<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>ESPERIENZE LABORATORIALI 3°Sc/B by Chiara Pallone</title>
      <link>https://padlet.com/ch14r4p4ll0n3/47cm4dz75z1s19v0</link>
      <description>Approfondimento di argomenti didattici coordinato dalle docenti Elena Truocchio e Stefania Sario (anno scolastico 2022/2023)</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-01-30 13:45:07 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2026-02-17 07:49:50 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url>https://padlet.net/icons/png/1f468-1f52c.png</url>
      </image>
      <item>
         <title>Osservazione cellule al microscopio ottico</title>
         <author>ch14r4p4ll0n3</author>
         <link>https://padlet.com/ch14r4p4ll0n3/47cm4dz75z1s19v0/wish/2461410606</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Cos’è e com’è formata una cellula vegetale?</strong><br>La cellula vegetale è una cellula eucariote, che si differenzia dalle cellule procariote, per la presenza di un nucleo che contiene la maggior parte delle informazioni essa inoltre è una cellula autotrofa (in grado di procurarsi autonomamente il nutrimento necessario). Ciò avviene con la fotosintesi clorofilliana. La cellula vegetale contiene tutte le strutture presenti nelle cellule animali con, però, alcune eccezioni:</div><ul><li>L'assenza dei lisosomi</li><li>L'assenza dei centrioli</li><li>La presenza della parete cellulare&nbsp;</li><li>La presenza di un vacuolo centrale&nbsp;</li><li>La presenza dei cloroplasti&nbsp;</li><li>La presenza del plasmodesma</li></ul><div><strong>Cos’è e com’è formato il microscopio ottico?</strong><br>Il microscopio ottico è uno strumento che sfrutta la luce con lunghezza d’onda dal vicino infrarosso dell’ultravioletto comprendo tutto lo spettro visibile. È costituito da due sistemi di lenti inseriti in un tubo ottico: l’oculare in cui si guarda e l’obiettivo, situato in prossimità dell’oggetto da osservare. Il microscopio ottico è dotato di obiettivi aventi un potere risolutivo di 4x, 10x, 40x, 100x pari a poteri di ingrandimento 40, 100, 400, 1000.<br><strong>Materiali e stumenti:&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</strong></div><ul><li>Fogliolina<strong> </strong>&nbsp;di muschio</li><li>&nbsp; Vetrini porta e copri oggetto&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</li><li>&nbsp; Acqua distillata&nbsp; &nbsp; &nbsp;</li><li>Camice. Guanti</li><li>&nbsp;Microscopio ottico&nbsp; &nbsp;&nbsp;</li><li>Pipette pasteur</li><li>Pinzette</li></ul><div><strong>Introduzione teorica </strong><br>I muschi sono piccole piante prive di tessuto vascolare, nascono principalmente nelle aree sportive e lungo i corsi d’acqua dove prevalgono l’ombra e l’umidità, caratterizzate da fusti pochi sviluppati e strutture fogliforme.<br><br><strong>Obiettivo dell’esperimento</strong><br>Osservare tramite il microscopio ottico la struttura tipica del muschio utilizzando diverse tipologie di ingrandimento, in modo tale da rendere più chiara l’osservazione delle cellule vegetale.<br><br><strong>Procedimento</strong><br>Per allestire delle preparazioni a fresco di cellule vegetali, predisporre tanti vetrini copri oggetto quanti saranno i campioni da osservare.<br>Con la pipetta Pasteur, trasferire una goccia di acqua al centro di un vetrino porta oggetto.&nbsp;<br>Con una pinzetta trasferire una parte del campione vegetale da analizzare.<br>Coprire con il vetrino copri oggetto e osservare al microscopio ottico.<br><br></div><div>&nbsp;<br><br><br></div><div><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1949155164/d25990f6cd3c368a2f244f0881b60f4d/image.png" />
         <pubDate>2023-01-30 13:56:09 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/ch14r4p4ll0n3/47cm4dz75z1s19v0/wish/2461410606</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Saggio di Benedict</title>
