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      <title>Il centro storico di Palermo by Manola</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-08 12:16:10 UTC</pubDate>
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         <title>Cattedrale di Palermo.</title>
         <author>manoladimaggio99</author>
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         <description><![CDATA[<div>La<mark> Cattedrale di Palermo</mark> è un maestoso edificio che si impone per la scenografica presenza delle sue linee architettoniche e l’imponenza della splendida facciata incorniciata dai due campanili che racchiudono anche l’abside e che costituisce l’avanzo più importante della prima edificazione normanna nell’isola.</div><div>La cattedrale è stata costruita a partire dal<mark> 1184</mark> per volere dell’arcivescovo <mark>Gualtiero Offamilio</mark> su di un preesistente edificio di culto musulmano. Nel corso del tempo è stata sottoposta ad una serie di ristrutturazioni, modifiche ed aggiunte, nel XIV secolo vennero elevate le quattro torri campanarie e tra il XV ed il XVI sec. Furono costruiti il portico meridionale e quello settentrionale<strong>.</strong></div><div><mark>La facciata</mark> tre-quattrocentesca è delimitata dai due campanili ornati da motivi scultorei di notevole valore che richiamano temi islamici. <mark>Il portale</mark> quattrocentesco presenta grande ricchezza di particolari decorativi di sostanziale impronta gotica. Sul fianco prospiciente la piazza di apre il portico meridionale che è una realizzazione gotico-catalana della seconda metà del XV secolo. Il portico settentrionale è invece originario della seconda metà del XVI secolo.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-08 12:44:09 UTC</pubDate>
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         <title>Chiesa di San Cataldo</title>
         <author>manoladimaggio99</author>
         <link>https://padlet.com/manoladimaggio99/3mo952n39okp/wish/229529810</link>
         <description><![CDATA[<div>La <mark>chiesa di San Cataldo </mark>è facilmente riconoscibile per la presenza delle tre caratteristiche cupole di colore rosso.<br>L’edificio risale al periodo normanno (XII secolo) e si colloca presumibilmente fra&nbsp; il <mark>1154 e il 1160.</mark><br>Pochi anni dopo la sua costruzione, nel 1182, fu donata da <mark>Guglielmo II</mark> al monastero dei frati<mark> Benedettini di Monreale</mark> che la detenne fino al XVIII secolo.<mark><br></mark><strong><em>Interno della Chiesa:</em></strong><strong><em><mark><br></mark></em></strong><strong><em>-</em></strong><mark>Le pareti interne</mark> non sono decorate, ma sono appositamente lasciate in stato rustico, con i mattoni in evidenza.<br>-<mark>Il pavimento</mark> è realizzato in marmo con l’inserimento di mosaici e presenta un classico esempio di arte decorativa araba con evidenti scopi cristiani.<br>-<mark>L’altare</mark> in marmo bianco reca, scolpiti la Santa Croce e un uomo, un leone, un vitello e un’aquila,simboli che,secondo la tradizione cristiana si riferiscono ai quattro evangelisti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-08 12:49:05 UTC</pubDate>
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         <title>Chiesa della Martorana.</title>
         <author>manoladimaggio99</author>
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         <description><![CDATA[<div>La <mark>Chiesa della Martorana</mark> si affaccia su <mark>Piazza Bellini</mark> a Palermo e appartiene all’Eparchia di Piana degli Albanesi, diocesi cattolica con rito greco – bizantino.<br>È tra le più affascinanti<mark> chiese bizantine </mark>che esistono in Sicilia risalente al Medioevo. La bellezza di questa chiesa sta anche nella molteplicità di stili che racchiude, poiché di secolo in secolo è stata arricchita da diversi dettagli artistici, architettonici e culturali. Oggi la Chiesa della Martorana è una ChiesaMonumento<strong>, </strong>da ammirare e visitare nelle sue molteplici facce e bellezze.<br>A questo edificio, più volte restaurato, si accede tramite<mark> il campanile</mark>, una costruzione a pianta quadrata del XIII secolo, aperta in basso da <mark>arcate arcuate a colonne angolari</mark> e con tre grandi ordini di grandi bifore. La chiesa<mark> ha pianta a croce greca</mark>, prolungata dal nartece e l’atrio sui quali si trova un portale assiale ancora esistente.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-08 12:57:03 UTC</pubDate>
