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      <title>Remake di Resistenza, occupazione tedesca, fronte orientale. by Giancarlo Roseghini</title>
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      <description>Italia. 1945 e oltre.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-04-21 16:29:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giancarloroseghini</author>
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         <pubDate>2020-04-21 16:29:19 UTC</pubDate>
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         <title>La Resistenza e la conferenza di pace.</title>
         <author>giancarloroseghini</author>
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         <description><![CDATA[<div>" ho il dovere innanzi alla coscienza del mio Paese e per difendere la vitalità del mio popolo di parlare come italiano; ma sento la responsabilità e il diritto di parlare anche come democratico antifascista, come rappresentante della nuova Repubblica che, armonizzando in sé le aspirazioni umanitarie di Giuseppe Mazzini, le concezioni universaliste del cristianesimo e le speranze internazionaliste dei lavoratori, è tutta rivolta verso quella pace duratura e ricostruttiva che voi cercate e verso quella cooperazione fra i popoli che avete il compito di stabilire. "<br><br>" Ora non v'ha dubbio che il rovesciamento del regime fascista non fu possibile che in seguito agli avvenimenti militari, ma il rivolgimento non sarebbe stato così profondo, se non fosse stato preceduto dalla lunga cospirazione dei patrioti che in Patria e fuori agirono a prezzo di immensi sacrifici, senza l'intervento degli scioperi politici nelle industrie del nord, senza l'abile azione clandestina degli uomini dell'opposizione parlamentare antifascista (ed è qui presente uno dei suoi più fattivi rappresentanti) che spinsero al colpo di stato. Rammentate che il comunicato di Potsdam del 2 agosto 1945 proclama: « l'Italia fu la prima delle Potenze dell'Asse a rompere con la Germania, alla cui sconfitta essa diede un sostanziale contributo ed ora si è aggiunta agli Alleati nella guerra contro il Giappone». «L'Italia ha liberato se stessa dal regime fascista e sta facendo buoni progressi verso il ristabilimento di un Governo e istituzioni democratiche». Tale era il riconoscimento di Potsdam. "<br><br>" Che cosa è avvenuto perché nel preambolo del trattato si faccia ora sparire dalla scena storica il popolo italiano che fu protagonista? Forse che un governo designato liberamente dal popolo, attraverso l'Assemblea Costituente della Repubblica, merita meno considerazione sul terreno democratico? La stessa domanda può venir fatta circa la formulazione così stentata ed agra della cobelligeranza: « delle Forze armate italiane hanno preso parte attiva alla guerra contro la Germania». Delle Forze? Ma si tratta di tutta la marina da guerra, di centinaia di migliaia di militari per i servizi di retrovia, del «Corpo Italiano di Liberazione», trasformatosi poi nelle divisioni combattenti e «last but not least» dei partigiani, autori sopratutto dell'insurrezione del nord. Le perdite nella resistenza contro i tedeschi, prima e dopo la dichiarazione di guerra, furono di oltre 100 mila uomini tra morti e dispersi, senza contare i militari e civili vittime dei nazisti nei campi di concentramento ed i 50 mila patrioti caduti nella lotta partigiana. Diciotto mesi durò questa seconda guerra, durante i quali i tedeschi indietreggiarono lentamente verso nord spogliando, devastando, distruggendo quello che gli aerei non avevano abbattuto. Il rapido crollo del fascismo dimostrò esser vero quello che disse Churchill: «un uomo, un uomo solo ha voluto questa guerra» e quanto fosse profetica la parola di Stimson, allora Ministro americano della guerra: «la resa significa un atto di sfida ai tedeschi che avrebbe cagionato al popolo italiano inevitabili sofferenze». "</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-21 16:29:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giancarloroseghini</author>
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         <title>L&#39;Italia nel 1943. Zone sotto il diretto controllo tedesco.</title>
         <author>giancarloroseghini</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ricordiamo come risultava divisa l'Italia, la parte occupata e amministrata direttamente da Tedeschi, più o meno l'attuale trentino Alto Adige e Friuli con Istria e Dalmazia. la RSI, con le truppe Nazi Fasciste e le zone liberate dagli Anglo Americani, amministrate dal governo del CLN e dal Re.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-21 16:29:19 UTC</pubDate>
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         <title>Atlante delle stragi nazifasciste.</title>
