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      <title>I villini Liberty di Cave by letiss</title>
      <link>https://padlet.com/letizia_mula/3oqi1kxankbraxh1</link>
      <description>Realizzato da Mula Letizia</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-04-10 14:04:54 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-02-26 20:14:52 UTC</lastBuildDate>
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         <title>ART NOUVEAU</title>
         <author>letizia_mula</author>
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         <description><![CDATA[<div>Agli inizi del Novecento, nell'ambito artistico si cominciò ad avvertire l'esigenza di un nuovo linguaggio che rappresenti la volontà di rottura con l'accademismo ottocentesco. Nasce così il movimento dell'<strong><em>Art Nouveau</em></strong><em>, </em>che si afferma velocemente in tutta Europa e che, pur mantenendo caratteristiche comuni, si declina in varie forme e viene riconosciuto con denominazioni differenti nei vari stati europei:<br>- <strong><em>Art Nouveau</em></strong> in Belgio e Francia<br>- <strong><em>Modern Style</em></strong> in Gran Bretagna<br>- <strong><em>Jugendstil</em></strong> in Germania<br>- <strong><em>Sezessionstil</em></strong><em> </em>in Austria<br>-<strong> </strong><strong><em>Modernismo</em></strong><em> </em>in Spagna<br>-<strong> </strong><strong><em>Liberty </em></strong>o<strong> </strong><strong><em>Floreale</em></strong><em> </em>in Italia</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-11 11:19:29 UTC</pubDate>
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         <title>Innovazioni </title>
         <author>letizia_mula</author>
         <link>https://padlet.com/letizia_mula/3oqi1kxankbraxh1/wish/502881066</link>
         <description><![CDATA[<div>Proprio questo è il periodo delle grandi innovazioni nel sistema produttivo industriale, soprattutto in ambito dei materiali da costruzione. Il<strong> ferro</strong> e  il <strong>vetro</strong> su tutti permettono nuove possibilità di espressione e risultano essere il mezzo per dar vita alle più audaci idee progettuali.<br>La<strong> natura</strong> diventa fonte di ispirazione per questo movimento e la possibilità di lavorare il metalli in forme sinuose ed esili permette di raggiungere quelle forme dinamiche e luminose proprie del mondo naturale. Le linee rette si trasformano così in ammalianti curve, le inferriate si adornano di foglie e fiori, i pilastri ricordano l'imponenza degli alberi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-11 13:17:51 UTC</pubDate>
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         <title>Il Liberty in Italia</title>
         <author>letizia_mula</author>
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         <description><![CDATA[<div>In Italia, il Nuovo Stile ebbe inizialmente il nome di «<strong><em>Floreale</em></strong>», per assumere poi il più noto nome di «<strong><em>Liberty</em></strong>» dal negozio di un commerciante in oggetti orientali a Londra, <strong>Arthur Lasenby Liberty</strong>.  I centri più importanti dello "Stile del '900" furono <strong>Torino, Palermo, Firenze, Lucca, Viareggio,  Milano, Roma, Emilia Romagna</strong>.  Il movimento si affermò definitivamente nel nostro paese dopo l'<strong>Esposizione di Torino</strong> nel <strong>1902</strong>.<br><br><br>La Casina delle Civette, Roma<br>Esempio di vetrate Liberty</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-11 13:53:44 UTC</pubDate>
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         <title>Una nuova tipologia edilizia: il VILLINO</title>
         <author>letizia_mula</author>
         <link>https://padlet.com/letizia_mula/3oqi1kxankbraxh1/wish/510855159</link>