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         <title>San Giovanni Degli Eremiti</title>
         <author>manoladimaggio99</author>
         <link>https://padlet.com/manoladimaggio99/3mo952n39okp/wish/230926604</link>
         <description><![CDATA[<div>Rivestì con buone probabilità la funzione di moschea durante il periodo arabo (IX secolo).<br>Ricevette successivamente le attenzioni del re normanno Ruggero II che lo fece ricostruire nel 1136 in onore di <mark>San Giovanni Evalgelista</mark>.<br>Da ultimo,<mark> fu </mark>ripreso e<mark> restaurato </mark>nel 1880 dall’architetto<mark> Giuseppe Patricolo</mark> .Da quello che si può oggi ammirare, la chiesa raccoglie maggiormente l’eredità araba.Questa si percepisce subito dalla presenza di cinque cupole di colore rosso fiammante che si ergono al di sopra di strutture geometriche squadrate.<br>Le cupole divergono fra di loro per dimensione, e sono&nbsp; disposte,&nbsp; a diversa altezza, secondo lo schema della chiesa:<br>La chiesa è a croce latina, con la caratteristica forma a T.<br>La cupola più alta, sulla campata sinistra del transetto, riveste il ruolo di torre campanaria:è in stile gotico, con quattro aperture sormontate da arco a sesto acuto.<br>Per quanto riguarda l’interno della <mark>Chiesa San Giovanni degli Eremiti</mark>, l’ambiente è costituito da elementi costruttivi in tufo, a navata unica, e termina nei tre absidi del transetto.<br>Non ci sono decorazioni o abbellimenti, ma tutto è caratterizzato da semplicità e armonia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-13 07:33:12 UTC</pubDate>
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         <title>Palazzo Reale o dei Normanni.</title>
         <author>manoladimaggio99</author>
         <link>https://padlet.com/manoladimaggio99/3mo952n39okp/wish/230927477</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Il Palazzo reale</strong>,soprannominato Palazzo dei Normanni,fu una delle prime strutture Arabo-Normanne.<br>Il primo corpo del palazzo,chiamato<mark> Qsar </mark>(termine arabo che significa ''Fortezza''),risale al periodo arabo.<br>Quando i Normanni sbarcano in Sicilia nel 1072,sconfissero il dominio Arabo e successivamente,nel 1130 <mark>Ruggero D'Altavilla</mark> fu incoronato Re di Sicilia e il palazzo fu ampliato e ristrutturato divenendo la sede del re e il centro del potere del regno e fece anche costruire la<mark> Cappella Palatina</mark> al primo piano del palazzo.<br>Il<mark> regno di Ruggero</mark> II e i successivi regni di <mark>Guglielmo I </mark>e <mark>Guglielmo II</mark> riuscirono nel miracolo di far convivere due popoli con profonde culture diverse.<br><mark>Federico II</mark> fu continuatore della politica di Ruggero II e organizzò attività alternative e culturali.<br>Durante la <mark>dominazione Angioina</mark> e <mark>Aragonese</mark>,il palazzo visse un periodo di oblio,riacquistò il suo splendore con i Vicerè di Spagna,intorno al XVI secolo,i quali ristrutturarono nuovamente la struttura e costruirono i due cortili: <mark>Cortile della Fontana</mark> e<mark> Cortile Maqueda.</mark><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-13 07:38:17 UTC</pubDate>
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         <title>Cappella Palatina.</title>
         <author>manoladimaggio99</author>
         <link>https://padlet.com/manoladimaggio99/3mo952n39okp/wish/230932517</link>
         <description><![CDATA[<div><mark>La Cappella Palatina</mark> si trova nel sontuoso <mark>Palazzo dei Normanni</mark>, che oggi ospita il parlamento siciliano. La Cappella è sicuramente il luogo più celebre della città di Palermo. I lavori di costruzione iniziarono<mark> nel 1130</mark> - anno in cui fu <mark>Ruggero II</mark> fu incoronato re di Sicilia - e terminarono nel 1143. La Cappella è importante perché rappresenta la sintesi culturale e politica operata dai Normanni. Infatti, essa fonde in modo mirabile le espressioni architettoniche più rilevanti per la Sicilia: l'europea, la siciliana, la bizantina, l'araba.<br>La Cappella si presenta sotto forma di basilica a<mark> tre navate </mark>sorrette da colonne di granito con capitelli corinzi riccamente decorati. L'elegante<mark> mosaico bizantino </mark>presente al suo interno - che si ritroverà nella chiesa della Martorana e nel Duomo di Monreale - è stato definito come uno dei più belli e meglio conservati di tutta Italia. E’ ormai certo che i mosaici sono stati eseguiti in due momenti successivi: si ritiene che i più antichi risalgano agli anni intorno al 1240, mentre quelli della navata centrale dovrebbero risalire agli anni 1260-1270.