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      <title>Climate Central by Sabrina Mazzocca</title>
      <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn</link>
      <description>Le stranezze del clima</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-09-04 17:10:00 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2026-02-10 08:22:53 UTC</lastBuildDate>
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         <title>CHE COSA DICE LA SCIENZA</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/380066897</link>
         <description><![CDATA[<div>Circa 650 milioni di anni fa, la Terra era completamente ricoperta di ghiaccio dai Poli ai Tropici e, secondo alcune ipotesi, anche all'Equatore. anche gli oceani erano ricoperti da uno strato di ghiaccio di spessore parecchio importante.<br>Durante il Cretaceo, tutto il ghiaccio che ricopriva il globo  terrestre, si è fuso, e, di conseguenza il livello del mare era molto più alto rispetto ad oggi.<br>2 milioni di anni fa, durante la fase del Pleistocene, il clima oscillava fra periodi glaciali e interglaciali, con temperature simili a quelle odierne. Oggi siamo in un periodo interglaciale detto Olocene, iniziato circa 10 mila anni fa. <br>Durante uno strano evento, il "massimo termico del Paleocene-Eocene" (circa 55 milioni di anni fa), la temperatura è salita di 6°C, ed è rimasta alta per 100 mila anni, poi è scesa nuovamente. <br>Nella storia del Pianeta, quindi, l'espressione "clima normale", variava il significato a seconda dell'epoca. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-04 17:55:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/380118569</link>
         <description><![CDATA[<div>Tutti questi cambiamenti climatici  sono stati "naturali", infatti, noi abbiamo iniziato a emettere gas serra tramite attività artificiali 20 mila anni fa.<br>Il clima può variare in modo naturale di conseguenza alle attività umane.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-04 19:34:32 UTC</pubDate>
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         <title>TESTIMONIANZE INDIRETTE DEL CLIMA DEL PASSATO</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/380407097</link>
         <description><![CDATA[<div>La capacità dei gas serra (es. CO2) di intrappolare il calore, è facile da misurare in laboratorio, ma non sempre corrisponde alla vita reale. <br>Nell'atmosfera, la CO2 intrappola il calore aggiuntivo che fa fondere il ghiaccio e la neve dell'Artico, fa aumentare le nuvole, influisce negativamente sulla vegetazione rendendo aride le terre e altri fenomeni che potrebbero far aumentare o diminuire il calore intrappolato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-05 13:52:37 UTC</pubDate>
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         <title>CON IL PASSATO SI PUÒ DELINEARE IN FUTURO</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/380415865</link>
         <description><![CDATA[<div>Per capite cosa potrebbe accadere in futuro, gli scienziati hanno bisogno di comprendere l'effetto complessivo di un aumento dei gas serra senza basarsi sui risultati ottenuti in laboratorio. Un modo per farlo è esaminare il passato: se gli scienziati capiscono come in passato i gas serra e altri fenomeni abbiano influenzato clima, mari... ecc. si potrà delineare un quadro di ciò che potrebbe accadere in futuro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-05 14:06:11 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;PROXY&quot;</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/380420688</link>
         <description><![CDATA[<div>Prima dell'invenzione del termometro, nessuno si preoccupava del clima. <br>Numerose testimonianze  naturali forniscono dati indiretti, detti anche "vicarianti" o, nel gergo scientifico, definiti "proxy". Questi dati indiretti, non sempre attendibili, provengono in parte dai ghiacciai e dalle calotte polari della Groenlandia (utili a capire la quantità dei gas serra presenti nel passato). Un'altra parte dei proxy proviene dal fondo del mare. Tra i proxy usati dagli scienziati per ricostruire le temperature del passato, ci sono anche gli anelli di crescita degli alberi: per ogni anno di vita degli alberi, c'è un anello di crescita, il cui spessore dipende direttamente dalle temperature e dalle precipitazioni di quell'anno.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-05 14:13:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/380450440</link>
         <description><![CDATA[<div>Unendo questi dati imperfetti si ha un quadro coerente che afferma il rapporto direttamente proporzionale tra la CO2 e la temperatura globale: se aumenta la CO2 aumenta anche la temperatura globale</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-05 14:55:48 UTC</pubDate>
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         <title>AI CAMBIAMENTI CLIMATICI SI SOPRAVVIVE, MA A CHE PREZZO?</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/380454781</link>
         <description><![CDATA[<div>La nostra specie ha assistito a sconvolgimenti climatici. La civiltà umana è fiorita quando le temperature erano alte ma costanti nel tempo. Con questo clima ci fu una vera e propria esplosione demografica, dovuta anche all'invenzione dell'agricoltura, che era una maniera efficace per procurarsi da mangiare. Gli insediamenti tendevano a sorgere vicino a laghi, fiumi e mari che fornivano acqua, cibo e vie di comunicazione. La nostra civiltà ha un alto  grado di adattamento al clima attuale, ma se quest'ultimo dovesse subire variazioni significative, le conseguenze sarebbero devastanti.<br>Secondo gli esperti, il riscaldamento globale spingere le temperature  oltre il massimo raggiunto nel passato, ma anche se dovessimo rivivere gli sconvolgimenti a cui siamo sopravvissuti  una volta, essendo una popolazione così grande cambia completamente le regole del gioco.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-05 15:02:01 UTC</pubDate>
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         <title>SCONVOLGIMENTI CLIMATICI, NATURALI E NON.</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
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         <description><![CDATA[<div>Da quando il nostro pianeta si è formato, il clima terrestre ha subito vari cambiamenti, a volte radicali. Nel corso di miliardi di anni, il Sole è diventato gradualmente più luminoso, e i  livelli di CO2 sono calati permettendo delle temperature costanti. Anche le eruzioni vulcaniche possono far salire le temperature poiché riversano nell'atmosfera ulteriore CO2. Alcune eruzioni di particolare violenza riversano biossido di zolfo negli strati superiori dell'atmosfera, dove esso può diffondersi rapidamente, riflettendo i raggi solari e quindi raffreddando la Terra. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-05 16:24:36 UTC</pubDate>
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         <title>FEEDBACK O RETROAZIONE</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un'altra possibile origine di cambiamenti climatici è il moto della Terra poiché l'orbita terrestre intorno al Sole varia leggermente nel tempo, diventando alternatamente più circolare e più ovale. Inoltre il pianeta ondeggia e compie varie oscillazioni su cicli che durano migliaia di anni. <br>Tutti questi movimenti influenzano la quantità di energia solare ricevuta dalle varie regioni della Terra nei vari periodi dell'anno. Queste variazioni non bastano a modificare radicalmente il clima, ma danno l'avvio a vari processi naturali che ne amplificano gli effetti, secondo il fenomeno detto "feedback" o "retroazione".</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-05 18:07:40 UTC</pubDate>
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         <title>IL RAPPORTO FRA CO2 E TEMPERATURA</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un'altro caso di retroazione è quello che riguarda la CO2, il cui assorbimento negli oceani, è una causa, ma anche n effetto, delle variazioni della temperatura. Il tasso atmosferico di anidride carbonica nell'atmosfera, varia a seconda di molti fattori, tra cui la vegetazione (che assorbe anidride carbonica dall'atmosfera per vivere), e alcune rocce (che assorbono CO2 dall'atmosfera, sebbene a un ritmo meno intenso rispetto a quello delle piante)</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-05 18:19:21 UTC</pubDate>
