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      <title>La Prima Repubblica Italiana.  by Melania Pacitto</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-06-04 09:57:16 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>pacitto_melania</author>
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         <pubDate>2017-06-04 10:31:43 UTC</pubDate>
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         <title>1. Il Nord e il Sud: Antifascismo, Qualunquismo e Separatismo. </title>
         <author>pacitto_melania</author>
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         <description><![CDATA[<div>Al momento della Liberazione dal nazifascismo, l'Italia era un Paese profondamente diviso e di conseguenza nelle due parti del paese il fascismo e l'antifascismo erano vissuti in maniera differente. Al <strong>Sud</strong> il Fascismo era stato un regime autoritario e così gli vennero riconosciuti anche dei <strong>meriti</strong> (ex: Promosso investimenti nelle campagne). Nel Meridione l'antifascismo era consistito in una cospirazione di pochi intellettuali e la stessa Resistenza aveva avuto pochi episodi. La sinistra era in minoranza, poiché priva di un movimento operaio forte. Al <strong>Nord </strong>il fascismo era stato corresponsabile di violenze durissime negli ultimi due anni di guerra e si era quindi squalificato. Viceversa, l'<strong>antifascismo</strong> era diventato maggioritario. La forza maggiore del fronte antifascista era il <strong>Partito Comunista</strong> che trovava la sua origine in quella classe operaia che a Torino e Milano attuò il primo Sciopero nell'Europa dominata dai tedeschi e che aveva dato vita alle formazioni più combattive della Resistenza. C'erano poi: <br>- <strong>La Democrazia Cristiana</strong>,fondata nel 1942 a Milano erede del Partito popolare di don Luigi Sturzo;<br>- <strong>I socialisti</strong>, che nel 1943 avevano preso il nome di Partito socialista italiano di unità proletaria,Psiup;<br>- <strong>I liberali</strong>;<br>- <strong>Partito d'Azione</strong>, fondato nel 1942 da esponenti del movimento Giustizia e Libertà che raccoglieva la sinistra democratica non marxista. Nel Sud si affermò il qualunquismo,un movimento antipartitico. Il <strong>"vento del Nord"</strong>, ovvero il vento rivoluzionario del movimento partigiano e della classe operaia che per alcuni motivi riproponeva il disprezzo settentrionale per un Meridione considerato arretrato e incivile, si alimentò della lotta partigiana e fu un movimento che auspicava un profondo rivolgimento politico e sociale. Gli americani avevano liberato la Sicilia nel 1943 e con l'esercito statunitense giunsero moltissimi italo-americani che servivano da interpreti. Fu così che si instaurò la <strong>'mafia' </strong>(un'organizzazione criminale che assicura il controllo sociale attraverso la gestione della protezione privata e il monopolio della violenza) poiché questi mediatori essendo mafiosi decidevano chi mettere a capo di alcune amministrazioni comunali. Molti comuni siciliani furono affidata alla mafia e ciò prese il nome di rifondazione politico-mafiosa. Nacque poi il Movimento per l'indipendenza della Sicilia e uno dei banditi più famosi a capo di questo movimento fu<strong> Salvatore Giuliano</strong>. Nelle campagne del latifondo siciliano, per la prima volta nella storia italiana, i comunisti fecero parte del governo e attuarono una riforma agraria che poi fallì e si aggravò con la strage di Portella della Ginestra.  Anche dal punto di vista sociale l'Italia del dopoguerra si presentava quasi del tutto lacerata, ma dopo la Liberazione i principali amministratori del potere furono: <strong>Ferruccio Pari</strong>, <strong>Alcide de Gasperi</strong> e <strong>Palmiro Togliatti</strong>. Quest'ultimo avevo compreso le conseguenze per la Sinistra della divisione del paese e pensò che l'Italia potesse vivere la stessa situazione della Grecia, ovvero vivere una guerra civile che avrebbe messo a repentaglio la sua democrazia; fu così che impose al proprio partito la <strong>''svolta di Salerno''</strong> cioè una <strong>coalizione di tutte le forze antifascista</strong>. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-04 10:46:01 UTC</pubDate>
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         <title>2. Dalla costituente alla vittoria democristiana nel 1948.</title>
