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      <title>PROGETTO SCIENZE by Elide Ciavatta</title>
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      <description>Perché noi possiamo fare la differenza!</description>
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      <pubDate>2019-09-04 13:06:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>leapagniello</author>
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         <pubDate>2019-09-06 10:13:09 UTC</pubDate>
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         <title>ECCO DEI TRUCCHETTI SEMPLICI CHE POSSONO FARE LA DIFFERENZA!</title>
         <author>leapagniello</author>
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         <pubDate>2019-09-06 10:14:56 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>leapagniello</author>
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         <pubDate>2019-09-06 10:15:30 UTC</pubDate>
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         <title>COSA ABBIAMO FATTO FIN ORA?</title>
         <author>claudia_sollazzo74</author>
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         <description><![CDATA[<div>I problemi a cui il nostro pianeta deve far fronte non sono altro che conseguenze di azioni causate dalle stesse persone che ci vivono! </div><div>Stiamo distruggendo noi stessi e nonostante i numerosi  avvertimenti non solo di persone competenti come geologi ma di semplici bambini che mentre nuotano sono costretti a scansare frammenti di plastica: COSA ABBIAMO FATTO DI CONCRETO NOI OGGI? </div><div><br></div><div>* Importanti Franchising come il  McDonald hanno dapprima sostituito le cannucce di plastica con quelle di carta che però si sono rivelate un flop. Infatti una petizione sottoscritta da 51 mila persone chiedeva a gran voce di rinunciare alle cannucce di carta tornando a quelle in plastica considerate più affidabili e resistenti, anche se inquinanti. Il governo ha rigettato l'istanza che sarebbe stata un passo indietro non indifferente per l'ambiente, soprattutto se si pensa che solo nei fast food del Regno Unito si consumano ogni giorno 1,8 milioni di cannucce e che quelle in plastica possono impiegare fino a 500 anni prima di decomporsi. Sono ancora in plastica con l’unica differenza che adesso sono sparite dalla vista e sono consegnate al cliente solo su richiesta . Al momento sono in corso i test per sostituire le cannucce attuali con quelle in materiale riciclabile nel frattempo sta a noi fare la scelta giusta </div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div>* Quest’estate si è diffusa la conoscenza di un motore di ricerca con le stesse funzioni di Google solo che ad ogni ricerca effettuata contribuisci  a piantare un albero (il che si rivelò molto utile dopo che l’amazzonia è andata in fiamme) ECOSIA </div><div><br></div><div><br></div><div>Tu fai le tue ricerche in internet con Ecosia; le pubblicità legate alla ricerca creano introiti per Ecosia; Ecosia destina questi ricavi alla riforestazione</div><div><br></div><div>* Alcune influencer (dallo stesso nome: figure per lo più di persone famose che influenzano le scelte dei loro followers pubblicizzando prodotti) si stanno interessando sempre più ai problemi che riguardano l’ambiente. Quindi non credo che queste persone vadano definite stupide superficiali e irreali, certo forse alcune di loro lo sono pure ma come si suol dire non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. La stessa Chiara Ferragni nelle migliaia di storie che fa non parla solo come una barbie stupida senza cervello, ma trasmette tanta sicurezza e tanta voglia di cambiare il mondo. Infatti ci ha mostrato una bottiglia d’acqua chiaramente firmata “the Blonde Salade” tutta in vetro per essere di esempio e spingere la gente a soffermarsi e occuparsi di più dell’ambiente combattendo l’inquinamento. (Anche se costa un occhio della testa ha eliminato totalmente la plastica dalla sua azienda).Colei  che ha parlato del  pianeta più recentemente nelle sue stories è Mariasole pollio </div><div><br></div><div><br></div><div>Già il fatto che molte persone chiedono ai loro idoli di parlare del pianeta significa che questo argomento sta prendendo sempre più importanza tra di noi.</div><div><br></div><div>* Aziende come coca cola, esta the stanno cercando di eliminare completamente l’impiego di bottigliette di plastica, questo cambiamento si può notare soprattutto negli autogrill. Inoltre c’è anche da aggiungere che una bibita in vetro ha un sapore puro e migliore rispetto ad una in plastica, poiché il vetro è molto più igienico il che può prevenire il contagio o la trasmissione di molte malattie.