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      <title>L&#39;ITALIA ANTICA E LE ORIGINI DI ROMA by ILARIA DELLA MONICA</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-05-21 17:57:44 UTC</pubDate>
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         <title>BARBARA DE ROSA </title>
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         <description><![CDATA[<div>LE CIVILTÀ DELL’ITALIA ANTICA&nbsp;<br><br>&nbsp;La presenza umana nell’Italia antica risale dal 50.000 a.C, a questa data risalgono alcuni resti di uomo di Neanderthal. Il Neolitico ebbe inizio intorno al 7.000 a.C, quando alcune popolazioni si stanziarono in Basilicata e in Puglia.&nbsp;<br>L’agricoltura era l’attività prevalente, c’erano i villaggi. Nell’Italia meridionale nella prima metà del III millennio furono apprese tecniche per lavorare del metallo, c’erano scambi commerciali e culturali.&nbsp;<br>I popoli vivevano in abitazioni di legno dette palafitte, perché erano sostenute da pali infitti sul fondo dei terreni. La loro funzione&nbsp; era quella di proteggere le abitazioni dai nemici e animali feroci. Vivevano prevalentemente di caccia.&nbsp;<br>Dal 1.600 a.C le palafitte furono costruite anche su terra ed erano circondate da argini, racchiusi da un fossato per mantenere le stesse caratteristiche di sicurezza. Nacque così la civiltà detta “ terramaricola” che praticava l’agricoltura e l’allenamento, fabbricava oggetti di bronzo. In seguito si sviluppò anche una civiltà detta appenninica, basata sulla pastorizia, praticavano la transumanza.&nbsp;<br>In Sardegna si sviluppò la civiltà detta NURAGICA, dal nome delle loro costruzioni: i NURAGHI. Sono possenti torri a forma di cono alte fino a 20 metri, costruite con blocchi di pietra.&nbsp;<br>I NURAGHI avevano uno scopo difensivo e a volte erano distribuiti in modo da formare un villaggio attorno a una sola torre principale. Questa civiltà nuragica ha lasciato anche i MENHIR: delle sepolture molto grandi. La popolazione viveva in villaggi. La società era divisa in 2 classi: pastori e agricoltori e poi quella dei guerrieri. I pastori dovevano pensare alla sopravvivenza del gruppo, i guerrieri difendevano la popolazione. La civiltà nuragica si&nbsp; avviò al declino intorno al VI secolo a.C&nbsp;<br>Intorno al 1.000 a.C giunsero nuove popolazioni di stirpe indoeuropea che si insediarono in varie località: i SICULI in Sicilia, i LUCANI in Campania. Poi si sviluppò una civiltà detta VILLANOVIANA che viveva in capanne riunite in villaggi e si dedicavano all’agricoltura e lavorazione di metalli. Praticavano l’INCINERAZIONE&nbsp; dei defunti cioè i resti venivano conservati in urne.&nbsp;<br><br>Dall’VIII secolo a.C anche i GRECI iniziarono a colonizzare vaste zone dell’Italia meridionale. Il più antico insediamento greco in Italia è risalente ad Ischia, Puglia e Sicilia.&nbsp;<br>Giunsero in Italia anche i FENIC, infatti sono state trovate tracce di questa civiltà in Sicilia, Sardegna e Lazio.&nbsp;<br>Fra il VI e V secolo a.C giunsero in Italia i CELTi che erano considerati guerrieri invasori e la loro cultura era trasmessa oralmente dai sacerdoti detti DRUIDI.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-22 14:02:21 UTC</pubDate>
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         <title>MANUELA MARFÈ</title>