         <author>ch14r4p4ll0n3</author>
         <link>https://padlet.com/ch14r4p4ll0n3/47cm4dz75z1s19v0/wish/2461411554</link>
         <description><![CDATA[<div>https://www.youtube.com/watch?v=SYgsxZg1330<br><br>Il test di Benedict, serve per testare i carboidrati semplici (come zuccheri riducibili, ovvero monosaccaridi e disaccaridi) e la presenza di glucosio nelle urine; ha gruppi funzionali formati catoni e aldeidi. Molti zuccheri, come il&nbsp; &nbsp; <br>&nbsp;glucosio, sono chiamati zuccheri riducibili perché capaci di trasferire idrogeno ad altre combinazioni. Gli zuccheri riducibili quando sono mescolati ai reagenti di Benedict e riscaldati avviene la riduzione: la riduzione della reazione causa reagenti di Benedict un cambiamento di colore. Esso può variare da: verde, rosso scuro mattone, marrone ruggine e dipendono dalla quantità e dal tipo di zucchero. Noi possiamo distinguere due tipi di test; un test positivo (con una formazione di rossastro precipitato in 3 minuti) e un test negativo (il colore non cambia e rimane blu). I reagenti quantitativi di Benedict contengono tiocianato di potassio e servono per determinare quanto zucchero ridotto è presente. <br>Quando la soluzione di Benedict e i carboidrati semplici sono riscaldati la soluzione cambia colore da un arancione-rosso/ mattone rosso questa reazione causata dalla ridotta proprietà dei carboidrati semplici poiché il rame si è ridotto e il carbonio si è ossidato. Questo spiega il precipitato formato. I carboidrati complessi come gli amidi non reagiscono positivamente con il test di Benedict almeno che essi non siano scoppiati attraverso il colore o la digestione. Il saccarosio è uno zucchero non ridotto e esso non reagisce neanche con lo iodio o i reagenti di Benedict. Lo zucchero ha bisogno di essere decomposto all’interno dei suoi componenti: glucosio e fruttosio; il test del glucosio sarebbe positivo, ma l’amido sarebbe negativo. La soluzione di Benedict è una soluzione alcalino blu intenso solita al test.<br><strong>Procedura test di Benedict</strong><br>Approssimati 5 ml di campione posizionati in una provetta pulita <br>5 gocce di reagente Benedict versate nella provetta<br>La soluzione è riscaldata su un bollitore a bagnomaria per 3-5 minuti <br>Osservare se il colore cambia o se c’è la formazione di precipitato <br><br><br><strong>Risultato</strong>&nbsp;<br>Quando il test è pulito e il colore cambia. Allora c’è lo 0,5 al 1% di zuccheri presente nella soluzione. Quando il test non è negativo allora il colore al disopra sta bollendo e si sta trasformando in verde. Ci sarebbe dallo 0,1 allo 0,5% di zuccheri nella soluzione.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1949155164/fc37a1f8f9b55268be259b9aaf6e18b0/image.png" />
         <pubDate>2023-01-30 13:56:50 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/ch14r4p4ll0n3/47cm4dz75z1s19v0/wish/2461411554</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Modello meiosi</title>
         <author>ch14r4p4ll0n3</author>
         <link>https://padlet.com/ch14r4p4ll0n3/47cm4dz75z1s19v0/wish/2461412580</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Obiettivi</strong><br>Con l’esperienza svolta gli obiettivi che quest’ultima propone sono analizzare e realizzare le varie fasi e comprendere le loro funzioni e i loro scopi. Mettendo in pratica ciò che abbiamo analizzato precedentemente, dobbiamo comprendere come la meiosi avviene.<br><strong>Materiali utilizzati </strong><br>-Plastilina rossa (realizzazione cromosomi);<br>-Plastilina blu (realizzazione cromosomi);<br>-Fogli bianchi (per il posizionamento della plastilina);<br>-Penna (per riportare il nome delle fasi).