         <author>pacitto_melania</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il <strong>2 Giugno 1946</strong> tutti gli italiani maggiorenni (21 anni) furono chiamati a votare per un'<strong>Assemblea costituente</strong> e per la prima volta votarono a <strong>suffragio universale anche le donne</strong>. Si votò con il sistema proporzionale di lista e cioè che venivano consegnate ad ogni elettore una scheda con i simboli dei vari partiti da scegliere. Nello stesso giorno si doveva decidere attraverso un <strong>referendum istituzionale</strong> tra la monarchia e la repubblica. Fu così che con il 54% dei voti vinse la <strong>Sinistra</strong> che aveva come obbiettivo l'instaurazione della <strong>REPUBBLICA</strong>. Per la prima volta l'Italia si apprestava a ricevere una <strong>Costituzione democratica</strong> che all'inizio fu considerata molto <strong>rigida</strong>. Questa nuova Costituzione (approvata nel 1947) era <strong>&lt;&lt;nata dalla Resistenza&gt;&gt;</strong> e quindi valeva come <strong>patto fondatore</strong> di una libertà costata due anni di lotta contro il nazifascismo e doveva certificare la <strong>volontà unitaria della nazione</strong>. Un passaggio fondamentale di questo periodo fu il voto favorevole all'<strong>articolo 7</strong> del testo costituzionale, che recepì il Concordato firmato da Mussolini con la Chiesa cattolica nel 1929. Togliatti fece parte dei primi governi repubblicani, ma la <strong>guerra fredda</strong> ed il <strong>Piano Marshall</strong> (chiamato anche <strong>piano</strong> per la ripresa europea, fu uno dei <strong>piani</strong> politico-economici statunitensi per la ricostruzione dell'Europa dopo la seconda guerra mondiale) imposero l'esclusione dei comunisti dal governo. <br> </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-04 19:04:52 UTC</pubDate>
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         <title>3. I democristiani fra Anti fascismo e Anti consumismo. </title>
         <author>pacitto_melania</author>
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         <description><![CDATA[<div>I <strong>democristiani</strong> avevano una visione pluralistica della società (<strong>Pluralismo</strong> = concezione politica che propone il modello di una società costituita da una pluralità di gruppi sociali con la funzione di limitare e controllare il centro di potere unico e dominante dello Stato) e contavano su un'ampia base elettorale grazie anche all'appoggio della Chiesa Cattolica e al saldo legame con gli Stati Uniti (l'Italia aderì alla<strong> Nato</strong> nel 1949).Questo partito veniva rappresentato da <strong>Don Luigi Sturzio</strong> che incarnava l'anima popolare della Democrazia cristiana e <strong>Alcide de Gasperi</strong> che era l'unico uomo di Stato capace di portare l'Italia fuori dalla dittatura. Egli fu un uomo dotato di un alto senso delle regole, europeista convinto e determinato a proteggere la provenienza occidentale dell'Italia; inoltre era pronto a far prevalere gli interessi nazionali e possedeva un alto <strong>''senso dello Stato'' </strong>ovvero il rispetto assoluto per correttezza e trasparenza dei meccanismi istituzionali. Nel 1946 venne fondato il <strong>Movimento sociale italiano.</strong> Si diffuse molto velocemente il <strong>voto di scambio</strong> (fenomeno che, nell'ambito della politica, si riferisce all'azione di candidato il quale, in cambio di favori leciti o illeciti, prometta ad un elettore di ricambiare il voto da parte di quest'ultimo con un tornaconto personale, o con una promessa dello stesso). I contadini  furono spinti a votare per i democristiani anche per la paura di una collettivizzazione forzata dalle campagne; la sinistra cercò di rassicurarli, senza successo. Due grandi organizzazioni di massa che ebbero il controllo sulle campagne, furono: la <strong>Coldiretti</strong> e la <strong>Federconsorzi</strong> attraverso la quale venivano erogati i finanziamenti all'agricoltura. La forza della Dc era data anche dall'appoggio capillare della Chiesa; inoltre, nelle zone d'Italia in cui la pratica religiosa è più diffusa, la forza elettorale democristiana era notevolmente alta. Dopo la morte di De Gasperi, il partito perse in modo lento la capacità di unire a questa flessibilità rappresentativa un significativo rispetto per le istituzioni dello Stato e il tutto finì poi con la corruzione. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-04 19:45:36 UTC</pubDate>
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         <title>4. I Comunisti e la loro doppia identità. </title>
         <author>pacitto_melania</author>
         <link>https://padlet.com/pacitto_melania/4e20btkbqvhp/wish/175406053</link>