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         <title>LE CORRENTI OCEANICHE E &quot;EL NIÑO&quot;</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il clima può essere modificato, dal unto di vista sia globale che locale, da variazioni delle correnti oceaniche. A livello planetario queste correnti possono essere paragonate a un nastro trasportatore che ridistribuisce il calore su tutta la Terra. Se questo trasferimento rallenta, il clima regionale può variare molto.Un esempio  è il frequente fenomeno climatico detto "El Niño", che è provocato dallo spostamento d'acqua marina calda dell'Oceano Pacifico orientale. El Niño è in genere associato a variazioni locali della temperatura e delle precipitazioni, ma in realtà è anche in grado di influenzare la temperatura globale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-07 11:33:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le forze naturali possono modificare il clima, ma non sempre i fenomeni avvengono per cause naturali. Un esempio sono gli incendi boschivi che per molto tempo sono stati causati dai fulmini, ma al giorno d'oggi hanno origine diversa</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-07 11:40:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/381505917</link>
         <description><![CDATA[<div>L'esistenza di un effetto serra naturale, osservato sulla Terra e su altri pianeti, è uno dei motivi per cui gli scienziati sono tanto sicuri che l'aggiunta di gas serra nell'atmosfera terrestre sta provocando un riscaldamento globale</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-09 09:58:15 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;RISCALDAMENTO GLOBALE&quot; O &quot;CAMBIAMENTO CLIMATICO&quot;? FA LO STESSO</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/381507558</link>
         <description><![CDATA[<div>L'espressione "riscaldamento globale" ha origine dall'aumento della temperatura che, a sua volta, è dovuto all'accumularsi della CO2 nell'atmosfera terrestre.<br>Ma se la temperatura aumenta, i ghiacciai montani inizierebbero a sciogliersi, modificando così la portata dei fiumi alimentati dall'acqua di disgelo; evaporerebbe una maggiore quantità di acqua dagli oceani e dal suolo, intensificando così le precipitazioni piovose e nevose in alcune zone e portando la siccità altrove. Il riscaldamento degli oceani può far accelerare o rallentare  le principali correnti oceaniche, influenzando i fenomeni meteorologici. Queste sono soltanto alcune delle probabili conseguenze  di un riscaldamento globale.<br>Poiché molti sconvolgimenti provocati dall'accumulo  di gas-serra vanno al di là di un semplice aumento di temperatura, molti esperti preferiscono parlare di "cambiamento climatico" anziché di "riscaldamento globale". Per correttezza tecnica bisogna distinguere fra cambiamento climatico naturale e quello antropogenico, cioè dovuto all'attività umana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-09 10:04:51 UTC</pubDate>
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         <title>IL TEMPO ATMOSFERICO NON È IL CLIMA; O FORSE SI?</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/381519508</link>
         <description><![CDATA[<div>Il clima descrive l'evoluzione  a lungo termine, le condizioni medie in una data zona nell'arco di molti anni. Il tempo, invece, riguarda erodi brevi: si riferisce alle variazioni da un giorno all'altro, o persino da un'ora all'altra. Il temo atmosferico può cambiare molto rapidamente a seconda di come si spostano le perturbazioni. Se oggi il temo è caldo e soleggiato, domani potrebbe essere fresco con piogge torrenziali. Il clima invece non può cambiare in maniera così repentina. Anche il clima può variare, ma a ritmo assai più lento. In una data località la media delle temperature o delle precipitazioni può aumentare o diminuire leggermente da un decennio all'altro, ma le variazioni del tempo atmosferico sulla scala dei giorni saranno sempre maggiori di quelle del clima sulla scala degli anni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-09 10:50:20 UTC</pubDate>
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         <title>SU VENERE L&#39;EFFETTO SERRA FA FONDERE IL PIOMBO</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/381527879</link>
         <description><![CDATA[<div>Venere è un pianeta riarso (arido, secco), con una temperatura superficiale incredibilmente alta, a tal punto che un lingotto di piombo lanciato su Venere si trasformerebbe in pochi secondi in una pozzanghera. Non è sorprendente che Venere sia più caldo della Terra, poiché è più vicino al Sole, ed è vittima di un "effetto serra a valanga". Secondo la teoria dei planetologi, miliardi di anni fa sulla superficie di Venere c'era abbondanza di acqua in forma liquida, come oggi sulla Terra. Ma poiché è più vicino al Sole, l'acqua ha iniziato a evaporare; e il vapore acqueo, essendo un gas-serra che intrappola il calore, ha fatto riscaldare l'atmosfera. Di conseguenza si è intensificata l'evaporazione, l'atmosfera si è riscaldata ancora di più, e così via.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-09 11:22:17 UTC</pubDate>
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         <title>E SE SUCCEDESSE ANCHE SULLA TERRA?</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/381534241</link>
         <description><![CDATA[<div>Viene spontaneo chiedersi se potrebbe succedere altrettanto qui sulla Terra, dove c'è abbondanza di acqua in forma liquida  che potrebbe evaporare. Gli scienziati lo ritengono improbabile:_ certo, se la Terra si riscalda, una maggior quantità di vapore acqueo entrerà nell'atmosfera e agirà da gas-serra; ma anche se questo amplificherà il riscaldamento dovuto alla CO2, i calcoli indicano che nel nostro caso non si arriverà a un effetto serra a valanga.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-09 11:44:35 UTC</pubDate>
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         <title>NON È SOLTANTO LA CO2</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/381538177</link>
         <description><![CDATA[<div>L'anidride carbonica è un gas-serra che intrappola il calore, ma non è l'unico gas con questa proprietà, e non è nemmeno il più comune. Infatti, in media, l'atmosfera contiene circa cento volte più vapore acqueo che CO2, che è il terzo gas in ordine di abbondanza nell'atmosfera, dopo l'azoto e l'ossigeno.<br>Il vapore acqueo proviene quasi interamente dall'evaporazione degli oceani, dei laghi, dei corsi d'acqua e dell'umidità contenuta nel suolo. La concentrazione del vapore acqueo nell'atmosfera dipende quasi soltanto dalla temperatura della Terra: se il pianeta si riscalda, si intensifica l'evaporazione dell'acqua, e l'atmosfera trattiene una maggiore quantità di vapore acqueo, che intrappola più calore e fa salire ancora le temperature. Il vapore acqueo perciò amplifica il riscaldamento provocato dalla CO2 creata dall'attività umana; questo è, per esempio, un altro caso di retroazione</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-09 11:54:56 UTC</pubDate>
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         <title>IL METANO</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/382061680</link>
         <description><![CDATA[<div>Il terzo gas più comune, dopo il vapore acqueo e la CO2, è il metano, CH4 (un atomo di carbonio e 4 di idrogeno). Come la CO2, in parte ha origini naturali: deriva principalmente dai batteri, che decompongono la materia vegetale nelle paludi e aiutano le termiti a digerire il cibo. Ma il metano è anche un sottoprodotto dell'attività umana. Il metano è assai più comune degli altri gas-serra, e intrappola il calore con efficienza venti volte maggiore della CO2, ma non rimane a lungo nell'atmosfera: si scinde rapidamente in altre sostanze.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-10 11:00:50 UTC</pubDate>
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         <title>IL PROTOSSIDO DI AZOTO (N2O)</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/382065639</link>
         <description><![CDATA[<div>Al quarto posto viene il protossido di azoto,N2O (due atomi di azoto e uno di ossigeno), un altro gas che può avere origine naturale o artificiale. Le fonti naturali sono di nuovo i batteri, soprattutto quelli presenti nel suolo e nell'oceano. Le fonti artificiali sono l'agricoltura (perché si cosparge il suolo di fertilizzanti, ricchi di azoto, e poi lo si smuove con l'aratura), i gas di scarico delle automobili e dei camion, la produzione di acido nitrico negli stabilimenti chimici e vari altri processi.   </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-10 11:16:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/382619808</link>
         <description><![CDATA[<div>Bisogna anche ricordare che la maggior parte dei gas esiste già in natura: nel corso del tempo hanno riscaldato il pianeta, contribuendo a renderlo abitabile. Ma proprio come nel caso della CO2, aumentarne la concentrazione ben al di là delle oscillazioni naturali può alterare l'equilibrio energetico della Terra. Per individuare i gas-serra più preoccupanti, perciò, bisogna esaminare la concentrazione attuale, il contributo proveniente dall'attività umana, l'efficienza nell'intrappolare il calore e la stabilità nell'atmosfera. Se si tiene conto di tutti questi fattori è la CO2 a stravincere la gara, ed è per questo che se ne parla così tanto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-11 11:22:37 UTC</pubDate>