<br><strong>Cenni teorici: La meiosi</strong><br>La meiosi è un processo di divisione cellulare degli organismi eucarioti nel quale una cellula con corredo cromosomico diploide dà origine a quattro cellule figlie con corredo aploide destinate alla riproduzione sessuata (gameti). Serve esclusivamente per la produzione di cellule sessuali. Caratterizza tutti i tipi di organismi che si riproducono sessualmente.<br>La meiosi è formata da 2 divisioni cellulari successive, senza che tra le due avvenga la duplicazione del DNA: la prima è detta riduzionale, perché riduce il numero di cromosomi della cellula diploide ad aploide, e la seconda equazionale, perché lascia inalterato il numero di cromosomi.<br>Le cellule possono essere:<br>-diploidi ⇒ n coppie di cromosomi omologhi, cioè che portano gli stessi caratteri<br>-aploidi ⇒ n cromosomi<br><strong>LE FASI</strong><br>Le fasi della meiosi I sono 4:<br>-Profase: la cromatina si condensa formando i cromosomi metafasici, poi i cromosomi omologhi si appaiano lungo tutta la loro lunghezza formando delle strutture dette tetradi. Quindi cominciano ad allontanarsi rimanendo uniti in punti detti chiasmi. A livello di questi chiasmi può avvenire il crossing-over, ossia uno scambio di materiale genetico tra cromosomi omologhi (uno di origine paterna e uno di origine materna). Il crossing-over aumenta moltissimo la variabilità genetica, ricombinando casualmente il materiale genetico e dando origine alla ricombinazione intracromosomica insieme all’assortimento indipendente (ricombinazione intercromosomica) e alle mutazioni. Relativamente alla ricombinazione intercromosomica infatti i cromosomi omologhi si separano in modo casuale. Nella specie umana poiché le coppie di cromosomi omologhi sono 23 durante la prima metafase ogni coppia si assortisce indipendentemente generando 223 prodotti di ricombinazione, quindi miliardi di miliardi di combinazioni possibili. Nella profase si dissolve la membrana nucleare, i centrioli migrano ai poli e iniziano a formare il fuso.<br>-Metafase: le tetradi si allineano in piastra equatoriale longitudinalmente ⇒ i centromeri si fissano al fuso e gli interi cromosomi migrano ai poli della cellula; si verifica in questa fase l’assortimento indipendente.<br>-Anafase: si completa la migrazione dei cromosomi costituiti da 2 cromatidi ai 2 poli del fuso.<br>-Telofase: avviene la divisione delle 2 cellule e la riformazione della membrana nucleare.<br>Al termine della meiosi I si sono formate 2 cellule aploidi con la metà del numero dei cromosomi che però sono costituiti ancora da 2 cromatidi.<br>La meiosi II è sostanzialmente uguale alla mitosi, ma con un corredo cromosomico dimezzato. Inoltre la profase è molto più rapida perché la cromatina è già spiralizzata. Quindi durante la meiosi II il numero di cromosomi non varia ma ogni cromosoma al termine sarà costituito da un solo cromatide.<br>Alla fine della meiosi II si formano 4 cellule figlie, tutte diverse tra loro e aploidi, cioè con un patrimonio genetico dimezzato rispetto alla cellula madre.<br>Quindi nella meiosi a partire da una cellula diploide si formano 4 cellule aploidi, tutte diverse fra loro. Gli alleli sono le forme alternative di uno stesso carattere (gene). Un allele può essere:</div><ul><li>A dominante</li><li>a recessivo</li></ul><div>I cromosomi omologhi sono cromosomi che contengono lo stesso gene. Ogni cromosoma nel paio omologo potrebbe avere differenti alleli.