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      <title>5 marzo 2025 Giornata del disarmo by Francesco Gaddi</title>
      <link>https://padlet.com/francescogaddi/33fqiwerynatdl09</link>
      <description>Attività a classi aperte (4 B e 4 C del Liceo Peano Pellico di Cuneo) su Pace e disarmo</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-03-06 09:46:52 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-03-06 21:13:29 UTC</lastBuildDate>
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         <title>“Dobbiamo riarmarci urgentemente”, ha detto Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea. Non possiamo accettare un&#39;Europa che alza il budget militare cancellando le vere conquiste europee. Ci siamo sempre battuti per l&#39;Europa. Ma per un&#39;Europa di pace, di diritti, di democrazia.</title>
         <author>grossorebecca</author>
         <link>https://padlet.com/francescogaddi/33fqiwerynatdl09/wish/3354025165</link>
         <description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, le esportazioni di armi da parte dei paesi europei hanno subito significativi cambiamenti, influenzati da vari fattori geopolitici e normativi.</p><p>Quadro normativo dell'Unione Europea</p><p>L'Unione Europea ha adottato un Codice di Condotta per le esportazioni di armi, che prevede che ogni Stato membro condivida in modo confidenziale un rapporto sulle proprie esportazioni di difesa e sull'implementazione del Codice stesso. Questi rapporti vengono discussi durante incontri annuali nel contesto della Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC), con l'obiettivo di analizzare l'applicazione del Codice e proporre eventuali miglioramenti.</p><p>Aumento delle esportazioni verso l'Ucraina</p><p>Con l'intensificarsi del conflitto in Ucraina, la quota delle esportazioni di armi e munizioni dell'UE verso questo paese è aumentata significativamente, passando dal 19,7% nel secondo trimestre del 2023 al 34,2% nello stesso periodo del 2024. Anche le esportazioni di esplosivi verso l'Ucraina sono cresciute notevolmente, passando dall'1,7% al 16,5% nello stesso intervallo di tempo.</p><p>Esportazioni di armi italiane</p><p>L'Italia ha esportato armi in 84 paesi nel 2018, con il Qatar come principale destinatario, seguito da Pakistan, Turchia ed Emirati Arabi Uniti. Questo indica una presenza significativa dell'industria bellica italiana in diverse regioni del mondo.</p><p>Esenzione IVA per le armi nell'UE</p><p>È in discussione nell'UE la possibilità di esentare completamente dall'IVA le armi e i sistemi d'arma prodotti e venduti all'interno dell'Unione. Questa proposta mira a sostenere l'industria bellica europea, rendendo tali prodotti assimilabili a beni di consumo essenziali sotto il profilo fiscale.</p><p>Critiche alla trasparenza delle esportazioni</p><p>Il 13° Rapporto dell'UE sulle esportazioni di armi ha evidenziato lacune nella trasparenza, con otto paesi membri, tra cui Germania e Regno Unito, che non hanno fornito dati completi sulle consegne di sistemi militari. Questo rende difficile analizzare accuratamente le esportazioni effettive di armi da parte dei paesi dell'UE.</p><p>In conclusione, mentre l'Unione Europea dispone di un quadro normativo per regolamentare le esportazioni di armi, le pratiche degli Stati membri variano, influenzate da esigenze geopolitiche, economiche e di sicurezza. La crescente domanda di armamenti, in particolare in risposta a conflitti come quello in Ucraina, ha portato a un aumento delle esportazioni, sollevando questioni sulla coerenza delle politiche europee in materia di commercio di armi.</p><p>fonti: https://www.peacelink.it/</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-06 09:56:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>b7787n5bkj</author>
         <link>https://padlet.com/francescogaddi/33fqiwerynatdl09/wish/3354025456</link>
