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      <title>Il Femminile by Valeria Sciusco</title>
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      <description>Carola Valente - Valeria Sciusco - Federica Maglione</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-05-10 19:05:13 UTC</pubDate>
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         <title>MARX E LA SUA VISIONE DELLA DONNA </title>
         <author>desdinicola</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il marxismo si è sempre posto il problema della condizione femminile, che ha portato non poche divisioni all’interno dello stesso movimento socialista. Nei manoscritti del 1844 Marx rifiuta il comunismo rozzo nel quale la donna, finalmente sottratta alla prigione della famiglia borghese, diviene “ la preda e la serva del piacere della comunità “. Resta una mentalità del l’avere che continua a legittimare la proprietà privata sotto forma di proprietà nazionalista e quindi di tutti; questo val per la terra come per la donna, non più solo di qualcuno ma in comune a molti. Nel manifesto del partito comunista del 1848, Marx ed Hengels attaccano la famiglia borghese e le sue ipocrisie. Per i marxisti la famiglia è un contratto economico per il mantenimento del del sistema capitalistico e l’avvilimento della donna. Le funzioni della famiglia possono invece essere felicemente essere assunte dalla società e la donna può così trovare la via della sua liberazione. Quello che Marx odiava era la visione borghese della famiglia, accomunata alla necessità di vincoli di ruolo per le donne, sarebbe scomparsa la prostituzione! E finalmente la famiglia avrebbe conquistato la sua dignità anche per la classe proletaria, che mai avrebbe aderito alla visione dei “vizi privati e pubbliche virtù “ borghese. Marx nel manifesto, secondo afferma che quello che deve scomparire quindi non è la famiglia, ma la famiglia borghese veramente non libera e seria, mentre il proletariato, che non può permettersene una, deve ottenere la possibilità di averla! </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-10 11:45:49 UTC</pubDate>
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         <title>LA PRIMA INTERNAZIONALE </title>
         <author>desdinicola</author>
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         <description><![CDATA[<div>In merito alla questione femminile, i marxisti tedeschi devono vedersela con le posizioni dei lassalliani e, soprattutto, con quelle di Proudhon, il quale arriva a proporre per il marito il diritto di vita e di morte sulla moglie. Nel 1867 i dirigenti della prima internazionale, condizionati dai pregiudizi maschilisti dilaganti, dichiarano che: “ la donna ha come meta essenziale quella di essere madre di famiglia, deve rimanere al focolare domestico, il lavoro le deve essere vietato”. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-10 11:52:19 UTC</pubDate>
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         <title>IL QUARTO STATO </title>
         <author>desdinicola</author>
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         <description><![CDATA[<div>Siamo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento analizzando l’opera, che tutti conoscono, “ il quarto stato” realizzato nel 1909 da Giuseppe pellizza da Volpedo possiamo vedere il punto della questione. L’autore stesso descrive “ una manifestazione pacifica, ma che vede partecipare accanto a uomini forti e determinati, donne/ madri in movimento; qualcuno potrà alzare il pugno in atto di minaccia ma la folla non è con lui, essa affida nei suoi ambasciatori- gli uomini intelligenti [ ...]. Una donna vicina mostra il bambino tenuto con un braccio; un’altra, una terza è per terra che tenta invano di allattare il bambino, sfinito, con le mammelle...”. <br>La donna affianco all’uomo, nel rivendicare il comune diritto alla famiglia dove i figli possono essere sfamati e quindi sopravvivere! La donna proletaria è al fianco e complementare all’uomo nel suo ruolo di madre! </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-10 11:59:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>desdinicola</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="http://2.bp.blogspot.com/_GMIw007NqqI/TQAarpARbRI/AAAAAAAAAW8/gQZ0DxfEwnQ/s1600/Giuseppe+Pellizza+da+Volpedo++-+Il+quarto+stato2.jpg" />
         <pubDate>2020-05-10 12:00:22 UTC</pubDate>
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         <title>AD OGGI </title>
         <author>desdinicola</author>
