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      <title>PERSONAGGI PROMESSI SPOSI by GIAMMARCO</title>
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      <description>Giammarco Schiavone</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-02-05 07:41:40 UTC</pubDate>
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         <title>PRESENTAZIONE</title>
         <author>giammarcoschiavone</author>
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         <description><![CDATA[<div>E' il curato di Olate, cioè il parroco del paese. Non è quindi un semplice prete, ma il responsabile della sua parrocchia, al quanto piccola</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-05 07:44:49 UTC</pubDate>
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         <title>CARATTERE</title>
         <author>giammarcoschiavone</author>
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         <description><![CDATA[<div>Don Abbondio non è un uomo cattivo, piuttosto è un vile che ha paura di tutto e di tutti, teme di assumere una posizione in qualsiasi vicenda perché non vuole perdere la sua amata tranquillità</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-05 08:12:21 UTC</pubDate>
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         <title>STILE</title>
         <author>giammarcoschiavone</author>
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         <description><![CDATA[<div>avevano entrambi intorno il capo una reticella verde, che cadevano sull'omero sinistro, terminata in una gran nappa, e dalla quale usciva un'enorme ciuffo: due lunghi mustacchi arricciati in punta: un piccolo corno ripieno di polvere, cascante sul petto, come una collana: un manico di coltellaccio che spuntava fuori d'un taschino degli ampi e gonfi calzoni.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-05 08:18:29 UTC</pubDate>
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         <title>CORPORATURA</title>
         <author>giammarcoschiavone</author>
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         <description><![CDATA[<div>è comunque presentato come un uomo di circa sessant'anni , dai capelli bianchi e con "due folti sopraccigli, due folti baffi, un folto pizzo", che incorniciano una "faccia bruna e rugosa" , corporatura bassa e robusta<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-05 08:29:10 UTC</pubDate>
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         <title>RUOLO</title>
         <author>giammarcoschiavone</author>
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         <description><![CDATA[<div>I bravi nel romanzo sono anzitutto gli sgherri al servizio di don Rodrigo, capeggiati dal Griso : due di loro minacciano don Abbondio all'inizio, altri accolgono padre Cristoforo quando si reca al palazzo del loro padrone , altri ancora sono in paese la notte del "matrimonio a sorpresa" e poi partecipano al tentato rapimento di Lucia  Il mattino seguente alla "notte degli imbrogli" due bravi sono mandati dal Griso a minacciare il console del paese e l'autore lascia intendere che potrebbero essere gli stessi che, giorni prima, hanno intimidito don Abbondio. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-05 08:48:45 UTC</pubDate>
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         <title>PRESENTAZIONE</title>
         <author>giammarcoschiavone</author>
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         <description><![CDATA[<div>è descritto come un giovane di circa vent'anni, orfano di entrambi i genitori dall'adolescenza e il cui nome completo è Lorenzo. Esercita la professione di filatore di seta ed è un artigiano assai abile, cosicché il lavoro non gli manca nonostante le difficoltà del mercato ; possiede un piccolo podere che sfrutta e lavora egli stesso quando il filatoio è inattivo, per cui si trova in una condizione economica agiata pur non essendo ricco.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-05 08:57:45 UTC</pubDate>
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         <title>CARATTERE</title>
         <author>giammarcoschiavone</author>
         <link>https://padlet.com/giammarcoschiavone/32yr3zrpx8ci/wish/327662353</link>
         <description><![CDATA[<div>Il suo comportamento nelle vicende è duplice: ha un carattere buono e dei valori morali onesti e tendenzialmente è spinto al bene, ma ha anche un carattere impulsivo, che lo spinge in certe occasioni, come nel corso dei fatti di Milano, a cacciarsi nei guai. A differenza di Lucia, che è già perfetta fin dalla sua entrata in scena, il personaggio di Renzo subirà una crescita all'interno del romanzo.<br>  </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-05 09:03:05 UTC</pubDate>
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         <title>STILE</title>
         <author>giammarcoschiavone</author>
         <link>https://padlet.com/giammarcoschiavone/32yr3zrpx8ci/wish/327663323</link>
