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      <title>2d lsu by </title>
      <link>https://padlet.com/1dlsufabriziodeandre/3ylprc2vgubwqq1h</link>
      <description>specie in via di estinzione , biodiversità</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-05-25 09:32:57 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-03-24 01:35:38 UTC</lastBuildDate>
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         <title>La biodiversità e l’estinzione || Cristini Martina</title>
         <author>1dlsufabriziodeandre</author>
         <link>https://padlet.com/1dlsufabriziodeandre/3ylprc2vgubwqq1h/wish/2199560601</link>
         <description><![CDATA[<div><em>La biodiversità é la varietà di organismi viventi nelle loro diverse forme e in base ai vari ecosistemi. Comprende l’intera varietà biologica delle specie, della genetica e degli ecosistemi.<br>Per risolvere questo problema a partire dagli anni ‘90 sono stati identificati i così chiamati “hotspot”, trentaquattro punti caldi del pianeta con un’elevata diversità biologica in pericolo d’estinzione.<br>Nel 1984 é nata la IUNC, la più autorevole organizzazione mondiale che si occupa di tutelare l’ambiente di salvaguardare le specie con maggiore possibilità d’estinzione.<br>Questi animali vengono segnati nella così detta lista rossa, o red list.</em><br><br><strong>Acinonyx Jubatus, il ghepardo<br></strong><em>Il Acinonyx Jubatus é un ghepardo mammifero che appartiene alla famiglia dei felini.<br>Vive principalmente in Africa e in Asia e ama vivere in popolazioni poco numerose.<br>Si nutre principalmente di prede piccole come la gazzella, l’impala, il cobo.<br>Si pensa che la diffusione di questo ghepardo sia solo il 10% rispetto agli anni precedenti e gli studiosi sostengono che le cause siano due:<br>- la perdita e la frammentazione del suo habitat naturale<br>- l’uccisione e la cattura di gran parte di questi esemplari per il mercato illegale.<br>Per tutelare questa specie animale, anche in India sono stati aperti numerosi progetti di reintroduzione del ghepardo in natura.</em><br><br><br><br><br><br><br></div><div><br></div><div><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-25 15:28:23 UTC</pubDate>
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         <title>La riproduzione e l’ alimentazione della tigre asiatica e la conservazione in situ: Pagliari Alexandra </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/1dlsufabriziodeandre/3ylprc2vgubwqq1h/wish/2202145109</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><strong>La tigre asiatica</strong></blockquote><div>Le tigri adulte conducono una vita solitaria. La riproduzione può avvenire in qualsiasi momento dell’anno, ma principalmente è preferita tra novembre e aprile. Le tigri raggiungono la maturità sessuale verso i 5-7 anni d’età. Dopo circa 100 giorni di gestazione la femmina partorisce i cuccioli e possono essere da 1 ad un massimo di 7. Nascono con gli occhi chiusi e per questo motivo la femmina per il primo mese di vita resta nella tana ed esce se necessario nei dintorni. A 18-20 mesi le piccole tigri diventano indipendenti e iniziano a cacciare da sole, ma sempre vicino alla tana.&nbsp;</div><div>La tigre è carnivora e caccia diversi mammiferi: uccelli, pesci, rettili, ma anche carcasse. Solitamente caccia di notte seguendo di nascosto le prede e facendo degli agguati. Quando cattura una preda può mangiare da 18 a 40 kg di carne, anche se non mangia tutti i giorni. <br><br><br><strong>Conservazione in situ<br></strong>è la conservazione degli ecosistemi e degli habitat naturali e il loro mantenimento. Consiste nel recuperare determinate popolazioni di animali nel loro ambiente naturale o di specie addomesticate e coltivate nell’ambiente in cui esse hanno sviluppato le loro caratteristiche principali.&nbsp;</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-27 12:35:46 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;estinzione del Leopardo delle nevi || Bregoli Matilde</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/1dlsufabriziodeandre/3ylprc2vgubwqq1h/wish/2203020282</link>