         <description><![CDATA[<div>Nei primi anni del dopoguerra il Partito Socialista si indebolì, anche a causa della scissione operata dalla destra riformista, che, fondò il Partito Socialdemocratico. I <strong>socialdemocratici, </strong>assieme agli altri partiti laici minori strinsero, un'<strong>alleanza stabile con la Dc</strong>. Il resto del Partito Socialista, i cui maggiori esponenti erano <strong>Pietro Nenni</strong> e <strong>Sandro Pertini, </strong>mantenne per anni un'identità debole. In questo modo il <strong>Pci </strong>divenne il più grande partito comunista dell'Occidente, arrivando, fino a più di due milioni di iscritti. I comunisti italiani non ebbero una visione rigida della lotta di classe e la loro roccaforte furono le "tre regioni rosse", ovvero <strong>Emilia</strong>, <strong>Toscana</strong> e <strong>Umbria </strong>dove essi rappresentavano anche parte della piccola e media borghesia, quella stessa che nelle "regioni bianche" era invece democristiana. Il mondo rurale trovò la propria espressione nel Partito Comunista soprattutto nell'Italia centrale, mentre il radicamento del Pci tra i contadini fu più frammentario altrove e poco incisivo al Sud. I comunisti, come i democristiani, avevano quindi una <strong>doppia identità</strong>: da un lato erano radicati nel tessuto democratico della vita civile, dall'altro, guardavano allo schieramento internazionale e a un modello politico generale, quello sovietico anziché quello americano e occidentale. I democristiani rappresentavano il Paese com'era e intendevano farlo crescere nell'ambito europeo e occidentale. i comunisti intendevano trasformarlo. All'interno del Partito comunista esistevano comunque <strong>due tendenze</strong>: quella di Togliatti, più moderata, legata all'esperienza democratica dell'antifascismo e quella rivoluzionaria e partigiana, che lavorava in vista della rivoluzione armata che avrebbe dovuto portare l'Italia nel campo socialista. Per alcuni anni dopo la Liberazione l'ala rivoluzionaria del Partito (più importanti <strong>Pietro Secchia</strong> e <strong>Luigi Longo</strong>), conservò una struttura clandestina armata, la <strong>"Volante Rossa"</strong>. A differenza del pluralismo democristiano, i comunisti volevano modificare il Paese. A tale proposito venne pubblicato i <em>Quaderni del carcere </em>di <strong>Antonio Gramsci</strong>, il primo segretario del partito che morì nel 1937 dopo una lunga prigionia nelle carceri fasciste. Per quest'ultimo il partito comunista doveva essere il <em>"moderno Principe" </em>cui spettava studiare e comprendere il bisogno di progressi in tutti gli ambiti. Questo compito era chiamato da Gramsci con una parola che divenne cara ai comunisti italiani, ovvero<strong> "egemonia"</strong>: con essa si sottolinea anche una differenza dal comunismo sovietico. Se i bolscevichi avevano schiacciato gli avversari con una spietata politica totalitaria, i comunisti italiani al contrario miravano ad inserire per gradi il socialismo nel Paese, attraverso l'egemonia, appunto, su tutte le componenti del popolo. Togliatti parlò in questo senso di <strong>"Via Italiana al Socialismo"</strong>. La cultura italiana, disprezzata dal fascismo e guardata con differenza dai cattolici, ora veniva dai comunisti pienamente riabilitata. Ciò portò quindi a delle <strong>pressioni ideologiche</strong> molto pesanti. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-06 14:59:47 UTC</pubDate>
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         <title>5. Il Sistema politico repubblicano e la stagione del centrismo. </title>
         <author>pacitto_melania</author>
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         <description><![CDATA[<div>Molte forze politiche dell'Italia del dopoguerra costituivano un ceto politico formatosi nella lotta antifascista secondo un rispetto delle regole democratiche. I partiti democratici all'inizio furono delle vere e proprie scuole di democrazia. Siccome c'erano molti partiti, si sviluppò una tendenza, ovvero quella del <strong>trasformismo</strong> (tendenza a cambiare partito o corrente politica a seconda delle convenienze, sostenendo posizioni diverse da quelle precedenti). Nel 1947 il leader demo-cristiano Alcide de Gasperi formò il <strong>primo governo centrista</strong> inaugurando una stagione che sarebbe durata fino al 1953 passando attraverso il successo della democrazia cristiana all'entrata in vigore della nuova Costituzione fino alle <strong>elezioni politiche dell'aprile 1948</strong> dell'Italia repubblicana. Nel 1953 la ''legge truffa'' ( fu una legge che modificò la <strong>legge proporzionale pura</strong> vigente dal 1946 introducendo un <strong>premio di maggioranza</strong> consistente nell'assegnazione del 65% dei seggi della <strong>Camera dei deputati</strong> alla lista o al gruppo di liste collegate che avesse superato la metà dei voti validi) determinò la fine del centrismo (le tendenza a creare aggregazioni politiche di centro). </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-06 16:31:09 UTC</pubDate>
