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      <title>Intro - prime lezioni di Geografia 2G by Massimo Milella</title>
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      <description>Spunti per iniziare a riflettere</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-09-24 06:45:43 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-10-14 16:39:45 UTC</lastBuildDate>
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      <item>
         <title>Secondo spunto: Alexis Pauline Gumbs, &quot;Undrowned&quot; (2020)</title>
         <author>massimomilella101080</author>
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         <description><![CDATA[<p>La scrittrice, poetessa, attivista e studiosa, <strong>Alexis Pauline Gumbs</strong>, in uno dei sui libri più celebri, <strong><em>Undrowned. Black Feminist Lessons from Marine Mammals</em></strong><em> </em>(2020) racconta alcune pagine del diario di un naturalista tedesco,<strong> Georg Wilhelm Steller</strong> (1709-1746), accademico imperiale di San Pietroburgo, incaricato di mappare la costa dell’Alaska per conto dello zar Pietro I il Grande.                                                </p><p><br/></p><p>Steller, naufragato all’inizio degli anni ’40 del Settecento sull’isola che prenderà il nome del comandante danese della spedizione, <strong>Vitus Bering</strong>, approfitta della forzata inattività per osservare un esemplare di sireniano (una ritina) di cui mai la scienza europea aveva visto altro simile. È un <strong><em>Hydrodamalis gigas</em></strong>, mammifero acquatico della famiglia dei dugonghi, sorprendente per la sua singolare caratteristica di possedere veri e propri arti anteriori lunghi circa settanta centimetri, grazie ai quali, secondo le pagine del diario del naturalista, ‘si distingue da tutti gli altri animali terrestri, marini e anfibi’ (Steller, 1751: 25). </p><p><br/></p><p>Il 12 luglio del 1742 il diario riporta la cattura del primo esemplare, una femmina: la procedura per trascinare a riva questo enorme animale è un’impresa che Steller descrive dettagliatamente. Ma questa composizione precisa di azioni non è solo la restituzione in forma scritta di un episodio accaduto durante un naufragio, ma la descrizione di una manovra di cattura di un animale mai visto prima, molto più grande dei suoi simili e dalle reazioni ancora tutte da scoprire. Insomma, il successo di ogni futura cattura dell'animale, d'ora in poi, dipenderà dall’abilità nell’adottare le misure presentate da Steller: remare, arpionare, trascinare il corpo a riva, farlo a pezzi –&nbsp;ancora vivo –&nbsp;in grandi fette. Nel sangue che schizza copiosamente sulla spiaggia, è Steller stesso a offrire un commento molto sensibile: ‘Respirava forte, come un gemito’.</p><p>                                                                                                      In un altro episodio del diario di Steller, che ci racconta sempre Gumbs, si legge che il naturalista tedesco aveva notato che un altro mammifero della stessa specie di quella catturata, ormai spiaggiata e morta a riva, era rimasto nei paraggi per tre giorni, probabilmente nella vana attesa che l'animale catturato potesse tornare in acqua.                                                                                                                         Gumbs, nel suo libro, racconta di essere stata molto colpita dal fatto che, a causa della condivisione scientifica dell’avventura di Steller, questo mammifero marino (di cui, recentemente, alcuni studiosi hanno ricostruito le tracce addirittura dal Pleistocene) sembra essere stato completamente estinto nel 1768, meno di trent’anni dopo il primo avvistamento e appena diciassette anni dopo la pubblicazione del diario del tedesco.                                     Le cause sono state attribuite all’attività umana di pesca intensiva nel mare di Bering, non solo per la carne e il latte nutrienti –&nbsp;capaci di curare lo scorbuto dei marinai –&nbsp;di questo animale, ma anche e soprattutto per via di una pelle molto resistente, adatta ad attutire gli urti contro i blocchi di ghiaccio e dunque straordinariamente utile per la fabbricazione di suole per scarpe.          </p><p><br/></p><p>Dalla violenza di questo caso di estinzione, Gumbs, attivista nell’ambito dei <em>Black e Feminist Studies</em>, trasforma così la vicenda in una sorta di favola con morale:</p><p>"C’era una volta un gigantesco mammifero marino, che pesava fino a ventitré tonnellate, e nuotava nel Mare di Bering. Nel 1741 un naturalista tedesco “scoprì” l’<strong>Hydrodamalis gigas</strong>, grande e imponente, almeno tre volte più grande dell’attuale lamantino. Nel giro di ventisette anni l’intera specie si estinse, sterminata durante migliaia di viaggi europei alla ricerca di pellicce e pelli di foca.Così lei sa ciò che noi sappiamo. È pericoloso essere scoperti."                                                                                                               (originale in inglese: "Once upon a time there was a giant sea mammal, who weighed up to twenty-three tons, swimming in the Bering Sea. In 1741, a German naturalist ‘discovered’ <em>Hydrodamalis gigas</em> swimming large and luxe, at least three times bigger than the contemporary manatee. Within twenty-seven years, the entire species was extinct, killed on thousands of European voyages for fur and sealskin. So she knows what we know. It is dangerous to be discovered." (Gumbs, 2020: 26)  </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-09-24 06:50:36 UTC</pubDate>
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         <title>Terzo spunto: Bruno Latour, &quot;Visualization and cognition. Drawing things together&quot; (1981)</title>
         <author>massimomilella101080</author>
         <link>https://padlet.com/massimomilella101080/2vhg8gegpu3vpnvo/wish/3601256910</link>
         <description><![CDATA[<p>Il filosofo della scienza e sociologo francese Bruno Latour (1947 - 2022) in una fase giovanile della sua attività si è concentrato molto sul "come" si fa ricerca, ancor più che sul "cosa" cercare. In un articolo scritto nel 1981 (quando aveva 34 anni) racconta in particolare un episodio che ha molto a che fare con la geografia.                                                    Jean-François de La Pérouse, detto semplicemente La Pérouse (1741-1788) è inviato dal re Luigi XVI a navigare nelle coste del Pacifico con il semplice scopo di tornare con una mappa più affidabile. Una volta approdato sulle coste di una terra che, allora come oggi, si chiama Sakhalin, ma che all’epoca apparteneva ancora al dominio cinese, cercò di capire se questa fosse un’isola o una penisola. Alla corte del re di Francia questo territorio era già noto, ma alcuni pensavano fosse una penisola, altri un'isola.                                                                                                                            Perciò, si rivolge a un abitante del luogo che dimostra capacità eccellenti di fornire informazioni dettagliate sia sul piano geografico che nello specifico ambito della navigazione. L’anziano abitante di Sakhalin disegna sulla sabbia la mappa di cui il francese ha bisogno, un altro, più giovane, invece prende uno dei fogli dell’esploratore per copiare con precisione, per lui, le tracce sulla sabbia.                                                                                                                                                                                                                          Le mappe, sostiene Latour, sono identiche, ma qual è l’enorme differenza che è importante registrare tra le due rappresentazioni, ovvero tra i due diversi approcci geografici? Il punto sta proprio nella necessità materiale di oggetti, ‘things’,&nbsp;che ‘devono essere in grado di resistere al viaggio di ritorno senza deteriorarsi’ (Latour, 1981:7) e devono essere in grado, pertanto, di portare prove convincenti, se non decisive, per stabilire, una volta di nuovo nella reggia di Versailles, quali teorie fossero giuste, quali correnti di conoscenza privilegiare, a danno di altre e, soprattutto, ‘chi si impossesserà di questa o quella parte del mondo e quali rotte le prossime navi dovranno percorrere.’ (id.: 5).</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-09-24 06:55:18 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Primo spunto: Le parole dell&#39;antropologo Claude Lévi-Strauss nel 1988</title>
         <author>massimomilella101080</author>
         <link>https://padlet.com/massimomilella101080/2vhg8gegpu3vpnvo/wish/3601277115</link>