         <author>giancarloroseghini</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un progetto innovativo per lo studio e la ricerca storica. Molte delle stragi restarono nascoste per lungo tempo, i fascicoli relativi a crimini e criminali rimasero sepolti in un armadio, con le ante girate verso la parete, in un deposito della magistratura militare. Rtrovati verso la metà degli anni 90, furono oggetto di libri e inchieste. Molti dei reati erano prescritti o condonati. Infatti, nel 1946, il ministro della giustizia Togliatti aveva decretato un'amnistia per molti reati legati al periodo bellico. In quell'epoca in Italia governavano assieme Democristiani, Socialisti e Comunisti, Repubblicani, Liberali, cioè tutti i partiti che avevano formato il CLN.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-21 16:29:19 UTC</pubDate>
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         <title>Amnistia Togliatti e armadio della vergogna.</title>
         <author>giancarloroseghini</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il fatto che in Italia non si siano celebrati processi per crimini di guerra e molte delle stragi siano state insabbiate ha fatto in modo che la percezione della violenza dell'occupazione nazifascista e l'importanza della Resistenza venissero misconosciute o sottovalutate. Gli storici calcolano che oltre 10000 ex fascisti siano stati amnistiati.</div>]]></description>
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         <title>Le zone di operazione italiane sotto il controllo tedesco.</title>
         <author>giancarloroseghini</author>
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         <title>Il confine orientale.</title>
         <author>giancarloroseghini</author>
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         <description><![CDATA[<div>La vicenda del confine orientale è lunga e complessa. Procedendo con ordine. Sul confine orientale nazionalisti e irredentisti fanno fiorire numerosi racconti e leggende. Tra fine 800 e inizi 900 questo confine si sposta sempre più a est, fino ad abbracciare territori abitati da un maggioranza di popolazione non di lingua e cultura italiana. La dominazione della Repubblica di Venezia, che viene utilizzata per giustificare storicamente l'appartenenza italiana di alcuni territori, viene spesso estesa a territori che Venezia non ha mai posseduto. Dopo la Prima Guerra Mondiale, quando il Regni d'Italia entra in possesso di territori abitati da popolazioni di lingua e cultura slava o tedesca, avviene un violento processo di assimilazione linguistica e culturale, senza alcun rispetto dei diritti più elementari. L'invasione della Jugoslavia da parte dell'Italia, avvenuta come già abbiamo visto dal 1941 senza dichiarazione di guerra, porterà ad una gravissima serie di violenze.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-21 16:29:19 UTC</pubDate>
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         <title>La questione di Trieste</title>
         <author>giancarloroseghini</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo il 1945, come emerge chiaramente dal discorso di De Gasperi postato in precedenza, emerge la questione di Trieste. I confini italiani non saranno quelli del 1918, anche il ri dimensionamento territoriale sarà modesto.</div>]]></description>
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         <title>Le Foibe</title>
         <author>giancarloroseghini</author>
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         <description><![CDATA[<div>Due momenti diversi, quando si parla di Foibe, le Foibe Istriane del 1943 e le Foibe Triestine o Giuliane del 1945.</div>]]></description>
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         <title>Alcune considerazioni sulla storia delle Foibe. Il giorno del Ricordo.</title>
         <author>giancarloroseghini</author>
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         <title>Monumento a Kesserling.</title>
         <author>giancarloroseghini</author>
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         <description><![CDATA[<div>Lo avrai<br>camerata Kesselring<br>il monumento che pretendi da noi italiani<br>ma con che pietra si costruirà<br>a deciderlo tocca a noi.<br><br>Non coi sassi affumicati<br>dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio<br>non colla terra dei cimiteri<br>dove i nostri compagni giovinetti<br>riposano in serenità<br>non colla neve inviolata delle montagne<br>che per due inverni ti sfidarono<br>non colla primavera di queste valli<br>che ti videro fuggire.<br><br>Ma soltanto col silenzio del torturati<br>più duro d'ogni macigno<br>soltanto con la roccia di questo patto<br>giurato fra uomini liberi<br>che volontari si adunarono<br>per dignità e non per odio<br>decisi a riscattare<br>la vergogna e il terrore del mondo.<br><br>Su queste strade se vorrai tornare<br>ai nostri posti ci ritroverai<br>morti e vivi collo stesso impegno<br>popolo serrato intorno al monumento<br>che si chiama<br>ora e sempre<br>RESISTENZA</div>]]></description>
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