</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div>* Sui social questo problema sta coinvolgendo e sensibilizzando molto persone che hanno creato delle page e degli hashtag in cui cercano di farci notare quanto male stiamo recando </div><div>@plasticafreelifestyle </div><div>@ecozema</div><div>@plasticsoupfoundation </div><div>@wwfroma</div><div>@marevivoonlus</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-06 10:15:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>leapagniello</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-09-06 10:15:56 UTC</pubDate>
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         <title>PRO E CONTRO ALLA PLASTICA</title>
         <author>leapagniello</author>
         <link>https://padlet.com/elideciavatta04/3gyrqk3v9mp7/wish/380811740</link>
         <description><![CDATA[<div>La plastica è una sostanza organica che si ottiene dalla lavorazione di materie prime di varia origine presenti in natura. La maggior parte delle plastiche è ricavata prevalentemente dagli idrocarburi, come il carbone, ma soprattutto dal petrolio.</div><div><br></div><div>Sono tanti i vantaggi e le virtù dei materiali plastici:</div><div>•Possiamo fargli assumere qualsiasi forma a differenza di altri materiali che richiederebbero lavorazioni più complicate, costose o addirittura impossibili; </div><div>•può presentarsi con un'elevata rigidezza o grande flessibilità;</div><div>• è impermeabile, resistente agli agenti atmosferici, muffe e funghi, alla corrosione;</div><div>• può essere "filata" ottenendo capi d’abbigliamento </div><div>•è economica da produrre; può essere colorata durante la lavorazione; </div><div>•ha un elevato isolamento acustico, </div><div>termico, elettrico e dalle vibrazioni. </div><div>•senza le vaschette di plastica sottovuoto aumenterebbe lo spreco di cibo,le bistecche durerebbero 4 giorni invece di un mese</div><div>•il 45% dei biomateriali(protesi e organi artificiali)sono fatti in plastica poiché inattaccabile da muffe parassiti e batteri</div><div>•per innescare le reazioni chimiche di polimerizzazione occorre poca energia perché avvengono a temperature ben inferiori a quelle necessarie per lavorare i metalli o il vetro</div><div><br></div><div>L’uso massiccio delle materie plastiche non ha portato solamente benefici per gli esseri umani. </div><div><br></div><div>CONTRO</div><div><br></div><div>La plastica è il maggiore fattore di inquinamento del nostro pianeta. Innanzitutto a causa della sua origine, che risiede principalmente nel petrolio.<br>•comporta un primo livello di inquinamento dovuto alla sua estrazione, trasporto e stoccaggio degli idrocarburi; <br>•il processo di lavorazione del petrolio e della trasformazione in plastica che comporta la produzione di emissioni nocive per la salute e per l 'ambiente; </div><div>• si aggiungono i residui della produzione, di stoccaggio e smaltimento </div><div>•la maggior parte delle plastiche non è biodegradabile, quindi se viene abbandonata nell'ambiente vi rimane per parecchi anni.</div><div>•i rifiuti di plastica causano danni agli ecosistemi,ostruiscono il deflusso delle acque alluvionali creando allagamenti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-06 10:16:40 UTC</pubDate>
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         <title>CANNUCCE SU RICHIESTA</title>
         <author>claudia_sollazzo74</author>
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         <pubDate>2019-09-06 10:17:03 UTC</pubDate>
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         <title>LA RACCOLTA DIFFERENZIATA </title>
         <author>chiaracannelonga04</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Ancora oggi sono tanti gli errori che si commettono quando si fa la</strong> raccolta differenziata. Piccoli errori certo, ma se non si commettessero ne deriverebbe sicuramente un decisivo miglioramento della qualità della raccolta, a tutto vantaggio dell’ambiente. In generale possiamo dare una definizione alla raccolta differenziata.<br>La raccolta differenziata indica un sistema di raccolta dei rifiuti  che prevede una prima differenziazione in base al tipo di rifiuto da parte dei cittadini. Il fine è  la separazione dei rifiuti in modo tale da reindirizzare ciascun tipo di rifiuto differenziato verso il rispettivo trattamento di smaltimento  o recupero.  