         <description><![CDATA[<p>Le parole di Lévi-Strauss (in francese) sono ascoltabili dal minuto 24.20 a 26.36   </p><p><br></p><p>La caratteristica di questo spettacolo di un grande compositore e artista contemporaneo tedesco, Heiner Goebbels (Stifters Dinge, 2002) è che per quasi tutta la sua durata, non ci sono esseri umani in scena, né attori, né attrici, ma solo macchine, tubi, meccanismi, pianoforti che suonano da soli, proiezioni, luci, acqua, fumi, ecc.                                                                    </p><p>Una delle registrazioni che si sentono durante lo spettacolo riproduce la conversazione tra un giornalista di nome Chancel, molto attivo in scenari di guerra nel mondo, e il grande antropologo e filosofo francese Claude Lévi-Strauss (1908-2009).                                                     </p><p><br></p><p>Il giornalista  interroga lo studioso su una questione che, come rivelerà, gli sta a cuore: ‘Lei pensa, Lévi-Strauss, che esista un territorio oggi che non sia ancora stato mai scoperto?’. Il suo ospite, però, non esita neppure un istante nel negare ogni apertura a questa possibilità: "No!". L’intervistatore sembra deluso e insiste: ‘Non è possibile? Non possiamo sognare un’isola, un posto nel mezzo della giungla, davvero molto molto lontano, altrove? Sono convinto di sì, questo mi fa ancora sognare’.</p><p>                                </p><p>Nel tornare a immaginarci la scena completamente disabitata dello spettacolo <em>Stifters Dinge</em>, sentiamo la voce di Lévi-Strauss sprofondare in un istante di silenzio per cercare le parole giuste.                                    </p><p>Lévi-Strauss dice: ‘Ascoltate, possono esistere dei luoghi – e sicuramente ne esistono – in cui non siamo passati molto spesso, e dove, di conseguenza, si ritrova una freschezza originaria. Ma che siano totalmente vergini, totalmente sconosciuti, no: credo che non ne esistano più, e che coloro che se li immaginano si illudano.’</p><p>                            </p><p>La conversazione muta direzione e si sposta dai territori vergini&nbsp;a un’altra suggestione immaginaria: quale personaggio del passato Lévi-Strauss avrebbe voluto conoscere oggi, se ne avesse la possibilità?</p><p>Con chi Lévi-Strauss trascorrerebbe ‘una serata’, con Mozart, Beethoven, altri’?</p><p><br></p><p>Lévi-Strauss chiede: "Intende dire, con la persona o con l'opera?"                                                  </p><p>Il giornalista precisa: "Con la persona!"               </p><p> Lévi-Strauss allora risponde: "Nessuno."               Giornalista: "Nessuno? Ma è triste!"                      </p><p>Lévi-Strauss: "Senta, se mi dicesse con un cane, con un gatto, allora sì..."     </p><p>Giornalista: Ma allora voi non avete alcuna fiducia nell'uomo" Lévi-Strauss: "Beh, non mi pare che ci siano molte ragioni per avere fiducia nell'uomo".</p><p>                                </p><p>Bisogna tenere conto che l'intervista è stata realizzata nel 1988, quando Lévi-Strauss era molto anziano, ma è importante considerare anche che questo grande antropologo ha studiato la natura umana e le comunità dell'uomo per tutta la vita, in quasi ogni angolo del pianeta. Di fiducia nell'umanità ne ha avuta parecchia, dunque. Per questo, colpisce molto il suo commento. In realtà Lévi-Strauss vivrà fino a 101 anni! Il suo pensiero potrebbe essere cambiato ancora molte volte. </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-09-24 07:08:37 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Quarto spunto: un discorso di Josep Borell. Riflessioni intorno all&#39;Eurocentrismo</title>
         <author>massimomilella101080</author>
         <link>https://padlet.com/massimomilella101080/2vhg8gegpu3vpnvo/wish/3623847434</link>