         <description><![CDATA[<div>Il<strong> villino</strong> Liberty comincia a caratterizzare ampie porzioni di città, in Italia, a partire dalla fine dell'Ottocento. Roma (città che ha apportato la sua influenza architettonica sul territorio di Cave), per esempio, vede sorgere interi quartieri con questa tipologia, come il celebre <strong>Quartiere Coppedè</strong>, dal nome dell'architetto che li ha disegnati. <br>Il villino si caratterizza sin da subito come <strong>residenza signorile</strong>: è di dimensioni contenute, solitamente su due livelli e circondato da un giardino e da alberi che lo isolano e lo proteggono dal frastuono della città.<br>Il villino è al contempo luogo di sperimentazione di arte totale: in linea con il nuovo stile vengono realizzati anche gli arredi, i tessuti dei tendaggi, le posate e gli utensili in metallo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-16 14:41:03 UTC</pubDate>
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         <title>I villini Liberty di Cave</title>
         <author>letizia_mula</author>
         <link>https://padlet.com/letizia_mula/3oqi1kxankbraxh1/wish/511063467</link>
         <description><![CDATA[<div>Il territorio di Cave è costellato da numerosi edifici Liberty che contribuiscono a rendere la città molto diversa da tutte quelle vicine. Sono architetture eleganti e proporzionate caratterizzate da decorazioni originali ma mai eccessive, sempre misurate e in equilibrio con l’ambiente circostante.<br>La struttura è in <strong>muratura</strong>, dal disegno a pianta regolare, <strong>rettangolare o quadrata</strong>. La facciata è in genere a <strong>due livelli</strong>, anche se non mancano realizzazioni su <strong>tre livelli</strong>. Quasi tutti i villini sono caratterizzati dalla presenza del<strong> torrino</strong>, che riprende la tipologia del castelletto, che contiene il corpo scala. Il torrino è anche l’elemento che porta luce all’interno della casa, attraverso le ampie <strong>finestrature</strong>, ed è adornato con bugnati e decorazioni che lo evidenziano e lo rendono elemento forte e autonomo dal resto dell’edificio.<br>Queste residenze sono in relazione stretta con la natura circostante. Anzi, la natura e la vegetazione che li circondano sono parte integrante dell’architettura stessa. I giardini sono arricchiti da <strong>palme</strong>, presenti ancora oggi, bellissime e che erano state importate nei primi anni del ‘900.<br>Pur nella tipologia simile, ogni villino è caratterizzato da diverse decorazioni e da dettagli originali che lo rendono unico e diverso da ogni altro. Stucchi e ringhiere sono stati piegati come motivi floreali con grande maestria dagli artigiani di Cave per creare suggestioni che ancora oggi emozionano il visitatore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-16 16:00:31 UTC</pubDate>
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         <title>Villino Donnini</title>
         <author>letizia_mula</author>
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         <description><![CDATA[<div>Si tratta di un'interessante costruzione, molto più simile alla tipologia del <strong>palazzetto</strong>, realizzata su un salto di quota tra la via Pio XII e il colle degli Orti Giorgioli, differenza di quota notevole, per cui sono necessari un alto basamento e i tre piani dell'edificio per superarla.<br>Fu costruito tra il <strong>1934</strong> e il <strong>1936</strong>, e ospitò, al piano primo, la <strong>Caserma della Guardia di Finanza</strong>, al piano secondo, la <strong>residenza del Comandante di Stazione</strong>, mentre il terzo piano era riservato esclusivamente alla <strong>famiglia proprietaria</strong>.<br>Interessanti sono i dettagli. Il primo piano è trattato come un piano terra ed è definito da un<strong> bugnato </strong>angolare rustico che si ripete liscio al secondo piano e si trasforma in<strong> </strong>lesena al terzo. Il sottotetto è caratterizzato da un vibrante color azzurro, impreziosito da elementi floreali dipinti alternati a stucchi in rilievo.<br>Il fronte interno del villino si affaccia su un <strong>giardino all'italiana</strong> il cui disegno oggi si è perso, ma che mantiene ancora la vegetazione originale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-16 16:20:07 UTC</pubDate>
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         <title>Villino Ida Mattei</title>
         <author>letizia_mula</author>
         <link>https://padlet.com/letizia_mula/3oqi1kxankbraxh1/wish/513159378</link>