Il corretto smaltimento della raccolta differenziata porta al riciclo dei rifiuti differenziabili col vantaggio di recupero di materie prime  ed energia e minor prodotto finale destinato a inceneritori e discariche. I rifiuti separabili (differenziabili) differiscono da quelli non separabili (indifferenziato) per caratteristiche proprie di trattabilità/riciclabilità.<br><mark>Ora passiamo a vedere nel dettaglio i vari rifiuti. </mark><br><mark>UMIDO</mark>: I rifiuti organici, chiamati anche "umido", in discarica generano il cosiddetto biogas (metano) che talvolta è utilizzato come fonte energetica. <br><mark>CARTA</mark>: La carta, che è fatta di cellulosa, può essere riciclata: la cellulosa si estrae dal legno e da altri vegetali. Essa viene ricavata dalla carta della raccolta differenziata e la si riutilizza per produrre la carta riciclata.<br><mark>VETRO</mark>: Affinché il vetro raccolto possa essere riciclato in vetreria è necessario sottoporlo a un'operazione di selezione. Il trattamento è composto di varie operazioni di cernita (manuale o meccanica). <br><mark>PLASTICA</mark>:  In Italia nel normale circuito di raccolta differenziata della plastica gestito da COREPLA possono essere introdotti solamente gli imballaggi. Tutti gli altri oggetti in plastica possono essere riciclati solo attraverso circuiti di raccolta differenti.<br><mark>ALLUMINIO/ACCIAIO:</mark> Gli imballaggi in alluminio e acciaio, vengono raccolti insieme ad altri tipi di materiali (p.es. vetro, plastica ), con modalità che variano da comune a comune.<br><strong><mark>Raccolta stradale</mark></strong><br>Quando la raccolta differenziata viene condotta in strada, i cittadini devono mettere i loro rifiuti in contenitori presenti sul marciapiede. Differenziando i rifiuti sono necessari anche diversi tipi di contenitori. Un contenitore utilizzato comunemente è la campana che a differenza del cassonetto,  la campana viene svuotata dal basso, sollevandola e aprendo la base inferiore con un comando meccanico. In alcune città, per ragioni di spazio e di estetica, sono stati installati cassonetti interrati, in cui i rifiuti vengono depositati attraverso una botola presente a livello della strada.<br><strong><mark>Raccolta porta a porta </mark></strong><br>•Nella raccolta differenziata porta a porta, non sono i cittadini a portare i rifiuti nei cassonetti, ma sono gli incaricati del servizio che passano a domicilio a ritirarli. Per facilitare le operazioni vengono spesso forniti alle famiglie sacchi in plastica bioplastica o carta, cestini e bidoni, a seconda del tipo del rifiuto o del volume dello stesso da conferire.  In Italia la raccolta differenziata è attiva su buona parte del territorio nazionale, seppure con marcate differenze geografiche, prodotto di un'evoluzione storica non omogenea.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-06 10:17:34 UTC</pubDate>
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         <title>Le cannucce di carta fallite </title>
         <author>claudia_sollazzo74</author>
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         <pubDate>2019-09-06 10:18:24 UTC</pubDate>
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         <title>Ecosia </title>
         <author>claudia_sollazzo74</author>
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         <pubDate>2019-09-06 10:18:41 UTC</pubDate>
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         <title>Insta stories di Mariasole Pollio </title>
         <author>claudia_sollazzo74</author>
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         <pubDate>2019-09-06 10:19:09 UTC</pubDate>
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         <title>Bottigliette in autogrill </title>
         <author>claudia_sollazzo74</author>
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         <pubDate>2019-09-06 10:19:31 UTC</pubDate>
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         <title>Bottigliette in autogrill </title>
         <author>claudia_sollazzo74</author>
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         <pubDate>2019-09-06 10:19:47 UTC</pubDate>
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         <title>LA PLASTICA</title>