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         <description><![CDATA[<div>LA CIVILTÀ ETRUSCA&nbsp;</div><div>Nel II millennio a.C. in Toscana si stanziarono gli etruschi, chiamati Tirreni dai greci ed Etruschi prima e poi Tusci dai romani. Gli etruschi si stanziarono&nbsp; in Toscana nel corso del IX secolo a.C. e da lì estesero i loro domini verso la pianura padana (dove fondarono numerose città), fino a giungere a Roma. Giunti in Campania gli etruschi si scontrarono contro le colonie di Cuma e Napoli. Per un certo periodo di tempo controllarono anche il Mar Tirreno e sconfissero i greci nella battaglia navale di Alalia. Nel 474 a.C. la loro flotta fu distrutta dai greci a Cuma ed iniziarono ad essere minacciati da altre popolazioni come i Celti ed i Romani. Gli Etruschi erano organizzati in città stato tra le quali spiccavano Tarquinia, Vulci, Arezzo, Chiusi. Queste città erano governate da un lucumone “re” eletto a vita, il quale era assistito da un consiglio di anziani. Nel VI secolo a.C. la monarchia fu soppiantata dalla Repubblica di tipo aristocratico ed il re fu sostituito da magistrati eletti annualmente che avevano funzioni religiose e politiche ed erano chiamati zilhat E Maru. Nacque una confederazione di 12 città i cui rappresentanti si riunivano in assemblea una volta all’anno o nei casi di pericolo nel santuario del Dio voltumna. La società etrusca era divisa in due classi gli uomini liberi e gli schiavi. L’etruria abbondava di terre coltivabili, legname e selvaggina ed il sottosuolo era ricco di minerali. Gli etruschi conoscevano anche le tecniche di estrazione e lavorazione dei metalli, che contribuì ad un notevole sviluppo in campo metallurgico grazie alle numerose miniere di ferro d’argento e di allume. Per l’abbondanza delle materie prime si sviluppò l’artigianato, rivolto soprattutto alla&nbsp; fabbricazione di gioielli e oggetti preziosi. Dai greci impararono la tecnica di lavorazione della ceramica e le decorazioni vascolari, specializzandosi nella produzione dei Buccheri, brocche di ceramica di colore nero lucente sormontate da coperchi a forma di maschere umane o animali. Quella etrusca fu una civiltà raffinata amante del lusso dell’arte e delle gare sportive. Gli etruschi avevano una religione probabilmente introdotta da un fanciullo divino di nome Tages; le sue parole sarebbero state trascritte nei libri tagenitici. Gli etruschi avevano anche un Pantheon di divinità antropomorfe; esisteva una triade formata dal Dio Tinia, la moglie Uni e la figlia Minerva. Altri Dei erano Turms, Fufluns e Voltumna. Furono gli etruschi a trasmettere a Roma l’uso della divinazione attraverso l’osservazione del volo degli uccelli e attraverso la pratica della aruspicina ovvero l’osservazione del fegato degli animali sacrificati. Una parte della religiosità etrusca era rappresentata dei culti legati all’oltretomba. Le tombe delle famiglie nobili, infatti, risultano affrescate con una grande varietà di motivi mitologici, naturalistici e relativi alla caccia e alle gare sportive. Le pitture tombali descrivono anche il destino dell’anima dopo la morte, attesa da gruppi di demoni, in parte ostili ed in parte amichevoli.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-22 14:05:51 UTC</pubDate>
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         <title>MANUELA MARFÈ</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>LE ORIGINI DI ROMA</div><div>Secondo la prima leggenda l’eroe Enea si era rifugiato nel Lazio, sposato Lavinia e fondato la città di Lavinio. La seconda leggenda narra che il figlio di Enea Iulo aveva fondato una nuova città chiamata Alba Longa. Stando alla terza leggenda il Dio Marte avrebbe sedotto rea Silvia figlia di Numitore, una sacerdotessa votata alla verginità infatti quando rea Silvia mise al mondo due gemelli Romolo e Remo il principe Amulio la fece seppellire viva e fece abbandonare i gemelli in una cesta sulle acque del Tevere, ma gli dei fecero incastrare la cesta tra i rami di un albero salvando i due neonati che furono allattati da una lupa e allevati da un pastore. Divenuti adulti i due uccisero Amulio e fondarono una nuova città. Per stabilire chi dovesse governarla decisero che chi avesse ucciso un maggior numero di uccelli in volo sarebbe stato scelto, vinse Romolo che delimitò con un