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      <title>Mappe Concettuali Storia (13-14-15-16) 2023/2024 by Riccardo Gaeta</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-03-18 15:12:53 UTC</pubDate>
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         <title>POTENZE VINCITRICI</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Quali furono le grandi potenze che emersero dalla guerra? Dal secondo conflitto mondiale a emergere furono due nuove grandi potenze: gli Stati Uniti d’America e l’Unione Sovietica. Gli Stati Uniti possedevano un apparato economico e tecnologico senza pari, mentre l’URSS aveva subito in guerra perdite enormi, sia materiali sia umane.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 15:34:21 UTC</pubDate>
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         <title>Che cosa venne stabilito durante la conferenza di Potsdam?</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nonostante i contrasti fra gli Alleati occidentali e l’Unione Sovietica, durante la conferenza di Potsdam (luglio-agosto 1945) furono prese alcune importanti decisioni comuni: venne confermata l’intenzione di dividere la Germania in quattro zone (come già delineato dalla conferenza<br>di Jalta tenutasi nel febbraio del 1945 tra Stati Uniti, Gran Bretagna e Unione Sovietica); fu stabilito che anche la capitale Berlino fosse divisa in quattro settori; quanto alle riparazioni di guerra si diede la possibilità, per le potenze occupanti, di acquisire a titolo di risarcimento gli impianti<br>industriali nelle zone controllate. Nel corso della conferenza si stabilì anche di istituire un Tribunale militare internazionale per giudicare i crimini di guerra e contro l’umanità compiuti dai massimi esponenti del regime<br>nazista che erano stati catturati. I processi si svolsero nella città tedesca di Norimberga, tra il 20 novembre 1945 e il 1° ottobre 1946.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 15:36:12 UTC</pubDate>
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         <title>ONU</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<div>La creazione di una Organizzazione delle Nazioni Unite era stata ipotizzata già durante la conferenza di Jalta, ma l’atto ufficiale di nascita dell’ONU fu siglato nel corso di una conferenza tenutasi a San Francisco (25 aprile-26 giugno 1945), alla quale parteciparono le delegazioni di 50 paesi. L’obiettivo prioritario era dar vita a un organismo in grado di far valere la sicurezza collettiva. Al suo organo nevralgico, il Consiglio di sicurezza, era affidato il compito di risolvere le crisi internazionali, prevedendo l’uso della forza solo in casi estremi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 15:39:54 UTC</pubDate>
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         <title>Accordi di Bretton Woods, Carroll, NH, USA</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le basi di un’economia di impronta liberista furono poste nel luglio 1944 con gli accordi di Bretton Woods, sottoscritti al termine di una conferenza alla quale avevano partecipato esperti di oltre 44 paesi. In quella sede vennero presi accordi per la creazione di due nuove istituzioni: il Fondo monetario internazionale (FMI), con il compito di coordinare le politiche economiche dei paesi membri; la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (la futura Banca mondiale), che avrebbe dovuto favorire la ripresa economica dei paesi coinvolti dalla guerra attraverso un sistema di prestiti a lungo termine. I due organismi, con sede a Washington, sarebbero entrati in attività nel gennaio 1947, alla firma dell’accordo commerciale GATT (Accordo generale sulle tariffe e sul commercio), col quale i paesi aderenti si impegnavano a mantenere bassi i dazi doganali per favorire la nascita di un’ampia zona di libero scambio multilaterale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 15:42:07 UTC</pubDate>
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         <title>Che cos’è la “dottrina Truman”?</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dai primi mesi del 1946 i contrasti e la netta contrapposizione ideologica tra i paesi occidentali e l’Unione Sovietica andarono crescendo e gli USA si impegnarono attivamente per impedire all’URSS di allargare ulteriormente la propria sfera d’influenza. In un discorso del 12 marzo 1947 il presidente americano Truman proclamò l’impegno degli Stati Uniti a mettere in atto una politica di contenimento volta a respingere il comunismo laddove questo avesse tentato di imporsi (dottrina Truman).</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 15:53:47 UTC</pubDate>
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         <title>Quale obiettivo volevano ottenere gli USA con il &quot;piano Marshall&quot;?</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Con l’obiettivo di implementare una nuova e più organica politica di aiutiin chiave antisovietica, e per rendere l’Europa un partner commerciale in grado di assorbire una parte  dell’imponente produzione agricola e industriale americana, gli Stati Uniti avviarono un programma noto come piano Marshall. Si trattò di un piano di aiuti pluriennali in finanziamenti e beni materiali di prima necessità, per il 90% gratuiti, destinati a tutta l’Europa sia dell’Ovest sia dell’Est.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 15:55:32 UTC</pubDate>
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         <title>Come reagì l&#39;URSS al &quot;piano Marshall&quot; statunitense?</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<div>Mosca costrinse Polonia e Cecoslovacchia a rifiutare l’offerta degli Stati Uniti e, nel settembre 1947, reagì alle iniziative americane con la creazione del Cominform (Ufficio di informazione dei partiti comunisti). Lo scopo del Cremlino era di ricostituire un organismo di coordinamento politico con cui rinsaldare i rapporti tra i vari partiti comunisti europei e rendere<br>più stringente la subordinazione all’URSS dei nuovi regimi filosovietici che stavano sorgendo in tutto l’Est europeo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 15:58:26 UTC</pubDate>
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         <title>In che modo i due fronti affrontarono  la &quot;questione tedesca&quot; e in che modo?</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/2w96z39nwwcnntz8/wish/2923524187</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel 1947 gli occidentali decisero di procedere unilateralmente all’unificazione</p><p>amministrativa delle loro tre aree di competenza e avviarono un processo di</p><p>risanamento economico e una riforma monetaria che portò all’emissione di un nuovo marco. Per reazione il 24 giugno 1948 i sovietici bloccarono ogni via d’accesso ai settori di Berlino controllati dagli Alleati, per obbligarli ad abbandonare la città. Questi risposero con un imponente ponte aereo che garantì il costante rifornimento di viveri e di beni di prima necessità alla popolazione a occidente. Fallito questo tentativo, il 12 maggio 1949 i sovietici tolsero il blocco. La crisi di Berlino accelerò la formazione di due stati distinti. Il 23 maggio 1949 nasceva la Repubblica federale tedesca (RFT), con capitale Bonn. Nell’ottobre 1949 i sovietici insediarono la Repubblica democratica tedesca (RDT), con capitale Pankow.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 16:01:47 UTC</pubDate>