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         <title>IL CAMBIAMENTO CLIMATICO È FIGLIO DELLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE </title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/382625490</link>
         <description><![CDATA[<div>Vari indizi permettono di ricostruzione il tasso atmosferico di anidride carbonica nel passato. In epoche più recenti, verso la fine del Settecento, si sono effettuati i primi prelievi diretti di campioni d'aria per misurarne il tasso di CO2. In base a tutte queste misurazioni, gli scienziati sono concordi nello stimare livelli di CO2 durante gli ultimi diecimila anni a 260-280 ppm (parti per milione, cioè 260-280 molecole di CO2 per ogni milione di molecole d'aria). In questo arco di tempo il tasso è aumentato gradualmente, stabilizzandosi sul valore di 280 ppm nell'Ottocento, all'inizio della Rivoluzione Industriale. Secondo alcuni, questo lento aumento dell'epoca preindustriale è dovuto all'attività umana, soprattutto alla deforestazione praticata per fare sazio all'agricoltura.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-11 11:40:40 UTC</pubDate>
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         <title>LA CO2 È UNA SPECIE DI PIUMONE PLANETARIO</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/382625618</link>
         <description><![CDATA[<div>Il meccanismo con cui l'atmosfera intrappola il calore è chiamato "effetto serra". Il Sole inonda la Terra di energia sotto forma di luce e di radiazioni (es. i raggi ultravioletti). <br>La luce solare attraversa l'atmosfera e riscalda la superficie terrestre(1). La Terra emette parte di quel calore come radiazione infrarossa(2), che si disperde parzialmente nello spazio(3). Se immettiamo nell'atmosfera gas-serra come l'anidride carbonica, però, rimane intrappolata una quantità più grande di calore(4) e la temperatura aumenta.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-11 11:41:03 UTC</pubDate>
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         <title>LE MACCHINE A VAPORE</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
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         <description><![CDATA[<div> Verso la fine del Settecento, però, l'inventore scozzese James Watt brevettò un modello efficiente di macchina a vapore, che contribuì alla nascita della moderna civiltà industriale.<br>In genere le macchine a vapore funzionano bruciando carbone o petrolio, il che sprigiona una certa quantità di CO2. Grazie alle macchine della Rivoluzione Industriale l'economia è decollata, rendendo possibile un'esplosione demografica. Quasi tutte queste persone, soprattutto nei Paesi più sviluppati, consumano energia per i trasporti, il riscaldamento e  gli apparecchi elettrici. Non è affatto sorprendente, perciò, che i livelli di CO2 nell'atmosfera siano aumentati, passando da circa 280 ppm nel 1800, all'inizio della Rivoluzione industriale, alle 400 ppm superate nel 2013.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-11 14:18:59 UTC</pubDate>
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         <title>IL &quot;BUCO NELL&#39;OZONO&quot; È UN&#39;ALTRA STORIA</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/382732715</link>
         <description><![CDATA[<div>Spesso si fa confusione tra il riscaldamento globale e il buco nell'ozono; in realtà, sebbene siano entrambi  dovuti all'attività umana, non c'è quasi alcun rapporto tra un fenomeno e l'altro. Ogni settembre, quando l'emisfero australe inizia la primavera, lo strato di ozono atmosferico si assottiglia nei cieli dell'Antartide e delle zone limitrofe. Questo "buco nell'ozono" si richiude ogni anno, per poi riaprirsi nella primavera australe successiva. Nel giro di un aio di anni gli scienziati hanno individuato il responsabile: un gruppo  di sostanze chimiche dette CFC (clorofluorocarburi). Questi composti sono del tutto innocui, almeno finché non arrivano nella stratosfera, dove distruggono le molecole di ozono (tre atomi di ossigeno, O3). Non creano un vero e proprio "buco", ma fanno diradare l'ozono in una certa porzione di cielo. Questo è un problema, perché lo strato atmosferico di ozono contribuisce a schermare la superficie terrestre dei raggi ultravioletti che penetra è sufficiente a provocare scottature alla elle. Se il buco nell'ozono dovesse allargarsi molto, i tumori cutanei diverrebbero assai più comuni e anche le piante potrebbero soffrire. Per fortuna nel 1987 è stato siglato un trattato internazionale, il Protocollo di Montreal, che ha messo al bando i CFC; prima o poi il buco nell'ozono dovrebbe quindi richiudersi. Con il riscaldamento globale centra assai poco: nonostante siano gas-serra, il loro effetto è secondario rispetto a quello dell'anidride carbonica, del metano e degli altri indiziati principali. Ma in entrambi i casi c'è un potenziale pericolo, è coinvolta l'atmosfera e la causa sono le attività umane.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-11 14:21:13 UTC</pubDate>
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         <title>I CINQUANT&#39;ANNI PIU&#39; CALDI DELL&#39;EMISFERO BOREALE</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/382772849</link>
         <description><![CDATA[<div>Le prime misurazioni dirette della temperatura globale della Terra risalgono circa al 1850. Mentre per misurare la temperatura in oche località si usava il termometro, per calcolare una media globale servono invece migliaia di valore della temperatura misurati in tutto il pianeta.Gli scienziati  hanno esaminato i dati storici della temperatura e li hanno confrontati con dati proxy come le variazioni negli anelli di crescita, lo spessore degli strati di ghiaccio in Groenlandia e in Antartide, e altri fenomeni naturali che variano con la temperatura. L'andamento di queste temperature medie è stato chiamato "grafico a mazza da hockey" , perché assomiglia a un bastone da hockey appoggiato a terra. Dopo la diffusione del grafico a mazza da hockey, c'è chi ha obiettato che le ricostruzioni della temperatura erano imprecise, e che era esagerato concludere che il riscaldamento recente è senza precedenti, ma, anche dopo vari controlli, la forma del grafico non è cambiata molto. Oggi gli scienziati concordano che nell'ultimo mezzo secolo, se non di più, le temperature medie dell'emisfero settentrionale sono state maggiori che in qualunque altro cinquantennio individuabile negli ultimi tredici secoli. Ciò significa che è probabile che il pianeta fosse più caldo della media verso l'anno Mille, durante il cosiddetto "Periodo caldo medievale", e più freddo della media verso tra il 1500 e il 1800 circa, durante la "Piccola era glaciale". Ma comunque non si è mai verificato un aumento delle temperature tanto rapido, o fino a livelli tanto alti, come quello che si osserva dagli anni Cinquanta a oggi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-11 15:13:09 UTC</pubDate>
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         <title>UN QUINTO DEI GAS-SERRA CHE EMETTIAMO VIENE DAL NOSTRO CONSUMO DI CARBONE</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/382795159</link>
         <description><![CDATA[<div>Milioni di anni fa vaste  regioni del mondo erano coperte da una densa foresta tropicale. Poi il livello degli oceani si è innalzato, seppellendo le foreste sotto l'acqua e i detriti. Con il tempo il legno si è fossilizzato trasformandosi in nero, duro carbone, fatto quasi interamente di carbonio. Il carbonio soddisfa annualmente circa il 25% del fabbisogno energetico mondiale e il 50% del fabbisogno elettrico dei soli Stati Uniti (che ne consumano circa un miliardo di tonnellate all'anno, cioè circa 9 kg a persona ogni giorno). Gli Stati Uniti sono il secondo produttore mondiale, dopo la Cina.<br>Il problema è che il carbone è fatto di carbonio, e bruciandolo si sprigiona molta anidride carbonica. A parità di energia prodotta, è circa il doppio della quantità di CO2 che si produce bruciando gas naturale, e un quarto in più rispetto a quella che si produce bruciando petrolio. Nel complesso, il 20% delle attuali emissioni umane di gas-serra proviene dalla combustione del carbone. Se si considerano soltanto le emissioni legate alla produzione di energia, la percentuale dovuta al carbone sale a circa il 40% su scala mondiale. e se le tendenze odierne continueranno in futuro, è probabile che questa percentuale aumenterà, perché crescerà la domanda mondiale di energia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-11 15:41:41 UTC</pubDate>
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         <title>UN QUARTO DELLA CO2 CHE OGGI È NELL&#39;ATMOSFERA SI DEVE AL NOSTRO  USO DEI COMBUSTIBILI FOSSILI</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/382879792</link>