         <description><![CDATA[<div>Si tratta di un villino con torrino, realizzato intorno agli <strong>anni venti del Novecento</strong>, da una delle famiglie Mattei, che avevano allora molti possedimenti in Cave. Fu proprietà di Padre Paolo Mattei, sacerdote di Cave e cappellano Militare, decorato per le molte battaglie cui partecipò. Combattè nella prima guerra mondiale e nella guerra di Libia, terra dove trascorse alcuni anni. Proprio a questa sua permanenza e alla conoscenza di questa terra si deve lo <strong>stile orientale</strong> della villa. Il gusto orientale delle decorazioni è quello che senza dubbio, caratterizza maggiormente questo villino.<br>Purtroppo, a causa di un recente restauro, si sono persi i colori originali del villino riportati nella foto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-17 15:39:02 UTC</pubDate>
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         <title>Villino Pinci, già Venzi, già Fagiani</title>
         <author>letizia_mula</author>
         <link>https://padlet.com/letizia_mula/3oqi1kxankbraxh1/wish/515590320</link>
         <description><![CDATA[<div>Il villino apparteneva alla famiglia Fagiani, che lo fece costruire o lo acquistò, tra il <strong>1905</strong> e il <strong>1925</strong>. In seguito al matrimonio tra una ragazza della famiglia Fagiani e un esponente della famiglia Venzi, il villino passò in proprietà a questi ultimi, proprietà che mantennero sino al<strong> 1952</strong>. Venne in questo anno, acquistato dai Pinci, divenendo la residenza, tra l'altro, del Monsignor Antonio Pinci (di cui, ancora oggi, ne possiamo osservare lo stemma).<br>La residenza è caratterizzata da molti elementi decorativi che rispecchiano la sensibilità e il carattere floreale dell'epoca, risultando tuttavia soluzioni decorative di grande originalità; su tutti, spicca li<strong> bugnato angolare</strong> del torrino, che va rastremando dal terreno verso l'alto, e che conferisce slancio e leggerezza alla struttura, ponendo il torrino stesso in risalto. Altra soluzione raffinata, si presenta al primo piano del torrino, un <strong>apertura tripartita da colonnine</strong>, quasi un'interpretazione Liberty della più antica tipologia di <strong>finestra "termale"</strong>. Le ringhiere dei balconcini sono in ferro battuto, elaborate secondo gli stilemi del periodo, e realizzate probabilmente da botteghe locali.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-19 16:04:50 UTC</pubDate>
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         <title>Villino Ciambrone, già Mattei</title>
         <author>letizia_mula</author>
         <link>https://padlet.com/letizia_mula/3oqi1kxankbraxh1/wish/515625829</link>
         <description><![CDATA[<div>E' sicuramente tra i villini più particolari della città, uno dei primi ad essere realizzato, ben <strong>prima del 1920</strong>, da Bernardino Mattei, eclettico artigiano di Cave, esperto nelle arti del legno e delle costruzioni.<br>Di chiaro gusto<strong> neogotico</strong>, questo villino si caratterizza sopratutto per la muratura di<strong> blocchi di tufo </strong>squadrati, lavorati a gradina e lasciata a vista, con decorazioni a rilievo in <strong>laterizio</strong>, dipinte di <strong>rosso,</strong> che definiscono le aperture, il marcapiano e le cornici del sottotetto. le aperture sono a ad arco, con<strong> cornici a sesto acuto</strong>, mentre nel torrino, le aperture sono rettangolari, che hanno la funzione di illuminare il corpo scala. Di notevole interesse è la soluzione dell'affaccio del primo piano, sul fronte principale, con un balconcino a balaustre in legno, dal disegno a <strong>bifore</strong>, e con un <strong>oculo lobato</strong>; lo stesso motivo della bifora e dell'oculo è ripreso nella finestra.<br>Da notare, inoltre, l'attenzione posta dai committenti e dagli artigiani che vi hanno lavorato per le decorazioni dello sporto del tetto, dove è possibile vedere dei <strong>draghi</strong> in legno negli angoli, finemente lavorati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-19 16:28:31 UTC</pubDate>