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         <description><![CDATA[<div>Continua anche oggi la stessa battaglia della prima internazionale tra i marxisti rivoluzionari e i riformisti, riguardo al ruolo della donna nella società, per capire se il suo luogo predestinato fosse la casa o il mondo. Uniti nella difesa della rivoluzione socialista e nell’organizzazione nei ranghi rivoluzionari delle lavoratrici e delle donne povere con la propria classe, i marxisti rivoluzionari mantengono viva la lotta del movimento socialista internazionale per la liberazione della donna. Affermando che il problema della donna è un problema di genere, che può essere risolto all’interno del capitalismo, e che , per questo motivo, le lavoratrici e le donne povere devono unirsi con tutte le donne. Come diceva Lenin l’unico modo di emancipare  la donna consiste nel emancipare la classe operaia attraverso la rivoluzione socialista e la costruzione di nuove basi sociali, dove non ci siano sfruttamento e oppressione, e che prevedano la piena parità tra uomini e donne.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-10 12:08:47 UTC</pubDate>
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         <title>Fra legge divina e legge civile</title>
         <author>valesciusco</author>
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         <description><![CDATA[<div>In uno dei testi più conosciuti della letteratura occidentale Sofocle racconta la storia di Antigone che, per seppellire il suo defunto fratello Polinice caduto in guerra, contravviene alla legge dello stato che vietava gli onori funebri a chi avesse infranto le sue leggi.</div><div>Per questo motivo la vicenda è divenuta paragmatica del rapporto conflittuale tra </div><div><strong>l'adesione alla legge divina e l'obbedienza delle leggi civili</strong> con Antigone che, dopo essere stata condannata, finirà per togliersi la vita.</div><div>La figura di Antigone ha ispirato filosofi come Schelling e Kierkegaard, ma l'interpretazione più nota è stata quella di Hegel, che usa questo personaggio </div><div>come lo strumento di un esperimento mentale che mettesse alla prova <strong>non solo la relazione tra la legge divina e quella civile</strong>, ma anche quella fra il singolo e la comunità e quella <strong>tra maschio e femmina</strong>, finendo per utilizzare la figura dell'eroina greca per dare una certa immagine della donna, scegliendo di enfatizzare questo ruolo.</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-10 19:09:21 UTC</pubDate>
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         <title>La donna &quot;universale&quot;</title>
         <author>valesciusco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Da qui vediamo come la donna di Hegel non oltrepassa lo stadio della soggettività, riconoscendosi nei congiunti e consanguinei essa resta universale, e le mancano le premesse per scindersi dall’ethos della famiglia e raggiungere l’autocosciente forza dell’universalità per la quale l’uomo diventa cittadino.<br>Quella condizione femminile che è il frutto dell’oppressione è indicata da Hegel come <strong>il movente dell’oppressione stessa</strong>: la differenza dei sessi viene a costituire la base naturale metafisica tanto della loro opposizione quanto della loro riunificazione. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-10 19:12:39 UTC</pubDate>
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         <title>servo-padrone/donna-uomo</title>
         <author>valesciusco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Se Hegel avesse riconosciuto l’origine umana dell’oppressione della donna, come ha riconosciuto quella dell’oppressione del servo, avrebbe dovuto applicare anche al suo caso la dialettica servo-padrone (invece di razionalizzare il potere patriarcale nella dialettica tra un principio divino femminile e un principio umano virile, per cui il primo presiede alla famiglia, il secondo alla comunità), <br> e in questo avrebbe incontrato un serio ostacolo: infatti se il metodo rivoluzionario può cogliere i passaggi della dinamica sociale, non c’è dubbio che la liberazione della donna non può rientrare negli stessi schemi: sul piano donna-uomo non esiste una soluzione che elimini l’altro, quindi si vanifica il traguardo della presa del potere.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-10 19:14:46 UTC</pubDate>
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         <title>il mito di Antigone (trama)</title>