         <description><![CDATA[<div>Non tutte le molecole di anidride carbonica sono uguali, perché l'atomo di carbonio può avere masse leggermente diverse.<br>Da quando abbiamo iniziato a immettere la CO2 nell'atmosfera, bruciando combustibili fossili o tramite la deforestazione, è diminuita la percentuale degli isotopi più pesanti del carbonio. Studiando le due forme più pesanti del carbonio (carbonio-13 e carbonio-14), si trova che circa il 25% della CO2 oggi presente nell'atmosfera è stato prodotto bruciando combustibili fossili o distruggendo piante vive, soprattutto con la deforestazione nelle regioni equatoriali. Questo valore coincide con quello che gli scienziati stimano sulla base delle quantità di combustibili fossili che abbiamo bruciato finora. Ciò li convince ancora di più che la CO2 atmosferica aggiuntiva proviene proprio dalle attività umane.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-11 17:43:40 UTC</pubDate>
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         <title>RINUNCIARE AI COMBUSTIBILI FOSSILI NON BASTA</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/382910659</link>
         <description><![CDATA[<div>Dai tempi delle prime macchine a vapore gli esseri umani hanno immesso molta anidride carbonica nell'atmosfera, bruciando i combustibili fossili. Ciò spiega l'origine di una frazione consistente dei gas-serra che abbiamo prodotto in questo lasso di tempo. Il resto è generato soprattutto dalla deforestazione, dall'agricoltura e dall'industria cementiera, ma soprattutto dalle attività umane. Il risultato è un'enorme quantità di rifiuti: e le nostre discariche, a volte così grandi di risultare visibili dallo sazio, sono un'altra fonte non trascurabile di metano.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-11 18:27:06 UTC</pubDate>
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         <title>NON ESISTONO SPIEGAZIONI NATURALI SODDISFACENTI </title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/383145240</link>
         <description><![CDATA[<div>Torniamo alla temperatura media globale, salita di 0,7 °C nel secolo scorso. Questo riscaldamento prolungato nel tempo può avere soltanto tre spiegazioni: la Terra riceve più energia dal Sole, oppure ne riceve la stessa quantità ma la trattiene in misura maggiore, o entrambe le cose. In effetti l'energia messa dal Sole è aumentata nella prima metà del Novecento. La temperatura terrestre può anche diminuire, se parte dell'energia emessa dal Sole viene schermata. Le eruzioni vulcaniche possono riversare nell'atmosfera enormi quantità di polvere e di gas, fra cui particelle dette "aerosol di solfati", che formano nella stratosfera una sorta di nebbia capace di bloccare buona arte della luce solare. I climatologi hanno ripercorso i dati storici del Novecento alla ricerca di eventuali riduzioni nell'attività vulcanica, ma non hanno trovato nulla che possa costruire la causa principale del riscaldamento globale. Gli scienziati hanno scoperto che l'unico modo per far combaciare le temperature ottenute dalle simulazioni e l'andamento osservato a lungo termine nel mondo reale, è tenere conto dei fattori naturali e dell'influenza delle attività umane. La maggioranza degli scienziati concorda perciò sul fatto che le nostre attività oggi sono il fattore principale che determina la tendenza al riscaldamento osservata su scala globale nel corso degli ultimi decenni, e i molti altri cambiamenti a essa collegati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-12 09:45:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/383152750</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-09-12 10:11:07 UTC</pubDate>
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         <title>LA CO2 NON SE NE ANDRÀ TANTO PRESTO DALL&#39;ATMOSFERA</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/383153700</link>
         <description><![CDATA[<div>Prima della Rivoluzione industriale, vari processi naturali sprigionavano nell'atmosfera oltre 700 miliardi di tonnellate di anidride carbonica ogni anno. Oggi, bruciando i combustibili fossili, al contributo della natura aggiungiamo oltre 30 miliardi di tonnellate di CO2 all'anno: è un aumento soltanto del 4% circa, ma queste emissioni hanno un effetto notevole. Ma dall'inizio della Rivoluzione industriale, quando abbiamo iniziato a bruciare grandi quantità di carbone e di altro combustibili fossili, l'assorbimento naturale non riesce più a tenere il passo; di conseguenza, la concentrazione della CO2 nell'atmosfera è andata crescendo. Riversando molta CO2 nell'atmosfera, se a un certo punto azzerassimo le emissioni, l'anidride carbonica in eccesso verrebbe assimilata dalle piante, dagli oceani, dalla trasformazione in minerali e da altri processi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-12 10:14:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/383158331</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-09-12 10:30:58 UTC</pubDate>
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         <title>LA CO2 STA FACENDO AUMENTARE L&#39;ACIDITÀ DEGLI OCEANI</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/383159010</link>
         <description><![CDATA[<div>Le bibite frizzanti sono "addizionate di anidride carbonica": infatti la CO2 che intrappola il calore nell'atmosfera è lo stesso gas che viene aggiunto alle bibite per renderle effervescenti. I gas come la CO2 possono disciogliersi  spontaneamente nei liquidi, come lo zucchero e il sale. In natura ciò accade di continuo, e i gas atmosferici si disciogliersi negli oceani. Quindi, più CO2 immettiamo, più ne assorbono gli oceani. Parte della CO2 disciolta reagisce con l'acqua formando acido carbonico (H2CO3), che rende più acidi gli oceani. Sulla scala del pH gli oceani si trovano ancora nella zona alcalina, ma si stanno spostando verso una maggiore acidità. Questa +è una brutta notizia per certe forme di vita marina: gusci, conchiglie e barriere coralline, fatti quasi interamente di carbonato di calcio, sono più difficili da creare se l'acqua è più acida , mentre si dissolvono più facilmente. Per ora gli oceani non sono abbastanza acidi per distruggere le conchiglie da un giorno all'altro. Ma l'acidità è già tale da rendere difficile la creazione di nuovi gusci, e ciò potrebbe ripercuotersi sugli abitanti del mare che se ne cibano. Oggi gli scienziati comprendono in che modo l'acidificazione degli oceani influenza le singole forme di vita marina, e gli strati di sedimenti antichi che si sono formati dall'accumularsi di detriti, polvere e i resti di organismi marini precedentemente depositati sul fondale marino. Secondo gli scienziati il motivo è che all'epoca l'acidificazione degli oceani provocò un'estinzione di massa di molluschi, coralli e altri organismi marini. Secondo i dati più affidabili di cui disponiamo, l'acidificazione odierna procede a una velocità ancora maggiore che in quell'epoca lontana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-12 10:32:58 UTC</pubDate>
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         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/384695524</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-09-16 14:31:53 UTC</pubDate>
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         <title>LA DEFORESTAZIONE FA AUMENTARE LA CO2</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/384696595</link>
         <description><![CDATA[<div>Fra le attività umane che provocano il cambiamento climatico, la più importante è l'uso dei combustibili fossili come il carbone, il petrolio e il gas naturale. Ma il 20% circa dei gas-serra hanno origine dalla deforestazione. Le piante assorbono l'anidride carbonica e incorporano il carbonio nei propri tessuti, trattenendolo fino ala morte. Quando la pianta muore e si decompone, quel carbonio a poco a poco nell'atmosfera. Se invece la pianta viene bruciata, il carbonio si libera tutto in una volta. Quando si disbosca, gli alberi muoiono tutti in una volta e prematuramente . Le conseguenze sono due. La rima è che si libera nell'atmosfera l'anidride carbonica che altrimenti sarebbe rimasta immagazzinata. Il modo più veloce e semplice per liberarsi degli alberi è bruciarli sul posto. La CO2 aggiuntiva perciò è emessa quasi immediatamente. La seconda è che l'anidride carbonica che sarebbe stata assorbita dagli alberi tagliati rimane invece nell'atmosfera. Se tutti gli albero fossero sostituiti da nuove piantine, queste ricomincerebbero ad assorbire l'anidride carbonica dall'atmosfera. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-16 14:33:12 UTC</pubDate>
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         <title>AZZERARE LE EMISSIONI DI GAS-SERRA NON BASTEREBBE</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/384718384</link>
