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      <title>La vecchiaia. by Alessandra Carella</title>
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      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-01-21 21:18:49 UTC</pubDate>
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         <title>Tirteo</title>
         <author>alessandra_carella22</author>
         <link>https://padlet.com/alessandra_carella22/2zqmmh45gpyq/wish/434277719</link>
         <description><![CDATA[<div>Per Tirteo, è osceno vedere un anziano morire in prima fila, nudo e con i genitali in mano, mentre non è osceno quando si tratta di un giovane.<br>[fr. 10 W.]<br>O giovani, orsù combattete, compatti l'un altro, e non date il via alla fuga né al panico, ma in petto fatevi il cuore grande e resistente, e non pensate soltanto alla vita quando vi battete con qualcuno. E i più anziani, i vegliardi, con le ginocchia non più agili, non lasciateli soli, fuggendo via. Sconcio è, infatti, che, davanti ai giovani, caduto in prima fila, giaccia uno più anziano, con il capo ormai bianco e il mento candido, mentre esala nella polvere il suo animo resistente e ha in mano i genitali sanguinanti (cosa orribile e indegna a vedere) e il corpo denudato. Ma tutto sta bene in un giovane (...).</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-21 21:30:20 UTC</pubDate>
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         <title>Mimnermo (VII secolo a.C)</title>
         <author>alessandra_carella22</author>
         <link>https://padlet.com/alessandra_carella22/2zqmmh45gpyq/wish/434285609</link>
         <description><![CDATA[<div>Nei seguenti versi, Mimnermo si lamenta della brevità della giovinezza, sostituita poi dalla vecchiaia, e afferma che sarebbe meglio morire giovani ("A sessant’anni, lontano da morbi e penosi affanni, mi colga il destino di morte”).<br><br>"Quale vita, che dolcezza senza Afrodite d'oro?<br>Meglio morire, quando non avrò più cari<br>gli amori segreti e il letto e le dolcissime offerte,<br>che di giovinezza sono i fiori effimeri<br>per gli uomini e le donne.<br>Quando viene la dolorosa vecchiaia<br>che rende l'uomo bello simile al brutto,<br>sempre nella mente lo consumano malvagi pensieri;<br>né più s'allieta guardando la luce del sole;<br>ma è odioso ai fanciulli e disprezzato dalle donne:<br>tanto grave Zeus volle la vecchiaia."</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-21 21:50:38 UTC</pubDate>
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         <title>Esiodo (VII secolo a.C)</title>
         <author>alessandra_carella22</author>
         <link>https://padlet.com/alessandra_carella22/2zqmmh45gpyq/wish/434288579</link>
         <description><![CDATA[<div>Esiodo, nella Teogonia, tra i mali che generò la Notte, cita la "triste vecchiaia".</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-21 21:59:48 UTC</pubDate>
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         <title>Omero</title>
         <author>alessandra_carella22</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nell'epica omerica, la vecchiaia non è interpretata in senso negativo, bensì è intesa come sinonimo di saggezza, come dimostrano Priamo (re di Troia) e Nestore (molto abile nel parlare). La vecchiaia comporta alcuni vantaggi sociali, tra cui il rispetto e la riverenza; le nuove virtù ottenute con la vecchiaia (come saggezza, eloquenza ed esperienza) compensano la decadenza fisica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-21 22:02:53 UTC</pubDate>
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         <title>Saff0 (VII secolo a.C)</title>
         <author>alessandra_carella22</author>
         <link>https://padlet.com/alessandra_carella22/2zqmmh45gpyq/wish/434291411</link>
         <description><![CDATA[<div>Saffo sembra accogliere, da un lato, la vecchiaia con rassegnazione, in quanto è consapevole che la vecchiaia è inevitabile, dall'altro dichiara di temere la vecchiaia e tutto ciò che essa comporta.<br><br>"La mia pelle teme profondamente la vecchiaia<br>bianco divenne il capello, un tempo in trecce nere,<br>le ginocchia non mi reggono più<br>e danzano così leggere come cerbiatto<br>ma cosa posso fare?"<br><br>"</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-21 22:08:50 UTC</pubDate>
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         <title>Teognide</title>
         <author>alessandra_carella22</author>
         <link>https://padlet.com/alessandra_carella22/2zqmmh45gpyq/wish/434293498</link>
