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      <title>Clonazione di La peste del Seicento by Maria Margherita Riva</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-02-20 21:54:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mriva4</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel XVII secolo l’Italia era dominata dalla Spagna, che occupava Milano, il Mezzogiorno e le isole. Gli Spagnoli imposero pesanti tasse, favorirono i nobili e i proprietari terrieri a svantaggio dei ceti produttivi. Dal 1630, inoltre, si sviluppò una terribile epidemia che colpì prima l’Italia settentrionale e, nel 1656-1657, il Mezzogiorno. La combinazione di tali fattori diede inizio a una fase di crisi economica e demografica in tutta Italia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-20 21:54:14 UTC</pubDate>
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         <title>Le peggiori epidemie della storia</title>
         <author>mriva4</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel corso della storia, altre infezioni hanno colpito percentuali significative della popolazione umana, causando fino a decine di milioni di morti. Alcune - come la peste - sono apparentemente debellate, altre - come l'AIDS - continuano a mietere vittime. Ecco uno schema delle pandemie più mortali della storia. <br><em>Leggi l'articolo proposto.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-20 21:54:14 UTC</pubDate>
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         <title>La peste oggi</title>
         <author>mriva4</author>
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         <description><![CDATA[<div>Più di tremila casi e quasi seicento morti in cinque anni accendono la luce sulla malattia che sconvolse l’Europa nel Medioevo<br><em>Leggi l'articolo proposto.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-20 21:54:14 UTC</pubDate>
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         <title>Ricostruito il genoma del batterio della peste</title>
         <author>mriva4</author>
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         <description><![CDATA[<div>l batterio che provocò la pandemia medievale è cambiato molto poco negli ultimi 600 anni: lo rivela lo studio del suo DNA.<br><em>Leggi l'articolo proposto.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-20 21:54:14 UTC</pubDate>
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         <title>Alessandro Manzoni, La madre di Cecilia</title>
         <author>mriva4</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il brano che proponiamo, uno dei più celebri de I promessi sposi, ritrae una Milano ormai sconvolta dal dilagare della peste: Renzo ne percorre le vie desolate, inquietate dal tintinnio dei campanelli dei carri funebri e dalla presenza funesta dei monatti. Una scena attira l’attenzione del giovane, suscitando in lui profonda pietà e fornendo al lettore un quadro vivido della forza distruttrice del morbo.<br><em>Leggi il brano proposto.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-20 21:54:14 UTC</pubDate>
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         <title>Diario dell&#39;anno di peste</title>
         <author>mriva4</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il <em>Diario</em> di Daniel Defoe, redatto nel 1772, ci fornisce un documento sulla peste di Londra del 1665. L’autore, allora bambino, non deve averne avuta esperienza diretta: l’opera si presenta come volume di memorie autobiografiche di un personaggio di fantasia, ma la<br>precisione documentaria con cui vengono riportati provvedimenti legislativi, episodi specifici e statistiche fornisce un quadro molto realistico della situazione dell’epoca.<br><em>Leggi il brano proposto.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-20 21:54:14 UTC</pubDate>
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         <title>Rendimento di grazie dopo la peste</title>
         <author>mriva4</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1656 anche a Napoli infuria l’epidemia di peste: Micco Spadari, autore dell’opera <em>Rendimento di grazie dopo la peste</em>, viene ospitato nella certosa di San Martino per evitare d’essere contagiato e, scongiurato il pericolo, rende grazie con l’esecuzione del dipinto<br>proposto, unendo fatti storici ad elementi sacri.<br>Nella parte inferiore della scena, a destra, sono rappresentati i monaci, i cardinali (tra cui il cardinale<br>Ascanio Filomarino, in veste rossa) e il priore: essi sono inginocchiati a terra, con lo sguardo rivolto verso l’alto, e sono disposti a semicerchio attorno ad una lapide bianca<br>con le braccia aperte in segno di ringraziamento. Il personaggio all’estrema destra, in veste laica e con la mano sul petto, raffigura lo stesso Spadaro. A sinistra, invece, lo spazio in primo piano è occupato dai cadaveri delle ultime vittime del morbo e una vecchia scheletrica, emaciata e seminuda è vera e propria allegoria della peste, cacciata direttamente da San Martino. Nella parte superiore del dipinto, sopra il gruppo di<br>confratelli, la Vergine, insieme a San Bruno (capostipite dell’ordine), ascende intercedendo verso Cristo, in alto a sinistra, che, sopra un letto di nuvole e circondato dai santi,<br>depone la spada ardente dell’ira finalmente placata.<br>Sullo sfondo, al di là di un porticato, è rappresentata la città di Napoli sotto un luminoso cielo azzurro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-20 21:54:14 UTC</pubDate>
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         <title>Il medico della peste</title>
         <author>mriva4</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il documento proposto è un disegno, databile al 1656, che raffigura il cosiddetto “medico della peste”: il personaggio indossa una lunga tonaca nera, scarpe e guanti, un cappello a tesa larga altrettanto nero e una caratteristica maschera a forma di becco.<br>Questa maschera, già in uso dal XIV secolo come strumento protettivo dei medici per evitare il contagio, presenta due fori per gli occhi ed un lungo becco nel quale erano contenute erbe aromatiche (come lavanda, menta, canfora etc.) o spugne imbevute d’aceto per non sentire l’odore dei moribondi, allora ritenuto uno dei fattori scatenanti delle epidemie. <br>La figura del disegno, poi, tiene tra le mani un bastone che si ritiene fosse una canna dai molteplici usi: per non toccare direttamente il corpo degli appestati, per allontanare le persone o per togliere i vestiti dai moribondi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-20 21:54:14 UTC</pubDate>
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         <title>La peste a Milano</title>
         <author>mriva4</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il documento che proponiamo appartiene ad un ciclo di quattordici stampe ad acquaforte<br>realizzate presumibilmente nella prima metà del XVII secolo da Melchiorre Gherardini, pittore milanese. Viene rappresentata una delle principali piazze di Milano, piazza San Babila, durante la tragica epidemia di peste del Seicento. Tutta la scena, affollata e caotica, è dominata dal dilagarsi inesorabile del morbo: otto carri funebri, carichi di cadaveri e accompagnati da monatti, si dirigono verso Porta Orientale; a destra, di fronte alla chiesa, v’è un altro morto in attesa d’essere raccolto, mentre soldati e malati riempiono la strada.<br>In questo clima, alcuni fedeli inginocchiati si affidano alla preghiera: di fronte alla colonna di Santa Mona un sacerdote celebra una funzione sotto un cielo dominato da nuvole fumose.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-20 21:54:14 UTC</pubDate>
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