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         <title>Villino Mattei</title>
         <author>letizia_mula</author>
         <link>https://padlet.com/letizia_mula/3oqi1kxankbraxh1/wish/515644700</link>
         <description><![CDATA[<div>Villino costruito <strong>prima del 1920</strong>, pensato e realizzato anch'esso da Bernardino Mattei e alla cui realizzazione, sopratutto per gli aspetti decorativi, ha lavorato Gaetano Mattei, ebanista e decoratore di Cave.<br>Fu realizzato lungo il percorso della nuova strada, accanto al villino neogotico, ma in posizione più arretrata, con un piccolo e grazioso <strong>parco</strong>.<br>Le decorazioni sono originali e particolari; dagli<strong> stucchi</strong> che caratterizzano sia le cornici delle finestre, sia i decori del sottotetto, i cui temi ricorrono anche in altri villini di Cave, e sono opera di Gaetano Mattei, che incise le sagome nel legno.<br>La casa è rialzata dal terreno ad un seminterrato, e l'accesso principale è messo in risalto dalla <strong>loggia </strong>classicheggiante, a cui si accede tramite una doppia rampa di scale, dalla forma ellittica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-19 16:41:42 UTC</pubDate>
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         <title>Villino Giorgi - Rocca</title>
         <author>letizia_mula</author>
         <link>https://padlet.com/letizia_mula/3oqi1kxankbraxh1/wish/515650672</link>
         <description><![CDATA[<div>L'edificio si trova in prossimità dell'ex stazione ferroviaria. E' di dimensioni notevoli certamente maggiori rispetto agli altri villini della zona. Recenti restauri, condotti dagli attuali proprietari, hanno permesso di recuperare, quei caratteri architettonici e decorativi tipici del gusto dell'epoca. <br>Il piano terra, decorato da un elegante bugnato appena accennato, era destinato ad ospitare i <strong>magazzini</strong> della casa; i piani superiori, trattati con semplice intonaco su cui spiccano i marcapiani e le cornici delle finestre, sono quelli destinati ad <strong>abitazione</strong>.<br>Di grande interesse è la ringhiera del piccolo sul prospetto principale, anch'essa elaborata con <strong>temi floreali</strong>, alto esempio delle capacità artistiche ed artigianali delle maestranze locali, realizzata alla<strong> fine degli anni Venti</strong>, dal fabbro Ettore Foschi. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-19 16:46:07 UTC</pubDate>
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         <title>Villino Giorgi - Rocca</title>
         <author>letizia_mula</author>
         <link>https://padlet.com/letizia_mula/3oqi1kxankbraxh1/wish/515664931</link>
         <description><![CDATA[<div>E' un edificio particolare, dallo sviluppo <strong>longitudinale</strong>, realizzato su uno stretto lotto al lato della stazione.<br>Insieme con il suo simmetrico, sito nella parte opposta della piazza della stazione, rappresenta la volontà di definizione di uno spazio urbano, secondo un disegno ragionato e ben definito, senza tralasciare il gusto architettonico e decorativo del periodo. Nel <strong>1938</strong>, era presente, al pianterreno del villino, il Bar della Sig.ra Serina Vincenzi, che dava ristoro a quanti arrivavano a Cave con il "trenino" delle Ferrovie Vicinali.<br>Il villino è stato da poco restaurato. In occasione di questi lavori, il torrino è stato impreziosito da<strong> vetrate</strong> che richiamano lo stile Liberty, mentre l'interno, da un pavimento in <strong>marmo di Carrara</strong> e <strong>onice</strong> e da deliziosa ringhiera in ferro battuto con inserti in <strong>vetro policromo</strong>, opera delle maestranze locali (fratelli Alvaro e Alberto Romano).<br>A marcare lo sviluppo longitudinale corre in sommità un <strong>fregio</strong> dagli elaborati temi naturalistici, interrotto dalle aperture del secondo piano.<br>In origine entrambi gli edifici erano circondati dai giardini della stazione, creando con questa una stretta relazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-19 16:56:10 UTC</pubDate>
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         <title>Villino Rotondi</title>