         <description><![CDATA[<div>L’estinzione può avvenire a causa di fattori differenti:<br>- il cambiamento climatico;<br>- l’inquinamento;<br>- il bracconaggio,&nbsp;<br>- la distruzione dei loro habitat;<br>- il collezionismo, o commercio illegale, dove molte specie, vengono prelevate dai loro habitat per poi essere venduti come animali da “collezione” o da compagnia.<br>Per questi motivi&nbsp;a livello globale da 50 anni è stata creata la Lista Rossa dell’IUCN che ha lo scopo di salvaguardare le specie di esseri viventi minacciati o a rischio estinzione.<br><br>Secondo gli studiosi il leopardo delle nevi può essere considerato "vulnerabile" in questa lista poiché ad oggi possiamo contare solamente 4000 esemplari a causa non solo del bracconaggio e del commercio illegale ma anche dell’uccisione di questi animali da parte dei pastori che vogliono proteggere il loro bestiame e i propri villaggi. Questi esemplari in seguito alla riduzione dei loro habitat sono costretti ad avvicinarsi ai centri abitati. Anche il cambiamento climatico è un fattore molto rischioso per la sopravvivenza di questi felini; la cui scomparsa impatterebbe sulle montagne dell’Asia Centrale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-28 16:25:51 UTC</pubDate>
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         <title>L’alimentazione e la distribuzione geografica del leopardo delle nevi  -[Cappello Ilario]-</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/1dlsufabriziodeandre/3ylprc2vgubwqq1h/wish/2203366850</link>
         <description><![CDATA[<div>Il leopardo delle nevi essendo carnivoro caccia attivamente le sue prede, ma, essendo pur sempre un felino è solito nutrirsi di ogni genere di carne che riesce a trovare. Solitamente si nutre di animali di media grandezza come le pecore, le capre selvatiche e i cervi. Durante la stagione degli amori il leopardo può arrivare a cacciare anche yak, argali e bestiame allo stato brado essendo in grado di catturare prede tre o quattro volte più pesanti di lui per impressionare la femmina. La particolarità che distingue questo animale da molti altri felini è che per aiutarsi con la digestione è solito nutrirsi di sostanza vegetali, come erba e ramoscelli.&nbsp; La tecnica di caccia pur essendo semplicissima è affascinante: mimetizzato con l'ambiente grazie alla sua pallida pelliccia, il felino attacca di sorpresa le vittime spiccando balzi prodigiosi, anche dieci metri di distanza per un’altezza di tre o quattro metri.<br><br></div><div>Il leopardo delle nevi in genere vive sugli alti piani e nelle vallate dei principali monti dell’Asia centrale, ma se costretto può spingersi fino alla valle della montagna per cacciare.<br><br></div><div><br>La sua distribuzione geografica parte dall’Afghanistan, principalmente parte nord-orientale come l’Hindu Kush, fino ad arrivare in Cina dove lo si può trovare nelle zone montuose del Gansu e del Sichuan occidentale e del Pamir. Più raramente lo si può trovare anche in Pakistan e nell’Himalaya meridionale. In estate il leopardo delle nevi vive di solito al di sopra della linea degli alberi, in prati di montagna e terreni rocciosi a 2700–6000 m di quota. In inverno scende nelle foreste, a circa 1200–2000 m. Predilige i terreni impervi e può spostarsi anche in zone dove la neve arriva a 80 cm di profondità, sebbene preferisca utilizzare sentieri esistenti tracciati da altri animali. Non ha dimora fissa, ma si sposta seguendo le sue prede. Conduce perlopiù vita solitaria, ma le madri possono ospitare i piccoli nella tana per lunghi periodi di tempo fino a che essi non siano autosufficienti.<br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-29 10:02:43 UTC</pubDate>
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         <title>Distribuzione, alimentazione e curiosità sui suricati- CANTALE ANIA</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/1dlsufabriziodeandre/3ylprc2vgubwqq1h/wish/2203453452</link>
