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      <title>Adrano: la Settimana Santa  by Mariagrazia Buelli</title>
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      <description>Potrà dal male germogliare il bene, dalla morte la vita? A. Conti  - Approfondimento realizzato dalla classe 3E IC &quot;Don A. La Mela plesso Mazzini -</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-03-23 14:44:31 UTC</pubDate>
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         <title>Hebdomada Maior</title>
         <author>mariagraziabuelli</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il ciclo liturgico e folklorico delle feste pasquali si apre <strong><em>la Domenica delle Palme,</em></strong> detta anche <strong><em>“Pasqua fiorita”,</em></strong> secondo un copione dove il “Bene” trionfa sul&nbsp; “Male”, l’Angelo sconfigge&nbsp; il “Diavolo” e la “Morte” è sconfitta dalla “Vita”.&nbsp;</div><div>Ogni paese, città, quartiere ha le sue tradizioni, le sue forme di teatralizzazione e drammatizzazione che presentano, come in una narrazione <strong><em>la Settimana Santa o Hebdomada Maior” (settimana maggiore)</em></strong>, così la indicava a chiesa quando ancora usava il latino.</div><div>Commemorazione religiosa cristiana dunque, ma anche richiamo ad una ritualità simbolica precristiana dove la parola “Pasqua” è sintesi di rinnovamento, di vita e di risveglio: una festa simbolo della natura che rifiorisce dopo il gelo.<br><br>https://www.youtube.com/watch?v=HbEMJ7Ulgwo<br><br></div><div><strong><em>Pasqua. Festa della primavera?<br><br></em></strong><em><sup>... Ecco, l'inverno è passato,<br>è cessata la pioggia, se n'è andata;</sup></em><em><br></em><em><sup>i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato<br>e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna. <br>Il fico ha messo fuori i primi frutti<br>e le viti fiorite spandono fragranza.<br></sup></em><strong><em><sup>(Cantico dei Cantici, Secondo poema, II, 14)<br><br></sup></em></strong><em><sup>Già sulle rive dello Xanto ritornano i cavalli,</sup></em><strong><em><sup><br></sup></em></strong><em><sup>gli uccelli di palude scendono dal cielo,<br>dalle cime dei monti<br>si lebera azzurra fredda l'acqua e la vite<br>fiorisce e la verde canna spunta.<br>già nelle valli risuonano</sup></em><strong><em><sup><br></sup></em></strong><em><sup>canti di primavera.</sup></em><strong><em><sup><br> (Alceo, in Lirici greci di S. Quasimodo)</sup></em></strong><em><br><br>Le meraviglie della nuova stagione, esaltate con sorprendenti analogie nel frammento biblico e nella lirica greca, possono essere contemplate con gratitudine, come rivelazioni del Creatore.</em><em><sup><br><br></sup></em><strong><em><br></em></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 14:50:24 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Pasqua fiorita&quot;: la Domenica delle Palme</title>
         <author>mariagraziabuelli</author>
         <link>https://padlet.com/mariagraziabuelli/4bkdx9fgtx1mba4a/wish/2528991706</link>
         <description><![CDATA[<div>Ad&nbsp; Adrano gli abitanti sono soliti a mettere in scena la Via Crucis vivente organizzata da varie Chiese parrocchiali, durante la quale viene rappresentato&nbsp; il percorso di Cristo verso la crocifissione.<br>I preparativi cominciano a dicembre , subito dopo il periodo natalizio, i partecipanti si incontrano settimanalmente per perfezionare le scene della <strong>Via Crucis.</strong><br><br>In certi posti la Pasqua si chiama anche <strong>“Pasqua fiorita".</strong> Lo ha ricordato <strong>Papa Francesco</strong> motivando che <strong><em>“fiorisce il Cristo risorto, il fiore nuovo, fiorisce la nostra giustificazione, fiorisce la santità della Chiesa, per questo tanti fiori: è la nostra gioia”.</em></strong><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 14:51:31 UTC</pubDate>
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         <title>... tra Sabato Santo e Domenica di Resurrezione</title>
         <author>mariagraziabuelli</author>
         <link>https://padlet.com/mariagraziabuelli/4bkdx9fgtx1mba4a/wish/2529000305</link>