<br>Il crossing-over è lo scambio di porzioni omologhe di materiale genetico che si verifica fra due cromatidi di cromosomi omologhi durante la meiosi. Si tratta di un importante meccanismo di ricombinazione genetica in ciascun genitore che permette una maggiore varietà negli organismi discendenti dalla riproduzione sessuata. <br><strong>Procedimento</strong> <br>Dopo aver preso la plastilina di entrambi i colori, bisogna modellare in modo tale che quest’ultima prenda la forma di un bastoncino. Sul foglio, invece disegneremo le membrane delle cellule e i vari passaggi che sono previsti dalle fasi della riproduzione. Successivamente posizioneremo i cromosomi e i cromatidi all’interno delle cellule.<br><strong>Analisi dei risultati e conclusioni </strong><br>Da questa esperienza abbiamo compreso cos’è la meiosi, quali sono le sue funzioni, quali sono gli scopi di quest’ultime e quali sono i suoi prodotti.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1917710455/2a715b03a89dabac12e30181fd75ba68/Senza_titolo.jpg" />
         <pubDate>2023-01-30 13:57:32 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/ch14r4p4ll0n3/47cm4dz75z1s19v0/wish/2461412580</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Osservazione della mitosi al microscopio ottico </title>
         <author>ch14r4p4ll0n3</author>
         <link>https://padlet.com/ch14r4p4ll0n3/47cm4dz75z1s19v0/wish/2461415195</link>
         <description><![CDATA[<div>https://youtu.be/k1GKc5dYwrY<br><br></div><div><strong>Obiettivi</strong><br>Con l’esperienza svolta gli obiettivi che quest’ultima propone sono analizzare le varie fasi e comprendere le loro funzioni e i loro scopi. Mettendo in pratica ciò che abbiamo analizzato precedentemente, dobbiamo comprendere come avviene la Mitosi.<br><strong>Cenni teorici: la Mitosi</strong><br>La mitosi è la divisione cellulare tipica delle cellule somatiche (ovvero di tutte le cellule del corpo tranne quelle riproduttive) al termine della quale, dalla cellula iniziale, si ottengono due cellule figlie con patrimonio genetico (DNA) identico alla cellula madre che si è divisa.<br>Il ciclo cellulare si divide in:<br> •Interfase, che comprende la fase G1 (gap, intervallo), la fase S (sintesi) e la fase G2 (secondo intervallo). L’interfase è la fase tra una mitosi e l’altra:<br>-G1 (da gap ⇒ intervallo); in questa fase la cellula, appena uscita dalla mitosi, si accresce raggiungendo le dimensioni normali, duplica i suoi organelli e produce proteine, soprattutto quelle necessarie alla duplicazione del DNA. Se la cellula non deve più dividersi, si ferma a questa fase e si specializza.<br>-S (da sintesi); qui avviene la duplicazione del DNA. L’enzima DNA-polimerasi rompe i ponti-H tra le catene ⇒ il DNA si apre e sempre la DNA-polimerasi fa legare i nucleotidi complementari. La duplicazione è semiconservativa ⇒ le 2 molecole risultanti posseggono ciascuna un’elica della molecola madre e una neosintetizzata. Si formano 2 cromatidi uniti in un punto detto centromero: la zona del centromero non è ancora stata duplicata: l’intera struttura è detta cromosoma metafasico. Vengono prodotte le proteine istoniche.<br>-G2; vengono sintetizzate le proteine necessarie alla spiralizzazione del DNA<br>•Mitosi, cioè la divisione cellulare, a sua volta suddivisa in Profase, Metafase, Anafase, Telofase. Ad essi segue la divisione in due cellule figlie, detta citodieresi.<br>-Profase: La cromatina spiralizza ⇒ si evidenziano i cromosomi metafasici: in questo modo il DNA viene più facilmente ed equamente ripartito tra le cellule figlie. Si dissolve la membrana nucleare e i centrioli iniziano a migrare ai poli della cellula.<br>-Metafase: Si forma il fuso mitotico (fibre di natura proteica), di cui i centrioli sono il punto di raccordo. I cromosomi metafasici si portano in piastra equatoriale e si fissano al fuso per il centromero trasversalmente.<br>-Anafase: Il fuso si contrae ⇒ i cromosomi metafasici si spaccano al centromero ⇒ la zona del centromero viene duplicata e i due cromatidi iniziano a migrare ai poli.