         <description><![CDATA[<div><br>&nbsp;• E’ un mammifero carnivoro, appartenente alla famiglia dei viverridi (la famiglia più complessa, più antica e meno conosciuta), con una lunghezza corporea di 35 cm, una coda lunga e sottile di circa 25 cm, un'altezza al garrese di 20 cm ed un peso di 720 gr.<br>&nbsp;• Vive nelle pianure aride e semi-desertiche dell'Africa meridionale, in particolar modo nel deserto di Kalahari.<br>&nbsp;• Si nutre di insetti, aracnidi, lucertole, serpenti, uova, uccelli, piccoli mammiferi, ma anche tuberi e frutta.<br>&nbsp;• Il suricato, è un animale molto sociale e vive, infatti, in colonie, ovvero in grandi gruppi, chiamati famiglie, di circa 20 membri.<br>&nbsp;•&nbsp; utilizza la sua lunga coda come una terza gamba: è un punto di appoggio che gli serve a mantenere l'equilibrio quando deve stazionare a lungo durante il suo turno di guardia,quando fa la sentinella.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-29 13:08:33 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>L&#39;alimentazione e la distribuzione geografica del panda rosso|| Brianza Alice</title>
         <author>1dlsufabriziodeandre</author>
         <link>https://padlet.com/1dlsufabriziodeandre/3ylprc2vgubwqq1h/wish/2203465439</link>
         <description><![CDATA[<div>Il panda rosso o "Panda minore" è un mammifero che vive in zone temperate e spesso montuose, tra i 2200 e i 4800 metri di altezza, con temperature comprese tra i 10 e i 35°C. Per questo si adatta a molti climi differenti, dalle zone temperate e montane, a quelle tropicali. Lo possiamo trovare soprattutto nelle foreste dell’Himalaya e dall’area collinare compresa tra il Nepal occidentale e la catena montuosa di Qinling nello Shaanxi. Questo animale è presente in Tibet, Birmania, India, Bhutan e Cina, ed è invece considerato estinto nelle province cinesi Guizhou, Gansu, Shaanxi e Qinghai. Le foreste che presentano più esemplari di panda rosso sono le foreste di conifere ma anche di piante caducifoglie&nbsp; e nei boschi di bambù.<br>A seconda di dove vive, il panda rosso viene suddiviso in due sottospecie differenti:<br>- il panda rosso himalayano<br>-il panda rosso cinese<br><br><br>Pur essendo identificato nella famiglia dei carnivori, il panda rosso è principalmente erbivoro, infatti mangia soprattutto foglie e germogli di bambù, che comprendono i 2/3 della sua alimentazione.<br>Nella sua dieta sono inclusi anche bacche, fiori e foglie di altre piante e alberi che mastica per molto tempo prima di ingoiare.<br>Come contorno della sua alimentazione, il panda rosso si nutre anche di uova, piccoli uccelli, roditori, larve e insetti.<br>Il panda rosso ha una caratteristica particolare: le sue zampe hanno un sesto dito, una sorta di cuscinetto, che utilizza per afferrare la pianta.<br>&nbsp;Quando beve, immerge la sua zampa nell'acqua e poi la lecca.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-29 13:28:36 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>la riproduzione del suricato - Pietrobelli Alessandra</title>
         <author>1dlsufabriziodeandre</author>
         <link>https://padlet.com/1dlsufabriziodeandre/3ylprc2vgubwqq1h/wish/2203494477</link>
         <description><![CDATA[<div>il suricato è un&nbsp; animale sociale e molto organizzato e di solito è la femmina a guidare la famiglia.<br>il suricato si organizza anche per la riproduzione, infatti c’è una coppia dominante del gruppo con al massimo altre due o tre femmine, che hanno il compito di riprodursi. Quando le femmine sono pronte la fecondazione avviene per tutte nello stesso momento, in modo che il parto e la cura dei cuccioli coincida.<br>Il corteggiamento è in genere semplice, il maschio si limita a pulire il pelo della femmina finché questa si sottomette.<br>La gestazione dura 77 giorni, i cuccioli sono in media 3, ma il range va da 1 a 5.<br>L’allevamento in cattività è molto difficile, è da escludere una riproduzione in casa o in gabbia, infatti alcuni allevatori hanno osservato che in cattività la madre sceglie al massimo due piccoli da accudire e nutrire, mentre gli altri vengono abbandonati.<br>I piccoli aprono le orecchie intorno ai 10 giorni di età e gli occhi intorno ai 14 giorni. I cuccioli vengono disabituati dalla madre in 4-6 settimane, sono indipendenti a 10 e sessualmente maturi in 9 mesi circa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-29 14:15:32 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>progetto reintegrazione dell&#39;ibis eremita: Daldoss Carolina </title>
         <author>carolina_daldoss</author>