         <author>valesciusco</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-05-12 19:29:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valesciusco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella <strong>Fenomenologia dello spirito </strong>Hegel definisce il <em>feminino</em> come "l’eterna ironia della comunità", ossia come l’elemento limitato e limitante pronto a sminuire il fine universale dello stato riconducendolo a fine privato, ad un possesso della famiglia.</div><div>In più la donna (il feminino) rivela un’attitudine che solo la sua debolezza ha fatto ritenere piuttosto bizzarra:<br> la sua reazione nei confronti dell’uomo maturo e la sua propensione verso il <em>giovane</em>, ma l’identificazione di Hegel nei valori della civiltà patriarcale fa sì che egli trovi in questo passaggio un significato puramente strumentale.</div><div>Infatti egli interpreta questo elevare a valore la giovinezza, cioè la virilità, da parte della donna come lo stimolo che mette a fuoco nella comunità l’elemento su cui contare per l’attività verso l’esterno, per la guerra, mentre in realtà possiamo vedere un'altra interpretazione in questo fatto: attraverso questo gesto della donna, vediamo in trasparenza il potere di lei sul giovane.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-14 07:37:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valesciusco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Come cita nell'Estetica, secondo <strong>Hegel</strong> l'Antigone è l'opera più soddisfacente di tutti i capolavori antichi e moderni, e in cui appunto l'interpretazione femminile sembra gravata da un pregiudizio eccessivo.</div><div>Per questo la figura di Antigone viene riabilitata  nella Filosofia del diritto come l'espressione più autentica della pietas dichiarata come "la legge della femmina" ossia la legge del sentimento soggettivo e dell'interiorità definita "imperfetta", che per Hegel si traduce nell'opposizione etica suprema indicata dall'elemento femminile e quello maschile, perciò secondo Hegel la "guerra perfetta" è quella tra i sessi, perché risulterebbero come l'opposizione radicale dei rispettivi principi.</div><div>Inoltre nella Filosofia del diritto attribuisce all’uomo una vita sostanziale e reale che si realizza nello stato e nella scienza, a differenza della donna, vista quasi sempre solo in ambito familiare.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-14 08:17:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>desdinicola</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-05-14 19:36:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>desdinicola</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-05-14 19:37:30 UTC</pubDate>
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         <title>Søren Kierkegaard e Regine Olsen</title>
         <author>valesciusco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Se si guarda la biografia di Kierkegaard non si può non constatare che la presenza della donna riveste un ruolo tutt'altro che secondario sia nella sua esistenza che nelle sue opere. Egli inaugura la sua attività filosofico-letteraria a seguito della rottura del suo complicato rapporto con la Regine Olsen alla quale dedica la sua intera produzione.<br>Il primo incontro tra i due giovani avvenne nella primavera del 1837, quando lei aveva 14 anni e lui 24.<br>Søren ne rimase così colpito da non poter fare più a meno di pensare a lei. Timido e malinconico neppure sperava di aver suscitato interesse nella fanciulla, affidata ad un precettore, Johan Frederik Schlegel che Kierkegarrd aveva scoperto nutrire dei sentimenti per la ragazza. Eppure, si scoprirà più tardi,  fu amore a prima vista per entrambi.<br>L’amore smuove montagne, e questo ragazzo dall’indole gentile, incurante dell’ossessione per la maledizione che lui stesso sosteneva essere una spina nella carne, si fece coraggio e cercò di incontrala ancora, e ancora,  a passeggio per Copenaghen. Fino a conoscerla e poi a dichiararsi l’8 settembre del 1840. Il padre le concesse la mano di Regine perché la ragazza, che aveva ormai 19 anni, era arrivata all’età da marito e poiché aveva dichiarato di ricambiare i sentimenti del giovane.<br>Quelli dell’amore con Regine furono e rimasero per Søren  i più belli della sua vita. Non era tuttavia abituato ad essere sereno e appagato. Tremava all’idea di affidarsi così a qualcuno ma soprattutto era terrorizzato al pensiero che una donna  lo amasse tanto. Era pervaso dai dubbi di non riuscire a conciliare i suoi studi di filosofia e teologia con i futuri doveri di marito. Iniziò a prepararla al dolore e alla rinuncia, dal canto suo abituandosi all’idea di dover  prendere una difficile decisione.