfido amico Fusco; (vv. 60-74)</li><li><strong>L'epilogo, </strong>con il fortuito e ormai insperato scioglimento finale. (vv. 74-78)</li></ol>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-23 07:51:25 UTC</pubDate>
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         <title>LINGUA E FIGURE RETORICHE</title>
         <author>alessandrofederici91</author>
         <link>https://padlet.com/alessandrofederici91/4esfyx1svwgp/wish/149261806</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella satira è evidente la ricchezza linguistica caratterizzata da due diversi stili linguistici: uno alto (letterario) e uno più basso (popolaresco). Lo scocciatore viene descritto principalmente con un lessico che lo fa apparire come un personaggio antipatico, cocciuto e non curante delle convenzioni sociali. L'ironia di Orazio si manifesta nelle sentenze a carattere moralistico, che appartengono ad un registro alto. <br>Le figure retoriche principali sono: L'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Iperbato"><strong>iperbato</strong></a> in enjambement (es. vv. 48-49 isto ... modo,  che contribuisce all'improvviso cambio di registro, il quale si eleva non appena il poeta espone la figura di Mecenate e del suo circolo) ; le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Allitterazione"><strong>allitterazioni</strong></a><strong> </strong>gutturali e dentali, usate quando il poeta scherza sul suo ruolo di vittima,  l' allitterazione dell r, che possiamo trovare quando si descrive la rabbia del poeta; l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ossimoro"><strong>ossimoro</strong></a>, che è un altro esempio di irritazione del poeta, prima del capovolgimento della situazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-25 10:37:12 UTC</pubDate>
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         <title>COMMENTO CULTURALE</title>
         <author>alessandrofederici91</author>
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         <description><![CDATA[<div>In questo componimento, Orazio, usa lo stile letterario del mimo, molto apprezzato dai poeti in età ellenistica. Il mimo si basava sulla narrazione di eventi quotidiani, e i poeti si avvalevano principalmente del linguaggio del corpo per descrivere situazioni di vita quotidiana. Non usa solo lo stile del mimo, ma anche quello del <strong>sermo,</strong> anche questo molto usato nelle satire. L’esametro perde la sua importanza epica, per assumere un ruolo subalterno: diventa il metro del dialogo, dello scambio di battute rozze, leggere ed ironiche. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-29 19:27:52 UTC</pubDate>
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         <title>ORAZIO</title>
         <author>alessandrofederici91</author>
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         <pubDate>2017-01-29 19:58:03 UTC</pubDate>
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         <title>VIA SACRA</title>
         <author>alessandrofederici91</author>
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         <pubDate>2017-01-29 19:59:44 UTC</pubDate>
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         <title>APPROFONDIMENTO CULTURALE</title>
         <author>alessandrofederici91</author>
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         <description><![CDATA[<div>Secondo l’interpretazione maggiormente accreditata fra gli studiosi questa satira prende ispirazione da un componimento di Lucilio, in cui raccontava l’incontro casuale fra Scipione Emiliano, aristocratico, uomo di grande cultura e protettore dello stesso Lucilio, ed uno <em>scurra</em> (un “buffone”). In Orazio l’attenzione verso questo ruolo (il seccatore) cambia: non è più ingenuo e facilmente addomesticabile, ma diventa intelligente, furbo e forte.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 19:31:14 UTC</pubDate>
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         <title>MAPPA VIA SACRA</title>
         <author>alessandrofederici91</author>
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         <pubDate>2017-02-06 19:38:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alessandrofederici91</author>
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         <author>alessandrofederici91</author>
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         <author>alessandrofederici91</author>
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         <author>alessandrofederici91</author>
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         <title></title>
         <author>alessandrofederici91</author>
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