         <link>https://padlet.com/1dlsufabriziodeandre/3ylprc2vgubwqq1h/wish/2203498838</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Il progetto&nbsp; LIFE+ sull’ibis eremita, finanziato dall’unione europea e coordinata dalla federazione austriaca “Forderverein Waldrappteam”&nbsp; è il primo tentativo di reintroduzione dell’ibis in natura. L’obbiettivo è quello di ristabilire la rotta migratoria di questa specie dai quartieri riproduttivi in Germania e Austria all’area di permanenza durante l’inverno in Toscana. Parco Natura Viva rappresenta l’unico partner italiano disponibile a questo progetto, insegnando ai giovani ibis la rotta migratoria verso l’oasi WWF della Laguna di Orbetello. Gli Ibis eremita in natura apprendono la rotta migratoria dai genitori e per insegnare quest'ultima ai giovani ibis si è utilizzato la tecnica dell'imprinting, ovvero&nbsp;l’attaccamento che si sviluppa tra piccoli di una specie e la prima figura che vedono&nbsp; dopo la nascita , in questo modo le figure umane diventano dei veri e propri genitori e sono in grado di insegnare, in questo caso, la rotta migratoria. Questi individui possono così apprendere la rotta e nel periodo primaverile saranno in grado di ritornare autonomamente nelle aree di riproduzione , avendo inoltre la possibilità di costruire una popolazione selvatica in grado di migrare autonomamente dei quartieri riproduttivi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-29 14:22:50 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Lemure catta, caratteristiche generali, alimentazione, riproduzione, rischi estinzione-Alessia Abrami</title>
         <author>abramialessia</author>
         <link>https://padlet.com/1dlsufabriziodeandre/3ylprc2vgubwqq1h/wish/2203518395</link>
         <description><![CDATA[<div>Durante la visita al parco abbiamo visto molte specie animali e quella che mi è piaciuta di più è il lemure catta. <br>Il lemure catta appartiene alla classe dei mammiferi. È di media grandezza, pesa circa 2,5 – 3,5 kg ed è lungo circa 40 centimetri. La coda presenta righe nere e bianche, è più lunga del corpo, misura circa 56-62 cm. A differenza degli altri lemuri, il lemure catta vive una vita diurna. È un animale molto sociale che vive in gruppi misti composti da 5 – 30 individui guidati da una femmina dominante. La società è quindi di tipo matriarcale. I lemuri si nutrono principalmente di foglie, fiori, frutti, cortecce e raramente insetti. Per quanto riguarda la riproduzione dopo una gravidanza di circa 4 mesi, la femmina partorisce un piccolo, raramente due, che allatta per almeno 5 mesi e che viene allevato in “asili nido" comuni, in cui tutti i membri del gruppo cooperano nella cura dei piccoli. Alla nascita, il cucciolo rimane aggrappato al ventre della madre per due settimane poi si sposta sul suo dorso. Ciascun individuo ha una propria “impronta odorosa” che permette il riconoscimento individuale all’interno del gruppo.&nbsp;<br>Il catta è il più noto rappresentante dei lemuri, un infraordine di primati presenti solo in Madagascar. Questa specie, in particolare, abita le zone a vegetazione rada.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;<br> All’interno del parco, questo animale si trova nella sezione “Faunistico”, zona Madagascar. Anche il lemure catta va protetto perché vive nelle foreste e nelle boscaglie secche delle regioni meridionali e meridionali-occidentali del Madagascar e in queste zone la densità è generalmente bassa e la popolazione sembra aver subito un decremento del 20-25% negli ultimi 24 anni. Le principali minacce per la specie, quindi, sono la perdita d’habitat e la caccia. Questo lemure mostra una forte preferenza per le foreste a galleria e per i boschi i Euphorbia, habitat che sono tuttavia ristretti nella parte meridionale del Madagascar e continuano a diminuire in seguito alla creazione annuale di nuovi terreni adibiti al pascolo, ottenuti tramite l’incendio delle aree forestali. Il successivo è il  pascolo eccessivo e l’abbattimento degli alberi per la produzione di carbone che  hanno ulteriore impatto sulle popolazioni selvatiche.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-29 14:54:25 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Distribuzione, alimentazione e curiosità sugli Ara- Danesi Viola</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/1dlsufabriziodeandre/3ylprc2vgubwqq1h/wish/2203531049</link>