         <description><![CDATA[<div>Poiché la CO2 è un gas che intrappola il calore, i climatologi nutrono pochi dubbi che i due fenomeni siano strettamente legati. Ma sanno anche che la relazione tra la CO2 e la temperatura media terrestre non è semplice. C'è però anche un altro elemento importante: l'aumento della temperatura globale ritarda un po' rispetto a quello dei gas-serra. Il motivo è che circa il 70% della superficie terrestre è ricoperto dagli oceani; e ci vuole molta più energia per riscaldare queste enormi masse d'acqua che non l'atmosfera e le terre emerse. Gli scienziati calcolano che l'odierno aumento della temperatura sia poco più della metà di quello che si avrebbe, a regime, se il tasso atmosferico di CO2 si fermasse ai valori attuali (mentre in realtà è in crescita). Se entro il 2050 riuscissimo a stabilizzare la concentrazione di CO2 diciamo a circa 450 ppm, la temperatura continuerebbe a salire anche nei decenni seguenti. E lo stesso vale se poniamo il traguardo a 550 ppm, o a qualsiasi altro valore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-16 15:01:49 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>LA TEMPERATURA SALIRÀ ESATTAMENTE DI... NON SI SA </title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/384817637</link>
         <description><![CDATA[<div>Il laboratorio abbastanza facile valutare il legame fra l'anidride carbonica l'aumento di temperatura. Se si immagina di raddoppiare la quantità di anidride carbonica che l'atmosfera conteneva nel Settecento (circa 280 ppm), tenendo costanti tutti gli altri fattori, la temperatura aumenterebbe di circa 1 °C. Nel mondo reale c'è tutta una serie di meccanismi naturali che reagiscono al riscaldamento in maniera da intensificare (la cosiddetta retroazione positiva) oppure da mitigarlo (retroazione negativa). A volte non è ovvio se la retroazione sarà positiva o negativa. Se il riscaldamento fa aumentare la concentrazione di vapore acqueo nell'atmosfera, potrebbero formarsi più nubi che possono accelerare il riscaldamento, perché intrappolato il calore; oppure rallentarlo, riflettendo i raggi solari proprio come la neve o il ghiaccio. Ciò dipende dal tipo di nubi, dall'altitudine a cui si formano, dalla superficie terrestre sottostante e da tanti altri fattori. I pochi studi effettuati finora nel mondo reale sembrano indicare che le nubi hanno contribuito al riscaldamento, ma in misura limitata. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-16 17:09:17 UTC</pubDate>
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         <title>LA FUSIONE DEI GHIACCI FA INNALZARE IL LIVELLO DEL MARE (MA CI SONO ANCHE ALTRI FATTORI) </title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/386623803</link>
         <description><![CDATA[<div>Il legame tra il riscaldamento globale e il livello dei mari è che l'atmosfera e gli oceani del nostro pianeta si stanno riscaldando, il che fa sciogliere le calotte polari e i ghiacciai, il ghiaccio trasformato in acqua si riversa negli oceani, facendo salire il livello del mare. L'innalzamento del mare è dovuto anche al fatto che l'acqua, come la maggior parte dei liquidi, si espande quando la temperatura aumenta. Questa dilatazione termica è così piccola che nella vita quotidiana passa inosservata. L'acqua marina, più calda dell'acqua di disgelo, fa sciogliere le estremità del ghiacciaio in contatto con il mare; queste "lingue" di ghiaccio di staccano e galleggiano libere, invece di continuare a scorrere lentamente sul fondale marino. Così il ghiacciaio si muove più velocemente, scarica una maggiore quantità di ghiaccio nell'oceano e ne innalza il livello. Gli scienziati per stimare il potenziale innalzamento del mare studiano anche le epoche passate in cui il nostro pianeta era quasi privo di ghiaccio e il livello del mare era effettivamente centinaia di metri più alto rispetto a oggi. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-19 14:27:30 UTC</pubDate>
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         <title>CHE COSA STA REALMENTE SUCCEDENDO </title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/389331290</link>
         <description><![CDATA[<div>In Antartide non nevica molto: è il continente meno umido in assoluto. Poiché è anche il più freddo, la neve si scioglie assai di rado, persino nell'estate antartica. Scavando si può ancora trovare lo strato di neve caduto mille anni fa, e più in profondità anche quello di centomila anni fa. Il lastrone di ghiaccio spesso 3 km che ricopre l'Antartide è composto di tutti questi strati di neve soffice, compressi nel corso dei secoli fino a trasformarsi in ghiaccio solido. All'inizio la neve è soffice perché contiene molta aria; poi, quando la neve si trasforma in ghiaccio, l'aria si conserva sotto forma di bollicine minuscole che sino una sorta di capsula del tempo: contengono infatti campioni dell'atmosfera terrestre risalenti all'epoca in cui la neve è caduta. Per esempio, nello strato di neve caduta 10 000 anni fa si trovano bollicine che racchiudono campioni di aria vecchi di 10 000 anni. Gli specialisti riescono a distinguere tutti gli strati uno dall'altro e a datarli in maniera abbastanza precisa. Esaminando così le bollicine d'aria si può ricostruire il tasso atmosferico di CO2 in una qualsiasi epoca, riaprendo all'indietro nel tempo per varie centinaia di millenni. Svolgendo queste analisi gli scienziati hanno stabilito che il tasso atmosferico di CO2 non ha mai superato le 300 ppm. I valori misurati nell'atmosfera odierna sono ben più alti e il valore continuerà a crescere fino a quando non inizieremo a ridurre le emissioni di anidride carbonica. In conclusione, il gas-serra CO2 oggi è più abbondante nell'atmosfera di quanto non sia mai stato da 650 000 anni (o più) a questa parte. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-25 10:02:00 UTC</pubDate>
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         <title>MASSIME RECORD E MINIME RECORD </title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/389609824</link>
         <description><![CDATA[<div>Se un giorno dell'anno la temperatura raggiunge il valore più alto mai registrato in quel giorno, non significa che il pianeta si stia riscaldando; e una temperatura minima record non implica un raffreddamento. Il motivo è che la temperatura di un singolo giorno è determinata da molti fattori tra cui la pressione atmosferica, la copertura nuvolosa e la direzione dei venti in alta quota, che fanno muovere le perturbazioni. Si può riconoscere una tendenza al riscaldamento o al raffreddamento globale solo nell'arco dei decenni, esaminando le temperature medie in tutto il mondo, un mese dopo l'altro e un anno dopo l'altro. Si possono anche esaminare le tendenze delle massime e minime record, purché l'insieme dei dati sia sufficientemente vasto. Se la Terra si sta riscaldando, si troverà comunque un certo numero di minime record in alcune date, ma le massime record saranno più frequenti. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-25 17:05:40 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>CON IL RISCALDAMENTO GLOBALE, GLI ECOSISTEMI CAMBIANO</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/389619997</link>
         <description><![CDATA[<div>Il  tipo di ecosistema che si crea in un dato luogo è determinato dalle piante e dagli animali che vi abitano, dalla conformazione geologica, dall'altitudine e dal clima. Se uno di questi fattori inorganici cambia, cambiano anche gli ecosistemi. A volte i cambiamenti sono stati impercettibili, per esempio una leggera differenza nella vegetazione, che soltanto un osservatore attento è in grado di cogliere; altre volte piccoli cambiamenti climatici hanno innescato una reazione a catena che ha poi portato a cambiamenti grandissimi dell'ecosistema. Oggi le maggiori modifiche che i cambiamenti climatici stanno causando agli ecosistemi si verificano alle latitudini più settentrionali, dove nel corso dell'ultimo secolo le temperature sono salite a velocità circa doppia rispetto alla media globale. Poiché i cambiamenti negli ecosistemi sono sempre vantaggiosi per alcune specie e svantaggiosi per altre, è difficile stabilire se nel complesso siano positivi e negativi. Gli studiosi di ecosistemi in genere valutano piuttosto le ripercussioni su una singola specie: per esempio la nostra. Dopo un evento distruttivo come un'epidemia di parassiti, un incendio o una tempesta violenta, gli ecosistemi tendono a ritornare allo stato iniziale. In casi estremi l'esito può essere un collasso totale: l'ecosistema non ritorna alle condizioni iniziali, né raggiunge un altro equilibrio sano. Il risultato è che rimane pochissima vita; quando questo accade negli oceani i biologi parlano di "zone morte". </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-25 17:19:29 UTC</pubDate>
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         <title>ADATTARSI AL CAMBIAMENTO CLIMATICO</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/389621241</link>