         <author>letizia_mula</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il villino si trova all'incrocio di viale Pio XII con via Giacomo Matteotti, fu realizzato già <strong>prima del 1910</strong> ed appartenne alla famiglia Rotondi; si affacciava sul viale alberato della Cona, circondato dal suo spazio verde. mentre oggi, appare quasi oppresso dalle successive costruzioni. <br>L'insieme è sobrio ed elegante, con la piccola scalinata d' accesso a due rampe simmetriche, con le cornici in stucco delle finestre, il netto marcapiano e la decorazione angolare, a bugnato per il piano terra, prosegue al piano nobile liscia, come fosse una lesena.<br>E' interessante una piccola nicchia in travertino posta di fronte l'accesso del villino. Vi sono incise delle <strong>lettere</strong>, forse le iniziali della famiglia Rotondi. Ma sono particolari le decorazioni anch'esse incise in pietra, dal delicato movimento Liberty, alla sua base, a seguito dei lavori di restauro, è apparsa una data: <strong>1911</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-19 17:03:01 UTC</pubDate>
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         <title>Villino Boccuccia</title>
         <author>letizia_mula</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'edificio fu realizzato sulle pendici dell'altura degli Orti Giorgioli, negli <strong>anni Trenta</strong>, in un ambito di notevole interesse, di fronte la piccola piazza sui cui affaccia l'antica chiesa della Madonna della Cona. Si tratta di un villino con torrino. Si presenta con una struttura compatta, ma articolata dal corpo del torrino stesso, il quale risulta come volume indipendente in posizione arretrata rispetto al corpo principale. soluzione unica e non riscontrata in altre tipologie nella città.<br>I molti elementi decorativi e le soluzioni orginali rendono il villino di grande interesse. Una di queste è l'ingresso, posto in prossimità dell'angolo formato dall'incontro tra il blocco dell'edificio e il torrino, ma che sottolinea l'intima relazione tra questi due corpi. Una soluzione che si troverà in altri lungo lo stesso viale. la decorazione delle cornici delle finestre è elaborata e di ispirazione neo-rinascimentale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-20 16:10:32 UTC</pubDate>
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         <title>Villino Traversi</title>
         <author>letizia_mula</author>
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         <description><![CDATA[<div>Di proprietà della famiglia Traversi, la sua costruzione risale agli anni <strong>Trenta</strong>.<br>Fu realizzato, sulla leggera altura degli Orti Giorgioli, allora in aperta campagna, in una posizione quindi ottimale, con un affaccio verso la città nuova che si andava costruendo e un fronte interno che affacciava verso il parco e la campagna.<br>Il villino in origine, fu costruito su <strong>due livelli</strong>, il prospetto principale prevedeva fin da subito, l'elegante <strong>scala simmetrica centrale a doppia rampa</strong>. Un progetto di sopraelevazione fu presentato in Comune nel 1962.<br>Il carattere architettonico della villa è semplice, ma il suo aspetto proporzionato e misurato la rende elegante e piacevole. La tripartizione delle aperture che scandisce lo spazio verticale viene bilanciata con la tripartizione in orizzontale dei livelli. A caratterizzare la facciata principale è la scala simmetrica a due rampe, lavorata con <strong>peperino</strong>, il quale, scelto anche per le altre decorazioni della casa, crea un leggero ed elegante contrasto tra il trattamento ad<strong> intonaco chiaro</strong> dei prospetti e gli elementi architettonici di decoro delle aperture. L'inserimento nel verde, l'essere un tutt'uno con la campagna, è il carattere principale del villino, i cui aspetti architettonici e decorativi, molto regolari e ragionati, creano un giusto equilibrio con la natura circostante.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-20 16:14:05 UTC</pubDate>
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         <title>Villino Ferrante</title>