         <author>claudia_sollazzo74</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ogni anno si producono 300 milioni di tonnellate di plastica per formare oggetti che useremo si e no una volta in tutta la nostra vita, l’uomo pur dotato di una grande intelligenza disperde ingenuamente questi rifiuti che dalla terraferma passano inevitabile agli oceani per l’azione incontrollabile degli tsunami. Quante volte ci è capitato di nuotare e trovare un frammento di plastica? Quante volte ci è capitato di camminare sulla spiaggia e vedere isole di plastica? La vera domanda è: noi ce lo meritiamo tutto questo? Noi che siamo responsabili del nostro destino cosa stiamo facendo?  Stiamo sfruttando il cento per cento della nostra intelligenza per evitare di essere soffocati da un mostro di plastica? </div><div>“È colpa del governo che ne permette ancora la produzione” Ovviamente una frase così dagli italiani c’è da aspettarsela, è più facile dare la colpa per ogni cosa sbagliata ad altri quando invece perché non iniziamo ad assumerci le nostre responsabilità. Se non c’è domanda da parte del consumatore le aziende non producono. Per una volta cerchiamo di interessarci al futuro del nostro pianeta perché non è altro che il nostro futuro, noi ci stiamo autodistruggendo. “Una bottiglietta in più una in meno che vuoi che faccia” Ed è qui che vi sbagliate perché la differenza la fa, la differenza la fa ognuno di noi. Cerchiamo di rimediare ai disastri che le generazioni precedenti hanno combinato, salviamoci perché il cambiamento è possibile solo se ognuno di noi ci crede! </div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-06 10:30:15 UTC</pubDate>
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         <title>Elide butta nel cestino un bicchiere di plastica trovato per terra </title>
         <author>claudia_sollazzo74</author>
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         <pubDate>2019-09-06 11:55:58 UTC</pubDate>
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         <title>RACCOLTA DIFFERENZIATA</title>
         <author>chiaracannelonga04</author>
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         <pubDate>2019-09-06 12:07:11 UTC</pubDate>
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         <title>LA SPAZZATURA NELLO SPAZIO</title>
         <author>elideciavatta04</author>
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         <description><![CDATA[<div>La spazzatura spaziale è composta principalmente da <strong>rifiuti o</strong>, meglio, <strong>detriti abbandonati in orbita</strong>. I detriti vengono prodotti dal <em>disuso di satelliti in orbita</em>, da sonde, pannelli solari, razzi, frammenti, parti di navicelle o utensili andati perduti durante missioni spaziali.<br>Alcuni si trovano in <em>orbita bassa</em>, vicini alla Terra e riescono ad attraversare, entro breve tempo, l’atmosfera terrestre.<br>Altri, invece, sono troppo <em>lontani per rientrare sulla Terra</em> e rimangono in orbita per moltissimi anni.Alcuni detriti hanno delle dimensioni superiori ai 10 cm ed è possibile intercettarli.<br>Altri, invece, hanno dimensioni inferiori e questo porta <em>difficoltà sul piano del rilevamento del detrito stesso</em>.<br>Il maggior rischio che comporta la presenza di detriti è quello di <strong>imbattersi in un satellite in funzionamento</strong>. I detriti spaziali in orbita viaggiano ad un’<strong>elevatissima velocità</strong> (più alta di un proiettile) e questo aumenta la possibilità di causare danni al satellite e alle persone anche con detriti di piccolissime dimensioni (meno di un millimetro).<br>Studi e ricerche sono stati avviati per trovare una soluzione a questo problema, soprattutto con l’aumento dei satelliti in disuso in orbita e la previsione degli ulteriori veicoli spaziali da lanciare nello Spazio.<br>Alcuni studi prevedono il riutilizzo del satellite e, quindi, il suo rientro integro sulla Terra, controllandone il deterioramento durante la fase di passaggio nell’atmosfera, con l’obiettivo di <strong>ridurre il numero di satelliti lasciati in orbita</strong>.<br>Un’ulteriore soluzione è quella di <strong>ripulire lo Spazio dai detriti presenti</strong>.<br>L’ESA (Agenzia Spaziale Europea) ha avviato progetti a questo scopo.<br>La NASA stessa ha progettato un <strong>sistema di monitoraggio</strong> in modo da rilevare detriti di grandi dimensioni, tramite strutture sulla Terra, e da evitare esplosioni di grandi dimensioni.<br>Uno degli obiettivi principali per il futuro è quello di ridurre l’inquinamento spaziale e trovare dei nuovi sistemi per ripulire lo spazio dai rifiuti esistenti.<br>Tutto questo, però, tenendo in considerazione un problema fondamentale che è quello di non poter disfarsi di un detrito spaziale che non appartenga al proprio Stato, senza il rischio di incorrere in <em>accuse di tipo legale</em>.<br><br></div><div> </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-06 15:08:22 UTC</pubDate>