         <description><![CDATA[<div>Teognide, secondo il quale il male vivere è tale che sarebbe meglio non essere mai nati, ha una concezione negativa della vecchiaia:<br>"Mi rammarico della leggiadra giovinezza che mi abbandona, piango la gravosa vecchiaia che si avvicina."</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-21 22:15:53 UTC</pubDate>
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         <title>Anacreonte</title>
         <author>alessandra_carella22</author>
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         <description><![CDATA[<div>Anche Anacreonte tratta dei mali, che sono conseguenza della vecchiaia, tra cui in modo particolare la perdita della bellezza. <br>"Ormai canute sono le mie<br>tempie e bianco è il capo,<br>la giovinezza amabile<br>non c’è più, e vecchi sono i denti:<br>della vita dolce non molto<br>è il tempo che resta.<br>Per questo, io piango<br>spesso, temendo il Tartaro.<br>Terribile è l’antro di Ade:<br>penosa è la discesa;<br>e per chi è andato giù<br>è destino non risalire."<br>In altri versi, però, il poeta invita i vecchi a godere della vita, finchè non sopraggiunge la morte:<br>"Dicono le donne: 'O Anacreonte, tu sei vecchio;<br>prendi uno specchio e guarda le chiome,<br>che non son più quelle d'una volta,<br>e la tua fronte è calva'.<br>Orbene le chiome, se vi siano ancora<br>o se siano sparite io non lo so,<br>ma questo so bene, che al vecchio si conviene<br>godere le gioie quanto più egli è vicino alla morte."<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-21 22:21:02 UTC</pubDate>
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         <title>Platone</title>
         <author>alessandra_carella22</author>
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         <description><![CDATA[<div>Platone interpreta la vecchiaia come un'occasione per accrescere le virtù interiori, per compensare la decadenza fisica. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-21 22:28:19 UTC</pubDate>
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         <title>Aristotele</title>
         <author>alessandra_carella22</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per Aristotele, la vecchiaia non ha come conseguenza solo la decadenza fisica, ma influisce anche sull’intelletto e sul carattere. <br>&lt;Inoltre “credono” sempre, ma non “sanno” nulla, e nella loro indecisione aggiungono sempre un “forse” o un “probabilmente” Parlano sempre in questo modo, mai con fermezza. Sono inoltre cinici, in quanto il cinismo consiste nell’interpretare tutto in senso deteriore. Sono sospettosi a causa della loro diffidenza, e sono diffidenti per esperienza. Per lo stesso motivo non amano e non odiano intensamente, ma, secondo il precetto di Biante, amano come se in seguito dovessero odiare e odiano come se in seguito dovessero amare. Sono meschini perché sono stati umiliati dalla vita: non desiderano nulla di grande o di straordinario, ma solo quello che basta per vivere. (...) la loro è disposizione d’animo contraria a quella dei giovani, poiché essi si sono raffreddati, mentre i giovani sono di temperamento ardente; di conseguenza la vecchiaia ha preparato il cammino alla viltà, in quanto la paura è una forma di raffreddamento. Sono attaccati alla vita, e tanto più in prossimità dei loro ultimi giorni, perché il desiderio riguarda soprattutto ciò che manca e gli uomini desiderano soprattutto ciò di cui mancano. Sono egoisti più del dovuto, poiché anche questa è una forma di meschinità. (...) &gt;</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-21 22:34:36 UTC</pubDate>
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         <title>Sofocle</title>
         <author>alessandra_carella22</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sofocle, nell'Edipo a Colono, rimpiange la giovinezza, trattando dei malesseri e dei problemi causati dalla vecchiaia, problemi ai quali la morte porrà fine. <br>«Non nascere, ecco la cosa<br>migliore, e se si nasce<br>tornare presto là<br>da dove si è giunti<br>Quando passa la giovinezza<br>con le sue lievi follie,<br>quale pena mai manca?<br>Invidie, lotte, battaglie,<br>contese, sangue,<br>e infine spregiata e odiosa<br>a tutti, la vecchiaia."</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-21 22:39:26 UTC</pubDate>
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         <title>Solone</title>
         <author>alessandra_carella22</author>