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         <title>Che cosa si intende con &quot;guerra fredda&quot;?</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/2w96z39nwwcnntz8/wish/2923525928</link>
         <description><![CDATA[<div>Con guerra fredda si indica il conflitto che le due potenze, USA e URSS, ciascuna alla guida del proprio “blocco”, ingaggiarono su diversi piani, da quello ideologico a quello politico, da quello tecnologico e scientifico a quello sociale, senza mai arrivare a scontrarsi direttamente sul piano militare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 16:03:03 UTC</pubDate>
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         <title>Quali furono gli &quot;stati satelliti&quot; dell&#39;URSS e che assetto avevano a livello economico e politico?</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/2w96z39nwwcnntz8/wish/2923536282</link>
         <description><![CDATA[<p>Polonia, Romania, Ungheria, Bulgaria e Germania orientale, dopo le elezioni tenutesi nell’immediato dopoguerra in un clima di forte ingerenza dell’URSS, videro i partiti comunisti impadronirsi del potere.</p><p>Divennero quindi stati satelliti sotto la diretta influenza dell’URSS: nacquero così le “democrazie popolari”, dittature a partito unicoallineate interamente a Mosca. Nelle democrazie popolari anche il sistema economico fu improntato almodello sovietico, attraverso la progressiva collettivizzazione delle terre e la nazionalizzazione delle banche e delle industrie più importanti. Nelgennaio 1949, a conclusione del percorso di sovietizzazione dell’Europadell’Est, venne costituito il Comecon (Consiglio per la mutua assistenzaeconomica), un’area di scambio commerciale tra l’Est europeo e l’UnioneSovietica, chiusa all’esterno e con il rublo quale moneta di riferimento.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 16:09:03 UTC</pubDate>
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         <title>Perché la Iugoslavia di Tito prese le distanze da Mosca?</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/2w96z39nwwcnntz8/wish/2923539256</link>
         <description><![CDATA[<p>La frattura tra Belgrado e Mosca si consumò nel giugno 1948, quando i sovietici accusarono il regime di Tito di deviazionismo ideologico dalla linea sovietica, di tradimento a favore delle potenze capitalistiche e di collusione con l’imperialismo occidentale, e Stalin impose l’isolamento di Belgrado dal mondo comunista. La Iugoslavia riuscì a resistere alle pressioni di Mosca e cominciò a sperimentare una diversa via al socialismo, più vicina allo spirito nazionale, mentre in politica estera si orientò verso</p><p>un’equidistanza tra i due blocchi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 16:10:53 UTC</pubDate>
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         <title>Perché in Cina ci fu una guerra civile e che conclusione ebbe? Che rapporti ebbe con l&#39;URSS?</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/2w96z39nwwcnntz8/wish/2923545161</link>
         <description><![CDATA[<p>Con la sconfitta degli invasori giapponesi alla fine della seconda guerra mondiale la temporanea alleanza tra le due principali forze politiche cinesi, il Partito comunista di Mao Zedong e il Guomindang (Partito nazionalista) i Chiang Kai-shek, si era definitivamente sciolta. La Cina si trovò divisa fra territori sotto il diretto controllo del Partito comunista e territori a maggioranza nazionalista. Il confronto armato tra i due schieramenti fu inevitabile. I comunisti, forti del contributo della popolazione rurale, ebbero la meglio e nel febbraio 1949 le truppe di Mao entrarono a Pechino, mentre Chiang Kai-shek riparò nell’isola di Taiwan dove costituì uno Stato indipendente, la cosiddetta Cina nazionalista. Il 1° ottobre 1949 i comunisti di Mao giunsero a proclamare la nascita della Repubblica popolare cinese. Vennero nazionalizzate le poche industrie e le principali attività economiche e si procedette alla distribuzione delle terre ai contadini organizzati in aziende collettive o in cooperative. Dalla seconda metà degli anni Cinquanta fu adottato un rigido regime collettivista.  L’Unione Sovietica poteva ora contare su un nuovo alleato nella sfida al mondo occidentale; da parte sua, il governo cinese aveva interesse a rafforzare i legami con l’URSS, suo unico interlocutore sul piano internazionale. Nel febbraio 1950 i due paesi stipularono un trattato di amicizia e di mutua assistenza.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 16:14:50 UTC</pubDate>
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         <title>Quale fu il balzo in avanti?</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1958 Mao avviò un ambizioso progetto economico e sociale, il cosiddetto grande balzo in avanti. Si trattava di incrementare la produzione agricola e quella industriale attraverso una profonda riorganizzazione del lavoro. Il risultato fu un immane disastro collettivo dovuto: a una tragica carestia che causò fra i 15 e i 30 milioni di morti, al crollo della produzione agricola e industriale e, soprattutto, ai numerosi problemi di gestione. La Cina precipitò così in una situazione drammatica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 16:16:25 UTC</pubDate>
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         <title>Istituzioni politiche giapponesi nel dopoguerra</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<div>Con la fine della guerra anche al Giappone sconfitto venne imposto un regime di occupazione militare sotto il controllo americano. Obiettivo  di Washington era indurre il paese a modificare la sua organizzazione politica e sociale, per cancellarne il rigido autoritarismo e introdurre un<br>assetto liberale e democratico. Nel 1946 gli americani dettarono perciò una nuova Costituzione che, pur mantenendo al vertice del paese il sovrano Hirohito, trasformò il sistema imperiale in una monarchia costituzionale. Da allora il Giappone conobbe un’eccezionale stabilità politica, garantita dall’eleggibilità della classe dirigente e dalla notevole crescita economica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 16:19:37 UTC</pubDate>