         <description><![CDATA[<div>Lucia appare come una giovinetta decisamente carina, che viene presentata nel secondo capitolo, vestita a festa: caratterizzata da quella modestia un po' guerriera delle contadine, portava intorno al collo un vezzo di granati alteranti con bottoni d'oro a filigrana: portava un bel busto di broccato a fiori, con le maniche separate e allacciate da bei nastri: una corta gonnella di filaticcio di seta a pieghe fitte e minute, due calze vermiglie, e due pianelle di seta a ricami</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-05 09:08:03 UTC</pubDate>
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         <title>CARATTERE</title>
         <author>giammarcoschiavone</author>
         <link>https://padlet.com/giammarcoschiavone/32yr3zrpx8ci/wish/327664281</link>
         <description><![CDATA[<div>Viene descritta come una ragazza molto pia e devota, ma anche assai timida e pudica sino all'eccesso, tanto che si imbarazza e arrossisce nelle più diverse occasioni: passiva e alquanto priva di spirito di iniziativa, viene trascinata nel tentativo di "matrimonio a sorpresa" dalle minacce di Renzo<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-05 09:12:36 UTC</pubDate>
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         <title>PRESENTAZIONE</title>
         <author>giammarcoschiavone</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div> </div><div>È un avvocato che vive a Lecco ed è intimo amico di don Rodrigo , nonché suo compagno di balordi e complice delle sue prepotenze a cui trova spesso delle scappatoie legali<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-05 09:20:02 UTC</pubDate>
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         <title>CORPORATURA</title>
         <author>giammarcoschiavone</author>
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         <description><![CDATA[<div>è un personaggio secondario ed è descritto come un uomo alto, magro, con la testa pelata, il naso rosso (ciò è dovuto probabilmente al vizio del bere) e una voglia di lampone sulla guancia</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-05 09:32:51 UTC</pubDate>
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         <title>RUOLO</title>
         <author>giammarcoschiavone</author>
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         <description><![CDATA[<div>quando Agnese consiglia a Renzo di recarsi da lui per chiedere un parere legale circa il sopruso subìto da parte di don Rodrigo, che ha minacciato don Abbondio perché non celebrasse il matrimonio: la donna spiega al giovane che quello di "Azzecca-garbugli" è un soprannome (allude alla presunta capacità di sbrogliare le questioni giudiziarie), mentre il vero nome dell'avvocato non viene mai fatto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-05 09:35:14 UTC</pubDate>
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         <title>PRESENTAZIONE </title>
         <author>giammarcoschiavone</author>
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         <description><![CDATA[<div><br> Don Rodrigo  appare nell'opera ottocentesca di Manzoni come antagonista quanto si oppone al matrimonio di due umili personaggi quali Renzo e Lucia. Incarna lo specchio del suo tempo, di quel Seicento di cui il Manzoni ci ha lasciato il quadro più vasto, multiforme e completo che sia mai stato fatto. Egli viene per la prima volta descritto indirettamente nel V capitolo dell'opera in cui fra Cristoforo giunge al suo "palazzotto</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-25 17:09:30 UTC</pubDate>
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         <title>STILE</title>
         <author>giammarcoschiavone</author>
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         <description><![CDATA[<div>è un personaggio che vive nel crimine e la sua malvagità non conosce limiti. Dal romanzo apprendiamo che il padre era un uomo rispettabile, ben diverso dal figlio. La descrizione del villaggio può inoltre essere attribuita allo stesso don Rodrigo, che non si fa scrupoli nel commettere ingiustizie. Anche gli abitanti sono di pessimo carattere e tutti sono malfattori, cosa che sta a sottolineare la condizione di vita di don Rodrigo, capo di questa organizzazione. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-25 17:17:48 UTC</pubDate>
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         <title>CASTELLO DON RODRIGO</title>
         <author>giammarcoschiavone</author>
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         <description><![CDATA[<div>La tradizione orale lecchese identifica il palazzotto di don Rodrigo con la villa dello Zucco che, nel Seicento, apparteneva alla casata degli Arrigoni, aristocratici potenti e prepotenti, protagonisti di una lunga faida contro i nobili Manzoni, gli antenati dello scrittore. Alla fine del XVII secolo la proprietà della villa, sita sul promontorio dello Zucco (nei pressi dei rioni di Acquate e Olate), fu trasferita ai conti Salazar e poi agli industriali Guzzi che la fecero demolire per costruire l'attuale edificio razionalista. L'edificio, pertanto, appariva come descritto nel romanzo fino al 1938. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-25 17:19:33 UTC</pubDate>
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