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      <title> Padlet educazione civica by Maria Francesca Raggio</title>
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      <description>Fatto con un tocco di stravaganza</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-05-09 08:47:06 UTC</pubDate>
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         <title>Le cause del fenomeno </title>
         <author>mariafrancescaraggio42</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>I fattori di spinta sono i motivi che spingono le persone a lasciare il proprio paese. I fattori di attrazione sono invece i motivi per cui le persone si spostano verso un determinato paese.<br><strong>Fattori socio-politici</strong><br>Tra i motivi socio-politici che spingono le persone a scappare dal proprio paese ci sono le persecuzioni etniche, religiose, razziali, politiche e culturali. Anche la guerra o la minaccia di un conflitto e la persecuzione da parte dello stato sono fattori determinanti per la migrazione. Questa loro condizione influenza la loro destinazione, in quanto ci sono paesi che hanno un approccio più liberale di altri per per quanto riguarda l’accoglienza dei richiedenti asilo. Negli ultimi anni le persone arrivano in Europa per fuggire da conflitti, terrore e persecuzione nel paese d’origine.<br><strong>Fattori demografici ed economici</strong><br>Fattori come l’invecchiamento o la crescita della popolazione possono influire sia sulle opportunità lavorative nei paesi d’origine sia sulle politiche d’immigrazione nei paesi di destinazione. Tra i fattori di attrazione ci sono salari più alti, maggiori possibilità di lavoro, miglior qualità di vita e opportunità di studio.<br><strong>Fattori ambientali</strong><br>Con i cambiamenti climatici si prevede un peggioramento degli eventi climatici estremi e quindi un aumento del numero di persone in movimento. Fattori come crescita della popolazione, povertà, sicurezza umana e conflitti rendono difficile calcolare con precisione il numero di migranti ambientali presenti nel mondo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-09 09:10:42 UTC</pubDate>
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         <title>I problemi dei migranti</title>
         <author>mariafrancescaraggio42</author>
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         <description><![CDATA[<div>Coraggio o disperazione sono fattori fondamentali per trasferirsi in un altro Stato, Un emigrazione nasce infatti nel Paese d'origine, dove chi aspira a un' esistenza migliore deve innanzitutto fare i conti con la propria e personale propensione al cambiamento: Occorre coraggio per abbandonare una vita che, benché dura, ha almeno il vantaggio di essere nota. Molti sono coloro che non arrivano a destinazione o perdono la vita in questa avventura, gestita nelle varie fasi da persone prive di scrupoli, che sfruttano il fenomeno migratorio per costruire delle attività criminose, come per esempio gli scafisti*. Alle frontiere dei Paesi scelti come destinazione finale gli emigranti devono affrontare controlli sempre più rigidi e possibili respingimenti, come accade anche nei Paesi europei. In questo modo è alimentato il mercato clandestino, in cui si vende e si compra la possi-bilità di passare un confine, con tutti i rischi annessi e senza nessuna garanzia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-09 09:29:16 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;integrazione dei migranti </title>
         <author>mariafrancescaraggio42</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;In premessa occorre però affrontare un’obiezione. A qualcuno il termine “integrazione” appare troppo obbligante nei confronti della libertà di scelta e delle identità culturali dei migranti: Sono stati così proposti altri termini, come "inclusione", "incorporazione" o, come si ama dire in Italia, "interazione", ognuno rivela pregi e limiti. "Inclusione", ha un retroterra simile e presuppone in ogni caso un processo a senso unico, in cui solo la società ricevente sembra svolgere un ruolo attivo. Questi termini insistono dunque sulla responsabilità delle società ospitanti e delle loro istituzioni.Un chiarimento è tuttavia opportuno. Il termine «integrazione», riferito all’inserimento degli immigrati nelle società riceventi, dà infatti luogo a molte discussioni e a non poche confusioni. Occorre dunque distinguere, in primo luogo, tra la dimensione dell’integrazione come processo sociale, che avviene per così dire «dal basso», e quella dell’integrazione degli immigrati come obiettivo consapevole di un insieme di politiche, perseguito quindi «dall’alto»: ossia, in sintesi, delle politiche d’integrazione come strategia pubblica, esplicita, di governo del fenomeno. Per esempio, negli Stati Uniti diverse ondate di immigrati europei si sono integrati nella maggior parte dei casi in modo soddisfacente non per effetto di politiche d’integrazione particolarmente generose, ma grazie alle opportunità offerte da un mercato per decenni straordinariamente dinamico; in Germania, il robusto e universalistico sistema di welfare ha prodotto nei fatti molta più integrazione degli immigrati delle politiche di altri paesi, apparentemente più liberali, ma non sostenute da una dotazione altrettanto consistente di misure di politica sociale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-09 09:34:50 UTC</pubDate>
