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      <title>Economia lineare e economia circolare by STEFANIA PETTI</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-12-03 14:32:44 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-12-03 16:17:00 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Economia lineare= Prendi- Produci- Smaltisci</title>
         <author>stefaniapetti</author>
         <link>https://padlet.com/stefaniapetti/3ldrza23rc0elm2g/wish/2811770433</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Svantaggi dell’economia lineare:</strong></p><ul><li><p>Consumo di combustibili fossili e risorse non rinnovabili. </p></li><li><p>Il bene è estratto definitivamente dal sistema e ad ogni passo viene rilasciato un rifiuto inutilizzabile.</p></li><li><p>Materiali e prodotti sono buttati via, sottoutilizzati e inutilizzabili alla fine. </p></li><li><p>Degrada le risorse naturali – inducendo: declino della biodiversità, cambiamenti climatici, desertificazione e inquinamento degli oceani. </p></li></ul><p><strong>E i vantaggi?</strong></p><ul><li><p>Forte competitività che detta le regole sia della produzione che della vendita. </p></li><li><p>L'adeguamento della produzione alla domanda di mercato porta all'idea di una crescita infinita.</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-03 14:35:34 UTC</pubDate>
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         <title>Economia lineare e economia circolare: due modelli a confronto</title>
         <author>stefaniapetti</author>
         <link>https://padlet.com/stefaniapetti/3ldrza23rc0elm2g/wish/2811772877</link>
         <description><![CDATA[<p>Al giorno d’oggi, è importante conoscere la <strong>differenza tra economia lineare e circolare</strong>. </p><p>Se nell’economia lineare la produzione di un bene solitamente produrrà un <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.sogeam.it/servizi/smaltimento-rifiuti-speciali-pericolosi-e-non/">rifiuto</a> o comunque uno scarto che quasi certamente non verrà riutilizzato in alcun modo, nell’economia circolare si cerca di eliminare lo scarto a favore di una maggiore ecosostenibilità del processo produttivo.</p><p>In pratica, possiamo prendere come esempio un agricoltore che raccoglie gli ortaggi, li confeziona e li vende. Il consumatore usufruirà del <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.sogeam.it/servizi/distruzioni-fiscali/">prodotto</a> e poi butterà i materiali usati per il confezionamento e tutti gli avanzi.</p><p>In questo caso il produttore non ha pensato ad un’economia circolare, ma ha operato seguendo un’economia lineare: la sua economia ha un inizio, la produzione, e una fine, ed il rifiuto non + riutilizzabile.</p><p>Quella <strong>circolare</strong>, invece, si basa su un <strong>ciclo continuo</strong> che parte dalla produzione, passa al consumo del prodotto e poi al riciclo e al suo riutilizzo consapevole e a favore dell’ambiente.</p><p>Il tutto viene “premeditato” ancor prima di iniziare il processo produttivo. </p><p>La differenza tra economia lineare e circolare è proprio questa: nella circolare, il produttore ha <strong>già pensato a come riciclare o smaltire</strong> il rifiuto che si creerà dopo che il bene proposto sarà stato consumato/utilizzato.</p><p>Un esempio da considerare per capire meglio l’economia circolare è certamente il brand <strong>Lavazza</strong>. L’azienda ha infatti realizzato le capsule in plastica biodegradabile.</p><p>Ha inoltre avviato un progetto insieme al Politecnico di Torino e all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, che prevede la possibilità di coltivare i funghi usando i fondi di caffè.</p><p>In pratica, ancor prima della produzione, la realtà aziendale ha già pensato a come riutilizzare gli scarti del proprio prodotto.</p><p>Ad aver eseguito il <strong>passaggio dall’economia lineare a quella circolare</strong> è stata anche l’azienda <strong>Barilla</strong>. Per quest’ultima è in corso il progetto “CartaCrusca”, il progetto prevede il recupero della crusca scartata dalla produzione di pasta, al quale sussegue una lavorazione insieme alla cellulosa.</p><p>Il risultato? Invece di tramutarsi in un semplice rifiuto, la crusca diventa un materiale utile per la produzione della carta.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-03 14:40:15 UTC</pubDate>
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         <title>Economia circolare= Ridurre- Riciclare- Riutilizzare- Recuperare</title>
         <author>stefaniapetti</author>