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         <description><![CDATA[<div>A Solone è attribuita la frase "Invecchio imparando sempre nuove cose". Egli <em>risponde</em> a Mimnermo, affermando che sarebbe meglio morire a ottant'anni, piuttosto che sessanta.<br>&lt;Se mi dai anche adesso  ascolto, togli questo verso<br>- non rifiutare che io l’abbia pensata meglio di te -<br>e cambialo, o Mimnerno, canta invece così:<br>“a ottant’annni mi colga destino di morte”.&gt;</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-21 22:43:05 UTC</pubDate>
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         <title>Leopardi </title>
         <author>alessandra_carella22</author>
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         <description><![CDATA[<div>"Umana cosa picciol tempo dura,<br>E certissimo detto<br>Disse il veglio di Chio,<br>Conforme ebber natura<br>Le foglie e l'uman seme.<br>Ma questa voce in petto<br>Raccolgon pochi. All'inquieta speme,<br>Figlia di giovin core,<br>Tutti prestiam ricetto.<br>Mentre è vermiglio il fiore<br>Di nostra etade acerba,<br>L'alma vota e superba<br>Cento dolci pensieri educa invano,<br>Nè morte aspetta nè vecchiezza; e nulla<br>Cura di morbi ha l'uom gagliardo e sano.<br>Ma stolto è chi non vede<br>La giovanezza come ha ratte l'ale,<br>E siccome alla culla<br>Poco il rogo è lontano.<br>Tu presso a porre il piede<br>In sul varco fatale<br>Della plutonia sede,<br>Ai presenti diletti<br>La breve età commetti.<br>Nega ai mortali e nega a' morti il fato."</div>]]></description>
         <pubDate>2020-01-29 21:04:20 UTC</pubDate>
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         <title>Euripide</title>
         <author>alessandra_carella22</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nell'Eracle di Euripide, tratta del rimpianto della giovinezza  e della maledizione della vecchiaia. <br>"Sempre diletta m'è giovinezza; ma di vecchiaia il carico<br>sul capo, grave più delle rupi<br>d'Etna mi pesa, su le mie palpebre<br>tende i suoi veli cupi.<br>No, non desidero di tutta l'Asia<br>l'impero avere, non la ricchezza,<br>né d'oro piena la casa, in cambio<br>di giovinezza,<br>che fra gli agi è bellissima,<br>e fra gli stenti. Aborro la vecchiaia,<br>la funesta, la lugubre.<br>Per sempre, deh!, scompaia<br>dalle case degli uomini,<br>dalle cittadi. Immersa<br>sia fra i gorghi del mare, oppure dell'etere<br>tra i soffi a vol dispersa."</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-29 21:19:25 UTC</pubDate>
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         <title>Eroda</title>
         <author>alessandra_carella22</author>
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         <description><![CDATA[<div>Anche Eroda tratta del tema della vecchiaia (rispetto alla quale è preferibile la morte). Vi è il tema della rinuncia alla vita, paragonata ad una corsa in uno stadio.<br>"Quando il sessantesimo anno hai svoltato,<br>Grillo, Grillo mio, muori e diventa cenere,<br>poiché cieca, oltre quel punto, è della vita la svolta:<br>ormai il raggio dell'esistenza si è spento."</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-29 21:31:13 UTC</pubDate>
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         <title>Catullo</title>
         <author>alessandra_carella22</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel carme 5 di Catullo è evidente una concezione negativa della vecchiaia. <br>"Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo,<br>e i rimproveri dei vecchi pedanti<br>tutti insieme non consideriamoli un soldo.<br>I giorni tramontano e tornano;<br>ma noi quando cade la breve luce della vita,<br>dobbiamo dormire una sola interminabile notte.<br>Donami mille baci, poi ancora cento,<br>poi altri mille, poi ancora altri cento,<br>poi di seguito mille, e poi di nuovo altri cento.<br>Quando poi ne avremo dati migliaia,<br>confonderemo le somme, per non sapere (il numero dei baci),<br>e perchè nessun malvagio ci invidi,<br>sapendo che esite un dono così grande di baci."</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-29 21:35:34 UTC</pubDate>
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         <title>Virgilio</title>
         <author>alessandra_carella22</author>
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         <description><![CDATA[<div>Virgilio tratta dei morbi e dei mali che comporta la vecchiaia. <br>"I giorni migliori della vita fuggono primi<br>ai miseri mortali: sopraggiungono i morbi, la triste<br>vecchiezza, le pene e li rapisce spietata la morte."</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-29 21:39:27 UTC</pubDate>