<br>Voleva far capire a Regine che la vita era più spesso sofferenza che non appagamento e serenità. Così adottò degli stratagemmi, che poi divennero l’oggetto di pettegolezzi che contribuirono a farlo etichettare come soggetto strano.<br>Nessuna donna ai suoi occhi reggeva il confronto con Regine.<br>Il fidanzamento fu rotto per volere del filosofo l’11 agosto 1841. A nulla servirono i tentativi del padre di lei e del fratello di lui di far cambiare idea a Kierkegaard.<br>La lasciò senza darle alcuna motivazione. Neppure s’inventò di non amarla più.<br>Lei voleva sposarlo ad ogni costo, nonostante tutto e gli chiese il permesso di rimanere con lui <em>“anche se avesse dovuto starsene chiusa in un piccolo armadio”.</em> Lui quasi impazzì dal dolore. Una straziante angoscia. Lei tentò il suicidio ma poi, dopo alcuni anni si rassegnò e si rifece una vita.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-14 20:34:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valesciusco</author>
         <link>https://padlet.com/valesciusco/48krrrgacil7xzsr/wish/573731292</link>
         <description><![CDATA[<div>Regine Olsen</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-14 20:35:25 UTC</pubDate>
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         <title>La filosofia dei sessi</title>
         <author>valesciusco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il tema del desiderio nel suo inscindibile legame tra i sessi è messo in luce con ossessiva insistenza nelle forme dei personaggi immaginari che caratterizzano il suo itinerario speculativo.<br>La sua filosofia dei sessi è popolata da uomini e donne alla ricerca di un equilibrio sentimentale in cui si gioca l'intima struttura del sè.<br>Lontano dal dibattito femminista del tempo egli è tra i primi a prendere seriamente in considerazione la portata del rapporto uomo/donna spostando nella riflessione da un piano astratto e sovraindividuale a quello personale e soggettivo. <br>La sessualità è assunta a parte integrante nell'esperienza della formazione del soggetto, il suo lavoro parte da queste considerazioni e cerca di analizzare il ruolo che il desiderio riveste nella sua variante spirituale-sensuale nell'itinerario del filosofo. <br>Il suo lavoro muove da un'angolatura inedita ed originale dato che comprende la costruzione del significato filosofico rivestito dalle figure femminili e nel loro intimo legame con l'altro sesso. <br>Pronto a muoversi nei meandri della filosofia non è infatti solo il soggetto maschile (incarnato dalle celebri figure di Johannes e Abramo) ma un identità femminile il cui cammino è parallelo all'altro sesso. <br>Elvira, Margherita, Cordelia, Antigone, il personaggio biblico della peccatrice è l'immagine speculativa dei rispettivi compagni in cui rivediamo di conseguenza un preciso significato speculativo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-14 20:35:34 UTC</pubDate>
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         <title>&#39;&#39;Diario di un seduttore&#39;&#39;(1843)</title>
         <author>valesciusco</author>
         <link>https://padlet.com/valesciusco/48krrrgacil7xzsr/wish/573731825</link>
         <description><![CDATA[<div>Johannes è <strong>un giovane seduttore senza scrupoli. </strong>La sua vita ha un unico scopo: sedurre ragazze e poi abbandonarle. Cordelia è una ragazza di diciassette anni molto ingenua: la vittima perfetta per Johannes, che le rovinerà l'esistenza.<br>Protagonista del libro è <strong>la seduzione</strong>. Ma un tipo di seduzione particolare: quella intellettuale. Johannes è infatti un seduttore che fa mille calcoli, che cerca di dominare la mente di Cordelia con mosse studiate. Il suo è un gioco astuto ed elegante. Poi, quando Cordelia è in suo potere, la abbandona, lasciandola disperata. Perché Johannes non cerca l'amore: gli interessa solo il potere che può avere su una donna. E appena la seduzione gli è riuscita, il suo carattere vanitoso è soddisfatto. Può così passare alla donna successiva.<br>Per parlare di come vede la vita. Per Kierkegard, la vita si svolge in tre fasi: la fase ''estetica'', quella ''etica'' e quella ''religiosa''. Chi è nella <strong>fase «estetica»</strong> vive la vita attimo per attimo, cerca il piacere, odia le cose banali, non vuole responsabilità. Il simbolo della fase «estetica» è il il seduttore. Il <em>Diario</em> è perciò un libro che parla della vita ''estetica''.