         <link>https://padlet.com/stefaniapetti/3ldrza23rc0elm2g/wish/2811778360</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Quali sono i vantaggi di un'economia circolare?</strong></p><p>La transizione verso un’economia più circolare può portare numerosi vantaggi, tra cui:&nbsp;</p><ul><li><p>Riduzione della pressione sull’ambiente</p></li><li><p>Più sicurezza circa la disponibilità di materie prime</p></li><li><p>Aumento della competitività</p></li><li><p>Impulso all’innovazione e alla crescita economica (un aumento del PIL dello 0,5%)</p></li><li><p>Incremento dell’occupazione – si stima che nell’UE grazie all’economia circolare potrebbero esserci 700.000 nuovi posti di lavoro entro il 2030.</p></li><li><p>Risparmio da parte dei consumatori</p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://2030.Ma"><strong>Ma</strong></a><strong> quali sono le barriere che rendono complessa la trasformazione?</strong></p></li></ul><ol><li><p>In primis ci sono i <strong>consumatori</strong>, sempre più <strong>abituati all’uso e getta</strong> o a desiderare modelli e tecnologie sempre più avanzate;</p></li><li><p>inoltre, <strong>mancano gli esperti e le tecnologie collaudate</strong> nell’implementazione dell’economia circolare;</p></li><li><p>così come spesso manca in azienda <strong>una cultura che esalti i vantaggi dell’economia circolare</strong>: in questo campo, serve più consapevolezza e/o la volontà di impegnarsi per affrontare un cambiamento tanto radicale;</p></li><li><p>gli <strong>investimenti</strong> richiesti sono ancora <strong>troppo onerosi</strong>: ad oggi manca una redditività economica dei modelli di business dell’economia circolare;</p></li><li><p>infine <strong>mancano politiche</strong> che supportino le aziende nella transizione verso l’economia circolare.</p></li></ol>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-03 14:49:19 UTC</pubDate>
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         <title>Ciclo di vita di un prodotto - Sistema lineare e circolare</title>
         <author>stpetti86</author>
         <link>https://padlet.com/stefaniapetti/3ldrza23rc0elm2g/wish/2811788825</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-12-03 15:06:10 UTC</pubDate>
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         <title>Riflettiamo insieme leggendo questo articolo pubblicato il 16 Set 2022</title>
         <author>stefaniapetti</author>
         <link>https://padlet.com/stefaniapetti/3ldrza23rc0elm2g/wish/2811797839</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Circular economy: cos’è e perché è importante l’economia circolare</strong></p><p><strong>I consumi crescono quasi tre volte più del riutilizzo. L’economia circolare in Italia e nel mondo rimane una Cenerentola. Ma è l’unico modello per salvare il Pianeta e l’economia</strong></p><p>Pubblicato il 16 Set 2022</p><p>È storia di questi mesi: mancano le materie prime. E, quando si trovano, i prezzi volano alle stelle. “Le responsabilità sono varie: l’aumento della domanda, che è crescente; la crisi climatica, che diminuisce la capacità degli ecosistemi di offrire risorse e aumenta alcuni bisogni; la pandemia, che ha imposto una lunga battuta d’arresto all’economia globale; il conflitto in Ucraina, che ha esasperato la fragilità energetica dell’Europa. La soluzione esiste e si chiama economia circolare. Ma ancora non decolla”.</p><p>Non fa sconti il Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia 2022, giunto alla sua quarta edizione, realizzato dal Cen (Circular Economy Network), in collaborazione con Enea.</p><p><br></p><p><strong>Sprechi, consumi, riutilizzo: le cifre sono allarmanti</strong></p><p>Anche perché i dati globali non sono incoraggianti: tra il 2018 e il 2020 il tasso di circolarità è sceso dal 9,1% all’8,6%. Mentre, negli ultimi cinque anni, i consumi sono cresciuti di oltre l’8% (superando i 100 miliardi di tonnellate di materia prima utilizzata in un anno), a fronte di un incremento del riutilizzo di appena il 3% (da 8,4 a 8,65 miliardi di tonnellate). Risultato? Sprechiamo la maggior parte dei materiali estratti dagli ecosistemi: “Non abbiamo invertito la rotta – riferisce il Rapporto -. Anche l’Italia non ha centrato l’obiettivo del disaccoppiamento tra crescita economica e uso delle risorse”. Anche se il nostro Paese è “virtuoso”: “Nel quadro delle prime cinque economie europee si posiziona al primo posto per gli indicatori più importanti di circolarità, assieme alla Francia”.</p><p>Resta però il fatto che <strong>l’economia circolare</strong>, che <strong>coniuga riduzione degli sprechi, riuso ed efficienza</strong>, rimane ancora una Cenerentola in Italia e nel mondo, come figlia di un dio minore in un Pianeta dominato dal turbo capitalismo globale che tutto produce e tutto consuma.</p><p><strong>Cosa si intende con economia circolare?</strong></p><p>La Commissione europea, impegnata in prima fila in questa sfida globale, definisce <strong>economia circolare</strong> un <strong>sistema in cui i prodotti mantengono il loro valore aggiunto il più a lungo possibile e non ci sono rifiuti.</strong> In sostanza, è un sistema economico in grado di rigenerarsi assicurando la propria ecosostenibilità. È un modello di produzione e consumo che punta a <strong>condividere, prestare, riutilizzare, riparare, ricondizionare e riciclare materiali e prodotti </strong>facendoli esistere il più a lungo possibile, risparmiando così le risorse della Terra e non inquinando.