<br>-Telofase: c’è una strozzatura a livello equatoriale. Le due cellule ci separano, i centrioli si dividono, si riforma la membrana nucleare e i cromosomi si srotolano, riformando la cromatina.<br><strong>Materiali e strumenti utilizzati</strong><br>•Campione da esaminare, cioè cipolla precedentemente immerse in acqua per qualche giorno solo con la parte radicale;<br>•HCl (soluzione di acido cloridrico);<br>•Capsule Petri<br>•Colorante: blu di Toluidina o reattivo di Schiff o altro colorante nucleare;<br>•Vetrini per microscopio ottico, copri vetrini e pinzette;<br>•Forbici;<br>•Acqua distillata;<br>•Pipetta munita di tettarella o flacone con contagocce;<br>•Carta assorbente;<br>•Microscopio ottico.<br><strong>Procedimento</strong>&nbsp;<br>•Prelevare giovani apici radicali lunghi 4-5 mm circa e posizionarli in una capsula Petri (negli apici radicali più giovani è più intensa l'attività di moltiplicazione cellulare per mitosi);<br>•Lasciare cadere qualche goccia di HCI diluito (5 M) sui campioni, chiudere la capsula con il suo coperchio ed aspettare 15 minuti. (L'acido cloridrico ha la funzione di indebolire le pareti cellulari e quindi di consentire l'ingresso del colorante nella cellula);<br>•Lavare gli apici in acqua distillata; si può utilizzare il coperchio Petri ricoperto da un piccolo strato di acqua. (Il lavaggio con acqua elimina l'acido cloridrico).<br>•Tagliare e prelevare gli apici ed appoggiarli su un vetrino, aggiungere qualche goccia di colorante (blu di toluidina) ed aspettare 5-10 minuti. Questa è la fase più delicata dell'esperienza: occorre sminuzzare con le pinzette quanto più è possibile gli apici in modo da consentire il maggiore assorbimento del colorante (Il blu di toluidina colora il DNA, rende perciò visibili i cromosomi).<br>•Coprire il campione con il vetrino copri-oggetto e cercare di ridurre al minimo lo spessore del campione; sarebbe ottimale ottenere un singolo strato di cellule, perché il preparato deve essere trasparente alla luce.<br>•Introdurre alcune gocce di acqua distillata tra il vetrino e il copri-oggetto per lavare gli apici schiacciati ed eliminare il colorante in eccesso, avendo cura di raccogliere il colorante rimosso con un pezzetto di carta assorbente posizionato dalla parte opposta da cui è stata inserita l'acqua. (L'acqua consente l'allontanamento del colorante che non è stato assorbito dalle cellule).<br>•Se si vuole conservare il vetrino per 2-3 giorni, sigillare i bordi del copri-oggetto con smalto per unghie trasparente. (Lo smalto impedisce la disidratazione del campione).<br>•Osservare al microscopio ottico.<br>•In seguito alla preparazione e alla colorazione dei vetrini dovrebbero essere osservabili tutte le fasi della mitosi.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1949155164/fd057eac99524b3618faf3f623db3a06/foto_bella.jpeg" />
         <pubDate>2023-01-30 13:59:05 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/ch14r4p4ll0n3/47cm4dz75z1s19v0/wish/2461415195</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Osservazione della plasmolisi</title>
         <author>ch14r4p4ll0n3</author>
         <link>https://padlet.com/ch14r4p4ll0n3/47cm4dz75z1s19v0/wish/2461415817</link>
         <description><![CDATA[<div>https://youtu.be/ltyj0PcIpmw<br><br><strong>Introduzione</strong><br>Lo scopo di questo esperimento è osservare il flusso d'acqua tra l'ambiente extracellulare e l'interno della cellula per comprendere meglio la plasmolisi e la deplasmolisi nelle cellule di cipolla rossa. Quando la soluzione concentrata di saccarosio, che ha un potenziale idrico inferiore rispetto alle cellule di cipolla, viene aggiunta all'ambiente circostante delle cellule epidermiche di cipolla rossa, si verifica la plasmolisi. Se questo processo è<br>invertito, si chiama deplasmolisi. La deplasmolisi può essere osservata aggiungendo acqua deionizzata all'ambiente esterno delle cellule di cipolla. Durante la deplasmolisi, il protoplasto (cellula vegetale privata della parete) all'interno della cellula ritorna alla sua dimensione originale mentre l'acqua viene aspirata nelle cellule. Queste osservazioni possono essere utilizzato per il confronto con questi processi in altre cellule vegetali.