<br>I mosaici della navata centrale riportano scene dell’antico testamento; quelli del presbiterio ricordano episodi della vita di Cristo, e quelli delle navate laterali episodi della vita di <mark>San Pietro </mark>e <mark>San Paolo.</mark> Splendidi sono i mosaici più antichi, nella cupola che sovrasta il coro: rappresentano il <mark>Cristo Pantocratore </mark>(onnipotente), circondato da angeli ed arcangeli, e <mark>i quattro Evangelisti</mark> che paiono assorti in meditazione</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-13 08:04:18 UTC</pubDate>
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         <title>Castello della Zisa.</title>
         <author>manoladimaggio99</author>
         <link>https://padlet.com/manoladimaggio99/3mo952n39okp/wish/230933424</link>
         <description><![CDATA[<div>Il <mark>Castello della Zisa</mark> risale al XII secolo, periodo della dominazione normanna in Sicilia.<br>Commissionato dal <mark>re Guglielmo I D'Altavilla</mark> per farne una sua residenza estiva, fu realizzato da architetti arabi. L'influsso della precedente dominazione, infatti, era ancora molto forte e i normanni, affascinati dalla cultura islamica, ne seguivano lo stile.<br>Sotto il regno di Guglielmo II, il Castello ha subito, nel corso dei secoli, molte trasformazioni.<br>Nel Trecento fu aggiunta una merlatura sacrificando parzialmente l'iscrizione araba che correva lungo la cornice dell'edificio, tuttora visibile nel muretto d'attico del Palazzo.<br>Al Seicento risale invece lo stemma in marmo di <mark>Don Giovanni di Sandoval </mark>raffigurante<mark> due leoni,</mark> posto sopra il fornice di ingresso. Venne anche aggiunto un grande scalone e modificati gli ambienti interni. Nel 1808 il Castello passò poi ai Notarbartolo, principi di Sciara.<br>Il Castello della Zisa si presenta con una <mark>forma rettangolare</mark> che si sviluppa su tre piani, e <mark>all'esterno</mark> è diviso a metà da un canale che porta acqua a diverse vasche, riproduzione di quello più antico che recava acqua alla famosa Sala della Fontana.<br><mark>La facciata </mark>è contraddistinta da tre grandi fornici ed una serie di arcate cieche.<br>Sulla volta dell'ingresso sono dipinti alcuni diavoli che si dice custodiscano il tesoro dell'imperatore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-13 08:08:47 UTC</pubDate>
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         <title>Ponte dell&#39;Ammiraglio.</title>
         <author>manoladimaggio99</author>
         <link>https://padlet.com/manoladimaggio99/3mo952n39okp/wish/230939801</link>
         <description><![CDATA[<div>Fu costruito nel 1132 per ordine di <mark>Giorgio D'Antiochia</mark>, Grande Ammiraglio di Ruggiero II ed è considerato una delle massime opere d'ingegneria medievale in area mediterranea.</div><div>Questo ponte, realizzato per collegare la città ai giardini posti al di là del <mark>fiume Oreto</mark>, è il più antico ponte in pietra costruito dopo la <mark>Caduta dell'Impero Romano d'Occidente.</mark><br>Le maestranze arabe, i tecnici arabi e normanni e l'antica esperienza dei Bizantini hanno creato quest'opera di grande ingegneria e vanto della <mark>Corte Normanna</mark>.<br>Si tratta di un ponte realizzato in conci regolari di calcarenite dalla configurazione caratteristica a<mark> “schiena d'asino“</mark> con due rampe simmetriche rette da sette campate ad <mark>arco ogivale </mark>e <mark>ghiere a rincasso</mark>. <mark>Le arcate</mark> sono scandite da sei massici piloni dotati a loro volta di aperture a <mark>sesto acuto</mark> in modo da ridurre la spinta del fiume in piena.</div><div>Oggi <mark>sotto gli archi</mark> di questo ponte non scorre più alcuna acqua: il fiume Oreto è stato deviato nel secolo scorso.</div><div>Nelle campagne vicine, il 27 maggio 1860, il generale <mark>Giuseppe Garibaldi</mark> nel corso della spedizione dei Mille, incontrò qui una forte resistenza da parte delle truppe borboniche. L'attacco fu fiero, ma il Generale con i suoi "picciotti" riuscì a passare il Ponte ed entrare vittorioso in città.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-13 08:37:37 UTC</pubDate>
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