</p><p>La Fondazione Ellen MacArthur di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chicago"><strong>Chicago</strong></a>, che sostiene l’opportunità economica di questo modello, spiega che in un’economia circolare invece i flussi di materiali sono di due tipi: biologici, ossia capaci di essere reintegrati nella biosfera, e tecnici, cioè destinati a essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera.</p><p>La circular economy mira dunque a estendere il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo, dato che quando un prodotto ha raggiunto la fine del ciclo di vita, i materiali di cui è composto sono reintrodotti, laddove possibile, nel ciclo economico. Così si possono di nuovo riutilizzare all’interno del ciclo produttivo generando ulteriore valore.</p><p><strong>Quando è nata l’economia circolare</strong></p><p>L’idea di un riutilizzo circolare dei materiali risale al 1966, quando lo studioso inglese trapiantato in America, Kenneth E. Boulding scrisse l’articolo “The Economics of the Coming Spaceship Earth”. L’idea fu ripresa nel 1976: in un rapporto presentato alla Commissione europea, dal titolo “The Potential for Substituting Manpower for Energy”, Walter Stahel insieme a Geneviéve Reday-Mulvey delinearono la visione di un’economia circolare e del suo impatto sulla creazione di posti di lavoro, risparmio di risorse e riduzione dei rifiuti. Nel 1982, quello studio divenne un libro: “Jobs for Tomorrow: The Potential for Substituting Manpower for Energy”. L’economia circolare era nata.</p><p><strong>Perché il modello lineare non è più sostenibile?</strong></p><p>L’economia circolare è la risposta alla crisi dell’<strong>economia lineare</strong> fondata sullo schema: “<strong>Estrarre, produrre, utilizzare e gettare</strong>”. Questo modello lineare è ancora sostenibile? No, perché dipende dalla disponibilità di grandi quantità di materiali e di energia, facilmente reperibili e a basso prezzo.</p><p>Il modello-pilastro dello sviluppo industriale e del sistema consumistico non è più adatto alla realtà attuale e si sta scontrando con scarsità delle risorse, danni all’ambiente, cambiamento climatico, volatilità dei prezzi delle risorse naturali e instabilità degli approvvigionamenti di materie prime, valore perduto di materiali e prodotti, montagne di rifiuti da smaltire. La crisi dell’economia lineare è di fatto sotto gli occhi di tutti.</p><p><br></p><p><strong>I tre principi dell’economia circolare</strong></p><p>I tre punti cardine dell’economia circolare sono: ridurre i consumi di materie prime, progettare prodotti con un ciclo di vita più lungo e, infine, riciclare. L’adozione di questi principi contribuisce a salvaguardare il Pianeta, riducendo le emissioni di CO₂ e le risorse naturali. Il fine è di ridurre la quantità di rifiuti da gestire, riconvertendo i prodotti a fine vita e operando sugli scarti di lavorazione, rendendoli idonei alla commercializzazione anziché smaltirli. A fianco a questi tre principi, vanno ricordati i cinque pilastri dell’economia circolare: condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo. L’economia circolare, di fatto, prevede un “ciclo chiuso”, che deve funzionare come un organismo vivente, nel quale le sostanze nutrienti sono elaborate e riutilizzate. Inoltre, nei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu che prendono in esame tutte le dimensioni del Pianeta e della vita umana, occupandosi di temi come l’agricoltura, il rispetto per l’ecosistema terrestre, l’educazione e il miglioramento della salute, fino alla lotta a ogni forma di povertà, l’economia circolare è rappresentata in 6 Obiettivi.</p><p><strong>Quali sono i benefici della circular economy?</strong></p><p>Secondo l’Europarlamento, grazie a misure come prevenzione dei rifiuti, ecodesign e riutilizzo dei materiali, “le imprese europee otterrebbero un risparmio e ridurrebbero nel contempo le emissioni totali annue di gas serra”.</p><p>Sempre per il Parlamento di Strasburgo, “al momento la produzione dei materiali che utilizziamo ogni giorno è responsabile del 45% delle emissioni di CO₂”. Mentre la transizione verso un’economia più circolare può portare numerosi vantaggi. Eccone alcuni:&nbsp;riduzione della pressione sull’ambiente, più sicurezza circa la disponibilità di materie prime, aumento della competitività, impulso all’innovazione e alla crescita economica (un aumento del Pil dello 0,5%). Infine, un incremento dell’occupazione: si stima che nell’Ue grazie all’economia circolare potrebbero esserci 700 mila nuovi posti di lavoro entro il 2030. Con l’economia circolare, i consumatori potranno avere anche prodotti più durevoli e innovativi in grado di far risparmiare e migliorare la qualità della vita.</p><p><br><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-03 15:21:24 UTC</pubDate>
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         <title>Un esempio virtuoso di economia circolare ideato da due giovani ragazzi torinesi</title>
         <author>stefaniapetti</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-12-03 15:59:11 UTC</pubDate>
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