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         <title>GUERRA DI COREA</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<div>Alla fine della seconda guerra mondiale la Corea era stata divisa in due parti, separate dal 38° parallelo: nella parte settentrionale del paese, occupata dall’esercito sovietico, era sorto un regime guidato da Kim Il Sung; nella parte meridionale si era invece instaurato un governo nazionalista sostenuto dagli americani. Tra il 1948 e il 1949 le due zone si trasformarono in altrettanti stati indipendenti, ciascuno dei quali rivendicava la piena sovranità sull’intera penisola. Nel giugno 1950 le truppe nordcoreane, armate dai sovietici, invasero a sorpresa il sud della penisola. In risposta venne allestito un contingente militare delle Nazioni Unite al comando del generale MacArthur. Nel 1953 si giunse alla firma di un armistizio che sancì il ripristino della linea di separazione originaria del 38° parallelo. La guerra di Corea ebbe effetti dirompenti. Nel corso delle operazioni militari, il generale MacArthur era giunto a invocare l’impiego della bomba atomica contro la Cina, intervenuta nel confitto, ma l’ipotesi fu subito scartata dal presidente Truman. L’episodio accelerò la corsa al riarmo nucleare, che finì per impegnare enormi fette dei bilanci di USA e URSS e radicalizzò la politica estera e interna dei due paesi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 16:22:26 UTC</pubDate>
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         <title>Che cosa fu il cosiddetto &quot;maccartismo&quot;?</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Negli Stati Uniti l’incubo di un’aggressione comunista divenne una vera ossessione della quale si fece interprete il senatore Joseph McCarthy, che dal 1949 al 1954 fu presidente della Commissione per le attività antiamericane. Nel paese si diffuse un atteggiamento paranoico. Nel 1950 il Congresso arrivò ad approvare l’Internal Security Act (“Legge per la sicurezza interna”), che consentiva di epurare i funzionari pubblici sospettati di filosovietismo, ma anche di emarginare dalla vita civile chiunque venisse ritenuto simpatizzante della causa comunista. A causa del maccartismo migliaia di persone vennero allontanate dal lavoro, incarcerate o esiliate.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 16:23:46 UTC</pubDate>
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         <title>DESTALINIZZAZIONE</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il 5 marzo 1953 Stalin morì. In un primo tempo la guida del paese fu affidata a un direttorio formato dai suoi più stretti collaboratori finché nel 1955 uno di questi, Nikita Sergeevič Chruščëv, assunse le massime cariche del partito e dello Stato. Diversamente da Stalin, Chruščëv riteneva che si dovesse dimostrare al blocco occidentale che il modello socialista era in grado di competere con quello capitalistico in tema di crescita economica e di tenore di vita e che per questo era necessario mettere in atto una profonda riforma economica. Sul piano della politica interna, Chruščëv promosse la destalinizzazione delle strutture dello Stato e del partito: vennero allontanati dai centri di potere gli uomini più strettamente legati a Stalin; furono liberati i prigionieri politici, in particolare una parte di quelli detenuti nei gulag; vennero allentati i pesanti controlli sulla vita sociale e sul mondo della cultura. In questo contesto di progressiva liberalizzazione maturò l’iniziativa più importante e dirompente: nel febbraio 1956, al termine del Ventesimo congresso del PCUS, Chruščëv lesse un rapporto in cui denunciava gli errori e i crimini commessi da Stalin, al quale vennero addebitati tutti i delitti e le aberrazioni che avevano allontanato il sistema sovietico dalla legalità socialista. L’atto di accusa di Chruščëv intendeva salvaguardare la validità dell’esperienza comunista e della dottrina che si rifaceva a Lenin, insieme alla legittimità del PCUS.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 16:27:46 UTC</pubDate>
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         <title>OECE, CECA E CEE</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sin dal 1948 furono avviate le prime istituzioni di cooperazione intergovernativa in campo economico. I Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo avevano siglato un accordo che prevedeva l’abolizione delle tariffe doganali e la creazione di un mercato comune, il Benelux. Inoltre, era stata costituita l’Organizzazione europea di cooperazione economica (OECE) per gestire gli aiuti del piano Marshall, coordinare la ricostruzione dell’economia a livello continentale e agevolare la progressiva liberalizzazione degli scambi fra i paesi che ne facevano parte. Nel maggio 1949 nacque poi il Consiglio d’Europa, un’organizzazione di natura consultiva che mirava allo sviluppo di forme di cooperazione politica, sociale e culturale. Particolarmente importante, per la sua rilevanza economica e politica, fu la CECA (Comunità europea del carbone e dell’acciaio), alla quale venne affidato il controllo della produzione di carbone e acciaio di Francia, Germania Ovest, Italia, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi. Il 25 marzo 1957 vennero firmati a Roma i trattati istitutivi della Comunità economica europea (CEE) entrata in vigore il 1° gennaio 1958. L’obiettivo della CEE era porre le basi per la creazione di un mercato comune europeo (MEC) all’interno del quale fosse garantita la libera circolazione di merci, capitali e lavoratori. Lo statuto della CEE prevedeva: un Parlamento quale organo consultivo composto da rappresentanti nominati, inizialmente, dalle assemblee legislative dei paesi membri; una Commissione per l’attuazione dei vari provvedimenti, priva però di un potere esecutivo diretto; un Consiglio dei ministri, investito di ogni potere decisionale, composto</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 16:34:16 UTC</pubDate>
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         <title>Quali furono le cause e le caratteristiche del processo di decolonizzazione?</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Dopo la conclusione della seconda guerra mondiale, il sistema coloniale europeo venne progressivamente smantellato. Le principali cause della decolonizzazione furono: la difficoltà di mantenere i territori coloniali, sia per gli altissimi costi, sia per la loro ingovernabilità; la contestazione politica, in difesa delle aspirazioni di libertà e di indipendenza dei popoli colonizzati; la volontà di USA e URSS di allargare le proprie aree d’influenza sui continenti africano e asiatico. Il percorso verso l’indipendenza assunse caratteristiche diverse in base all’atteggiamento dei colonizzatori: gli inglesi badarono a mantenere un’influenza sui nuovi stati; i francesi, invece, si opposero nettamente alle richieste dei movimenti nazionali. I nuovi gruppi dirigenti autoctoni incontrarono da subito notevoli difficoltà dovute: alla scarsità di risorse materiali; alla dipendenza economica dai paesi più industrializzati; alla fragilità del consenso popolare e all’assenza di un ceto medio; alla permanenza di culture tradizionaliste; infine, all’esplosione di rivalità etniche e controversie territoriali.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 16:55:35 UTC</pubDate>
