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      <title>Le figure di pace del novecento by FRANC07</title>
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      <description>Realizzato da Tarantino Francesco</description>
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      <pubDate>2019-05-07 17:36:12 UTC</pubDate>
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         <title>Gandhi</title>
         <author>francescotarantino2005</author>
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         <description><![CDATA[<div>Mohandas Karamchand Gandhi fu un importante figura di pace del 900 che riuscì a donare l’indipendenza all’India grazie al satyagraha, ossia la resistenza all’ Oppressione tramite la disobbedienza civile di massa.Il satyagraha è fondato sulla satya (verita’) e sull'ahimisa (nonviolenza). <br>Da piccolo era un bambino non diverso da molti altri, anzi, aveva una pessima calligrafia ( che si pentì in futuro di non aver curato) andava male in matematica ed era un disastro in educazione fisica. <br>A 13 anni fu costretto a sposarsi con una ragazza di nome Kasturba.Furono le classiche nozze indù tra bambini dell’ ottocento che in seguito lui stesso criticherà. Prima di sposarsi i genitori organizzarono 3 fidanzamenti di cui Gandhi non ricordava niente. Morirono tutte e 3 le ragazze. Nonostante fosse stato forzato il matrimonio andò a buon fine e i due uomini ebbero 4 figli. Sebbene tutti lo ricordiamo come una figura pacifica era molto geloso e a volte aveva scatti di rabbia verso la compagna a causa dello spirito indipendente di essa. <br>Fu un ragazzo molto timido: si laureò inizialmente come avvocato e sveni durante il suo primo processc</div><div>Nonostante molti pensino che l’attivitismo Di Gandhi inizio in India non fu così : Nel 1893 Gandhi si trovava in Sudafrica per seguire una causa di un cliente. Fu durante un viaggio in treno che avvenne l’episodio chiave della sua vita: gli fu intimato dal capotreno di lasciare lo scompartimento di prima classe, per cui il giovane indiano aveva pagato un regolare biglietto, e spostarsi in terza, dove viaggiava la gente di colore. Mohandas aveva 24 anni, era educato, introverso, intimorito, e nonostante questo si rifiutò di farlo. Lo fecero scendere alla stazione di Maritzburg, nella cui sala d’aspetto Mohandas rimase a rimuginare tutta notte sugli insulti ricevuti dai bianchi. Probabilmente fu lì che nacque Gandhi l’attivista.</div><div>L’avvocato che doveva restare in Sudafrica pochi mesi ci rimase oltre vent’anni, difendendo i suoi connazionali dai soprusi dell’apartheid.<br>MAHATMA: Il titolo onorifico che deriva dal sanscrito e significa "Grande Anima", "venerabile", gli fu attribuito in Sudafrica nel 1914, dove Gandhi aveva lottato per i diritti civili delle minoranze indiane locali. Gandhi era restio ad accettare questo termine, perché riteneva non ci fossero differenze tra grandi e piccole anime. In India Mohandas Karamchand Gandhi venne invece sempre chiamato Bapu ("Padre", "papà").<br>Nel 1906 fece voto di castita: “Capii che un voto non chiudeva la porta alla vera libertà, anzi la spalancava”. Dalla moglie Kasturba aveva avuto 4 figli maschi, considerando sempre “vergognose” le sue voglie carnali. Finalmente riuscì a sublimare le sue le sue energie nell’impegno politico e nella pratica religiosa. In quegli stessi anni inizio a cibarsi solo di noci e frutta fresca e perfeziono la pratica del digiuno, inizialmente considerandolo come mezzo per avvicinarsi a Dio o per espiare i propri errori, ma in seguito usandolo come un potente strumento di lotta per rivendicare i diritti negati.<br>Gandhi era un vegetariano convinto: Aveva trasgredito ai precetti della sua religione solo da ragazzo, mangiando carne (di capra) con il suo migliore amico in alcuni “festini carnivori”, come li definì. Un peccato mai confessato ai suoi che gli procurò rimorsi e incubi notturni, nei quali sognava di avere una capra viva che belava dentro di lui. Ma a 18 anni, a Londra, era ormai un vegetariano convinto, che propagandava le sue idee attraverso articoli, esperimenti estenuanti su se stesso e l’adesione alla Società vegetariana inglese, di cui divenne un pilastro.<br><br><br><br>Fonti: focus.it Wikipedia enciclopedia treccani<br><br><br><br><br>Frasi:<br>“ chi segue il cammino della verità non inciampa”<br>“ chi perde la sua individualità perde tutto”<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-16 15:27:00 UTC</pubDate>