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         <title>LO STATO E L’AMBIENTE</title>
         <author>elideciavatta04</author>
         <link>https://padlet.com/elideciavatta04/3gyrqk3v9mp7/wish/380942654</link>
         <description><![CDATA[<div>Nelle molte costituzioni europee nate nel dopoguerra raramente compaiono riferimenti all’ambiente, per il semplice fatto che all’epoca vi era una diversa sensibilità rispetto a quella degli ultimi anni.</div><div>Durante i lavori dell’Assemblea Costituente è sorto il dibattito sull’utilità della stesura di leggi che regolassero la tutela dell’ambiente.</div><div>Venne scritto così l’articolo 9 della Costituzione italiana che recita:” La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”</div><div>Con il termine paesaggio quindi viene inteso sia l’aspetto naturale dell’ambiente ma anche tutto ciò che fa l’uomo per renderlo abitabile.</div><div>Il paesaggio assume rilevanza nel senso di intenderlo quale valore estetico – culturale.</div><div>Alcuni hanno creato anche un collegamento con l’ambiente dall’articolo 32 della Costituzione che riguarda la salute degli individui.</div><div>Infatti il rapporto tra gli esseri umani e il luogo in cui vivono si ripercuote poi sulla loro salute e sul loro stile di vita.</div><div>Nasce quindi la necessità di creare istituti giuridici specifici per la protezione e la tutela dell’ambiente con una sentenza del 1987, dove il si afferma che la tutela dell’ambiente è un elemento determinativo della vita, viene visto quindi come valore primario assoluto.</div><div>Per «ambiente ed ecosistema» deve intendersi quella parte della biosfera che riguarda l’intero territorio nazionale.</div><div>Oggetto della tutela non è quindi soltanto il concetto astratto di “bellezze naturali”, ma l’insieme dei beni materiali e delle loro composizioni, che conferiscono un certo aspetto al paesaggio.</div><div>Per la Corte Costituzionale, l’ambiente non deve essere considerato come «bene immateriale», ma come un «bene della vita, materiale che per essere disciplinato ha bisogno della tutela di tutte le sue componenti».</div><div>Secondo un’autorevole dottrina la tutela dell’ambiente ha un contenuto «oggettivo», in quanto riferito ad un bene della vita, e «finalistico», perché diretto alla sua migliore conservazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-06 15:10:02 UTC</pubDate>
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         <title>Bottiglie in alluminio come alternativa a quelle di plastica </title>
         <author>claudia_sollazzo74</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-09-06 21:55:48 UTC</pubDate>
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         <title>LA SCOPERTA DEI BATTERI &quot;MANGIA PLASTICA&quot;</title>
         <author>claudia_sollazzo74</author>
         <link>https://padlet.com/elideciavatta04/3gyrqk3v9mp7/wish/382089138</link>
         <description><![CDATA[<div>Un nuovo studio evidenza come alcuni batteri siano in grado di degradare la plastica, suggerendo come questo meccanismo biologico possa essere sfruttato per combattere l'inquinamento dei nostri oceani. Sono molto piccoli, ma altrettanto voraci. Si tratta dei batteri mangia-plastica, microrganismi marini in grado di"sgranocchiare" questo materiale, che sappiamo bene essere ormai onnipresente (per colpa nostra) nei nostri oceani.<br>A riferirlo è un team di ricercatori internazionali che, in uno studio appena pubblicato sul Journal of Hazardous Materials, ha analizzato in che modo le comunità microbiche si accumulano sulla plastica e contribuiscono al suo degrado, attraverso un meccanismo biologico naturale che potremmo in futuro sfruttare per migliorare le strategie contro l'inquinamento della plastica negli oceani.<br>Una volta che la plastica arriva nei mari viene alterata da una serie di fattori esterni, radiazioni, cambiamenti di temperatura e l'abrasione causata dall'acqua marina. Questi processi danno così il via alla degradazione del materiale in frammenti di microplastiche e nanoplastiche sempre più piccoli.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-10 12:19:41 UTC</pubDate>
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         <title>IL RICICLAGGIO</title>
         <author>claudia_sollazzo74</author>
         <link>https://padlet.com/elideciavatta04/3gyrqk3v9mp7/wish/382090201</link>