solco i confini della nuova città “Roma” ma Remo per invidia scavalcò il solco e fu ucciso dal fratello. Sempre secondo la leggenda Romolo fondò la nuova città di Roma con uomini che ben presto si trovarono a fare i conti con la mancanza di donne e dunque con il rischio di non avere discendenza. Per risolvere il problema gli uomini di Roma invitarono i Sabini a banchetto a cui chiesero di portare anche le loro donne. I romani rapirono le donne sabine per potersi congiungere a loro, ma il rapimento causò una guerra. Durante gli scontri Tarpea, una giovane romana, aprì a tradimento le porte della città ai Sabini chiedendo loro in cambio i bracciali d’oro che indossavano, i Sabini accettarono ma una volta entrati in città, seppellirono la ragazza. Secondo altre versioni la ragazza non fu uccisa dai Sabini ma dai romani che la punirono per il tradimento facendola precipitare da una rupe. Sul finire della guerra, le donne sabine rapite, ormai innamorate dei loro mariti, costrinsero i romani ed i Sabini a rappacificarsi e a stabilire un patto di alleanza, secondo il quale i due popoli si sarebbero fusi in un’unica popolazione e Romolo e Tito Tazio (re dei Sabini) avrebbero governato insieme. La morte di Romolo contribuì alla nascita di diverse leggende: secondo alcuni sarebbe scomparso in una tempesta, secondo altri sarebbe stato ucciso dai senatori che ne avrebbero fatto a pezzi e divorato il corpo. Dopo la morte Romolo fu venerato come un Dio con il nome di Quirino. Le ricerche archeologiche hanno mostrato che la storia di Roma fu ben più lunga e lenta. Il luogo in cui sarebbe sorta Roma si trovava ai margini della pianura del Lazio. Il fiume Tevere costituiva un percorso navigabile e collegava le popolazioni appenniniche al Mar Tirreno. Il fiume scorreva ai piedi di sette colli: il Quirinale,&nbsp; il Viminale, l’Aventino, il Celio, l’Esquilino, il Capitolium e il Palatino. La vicinanza al mare consentiva alle navi il trasporto del sale ( bene di grande importanza che permetteva di conservare il cibo).</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-22 14:10:26 UTC</pubDate>
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         <title>MARIAFRANCESCA LIPARITI </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>IL SETTIMONZIO E LA NASCITA DI ROMA<br>Fin dal II millennio a.C&nbsp; nell’area della futura città si stanziarono i Latini che vi fondarono piccoli villaggi a circa 20 chilometri dal mare: la posizione elevata fu garantita dai colli era lunga rispetto a molte zone pianeggianti attraversate dal Tevere , sul colle Palatino sono emersi i resti di insediamenti che risalgono al X e IX secolo a.C mentre i ritrovamenti di ceramiche greche all’ VIII secolo a.C hanno indicato l’esistenza di attività commerciali la leggendaria fondazione della città operata da Romolo quindi non sarebbe stata una vera e propria fondazione ma un’ estensione dell’influenza della prima comunità su quelle circostanti. Durante il VIII e il VII secolo a.C&nbsp; l’insediamento di pastori-agricoltori che da tempo abitavano sul Palatino con i vicini villaggi dell’Esquilino, Celio, Viminale e successivamente si aggiunsero quelli del Quirinale, Campidoglio e dell’Aventino. Attorno al nuovo nuclei nato per difendersi dagli attacchi dei vicini e diedero vita ai villaggi che furono definiti ‘Settimonzio’ . Roma sorse dall’unione di alcuni centri alla metà dell’VIII secolo a.C dopo esserersi organizzati anche militarmente da un punto di vista religioso che si diedero un capo unico detto rex: che si può parlare di Roma come una&nbsp; vera e propria città. La vita economica del Lazio primitivo si mantenne per lo tempo ha un livello di pura sussistenza. la sopravvivenza era affidata a una forma di agricoltura specialmente cereali l'orzo è il farro e soprattutto alla pastorizia. l'allevamento del bestiame forniva le risorse più abbondanti e indicarono la ‘moneta’ gli scambi avvenivano a mediante il baratto oppure pesando le quantità di metallo usate per il pagamento su una bilancia e alle esigenze dei nuovi commerci con le città greche e lo Stato che emise le prime monete di bronzo e di argento sul modello di quelle già diffuse nelle zone grecizzate della Campania.