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         <title>Come si svolse il processo di indipendenza del subcontinente indiano?</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/2w96z39nwwcnntz8/wish/2923608114</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel giugno 1947 il Parlamento inglese approvò l’Indian Independence Act, che stabiliva la nascita di due dominion indipendenti: l’Unione indiana, a maggioranza indù, e il Pakistan, a prevalenza musulmana e diviso in due zone geografiche, il Pakistan occidentale e quello orientale. Veniva così sancita la fine del dominio britannico nel subcontinente indiano. Questa suddivisione fece riesplodere i contrasti tra le comunità religiose; lo stesso Gandhi tentò di giungere a una conciliazione con i musulmani, ma fu assassinato da un estremista indù (30 gennaio 1948). Nel 1950 fu promulgata la Costituzione della neonata Repubblica indiana, che instaurò una democrazia parlamentare. Il Pakistan invece venne governato per molti anni da dittature militari; inoltre, nel 1971, la regione orientale si separò per costituire uno Stato indipendente: il Bangladesh.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 16:58:15 UTC</pubDate>
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         <title>Quali eventi segnarono l&#39;indipendenza del Vietnam dalla Francia?</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/2w96z39nwwcnntz8/wish/2923615577</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel settembre del 1945 Ho Chi Minh, leader comunista del Fronte nazionale per l’indipendenza, il Viet Minh, proclamò la nascita della Repubblica democratica del Vietnam. La Francia riconquistò la parte meridionale del paese, dove instaurò un governo militare. Cominciò così una lunga guerra di logoramento. Grazie agli aiuti militari di Cina e URSS, il Viet Minh riuscì a sconfiggere i francesi nel 1954. Il Vietnam fu quindi diviso in due da un confine temporaneo al 17° parallelo: a nord il governo comunista di Ho Chi Minh; a sud un regime filo-occidentale che faceva capo al leader della destra nazionalista Ngo Dinh Diem.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 16:59:54 UTC</pubDate>
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         <title>Come si giunse alla nascita di Israele e come reagiscono i paesi arabi?</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/2w96z39nwwcnntz8/wish/2923617930</link>
         <description><![CDATA[<div>Alla fine del conflitto mondiale la Gran Bretagna continuava a governare la Palestina, dove forti erano le tensioni tra la comunità araba e quella ebraica. Il 29 novembre 1947, la Risoluzione 181 dell’ONU approvò un piano che prevedeva: la fine del mandato britannico, la creazione di due stati indipendenti, uno arabo e l’altro ebraico, e  l’internazionalizzazione di Gerusalemme, affidata all’amministrazione delle Nazioni Unite. Questo piano, respinto dagli arabi, venne accettato dai rappresentanti della comunità ebraica in Palestina, che il 14 maggio 1948 proclamarono la nascita dello Stato d’Israele. Da quel momento il confronto tra arabi ed ebrei sfociò in un conflitto armato. Lo scontro militare volse a favore degli israeliani, ma i combattimenti continuarono sino al gennaio 1949. Gli accordi di armistizio, firmati a Rodi nel luglio 1949, permisero a Israele di consolidarsi, anche perché non nacque nessuno Stato arabo in Palestina. Da allora il Medio Oriente sarebbe diventato uno scenario di crisi permanente a livello internazionale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 17:01:49 UTC</pubDate>
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         <title>Bandung, chi erano i paesi non allineati?</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/2w96z39nwwcnntz8/wish/2923640773</link>
         <description><![CDATA[<div>Tra i paesi che conquistarono l’indipendenza scaturì la proposta del non allineamento rispetto ai due grandi blocchi, cioè la non disponibilità a sottoscrivere alleanze militari con le superpotenze USA e URSS. Il primo passo venne compiuto nell’aprile 1955 con la conferenza di Bandung, in Indonesia, alla quale parteciparono 29 stati (fra i quali la Cina). Nasceva così un Terzo Mondo, caratterizzato da un atteggiamento neutrale. Un altro obiettivo di questi paesi fu quello di favorire lo sviluppo delle aree appena decolonizzate per poter resistere alle pressioni dei maggiori gruppi di interesse occidentali (neocolonialismo).</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 17:18:42 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Quale ruolo ebbero gli Stati Uniti  nell&#39;economia e nella politica dell’America Latina?</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/2w96z39nwwcnntz8/wish/2923646495</link>
         <description><![CDATA[<p>L’America Latina si trovava sostanzialmente in una condizione di sottosviluppo: alla sovranità politica non era infatti corrisposta una crescita economica e una evoluzione sociale adeguata. Nei paesi latinoamericani la gestione dell’economia dipendeva ancora sia dagli interessi di ristrette oligarchie, sia dalle strategie di mercato delle compagnie straniere, soprattutto statunitensi. Il rapporto esclusivo con gli Stati Uniti, conseguenza della dottrina Monroe, continuava a fare soprattutto dei paesi centro-americani una sorta di “cortile di casa” degli USA.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 17:23:13 UTC</pubDate>
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         <title>Come si instaurò il castrismo e perché Cuba si avvicinò all’Unione Sovietica?</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/2w96z39nwwcnntz8/wish/2923648689</link>
         <description><![CDATA[<div>L’unico paese in cui gli Stati Uniti non riuscirono a imporre le loro direttive fu Cuba. Nel 1952, con un colpo di Stato assecondato da Washington, era tornato al potere il generale Fulgencio Batista, che instaurò una violenta e rozza dittatura legata agli interessi economici nordamericani. Contro Batista si mobilitarono giovani studenti di estrazione borghese, fra cui Fidel Castro Ruiz. Tornato sull’isola dopo un periodo di esilio, Castro si era posto a capo di un movimento di guerriglia, affiancato dall’argentino Ernesto “Che” Guevara de la Serna e da pochi compagni. Passato poi all’offensiva, nel gennaio 1959 rovesciò il regime di Batista. Ne conseguì la rottura con gli Stati Uniti e il conseguente boicottaggio economico imposto dal presidente Eisenhower. Castro chiese allora aiuto all’Unione Sovietica. Seguì una radicalizzazione del regime, che divenne monopartitico e si convertì alla causa comunista: le imprese vennero nazionalizzate e l’economia fu per buona parte statalizzata. Il castrismo entrò così nell’orbita sovietica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 17:24:50 UTC</pubDate>