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         <title>6. Il &quot;miracolo economico&quot; e le trasformazioni nella società e nella politica. </title>
         <author>pacitto_melania</author>
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         <description><![CDATA[<div>Negli anni Sessanta il<strong> "miracolo economico"</strong>, coronamento di cambiamenti avviatisi alla metà degli anni Cinquanta, trasformò l'Italia da Paese agricolo in una potenza industriale. Il tenore di vita della popolazione migliorò: si diffusero beni di consumo durevoli, furono introdotti il tempo libero e le ferie retribuite (il fenomeno del <strong>"consumismo"</strong>). Parallelamente si verificarono però traumi sociali come l'emigrazione. Sul piano politico si ebbe l'esperienza del centrosinistra, che era basato sull'alleanza tra Dc e Partito socialista, che portò ad importanti riforme quali: <br>- <strong>la nazionalizzazione dell'industria elettrica</strong>;<br>- <strong>la scuola media inferiore unificata</strong>. <br>Cambiarono molti fattori, tra cui: <br>- <strong>la famiglia</strong>;<br>- <strong>il ruolo della donna</strong>; <br>- <strong>la morale sessuale</strong>; <br>E furono introdotti il diritto di famiglia, al divorzio e all'aborto. E molto importanti furono il <strong>Sessantotto </strong>(Rivolta studentesca ed operaia), <strong>il femminismo</strong> e le lotte operaie dell' <strong>autunno caldo</strong> ( così chiamato per le burrascose trattative connesse con il rinnovo dei contratti di lavoro in cui ci fu un notevole aumento della conflittualità nelle fabbriche e alla "testa" di questo movimento ci furono i giovani).</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-06 16:51:00 UTC</pubDate>
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         <title>7. Strategia della tensione, mafia e partitocrazia. </title>
         <author>pacitto_melania</author>
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         <description><![CDATA[<div>Durante la Prima Repubblica il quadro politico rimase stabile, ma anche 'bloccato', privo quindi di alternanza di governo. L'Italia mantenne un livello elevato di libertà e democrazia, nonostante:<br> -<strong> la "strategia della tensione"</strong>;<br>- <strong>le "trame eversive" di destra</strong> ( "stragismo" --&gt; Strategia terroristica destabilizzante fondata sul ricorso all'attentato e al massacro);<br>-<strong> il terrorismo di sinistra delle Brigate rosse</strong> (le quali uccisero il segretario della Democrazia cristiana Aldo Moro, favorevole a un governo di solidarietà nazionale con il Pci);<br>- <strong>la minaccia della mafia</strong> (terza forma di terrorismo che mirava a sottomettere le istituzioni dello Stato democratico i cui protagonisti erano i mafiosi di Corleone. Dagli anni Settanta i traffici internazionali di droga collocavano la mafia siciliana al centro di un giro grandissimo di dollari. L'oppio veniva raffinato nei laboratori, l'eroina era anche scambiata con la cocaina colombiana; si sviluppò così il <strong>"narcotraffico"</strong>. D'altra parte gli appalti pubblici erano ormai nelle mani di imprese mafiose. Il sistema politico italiano rispondeva molto lentamente a queste esigenze, infatti una commissione parlamentare d'inchiesta sulla mafia impiegò quindici anni ad essere istituita. Ci fu per questi motivi una scia di assassini, per esempio di:<br>- <strong>Piersanti Mattarella</strong>;<br>- <strong>Pio La Torre</strong>;<br>- <strong>Carlo Alberto Dalla Chiesa</strong>; <br>- <strong>Salvo Lima</strong>. <br>La politica italiana ero però profondamente corrotta ed i partiti si spartivano le cariche pubbliche e ricevevano finanziamenti illeciti dagli imprenditori. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-06 17:04:49 UTC</pubDate>
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         <author>pacitto_melania</author>
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         <pubDate>2017-06-06 19:30:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>pacitto_melania</author>
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         <pubDate>2017-06-06 19:31:31 UTC</pubDate>
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         <author>pacitto_melania</author>
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         <author>pacitto_melania</author>
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         <author>pacitto_melania</author>
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