         <description><![CDATA[<div>L’ Ara ararauna è uno dei pappagalli con maggiori dimensioni: la sua grandezza varia dagli 86 agli 88 cm; è anche noto per la sua longevità in quanto può superare i 70 anni di vita.<br>Ha una forma leggermente allungata, ha una buona apertura alare ed ha la testa grande, lievemente più robusta nei maschi, ma il dimorfismo sessuale non è evidente. Possiede delle zampe corte e robuste, per essere facilitato nell’arrampicamento. Una caratteristica degli Ara ararauna è la colorazione, con colori che possono variare dall’azzurro, verde, nero, giallo e marrone.<br>L’habitat ideale degli Ara sono le foreste o le fitte boscaglie, anche se è un animale che si adatta facilmente alle savane in cui ci sono grandi alberi in cui trovare un riparo.<br>Il suo habitat naturale è in America del Sud, ma alcune specie si trovano anche in America centrale e, specialmente, in Messico. Esistono varie specie di Ara, quella più nota è l’Ara scarlatta, caratterizzata dai suoi colori rosso, giallo, blu e arancione, e si estende dall’America centrale all’Amazzonia.<br>Sono uccelli docili, tranquilli e molto socievoli, che di solito vivono in coppia. Hanno un carattere forte e cercano di far andare d’accordo le varie specie per non creare conflitti.<br>Tengono molto alla loro igiene e sono molto puliti, infatti, per loro è indispensabile avere una ciotola di acqua tiepida per poter pulirsi quando ne sentono la necessità.<br>Gli Ara si cibano solitamente di bacche, lumache, sementi e frutta, ma anche noci e frutta con il guscio grazie al forte becco che gli permette di mangiarli senza difficoltà.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-29 15:14:30 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>La conservazione &quot;in situ&quot; ed &quot;ex situ&quot; e l&#39;estinzione- Venturi Emma</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/1dlsufabriziodeandre/3ylprc2vgubwqq1h/wish/2203558989</link>
         <description><![CDATA[<div>La conservazione è uno dei processi fondamentali per conservare la biodiversità. Essa può essere conservata attraverso due modalità diverse: conservazione "in situ" ed "ex situ".&nbsp;<br>La conservazione "in situ" è un progetto di mantenimento della specie che avviene nel suo ambiente naturale attraverso pratiche di salvaguardia di habitat ed ecosistemi. La conservazione "ex situ", invece è una strategia di conservazione delle specie più a rischio. Questa avviene in un ambiente artificiale così da poter successivamente reintrodurre la specie nel suo habitat naturale. Il processo ha lo scopo di andare a proteggere una specie sia animale che vegetale. La conservazione "ex situ" può avvenire sia all'interno sia all'esterno dell'area geografica naturale di una determinata specie.<br>L'estinzione in biologia riguarda la scomparsa di una determinata specie. Essa fa parte dell'evoluzione e solitamente è un fenomeno naturale, avviene quando gli individui che compongono una specie non sono più in grado di sopravvivere alle diverse condizioni di vita, poiché sono cambiate. Le cause principali di un estinzione possono essere: un mutamento improvviso dell'ambiente in cui vive la specie, e per questo gli individui che la compongono non sono più in grado adattarsi oppure potrebbe esserci la comparsa di una specie concorrente per gli approvvigionamenti di cibo o la comparsa di una specie predatrice. Le specie considerate più a rischio sono quelle&nbsp; che occupano particolare regioni e che si nutrono esclusivamente di un determinato cibo o che vivono solo su certe particolari isole.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-29 15:59:38 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>una delle cause del rischio estinzione della tigre siberiana: il bracconaggio || Jaber Jubaida</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/1dlsufabriziodeandre/3ylprc2vgubwqq1h/wish/2203650762</link>