<br>&nbsp;LA ROMA DEI SETTE RE&nbsp;<br>nei primi secoli della storia di Roma fu una città-stato monarchica e presentava certe poleis greche: che si trattava di una città con un ordinamento autonomo in cui il popolo era titolare del potere sovrano a Roma che era delegato a un magistrato unico detto rex. Il rex aveva due compiti fondamentali: comandare le truppe in guerra e rappresentare le città davanti agli dei il potere ti arrivava dal comando dell'esercito che si chiamava imperium derivava dalla sua autorità di polizia che comprendeva il diritto di vita e di morte sui cittadini. le controversie private e amministrative il patrimonio della comunità. infine il potere di emanare ordinanze vincolati chiamate leges regiae. investito del potere a vita il re non rispondeva alla popolazione del suo operato duepunti circostanza gli conferiva una reazione popolare punto l’ultimo Rex fu cacciato a furor di popolo nel 509 a.C il periodo monarchico di Roma che dovrebbe essere durato all'incirca 250 anni dal 753 al 509 a.C . durante il periodo fu governato dalla città ma la tradizione ne ricordava sette: quattro di origine latino-sabina (Romolo, Numa Pompilio, Tullo ostilio, anco Marzio) e tre di origine etrusca (Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il superbo)&nbsp;<br>I RE LATINO-SABINI: ROMOLO, NUMA POMPILIO TULLO OSTILIO E ANCO MARZIO<br>ciascuno dei primi quattro re la tradizione sembra riservare un ruolo specifico nella fondazione della città nella creazione di istituzioni peculiari di Roma e nel consolidamento dei Confini della città. Romolo, sarebbe stato il fondatore delle prime istituzioni politiche, militari e giuridiche: dopo avere il ratto delle sabine e avrebbe introdotto il matrimonio menogamico punito l’adulterio. Numa Pompilio avrebbe concentrato la sua attenzione&nbsp; sulle istituzioni religiose introducendo il culto di Giano custode delle porte della città e di quelle delle case private i primi collegi sacerdotali, avrebbe anche riformato il calendario vivendo l’anno lunare in 12 mesi e 355 giorni: questo calendario regolava le numerose feste pubbliche scandendo la vita religiosa, sociale, militare e giuridica della città. Tullio Ostilio sarebbe stato un re guerriero e avrebbe ampliato il territorio di Roma conquistando Alba Longa: secondo la leggenda la vittoria definitiva sarebbe stata conseguita per merito di tre fratelli Orazi come campioni di Roma i tre fratelli Curiazi campioni della città nemica.infine&nbsp; Anco Marzio un altro valoroso Capo militare Roma che avrebbe esteso i suoi domini fino al mare fondando la colonia di&nbsp; Ostia. anco Marzio avrebbe promosso&nbsp; &nbsp; &nbsp; anche importanti opere pubbliche come la costruzione delle prime Mura della città e del primo ponte sul Tevere fatto di legno e corda il celebre ponte Sublicio<br>I RE ETRUSCHI: I TARQUINI E SERVIO TULLIO<br>&nbsp;l’VIII e il VII secolo a.C attirati dalle attività economiche e commerciali che animavano Roma molti Etruschi si trasferirono nelle nuove città nozioni avanzate di architettura ingegneria e sapevano costruire case, strada e, canali, ponti&nbsp; e acquedotti di pietra aspetti nell’arte divinatoria, fattore significativo visto che i romani non prendevano nessuna decisione importante senza prima consultare gli dei. in poco tempo gli etruschi si affermarono fino ad assumere il controllo se la vita economica e politica della città, il primo re etrusco Tarquinio Prisco