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      <title>  L&#39;AGRICOLTURA SOSTENIBILE - CLASSE II E - IC G.LEOPARDI - GROTTAMMARE - a.s.2018-2019 by Giuliano Pignotti</title>
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      <description>Percorso didattico sul settore agricolo e sul rapporto agricoltura/ambiente - Disciplina tecnologia - Docente : Francesca Amurri</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-12-13 15:56:22 UTC</pubDate>
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         <title>2)</title>
         <author>donato0872</author>
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         <pubDate>2018-12-13 16:01:32 UTC</pubDate>
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         <title>4)</title>
         <author>donato0872</author>
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         <pubDate>2018-12-13 16:02:42 UTC</pubDate>
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         <title>5)</title>
         <author>donato0872</author>
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         <pubDate>2018-12-13 16:03:02 UTC</pubDate>
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         <title>6)Arianna Pignotti</title>
         <author>donato0872</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prodotti a km 0 e la filiera corta<br>La <strong>filiera corta</strong> e il km 0 si stanno sempre più affermando come modalità alternativa per produrre e vendere prodotti alimentari di qualità: dalla <a href="https://www.hellogreen.it/frutta-di-stagione-del-mese-di-giugno-pronti-estate/"><strong>frutta e verdura rigorosamente di stagione</strong></a>, alla carne e al pesce freschi e biologici; dal latte e formaggi, fino al riso e alla pasta fatta in casa; <strong>dalle conserve </strong>come marmellate, sottaceti, miele, <strong>fino alle bevande</strong> come la birra artigianale e il vino biologico.</div><div>Con la <strong>filiera corta</strong>, il <strong>mercato dei consumi si orienta verso la sostenibilità, </strong>con il duplice guadagno sia per il consumatore, che compra prodotti di alta qualità a prezzi ragionevoli, si per l’economia del territorio, che torna a fiorire.</div><div><strong><mark>Ma che cos’è esattamente la filiera corta?</mark></strong><strong> </strong></div><div><strong>Gary Paul Nabhan</strong>, un etnobotanico americano originario dell’Arizona, pubblicò nel 2011 il libro “<em>Coming Home To Eat</em>” in cui racconta la sua storia di sopravvivenza consumando solo cibi provenienti da un raggio di 220 miglia dalla sua casa in Arizona. Pochi anni dopo, nel 2005, i giornalisti <strong>James B. MacKinnon e Alisa Smith</strong> hanno ristretto il raggio a sole cento miglia, cibandosi per un anno di prodotti provenienti esclusivamente dal territorio circostante la loro casa di Vancouver, in Canada.<br>Da questi esperimenti nacque il concetto di <strong>filiera corta</strong>, ovvero <strong>accorciare sempre di più le distanze fra chi produce e chi consuma</strong>, per avere cibo di qualità ad un buon prezzo. Per rendere questo sistema di produzione e distribuzione applicabile su larga scala, sono state varate leggi e provvedimenti in molti Stati, volti ad incentivare la cultura del “chilometro zero”.<br><strong><mark>In Italia</mark></strong><mark> la </mark><strong><mark>prima regione</mark></strong><mark> che si è dotata di una legge specifica per regolare la filiera corta, </mark><strong><mark>è la regione Veneto</mark></strong>, che nel 2008 ha varato una legge per regolare le attività di distribuzione e ristorazione che, in percentuali comprese fra il 30 e il 50%, si approvvigionano di prodotti di origine locale. Il risultato, fu una vera e propria <strong>rinascita dei mercati contadini</strong> (chiamati anche <em>Farmer Markets</em>), dove agricoltori e allevatori offrivano prodotti direttamente al consumatore, saltando la grande distribuzione. Anche la ristorazione ha adottato la <strong>filiera corta</strong> come un’opportunità di diversificazione dei propri servizi sul mercato, servendo piatti cucinati con ingredienti “<strong>a chilometro zero</strong>” e riscoprendo ricette della tradizione locale.<br><strong><mark>Perché scegliere la filiera corta?