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         <title>Quali sono i punti fondamentali  della politica interna ed estera di Kennedy?</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/2w96z39nwwcnntz8/wish/2923659007</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel novembre del 1960 le elezioni presidenziali americane furono vinte dal giovane e carismatico democratico John Fitzgerald Kennedy, che aveva destato l’entusiasmo di un intero paese resuscitando il mito fondante di “una nuova frontiera”, questa volta politica, scientifica e sociale, per gli USA. In politica interna, Kennedy riuscì a rilanciare l’economia attraverso un programma di lavori pubblici e di aumenti salariali e rafforzando l’apparato militare. Quanto alle relazioni con l’URSS, Kennedy dichiarò di voler proseguire sulla strada del dialogo. Dovette però affrontare alcune situazioni spinose. La prima fu quella di Berlino, dove nell’agosto 1961 le autorità della Repubblica democratica tedesca avevano costruito un muro per fermare la fuga di persone nella parte occidentale della città. Un’altra e più grave crisi internazionale si verificò a Cuba, nel 1962. Il governo di Castro aveva instaurato rapporti sempre più stretti con il blocco comunista. Preoccupati per la presenza di un alleato dei sovietici a poca distanza dal loro territorio, gli Stati Uniti prima boicottarono economicamente l’isola e poi appoggiarono una spedizione armata di 1400 esuli anticastristi addestrati dalla CIA. Gli esuli riuscirono a sbarcare sull’isola, nella baia dei Porci, ma furono rapidamente neutralizzati. Nell’ottobre 1962, aerei spia americani individuarono le rampe di lancio dei missili che i sovietici avevano installato a Cuba e le due superpotenze furono a un passo dal conflitto nucleare. Chruščëv acconsentì a smantellare le basi missilistiche sull’isola, in cambio dell’impegno del governo degli Stati Uniti a rispettare l’indipendenza di Cuba e a ritirare i missili americani installati in Turchia e in Italia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 17:32:39 UTC</pubDate>
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         <title>Qual era il programma  sociale di Lyndon Johnson?Riuscì a realizzarlo?</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/2w96z39nwwcnntz8/wish/2923660852</link>
         <description><![CDATA[<div>Kennedy fu ucciso in un attentato a Dallas il 22 novembre 1963, e la presidenza fu assunta dal suo vice Lyndon B. Johnson, che l’anno successivo venne riconfermato alle elezioni presidenziali. Johnson lanciò il progetto di trasformare gli Stati Uniti in una grande società, capace di integrare le sue molteplici culture. Il programma si articolava in due punti chiave: lo sviluppo di un Welfare State di tipo europeo e la lotta contro la segregazione razziale. Di fatto, gli Stati Uniti non erano pronti a affrontare il tema delle discriminazioni. Nel 1968, l’omicidio politico di Martin Luther King, paladino dei diritti civili dei neri, e di Robert Kennedy, che si era distinto nella lotta alla criminalità organizzata e per le battaglie a favore dei diritti civili, dimostrarono che l’obiettivo era ancora lontano.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 17:33:59 UTC</pubDate>
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         <title>Che cosa indica l’espressione “primavera di Praga”?</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/2w96z39nwwcnntz8/wish/2923663899</link>
         <description><![CDATA[<div>In Cecoslovacchia nel 1968 divenne segretario generale il leader riformista slovacco Alexander Dubček (1921-1992). Con primavera di Praga si intende il nuovo corso riformatore da lui avviato, che prevedeva una serie di provvedimenti: l’abolizione della censura sulla stampa; il riconoscimento del diritto di scioperare e quello di spostarsi liberamente, anche all’estero; l’avvio di una serie di riforme economiche e amministrative.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 17:36:07 UTC</pubDate>
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         <title>Politica interna ed estera di Breznev</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/2w96z39nwwcnntz8/wish/2923665780</link>
         <description><![CDATA[<div>Nell’ottobre del 1964 Chruščëv venne destituito e la carica di segretariogenerale del PCUS fu assunta da Leonid Brežnev che, a livello di politicainterna, promosse due nuovi piani quinquennali, incentrati principalmente sullo sviluppo dell’industria leggera e sul potenziamento delle fattorie.<br>I piani prevedevano anche un’apertura all’Occidente in campo economico e commerciale. In politica estera, Brežnev sostenne la dottrina della sovranità limitata, secondo la quale l’Unione Sovietica aveva il diritto di mantenere l’assetto vigente nei paesi satelliti, assicurando con ogni mezzo la permanenza al potere di dirigenti locali allineati alle direttive del Cremlino. Per questo motivo, il 20 agosto 1968 invase la Cecoslovacchia con l’intento di mettere fine alla primavera di Praga.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 17:37:33 UTC</pubDate>
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         <title>Atteggiamento di Pechino nei confronti dell&#39;URSS</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il dissidio tra URSS e Cina si trascinava dalla seconda metà degli anni Cinquanta. La ragione fondamentale consisteva nell’aspirazione della Cina ad acquisire un ruolo internazionale autonomo dall’URSS. Sostenendo la causa dei movimenti indipendentisti e rivoluzionari in alcuni paesi del Terzo Mondo, Pechino conduceva infatti una politica estera parallela e in competizione con quella sovietica. Tra i due paesi cessò ogni forma di collaborazione e il primo test atomico cinese (1964) peggiorò la situazione, provocando aperti contrasti e scontri di frontiera.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 17:38:55 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Rivoluzione culturale&quot; cinese</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Dopo il fallimento del “grande balzo in avanti” Mao decise di sbarazzarsi dei moderati, che accusò di volere trasformare in senso capitalistico l’economia cinese. Con l’appoggio dell’esercito, mobilitò le guardie rosse, gruppi di giovani studenti chiamati a fare propaganda ai principi contenuti nel suo libretto rosso (testo ideologico e programmatico) e a smascherare gli elementi filocapitalisti. Mao definì questi atti come rivoluzione culturale, ma in realtà si trattò di una brutale campagna di epurazione che sfociò, fra il 1966 e il 1968, in un’ondata di intimidazioni, violenze ed eccidi. A essere allontanati, deportati o uccisi furono molti fra i massimi esponenti del partito e del governo, insegnanti, intellettuali, tecnici e scienziati. Presto la situazione sfuggì al controllo del governo e fece precipitare il paese nel caos. Nel 1969 lo stesso Mao tentò di fermare le “guardie rosse”, ma non riuscì a normalizzare la situazione.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 17:40:11 UTC</pubDate>