         <author>letizia_mula</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il villino fu realizzato lungo l'odierno viale Orti Giorgioli, intorno agli <strong>anni Trenta</strong>, costruito ben prima della realizzazione del viale attuale. Ciò potrebbe spiegare il suo<strong> orientamento</strong>, non in asse con il viale, ma impostato sulle direzioni cardinali.<br>Inserito nel verde e fuori dal centro abitato, fu costruito probabilmente come residenza di <strong>villeggiatura</strong>. <br>Il villino è caratterizzato dalle molte decorazioni e dai molti elementi originari dal gusto floreale; su tutti spicca la <strong>cornice sommitale</strong> dell'edificio, decorata a specchi con<strong> ghirlande</strong> e motivi<strong> fitoformi</strong>, di colori a contrasto bianco e marrone, che risaltano sul rosso mattone dell'intonaco. lo stesso motivo a ghirlande è ripreso nella parte superiore delle cornici delle finestre del piano terra, mentre quelle del piano primo, presentano una semplice e geometrica cornice in stucco.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-20 16:19:30 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Villino Rocchi</title>
         <author>letizia_mula</author>
         <link>https://padlet.com/letizia_mula/3oqi1kxankbraxh1/wish/518031244</link>
         <description><![CDATA[<div>Si tratta di un villino, dalle forme estremamente graziose ed eleganti. Risale agli <strong>anni Trenta</strong> del Novecento. Fu realizzato sulle pendici dell'altura con un affaccio eccezionale verso la valle e verso il centro storico della città. Da questa posizione si apprezza la natura boschiva e folta della valle stessa e si gode della leggerezza del clima fresco e mite che ne deriva. Probabilmente, proprio per questi aspetti, doveva nascere come <strong>residenza estiva</strong> lontano dalla città.<br>E' un villino con torrino, dalla struttura regolare sia in pianta, sia in alzato, articolata dal corpo del torrino, il quale risulta come volume indipendente dal resto dell'edificio.<br>Molti elementi decorativi e le soluzioni originali connotano la villa. Una soluzione architettonica interessante ed originale è la <strong>piccola colonna</strong> a sostegno degli archi della corte superiore, così sapientemente studiata nel suo essere <strong>leggermente schiacciata</strong>, nella sua enfasi, che sembra avvertire il peso della struttura che sostiene.<br>Una altra particolarità che lo distingue dagli altri villini, è l'<strong>apertura ad arco</strong> alla base del torrino, così da creare un vuoto, ove di solito esiste il pieno basamento. Ancora si ritrova questa volontà di scavare, di svuotare, di portare l'ambiente interno verso l'esterno.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-20 16:23:33 UTC</pubDate>
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         <title>Villino &quot;Reali Carabinieri&quot;</title>
         <author>letizia_mula</author>
         <link>https://padlet.com/letizia_mula/3oqi1kxankbraxh1/wish/519818548</link>
         <description><![CDATA[<div>Il villino sorge in una posizione estremamente favorevole, con un suggestivo affaccio verso il centro storico.<br>E' il primo villino che si incontra arrivando da Roma, ed è inoltre tra i più antichi, sede fin dai primi anni del Novecento, del <strong>Comando dei Reali Carabinieri</strong>, che ospitano nei locali del pianterreno le<strong> carceri</strong>.<br>Nelle decorazioni il villino appare semplice e misurato, quasi a bilanciare il carattere massiccio del edificio.<br>Sono evidenti le cornici in stucco delle finestre e la linea netta del marcapiano.<br>L'<strong>apertura ovale</strong> nel corpo centrale è stata realizzata in seguito alla sostituzione dell'originale finestra ad arco.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-21 10:14:18 UTC</pubDate>
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         <title>Villino Sessi</title>
         <author>letizia_mula</author>
         <link>https://padlet.com/letizia_mula/3oqi1kxankbraxh1/wish/519843037</link>