risali la costruzione del tempio di Giove Capitolino, il Circo Massimo e la Cloaca Massima: un canale di 600 m grazie al quale venivano scaricate nel fiume le acque che rendevano la valle tra il Palatino e il Campidoglio dove si sviluppò il foro Boario il mercato dei buoi. Servio Tullio il secondo re che avrebbe costruito nuove mura aumentarono a 300 il numero dei senatori e i comizi centuriati una nuova assemblea popolare in cui i cittadini non partecipavano più ma solamente per diritto di nascita e su basi economiche infine l'ultimo re Tarquinio il Superbo è ricordato dalle fonti antiche ma anche come un fondatore di un regime tirannico che avrebbe suscitato una forte reazione dei romani e la caduta della monarchia.&nbsp;<br>LE BASI TRIBALI: SENATO E COMIZI CURIATI&nbsp;<br>Romolo divise la popolazione di Roma in tre tribù: i Rames, Tities, Luceres. I Tities abitavano il Quirinale erano di origine Sabina, i Luceres erano di origine etrusca. Ciascuna tribù era suddivisa in 10 curie che erano in totale senza ogni curia era composta da 10 genti costituite da famiglie libere. le famiglie erano gruppi minori di persone di caso libero (moglie, figlio e figlie o anche mogli dei figli maschi) o di condizione servile che sottomise a un Pater familias. la città nacque da insediamenti di diritti politici che furono conosciuti da capi delle gentes permettendo loro a sedere in Senato ammettendo in senato anche i capi delle famiglie. così entrambi furono detti senatori, il senato si configurava come un&nbsp; consiglio degli anziani il senato era un assemblea ristretta composta inizialmente da 100 senatori. il senato era consultato dal re per questioni di politica interna ed esterna è chiamato ad esprimere il proprio parere sulle leggi proposte dal sovrano e sulle decisioni prese dai comizi curiati. a casa l'assemblea del senato esisteva anche un assemblea allargata tutti i membri delle gentes e si basava sulla divisione in curie così chiamata assemblea dei comizi curiati. ci fu anche un'importante funzione militare. doveva fornire alla città 10 Cavalieri e un'unità di 100 fanti detta centurie era composto da 300 cavalieri e 300 fanti. le curie avevano funzione elettive ogni curia e leggeva 10 senatori per un totale di 300 alla norma introdotta da Servio Tullio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-22 14:17:03 UTC</pubDate>
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         <title>ILARIA DELLA MONICA</title>
         <author>Ilariadellamonica</author>
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         <description><![CDATA[<div>LA SOCIETÀ ROMANA<br>La società romana era caratterizzata dalla contrapposizione tra la classe dei patrizi, che erano i membri della gentes , e i plebei, i membri della plebe. Entrambi erano composti di persone libere, ma solo i patrizi godevano dei pieni diritti di cittadinanza. I Patrizi erano gli unici a poter diventare magistrati e senatori e potevano prendere parte ai culti cittadini. le origini della plebe sono molto discusse. Si pensava che fossero indigeni sottomessi dai Latini, mentre altre ipotesi sostengono che erano coloro che non possedevano terre proprie. I plebei erano considerati stranieri che non dovevano mescolarsi con i veri cittadini, il diritto di sposare un appartenente alla classe Patrizia venne concesso soltanto nel 445 a.C. con la legge Canuleia. Accanto esisteva un’altra categoria di uomini liberi, si trattava dei clientes, persone che avevano protezione dal capo di una gens divenuto così loro patrono. In cambio i clienti dovevano prestare servizio militare al patrono, contribuire a pagare il suo riscatto se era fatto prigioniero, pagare le multe e contribuire alla dote delle sue figlie. I rapporti tra patroni e clienti erano basati sulla Fides, cioè sulla reciproca fiducia, il cui rispetto