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         <title>Quale fu il motivo dell’intervento americano in Vietnam e come venne condotta la guerra?</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Quando nel Vietnam del Sud si diffuse l’opposizione armata dei vietcong (il movimento comunista sostenuto dai nordvietnamiti), gli americani appoggiarono il regime filoccidentale di Saigon e a partire dal 1963, prima con Kennedy e poi con Lyndon Johnson, dovettero affrontare una guerra che coinvolse anche il Laos e la Cambogia. La guerra del Vietnam fu una guerriglia condotta nella giungla e nelle risaie alla quale gli Stati Uniti contrapposero pesanti bombardamenti dell’aviazione, senza peraltro riuscire a vincere. Il conflitto fu documentato da stampa e televisione e questo comportò la nascita nel mondo e negli stessi Stati Uniti di un ampio fronte di opinione solidale con le ragioni dei vietcong.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 17:43:13 UTC</pubDate>
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         <title>USA, Richard Nixon e la sua politica nei confronti del Vietnam</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il repubblicano Richard Nixon, che vinse le lezioni presidenziali nel 1968, scelse di adottare una nuova strategia, la cosiddetta vietnamizzazione del conflitto. Si trattava di un progressivo disimpegno dallo scontro che si  risolse nel 1973 con il ritiro definitivo delle truppe americane.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 17:45:48 UTC</pubDate>
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         <title>Particolari situazioni in Cambogia</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il 17 aprile 1975 i guerriglieri comunisti cambogiani, i Khmer rossi, entrarono nella capitale Phnom Penh e rovesciarono il governo filoamericano. Tre mesi dopo, i partigiani comunisti del Pathet Lao conquistarono il potere nel Laos. Alla fine dell’estate, tutta l’ex Indocina francese era in mano a movimenti comunisti sotto la guida del Vietnam unificato. I propositi di dominio dei vietnamiti trovarono però un ostacolo nel regime cambogiano di Pol Pot. Nel dicembre 1978 il Vietnam, accostatosi a Mosca in contrapposizione all’intervento cinese a favore dei Khmer rossi, invase la Cambogia. Per tutta risposta, nel febbraio 1979 la Cina effettuò una spedizione punitiva nel nord del Vietnam, senza tuttavia ottenerne l’allontanamento dalla Cambogia. I Khmer rossi continuarono a opporre una tenace guerriglia al governo filovietnamita, fino a quando, nel 1988, i vietnamiti si ritirarono dal territorio cambogiano.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 17:47:23 UTC</pubDate>
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         <title>Società dei consumi e sviluppo economico</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>A cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta negli Stati Uniti e in Europa l’economia vide una fase di grande espansione. Il mondo occidentale conobbe un sempre più alto e diffuso livello di benessere ed ebbe inizio quella che fu definita la società dei consumi, caratterizzata da una crescente disponibilità di beni di consumo non solo primari ma anche superflui, estremamente diffusi grazie anche alla pubblicità. Il periodo che va dal 1950 al 1973 è conosciuto come età dell’oro e fu determinato da una serie di fattori: dalla floridezza economica degli Stati Uniti, che agì da traino per la ricostruzione postbellica e per il rilancio delle economie europee; dalla strategia politica americana che incoraggiò l’integrazione economica dei paesi del blocco occidentale; dalla massiccia industrializzazione; dal “boom” demografico a livello planetario, legato all’esplosione delle nascite e all’incremento della durata media della vita.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 17:57:24 UTC</pubDate>
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         <title>Il maggio francese a Parigi</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Le prime manifestazioni studentesche scoppiarono a Parigi nella primavera del 1968 (maggio francese) per respingere un piano di riforma scolastica varato dal governo. Dalla Francia il movimento dilagò in altri paesi europei. Il movimento europeo era profondamente influenzato dal marxismo radicale, dal sostegno alla causa dei paesi del Terzo Mondo contro il “neoimperialismo americano” e dalle simpatie per la rivoluzione culturale cinese. La protesta studentesca si unì a quella degli operai per rifondare l’intera società su basi più giuste. Anche se la rivolta del ’68 fini per spegnersi, a volte repressa con la forza, riuscì a raggiungere importanti obiettivi: i rapporti sociali non furono più gli stessi e si aprì la strada a una serie di importanti riforme orientate a una maggiore democratizzazione della società. In particolare si ripropose con urgenza la questione della parità fra i sessi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-18 18:03:09 UTC</pubDate>
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         <title>Perché gli USA decisero di migliorare i rapporti con Cina e URSS?</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>A metà degli anni Settanta il presidente Richard Nixon decise di migliorare i rapporti con Mosca e normalizzare le relazioni con la Cina. Nel febbraio 1972 strinse quindi accordi economici con la Cina che ebbero la conseguenza di indurre anche l’URSS sulla via della distensione. Obiettivo del presidente e del segretario di Stato Henry Kissinger era aprire il dialogo con i sovietici e convincerli a limitare gli armamenti nucleari. Entrambe le superpotenze ne avrebbero tratto un vantaggio economico. Nel maggio 1972 Stati Uniti e Unione Sovietica firmarono il SALT I (Negoziati per la limitazione delle armi strategiche), che prevedeva un’effettiva riduzione e regolamentazione degli armamenti nucleari.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-19 20:58:39 UTC</pubDate>