         <description><![CDATA[<div><br>il bracconaggio è la caccia illegale, fatta in tempi o luoghi non consentiti, o senza regolare licenza; caccia di frodo.<br><br>Nell'oriente è molto diffuso questo tipo di caccia in quanto le persone che la praticano sono spinti da false credenze, senza una base scientifica, che afferma che quasi ogni parte anatomica della tigre serve a curare qualcosa, creare pozioni e addirittura proteggersi.<br><br>ad esempio:<br><br><strong>ossa</strong><br>|si pensa che la polvere di ossa abbia proprietà antinfiammatorie <br><br>|si fa anche un vino particolare (wine bone tiger)<strong> </strong>che pare curi i reumatismi<br><br>|triturate vengono utilizzate per curare l'ulcera<br><br>| bagni di brodo di ossa di tigre vengono utilizzati per attenuare il gonfiore delle articolazioni<br><br><strong>genitali dei maschi</strong><br>| si usano pr preparare pozioni afrodisiache<br><strong><br>coda</strong><br>|la coda sminuzzata e mischiata al sapone viene usata pr crear una crema per le dermatiti<br><br><strong>pelliccia</strong><br>| usata com indumento perchè si dice prosperità<br><br><strong>cervello</strong><br>|da esso si ricava un unguento per curare l?acne<br><br><strong>occhi</strong><br>| utilizzati per curare l'epilessia<br><strong><br>carne<br></strong>|servita nei ristoranti sofisticati come prelibatezza<br><br><strong>denti artigli e baffi</strong><br>| ricercati come amuleti portafortuna<br>si usano<br><br>concludo con il dire che alcune parti si usano nella pratica dello jiunbu, un rito propiziatorio con cui si crede che le qualità dell'animale vengano trasmesse a chi le assume in qualche modo.<br><br><br><br></div><div><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-29 18:33:00 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>La biodiversità, i progetti di conservazione e la protezione del panda rosso| Coccoli Sabrina. </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><br>La biodiversità può essere definita come la ricchezza di vita sulla terra: milioni di piante, animali, microrganismi e i geni che essi contengono.&nbsp;<br>La biodiversità esprime il numero, la varietà e la variabilità degli organismi viventi e come questi variano&nbsp; da un ambiente ad un altro nel corso del tempo.<br>La popolazione del panda rosso è in costante declino e sembra contare meno di 10,000 individui maturi in natura. Le principali minacce per la sopravvivenza della specie sono la perdita e la frammentazione dell’habitat, dovute al commercio del legname, alla deforestazione di aree destinate a insediamenti antropici e fattorie, alla creazione di pascoli per il bestiame domestico e di monocolture o ad altre attività dell’uomo. Specialmente in alcune aree, un’ulteriore minaccia per questa specie è rappresentata dal bracconaggio e dalla caccia,&nbsp; finalizzata al commercio della pelliccia o altre parti del corpo e come animale domestico.<br>I progetti sostenuti dal parco Natura Viva sono sia ex situ, lontani dal luogo di origine, sia in situ, a favore delle specie nel loro ambiente naturale, a beneficio anche degli ecosistemi e della biodiversità.<br>I progetti di conservazione in situ sono mirati alla reintroduzione degli animali nel loro habitat, come il Red Panda Network, che si impegna a salvare questa specie e preservarne gli habitat naturali attraverso sostegno, educazione e sensibilizzazione delle comunità umane locali.&nbsp;<br><br><br><br>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-29 19:04:31 UTC</pubDate>
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         <title>Le principali cause di estinzione degli animali lGiulia Quecchial</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il termine “estinzione” in biologia fa riferimento alla scomparsa di una specie nel suo habitat naturale.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Le cause dell’estinzioni sono varie, comprese le cause naturali(che però occorrono per permettere l’ascesa di specie evolute) ma quasi tutte sono cause di stampo antropico, ovvero sono costituite dall’insieme di interventi dell’uomo sugli ecosistemi per adattarli alle sue esigenze. Spesso queste attività hanno un impatto negativo specialmente sugli animali. I campanelli d'allarme che segnalano il rischio di estinzione di una specie sono due: la diminuzione dello spazio vitale, cioè dei territori e habitat che questa specie occupa, e la diminuzione del numero di esemplari della specie stessa. In linea di massima, una popolazione di 5.000 esemplari e/o un habitat limitato a solo uno o due siti sono considerati i limiti al di sotto dei quali una specie corre un serio rischio di estinzione.