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         <title>Holderin</title>
         <author>alessandra_carella22</author>
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         <description><![CDATA[<div>Holderin tratta della fugacità della giovinezza.<br>"Ahi del mondo già goduta già goduta ho la dolcezza.<br>Quanto tempo quanto tempo che fuggì la giovinezza!<br>Ahi che Aprile Maggio e Luglio son lontani son laggiù.<br>È finito è finito, e non bramo e non amo viver più."</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-29 21:46:15 UTC</pubDate>
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         <title>Baudelaire</title>
         <author>alessandra_carella22</author>
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         <description><![CDATA[<div>"&lt;Donde viene - dicevi - questa strana<br>tua tristezza, che sale come il mare<br>sopra la roccia nuda e nera?&gt; Quando<br>il nostro cuore ha fatto già vendemmia,<br>vivere è un male."</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-29 21:52:43 UTC</pubDate>
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         <title>Gerard de Nerval</title>
         <author>alessandra_carella22</author>
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         <description><![CDATA[<div>"E' PASSATA, L'ADOLESCENTE,<br>VIVA E PRESTA COME UN UCCELLO;<br>NELLA MANO UN FIORE SPLENDENTE,<br>SU LE LABBRA UN CANTO NOVELLO.<br><br>FORSE E' LEI IL SOLO ESSERE AL MONDO<br>CHE AL MIO CUORE RISPONDEREBBE,<br>CHE DENTRO IL MIO BUIO PROFONDO<br>D'UNO SGUARDO IL GIORNO FAREBBE.<br><br>MA NO....GIA' LA LUCE VA VIA;<br>LA MIA GIOVINEZZA E' FINITA.<br>PROFUMO, FANCIULLA, ARMONIA....<br>LA GIOIA PASSAVA- E' FUGGITA."</div>]]></description>
         <pubDate>2020-01-29 21:57:56 UTC</pubDate>
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         <title>Leopardi</title>
         <author>alessandra_carella22</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il pessimismo di Leopardi e il tema dell'infelicità umana sono evidenti nell'Ultimo canto di Saffo. Con la vecchiaia, subentrano anche morbi e malesseri:<br>"Me non asperse<br>Del soave licor del doglio avaro<br>Giove, poi che perìr gl'inganni e il sogno<br>Della mia fanciullezza. Ogni più lieto<br>Giorno di nostra età primo s'invola.<br>Sottentra il morbo, e la vecchiezza, e l'ombra<br>Della gelida morte."<br><br>Nello <em>Zibaldone</em>:<br>"Se altro non fosse, lo stesso declinar della gioventú, è una sventura per ciascun uomo, la quale tanto piú si sente, quanto uno è d’altronde meno sventurato. Passati i venticinque anni, ogni uomo è conscio a se stesso di una sventura amarissima: della decadenza del suo corpo, dell’appassimento del fiore dei giorni suoi, della fuga e della perdita irrecuperabile della sua cara gioventú."<br><br>Ne <em>Il tramonto della luna </em>vi è una riflessione sulla fugacità della gioventù e sul crudele destino, che si conclude con la morte, in seguito al disfacimento della vecchiaia: <br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-29 22:02:40 UTC</pubDate>
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         <title>Cicerone</title>
         <author>alessandra_carella22</author>
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         <description><![CDATA[<div>Cicerone scrisse il Cato maior de senectute, nel quale inserisce un elogio della vecchiaia, momento in cui si godono i privilegi conquistati con una vita gloriosa.  Alla perdita del vigore della giovinezza si contrappongono le attività che possono essere svolte con la mente anche quando il corpo risulta indebolito, che necessitano invece della saggezza, dell'esperienza e del prestigio.<br><br><em>“</em>Come, infatti, apprezzo il giovane in cui c’è qualche qualità dell’età avanzata, così mi piace il vecchio che abbia qualcosa di giovanile; in tal modo uno potrà invecchiare fisicamente, ma rimanere giovane di spirito.”<br><br></div><div>“Di tutto quanto detto, ricordatevi bene che io lodo quella vecchiaia che sta salda sulle fondamenta di una buona giovinezza. Ne consegue, come affermato una volta col consenso di tutti, che è infelice una vecchiaia che deve cercare argomenti per difendersi: non sono certo le rughe o la calvizie che servono per conquistare l’autorità, ma è il passato vissuto con onore, a ottenere tale risultato.”<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-29 22:13:16 UTC</pubDate>
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