         <description><![CDATA[<p>ARMI IN EUROPA, I PRINCIPALI IMPORTATORI E PRODUTTORI</p><p><br/></p><p>Negli ultimi anni, produzione e importazione di armi in Europa hanno assunto un ruolo centrale nelle strategie di sicurezza e difesa del continente. Conflitti come quello russo-ucraino e la crescente percezione di minacce alle frontiere europee hanno spinto numerosi stati a rivedere le politiche di armamento, favorendo sia l’espansione della produzione interna che un aumento delle importazioni di tecnologie militari avanzate.</p><p><br/></p><p>Secondo i dati Sipri (Stockholm International Peace Research Institute), un istituto di ricerca svedese, il budget militare della Francia ha raggiunto i 69 miliardi di euro nel 2023, mentre la Germania ha stanziato circa 58 miliardi di euro nello stesso anno. In parallelo, l’Italia ha dedicato 28 miliardi di euro alla difesa, con il Regno Unito che ha superato i 60 miliardi di euro. Si stima che entro il 2025 la spesa complessiva europea per la difesa raggiungerà i 400 miliardi di euro, stimolata anche dall’obiettivo Nato di destinare il 2% del Pil alla difesa, un target che diversi Paesi, come Polonia e Grecia, superano già, rispettivamente con circa il 4% e il 3,8%.ARMI IN EUROPA, I PRINCIPALI IMPORTATORI E PRODUTTORI</p><p><br/></p><p>Negli ultimi anni, produzione e importazione di armi in Europa hanno assunto un ruolo centrale nelle strategie di sicurezza e difesa del continente. Conflitti come quello russo-ucraino e la crescente percezione di minacce alle frontiere europee hanno spinto numerosi stati a rivedere le politiche di armamento, favorendo sia l’espansione della produzione interna che un aumento delle importazioni di tecnologie militari avanzate.</p><p><br/></p><p>Secondo i dati Sipri (Stockholm International Peace Research Institute), un istituto di ricerca svedese, il budget militare della Francia ha raggiunto i 69 miliardi di euro nel 2023, mentre la Germania ha stanziato circa 58 miliardi di euro nello stesso anno. In parallelo, l’Italia ha dedicato 28 miliardi di euro alla difesa, con il Regno Unito che ha superato i 60 miliardi di euro. Si stima che entro il 2025 la spesa complessiva europea per la difesa raggiungerà i 400 miliardi di euro, stimolata anche dall’obiettivo Nato di destinare il 2% del Pil alla difesa, un target che diversi Paesi, come Polonia e Grecia, superano già, rispettivamente con circa il 4% e il 3,8%.</p><p>La produzione di armi in Europa è dominata da alcune delle maggiori economie del continente, con Francia, Germania, Italia e Regno Unito. Questi Paesi, oltre a disporre di una base industriale avanzata, hanno una presenza globale sui mercati di export e ricoprono un ruolo chiave anche all’interno delle alleanze strategiche, come la Nato e l’Ue.</p><p><br/></p><p>In particolare, la Francia ha uno dei complessi industriali della difesa più diversificati d’Europa, con Dassault Aviation (aerospaziale), Thales (tecnologia e difesa) e Naval Group (difesa navale) che guidano il settore. La Francia si colloca al terzo posto mondiale per esportazioni di armi, con contratti per 27 miliardi di euro nel periodo 2018-2022 in particolare in Medio Oriente (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti) e Asia. Negli ultimi cinque anni, l’export francese ha registrato un aumento del 59%, dovuto principalmente a una domanda di caccia Rafale e sistemi navali. In ambito navale, il Naval Group ha chiuso contratti per sottomarini e fregate con clienti come l’India e l’Egitto, rendendo il comparto navale uno dei settori più redditizi della difesa francese. La Francia sta anche espandendo la cooperazione con paesi dell’Africa sub-sahariana, puntando a consolidare la propria influenza geopolitica.</p><p><br/></p><p><br/></p><p>L’Italia non è nella top ten della classifica globale dei 100 maggiori produttori di armi da guerra. Le più note aziende italiane produttrici di armi, Leonardo e Fincantieri, infatti si posizionano rispettivamente in tredicesima e quarantaseiesima posizione. Nelle prime cinque posizioni ci sono solo aziende americane: Lockheed Martin, Raytheon Technologies, Northrop Grumman, Boeing e General Dynamics.</p><p><br/></p><p>La Russia ha fatto registrare un calo delle vendite di armi del 6,5% rispetto al 2019. Le 9 società russe nella top 100 hanno infatti fatturato complessivamente solo 26,4 miliardi di dollari. Poi c’è il resto del mondo: le vendite complessive degli altri produttori in India, Giappone, Canada, Corea del Sud, Turchia, Israele, Emirati Arabi Uniti, è di 43,1 miliardi di dollari, cioè circa l’8,1% di tutto il fatturato dei primi 100 maggiori produttori di armi.