         <description><![CDATA[<div>Nelle <strong><em>ore notturne del Sabato</em></strong> viene proclamata la Resurrezione di Cristo; essa un tempo veniva rotta dallo scampanìo festoso delle campane. Esse infatti venivano legate dopo la santa messa del Giovedì Santo, detta volgarmente "a cascata di l'armillini", cioè "La caduta degli ermellini". Mentre in chiesa madre un telone, dipinto nel 1700, raffigurante il Cristo Risorto si innalzava per l'intera altezza della grande navata a simboleggiare la lieta novella divina. Ai piedi del Cristo risorto si trovavano dodici candele accese. Quando il telo veniva innalzato, alcune di queste si spegnevano. Si racconta che i contadini dal numero delle candele accese, traevano previsioni di buono o cattivo raccolto.<br>Nella <strong><em>Domenica di Pasqua </em></strong><em>si rappresenta un dramma religioso del poeta settecentesco e </em>&nbsp;Canonico Adranita Don Anzelmo Laudine. Esso viene scritto &nbsp; nel 1752.<br>Si rappresenta ogni anno il giorno di Pasqua , nella grande piazza Umberto di Adrano.<br>La <strong><em>"Diavolata"</em></strong> o <strong><em>"U diri di Pasqua"</em></strong>&nbsp; conserva&nbsp; tutta la suggestione delle sacre rappresentazioni popolari. <br>Essa viene regolarmente&nbsp; rappresentata da quasi 250 anni da attori "dilettanti" che si tramandano di padre in figlio i modi, i gesti e la declamazione dei versi.<br>Simboleggia l'eterna lotta tra il bene e il male che termina con la vittoria del bene. La trama narra della liberazione dell'Umanità dalle pene del Limbo da parte dell'Arcangelo Michele che annunzia la Resurrezione di Gesù e che predice, ai danni dei diavoli, che un'era nuova si è aperta all'umanità. <br>I personaggi principali sono (i tre diavoli) Lucifero, Asterot ,Belzebub, la Morte, l'Umanità e l'arcangelo Michele.<br>Molto pittoreschi i costumi. <br><br>Alla "Diavolata" segue <strong>"l'Angelicata"</strong>, dove due Angeli offrono dei doni al Cristo Risorto e alla Madonna. Finita la sacra rappresentazione, davanti la chiesa di Santa Chiara avviene l'incontro tra Maria e Gesù, detta "La Pace". La Madonna, vestita di rosa, tocca la piaga del Figlio, ricoperto di un mantello rosso, e un Angelo, ricoperto di coccarde multicolori, annuncia festante all'umanità la redenzione degli uomini.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 14:56:26 UTC</pubDate>
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         <title>Il &quot;Giovedì Santo&quot;</title>
         <author>mariagraziabuelli</author>
         <link>https://padlet.com/mariagraziabuelli/4bkdx9fgtx1mba4a/wish/2532972059</link>
         <description><![CDATA[<div>Le tradizioni religiose e popolari hanno inizio il “Giovedì Santo” con <strong><em>la processione </em></strong>della seicentesca statua <strong><em>del Cristo alla Colonna </em></strong>con il capo pendente da un lato, pieno di lividi e ferite, che suscita in tutta la popolazione un’immensa pietà.</div><div>Per tutte le vie cittadine la processione imita le sofferenze di Gesù sotto il peso delle croce, va a passi lenti, con quella strana andatura di tre passi avanti e uno indietro ed è accompagnata da una musica dolcissima.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 12:03:58 UTC</pubDate>
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         <title>Il &quot;Venerdì Santo&quot;</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>A seguire nella&nbsp; giornata di venerdì mattina&nbsp; <strong><em>la processione della Madonna Addolorata (Addulurata)</em></strong> che va alla ricerca del figlio nelle chiese visitate in precedenza da quest'ultimo. <br>portata a spalla da un folto numero di ragazze e di artigiani barbieri.&nbsp; Si conclude la sera con <strong><em>la processione del Cristo morto (U Lizzanti,&nbsp; colui che profuma), </em></strong><em>portato in spalla per le principali vie cittadine e dai giovani universitari e accompagnato dalle autorità civili e dalle Confraternite, che vestono le colorate cappe imposte dai rispettivi ordini. lungo il percorso la folla esegue le cantate in coro di un canto funebre, "Di mille colpe reo".</em><strong><em><br><br><br></em></strong><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 07:24:26 UTC</pubDate>
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         <title>I Sepolcri del &quot;Giovedì Santo&quot;</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariagraziabuelli/4bkdx9fgtx1mba4a/wish/2534590522</link>