<br><br><strong>Materiali</strong></div><ul><li>1 cipolla rossa</li><li>Microscopio</li><li>Vetrino per microscopio e vetrino coprioggetto</li><li>Pipette</li><li>20 ml di acqua deionizzata</li><li>20 ml di soluzione di saccarosio 2,5 M</li><li>Lama del rasoio</li></ul><div><br></div><div><strong>Procedura</strong><br>1. Staccare le squame esterne da una cipolla rossa esponendo il bulbo violaceo interno.<br>2. Usando il bulbo, ritaglia una piccola sezione di tessuto con una lama di rasoio e crea un incisione attraverso questo tessuto per ottenere una sottile fetta dell'epidermide.<br>3. Posizionare il tessuto dell'epidermide su un vetrino da microscopio con 2 o 3 gocce d'acqua e posizionare un coprioggetto sul campione.<br>4. Osservare e registrare ciò che viene mostrato a basso ingrandimento e annotare la colorazione e le dimensioni<br>del vacuolo.<br>5. Aggiungere 2-3 gocce di saccarosio 2,5 M al campione di tessuto su un lato del coprioggetto.<br>6. Osservare rapidamente il restringimento del protoplasto all'interno delle cellule.<br><br></div><div><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1949155164/c2704fe224f491b862d6f726b662a7a1/Screenshot_2023_02_07_14_41_41_067_2.jpeg" />
         <pubDate>2023-01-30 13:59:30 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/ch14r4p4ll0n3/47cm4dz75z1s19v0/wish/2461415817</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Osservazione delle cellule del lievito</title>
         <author>ch14r4p4ll0n3</author>
         <link>https://padlet.com/ch14r4p4ll0n3/47cm4dz75z1s19v0/wish/2461417335</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Cenni teorici</strong><br>I lieviti sono funghi microscopici ubiquitari. In assenza di ossigeno alcuni di essi compiono una respirazione anaerobica,la fermentazione. Per ricavare energia demoliscono gli zuccheri degli alimenti su cui vivono (farina,mosto d'uva, malto) trasformandoli. Si ottengono così pane,vino e birra, che l'umanità ha imparato a preparare da tempi remoti.<br><strong>Materiali</strong>&nbsp;</div><ul><li>Lievito granulare acquistabile al supermercato</li><li>Provette da 10 ml</li><li>Acqua deionizzata</li><li>Zucchero da cucina</li><li>Pipette Pasteur</li><li>Vetrini porta oggetto</li><li>Vetrini copri oggetto</li><li>Pennarello indelebile</li></ul><div><strong>Strumenti e sicurezza</strong>&nbsp;</div><ul><li>Microscopio ottico</li><li>Camice&nbsp;</li><li>Guanti&nbsp;</li></ul><div><strong>Procedimento</strong></div><ol><li>Predisporre la coltura di lievito da osservare al microscopio. Si può utilizzare una coltura fresca di lievito, oppure è possibile partire dal lievito di birra in granuli facilmente reperibile nei supermercati. In questo caso, trasferire pochi granuli di lievito in un tubo contenente acqua, aggiungere pochi granuli di zucchero e incubare qualche minuto per far rivitalizzare le cellule.&nbsp;</li><li>Con la pipetta Pasteur, trasferire una goccia di coltura di lievito al centro di un vetrino porta oggetto, precedentemente marcato con l'indicazione del tipo di campione da analizzare.&nbsp;</li><li>Coprire con il vetrino copri oggetto e osservare a microscopio ottico.</li></ol>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1949155164/b7c764d26a92934db448224ebe079d9a/Screenshot_2023_02_07_14_41_56_141.jpeg" />