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         <title>I rifugiati di guerra </title>
         <author>mariafrancescaraggio42</author>
         <link>https://padlet.com/mariafrancescaraggio42/41619e3kcd2s9k9x/wish/2175407096</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><strong><em><mark>Chi è un rifugiato?</mark></em></strong></blockquote><div>A definire questo status è l’articolo 1A della Convenzione di Ginevra del 1951. Qui leggiamo che il rifugiato è colui “che temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra”.<br>Negli anni la comunità internazionale si è anche dotata di altri strumenti – a carattere sia universale, sia regionale – affiancati alla Convenzione del 1951.<br>Per concretizzare il mandato dell’Agenzia collaboriamo costantemente con i governi ospitanti per tutelare i diritti umani fondamentali dei rifugiati e assistiamo le persone durante l’iter della protezione internazionale. Siamo accanto ai rifugiati in tutti i passi: dall’impedire il refoulement, cioè che le persone siano rimpatriate in un Paese dove abbiano motivo di temere persecuzioni, alla richiesta d’asilo, dall’ottenimento dello status di rifugiato fino alle soluzioni durevoli come il rimpatrio, il reinsediamento, l’integrazione nel Paese ospitante.</div><blockquote><strong><em><mark>Gli obiettivi</mark></em></strong></blockquote><div>Dal tempo della sua istituzione, UNHCR opera costantemente per raggiungere diversi obiettivi, tra cui i più importanti:<br>•Assicurare l’ottenimento dell’asilo e l’ammissione ai Paesi d’asilo, intervenire – se necessario – per evitare il refoulement e agevolare le procedure per determinare lo status di rifugiato.<br>•Verificare le necessità dei rifugiati e dei richiedenti asilo e monitorare il loro trattamento.<br>•Garantire, in collaborazione con i governi, l’incolumità fisica dei rifugiati e delle altre persone affidate al nostro mandato.<br>•Individuare i gruppi vulnerabili, come donne e bambini, e garantire un’assistenza specifica.<br>•Favorire la diminuzione degli apolidi.<br>•Proteggere gli sfollati, in tutti i casi previsti dalle linee guida dell’organizzazione.<br>•Sviluppare costantemente la capacità di fornire protezione ai rifugiati.<br>•Promuovere e realizzare soluzioni durevoli.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-09 09:42:23 UTC</pubDate>
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         <title>Le leggi sui migranti</title>
         <author>mariafrancescaraggio42</author>
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         <description><![CDATA[<div>La legge martinelli: la norma venne emanata con lo scopo di regolare organicamente l'immigrazione, ridefinire lo status di rifugiato, introdurre la programmazione dei flussi dall'estero, precisare le modalità di ingresso e respingimento alla frontiera e il soggiorno in Italia.<br>La legge turco-napolitano: l'impostazione della legge rivela l'intento di regolamentare l'immigrazione,&nbsp;favorendo da un lato l'immigrazione regolare e scoraggiando l'immigrazione clandestina.&nbsp;Tale percorso è caratterizzato da una serie di tappe verso l'acquisto dei diritti propri del cittadino pleno iure,&nbsp;inclusivo del diritto al ricongiungimento familiare,&nbsp;del diritto al trattamento sanitario e alla salute,&nbsp;e del diritto all'istruzione.<br>La legge Bossi-Fini:&nbsp;<br>Ingresso<br>Può entrare in Italia solo chi è già in possesso di un contratto di lavoro che gli consenta il mantenimento economico.<br>Espulsioni di irregolari<br>Se la persona è anche senza documenti di identità verrà portata in quelli che prima si chiamavano Centri di Permanenza Temporanea poi definiti Centri di Identificazione ed Espulsione per sessanta giorni durante i quali si svolgeranno le pratiche per l’identificazione.<br>Respingimenti<br>La legge ammette i respingimenti al paese di origine in acque extraterritoriali,&nbsp;in base ad accordi bilaterali fra l’Italia e altri paesi&nbsp;,&nbsp;che impegnano le polizie a cooperare per prevenire l’immigrazione irregolare.<br>Tra le legislazioni, vi sono il Melting Pot, che prevede l'assegnazione automatica della cittadinanza a chi nasce nel territorio dello Stato; l'assimilazione che tende ad attribuire la cittadinanza il più velocemente possibile; o il Gastarbeiter, che inquadra gli immigrati e i loro figli come ospiti temporanei e li incoraggia a tornare in patria terminato il lavoro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-09 09:48:32 UTC</pubDate>
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         <title>Titoli di coda </title>
         <author>mariafrancescaraggio42</author>
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         <description><![CDATA[<div>Powered by Alessandro Pisani&nbsp;<br>Maria Francesca Raggio&nbsp;<br>Giusy Nappo<br>Antonio Boccia<br>Alessandra Damiano </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-09 09:50:15 UTC</pubDate>
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