         <description><![CDATA[<div>I “Sepolcri”(sapucchi in siciliano) sono comunemente detti nel Sud Italia gli altari della reposizione, che vengono allestiti nelle chiese dopo la messa del Giovedì Santo. Una delle più antiche tradizioni della Settimana.<br>Il termine “sepolcro” viene utilizzato nel linguaggio popolare per indicare quello che più propriamente andrebbe definito come “altare” o “cappella” della reposizione. L’altare della reposizione è quello “spazio” della chiesa allestito al termine della “missa in cena Domini” del Giovedì Santo destinato ad accogliere le specie eucaristiche consacrate e a conservarle fino al pomeriggio del Venerdì Santo, quando, al termine della liturgia penitenziale, verranno distribuite ai fedeli per la comunione sacramentale. Dopo la messa vespertina del Giovedì infatti, come si sa, non sono consentite altre celebrazioni eucaristiche fino alla notte di Pasqua, per cui per la comunione debbono necessariamente essere utilizzate le particole messe da parte la sera del Giovedì.<br>Le specie eucaristiche custodite nella cappella della reposizione (che verrà disfatta nel pomeriggio del Venerdì prima che cominci la liturgia della passione) rimangono tutta la notte a disposizione dei fedeli per l’adorazione. <br>Il Santissimo Sacramento però è celato all’interno di un apposito contenitore, mentre il tabernacolo, vuoto, rimane aperto, proprio a testimoniare l’assenza fisica di Gesù (lo sposo, infatti, secondo l’immagine evangelica, ci è stato tolto e il popolo è in lutto). <br>Non senza ragione, dunque, la pietà popolare ha accostato nei secoli all’altare della reposizione l’idea del sepolcro, cogliendo in esso una metafora della morte e sepoltura di Gesù. <br><strong><em>“La cappella della reposizione"</em></strong> viene allestita non per rappresentare la sepoltura del Signore, ma per custodire il Pane Eucaristico per la Comunione che verrà distribuita il venerdì della passione di Gesù”. <br><br>I “sepulcra”, come si dice in gergo, si è usi adornarli con fiori e segni vari che richiamano l’ultima cena e la passione di nostro Signore, come i cosiddetti <strong><em>piatti di “sepulcru”,</em></strong> preparati dai fedeli nelle proprie abitazioni durante il periodo quaresimale riempiendo dei tondi con uno strato di stoppa o canapa imbevuto d’acqua e gettandovi sopra chicchi di grano, ceci, lenticchie e scagliola. I suddetti “piatti” vengono quindi posti in un luogo buio per consentire alle piantine di metter su rapidamente i germogli. Una volta cresciute, le pianticelle vengono legate con nastri rossi e poste ad ornamento dei “sepolcri”, quale simbolo della vita che nasce dal buio e che prorompe dal nulla con forza inarrestabile.<br><br><br> La pratica di allestire gli altari della reposizione, affermatasi in Europa a partire dall’<strong><em>età carolingia</em></strong>, per quanto possa ripugnare alla sensibilità moderna, esprime in verità l’idea del lutto e della sepoltura, come anche l’etimo latino sta a testimoniare. Il che ha pure una sua giustificazione teologica. E’ vero infatti che noi cristiani nell’Eucaristia adoriamo il Cristo vivente, ma è altrettanto vero che Gesù è passato alla vita incorrotta attraverso la morte e per di più una morte cruenta. Nella consacrazione eucaristica si ripete e si riattualizza questo triplice mistero di passione, morte e risurrezione. <br>Alcuni studiosi (come il Pitrè, poeta e fine conoscitore di tradizioni siciliane) ritengono che la simbologia dei “sepolcri” affondi le sue radici nell’<strong><em>antico culto di Adone.</em></strong> <br><em><sup>Il bellissimo fanciullo di cui si era invaghito Afrodite e che, dopo essere stato ucciso da un cinghiale, ottenne da Zeus il privilegio di passare una parte dell’anno tra i vivi per poi ritornare periodicamente nel mondo dei morti. Il culto di Adone, che simboleggia il risveglio della natura dopo l’inverno, cadeva nell’antica Grecia proprio il giorno dell’equinozio di primavera (21 marzo), da cui noi cristiani cominciamo a contare la Pasqua.</sup></em><br>Se il riferimento al culto di Adone può spiegare la genesi della consuetudine di collocare fiori e “piatti” ad arredo degli altari della reposizione, d’altro canto il significato della pratica rimane cristiano. <br> <strong><em>Un’anziana signora</em></strong>, racconta&nbsp; sulla devozione dei “sepolcri” (riporto le sue parole in buona traduzione dal dialetto trapanese) che: <br><sup>“Il seme lasciato a macerare al buio da cui rinasce la vita è Gesù che, dopo il suo lungo calvario, entrato e uscito che fu dalle tenebre della morte, ritorna dopo la sua Resurrezione a vivere e a ridar vita e conforto al mondo intero. I piatti offerti il giovedì santo sono quindi augurio della sua Resurrezione, perché venga di nuovo a illuminare e a ridare gioia agli uomini”.</sup>&nbsp;<br>Forse il più dotto dei teologi non avrebbe saputo trovare parole più belle di queste per esprimere il mistero della morte e resurrezione di Gesù. Ma in fondo non è quello che Gesù aveva detto ai suoi discepoli alla vigilia della sua passione: “Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane da solo; se invece muore produce molto frutto”.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 07:24:46 UTC</pubDate>