</div><div>Esempi di cause antropiche di estinzione animale:</div><ul><li>Inquinamento acustico(dovuto per esempio dal rumore dei veicoli nel traffico) può causare il disorientamento del volo degli uccelli</li><li>Caccia</li><li>Bracconaggio(=caccia illegale e senza regole anche di animali già a rischio di estinzione)</li><li>Inquinamento atmosferico e idrico (lo spargimento di prodotti chimici e le fuoriuscite di petrolio avvelenano i fiumi e i mari e con loro gli esseri viventi che vi abitano)</li><li>Aumentare le aree per i campi coltivati o per le città costruendo eccessivamente senza il rispetto di norme (danneggia soprattutto l’habitat e di conseguenza le specie presenti)</li><li>Deforestazione</li><li>Surriscaldamento globale</li></ul><div>l’IUCN (International Union for Conservation of Nature, unione nazionale per la conservazione della natura), ogni anno diffonde la Lista Rossa degli animali a rischio di estinzione o già estinti.<br>Al fine di invertire questa tendenza negativa anche noi nel nostro piccolo possiamo renderci utili rispettando maggiormente ciò che ci circonda.<br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-29 22:34:30 UTC</pubDate>
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         <title>Habitat , estinzione e alcune caratteristiche della tigre siberiana- Goldani Aurora</title>
         <author>1dlsufabriziodeandre</author>
         <link>https://padlet.com/1dlsufabriziodeandre/3ylprc2vgubwqq1h/wish/2204160878</link>
         <description><![CDATA[<div>Il nome scientifico è Panthera tigris altaica però viene anche chiamata "tigre dell'Amur". Questa specie particolare di tigre abita nel territorio della Siberia orientale, dove vi è il fiume Amur. I suoi&nbsp; habitat principali, ovvero la foresta boreale e la foresta temperata ,presenta 2 fasce climatiche ben distinte; il nord con un clima continentale mentre nel sud vi è la presenza dei monsoni. La tigre dell'Amur è caratterizzata da un mantello molto più chiaro rispetto alle altre tigri , caratterizzato da strisce di colore marrone scuro. Tipiche di questo felino sono le zampe enormi , che gli servono a non sprofondare sulla neve . Le sue dimensioni sono tra le più grandi al mondo , solitamente un adulto supera 1 metro di altezza e lunghezza di 3 metri , mentre il peso di 200 kg. Nonostante ciò pero riesce a raggiungere velocità elevate . Per quanto riguarda la loro estinzione le principali cause sono; la commercializzazione della pelliccia e delle sue ossa per la tipica medicina orientale , il bracconaggio illegale e infine la distruzione delle foreste e di conseguenza il loro habitat</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-30 05:42:05 UTC</pubDate>
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         <title>curiosità sul leopardo delle nevi |Federica Boldini</title>
         <author>1dlsufabriziodeandre</author>
         <link>https://padlet.com/1dlsufabriziodeandre/3ylprc2vgubwqq1h/wish/2204911038</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>CURIOSTA' SUL LEOPARDO DELLE NEVI<br></strong><br></div><div>1-Il leopardo delle nevi, nonostante abbia l'osso ioide parzialmente ossificato, non è in grado di ruggire. L'osso ioide in anatomia umana è un osso che si trova alla radice della lingua, a livello della quarta vertebra cervicale, tra mandibola e cartilagine tiroidea della laringe. E in passato si riteneva che questa parziale ossificazione fosse essenziale per permettere ai grandi felini di ruggire, ma dei nuovi studi hanno dimostrato che questa capacità è dovuta ad altri aspetti morfologici, specialmente della laringe, che sono assenti nel leopardo delle nevi. Tra i vocalizzi emessi da questo animale invece troviamo sibili, fusa, miagolii, ringhi e guaiti<br><br></div><div>2-I leopardi delle nevi sono animali crepuscolari, essendo attivi soprattutto all'alba e al tramonto. Conducono una vita estremamente riservata e sono anche molto difficili da individuare, dal momento che la loro pelliccia si confonde benissimo con lo sfondo circostante<br><br></div><div>3-è soprannominato "fantasma della montagna" perchè è un animale molto schivo, di conseguenza ancora più difficile da monitorare. Ama riposare e nascondersi sui rami degli alberi Il suo mantello maculato lo mimetizza molto bene tra le foglie degli alberi<br><br></div><div>4-Le macchie che presenta sul manto sono chiamate “rosette” e ogni felino ha un motivo unico, come un’impronta digitale. I peli sulla pancia possono essere spessi fino a 12 cm, per proteggerlo dal freddo mentre cammina nella neve alta.