         <description><![CDATA[<div>Molti sono gli elementi e le decorazioni Liberty, che caratterizzano l'edificio; è ben evidente, la cornice in sommità, dalle linee <strong>fitomorfe</strong> e molto eleganti, nel sottotetto sono inoltre conservate in ottimo stato i <strong>cuscini floreali</strong> in gesso, incassati nella struttura del tetto, di cui si conserva ancora la matrice in legno. Il lavoro di queste decorazioni si deve a Gaetano Mattei, ebanista e artigiano molto attivo a Cave e nella Capitale.Anche questo villino è tra i più antichi di Cave, costruito tra il 1920 e il 1922, da Bernardino Mattei, è tra i pochi che ancora oggi, mantiene il suo parco, e si presenta, nella riservatezza del suo verde, proprio nel centro della città. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-21 10:25:35 UTC</pubDate>
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         <title>Villino Celeste</title>
         <author>letizia_mula</author>
         <link>https://padlet.com/letizia_mula/3oqi1kxankbraxh1/wish/519853500</link>
         <description><![CDATA[<div>Prende il nome della signora <strong>Celeste Polverini</strong>, che ne era la proprietaria, e che insieme al consorte, <strong>Dott. Commendatore Roberto Dodi,</strong> fecero realizzare questa residenza attorno al <strong>1910</strong>.<br>Sorgeva in un'area che allora era ancora campagna, su un pendio che scendeva verso la valle detta del "Potano".<br>La residenza è caratterizzata da molti elementi decorativi che rispecchiano la sensibilità dell'epoca. L'inserimento nel verde, l'essere un tutt'uno con la campagna, è il carattere principale del villino e tutti gli altri aspetti decorativi e architettonici sono un richiamo continuo alla <strong>natura</strong>. Le decorazioni angolari trattate a volute ne sono un esempio, così come le cornici intorno alle finestre. L'elemento architettonico più caratterizzante è la <strong>piccola loggia</strong> sul fronte interno. Una struttura di grande originalità e bellezza, con una funzione di <strong>raccordo</strong>, tra la campagna e la casa. In passato, erano presenti, delle <strong>tende </strong>mobili, che creavano un movimento di volume e colore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-21 10:30:45 UTC</pubDate>
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         <title>Villa Merendino</title>
         <author>letizia_mula</author>
         <link>https://padlet.com/letizia_mula/3oqi1kxankbraxh1/wish/519874471</link>
         <description><![CDATA[<div>La villa sorge su un'altura del quartiere San Lorenzo, immersa nella splendida vegetazione che la separa dall'abitato circostante. Fu realizzata agli <strong>inizi del Novecento</strong> dalla famiglia Venzi. Qui si trasferì la figlia del Senatore Giovanni Giolitti, andata in sposa al Senatore  Giulio Venzi; in occasione delle nozze, la donna, portò con sé dalle sue residenze in Piemonte, alcuni arredi, ancora presenti nella villa. Durante la Seconda Guerra Mondiale, l'edificio divenne sede di un <strong>comando dell'esercito tedesco</strong>, e per questo, fu <strong>bombardata dagli alleati,</strong> riportando purtroppo notevoli danni. Nel dopoguerra, precisamente nel <strong>1951</strong>, si decise la ristrutturazione, che la famiglia Venzi affidò ad Emanuele Caniggia, importante architetto molto attivo, in quel periodo, a Roma e in Italia.<br>La residenza è caratterizzata da molti elementi decorativi che rispecchiano la sensibilità e il carattere dell'epoca.<br>L'inserimento nel verde, l'essere un tutt'uno con la campagna, è il carattere principale della villa stessa.<br>Di notevole interesse è l'uso del <strong>tufo </strong>nel portico e nelle cornici dell aperture, un rimando alla <strong>natura vulcanica del territorio</strong>; indice della sensibilità dell'epoca è il trattamento del <strong>ferro </strong>nella scala a chiocciola del torrino.<br>All'interno un dettaglio che rispecchia il gusto floreale dell'Italia di quegli anni, è il <strong>caminetto in ceramica</strong>, posto in uno studiolo del piano nobile della villa, proveniente dalla residenza piemontese della <strong>famiglia Giolitti</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-21 10:41:10 UTC</pubDate>