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         <title>Come avvenne nella penisola iberica il passaggio da dittatura a democrazia?</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Agli inizi degli anni Settanta sopravvivevano ancora, in Spagna e Portogallo, due dittature di estrema destra. Il Portogallo era caratterizzato da diffusa povertà, sottosviluppo ed elevati tassi di analfabetismo e il governo investiva forti somme per i conflitti nelle colonie africane che volevano l’indipendenza. Il 25 aprile 1974 alcuni gruppi di ufficiali, esasperati per il protrarsi di questi conflitti, posero fine al regime con un colpo di Stato pacifico, ribattezzato rivoluzione dei garofani. Le elezioni per l’Assemblea costituente del 1976 condussero a un governo presieduto dal leader socialista Mario Soares, che portò il paese verso la democrazia. In Spagna, alla morte di Franco nell’ottobre 1975, venne ripristinata la monarchia e il potere passò nelle mani dell’erede al trono, Juan Carlos di Borbone, che avviò un processo di democratizzazione.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-19 21:00:23 UTC</pubDate>
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         <title>Cosa avvenne in Grecia dal dopoguerra al 1974?</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/2w96z39nwwcnntz8/wish/2925721481</link>
         <description><![CDATA[<div>In Grecia la monarchia e le istituzioni democratiche del dopoguerra erano deboli. Nel 1967 un colpo di Stato portò al potere una giunta militare, detta dei colonnelli, che sospese le garanzie costituzionali, le libertà civili e tolse potere alla monarchia. La giunta militare incoraggiò un colpo di Stato a Cipro, dove convivevano una maggioranza greca e una minoranza turca. La Turchia intervenne militarmente e l’isola finì divisa in due parti, una greca e una turca. La giunta militare greca perse l’appoggio dell’esercito; fu allora insediato un governo di unità nazionale, al quale aderì Konstantinos Karamanlis, uomo politico greco che aveva scelto l’esilio dopo il colpo di Stato. Il 17 novembre 1974 si tennero libere elezioni che sancirono il netto successo del partito conservatore di Karamanlis. A dicembre con un referendum fu instaurata la repubblica e, con il varo di una nuova Costituzione, la Grecia poté finalmente dare vita a uno Stato democratico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-19 21:02:20 UTC</pubDate>
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         <title>Aumento dei prezzi del petrolio da parte dell&#39;OPEC</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<div>A seguito dei conflitti arabo-israeliani, i paesi arabi produttori di petrolio che aderivano all’OPEC (l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio, fondata nel 1960) decisero di aumentare del 70% il prezzo del greggio e di ridurne la produzione. Fu una forma di ritorsione nei confronti di alcuni governi occidentali accusati di aver sostenuto il governo israeliano. La conseguenza di questo shock petrolifero fu un’immediata e grave<br>crisi energetica, con pesanti ripercussioni economiche per molti paesi consumatori. Il rincaro del prezzo del petrolio portò a un’immediata esplosione dei prezzi in ogni settore; alla stagnazione economica si aggiunsero gli effetti negativi di un’elevata inflazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-19 21:04:44 UTC</pubDate>
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         <title>Situazione opposta di incremento economico in Giappone</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il Giappone riuscì ad assorbire i contraccolpi dello shock petrolifero grazie all’adozione di importanti innovazioni tecnologiche e organizzative basate sull’elettronica. Per la prima volta furono impiegati dei robot nelle principali fabbriche e il lavoro venne organizzato in modo da rendere più veloce e flessibile la catena di produzione. Molte imprese si specializzarono nella produzione di apparecchiature e congegni elettronici. L’industria giapponese raggiunse così un notevole livello di competitività, una determinante crescita del PIL, un costante incremento dei salari e un tasso di disoccupazione minimo. Alla fine degli anni Settanta il Giappone divenne così la seconda economia mondiale dopo gli USA.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-19 21:06:10 UTC</pubDate>
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         <title>Riforme della CEE a Strasburgo e provvedimenti economici per garantire la stabilità economica (1979)</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nei primi anni Settanta si puntò a rafforzare le istituzioni comunitarie europee. Nel 1974 nacque il Consiglio europeo, l’organo istituzionale più rilevante della Comunità, con sede a Bruxelles. Una svolta importante si realizzò poi con la decisione di eleggere a suffragio universale diretto il Parlamento di Strasburgo. Le elezioni europee si sarebbero tenute ogni cinque anni a partire dalla primavera del 1979. In realtà il Parlamento ebbe un potere solo consultivo e non legislativo; ma questo passo conferì al processo di integrazione una legittimazione democratica. Nel 1978 Francia e Germania Ovest avanzarono un piano per la creazione di un Sistema monetario europeo (SME) volto a favorire la stabilità monetaria. La riforma entrò in vigore nel marzo 1979; le banche nazionali di otto stati della Comunità europea (la Gran Bretagna non aderì) presero l’impegno di mantenere i valori di cambio tra le monete nell’ambito della banda di oscillazione fissata al 2,25%. Alla lira italiana fu consentito di oscillare sino al 6%, dato l’alto tasso d’inflazione. Il valore delle monete venne definitivamente sganciato dal dollaro e agganciato a una nuova moneta di conto europea, l’ECU.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-19 21:08:14 UTC</pubDate>
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         <title>Rivoluzione iraniana</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’ayatollah Ruhollah Khomeini, autorità di riferimento in campo religioso e civile dell’islam sciita, capeggiò l’opposizione islamica allo scià Mohammad Reza Pahlavi che sfociò nel 1978 in una ribellione popolare. Il governo era accusato di laicizzare la società e di voler procedere a una modernizzazione del paese vantaggiosa solo per le classi dirigenti. Nel gennaio 1979 lo scià abbandonò l’Iran e a marzo un referendum sancì la nascita della repubblica; Khomeini assunse la presidenza del nuovo Stato. Il regime di Khomeini impose la preminenza della tradizione religiosa: l’intera società doveva allinearsi ai rigidi precetti della legge coranica (shar’ia) e bandire nel modo più assoluto i principi civili e politici di matrice occidentale. Era nato il fondamentalismo islamico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-19 21:09:59 UTC</pubDate>
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         <title>Invasione dell&#39;Afghanistan da parte dell&#39;URSS</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>L’Afghanistan, alleato dei sovietici, era situato in una posizione chiave per il passaggio nel suo territorio di oleodotti strategici. Agli inizi degli anni Settanta vi si insediarono governi filosovietici, che attuarono alcune importanti misure politiche e sociali, tra cui l’introduzione della libertà di culto. Questi provvedimenti suscitarono l’opposizione della popolazione delle campagne. Per reprimere i tentativi di rivolta, i dirigenti sovietici inviarono in Afghanistan l’esercito (dicembre 1979), che però si scontrò con la durissima resistenza dei guerriglieri, aiutati dai servizi segreti americani in funzione antisovietica. Il conflitto si trascinò per dieci anni.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-19 21:31:31 UTC</pubDate>