         <description><![CDATA[<div> Il fennec, una piccola volpe che vive nel Sahara, appartiene alla stessa famiglia di mammiferi della volpe artica, ma si è evoluto in un habitat molto diverso. Le volpi artiche hanno una folta pelliccia bianca, utile a camuffarsi nel paesaggio invernale. In primavera quando fa più caldo, perdono il pelo e quel che rimane assume una tinta marrone, che aiuta l'animale a mimetizzarsi in assenza di neve. Il fennec, al contrario, ha una soffice pelliccia color marrone chiaro che riflette i raggi solari di giorno, ma tiene l'animale caldo di notte, quando le temperature calano bruscamente. E al contrario della volpe artica, il fennec a orecchie enormi, che sono utilissime per disperdere il calore corporeo. Di fatto, le due specie di volpe sono talmente ben adattate al proprio clima che probabilmente non riuscirebbero a sopravvivere se le condizioni variassero all'improvviso. Lo stesso vale per la maggior parte degli organismi che vivono nell'Artico e nel Sahara, ma non necessariamente per tutti, perché alcune piante e animali sono più specializzati di altri. Se gli interi ecosistemi del fennec e della volpe artica si scambiassero di posto, senza dubbio alcuni organismi morirebbero nel giro di poche ore, altri subirebbero un lento declino e soltanto pochi fortunati, capaci di tollerare grandi oscillazioni termiche, riuscirebbero a sopravvivere e a riprodursi. Un censimento di alcune popolazioni europee di uccelli e farfalle, compilato nel Settecento e nell'Ottocento, mostra che gli animali si sono spostati a nord durante i decenni caldi, e a sud durante quelli freddi. Ciò dimostra che, se per esempio la temperatura sale, alcuni organismi all'estremo Sud dell'ecosistema, più caldo, potrebbero avere difficoltà a riprodursi, mentre altri che si trovano all'estremo nord, più freddo, potrebbero riprodursi e spostarsi ancora più a nord. Ma perché ogni pianta o animale che occupa un dato ecosistema ha una diversa adattabilità, ciascuno reagirà a modo proprio. Alcuni si sposteranno, altri lo faranno a velocità o in direzioni diverse, altri ancora non si sposteranno affatto. Nel corso del tempo quell'insieme coerente di organismi interdipendenti che chiamiamo "ecosistema", con le sue complesse relazioni tra prede e predatori, cominciò ad andare in pezzi. I reperti fossili risalenti all'ultimo milione di anni mostrano che, quando il clima era diverso, gli ecosistemi non ospitavano gli stessi gruppi di specie attuali. Con l'aumentare delle temperature e lo spostamento dei vari organismi alla ricerca dell' habitat ottimale, gli scienziati si aspettano che alcuni degli ecosistemi attuali scompaiano è che se ne formino di nuovi. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-25 17:21:07 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>CHE COSA POTREBBE RISERVARCI IL FUTURO </title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/389645798</link>
         <description><![CDATA[<div>Con modelli al computer si può simulare ciò che accade nel mondo reale. Gli ingegneri usano simulazioni del genere per progettare le automobili, gli aerei e diversi oggetti di uso quotidiano. I modelli climatici utilizzano le equazioni di base relative alla materia e all'energia per simulare il comportamento dell'atmosfera terrestre, degli oceani, dei ghiacci sulla terraferma o sul mare e della vegetazione. Con modelli informatici di questo tipo i climatologi cercano di capire come funziona il clima, come si è comportato in passato e come gli esseri umani lo stanno influenzando. Inoltre usano quei modelli per esplorare i modi in cui il clima potrebbe evolvere nei prossimi decenni. Naturalmente non c'è una maniera diretta per verificare queste previsioni. Ma è comunque possibile capire se i modelli funzionano, visto che non li si usa soltanto per prevedere i cambiamenti futuri. I modelli si possono testare, per esempio, verificando con quanto accuratezza simulino il clima attuale, cioè quanto gli andamenti medi della temperatura, delle precipitazioni o della pressione atmosferica previsti dei computer si avvicinino a quelli che misuriamo nel mondo reale. Tenendo conto di vari fattori, come le fluttuazioni naturali dell'intensità solare, la presenza di Minuscole particelle (aerosol) riversate nell'atmosfera dalle eruzioni vulcaniche e dall'inquinamento industriale, e l'azione dei gas serra dovuti all'attività umana, si trova che i modelli riproducono con buona precisione l'aumento di temperatura osservato nel secolo scorso, sia a livello globale sia nelle variazioni locali. I modelli Inoltre esistono già da parecchio tempo per ciò è stato possibile mettere le loro previsioni alla prova dei fatti. Per esempio, un climatologo della NASA ha usato un modello piuttosto semplice per simulare l'andamento della temperatura nel corso dei decenni successivi. Il clima reale si è comportato sostanzialmente come previsto dalla simulazione e si trattava di un modello molto più rudimentale di quelli odierni. C'è chi è scettico riguardo alle simulazioni climatiche, perché sa che il tempo si può prevedere in modo affidabile soltanto per pochi giorni. Nel caso del clima invece gli scienziati ritengono di poter fare proiezioni anche su un arco di tempo di decenni, ma con un importante nota di cautela: nessuno sa come evolveranno nei prossimi decenni le emissioni di gas-serra, deforestazione e altri fattori connessi all'attività umana. I modelli, comunque, non sono perfetti. Per esempio, è tutt'ora impossibile riprodurre in maniera realistica tutta la complessità del comportamento delle nubi. I climatologi sono perciò alla continua ricerca di nuovi modi per affinare i loro modelli e per stimare quanto si discostino dalla realtà. Si stanno facendo progressi, ma con molta lentezza. Nel frattempo, se si devono prendere decisioni politiche sulla base di ciò che oggi sappiamo sul clima futuro, bisognerà tener conto del fatto che si tratta di informazioni incomplete. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-25 17:52:42 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>GLI URAGANI ATLANTICI DARSI PIÙ RARI, MA PIÙ INTENSI </title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/389647941</link>
         <description><![CDATA[<div>La potenza degli uragani viene dal calore presente nell'acqua degli oceani tropicali. La temperatura della superficie dei mari nella zona dell'Atlantico dove si formano e si rafforzano gli uragani è aumentata nel corso dell'ultimo secolo, e la causa sta almeno in parte nel fatto che l'atmosfera contiene sempre più CO2, un gas-serra che intrappola calore. Combinando questi fattori ci potremmo aspettare un numero di uragani sempre maggiore, e con una forza media superiore rispetto a quella di qualche decennio fa. Ma ciò non è necessariamente vero poiché è la formazione degli uragani è un processo assai complicato; occorrono oceani caldi, ma anche venti favorevoli. Se il vento soffia tra uno strato e l'altro dell'atmosfera in direzioni diverse o a velocità che variano molto, è difficile che si formino anche se l'oceano è molto caldo. Un altro fattore importante da questo punto di vista è la differenza della temperatura superficiale fra i diversi oceani, per esempio l'Atlantico e il Pacifico. Quindi, se è chiaro che l'Atlantico si sta riscaldando e che il numero di uragani atlantici è aumentato negli ultimi 20 anni, non è altrettanto certo che a causare l'incremento sia stata proprio la concentrazione crescente di CO2 nell'atmosfera; altri fattori possono avere un ruolo importante, secondo gli scienziati. Se però cerchiamo di capire il presente andando a vedere cosa è accaduto in passato la situazione si ingarbuglia ancora di più. Il motivo è che alcuni uragani si formano e muoiono senza avere mai toccato terra, e l'unico modo per essere sicuri di contarli tutti è usare i satelliti, che però hanno fatto la loro comparsa soltanto alla fine degli anni Sessanta. Non è neppure chiaro che cosa potrebbe succedere nel prossimo secolo, man mano che gli oceani continuano a riscaldarsi. Le migliori simulazioni al computer odierne non riescono ancora a modellare tutta la complessità che sta dietro la formazione degli uragani, perciò non possiamo farci troppo affidamento. Per ora, comunque, esse tendono a mostrare un futuro in cui gli uragani atlantici potrebbero essere meno frequenti. Al contempo Però dicono che potrebbero aumentare di frequenza e intensità gli uragani più distruttivi, quelli classificati nelle categorie 4 e 5, con velocità del vento che superano i 200 km orari. Questo è un altro risultato provvisorio, e prima di poterlo considerare assodato dovremo attendere simulazioni più precise e ulteriori osservazioni. Un  uragano di categoria 5 ha una potenza distruttiva maggiore del 80% rispetto a quelli di categoria 4; perciò, anche se il numero degli uragani dovesse calare, ma crescere quello degli uragani più intensi, i danni complessivi saranno maggiori. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-25 17:55:50 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>IL CAMBIAMENTO CLIMATICO È PERICOLOSO PER LA SALUTE</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/389658769</link>