</mark></strong><strong><br></strong>Oltre alla qualità dei prodotti, che, come abbiamo visto, sono quasi sempre di provenienza biologica, scegliere la <strong>filiera corta</strong> è anche un modo per <a href="https://www.hellogreen.it/la-spesa-sostenibile-in-7-mosse/"><strong>fare la spesa in maniera sostenibile</strong></a><strong>. </strong>Sicuramente vi sarete accorti camminando per le corsie di un qualunque supermercato, della incredibile quantità di prodotti disponibili: dal reparto ortofrutta a quello della macelleria, dal banco del pesce agli sterminati scaffali di prodotti alimentari, la scelta è pressoché illimitata.<mark>Ma quali sono le </mark><strong><mark>conseguenze di questo tipo di scelta</mark></strong><mark>? </mark>Secondo una indagine di Coldiretti, negli ultimi anni in Italia le importazioni di frutta e verdura dall’estero hanno raggiunto un valore complessivo di circa due miliardi di euro. I prezzi di questi prodotti sono molto competitivi e trovano un varco nel mercato dei consumatori, ma <strong><mark>il costo per la produzione di questi alimenti per il pianeta è enorme.</mark></strong><strong> </strong>Mediamente, per arrivare su una tavola occidentale, un pasto medio ha viaggiato per un totale di oltre <strong>1900 chilometri </strong>(un dato che troviamo nel libro “<em>An Inconvenient Truth – Una scomoda verità</em>’, del premio nobel Al Gore). Per comprendere meglio di che cosa si sta parlando, possiamo pensare al fatto che <strong>un vino australiano</strong> deve percorrere oltre 16000 chilometri per giungere al nostro bicchiere, consumando quasi 10 kg di petrolio ed emettendo una trentina di chilogrammi di CO<sub>2, </sub>oppure che la <strong>frutta cilena</strong> genera per ogni chilogrammo di prodotto più di 22 kg di anidride carbonica, viaggiando per oltre 12000 chilometri e consumando oltre 7 kg di petrolio.<mark>Ci troviamo dunque di fronte al fatto che questo sistema di consumo globalizzato</mark><strong><mark> non è sostenibile</mark></strong><mark> né dal punto di vista ambientale né da quello economico.</mark> Senza contare i costi in termini di <a href="https://www.hellogreen.it/lo-spreco-alimentare-non-e-solo-una-questione-di-cibo/"><strong>spreco alimentare</strong></a>: le quantità di cibo che ogni giorno vengono gettate o sprecate durante il processo di produzione e distribuzione, è imbarazzante.Per fortuna però la ribellione nei confronti degli sprechi e delle assurdità del sistema commerciale si sta diffondendo, in Italia i <strong>risvolti positivi della filiera corta</strong> sono numerosi: dalla <strong>competitività dei prezzi</strong> dei prodotti che non subiscono i ricarichi generati dalla grande distribuzione, alla <strong>freschezza e genuinità degli alimenti</strong>, che non <mark>necessitano di metodologie di</mark> conservazione (es. celle frigorifere, additivi chimici e conservanti). I cibi a chilometro zero inoltre, viaggiando su brevi distanze, <a href="https://www.hellogreen.it/risparmio-energetico-detrazioni-fiscali-e-consigli-pratici/"><strong>riducono il consumo energetico </strong></a>e le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera.<br>Nelle aziende agricole inoltre, gli agricoltori <a href="https://www.hellogreen.it/come-si-coltiva-un-orto-sinergico/"><strong>coltivano seguendo i ritmi della natura</strong></a> e  si possono trovare solo prodotti di stagione, in netta contrapposizione con la stagionalità tipica della grande distribuzione. Sempre più ricerche dimostrano come la <strong>stagionalità dell’alimentazione </strong>sia importante per il benessere fisico e mentale dell’organismo perché più varia e nutriente. Con la <strong>filiera corta</strong> si riscoprono infatti le varietà locali degli alimenti,considerate minori dalla rande distribuzione, come il cipollotto Nocerino DOP, o il caciocavallo podolico del Gargano.Da sottolineare inoltre è la valorizzazione delle varietà di cereali che la produzione agricola industrializzata ha soppiantato, ma che sono state recentemente oggetto di progetti di <strong>recupero e conservazione della biodiversità. </strong>Da un <strong>punto di vista etico</strong> inoltre, la filiera corta costituisce un forte mezzo di sostentamento per i tanti piccoli e medi produttori agricoli, schiacciati dalla crisi economica e tagliati fuori dalla grande distribuzione.Da non trascurare, infine, la <strong>socialità legata all’acquisto locale</strong>: fare la spesa sostenibile nei mercati contadini è spesso un’<mark>occasione per fermarsi ad osservare i prodotti, parlare, confrontarsi con i produttori, stabilendo rapporti di fiducia reciproca.</mark><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-13 16:04:13 UTC</pubDate>