<br>Ma la vita ''estetica'', a lungo andare, porta alla noia, alla disperazione. Così, l'uomo passa alla <strong>fase 'etica'</strong>. Qui, la vita è dedicata alla famiglia, al dovere, al lavoro. Il simbolo di questa fase è il marito. Il marito prende su di sé la responsabilità del male fatto dalla sua famiglia e, addirittura, di quello fatto dall'intera umanità. Schiacciato dal peso di tanta responsabilità, il marito chiede aiuto a Dio. Così, passa alla <strong>fase 'religiosa'</strong>, in cui si dedica a Dio.<br><br>Ogni fase esclude la presenza delle altre. Cioé: chi è in una fase è solo in quella, non può essere anche in un'altra. Inoltre, il passaggio alla fase successiva non esclude il ritorno a quella precedente: si può avanzare o tornare indietro. Ed è l'uomo a scegliere se e quando passare di fase. Cioè: il percorso è volontario. Infatti, per Kierkegaard, <strong>l'uomo è libero</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-14 20:35:43 UTC</pubDate>
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         <title>La femminilità</title>
         <author>valesciusco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nonostante l'amore familiare che ha avuto per determinate donne nel corso della sua vita, non si creda che Kierkegaard vedesse la donna solo ed esclusivamente come una figura idilliaca, tutt'altro tende a raccontare anche i tratti negativi di questa figura. Soprattutto negli ultimi diari, quando il suo animo è esasperato dalla situazione religiosa nella cristianità protestante, che precipita a rotta di collo nella mondanità, la donna rappresenta l'insidia e la tentazione; di qui le frecciate incandescenti alla concezione protestante della vita che vede il giovane pastore a caccia di una buona prebenda e di una bella moglie. È allora ch'egli scrive che «la donna con il suo "abbandono" costituisce per l'uomo il pericolo continuo, fatto di egoismo e di «conquista»: egoista verso i figli e verso il marito, non è capace di sopportare ch'egli sia schernito. Un testo dei più drastici: «La donna nel rapporto all'uomo (amore-matrimonio) ha questo di attraente: ch'essa ha soltanto il "senso delle cose dell'uomo", cioè di risparmiare l'amato, curarlo, abbellirgli la vita, ecc.: ciò ch'è esattamente l'antitesi della vera generosità divina, dell'impazienza del martirio, in cui consiste il senso delle cose di Dio».</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-14 20:35:49 UTC</pubDate>
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         <title>IL RAPPORTO CON LA MADRE E LA FAMIGLIA </title>
         <author>valesciusco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Quello che sappiamo sul filosofo di Danzica è sicuramente il rapporto difficile con la madre, una donna indipendente e autosufficiente che dopo il matrimonio opprimente con il padre del filosofo rimase vedova in seguito al suicidio del congiunto. Schopenhauer aveva una preferenza nei confronti del padre anche se questo lo aveva obbligato a studiare per diventare mercante. Nelle lettere tra il filosofo e la madre, capiamo che il carattere ostile di Schopenhauer fu la vera barriera nel rapporto con la questa, visto che la donna dopo la morte del marito iniziò a vivere in modo più vivace e libero. La madre, dopo la sua morte, lasciò l’intera eredità ad Adele la sorella dell’autore, qui possiamo notare il primo gesto di cavalleria del filosofo, che non solo non impugnò mai il testamento ma mantenne la zia materna fino alla morte.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-14 20:36:03 UTC</pubDate>
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         <title>LA MISOGINIA </title>
         <author>valesciusco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Bertrand Russel ci narra che una volta Schopenhauer infastidito dalla voce stridula di una ricamatrice, che chiacchierava con un’amica fuori dalla porta del suo appartamento, lui la scagliò contro l’anziana signora, facendola cadere per le scale, procurandole lesioni. La donna gli fece causa e la vinse: Schopenhauer dovette allora risarcirla con la somma di 15 talleri per ogni trimestre. Quando la ricamatrice mori, il cinico filosofo, annotò nel suo diario: “La vecchia è morta, il debito cessa”. Il filosofo aveva con il mondo intero un rapporto conflittuale. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-14 20:36:17 UTC</pubDate>
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         <title>UN PUNTO DI VISTA PIÙ INTROSPETTIVO </title>