era posto sotto il custode dei patti. Il cliente che veniva meno ai suoi doveri diventava sacer ,ossia consacrato agli dèi, che equivaleva a una condanna a morte. A Roma esistevano gli schiavi che erano considerati beni materiali e alla morte del padrone passavano agli eredi. La schiavitù era una condizione fluida, gli schiavi potevano essere tali per nascita oppure diventarlo, ma da schiavi potevano riacquisire la libertà , infatti un padrone poteva liberare i suoi schiavi per diverse ragioni , attraverso un atto di liberazione detto manomissione ,&nbsp; e in questi casi gli schiavi venivano chiamati liberti. La famiglia romana era costituita da un gruppo di persone sottomesse al pater familias o per natura o per diritto . Alla base di una nuova famiglia&nbsp; c’era il matrimonio , che a Roma era monogamico. Le cerimonio che potevano sancire un matrimonio erano 3 , la confarreatio , coemptio e l’usus . La prima prendeva nome da una focaccia di farro che gli sposi dividevano e mangiavano insieme durante la cerimonia ,la seconda era un atto di compravendita con il quale una donna veniva venduta al marito , e con la terza un uomo acquisiva, dopo un anno di convivenza , i diritti di possesso di una donna .&nbsp;</div><div>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-23 14:09:06 UTC</pubDate>
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         <title>ILARIA DELLA MONICA</title>
         <author>Ilariadellamonica</author>
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         <description><![CDATA[<div>LA RELIGIONE ROMANA<br>Quella romana era una religione aperta , che ammetteva l’inclusione di nuove divinità .I Romani erano interessati al rapporto concreto tra la comunità umana e le forze divine . Nella fase più antica della storia di Roma l’attività prevalente era l’agricoltura , per questo erano venerate divinità protettrici dei campi , che si manifestavano attraverso oggetti e atti quotidiani . Molti riti antichi venivano considerati importanti , ad esempio il rito dei sacerdoti Arvali , il culto dei Lari e il culto di Giano . La religione romana subì l’influenza etrusca e greca e le divinità acquisirono caratteristiche antropomorfe . Esisteva una famiglia divina composta da Giove&nbsp; e sua moglie Giunone , e Vesta&nbsp; , la dea del focolare domestico. Accanto erano venerate altre divinità come Minerva , Diana e Marte. Tratto importante della religione romana&nbsp; era la dimensione politica , infatti c’era il sacerdotizio che era una carica pubblica e la vita religiosa era concepita come un dovere politico , per questo le istituzioni politiche non erano separate da quelle religiose , ed esisteva il rex che era il capo militare-politico e contemporaneamente un sacerdote . I sacerdoti più importanti erano i pontefici . I pontefici erano riuniti in un collegio presieduto da un pontefice massimo , che era l’unico che conosceva le regole secondo le quali doevano compiersi le cerimonio religiose e i processi privati , che si svolgevano tramite la pronuncia di formule che solo i pontefici conoscevano. Esistevano altre figure importanti come i salii, che celebravano una danza di guerra con l’accompagnamento di parole ritmate , gli àuguri che interpretavano la volontà divina , gli auspici e gli aruspici, che erano indovini . &nbsp;</div><div>Nei rapporti con gli altri Stati era importante il ruolo dei feziali , che avevano il potere di dichiarare guerra e di concludere trattati di pace. L’unico sacerdotizio femminile era quello delle vestali , fanciulle di nobili famiglie vincolate per trent’anni a un voto di castità. Avevano il compito di custodire il fuoco che bruciava perennemente nel tempio della dea . &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-23 14:15:10 UTC</pubDate>
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