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         <title>3)SILVIA GROSSI</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Dopo molto lavoro,ai nostri giorni,il piccolo contadino è diventato imprenditore e la sua fattoria ora è diventata un'azienda agricola.Oggi sono presenti tre tipologie di aziende agricole:1)le aziende ''GRANDI COLTURE'' che si occupano delle coltivazioni di cereali,oleaginose,colture industriali per usi energetici.2)le aziende ''AGRICOLO-ZOOTECNICO''si basano sulla separazione fra l'attività di produzione di alimenti per il bestiame e di allevamento.Sono legate agli allevamenti perché forniscono alimenti per il bestiame.3)le aziende ''AGRICOLO-COMMERCIALE INTEGRATO''in cui la scelta degli delle varietà da coltivare si basa sulle esigenze del mercato.<br>Accanto a queste tipologie di aziende vi sono anche piccole aziende artigianali condotte spesso a livello familiare.<br>A seconda delle dimensioni del terreno coltivabile si possono distinguere due diversi tipi di agricoltura:1)L'agricoltura estensiva è il tipo di agricoltura tradizionale e si svolge su vasti appezzamenti di terreno con scarso uso di macchinari e con investimenti minimi.2)L' agricoltura intensiva che consente di sfruttare al massimo il terreno coltivabile e di ottenere la massima produzione con l'impiego di fertilizzanti,pesticidi,sistemi d'irrigazione e macchinari che sostituiscono una parte della mano d'opera.<br>In base alla destinazione dei prodotti agricoli,l'agricoltura può essere classificata in:1)Agricoltura commerciale finalizzata nella vendita all'industria agroalimentare.2)Agricoltura di sussistenza che usa tecniche tradizionali e ha una dimensione locale o addirittura familiare.<br>Una categoria a parte è la coltura agricola biologica che è eseguita:<br>senza l'impiego di sostanze chimiche di sintesi;con concimazione naturale;con la rotazione delle colture;conservando le varietà botaniche e senza ricorrere a organismi geneticamente modificati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-13 17:00:19 UTC</pubDate>
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         <title>1)Greta Orsatti</title>
         <author>gretaorsatti</author>
         <link>https://padlet.com/donato0872/3vao40vti64l/wish/314362866</link>
         <description><![CDATA[<div>il  cibo proviene dalla terra e da tutto ciò che la circonda.<br>La coltivazione del terreno produce materie prime che possono essere consumate direttamente come frutta e verdura oppure trasformate in prodotti (marmellata o sugo di pomodoro).<br>L'agricoltura oltre a essere fonte di nutrimento per l' uomo è anche molto utile all'allevamento.<br>La nostra alimentazione è sempre stata influenzata dalla cultura e dalle tradizioni/caratteristiche del territorio.(polenta, pastiera napoletana, brodetto alla san benedettese ecc..)<br>Ancora oggi la produzione alimentare risente sempre dell' evoluzione delle tecnologie di produzione e degli scambi commerciali .<br>In seguito allo sviluppo delle tecnologie è diminuita la percentuale delle persone che lavorano nel settore agricolo.<br>Da gli studi del FAO (l'organizzazione delle Nazioni Unite per alimentazione e agricoltura)emerge che:<br>-gli agricoltori sono in diminuzione ovunque<br>-nei Paesi in via di sviluppo gli occupati sono molti ma negli ultimi anni stanno diminuendo<br>-nei Paesi sviluppati gli occupati di questo settore sono meno di tutti gli altri.<br>In Italia nel 2015 gli occupati erano circa il 3,5%<br><mark>NON SOLO CIBO</mark><br>L'agricoltura come tutte le attività del settore primario(che utilizzano direttamente le risorse naturali)fornisce all' industria preziose materie prime:<br>-fibre tessili: ottenute da piante(come cotone, lino, canapa ecc...)e utilizzate per l'abbigliamento .<br>-legname: ricavato dagli alberi utilizzato per costruzioni o riscaldamento domestico.<br>-biomasse: sostane vegetali/animali utilizzate per produrre energia</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-13 17:21:52 UTC</pubDate>
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         <title>5) LUCREZIA MAROZZI L&#39;agricoltura biologica  L&#39;agricoltura biologica è un tipo di agricoltura che sfrutta la naturale fertilità del suolo favorendola con interventi limitati, vuole promuovere la biodiversità delle specie domestiche (sia vegetali, che animali), esclude l&#39;utilizzo di prodotti di sintesi e degli organismi geneticamente modificati (OGM).La parola &quot;biologica&quot; presente in agricoltura biologica è in realtà un termine improprio: l&#39;attività agricola, biologica o convenzionale, verte sempre su un processo di natura biologica attuato da un organismo vegetale, animale o microbico. </title>