         <description><![CDATA[<div>Quando ci si preoccupa dei possibili pericoli del cambiamento climatico, in genere non si pensa la propria salute. Le cose che vengono in mente più facilmente sono i danni che può causare l'innalzamento del mare, la maggior frequenza della siccità e degli altri fenomeni meteorologici estremi, ho il rischio di estinzione per alcune specie. Ma il cambiamento climatico sta già facendo aumentare il rischio di infortuni, malattie è persino di morti, per molte cause diverse. Secondo un rapporto del 2004 dell'organizzazione Mondiale della sanità oms, oltre 150.000 decessi avvenuti in tutto il mondo dell'anno 2000 sono ragionevolmente imputabili al cambiamento climatico, È nella stragrande maggioranza dei casi si è trattato di bambini. È probabile che la cifra sia sottostimata, perché l'oms ha considerato soltanto pochi effetti del cambiamento climatico sulla salute, tra tutti quelli minuti. Ben più grande il numero di persone affette da malattie che potrebbero aggravarsi in seguito al cambiamento del clima. Se le persone, i sistemi sanitari e gli enti di assistenza sanitaria non saranno meglio Preparati a far fronte a questi rischi per la salute, il numero di morti legato al cambiamento climatico è destinato ad aumentare. Un modo in cui il cambiamento climatico può incidere direttamente sulla salute e tramite le ondate di calore. I climatologi prevedono infatti che diventino più intense via via che la temperatura media del pianeta sale. È impossibile attribuire con certezza una particolare ondata di calore al cambiamento climatico. Per ridurre la mortalità, nel mondo più caldo che ci aspetta, ci saranno diverse cose da fare due punti aumentare l'efficacia il numero dei sistemi di preallarme punto e virgola educare la gente sui rischi delle ondate di calore e sulle cose che ciascuno può fare per difendersi. E, garantire l'accesso a luoghi dove trovare rifugio dalla calura. L'aria condizionata e spesso citata come una delle soluzioni del problema, Ma nella maggioranza dei paesi in via di sviluppo non è un'opzione praticabile. Inoltre l'aria condizionata Dipende dalle lettrici ta, il cui consumo può far aumentare le emissioni di gas serra, e quindi il cambiamento climatico. È vero che in un mondo più caldo saranno meno frequenti le ondate di freddo e le temperature gelide, ma è improbabile che ciò influenzi molto il numero dei decessi legati al freddo, e qualunque diminuzione su questa versante non compenserà all'aumento di vittime imputabili al caldo. Un'altra minaccia la salute legati al clima viene dalle sostanze inquinanti sospese nell'aria, soprattutto l'ozono. È importante distinguere fra l'ozono presente nella stratosfera, che ci protegge dai raggi solari ultravioletti dannosi proveniente dal sole, è quello che si trova al livello del suolo, irritante per gli occhi e le vie respiratorie. Alte concentrazioni di ozono a livello del suolo possono scatenare attacchi d'asma e compromettere la salute di chi ha già altre malattie croniche polmoni. Nei giorni in cui la concentrazione di ozono più alta il numero dei morti aumenta. Il caldo facilita la formazione dell'ozono, ti accelera al crescere della temperatura. Molte città monitorano i livelli di ozono e nei giorni più critici Lanciano un allarme ozono, consigliando alle persone a rischio di restare in casa. Col innalzarsi delle temperature estive le ondate di calore più frequenti si prevede che aumenteranno anche i problemi di salute legati allo zona. Con l'allungarsi della stagione estiva si prolunga anche il periodo di crescita di piante come l'ambrosia, il cui polline può scatenare reazioni allergiche e attacchi d'asma. Un'altra preoccupazione sono le malattie infettive trasmesse principalmente agli esseri umani dalle zanzare e dalle zecche come ad esempio la malaria, ladang, Helen cefalite. Con te mature in crescita le zecche le zanzare possono espandere il proprio areale di distribuzione, esponendo un numero maggiore di persone a rischio di contagio. Se la gente si ammala o meno di queste malattie dipende in gran parte dalla capacità dei sistemi di salute pubblica di prevenire che gli insetti diventi importatori, o quanto meno di controllarne e la diffusione. Altri tipi di malattie, come il tifo è il colera, si trasmettono tramite il cibo e l'acqua contaminati. L'aumento di piogge torrenziali alluvioni, previsto in un mondo più caldo, far accrescere il rischio di epidemie, soprattutto nelle regioni dove sono carenti il sistema fognario e l'assistenza sanitaria. Il cambiamento climatico renderà più difficile il controllo dei casi di infortuni, malattie e morti dovute ha un'ampia gamma di malattie. Ma l'entità della aumento Dipenderà Comunque soprattutto da Fattori come la crescita socio-economica e gli investimenti in salute pubblica e negli enti di assistenza sanitaria. Senza investimenti aggiuntivi, è probabile che un numero sempre maggiore di bambini sarà affetto dalle conseguenze del cambiamento climatico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-25 18:11:25 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>PROBABILMENTE CI SARANNO PIÙ PERIODI DI SICCITÀ </title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/389734486</link>
         <description><![CDATA[<div>Spesso si pensa che una siccità sia un periodo prolungato di precipitazioni scarse o assenti. Ma in alcune aree in certi periodi dell'anno questa è la norma. Una migliore definizione di siccità e quindi la seguente: "un lungo periodo con precipitazioni inferiori alla media". Ma le precipitazioni sono soltanto un aspetto del problema. Infatti, Anche se le piogge non si discostano troppo dai valori abituali, le temperature maggiori della media possono provocare l'evaporazione dell'umidità del terreno, con conseguenze simili alla scarsità di precipitazioni. In molti casi quindi la definizione di siccità più utile è quella basata su umidità del suolo inferiore alla media, che può causare problemi all'agricoltura, alle piante, agli animali e al consumo umano. L' "indice di Palmer", ampiamente utilizzato per valutare quanto è grave una siccità, misura proprio essenzialmente l'umidità contenuta nel suolo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-25 20:31:27 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>LA PRODUZIONE ALIMENTARE SARÀ DESTABILIZZATA</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/389737648</link>
         <description><![CDATA[<div>La maggioranza degli studi sulla capacità portante del pianeta (il numero massimo di esseri umani che esso può rifornire di cibo e altre risorse) indica che c'è abbastanza terra per nutrire 9 miliardi di abitanti, ma il risultato dipende molto dalle abitudini alimentari delle persone e dall'estensione dei terreni coltivati per ottenere i biocarburanti come l'etanolo, invece che cibo. Il cambiamento climatico amplifica l'incertezza. Gli scienziati prevedono che nei prossimi decenni il riscaldamento è le precipitazioni più anomale influenzeranno le colture in tutto il mondo. In molte zone la maggiore concentrazione di anidride carbonica faciliterà la crescita delle piante, e in certe aree la temperatura più alta avrà effetti benefici. Ma al contempo le variazioni della temperatura e delle precipitazioni dovrebbero ridurre la resa agricola. Se il riscaldamento supera il valore di 1 °C circa, è probabile che gli effetti negativi prevalgano rispetto ai benefici della sola CO2. Il risultato sarebbe un aumento complessivo dei prezzi del cibo. Ci sono vari modi in cui il cambiamento climatico può ostacolare la produzione di cibo. Prima di tutto sta aumentando la frequenza dei fenomeni meteorologici estremi come le alluvioni, le siccità e le ondate di calore, tutti in grado di danneggiare le coltivazioni o di distruggerle completamente. In secondo luogo l'aumento di temperatura intensificherà l'evaporazione che insieme ai cambiamenti delle precipitazioni potrà causare episodi più frequenti e intensi di siccità in molte zone aride, e accorciare la stagione di crescita nei tropici. Il riscaldamento infine accelererà la maturazione delle colture e le piante attraverseranno troppo in fretta alcune fasi della crescita essenziali per la produzione di cibo. Tutti questi impatti negativi saranno probabilmente peggiori nelle regioni tropicali che in quelle temperate. Per questa ragione i contadini ai tropici faranno fatica a competere con i loro colleghi dei paesi meno caldi e perderanno reddito. Poiché già oggi la fame più comune nei paesi tropicali, soprattutto nelle aree rurali, il cambiamento climatico è una minaccia particolarmente grave per la sicurezza alimentare. In definitiva perciò gli effetti del cambiamento climatico dipenderanno non soltanto dalle emissioni totali di gas serra, ma anche dalla volontà di investire nell'agricoltura, e dalla disponibilità dei fondi necessari.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-25 20:39:56 UTC</pubDate>
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         <title>CHE COSA POSSIAMO FARE? </title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/389741719</link>