</p><p><br/></p><p><strong>I dati sulle esportazioni delle armi da guerra</strong></p><p>Abbiamo visto a quanto ammonta il fatturato dei maggiori produttori di armi, ora vediamo i dati sulle esportazioni di queste armi una volta che vengono prodotte. Gli Usa nel 2020 hanno esportato quasi la metà della propria produzione in Medio Oriente. Sono aumentate le esportazioni della Francia (44%) e della Germania (21%), mentre sono diminuite quelle della Russia (-22%) e della Cina (-7,8%).</p><p><br/></p><p><strong>Chi spende di più per le armi da guerra</strong></p><p>La spesa militare mondiale per armi è stata di 1.981 miliardi di dollari nel 2020, ben più alta del 2,6% rispetto al 2019. La spesa militare è aumentata soprattutto in quattro delle cinque aree di maggiore produzione: 5,1% in Africa, 4% in Europa, 3,9% nelle Americhe e 2,5% in Asia e Oceania. In particolare, gli Usa hanno speso 778 miliardi di dollari per produrre armi. La spesa militare cinese è stata di 252 miliardi di dollari, quella indiana di 72,9 miliardi di dollari e quella russa di 61,7 miliardi di dollari.</p><p><br/></p><p><strong>Che cosa produce la Lookheed Martin</strong></p><p>Oltre a sistemi di difesa, la prima industria mondiale di armamenti è attiva in numerosi altri settori industriali.</p><p><br/></p><ol><li><p>&nbsp;Aerospazio e Esplorazione Spaziale</p></li></ol><p>Sistemi per la Nasa e missioni spaziali: Lockheed Martin ha collaborato con la Nasa per sviluppare il veicolo spaziale Orion, destinato alle missioni lunari e interplanetarie.</p><p>Satelliti e sistemi di telecomunicazione: L’azienda produce satelliti per telecomunicazioni, osservazione della Terra e difesa spaziale.</p><p>Tecnologie per la sicurezza spaziale: Sviluppa sistemi di monitoraggio spaziale e protezione dalle minacce orbitali.</p><ol start="2"><li><p>&nbsp;Energia e Sostenibilità</p></li></ol><p>Reattori a fusione nucleare: Lockheed Martin sta lavorando su un progetto innovativo di reattore a fusione compatto (Cfr – Compact Fusion Reactor), che potrebbe rivoluzionare la produzione di energia sostenibile.</p><p>Energia rinnovabile: L’azienda ha investito in tecnologie per l’energia solare e soluzioni di gestione dell’energia.</p><ol start="3"><li><p>Intelligenza Artificiale e Cybersecurity</p></li></ol><p>Sicurezza informatica e reti militari: Lockheed Martin sviluppa avanzati sistemi di protezione da cyber attacchi per infrastrutture governative e private.</p><p>Sistemi di intelligenza artificiale e machine learning: L’azienda utilizza AI per la gestione autonoma di velivoli, sistemi di difesa e analisi di grandi quantità di dati.</p><ol start="4"><li><p>&nbsp;Trasporti e Aviazione Civile</p></li></ol><p>Tecnologie aeronautiche avanzate: Sebbene sia principalmente nota per aerei militari come gli F-35, Lockheed Martin ha sviluppato anche aerei civili e tecnologie per l’industria aeronautica.</p><p>Hyperloop e trasporto supersonico: L’azienda ha studiato nuove tecnologie per il trasporto ad alta velocità, inclusi concetti per velivoli supersonici.</p><ol start="5"><li><p>&nbsp;Robotica e Automazione</p></li></ol><p>Veicoli autonomi e droni: Lockheed Martin progetta sistemi autonomi per applicazioni civili, tra cui droni per il monitoraggio ambientale e la logistica.</p><p>Sistemi di automazione industriale: L’azienda ha sviluppato soluzioni per migliorare la produzione e la gestione delle risorse in diversi settori.</p><p>Fonte: <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.sipri.org/databases/milex">https://www.sipri.org/databases/milex</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-06 09:56:58 UTC</pubDate>
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         <title>Dati relativi alle spese militari </title>
         <author>riberofrancesco</author>
         <link>https://padlet.com/francescogaddi/33fqiwerynatdl09/wish/3354863123</link>