         <author>valesciusco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Lui stesso ammise che solo dopo essersi letto “Operette morali” di Leopardi ebbe, un periodo di tregua: consapevole del male che popola l’universo, Schopenhauer riconobbe nella poetica leopardiana quella svolta catartica che gli permetteva di stabilire con il mondo estero un rapporto se non cordiale, almeno di apparenza. Ma i compromessi, almeno teoricamente, non erano contemplati con le donne, come testimoniato dal suo stesso saggio “ L’arte del trattare le donne” in cui afferma, con categorica fermezza, la superiorità dell’uomo. La teoria nasce non solo da quel rapporto burrascoso con la madre ma anche dall umiliazione vissuta da adolescente quando i suoi corteggiamenti furono sistematicamente respinti, una volta disse “Quanto alle donne le ho sempre apprezzate.Se solo avessero voluto saperne di me”.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-14 20:36:24 UTC</pubDate>
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         <title>PRESA DI COSCIENZA </title>
         <author>valesciusco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Quella esperienza personale, con il tempo, diventò un pensiero ostile nei confronti del gentil sesso, che in realtà c’era sempre stato, dalla inconscia consapevolezza di Schopenhauer del valore della donna che è destinata a “perdersi nell anonimato della massa”: ma se nel caso mai la donna dovesse emergere da essa, allora dichiara Schopenhauer nel segno di un “odi et amo” di sapore catulliano “sarebbe superiore all’uomo”.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-14 20:36:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valesciusco</author>
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         <pubDate>2020-05-14 20:36:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valesciusco</author>
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         <pubDate>2020-05-14 20:36:54 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Sputiamo su Hegel&quot; (1970)</title>
         <author>valesciusco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Possiamo anche notare come Hegel sia stato oggetto di aspra critica per la sua teoria sull'esistenza di un principio divino femminile, che presiede alla famiglia, e un principio umano virile, che presiede alla comunità.</div><div>Prendiamo ad esempio il saggio dell'autrice Carla Lonzi "Sputiamo su Hegel", risultato del lavoro all'interno del collettivo femminista "Rivolta Femminile". </div><div>Il libro segna la presa di coscienza della scrittrice riguardo alla condizione della donna nel mondo e lei stessa chiarisce che non bisogna prendere questi scritti come dei punti fermi, ma unicamente come un punto d'inizio della sua filosofia, che ha voluto contestare e prendere le distanze dalla società, dominata dal modello maschile.</div><div>Nella prima parte del libro l'autrice si rende conto dell'assenza della donna dalla storia e di come sia stata sempre definita in rapporto all'uomo, calcando sulla concezione di Hegel</div><div>che riconosce nelle donne una passività "per natura", che Carla Lonzi rifiuta. Nell'interpretazione hegeliana della storia, inoltre, non c'è posto per la donna, alla quale non è concesso superare lo stadio di soggettività e acquisire lo stato di cittadino,</div><div>Carla Lonzi, pertanto, trova che la donna non debba percorrere un movimento d'emancipazione interno al patriarcato, perché ciò significherebbe adeguarsi agli schemi logici imposti dal potere maschile, bensì seguire un percorso differente, rifiutando l'aut-aut, la dialettica proposta invece dagli altri filosofi. </div><div>In questo modo Lonzi si avvicina al pensiero anarchico, auspicando una rivoluzione più che una ribellione interna agli schemi di potere della società contemporanea.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-15 17:11:23 UTC</pubDate>
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         <author>valesciusco</author>
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         <author>valesciusco</author>
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         <pubDate>2020-05-16 10:04:04 UTC</pubDate>
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         <author>valesciusco</author>
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         <title>MARX</title>
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         <title>SHOPENHAUER</title>
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         <title>KIERKEGAARD</title>
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         <title>HEGEL</title>
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