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         <title>Crisi distensione tra USA e URSS e politica di Reagan</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/2w96z39nwwcnntz8/wish/2925746306</link>
         <description><![CDATA[<div>L’intervento sovietico in Afghanistan ebbe immediate conseguenze nei rapporti con gli Stati Uniti. Il presidente Jimmy Carter (in carica dal 1977) reagì con estrema durezza: gli USA non potevano tollerare la presenza di Mosca in una regione nevralgica come l’Afghanistan. Carter decretò dunque un embargo sulle vendite all’URSS di cereali e macchinari ad alta tecnologia e annunciò il boicottaggio delle Olimpiadi previste a Mosca nel 1980. Ma soprattutto decise di non ratificare il nuovo accordo SALT II, faticosamente raggiunto nel giugno 1979, e di bloccare ogni nuovo negoziato sulla questione del controllo degli armamenti strategici. Nel corso degli anni Ottanta si ritornò a un pesante clima di guerra fredda. Ronald Reagan, eletto presidente nel novembre 1980, era convinto che per dare impulso all’economia si dovesse ridurre il ruolo dello Stato e lasciare ai privati un’ampia libertà d’azione. La sua politica economica si basava: sulla deregulation economica, ovvero l’eliminazione dei controlli e dei limiti imposti dallo Stato; sul ridimensionamento della spesa pubblica; sulla riduzione delle imposte sui redditi più elevati; sul rialzo dei tassi d’interesse.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-19 21:32:58 UTC</pubDate>
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         <title>Progetto Gorbacev: che difficoltà ha incontrato?</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/2w96z39nwwcnntz8/wish/2925748304</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel marzo 1985 le gerarchie del PCUS chiamarono alla guida del Paese Michail Gorbačëv (1931-), che si propose il duplice obiettivo di rivitalizzare le strutture economiche e riformare l’URSS. Le linee guida di questa nuova strategia furono: glasnost (trasparenza) e perestrojka (ristrutturazione). Sul primo fronte, Gorbačëv intendeva rendere più trasparenti i procedimenti decisionali. Sul secondo, mirava a rendere più efficienti la produzione industriale e quella agricola, aprendo alla privatizzazione del sistema economico. La politica della perestrojka si scontrò con la difficoltà di riformare gli arretrati criteri di gestione agricola e con l’incuria delle strutture industriali. La politica della glasnost riuscì ad aprire nuovi spazi di critica, ma ciò rese evidente l’insofferenza popolare e l’opposizione alle riforme.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-19 21:35:42 UTC</pubDate>
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         <title>Cambiamenti in Polonia</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<p>In Polonia il governo era avversato da una classe operaia ben organizzata e dalla Chiesa cattolica. Le prime agitazioni operaie scoppiarono nel 1980. Gli operai in sciopero si riunirono in un sindacato indipendente, Solidarność (Solidarietà). Il governo intavolò le trattative con il leader del sindacato Łech Wałesa, ma nell’ottobre 1981 il generale Wojciech Jaruzelski (1923-2014) proclamò la legge marziale: Solidarność venne sciolto e gli attivisti e dirigenti sindacali, compreso Walesa, furono arrestati. Le agitazioni non cessarono. Nel luglio 1983 la legge marziale fu revocata e venne concessa un’amnistia che riportò in libertà Wałesa. Le elezioni del giugno 1989 attribuirono una schiacciante vittoria a Solidarność. Le masse popolari, appoggiate dal papa polacco Karol Wojtyła, spinsero i dirigenti a formare un governo di coalizione con Wałesa presidente della repubblica.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-19 21:37:20 UTC</pubDate>
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         <title>Situazione critica tra le due Germanie a Berlino</title>
         <author>gaetaric</author>
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         <description><![CDATA[<div>Anche nella Germania Est, uno dei più saldi alleati di Mosca, si erano susseguite dimostrazioni di protesta sempre più imponenti. Il 9 novembre 1989, pressato dalle richieste popolari, il governo consentì agli abitanti di Berlino Est di attraversare il confine con Berlino Ovest; cadde il muro, simbolo della divisione dell’Europa in due blocchi contrapposti. Il Parlamento della Germania Ovest approvò un piano per una rapida riunificazione delle due Germanie; Gorbačëv s’impegnò a ritirare le sue truppe dal paese. Le prime elezioni libere della Germania orientale si tennero il 18 marzo 1990 e furono vinte dal Partito democratico-cristiano. In pochi mesi si procedette all’unificazione monetaria. Il 3 ottobre 1990 venne proclamata la riunificazione tedesca. Berlino tornava a essere la capitale della Germania unita.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-19 21:39:02 UTC</pubDate>
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         <title>Caduta dei regimi comunisti nei paesi dell&#39;Est e fine dell&#39;URSS</title>
         <author>gaetaric</author>
         <link>https://padlet.com/gaetaric/2w96z39nwwcnntz8/wish/2925751603</link>
         <description><![CDATA[<p>In Ungheria, Cecoslovacchia, Bulgaria e Albania, tra il 1989 e il 1991, caddero i regimi comunisti. In tutti i casi si trattò di un passaggio pacifico alla democrazia e alle libere elezioni. L’unico paese dell’Est in cui la fine del comunismo avvenne in forma violenta fu la Romania. Qui la protesta contro il regime di Nicolae Ceausescu cominciò nel dicembre 1989. Il dittatore e la moglie Elena tentarono di fuggire all’estero ma vennero arrestati e fucilati il 25 dicembre. Le prime libere elezioni sovietiche nel 1989 videro emergere Boris Eltsin, esponente del PCUS. Eltsin uscì dal partito e nel giugno 1991 vinse le elezioni per la presidenza della repubblica russa. Nell’agosto del 1991 un fallito colpo di Stato ne decretò la leadership. Nel frattempo le repubbliche dell’URSS avevano dichiarato in modo unilaterale la loro indipendenza da Mosca. Nel dicembre 1991 i presidenti dei nuovi stati indipendenti s’incontrarono ad Alma Ata, in Kazakistan, dove decretarono ufficialmente la fine dell’Unione Sovietica. Al suo posto fu istituita la Comunità degli Stati Indipendenti (CSI). Gorbačëv presentò le sue dimissioni il 25 dicembre 1991.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-19 21:40:36 UTC</pubDate>
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