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         <title>Gandhi </title>
         <author>francescotarantino2005</author>
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         <pubDate>2019-05-16 16:36:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>francescotarantino2005</author>
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         <description><![CDATA[<div>Gandhi</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-16 16:37:15 UTC</pubDate>
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         <title>Nelson Mandela</title>
         <author>francescotarantino2005</author>
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         <description><![CDATA[<div>Primo presidente nero della Repubblica Sudafricana Sud Africa, Nelson Mandela (1918-2013) ha lottato per i diritti dei neri in Sudafrica, passando per questo un totale di 27 anni della sua vita in prigione. Nei primi anni ‘90 fu una figura determinante per la fine dell’Apartheid, un odioso sistema di segregazione razziale sudafricano, ricevendo un nobel per la pace nel 1993. Dopo la presidenza del Sudafrica (1994-1999) Mandela continuerà ad essere un attivista per la giustizia sociale in tutto il mondo.   Nelson frequentò una scuola missionaria, e poi l’università: trattandosi di un giovane piuttosto dotato, ebbe straordinari successi nello studio, senza trascurare lo sport (in particolare la corsa ed il pugilato). Mandela studiò legge presso la Fort Hare University, e già in questi anni emerse il suo carattere determinato ed anticonformista: Mandela lasciò l’università nel 1939 in seguito ad alcune proteste studentesche, rifiutò di sposare la donna che la propria famiglia aveva scelto per lui, e decise di andare a vivere a Johannesburg. Qui riprese gli studi, diventando avvocato nel 1942: per farlo, dovette rinunciare ai propri diritti di capotribù.  <br>Il Sudafrica era stato una colonia olandese a partire dal 1652: gli olandesi, in gran parte contadini, adottarono il nome di ‘boeri’, sviluppando una cultura molto particolare dotata di una propria lingua, mischiandosi con altre popolazioni di origine europea, e lottando con gli africani di lingua Bantu.    </div><div><br></div><div>Nel 1814 la colonia olandese, già occupata più volte dagli inglesi, venne ceduta all’Impero Britannico: da allora iniziò a diffondersi l’utilizzo della lingua inglese nel paese, e ci saranno numerosi scontri tra i boeri, che ottengono l’indipendenza in alcune regioni (Transvaal e Orange), ed i britannici. Nel 1886 vengono trovati giacimenti auriferi nel Transvaal, che porteranno gli inglesi a scontrarsi di nuovo con i boeri, annettendo anche il Transvaal alla colonia.   </div><div><br></div><div>In questa situazione di contrasti tra boeri ed inglesi, e tra bianchi e neri, il 31 maggio del 1910 viene proclamata l’Unione Sudafricana, un dominio dove soltanto i bianchi (boeri) potevano votare, rappresentati dal SAP (Sounth African Party). Progressivamente la popolazione nera viene privata dei suoi già pochissimi diritti. Nel periodo in cui Mandela era giovane, i neri del Sudafrica non avevano praticamente nessuna voce nella politica del proprio paese, non potevano acquistare terre, e non potevano votare. I governi erano esclusivamente bianchi, mentre i neri, che vivevano in gran parte in condizioni semi servili, lavoravano in miniere, fabbriche e fattorie.  </div><div><br></div><div>Nel 1944 Nelson Mandela entra nell’ANC (Congresso Nazionale Africano), diventando presto leader della sezione giovani. Si trattava di un’organizzazione che lottava per la libertà dei sudafricani neri, che richiedevano pari diritti rispetto ai bianchi. In questi stessi anni Mandela conobbe la sua prima moglie Evelyn Ntoko Mase. Nel frattempo, nel 1948, il governo sudafricano approvò alcune leggi che puntavano a tenere bianchi e neri separati: il sistema tristemente noto come ‘apartheid’.      </div><div><br></div><div>L’Apartheid obbligava i bianchi ed i non-bianchi a vivere e a lavorare in aree separate. I ‘non-bianchi’ non erano soltanto i neri africani, ma anche minoranze di asiatici o persone di etnia mista. Non erano proibiti soltanto i matrimoni interrazziali: un bianco ed un nero non avrebbero potuto nemmeno sedersi nello stesso ristorante, o prendere lo stesso autobus. La segregazione riguardava anche i bambini: i neri andavano in scuole diverse rispetto ai bianchi. Persino le squadre sportive non ammettevano giocatori di ‘colori’ diversi.      </div><div><br></div><div>Nel 1952, In questo clima così drammatico, Nelson Mandela avvia a Johannesburg Insieme all’amico Oliver Tambo il primo studio legale ‘nero’ del Sudafrica, specializzato in casi che avevano a che fare con le leggi dell’apartheid, ed era dedicato ai cittadini neri più poveri e indifesi. Contemporaneamente, Mandela portava avanti la propria attività politica insieme all’ANC: il partito piaceva sempre di più, in particolare ai più giovani, sia bianchi che neri, che si opponevano all’Apartheid in modo sempre più netto.      <br><br></div><div>Inizialmente, Mandela si era ispirato a Gandhi ed alle sue proteste pacifiche in India, convinto del fatto che la non-violenza fosse l’unica strada possibile per risolvere i problemi del Sudafrica. Nonostante questo, diviene un vero e proprio bersaglio per le autorità, che lo consideravano un individuo pericoloso: dal 1952 iniziarono a restringere le sue libertà, rendendogli difficili gli spostamenti e la possibilità di parlare in pubblico. Nel 1956 venne arrestato per un’accusa di alto tradimento insieme a più di 100 altri attivisti anti-apartheid, in quello che è a tutti gli effetti un maxi-processo intimidatorio. Dopo un processo di cinque anni, durante il quale divoerzierà e si risposerà, verrà liberato definitivamente soltanto nel 1961.   <br><br></div><div>Nel 1960 a Sharpeville, nei pressi di Johannesburg, si svolge intanto la protesta contro l’apartheid più drammatica e violenta che si fosse mai vista. La polizia aveva sparato ai manifestanti neri, uccidendone 69, ferendone altri 180. Il principale risultato è che il governo incolpa l’ANC e gli altri partiti antirazzisti per le violenze, e approfitta della situazione per renderli illegali. Agli attivisti come Mandela non resta che la strada dell’illegalità: fondano così l’Umkonto we Siswe (“lancia della nazione”), vero e proprio braccio armato dell’ANC, abbandonando per il momento il pacifismo. Ricercato dalla polizia, Mandela dovette nascondersi ed adottare travestimenti, recandosi nel ‘62 in Algeria per apprendere le basi della guerriglia.    </div><div><br></div><div><br></div><div>Il 31 maggio del 1961 il Sudafrica, condannato in modo ripetuto dalla comunità internazionale, viene espulso dal Commonwealth britannico e proclama la Repubblica Sudafricana. Da allora i governi stranieri boicottarono il commercio con il paese, mentre gli sportivi e gli intrattenitori si rifiutarono di visitare il Sudafrica, che negli anni ‘70 avrebbe appoggiato movimenti conservatori ed anti-rivoluzionari in tutta l’Africa. Nel 1963, nel frattempo, Mandela era tornato dal suo viaggio per essere immediatamente arrestato: le accuse erano sabotaggio ed attività di complotto contro il governo. All’età di 46 anni, il leader veniva condannato all’ergastolo nel corso del processo di Rivonia, città dove la polizia aveva scoperto una grande quantità di armi presso il quartier generale dell’Umkonto we Siswe.   </div><div><br></div><div><br></div><div>Dal 1964 al 1982, insieme ad altri leader dell’ANC, Mandela viene rinchiuso nel carcere di alta sicurezza a Robben Island, e poi trasferito in altre prigioni del paese. Qualcun altro, come Oliver Tambo, riesce a lasciare il Sudafrica. Mandela rimane complessivamente in prigione per ben 18 anni. Era condannato ai lavori forzati, e le sue possibilità di avere contatti col mondo esterno erano estremamente limitate: poteva ricevere visite soltanto ogni sei mesi. Durante la prigionia si ammala di tubercolosi e riceve una serie di offerte da parte del governo sudafricano, che prontamente rifiuta: essendo stato imprigionato in modo ingiusto, Mandela era convinto di non dover scendere a patti.  </div><div><br></div><div>La prigionia di Mandela suscitava nel frattempo proteste a livello internazionale, rendendolo probabilmente il prigioniero politico più famoso al mondo. Ma qualcosa stava lentamente cambiando in Sudafrica, dove la situazione politica si stava progressivamente deteriorando: nel 1988, viene permesso agli studenti neri di accedere alle università per bianchi, e nel 1989 Mandela incontra il neo eletto presidente F.W. de Klerk.  </div><div><br></div><div>L’11 febbraio del 1990 il governo sudafricano, sotto la guida del presidente de Klerk, libera finalmente Mandela attraverso un’amnistia. Nei lunghi anni in prigione, Mandela aveva capito che l’unica strada che poteva far bene al futuro del Sudafrica era la cooperazione non-violenta tra bianchi e neri. Nel 1991, Mandela tornò ad essere il leader dell’ANC. Nel 1994 il Sudafrica concesse ai cittadini il suffragio universale: i neri potevano finalmente votare. Anche per questo Mandela, candidatosi alla presidenza del paese, ottenne una maggioranza schiacciante. Era il primo presidente nero del Sudafrica.  <br><br>Frase: “Il perdono libera l'anima, rimuove la paura. È per questo che il perdono è un'arma potente.” <br><br><br>Fonte: studenti.it</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-16 16:59:24 UTC</pubDate>
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         <title>Mandela</title>
         <author>francescotarantino2005</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-05-16 17:01:07 UTC</pubDate>
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         <title>Martin Luther king</title>
         <author>francescotarantino2005</author>
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         <description><![CDATA[<div>Martin Luther King nasce da una famiglia di pastori della Chiesa battista il 15 gennaio del 1929 ad Atlanta, in Georgia, nel profondo sud degli Stati Uniti, dove il razzismo è estremamente radicato. Il piccolo Martin si rende presto conto che il colore della sua pelle rappresenta un ostacolo apparentemente insormontabile. Presa coscienza di questa inaccettabile discriminazione si dedica anima e corpo allo studio, laureandosi in filosofia e diventando anch’egli pastore, per poi iniziare la sua inarrestabile e pacifica battaglia contro la segregazione razziale.</div><div><br></div><div>La lotta pacifica</div><div>King ammira la figura del Mahatma Gandhi e la sua dottrina della nonviolenza, basata sul rifiuto dell’uso della violenza fisica, al fine di raggiungere obiettivi sociali o cambiamenti politici. Quando nel 1955 Rosa Parks, sarta e attivista di colore, viene arrestata perché si era rifiutata di cedere il posto a un bianco su un autobus, in King scatta qualcosa e decide che non è più possibile sopportare in silenzio l’ingiustizia. Guida dunque una massiccia campagna di boicottaggio da parte di tutti gli afroamericani nei confronti dei mezzi pubblici locali. Il boicottaggio si protrae per ben 382 giorni, con una rilevante eco mediatica, e si conclude con un’importante vittoria: nel 1956 la Corte suprema degli Stati Uniti stabilisce infatti l’incostituzionalità delle leggi sulla segregazione sui mezzi di trasporto.