         <description><![CDATA[<div>Da molti anni ormai i decisori politici europei (e più di recente anche quelli statunitensi) parlano dell'obiettivo di limitare l'aumento globale della temperatura di 2 °C rispetto ai valori di metà Ottocento. Vista la frequenza con cui questi 2 °C compaiono nei negoziati internazionali sul clima, come la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici tenutasi nel 2009 a Copenaghen (COP15), verrebbe da pensare che si tratti di un valore su cui gli scienziati si trovano d'accordo. Tutt'altro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-25 20:51:57 UTC</pubDate>
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         <title>QUANTO È PERICOLOSO UN AUMENTO ANCHE DI SOLI 2 °C? </title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/389745607</link>
         <description><![CDATA[<div>Ciò su cui quasi tutti i climatologi concordano è che qualsiasi aumento di temperatura con con tutta probabilità causerà problemi. Perfino il piccolo aumento di 1°C osservato nell'ultimo secolo ha già portato incrementi misurabili della siccità e delle ondate di calore in alcune parti del mondo, ha provocato modifiche nelle ecosistemi, lo scioglimento dei ghiacciai in Groenlandia, E così via. Per quanto ne sappiamo, però, la cifra di 2 °C non rappresenta affatto una "soglia magica", tale che tutto andrà bene se non la superiamo, mentre in caso contrario succederanno disastri. In alcune parti del mondo ci sarebbero conseguenze disastrose anche prima che la temperatura salga di 2 °C. Durante i negoziati sul clima del 2009 a Copenaghen questi paesi hanno fatto pressione perché la soglia fosse abbassata 1,5 °C. In altre parti del mondo, invece, valore di 2 °C, perfino di 3 o 4 °C potrebbe non essere poi tanto disastroso. È comunque possibile che raggiungiamo un punto critico, di non ritorno, in cui fenomeni davvero gravi si innescano e non possono più essere fermati. Gli scienziati concordano che il rischio di una perturbazione pericolosa del clima continua ad aumentare via via che il Pianeta continua a riscaldarsi. In ogni caso, il valore di 2 °C è stato adottato dall'Unione Europea come obiettivo ufficiale della politica comunitaria. È semplicemente un traguardo a cui puntare, anche se raggiungerlo non sarà facile. Evitare di superare quella soglia sarebbe stato già difficile quando l'obiettivo è stato proposto, ma oggi lo è ancora di più, visto che negli anni trascorsi le missioni sono aumentate, e oggi l'atmosfera contiene più CO2. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-25 21:03:07 UTC</pubDate>
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         <title>RICORRERE ALLE FONTI RINNOVABILI NON E&#39; SUFFICIENTE</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per ridurre la quantità di gas-serra nell'atmosfera, bisognerebbe sostituire  i combustibili fossili, che ne producono la maggior parte, con altre fonti energetiche meno inquinanti. Le fonti energetiche con emissione ridotte, o nulle, di CO2 non mancano: per esempio, l'energia solare, l'energia eolica o idroelettrica. Altre, come la produzione energetica a partire da materia vegetale, o "bioenergia", liberano soltanto la CO2 che le piante hanno assorbito durante la crescita. Tutte queste fonti energetiche hanno inoltre il vantaggio di essere rinnovabili: non esauriremo mai il sole, il vento, la pioggia o la possibilità di far crescere nuove piante.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-10-03 09:20:40 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ENERGIA SOLARE</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Sole è probabilmente la fonte più ovvia da cui cercare energia pulita. Ma l'abbondanza dell'energia solare non basta per farne un sostituto dei combustibili fossili. Il problema è che tutta quell'energia solare è distribuita su tutta la superficie terrestre, e per raccoglierla occorre dedicarvi aree molto estese. Secondo gli studiosi del problema energetico, i pannelli dovranno diventare grosso modo due volte più efficienti e quindi dovrà dimezzarsi il costo dell'elettricità prodotta. Un altro problema è che abbiamo bisogno di energia anche quando il Sole non splende in cielo (pomeriggio/notte/con nuvole). L'energia solare si può sfruttare anche concentrando la luce tramite specchi per trasformare l'acqua in vapore, da cui poi ottenere elettricità. Questa tecnica è chiamata "solare termodinamico" o "solare a concentrazione", ed è molto più economica ed efficiente, ma non è realizzabile ovunque poiché necessita di molto terreno per poter raccogliere una quantità di raggi solari sufficienti a produrre vapore, e quindi energia. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-10-03 09:29:50 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ENERGIA EOLICA</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un'altra fonte naturale di energia, abbondante e rinnovabile, è il vento. L'energia che fornisce è catturata da gigantesche turbine eoliche, che sono però costruite lontane dai luoghi in cui vive la gente.<br>Il vento è assai variabile, come l'energia solare,e imprevedibile. Poiché non soffia ogni volta che abbiamo bisogno di elettricità, occorre avere una fonte energetica di riserva, il che fa lievitare i costi. Non tutti amano la vicinanza delle turbine eoliche perché sono rumorose, rovinano il paesaggio e possono uccidere gli uccelli.<br>Nella migliore ipotesi l'energia eolica sarà soltanto un sostituto parziale dei combustibili fossili.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-10-03 09:39:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/403469036</link>
         <description><![CDATA[<div>Dunque, nonostante queste forme di energia siano abbondanti e possano contribuire a ridurre le emissioni di CO<sub>2</sub>, nessuna fra queste, presa singolarmente, può sostituire del tutto i combustibili fossili; se ne può tuttavia ridurre notevolmente l'uso, se si combinano le fonti energetiche rinnovabili e si sfrutta ciascuna fonte nei siti più adatti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-10-28 17:23:33 UTC</pubDate>
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         <title>n</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-10-28 17:27:35 UTC</pubDate>
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         <title>LE TECNOLOGIE FUTURE CI SALVERANNO?</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/403519308</link>
         <description><![CDATA[<div>Ridurre le emissioni dei gas-serra è il modo più lineare per contribuire a rallentare il riscaldamento globale, perché va al cuore del problema: la crescente concentrazione di gas in grado di intrappolare il calore nell'atmosfera. Dato che numerose considerazioni politiche ed economiche ci impediscono di tagliare significativamente le emissioni di CO<sub>2</sub>, alcuni ricercatori hanno proposto metodi alternativi per scongiurare il riscaldamento terrestre. Queste idee prendono il nome collettivo di <em>GEOINGEGNERIA</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-10-28 18:39:12 UTC</pubDate>
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         <title>GEOINGEGNERIA</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/403533353</link>
         <description><![CDATA[<div>Queste idee ipotizzano di usare la tecnologia per sottrarre la CO<sub>2</sub> all'atmosfera o per aumentare la quantità di luce solare riflessa dal nostro pianeta. Vari tipi di geoingegneria hanno dimostrato di funzionare (in laboratorio o nel mondo naturale) a scale assai ridotte. Per riuscire davvero a contenere l'aumento della temperatura, bisognerebbe applicare una o più di queste tecniche a larghissima scala. Un modo per ridurre la concentrazione atmosferica  di CO<sub>2 </sub>prevede di scaricar enormi quantità di ferro negli oceani; questo innescherebbe una proliferazione vertiginosa di alghe che consumano la CO<sub>2</sub> e potrebbero contribuire a rimuovere almeno una parte dell' eccesso di anidride carbonica che è presente nell'atmosfera. Alla fine resti di queste alghe, o quelli degli animali che se ne sono cibati, si desidererebbero presso il fondo del mare, dove finirebbero per essere sepolti dai detriti o incorporati nelle rocce sedimentarie. Gli scienziati hanno sperimentato questo metodo in mare aperto, con risultati incerti, e non è chiaro se funzionerebbe a scale abbastanza grandi da fare alcuna differenza</div>]]></description>
         <pubDate>2019-10-28 19:01:41 UTC</pubDate>
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         <title>CHE COS&#39;E&#39; IL FAMOSO I.P.C.C.</title>
         <author>mazzoccasabrina41</author>
         <link>https://padlet.com/mazzoccasabrina41/3lmm95q05gfn/wish/404898011</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli scienziati nel 1988 hanno unito le forze creando l'I.P.C.C.(Intergovernmental Panel on Climate Change), cioè "Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico" con l'obiettivo di "fornire al mondo una chiara visione scientifica dello stato attuale delle conoscenze sul cambiamento climatico e sulle sue possibili ripercussioni ambientali e socio-economiche"</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-10-31 09:55:27 UTC</pubDate>
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