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         <title>La lavanda dei piedi</title>
         <author>federicomiria10</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Vangelo di Giovanni, al capitolo 13, racconta l'episodio della <strong><em>lavanda dei piedi</em></strong>. <br>Gesù «avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine», e mentre il diavolo già aveva messo nel cuore di Giuda Iscariota, il proposito di tradirlo, Gesù si alzò da tavola, depose le vesti e preso un asciugatoio se lo cinse attorno alla vita, versò dell’acqua nel catino e con un gesto inaudito, perché riservato agli schiavi ed ai servi, si mise a lavare i piedi degli Apostoli, asciugandoli poi con l’asciugatoio di cui era cinto.<br><br>Bisogna sottolineare che <strong><em>a quell’epoca</em></strong> si camminava a piedi su strade polverose e fangose, magari sporche di escrementi di animali, che rendevano i piedi, calzati da soli sandali, in condizioni immaginabili a fine giornata. La lavanda dei piedi era una caratteristica dell’ospitalità nel mondo antico, era un dovere dello schiavo verso il padrone, della moglie verso il marito, del figlio verso il padre e veniva effettuata con un catino apposito e con un “lention” (asciugatoio) che alla fine era divenuto una specie di divisa di chi serviva a tavola.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 07:33:31 UTC</pubDate>
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         <title>Lunedì dell&#39;Angelo </title>
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         <description><![CDATA[<ul><li><strong><em>Il lunedì dell'Angelo è il giorno dopo la domenica di Pasqua. È il secondo giorno del tempo pasquale.</em></strong></li><li><strong><em>&nbsp;Nel cristianesimo occidentale, è anche il secondo giorno dell'Ottava di Pasqua.&nbsp;</em></strong></li><li><strong><em>Nel cristianesimo orientale, è anche il secondo giorno della settimana luminosa. Prende il nome dal fatto che in questo giorno si ricorda la manifestazione dell'Angelo alle donne giunte al sepolcro. </em></strong>Il lunedì dell'Angelo è un giorno di festa che generalmente si trascorre insieme con parenti, ma soprattutto con persone amiche, con una tradizionale gita o scampagnata "fuori le mura" o "fuori porta", pic-nic sull'erba, grigliate e attività all'aperto.</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 07:42:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariagraziabuelli</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote><p><strong><em>Approfondimento realizzato dalla classe 3E&nbsp;<br>Ic "Don A. La Mela" plesso Mazzini - Adrano -</em></strong></p></blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 16:40:39 UTC</pubDate>
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         <title>Le processioni del Venerdì Santo</title>
         <author>mariagraziabuelli</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em><sup>https://padlet.com/redirect?url=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Ftvadrano%2Fvideos%2Fvenerdi-santo-ad-adrano-processione-del-cristo-morto-u-lizzanti%2F320735911922381%2F<br></sup></em></strong><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 11:50:13 UTC</pubDate>
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         <title>Album della Settimana Santa</title>
         <author>mariagraziabuelli</author>
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         <pubDate>2023-04-12 11:57:21 UTC</pubDate>
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         <title>Collage di foto</title>
         <author>mariagraziabuelli</author>
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         <pubDate>2023-04-12 12:05:46 UTC</pubDate>
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