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      <title>Il male di vivere      III by Mattia</title>
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      <description>Non solo Lucrezio nel corso della storia si è dovuto confrontare con la folle necessità di spostarsi in continuazione senza trovare pace. Tutti coloro che non possiedono le doti cardine del sapiens epicureo sono condannati a provare la noia del vivere.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-11-30 14:50:44 UTC</pubDate>
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         <title>Il male di vivere di Lucrezio</title>
         <author>Il_Tia</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><br>Lucrezio ci rappresenta un uomo che fugge da sè stesso</strong>, da quel silenzio che lo porterebbe a prendere coscienza di sé, delle sue domande e del vuoto che prova in fondo al proprio animo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-30 14:53:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>Il_Tia</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Lucrezio non riesce a spiegare perché l’uomo </strong>sia animato da questa noia esistenziale, dal <em>taedium vitae</em>. Non riesce neppure ad offrire una risposta soddisfacente alla ricerca di felicità che anima l’animo umano.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-30 15:02:06 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;uomo e la relazione con la morte</title>
         <author>Il_Tia</author>
         <link>https://padlet.com/Il_Tia/47rjds6hw69uy2uk/wish/2403692007</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Coerentemente alla sua filosofia</strong>, inserendo gli uomini (i <em>mortales</em>) in una visione del mondo materialistica, Lucrezio cerca di</div><div>allontanarli dalle paure che più li assillano, in particolare dalla paura della morte e dell’oltretomba. Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto ritorna a far parte dell’universo. La persona dopo la morte non esiste più. L’uomo è, infatti, costituito da anima e corpo, entrambi mortali.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-30 15:03:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>Il_Tia</author>
         <link>https://padlet.com/Il_Tia/47rjds6hw69uy2uk/wish/2403696122</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Lucrezio segue qui quanto Epicuro ha scritto nell’<em>Epistola a Meneceo</em>: «Il più orribile dei mali, la morte, non è dunque nulla per noi, poiché, quando noi siamo, la morte non c’è e, quando la morte c’è, noi non siamo più». <strong>Per questo, secondo Lucrezio</strong>, l’uomo non ha motivo di temere la morte né l’aldilà, perché gli dei non si preoccupano dei castighi o dei premi degli uomini, che scompaiono con la morte stessa. Vane sono tutte le credenze che popolano l’oltremondo, frutto della fantasia umana e della stolta superstizione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-30 15:05:53 UTC</pubDate>
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         <title>Il male di vivere accentuato dalla religione</title>
         <author>Il_Tia</author>
         <link>https://padlet.com/Il_Tia/47rjds6hw69uy2uk/wish/2403705620</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Evidentemente, l’argomentazione</strong> mutuata dal filosofo Epicuro, non riesce certo ad allontanare dalla mente e dal cuore dell’uomo la paura della morte. Un ragionamento, ancor di più se privo di qualsiasi statuto scientifico, ma semplicemente coerente alla logica del sistema filosofico costruito, non può certo scacciare l’ancestrale paura dell’uomo di lasciare per sempre questo mondo e quanto ha di più caro.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-30 15:11:29 UTC</pubDate>
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         <title>I Pensieri di Pascal</title>
         <author>Il_Tia</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><br>Nei </strong><strong><em>Pensieri </em></strong><strong>Pascal definisce questo atteggiamento </strong>umano di distrazione con il termine <em>divertissement. </em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-30 15:22:39 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>Il_Tia</author>
         <link>https://padlet.com/Il_Tia/47rjds6hw69uy2uk/wish/2403725839</link>
         <description><![CDATA[<div>L’espressione nel suo significato etimologico (dal latino <em>divertere </em>cioè «volgere lontano dalla strada principale») ben designa il tentativo, coscientemente o incoscientemente commesso, di strapparci dalla sede delle domande più autentiche sul significato e sul senso delle cose, attraverso distrazioni, piaceri surrogati della felicità che hanno come conseguenza quella di alienarci, di <strong>allontanarci da noi stessi</strong>, di essere sempre fuori da noi così che «la nostra casa risulti disabitata».</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-30 15:23:30 UTC</pubDate>
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         <title>Leopardi e Lucrezio</title>