         <description><![CDATA[<p>la britannica BAE Systems, l’italiana Leonardo e la sudcoreana Hanwha Aerospace – ha rilevato che alla fine del 2022 – l’ultimo per il quale sono disponibili dati sull’intero anno – il loro portafoglio ordini complessivo era 777,6 miliardi di dollari, ben più nutrito rispetto ai 701,2 miliardi di dollari di soli due anni prima.&nbsp;</p><p>Leonardo e Fincantieri</p><p>&nbsp;I loro ricavi nelle produzioni militari (2022) raggiungono i 15,3 miliardi di dollari Usa, pari al 12% del giro d’affari del settore in Europa e a circa il 2,6% di quello mondiale. In Italia, concentrano insieme intorno all’80% del fatturato dell’industria militare. Una parte importante di questo fatturato è realizzato all’estero: per Leonardo in Usa, Regno Unito, Polonia e Israele, per Fincantieri in Usa.</p><p>Incrociando le 874 aziende censite nell’Atlante con i dati della ha identificato 212 imprese che, negli ultimi sei anni, hanno avuto l’autorizzazione a esportare armamenti. Queste rappresentano il “primo livello” del complesso militare-industriale italiano. Il fatturato complessivo di queste 212 aziende è stato negli ultimi tre anni rispettivamente di 22,5 miliardi di euro nel 2019, di 20,1 miliardi nel 2020 e di 22,9 miliardi nel 2021. Complessivamente il numero degli occupati in Italia è di 77-78 mila unità (oltre 40 mila nel militare).</p><p>Nel 2021 l’ammontare totale dei ricavi nell’industria aerospaziale e della difesa risultava, intorno ai 16,5 miliardi di euro, di cui il 58% in ambito militare (9,6 miliardi di euro pari allo 0,5% del PIL) e il restante 42% sui mercati civili. L’AIAD stima un’occupazione diretta totale nel settore di quasi 52 mila.</p><p><br></p><p><strong>Leonardo</strong></p><p>In Italia Leonardo controlla oltre il 70% delle produzioni militari e le esportazioni (intorno al 75%) rappresentano la parte più importante dei suoi ricavi. La componente militare rappresenta ormai l’83% del fatturato dell’azienda.</p><p><br></p><p>Nata dall’accorpamento realizzato in Finmeccanica tra gli anni Novanta e gli anni Duemila della maggior parte dell’industria militare italiana – a partire dalle molte aziende a partecipazione statale ,Leonardo negli ultimi vent’anni è cresciuta nel militare espandendosi sul piano internazionale con acquisizioni e investimenti esteri. Nel 2022 il gruppo ha acquisito il 25,1% delle azioni della tedesca Hendsoldt, al 51° posto della classifica SIPRI delle 100 maggiori imprese militari, con oltre 1,7 miliardi di dollari di fatturato, quasi tutti in campo militare. Nello stesso anno, attraverso la controllata statunitense Leonardo DRS ha rilevato il controllo del 100% dell’azienda israeliana Rada Electronic Industries.&nbsp;</p><p>Fincantieri ha mantenuto la continuità con la storica azienda a partecipazione statale con il controllo dei maggiori cantieri navali del Paese. È la maggiore impresa occidentale di costruzioni navali, ha una forte attività nelle navi da crociera, ma negli ultimi due anni ha aumentato la quota di produzioni di navi da guerra dal 20 al 36% del fatturato totale, con 2.820 milioni di dollari di fatturato militare nel 2022, arrivando al 46° posto nella classifica SIPRI delle 100 maggiori imprese militari.&nbsp;</p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://notifications.googleapis.com/email/redirect?t=AFG8qyWuODyv29e5I0peBrS3oG5GMTP__BqZ9RCskNtk2PzQt0NMxl1ZhwMjo2kPDXwvUfWLhVqkEqeSlXFyKDVF21AJPCGpWlmJd2R8DyMdOfaMwN0zN7K82AlazUxC8q4rHUS9uPzzMKGegRHR25JyFW1KynwRSyqzp9gp-NK09GAbun1Gx9Hv8yQpmh9-wSlu5u-b70UpNQ-XjaeszRwdsaqKGMqsWpr-DdGyHJNVQzCXkuBitMBniQalnLx2ABYfF9ODMaE9bikB4DkYYEcxv2OjSOm4AM3JtqkI4gs1x5yuiQ-6XcSq&amp;r=eJwFwUEOwCAIBMAXIff-ZqWpbqLQKP7fmZ7570d1Vw64ETOMhf6FLmLNECYG4SHWKUZpBy-aQy-fJhYZ&amp;s=ALHZ2r6peWy8Tl1uviIw_zAT52my">Fonte https://notifications.googleapis.com/email/redirect?t=AFG8qyWuODyv29e5I0peBrS3oG5GMTP__BqZ9RCskNtk2PzQt0NMxl1ZhwMjo2kPDXwvUfWLhVqkEqeSlXFyKDVF21AJPCGpWlmJd2R8DyMdOfaMwN0zN7K82AlazUxC8q4rHUS9uPzzMKGegRHR25JyFW1KynwRSyqzp9gp-NK09GAbun1Gx9Hv8yQpmh9-wSlu5u-b70UpNQ-XjaeszRwdsaqKGMqsWpr-DdGyHJNVQzCXkuBitMBniQalnLx2ABYfF9ODMaE9bikB4DkYYEcxv2OjSOm4AM3JtqkI4gs1x5yuiQ-6XcSq&amp;r=eJwFwUEOwCAIBMAXIff-ZqWpbqLQKP7fmZ7570d1Vw64ETOMhf6FLmLNECYG4SHWKUZpBy-aQy-fJhYZ&amp;s=ALHZ2r6peWy8Tl1uviIw_zAT52my</a></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-06 20:40:08 UTC</pubDate>
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