&nbsp;<br><br></div><div>5-Ha una particolarità che lo distingue da ogni altro felino, ovvero il colore degli occhi: verde pallido o grigio<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-30 17:32:03 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>L&#39;anaconda verde : Habitat e caratteristiche -Mattia Pettinari</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/1dlsufabriziodeandre/3ylprc2vgubwqq1h/wish/2206624414</link>
         <description><![CDATA[<div>L'anaconda verde è un rettile nativo del Sud America , precisamente in Colombia, Venezuela, Guyana, Ecuador, Perù, Bolivia, Brasile e Paraguay ; vivono in zone umide , paludi e corsi d'acqua con una corrente lenta e trovano questo habitat nelle foreste pluviali.<br>Considerato il serpente più grande del mondo , l'anaconda vanta di una lunghezza media di 3 metri per gli individui maschili e di 6 metri per quelli femminili, una circonferenza di 30 cm e un peso che può arrivare fino ai 230 kg. La pelle soffice consente all’anaconda di rimanere per lunghi periodi in acqua, e inoltre si muove anche sugli alberi e sul suolo. Gli occhi e le narici sono posti lateralmente e le consentono di rimanere sommersa in attesa della preda, mentre la lingua è biforcuta come negli altri serpenti, per favorire l'individuazione delle prede e l’orientamento.​<br>&nbsp;Caccia sia a terra che in acqua e si nutre di tutti i tipi di preda che riesce a uccidere e ingoiare. La dieta include vertebrati acquatici e terrestri come pesci, rettili, anfibi, uccelli e mammiferi, mentre i giovani predano piccoli uccelli o piccoli vertebrati.&nbsp;<br>In genere, le prede delle anaconde adulte possono essere grandi fra il 14% e il 50% della loro massa, da uccelli relativamente piccoli a maiali selvatici, capibara, tapiri e giaguari.​<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-31 20:37:22 UTC</pubDate>
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         <title>Caratteristiche e la riproduzione del Panda rosso -Gabriele Ungaro </title>
         <author>1dlsufabriziodeandre</author>
         <link>https://padlet.com/1dlsufabriziodeandre/3ylprc2vgubwqq1h/wish/2208037400</link>
         <description><![CDATA[<div>Il panda rosso è piuttosto piccolo, con le dimensioni del suo corpo che possono raggiungere quelle di un gatto domestico.<br>La sua altezza varia da 50 a 64 cm, con una coda che può raggiungere la lunghezza di 60 cm! Il peso massimo di un maschio misura all'incirca 6 kg, mentre invece le femmine possiedono un peso più ridotto.<br>La coda presenta anelli alternati tra il rosso ed il beige, che fanno aumentare la propria abilità nei movimenti.<br>La sua testa ha una forma rotonda, naso nero e con una pelliccia rossa assieme a varie macchie bianche.&nbsp;<br>Le orecchie dei Panda rosso sono dritte e triangolari con sfumature di colori, invece gli occhi sono quasi completamente neri. Le zampe sono nere e possiedo folti peli per il freddo.<br><br>Il Panda rosso viene descritto come animale solitario e anche molto timido e mostra raramente il suo lato aggressivo.<br>Si possono notare facilmente le sue doti da scalatore, che sfrutta per muoversi tra i rami degli alberi.<br>Essi sono generalmente pigri e sedentari, poiché passano giorni a riposare e mangiare.<br>Ovviamente, solo nel periodo riproduttivo il maschio va alla ricerca di una compagna, ovvero tra il mese di gennaio e quello di marzo.<br>Dopo l'accoppiamento, inizia il periodo di gestazione, che dura 160 giorni circa. La mamma costruisce un nido dove partorire con foglie, rami e frammenti di roccia.<br>Le madri, in media, partoriscono dai 2 ai 4 cuccioli, i quali, da neonati, pesano all'incirca tra i 110 e i 130 grammi. Essi diventano indipendenti quando ottengono la propria maturità sessuale, ovvero all'età di 2 anni.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 21:19:10 UTC</pubDate>
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