         <pubDate>2023-01-30 14:00:27 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/ch14r4p4ll0n3/47cm4dz75z1s19v0/wish/2461417335</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Estrazione del DNA dalla frutta </title>
         <author>ch14r4p4ll0n3</author>
         <link>https://padlet.com/ch14r4p4ll0n3/47cm4dz75z1s19v0/wish/2461419031</link>
         <description><![CDATA[<div>https://www.youtube.com/watch?v=RtTZNTil4Tw<br><br><strong>Cenni teorici</strong><br>Il materiale contenente le informazioni che si trasmettono da una generazione all’altra è costituito, in tutti gli organismi viventi, dagli acidi nucleici denominati acido desossiribonucleico (DNA) e acido ribonucleico (RNA). Il DNA, infatti, contiene le informazioni necessarie per la produzione delle proteine, molecole formate dagli aminoacidi, che costituiscono tutti gli organismi. La descrizione di ciascuna molecola è scritta nel DNA secondo un codice basato su 4 elementi, adenina (A), timina (T), guanina (G) e citosina (C), detti basi azotate, disposti in sequenze di diversa lunghezza e organizzati in diverse combinazioni. Ciascuna base azotata insieme a uno o più atomi di carbonio e ad uno zucchero costituisce un nucleotide. Cambiando l’ordine delle basi azotate è quindi possibile scrivere messaggi diversi che porteranno alla formazione degli aminoacidi (in tutto 20) necessari per formare le proteine. Ciascuna sequenza di 3 basi identifica un amminoacido e una sequenza di aminoacidi costituisce una proteina. Il DNA, come descritto da Francis e Crick nel 1953, ha una struttura tridimensionale formata da due eliche avvolte una sull'altra: l’esterno della struttura è costituito da uno scheletro di zucchero pentoso e gruppo fosfato, mentre le basi appaiate (l'adenina con la timina e la guanina con la citosina) sono collocate all'interno e unite da legami ad idrogeno. <br><br>I filamenti di DNA, lunghi fino a milioni di nucleotidi, sono contenuti nei cromosomi, a loro volta collocati nel nucleo di tutte le cellule. Il DNA costituisce, quindi, la base della trasmissione ereditaria dei caratteri. Inoltre, poiché rappresenta l'impronta genetica di ciascuno di noi, lo studio del DNA (per esempio nella medicina forense) estratto dal sangue, dalla saliva, dai capelli o da altri tessuti è ormai utilizzato per l’identificazione certa di ciascun individuo.<br><br><strong>Presentazione dell’argomento </strong><br>Esso infatti è presente anche nella frutta e con la nostra esperienza di laboratorio abbiamo imparato ad estrarlo da un semplice kiwi. Il nostro esperimento si serve di semplici elementi e in pochi passaggi minuziosi si ottiene il risultato. <br><br><strong>Materiale utilizzato </strong><br>Per svolgere l’esperimento abbiamo utilizzato i seguenti materiali e strumenti da laboratorio:&nbsp;</div><ul><li>Kiwi&nbsp;</li><li>Becher (500 ml)&nbsp;</li><li>Alcol etilico (5 ml)&nbsp;</li><li>Cilindro graduata&nbsp;</li><li>Detergente sgrassante&nbsp;</li><li>Garze filtranti&nbsp;</li><li>Sale da cucina (cloruro di sodio)</li><li>Acqua distillata&nbsp;</li><li>Carta filtro&nbsp;</li><li>Bilancia digitale&nbsp;</li><li>Provette di vetro</li><li>Capsula di Petri&nbsp;</li><li>Siringhe &nbsp;</li><li>Buste in plastica a chiusura ermetica&nbsp;</li></ul><div><br><strong>Fasi dell’esperimento </strong><br><br>Fase 1: sbucciare e tagliare il kiwi in tante parti dal peso di 30 grammi ciascuna e inserirle&nbsp; nella busta in plastica a chiusura ermetica. Schiacciarlo in modo da ridurlo in polpa.<br>Fase 2: mettere 90 ml di acqua distillata e 2 g di sale da tavolo nel becher e mescolare il composto. Misurare 10 ml di sapone sgrassante e versarlo nel becher. Versare anche il contenuto della busta e aspettare circa una decina di minuti.