         <author>Il_Tia</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Leopardi, che ben conosce Lucrezio</strong>, mostra grande sintonia con questa visione dell’essere umano: «La vita continuamente occupata è la più felice, quando anche non sieno occupazioni e sensazioni vive, e varie. L’animo occupato è distratto da quel desiderio innato che non lo lascerebbe in pace, o lo rivolge a quei piccoli fini della giornata (il terminare un lavoro, il provvedere ai suoi bisogni ordinari...) giacché li considera allora come piaceri (essendo piacere tutto quello che l’anima desidera), e conseguitone uno, passa a un altro, così che è distratto da desideri maggiori, e non ha campo di affliggersi della vanità e del vuoto delle cose e la speranza di quei piccoli fini […] bastano a riempirlo, e a trattenerlo nel tempo del suo riposo».</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-30 15:27:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>Il_Tia</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Leopardi è, però, ben cosciente dell’inganno </strong>del divertimento e dell’occupazione continua della propria giornata con mille attività. Scrive, infatti, nello <em>Zibaldone</em>: «Né la occupazione né il divertimento qualunque, non danno veramente agli uomini piacere alcuno. Nondimeno è certo che l’uomo occupato o divertito comunque, è manco (meno) infelice del disoccupato, e di quello che vive vita uniforme senza distrazione alcuna […]. Occupata o divertita (sottointeso la vita), ella si sente e si conosce meno, e passa, in apparenza più presto, e perciò solo, gli uomini occupati o divertiti, non avendo alcun bene né piacere più degli altri, sono però manco infelici: e gli uomini disoccupati e non divertiti, sono più infelici, non perché abbiano minori beni, ma per maggioranza di male, cioè maggior sentimento, conoscimento, e diuturnità (apparente) della vita».</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-30 15:29:26 UTC</pubDate>
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         <title>Il male di vivere oggi</title>
         <author>Il_Tia</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>La frenetica vita di oggi sembra la paradigmatica </strong>rappresentazione di una risposta che la società contemporanea ha dato alla questione della felicità, risposta pilotata dal potere che induce falsi bisogni e li pone come esigenze fondamentali dell’io. Riempire il vuoto, mettere a tacere l’<em>horror vacui </em>(terrore del vuoto), che provoca un senso di vertigine, è la parola d’ordine attuale. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-30 15:33:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>Il_Tia</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’uomo non sente in sé la paura dei castighi comminati nei «templi acherontei», ma anela all’eternità, ha nel cuore un desiderio di assoluto e di totalità, che Lucrezio sembra scordare. L’uomo è da</div><div>sempre<strong> </strong><strong><em>religiosus</em></strong>.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-30 15:33:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>Il_Tia</author>
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         <description><![CDATA[<div>I più, nella propria dimenticanza, non si avvedono neppure di non essere liberi in questo modo di agire, presuppongono di stare bene, semplicemente perché non sentono più la domanda. Paradossalmente una montagna di piaceri sommerge il vero desiderio, la felicità.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-30 15:34:55 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>Il_Tia</author>
         <link>https://padlet.com/Il_Tia/47rjds6hw69uy2uk/wish/2403758969</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel suo "Spesso il male di vivere ho incontrato" il poeta ligure sottolinea l’angoscia che prova l’uomo di fronte al nulla che minaccia l’esistenza, di fronte alla caducità e all’insignificanza delle cose, paragonate ora al corso d’acqua che non fluisce tranquillamente, ora al cavallo che stramazza al suolo. L’unico bene che ci resta è <strong>affidarsi alla «divina Indifferenza» del mondo</strong>, a quel distacco dalle passioni di cui parlavano gli Stoici, e questo bene viene raffigurato, per contrasto con le immagini precedenti, con&nbsp; l’immobilità della statua e con la leggerezza della nuvola e del falco.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-30 15:41:26 UTC</pubDate>
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         <title>Il male di vivere di Eugenio Montale</title>
         <author>Il_Tia</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>«Spesso il male di vivere ho incontrato:</em><br><em>era il rivo strozzato che gorgoglia,</em><br><em>era l’incartocciarsi della foglia</em><br><em>riarsa, era il cavallo stramazzato.<br></em><br></div><div><em>Bene non seppi, fuori del prodigio</em><br><em>che schiude la divina Indifferenza:</em><br><em>era la statua nella sonnolenza</em><br><em>del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.»<br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-30 15:42:19 UTC</pubDate>
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