         <description><![CDATA[<p>Josep Borell è un politico di grande esperienza, che ha ricoperto incarichi molto importanti nell'Unione Europea. Questo discorso, di cui condivido un estratto, tradotto in italiano, è stato assai criticato per via di posizioni eurocentriche: da un lato il "giardino" europeo, dall'altro "la giungla" del resto del mondo. Lo stesso Borell ha poi presentato le sue scuse qualche giorno dopo, aggiungendo che non voleva in alcun modo intendere una superiorità europea rispetto al resto del mondo. Ma non è importante per noi la sua posizione personale. Il suo discorso è in realtà molto interessante perché ci dà l'opportunità di cominciare a riflettere su cosa possiamo intendere per "eurocentrismo". E, soprattutto, di capire insieme in che modo la geografia possa aiutarci a "esplorare" gli altri continenti, nel programma di quest'anno, sul piano fisico, umano, politico, antropologico, ponendoci sempre delle domande, innanzitutto, sulla nostra prospettiva di partenza. Con che occhi studieremo il "resto del mondo"?</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-10-08 15:15:58 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Quinto spunto: &quot;Viaggio sulla luna&quot; di Georges Méliès (1902). Una prospettiva coloniale?</title>
         <author>massimomilella101080</author>
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         <description><![CDATA[<p>Georges Méliès è stato uno dei geniali pionieri del cinema mondiale. Inventore di tecniche e di effetti per la sua epoca stupefacenti, fu tra i primissimi a credere fortemente che il cinema potesse un giorno conquistare il pubblico con delle opere di finzione, di fantasia. </p><p><br></p><p>Abbiamo visto pochi estratti del suo film "Il viaggio sulla luna" nei quali abbiamo ricostruito alcune dinamiche che possono raccontarci molte cose sulla prospettiva coloniale. Nella straordinaria fantasia di Méliès (che trae spunto dalle storie e dalle leggende della letteratura dei secoli passati, ma soprattutto dei racconti di Jules Verne) la conquista della luna diventa il racconto dell'esplorazione di una terra nuova e ostile, abitata da indigeni (gli abitanti della luna, i "seleniti") metà uomini e metà animali, organizzati come tribù dipendenti da un monarca. Tra esploratori e indigeni scoppia subito una guerra, tra lotte e inseguimenti. Quando un abitante della luna, per sbaglio, si aggrappa al razzo che riporta sulla Terra gli esploratori, la sua sorte sarà quella di diventare uno schiavo, incatenato e mostrato in piazza, mentre tutti esultano per la riuscita dell'impresa. Oltre ad ammirare il genio di Méliès, al quale il cinema deve tantissimo, non si può non intuire in questa vicenda una narrazione tipica del colonialismo. Ma non bisogna semplificare troppo il discorso: ci torneremo su! </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-10-08 15:29:52 UTC</pubDate>
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         <title>Jan Vermeer, Soldato con ragazza che sorride</title>
         <author>massimomilella101080</author>
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         <description><![CDATA[<p>Jan Vermeer, Soldato con ragazza che sorride, 1658, olio su tela, 50,6 x 46 cm, Frick Collection, New York</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-10-14 16:08:04 UTC</pubDate>
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         <title>uno dei primi paesaggi_Roelandt Savery</title>
         <author>massimomilella101080</author>
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         <description><![CDATA[<p>Roelandt Savery, <em>Extended valley, view between two high cliffs</em>. Louvre, Paris, France. Photo by Michèle Bellot. Courtesy of Réunion des Musées Nationaux/Art Resource, NY.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-10-14 16:18:07 UTC</pubDate>
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         <title>Albrecht Dürer, un cespuglio (1503)</title>
         <author>massimomilella101080</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-10-14 16:20:50 UTC</pubDate>
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         <title>View of Delft, Johannes Vermeer</title>
         <author>massimomilella101080</author>
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         <description><![CDATA[<p>Johannes Vermeer, Veduta di Delft, 1660-1661, olio su tela, 96,5 x 115,7, Mauritshuis, L'Aja</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-10-14 16:23:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>massimomilella101080</author>
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         <description><![CDATA[<p>Ambrosius Bosschaert, Vaso di fiori, prima metà del 1600, olio su tavola, 66,5 x 51,5 cm, Alte Pinakothek, Monaco di Baviera</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-10-14 16:39:44 UTC</pubDate>
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