         <description><![CDATA[<div>Il riciclaggio dei rifiuti è il processo di trasformazione dei rifiuti in materili riutilizzabili.<br>Il riciclaggio è una pratica di introduzione abbastanza recente, nata nei paesi industrializzati intorno agli anni cinquanta per rispondere a esigenze di tipo economico ed ecologico:in primo luogo, infatti, è un sistema intelligente di smaltimento dei rifiuti e un modo per ridurre i consumi energetici e i costidelle industrie, in secondo luogo, è una via da perseguire per risparmiare le risorse naturali del pianeta. Dal punto di vista ecologico,è l'alternativa più vantaggiosa ai sistemi di smaltimento dei rifiuti, i quali aumentano notevolmente.<br>Se evitiamo di gettar ua alla rinfusa in vetro, il metallo, le materie plastiche e la carta che usciamo ogni giorno, ma li feponiamo negli appositi cassonetti, possiamo riciclati e usarli di nuovo. Ciò aiuta a conservare le risorse naturali della Terra. I materiali riciclabili sono tutti rifiuti che possono venire riutilizzati per produrre nuovi oggetti uguali allo scarto (vetro, carta) oppure utilizzati per produrre nuovi materiali(legno, tessuti).<br>I materiali che possono essere riciclati sono:<br>-legno,<br>-vetro,<br>-carta e cartone,<br>-tessuti,<br>-pneumatici,<br>-alluminio,<br>-acciaio,<br>-plastica,<br>-rifiuti organici.<br>Il problema della gestione dei rifiuti e diventato sempre più rivelante: la crescita dei consumi e dell'urbanizzazione hanno aumentato la produzione dei rifiuti e ridotto le zone disabitate in cui trattare o depositare i rifiuti l. Tale problema è inoltre aggravato dalle cattive abitudini dell'irresponsabilità dei cittadini.<br>IL RICICLO IN ITALIA<br>Oggi, l'Italia, sorprendentemente, è il paese leader in Europa per il riciclo di rifiuti.<br>In termini assoluti, l'Italia ricicla 56,4 milioni di tonnellate di rifiuti l'anno ed è secondo solo alla Germania.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-10 12:21:45 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>PERCHÉ È COSÌ DIFFICILE LIBERARCENE?</title>
         <author>leapagniello</author>
         <link>https://padlet.com/elideciavatta04/3gyrqk3v9mp7/wish/387266982</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>RIDURRE L’USO DELLA PLASTICA È GIUSTO, MA NON BASTA DIRE BASTA.<br>MOLTE ALTERNATIVE SAREBBERO PIÙ DISPENDIOSE E PERFINO PIÙ INQUINANTI!<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-20 15:37:16 UTC</pubDate>
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         <title>PERCHÉ È COSÌ DIFFICILE LIBERARCENE?</title>
         <author>leapagniello</author>
         <link>https://padlet.com/elideciavatta04/3gyrqk3v9mp7/wish/387267859</link>
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         <pubDate>2019-09-20 15:38:35 UTC</pubDate>
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         <title>È GIÀ DENTRO DI NOI</title>
         <author>leapagniello</author>
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         <pubDate>2019-09-20 15:40:34 UTC</pubDate>
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         <title>ANCHE IL FIUME PO...</title>
         <author>cristina_stoduto</author>
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         <pubDate>2019-09-20 16:45:24 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>cristina_stoduto</author>
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         <pubDate>2019-09-20 16:48:49 UTC</pubDate>
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         <title>AVETE DAVVERO BISOGNO DI ALTRI MOTIVI?!</title>
         <author></author>
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         <pubDate>2019-09-20 21:17:49 UTC</pubDate>
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         <title>La colpa è nostra!</title>
         <author>claudia_sollazzo74</author>
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         <title>Nave “aspira plastica”</title>
         <author>claudia_sollazzo74</author>
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         <pubDate>2019-09-20 23:54:46 UTC</pubDate>
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         <title>COSTRUIRE GIOCATTOLI CON PEZZI PRESI DA MATERIALI DI RIFIUTO </title>
         <author>chiaracannelonga04</author>
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         <pubDate>2019-10-01 12:02:27 UTC</pubDate>
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         <title>ESEMPLARE DI PLANCTON </title>
         <author></author>
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         <pubDate>2019-10-01 16:19:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>leapagniello</author>
         <link>https://padlet.com/elideciavatta04/3gyrqk3v9mp7/wish/392329771</link>
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