         <author>lucrezia_marozzi</author>
         <link>https://padlet.com/donato0872/3vao40vti64l/wish/314385250</link>
         <description><![CDATA[<div>La parola "biologica" presente in agricoltura biologica è in realtà un termine improprio: l'attività agricola, biologica o convenzionale, verte sempre su un processo di natura biologica attuato da un organismo vegetale, animale o microbico. La differenza sostanziale tra agricoltura biologica e convenzionale consiste nel livello di prodotti di sintesi chimica introdotti nell'agrosistema: nell'agricoltura convenzionale si impiega un notevole quantitativo di concimi e fitosanitari prodotti in laboratorio, quindi da processi industriali (industria chimica, estrattiva, meccanica, ecc.); al contrario, l'agricoltura biologica si fonda sul rispetto dell'agrosistema e dell'ambiente, pur essendo in parte basata sull'ausilio di fitosanitari, che al contrario però, non contengono sostanze di sintesi, ma sostanze di origine organica e naturale. È tuttavia controversa l’idea che le sostanze “naturali” abbiano un impatto sull'ambiente realmente minore. Ad esempio il rame, ammesso nella produzione biologica di uva, è da tempo considerato un inquinante, tanto che il suo uso viene sempre più ristretto dalla Comunità Europea.5) Lucrezia MarozziL'agricoltura biologica è un tipo di agricoltura che sfrutta la naturale fertilità del suolo favorendola con interventi limitati, vuole promuovere la biodiversità delle specie domestiche (sia vegetali, che animali), esclude l'utilizzo di prodotti di sintesi e degli organismi geneticamente modificati (OGM).La parola "biologica" presente in agricoltura biologica è in realtà un termine improprio: l'attività agricola, biologica o convenzionale, verte sempre su un processo di natura biologica attuato da un organismo vegetale, animale o microbico. L'Italia e' ai primi posti in Europa per l'export di prodotti di origine biologica.Secondo una ricerca condotta dall'ISPRA i numeriparlano di oltre 1 miliardo di euro l'anno.Dal 1991 l'agricoltura biologica è disciplinata dall'UE,che stabilisce le regole da rispettare e i criteri di coltivazione.A riprova di ciò, le statistiche sui consumi, secondo le quali sempre più clienti scelgono il biologico perché più gustoso. La percentuale di coloro che consumano prodotti a marchio bio è salita al 59%, contro il 54,5% del 2014 e il 53,2% del 2013. /5a85a7880589b80001de1d77-31b43f17-7855-44db-b4ee-52f1a95febbf.png 118x150) </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-13 18:04:01 UTC</pubDate>
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         <title>2) BAZZANINI SARA</title>
         <author>vbazzanini14</author>
         <link>https://padlet.com/donato0872/3vao40vti64l/wish/315706691</link>
         <description><![CDATA[<div>Per favorire la produzione agricola,l'uomo interviene sulle caratteristiche fisiche del suolo e sulle condizioni climatiche. La produzione agricola è strettamente legata alle caratteristiche fisiche e climatiche di un territorio,dato che le piante per svilupparsi necessitano di sole ed acqua. La produzione agricola è molto ricca nel nostro paese,grazie alla prevalenza montuosa del territorio.Coltiviamo bene nelle pianure del nord e del centro dove troviamo un clima temperato e piogge abbondanti durante le mezze stagioni.<br>-Cos'è la fertilità del terreno?<br>La fertilità del terreno è la qualità di un suolo favorevole alla crescita di piante quindi produttivo.Questa condizione si realizza quando:<br>-è soffice e poroso<br>_contiene le giuste proporzioni di argilla,sabbia e calcare<br>-possiede sali minerali<br>-presenta adeguati componenti organici<br>Indipendentemente da ciò,l'uomo ha sempre sfruttato al meglio il suolo a sua disposizione.Per esempio:<br>-ha fatto ricorso ai terrazzamenti<br>-ai fattori avversi si è ovviato con la realizzazione  di serre<br>-impiego di sostanza chimiche(fertilizzanti)<br>-con opere di irrigazione<br>-con la rotazione delle colture.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-18 21:04:41 UTC</pubDate>
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