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      <title>Le pietre di Inciampo - per non dimenticare by </title>
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      <description>Il nome &quot;pietre di Inciampo&quot; non significa che si inciampi fisicamente, ma che ci si ferma a riflettere</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-01-25 11:52:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>patriarcafscuola</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Ezio Setti</strong> nasce a Marco di Rovereto (TN), all’epoca parte dell’Impero Austro-Ungarico, il 18 ottobre 1897. Allo scoppio della Prima guerra mondiale, la famiglia Setti rifiuta di venire sfollata in Boemia e sceglie l’esilio in Italia, a Bergamo. Ritorna a Marco nel 1919: tutto è distrutto, solo il campanile è rimasto in piedi. Ezio Setti diventa sindaco e gestisce la ricostruzione del paese. Sposa Veronica Vaccari e hanno quattro ﬁgli. Socialista, con l’avvento del fascismo si trasferisce a Milano con la moglie e quattro ﬁgli. Assunto  come controllore meccanico, mantiene le sue convinzioni politiche e più volte è diffidato dalla polizia. Subito dopo l’8 settembre è attivo nella Resistenza e partecipa allo sciopero generale del 1° marzo 1944, che andrà avanti per una settimana. L'11 marzo 1944 è arrestato da militi della R.S.I.; dopo un breve passaggio al commissariato di Via Poma e successivamente a San Vittore, è inviato a Bergamo. Da qui è deportato a Mauthausen dove arriva il 20 marzo 1944. Da Mauthausen a Wien/Schwechat, a Gusen e inﬁne ancora a Mauthausen dove muore l’11 settembre 1944.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-25 11:58:23 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p>Franco Rovida nasce a Milano il 22 settembre 1903 . Dedica gli anni della sua giovinezza alle attività di oratorio e alla formazione cristiana dei ragazzi. Già nel primo dopoguerra aderisce al movimento di “Avanguardia Cattolica”. Nel 1937 sposa Antonietta Guzzeloni, vedova con una ﬁglia, e a loro volta hanno una ﬁglia, Maria Luisa. Da sempre oppositore del regime fascista, nel 1944 accetta di stampare un giornale clandestino, “Il Ribelle”, quando i redattori, Teresio Olivelli, Carlo Bianchi, Claudio Sartori, Enzo e Rolando Petrini, don Giovanni Barbareschi, hanno dovuto lasciare la tipografia originale di Brescia. Viene arrestato il 9 maggio 1944 e tradotto a San Vittore. Un mese dopo, il 9 giugno, viene trasferito al campo di Fossoli, dove viene impiegato come tipografo probabilmente con gli stessi suoi macchinari, sequestratigli a Milano. Si è trasferito a Bolzano, ancora con mansioni di tipografo; il 14 dicembre 1944 è deportato a Mauthausen. Muore a Melk il 21 febbraio 1945.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-27 08:22:44 UTC</pubDate>
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         <title>Alice Ventura </title>
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         <description><![CDATA[<p>Alice Ventura nasce a Cremosano, in provincia di Cremona, il 2 settembre 1894, figlia di Francesco, uomo di salda fede socialista, e Rosa Alpiani. La madre muore giovane e il padre sposa un’altra donna con cui Alice non va d’accordo e, allo scoppio della guerra, si trasferisce a Milano, andando a lavorare a servizio. A Milano conosce Vittorio Battaglia, un giovane che lavora alla fonderia Lomazzi ed è anche un appassionato ginnasta.. Proprio a causa della sua altezza Vittorio è riformato, così con due compagni ginnasti forma il trio Apollo, che si esibisce in piccoli spettacoli nei varietà e nei café chantant. Il trio riscuote successo e un impresario li scrittura per una tournée in Nord America con il circo Barnum&amp;Bailey. Vittorio parte e manda i soldi a casa. Durante un rientro in Italia, il 2 febbraio del 1918, Alice e Vittorio si sposano e Alice segue Vittorio trasferendosi a New York. Qui, insieme alla sorella di Vittorio che aveva sposato un altro membro del trio, lavora come guardarobiera in una grande lavanderia cinese.<br>Nel 1922 Vittorio ha un incidente, il trio si scioglie, e la coppia rientra in Italia, andando ad abitare a Milano,&nbsp; Vittorio inizia a lavorare con il fratello che nel frattempo ha aperto la Fonderia Artistica Battaglia insieme ad altri due soci. Allo scoppio della guerra la famiglia si trasferisce in periferia, in via Gallarate, un quartiere operaio, che subisce continui bombardamenti a causa della presenza di fabbriche e officine.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-27 08:45:30 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p>Costantino Codini nasce a Nibbiola (NO)&nbsp; il 27 gennaio 1912 da Luigi e Margherita Bertini, ultimo di quattro figli. Di professione muratore, nel 1937 sposa Luigia Morlandi e la coppia si trasferisce a Milano, dove Costantino trova lavoro come manovratore all’ATM; nel 1939 nasce il figlio Natale. Dopo l’8 settembre è attivo all’interno dell’ATM per sostenere la Resistenza al regime.</p><p>È arrestato, mentre è in servizio, dagli agenti della Muti il 28 febbraio 1944, accusato di diffondere volantini incitanti allo sciopero che sarebbe iniziato due giorni dopo. Incarcerato per qualche giorno a San Vittore, il 4 marzo è caricato sul ”Trasporto 33” diretto a Mauthausen, dove giunge il 13 marzo 1944 con altri 99 deportati. Gli viene attribuito il numero di matricola 57563, classificato nella categoria “Schutz”. Trasferito ad Ebensee, dove è impiegato nello scavo delle gallerie, vi muore il 14 giugno 1944.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-31 12:31:47 UTC</pubDate>
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         <title>Gianluigi Banfi </title>
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         <description><![CDATA[<p><em>Data di nascita: 1910</em></p><p><em>Arrestato il 21/03/1944</em></p><p><em><sup>Deportato a Mauthausen</sup></em></p><p><em><sup>Assassinato il 10/04/1945</sup></em></p><p><em><sup>GUSEN</sup></em></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-31 15:16:58 UTC</pubDate>
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