<br><br>Fase 3: posizionare una garza filtrante su un becher e versare il contenuto dell’ altro becher prestando particolare attenzione che non finiscano all’interno anche pezzi di kiwi e semi.&nbsp;<br><br>Fase 4: prelevare con una siringa 5 ml del composto e inserirlo nella provetta insieme a 5 ml di alcol precedentemente raffreddato in frigo.<br><br>Fase 5: dopo aver aspettato per qualche minuto, osserviamo nella parte centrale della provetta la formazione di una fase bianca in sospensione con la conseguente comparsa di bolle che rappresentano la parte di DNA che si è separata dalla soluzione contente il kiwi grazie all’alcol etilico.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1949155164/af6f5663f39325b8e36ee28a686fe372/image.png" />
         <pubDate>2023-01-30 14:01:27 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/ch14r4p4ll0n3/47cm4dz75z1s19v0/wish/2461419031</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Considerazioni generali sul metodo di apprendimento </title>
         <author>ch14r4p4ll0n3</author>
         <link>https://padlet.com/ch14r4p4ll0n3/47cm4dz75z1s19v0/wish/2461579280</link>
         <description><![CDATA[<div>Al termine di ogni percorso formativo, è necessario trarre delle conclusioni per fare un bilancio degli aspetti positivi e negativi dell’esperienza. Il primo aspetto positivo è sicuramente la possibilità di poter applicare in via sperimentale ciò che si studia durante il normale orario curriculare. Il secondo pregio è, a nostro avviso, il più importante: vivere in maniera così attiva l’ambiente laboratoriale consente agli studenti di comprendere a fondo la “vita da scienziato” e di farsi un’idea su un futuro sbocco lavorativo. L’unico difetto di tale esperienza è, senza dubbio, l'orario e la frequenza con cui si tiene: affrontare tre ore di laboratorio con una mattinata scolastica sulle spalle non consente un’attenzione completa riguardo l’attività che si sta svolgendo. In definitiva, nonostante qualche difficoltà o imprevisto incontrato durante l’esecuzione degli esperimenti, il lavoro svolto ha prodotto ottimi risultati e ci ha permesso di acquisire molte competenze e abilità pratiche che sono un valore aggiunto allo studio teorico in classe. Saremo entusiasti di partecipare il prossimo anno e di vivere tante nuove esperienze!</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-01-30 15:22:09 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/ch14r4p4ll0n3/47cm4dz75z1s19v0/wish/2461579280</guid>
      </item>
      <item>
         <title>INTRODUZIONE AL PERCORSO FORMATIVO</title>
         <author>xaviersomma</author>
         <link>https://padlet.com/ch14r4p4ll0n3/47cm4dz75z1s19v0/wish/2537006337</link>
         <description><![CDATA[<div>Verso l'inizio dell'anno scolastico 2022/2023, la nostra docente di scienze, nonchè coordinatrice di classe Elena Truocchio, ci ha proposto di partecipare ad un progetto PON di tre ore alla settimana, svolto di pomeriggio ed interamente in laboratorio, assieme alla docente di scienze e vicepreside dell'istituto Stefania Sario. A questo progetto hanno partecipato, oltre alla nostra classe nella sua interezza, anche alcuni alunni di altre sezioni. L'attività laboratoriale, che ha valenza per i crediti scolastici, era suddivisa in nozioni teoriche tenute dalla professoressa Sario ed applicazioni pratiche, in cui noi eravamo i veri protagonisti. Nei riquadri successivi abbiamo elencato le attività principali svolte durante il progetto PON, con annessa foto del risultato finale e video per ripetere gli esperimenti a casa.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-03-29 16:30:30 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/ch14r4p4ll0n3/47cm4dz75z1s19v0/wish/2537006337</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