</div><div><br></div><div>Marcia partita da Selma diretta da King</div><div>In occasione della marcia partita da Selma il 25 marzo 1965, Martin Luther King, arrivato alle porte del palazzo del governatore dell’Alabama, pronunciò uno dei suoi discorsi più toccanti: How long? Not long</div><div>I have a dream</div><div>Il discorso più famoso di Martin Luther King, che contiene la celebre frase “I have a dream”, si tiene a Washington il 28 agosto 1963, in occasione di una grande manifestazione per i diritti civili, davanti ad una folla di 200mila persone. Nell’appassionato discorso King chiede semplicemente giustizia e uguaglianza e sogna “che i miei quattro bambini vivano un giorno in una nazione dove non saranno giudicati per il colore della pelle, ma per chi sono nel cuore”.</div><div><br></div><div>La legge per i diritti civili</div><div>Il 10 febbraio 1964 viene approvato il Civil rights act, legge per i diritti civili che aboliva la discriminazione nei servizi pubblici di ogni genere, alberghi e motel, ristoranti e stadi, teatri, biblioteche pubbliche, nel lavoro e nei sindacati dei lavoratori. Nello stesso anno Martin Luther King viene insignito del premio Nobel per la pace, all’età di 35 anni è il più giovane vincitore nella storia di questo premio (oggi questo primato è invece di Malala Yousafzai, premiata nel 2014 a soli diciassette anni).</div><div><br></div><div><br></div><div>Selma</div><div>La cittadina statunitense di Selma, in Alabama, è di grande importanza per la storia del movimento per i diritti civili degli afroamericani negli Stati Uniti. Da qui infatti sono partite tre marce di protesta organizzate da Martin Luther King e dirette a Montgomery, la prima marcia, diventata poi nota come Bloody Sunday, è datata 7 marzo 1965. Circa seicento persone, che stavano manifestando in modo pacifico per chiedere il diritto di voto per tutti gli afroamericani e la fine della segregazione razziale, sono state caricate dalla polizia mentre attraversavano il ponte Edmund Pettus. Durante l’ultima marcia, il 25 marzo 1965, King e circa 25mila persone si sono dirette da Selma a Montgomery, fino alle porte del palazzo del governatore dell’Alabama, per chiedere uguaglianza. Un film del 2014, intitolato Selma – La strada per la libertà, ripercorre queste vicende.</div><div><br></div><div>L’assassinio di Martin Luther King</div><div>Martin Luther King era diventato un punto di riferimento per un’intera comunità, la sua notorietà era in costante crescita ed era ormai il simbolo indiscutibile della lotta per i diritti civili. Proprio per questo l’America bianca, bigotta e conservatrice ha paura di lui, King diventa il bersaglio di minacce d’ogni genere (tra cui una lettera dell’Fbi che conteneva dettagli sulla sua vita sessuale extraconiugale e invitava King a suicidarsi) e viene arrestato. Il 30 giugno un attentato dinamitardo gli distrugge la casa, senza conseguenze per la famiglia. Il 4 aprile 1968 a Memphis, Tennessee, Martin Luther King viene ucciso da un colpo di fucile di grosso calibro poco prima di andare ad un incontro in una chiesa locale. Il suo assassino, James Earl Ray, viene arrestato due mesi dopo ma l’uomo, dopo l’iniziale confessione, smentisce il suo coinvolgimento parlando di un complotto contro King. L’omicidio fa divampare la rabbia della comunità nera dando vita ad una rivolta in tutti i ghetti d’America con un terribile bilancio, quarantatré morti, cinquecento feriti e ventisettemila arresti.<br><br><br>Frasi<br><br>“La più grande debolezza della violenza è l’essere una spirale discendente che dà vita proprio alle cose che cerca di distruggere. Invece di diminuire il male, lo moltiplica.”</div><div><br>“L’amore è l’unica forza capace di trasformare un nemico in amico.”</div><div><br></div><div><br></div><var><br></var><div><br></div><div><br></div><div><br><br>Fonte: lifegate.it</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-16 17:08:49 UTC</pubDate>