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         <title>Villino Dappi, già Graziosi</title>
         <author>letizia_mula</author>
         <link>https://padlet.com/letizia_mula/3oqi1kxankbraxh1/wish/519878862</link>
         <description><![CDATA[<div>Il villino pur nelle sue forme semplici, è tra i più eleganti della città. Fu realizzato intorno agli <strong>anni Trenta</strong> del Novecento.<br>Si tratta di un villino dall'impianto <strong>compatto e regolare</strong>, che si sviluppa su due livelli. Di dimensioni contenute, presenta prospetti semplicemente scanditi dalle aperture, con un marcapiano appena accennato che definisce i due piani.<br>Il villino risulta sobrio, ma <strong>elegante </strong>nella sua semplicità; elemento senza dubbio interessante è il balconcino centrale della facciata principale su strada, realizzato in <strong>malte cementizie</strong>, dalle decorazioni <strong>fitomorfe</strong>. Gli angoli della casa sono definiti, al piano terra, da un <strong>bugnato </strong>in stucco, che al livello superiore diventa una semplice fascia, a mo di parasta.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-21 10:43:26 UTC</pubDate>
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         <title>Villino Manni - Lucia, già Venzi</title>
         <author>letizia_mula</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il villino sorge lungo il viale San Lorenzo, costruito dai Quartaro, tra il <strong>1890</strong> e il <strong>1905</strong> una famiglia di costruttori attiva nell'Ottocento. Fu ristrutturato intorno agli anni Trenta/Quaranta, dalla famiglia Venzi; vi abitarono infatti la figlia del Sen. Giulio Venzi, Maria, con il marito, l'Avv. Vito Arena. In origine in aperta campagna, la villa fu concepita proprio come<strong> residenza di campagna e di villeggiatura</strong> dalla famiglia Venzi. Durante la Seconda Guerra Mondiale venne utilizzata come <strong>ricovero</strong> per alcune famiglie di Cave, per poi tornare ad essere residenza estiva degli eredi Venzi, fino agli anni Ottanta. Dopo un periodo di abbandono, è stato acquistato dagli attuali proprietari, che hanno curato i lavori di ristrutturazione e restauro dell'intero immobile.<br>Il villino è caratterizzato dall'estrema <strong>semplicità</strong> delle decorazioni; leggeri stucchi intorno le finestre e semplici marcapiani; in sommità è stata riproposta una decorazione a temi floreali ad imitazione della fascia originaria andata perduta.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-21 10:45:24 UTC</pubDate>
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         <title>Villino detto di Claretta Petacci</title>
         <author>letizia_mula</author>
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         <description><![CDATA[<div>Realizzato attorno agli<strong> anni Trenta</strong>, si trova nel quartiere San Lorenzo, in una posizione oggi non visibile dalla strada principale.  E' stato sede di alcuni comandi militari nell'ultima guerra mondiale.<br>Oggi appare molto rimaneggiato, sopratutto sul fronte ovest, dove è stata aggiunta una scala, che ne altera l'originario aspetto.<br>Gli elementi che destano interesse del villino, sono le sue decorazioni a stucco delle cornici delle aperture, i semplici ma eleganti marcapiano che si raccordano all'inquadratura laterale, sempre in stucco, della casa, le balaustre finemente lavorate dei balconcini del piano primo. Senza dubbio uno dei dettagli di maggiore interesse, è la presenza di una testa di donna in stucco, nelle cornici delle finestre del piano primo; alcune testimonianze vogliono come modello di questo volto femminile, il volto di <strong>Claretta Petacci</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-21 10:54:11 UTC</pubDate>
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         <title>CREDITS: &quot;CAVE LIBERTY, Architettura, Vita e Stili&quot;, GIUSEPPE MOSETTI - AGNESE MORONI</title>
         <author>letizia_mula</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-08-08 10:41:47 UTC</pubDate>
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