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         <title>Mandela</title>
         <author>francescotarantino2005</author>
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         <pubDate>2019-05-16 17:14:28 UTC</pubDate>
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         <title>Madre Teresa di calcutta</title>
         <author>francescotarantino2005</author>
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         <description><![CDATA[<div>Madre Teresa di Calcutta nacque il 26 agosto 1910 a Skopje, in Macedonia, la minore dei 5 figli di Nikola e Drane Bojaxhiu, e fu battezzata coi nomi di Gonxha Agnes. All'età di 8 anni perse il padre e la famiglia dovette soffrire di gravi difficoltà finanziarie. Nel settembre 1928 partì per l'Irlanda, dove entrò nell’Istituto della Beata Vergine Maria, noto anche col nome di “Suore di Loreto”, ed assunse il nome di suor Mary Teresa, ispiratole da quello di Santa Teresa di Lisieux.<br>Nel dicembre dello stesso anno partì per l’India, sbarcando a Calcutta il 6 gennaio 1929. Nel maggio 1931 fece la professione dei voti temporanei e venne inviata presso la comunità di Loreto a Entally, dove insegnò nella scuola per ragazze St. Mary. Il 24 maggio 1937 fece la Professione dei voti perpetui e da quel momento venne definitivamente chiamata Madre Teresa. Nei venti anni che trascorse a St. Mary svolse attività di insegnante e nel 1944 fu nominata direttrice della scuola.<br>Il 10 settembre 1946 fu il giorno in cui, prese la decisione di lasciare la scuola e di fondare una comunità religiosa che si occupasse dell'assistenza dei poveri. Dovettero passare altri due anni prima che Madre Teresa potesse fondare la comunità delle Missionarie della Carità (17 agosto 1948). Scelse come veste per sè e per le consorelle, fra cui molte sue ex allieve,il caratteristico sari bianco bordato di azzurro. Era sua costante abitudine recarsi nei sobborghi più poveri di Calcutta per visitare le famiglie ed assistere gli ammalati<br>Il 7 ottobre 1950 l'Arcidiocesi di Calcutta riconosceva ufficialmente la nuova Congregazione delle Missionarie della Carità. Ben presto apri una casa anche in Venezuela, a cui se ne aggiunsero presto altre a Roma, in Tanzania e via via in altri paesi di tutti i continenti. Negli anni tra il 1980 ed il 1990, Madre Teresa aprì altre case di missione anche nei paesi comunisti, compresi l'ex Unione Sovietica, l’Albania e Cuba.<br>Madre Teresa fondò, altre congregazioni, fra cui i Fratelli Missionari della Carità, nel 1963, ed i Padri Missionari della Carità, nel 1984, a cui aderirono anche persone di altre confessioni religiose. L'intensa attività svolta cominciò ad attirare sempre più l'attenzione dei mezzi di informazione, numerose onorificenze le furono concesse come, ad esempio, il premio indiano Padmashri nel 1962 ed il Premio Nobel per la Pace nel 1979.<br>Nel 1997 le suore di Madre Teresa erano arrivate al numero di 4.000, suddivise nelle 610 case di missione presenti in ben 123 paesi. Nel marzo 1997 incontrò Papa Giovanni Paolo II per l’ultima volta, prima di rientrare a Calcutta, dove morì 5 settembre 1997.<br>A soli due anni dalla morte, Papa Giovanni Paolo II consentì che si aprisse la causa di canonizzazione. È stata beatificata il 19 ottobre 2003<br><br><br>Sito: Skuola.net<br><br>Frase:  “Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno”</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-16 18:24:45 UTC</pubDate>
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         <title>Legenda</title>
         <author>francescotarantino2005</author>
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         <pubDate>2019-05-16 18:33:05 UTC</pubDate>
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